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Il Progetto Stargate – programma segreto della CIA ispirato a Stranger Things - includono "Il Cristallo Magico", un affascinante articolo scientifico dello scienziato sovietico G. Sergeyev sulla superconduttività del cervello umano.
L'articolo, originariamente pubblicato nel numero di settembre 1978 del settimanale sovietico Nedelya, classifica il cervello come un grande "cristallo liquido", contenente elettroni che, "sotto l'influenza di diversi campi", possono essere attivati per creare campi elettromagnetici ad alto gradiente.
Sergeyev sottolinea la capacità del cervelNedelyalo di creare un "effetto di tunneling spaziale", "analogo ai fenomeni elettromagnetici nell'ingegneria radio", con alcuni individui che dimostrano la capacità di "controllare questo processo a volontà" per influenzare mentalmente o addirittura fisicamente gli altri.
Il dottore ha ricordato un esperimento che coinvolgeva una donna che riusciva a proiettare forme geometriche su carta fotografica vuota usando solo la sua mente, e un altro in cui un'altra donna induceva contrazioni nei muscoli della gamba di una rana in soluzione salina.
"In entrambi i casi è stata osservata un'intensificazione della forza del campo bioelettrico e di [vortici] magnetici vicino ai soggetti. Tutto questo è stato registrato da un dispositivo speciale chiamato bioplasmografo" - realizzato da una sostanza organica che registra l'energia cinetica.
“Questa energia non è grande. Tuttavia, se fosse amplificata con mezzi radiotecnici moderni, in futuro potrebbe essere possibile creare un sistema di forza il cui centro sarebbe il cervello umano o un suo modello a cristallo liquido”, ha sostenuto Sergeyev.
La CIA ha preso così sul serio il lavoro del russo, da includerlo in un lungo rapporto del febbraio 1980 sulla "Ricerca e Sviluppo in Parafisica". Questo è stato quasi mezzo secolo fa.
Immaginate le capacità che l'agenzia e altre corporations potrebbero avere oggi, come ad esempio:

🔴 sensori moderni ultrasensibili che rilevano a distanza l'attività cerebrale e lo stato emotivo.

🔴 onde radio ad alta frequenza e campi elettromagnetici che confondono i bersagli.

🔴 strumenti per la raccolta di bioenergia tramite una rete distribuita di torri "cellulari".

🔴 inserimento elettronico di comandi nel subconscio delle vittime (MK Ultra docet).

Non sapremo mai con certezza fin dove si sia spinta la ricerca segreta della CIA sul controllo mentale.
Sebbene i documenti declassificati sul progetto MKULTRA abbiano svelato l'uso di droghe, ipnosi e privazione sensoriale su soggetti ignari, gran parte degli archivi è stata (casualmente, eh?) distrutta. Quello che è emerso è quindi solo la punta di un iceberg ben più profondo e inquietante.

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Secondo il dottor Joel D. Wallach - medico veterinario, naturopata americano - “l'Alzheimer è una malattia causata dal medico”.
La sua provocazione si basa su un ragionamento che parte dalla mielina, la guaina lipidica isolante e protettiva che avvolge gli assoni, ovvero i fili conduttori dei neuroni, con lo scopo di aumentare la velocità di trasmissione degli impulsi elettrici, garantendo l'isolamento elettrico delle fibre nervose.
La mielina è composta principalmente da proteine e acidi grassi, con un'altissima concentrazione di acqua. Il grasso più abbondante è il colesterolo (circa il 70%), fondamentale per donare stabilità e fluidità alla guaina.
Anche la sostanza bianca cerebrale, situata all'interno dell'encefalo, ne è estremamente ricca.
Non a caso, nel cervello si concentra il 25% di tutto il colesterolo presente nel corpo umano: in termini assoluti, su circa 100 gr totali dell'organismo, ben 25 grammi si trovano racchiusi nel sistema nervoso centrale.
Le statine distruggono il colesterolo e ne bloccano la produzione nel cervello, privandolo della sostanza di cui ha disperatamente bisogno per rimanere isolato e funzionale.
L’equazione è semplice ma d'impatto:

[ poca mielina = poco cervello ]

Che sia per questo che l'Alzheimer è passato dall'essere una patologia quasi sconosciuta alla quarta causa di morte tra gli over 65?
Ci hanno ripetuto per decenni di abbassare il colesterolo perché pericoloso, mentre il cervello ne era affamato.

Questo non è “invecchiamento”, ma una patologia iatrogena!

Non siamo di fronte a un inevitabile declino biologico dovuto all'età, bensì a un danno neurologico indotto dagli stessi trattamenti medici.
Si tratta di negligenza medica su scala globale.
I fatti storici sembrano muoversi in parallelo: in Italia, i medici hanno iniziato a combattere il colesterolo in modo strutturato e diffuso a partire dalla seconda metà degli anni '80, consolidando una vera e propria "guerra medica" nel corso degli anni '90.
Prima di allora, l'ipercolesterolemia era considerata un fattore clinico quasi secondario.
Successivamente, tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90, sono arrivate le statine. E, fatalità, le diagnosi di Alzheimer in Italia hanno iniziato a crescere proprio in quel periodo, per poi subire un'impennata esponenziale.

Ma l'attacco al nostro sistema nervoso non arriva solo dall'interno dei canali medici: si consuma contemporaneamente anche sul fronte esterno.
Parallelamente alla diffusione di queste terapie, l’inquinamento ambientale da metalli pesanti e l'elettromagnetismo hanno contribuito ad avvelenare l’uomo. Queste sostanze - come piombo, mercurio, alluminio, arsenico, cadmio e l'elettrosmog - agiscono in perfetta e drammatica sinergia, essendo anch'esse in grado di distruggere la mielina.
In tossicologia e neurologia questo fenomeno è ampiamente documentato e prende il nome di “demielinizzazione tossica” o “ipomielinizzazione”.
I metalli penetrano negli oligodendrociti bloccandone il metabolismo: il risultato è lo sfaldamento e il progressivo dissolvimento della guaina mielinica.
Inoltre generano enormi quantità di radicali liberi che aggrediscono i legami chimici dei grassi attraverso la perossidazione lipidica, provocandone la degradazione.
La parte più inquietante è che sono in grado di danneggiare le cellule endoteliali della barriera emato-encefalica (il filtro biologico ultra-selettivo che protegge il cervello e che consente il passaggio solo di nutrienti, ma blocca l'ingresso a tossine, batteri).
Una volta creata questa "falla" nel sistema di sicurezza, sono liberi di penetrare (trascinando con sé una varietà di microrganismi come candida e batteri) nel tessuto cerebrale, accumulandosi negli astrociti e nei neuroni e amplificando drammaticamente il danno demielinizzante.
La logica conseguenza è che la degradazione della mielina e l'esposizione ai metalli pesanti sono importanti cofattori sinergici nello sviluppo e nella crescita della demenza.

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La Cochrane Library è una delle fonti più autorevoli e affidabili nel campo della medicina basata sull'evidenza. In pratica un database che raccoglie revisioni sistematiche, studi clinici e varie metodologie scientifiche. E' gestita dalla Cochrane Collaboration, un'organizzazione no-profit internazionale (indipendente) fondata nel 1993 a Londra.
Proprio ieri (16 aprile 2026) hanno pubblicato una interessantissima revisione sull'efficacia e la sicurezza degli anticorpi monoclonali per il trattamento dell'Alzheimer.
Gli anticorpi monoclonali sono sviluppati in laboratorio e progettati per legare in maniera selettiva un singolo antigene. Chiamati “monoclonali” perché sono prodotti a partire da un solo clone.
E siccome costano assai rappresentano una vera e propria manna dal cielo per Big Pharma.
Per la demenza gli anticorpi monoclonali hanno lo scopo di eliminare la famosa proteina Beta Amiloide (Aβ), nota per accumularsi nel cervello formando placche e provocando la morte dei neuroni e la neurodegenerazione. Così dice la Scienzah. Secondo i medici infatti sarebbe una delle cause principali della malattia di Alzheimer! Ma non è così, come spiego anche nel mio libro "Alzheimer: l'epidemia silenziosa". Ci sono persone con le placche nel cervello e senza demenza, e persone con degenerazione cognitiva senza placche. Quindi, come la mettiamo?
Ecco le interessanti conclusioni degli autori della revisione Cochrane (quasi tutti italiani):
"L'effetto degli anticorpi monoclonali diretti contro la proteina beta-amiloide sulla funzione cognitiva e sulla gravità della demenza a 18 mesi in persone con lieve deterioramento cognitivo o demenza lieve dovuta alla malattia di Alzheimer è trascurabile, mentre sulla capacità funzionale è al minimo" .
Attenzione non solo non servono a nulla ma presentano anche rischi. Ecco perché alla fine della revisione i ricercatori si auspicano che la ricerca futura sui trattamenti per la malattia di Alzheimer si concentri su altri meccanismi d'azione.
Personalmente ho tanti dubbi che i loschi figuri dietro l'industria chimica mollino l'osso, e sapete perché? Per via dei prezzi esorbitanti di questa sbobba genica.

Gli anticorpi monoclonali per l'Alzheimer, come Lecanemab e Aducanumab, infatti negli Stati Uniti costano tra 26.000 e oltre 50.000 dollari all'anno PER paziente!

Avete capito? Decine di migliaia di bigliettoni verdi ogni anno e per singolo paziente! Cifre colossali se diamo per buone le stime ufficiali che parlano di oltre 55 milioni di persone con una demenza. Mentre le previsioni sono a dir poco catastrofiche: il numero è destinato ad aumentare notevolmente con 78 milioni entro il 2030 e 139 milioni entro il 2050.
Quindi stiamo parlando di centinaia (per non dire migliaia) di miliardi di dollari!
Nel frattempo nessuno in ambito medico ufficiale comprende realmente come mai la coscienza di sempre più persone, anche giovanissime (ho conosciuto un 50enne con l'Alzheimer😳), risulti annichilita! Siamo di fronte al dilagare di una vera e propria pandemia silenziosa e a loro interessa esclusivamente spacciare veleno costosissimo.

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Con il termine "asse intestino-cervello" (gut-brain axis) si fa riferimento alla straordinaria comunicazione bidirezionale costante tra apparato gastrointestinale e cervello.
Data l'importanza del microbiota nella modulazione delle vie di segnalazione neuronali e ormonali, si parla sempre di più di "microbiota-gut-brain axis".
La bibliografia sulla connessione tra stato del microbiota intestinale ed effetto sul cervello, cresce ogni giorno che passa, ecco perché nessuno più mette in discussione il collegamento tra i due cervelli: sistema nervoso centrale e sistema nervoso enterico!

MICROBIOTA
Nel nostro organismo vivono in simbiosi una quantità industriale di microrganismi (batteri, micobatteri, funghi e altro), che vanno a costituire appunto il microbiota.
Ogni mucosa, ogni distretto del nostro corpo possiede un proprio pool di microrganismi caratteristico.
Stiamo parlando di circa 1,5-2kg di peso!
Per complessità di microrganismi e l'impatto sulle funzioni organiche, il microbiota è un super organo che vive in simbiosi mantenendoci in salute. Quello che gioca un ruolo primario è il numero e il tipo di batteri di cui è costituito.
Ecco perché si parla di eubiosi ("eu-bios", buona vita) quando le specie batteriche che lo popolano sono in equilibrio tra loro. In caso contrario si parla di disbiosi ("dis-bios", cattiva vita) con un impatto negativo non solo nell'intestino ma anche a livello immunologico, metabolico e soprattutto neuropsichiatrico!
L'alimentazione è uno dei pilastri per il benessere del microbiota, ma per fortuna la Natura abbonda di molecole eccezionali…

SIN COLUX
Un integratore naturale in grado di aiutare questo importantissimo asse intestino-cervello è SIN COLUX.
Favorisce l’equilibrio della flora intestinale (disbiosi, colon irritabile, colite, diarrea, infiammazioni e sindrome dell'intestino gocciolante) fornendo una corretta e sana nutrizione ai microrganismi simbionti che vivono nei nostri intestini.
L'Acido Butirrico infatti è la principale fonte di energia delle cellule del colon, aiuta a mantenere l’integrità della mucosa, favorendo la riparazione delle lesioni.
L'Alfa-Lattoalbumina è una sieroproteina del colostro che ha azione prebiotica/antibatterica intestinale, antinfiammatoria, mucoprotettiva. Riduce infiammazione e la permeabilità intestinale, ricostituendo e preservando l’integrità della barriera intestinale.
I FOS sono zuccheri semplici che aiutano la flora batterica intestinale a riprodursi in maniera sana
Il Saccharomyces Boulardii è un probiotico che contrasta la diarrea, aumenta le difese immunitarie e migliora i sintomi della sindrome del colon irritabile.

Cosa aspetti? Aiuta il tuo intestino e di conseguenza anche il tuo cervello con SIN COLUX!
(https://malaikacuorenatura.it/product/sin-colux/)

Le galline hanno accompagnato la storia dell'umanità fin dai tempi più remoti, sembra infatti che l'origine geografica della specie gallus gallus domesticus (nome scientifico dell'animale) sia la piana dell'Indo. Tant'è che troviamo testimonianze del loro uso anche nelle civiltà indiane, presso gli antichi egizi, babilonesi fenici, greci e romani.
L'uovo è sempre stato considerato sacro, identificato con l'origine della vita del mondo, per i Romani era simbolo di fecondità per i Greci era la madre di tutte le cose. Per gli alchimisti l'uovo era lo spazio entro cui avviene la magia alchemica.
Attorno alle virtù afrodisiache dell'uovo, sono fioriti riti e credenze. Il poeta latino Ovidio nei consiglia il consumo prima di affrontare passioni erotiche, per il cuoco Apicio è l'ingrediente principe per sostenere le fatiche del talamo.
Il tuorlo oltre a migliorare le persone di Eros sembra anche moltiplicare la potenza e l'efficacia del seme maschile (spermatozoi). Anche l'albume ha il suo perché: il famoso seduttore Giacomo Casanova nelle sue memorie scrive che prima di un'impresa amatoria si gustava un'insalata di chiara d'uovo condita con olio e aceto.

Ciclo di ovulazione
Le galline depongono le uova seguendo un ciclo di ovulazione che dura dalle 24 alle 26 ore. Questo ciclo inizia con il rilascio di una cellula uovo, il tuorlo dall'ovaio, il quale scende nell'ovidotto, dove viene circondato da strati di albume, membrane e infine dal guscio. Questo processo avviene indipendentemente dal fatto che l'uovo sia fecondato dal gallo o meno.
Le uova sono un super food unico, contengono infatti: Vitamine A, B1, B2, B3, B6, B7, B12, E, D, K; Potassio, Zinco, Tiamina, Riboflavina, Luteina, Lecitina, Ferro, Acido folico, Acido Pantotenico, Niacina (Vitamina PP), Biotina, Colina, Selenio, Zeaxantina, Fosforo, Acidi grassi Omega-3, Omega-6 (EPA e DHA).
Per non parlare dell'albume ricco di proteine biodisponibili come: ovoalbumina, conalbumina, ovoglobuline, ovomucina, avidina e lisozima.

Dono propiziatorio
All'arrivo della primavera gli antichi persiani si scambiavano uova di gallina come dono propiziatorio e simbolo di rinascita. E come sempre nella storia, il cristianesimo ha fatto sua questa usanza vedendo nell'uovo il simbolo della Resurrezione di Cristo.
La tradizione di scambiarsi le uova di cioccolato per Pasqua e quella di preparare piatti con le uova hanno una origine mistica.

Quindi cosa aspetti? Mangia uova come non ci fosse un domani e manda a fare in culo il prete in camice bianco, l'oracolo che ancora vede il colesterolo un grasso pericoloso per la salute pubblica!!!

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Oggi abbiamo a disposizione tecniche pazzesche come la Tomografia a emissione di positroni e la Risonanza magnetica funzionale che consentono di vedere quali zone cerebrali sono attive in un determinato momento. Su uno schermo compare l'immagine del cervello con le aree attive illuminate. È sufficiente pensare a qualcosa, per esempio un movimento da effettuare con la mano, perché si illumini una zona specifica del cervello.
Il pensiero è dunque legato all'attività nervosa e quindi organica del cervello.
Ma è il pensiero che determina l'attivazione di quell'area cerebrale? Oppure è quell'area che determina il pensiero?
Domande ancora prive risposta per la scienza ufficiale e rimarranno tali per molto tempo ancora.
Le scienze esoteriche invece insegnano che l'energia segue il pensiero, quindi è il pensiero che innesca il processo.
Se gli eventi mentali sono eventi cerebrali, quindi materiali/organici, e in ogni caso sono in grado di influenzare molecole, ormoni, cellule e circuiti nervosi è logico aspettarsi che qualsiasi attività mentale sia in grado in qualche modo di agire sul cervello e anche su tutto l'organismo.
Ecco il motivo per cui si parla di interazione mente-cervello-corpo.

MENTE-CERVELLO-CORPO
Esiste una vera e propria interfaccia fra il cervello e il resto del corpo, una struttura chiamata ipotalamo che si trova alla base del cervello.
Tale struttura riceve tutte le informazioni e di conseguenza né è influenzata: ansia, angoscia, depressione, rabbia da un lato; gioia, entusiasmo e felicità dall’altro ci influenzano giorno dopo giorno.
A sua volta l'ipotalamo è connesso con tutto il corpo attraverso almeno due vie.
La prima è costituita dai nervi e forma i sistemi: ortosimpatico e parasimpatico. La seconda via è di tipo ormonale e usa sostanze chimiche (neurotrasmettitori) per influenzare tutto l'organismo!
L'ortosimpatico entra in funzione durante le fasi di stress, di conflitto, gli stati di allerta e attenzione, mentre il parasimpatico (detto sistema vagotonico) è più correlato alle situazioni di calma e rilassamento, la fase di riposo dove si è sempre stanchi.
L'ortosimpatico serve a mettere in moto quei meccanismi di difesa che ci servono per sopravvivere.
Come spiegherò nel libro, le reazioni alla paura servono a preparare l'organismo alla lotta o alla fuga. Le due strade contemplate dall'evoluzione.
Se la specie umana e tutti gli animali non provassero paura saremmo tutti estinti da millenni.
Sebbene queste reazioni siano del tutto normali e biologiche, fondamentali per la sopravvivenza, un loro protrarsi nel tempo può essere deleterio. L'attività del cuore e la pressione sanguigna aumentano e anche l'intestino non funziona correttamente. Una reazione così prolungata che attiva l'ortosimpatico a lungo può portare a numerosissime patologie moderne…
L'ipotalamo è collegato direttamente ad un'altra importante ghiandola endocrina: l'ipofisi.
Oggi sappiamo che è l'ipotalamo a decidere vita e morte degli ormoni secreti dall'ipofisi, quindi se debbano essere attivati o inibiti, rilasciati in grande o in piccola quantità. E ricordo che gli ormoni raggiungono tutte le parti del corpo, quindi la connessione ipotalamo-ipofisi-organismo è un asse cruciale!
Fra gli ormoni importanti da ricordare c'è l'ACTH che controlla le ghiandole surrenali ed è responsabile fra l'altro della regolazione della glicemia, del metabolismo, dell'acqua e del sistema immunitario.

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https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__come-uscire-dalla-paura-marcello-pamio-libro.php?srsltid=AfmBOor9U3A2AFQ_RKciDzCJRyFwduwHYQuvDivcUeMmvHvxkK6U3ZJj

E' uscita una nuova revisione sistematica che collega l'acqua fluorizzata ad un QI più basso nei bambini!
Questo nuovo rapporto solleva per l'ennesima volta il legame tra la presenza del fluoro nell'acqua potabile e livelli cognitivi nei giovani.
La ricerca è stata pubblicata su JAMA Pediatrics, e si tratta di una revisione di ben 74 studi.
I risultati non lasciano spazio a molti dubbi: esiste un'associazione statisticamente significativa tra una maggiore esposizione al fluoruro e punteggi inferiori del QI.
"Più un bambino è esposto al fluoruro, più è probabile che il QI del bambino sia inferiore a quello se non fosse esposto", ha scritto Kyla Taylor, autore dello studio e scienziato presso l'Istituto Nazionale di Studi sulla Salute Ambientale del National Institutes of Health.
Non solo per ogni piccolo aumento di fluoruro trovato nelle urine: “c’è una diminuzione di 1,63 punti QI nei bambini”.
Mentre i dentisti continuano a sostenere l'idiozia che il fluoruro sia fondamentale per la salute dei denti dei bambini, sempre più persone invece stanno prendendo coscienza e optano per dentifrici sani totalmente privi di fluoro!
Ce ne sono diversi in commercio e uno di questi è Blancodent: si tratta di un dentifricio in polvere naturale al 100% fatto solo di sostanze commestibili, cicatrizzanti e antinfiammatorie!
Perché oltre al fluoro c'è un altro problema che pochi sanno: la maggior parte delle paste dentifricie sono tossiche perché contengono anestetici, antimuffa e perfino antibiotici! Gli anestetici nel lungo periodo possono far perdere tono e vigore alle gengive, rendendole meno funzionali e aumentando le problematiche orali.
Boicotta la chimica e usa solo sostanze naturali!

Se volete saperne di più andate nel sito www.blancodent.it oppure chiamate il numero 0266304780

La "guerra al colesterolo" è una guerra contro la salute umana e in particolare contro il funzionamento cerebrale. Questo perchè il nostro encefalo è costituito per un quarto da questo grasso! Muovere guerra al colesterolo significa minare le nostre capacità celebrali.
Domande alle quali ho cercato di dare una risposta:
Cos’è il colesterolo e a cosa serve?
Sul colesterolo è stato detto tutto il male possibile e immaginabile. Se la medicina avesse avuto ragione, avremmo dovuto assistere ad un calo di tutte le patologie cardiovascolari. E’ andata effettivamente così?
Qual è il senso biologico del colesterolo? Infine cosa possiamo fare?

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Marcello Pamio

A luglio la FDA ha concesso al Neuralink del miliardario Elon Reeve Musk (ideatore delle automobili elettriche Tesla) una “designazione rivoluzionaria” del suo dispositivo consentendo al progetto di avanzare ulteriormente nelle fasi di test.
Elon Musk ha svelato al pubblico un prototipo funzionante di Neuralink: un impianto cranico in grado di comunicare con le cellule cerebrali.
E’ stato presentato come una cura rivoluzionaria per una serie di disturbi importanti (perdita di memoria, cecità, convulsioni, ictus e persino tossicodipendenza) la realtà è che siamo di fronte al preludio di una distopia da incubo!

Musk qualche giorno fa ha mostrato un dispositivo funzionante impiantato nel cervello di un povero maiale. Ecco cosa ha detto in apertura: “sono davvero entusiasta di mostrarvi quello che abbiamo. Penso che vi lascerà a bocca aperta.
La dimostrazione consisteva nel convincere una scrofa di nome Gertrude (con il chip cerebrale impiantato) a lasciare il suo recinto. A un secondo maiale invece avevano rimosso il dispositivo dimostrando che si può vivere benissimo anche dopo averlo tolto, mentre il terzo animale non aveva alcun dispositivo, e quindi fungeva da controllo.

L’ultima versione del Neuralink ha le dimensioni di una “grande moneta” ma è abbastanza sottile da stare attaccato al cranio: “invisibile e tutto ciò che puoi vedere dopo è una minuscola cicatrice", ha precisato Musk.

In effetti, potrei avere un Neuralink in questo momento e tu non lo sapresti - forse lo faccio
Elon Musk

La società spera di rendere il dispositivo accoppiabile con un'applicazione per smartphone tramite Bluetooth, per potenziali applicazioni mediche e persino per convogliare la musica direttamente nel cervello. Avete capito? Potremo ascoltare le canzoni di Sanremo direttamente da dentro l’encefalo.
Musk è dell’idea che sarà possibile installare l'impianto in meno di un’ora: “puoi entrare la mattina e lasciare l'ospedale nel pomeriggio, e senza anestesia generale”.

Lo scopo della sua dimostrazione era però accalappiare persone interessate: “Vogliamo che persone brave a risolvere problemi si uniscano all'azienda e ci aiutino a completare questo dispositivo, a prendersi cura degli animali, scrivere il software, creare i chip e produrre tutto”. E perché no, magari cercano anche cavie umane pronte a farsi aprire il cranio per l’innesto del chip!
Non a caso un utente scherzosamente, o forse no, ha risposto all’appello di Musk: “Se paghi il mio prestito studentesco e il mutuo, violerò le leggi sull'etica medica per far avanzare Neuralink. Posso essere comprato, parliamone”.

Moltissimi film di fantascienza partoriti dalla massonica Hollywood ci stanno programmando mentalmente ad un futuro nel quale uomini e macchine non solo convivono ma interagiscono fino a scambiare i propri ruoli: robot dall’aspetto umanoide e addirittura coscienze umane uploadate in macchine.
Gli organismi cibernetici sono sempre più una realtà perché il confine che separa la specie umana dalle macchine sta per essere superato...
Elon Musk è certamente un ottimo rappresentante di questa distopia che si chiama transumanesimo e postumano!


Marcello Pamio

Il fegato è la ghiandola più grande del corpo umano. Stiamo parlando di un organo del peso di oltre 1,5 kg le cui numerose funzioni sono vitali.
Il sangue che esce dallo stomaco e dall'intestino non passa direttamente nel torrente venoso per giungere al cuore, ma viene convogliato al fegato attraverso una fittissima rete di capillari, sfocianti poi nella vena porta (1). Altro sangue che riceve il fegato giunge dall'arteria epatica.
Il sangue di entrambe queste sorgenti (intestini e arteria epatica) nel fegato viene ripulito e filtrato dalle varie sostanze pericolose; i nutrienti messi da parte e usati nel processo metabolico, per poi finire nelle vene sovraepatiche e gettato nella grossa vena cava che lo porterà al cuore, e da qui in tutto l'organismo.
Il fegato è una fabbrica metabolica a dir poco strabiliante, continuamente all'opera e il calore prodotto al suo interno contribuisce anche al riscaldamento del corpo.

Ecco alcune delle funzioni del fegato:

  • trasforma gli alimenti trasportati dal sangue;
  • produce e secerne la bile;
  • elabora proteine importanti (fibrinogeno, albumine, globulina);
  • raccoglie ferro e rame, utili per la produzione delle cellule rosse del sangue;
  • detossifica le sostanze nocive assorbite dal sangue;
  • trasforma e immagazzina i carboidrati sottoforma di glicogeno;
  • gioca un ruolo essenziale nell'immagazzinamento e metabolismo dei grassi.

I DUE TESSUTI DEL FEGATO
Le cose dette fino a questo punto sono conoscenze risapute perfino dalla fisiologia canonica, quello che invece non viene preso in considerazione è che il fegato attraverso reti neurali specifiche è in relazione con DUE parti del cervello: il Tronco Encefalico (emiparte destra) e la Corteccia Grigia.
Tanto per capirci: le “funzioni” vere e proprie del fegato, quindi il suo “senso biologico”, risiedono in queste due aree cerebrali!
Quindi ci sono due aree cerebrali diverse per due tessuti (endoderma ed ectoderma), con due risentiti (conflitti) che possono manifestarsi in due tumori differenti...

FEGATO ENDODERMICO
La prima area, il Tronco encefalico governa la parte di fegato (epatociti) che deriva dal tessuto più arcaico, l’endoderma. Le sue funzioni sono: ACCUMULARE glucosio (zucchero) sotto forma di glicogeno e DEPURARE il sangue che arriva dall’intestino dalle “schifezze” e dalle tossine scaricandole con la bile.
Ora le vediamo entrambe seppur molto superficialmente:

1) ACCUMULATORE
Un “epatopatico comportamentale” si presenta come un ACCUMULATORE, una persona che non butta via nulla, che vive sempre nella sensazione che gli manchi qualcosa di vitale (soldi, beni materiali, ecc.).
In questo tessuto il tumore (adenocarcinoma) è a forma di una o più palline rotondeggianti e piene di glicogeno e bile (casualmente le funzioni governate dal tronco).
Il conflitto è:

"MANCANZA DEL BOCCONE VITALE"

Mentre una volta l'uomo faceva il conflitto di mancanza del boccone vitale quando realmente non aveva da mangiare, oggi purtroppo il termine “vitale” è diventato soggettivo e dipende dalle credenze e dai condizionamenti (famiglia, religioni, società) che abbiamo vissuto.
Il “vitale” è ogni qualvolta nella vita, cioè nel cervello, formiamo una rete neurale specifica collegata con un bisogno. I veri bisogni dell'essere umano sono: ARIA-ACQUA-CIBO-SONNO-SESSO (questo ultimo da intedersi non solo come fisicità, ma anche come relazioni). Tutto il resto NON E' VITALE.

Oggi purtroppo l'uomo moderno considera “boccone vitale” non solo il cibo, ma anche tutto quello che viene vissuto come tale! Qui arrivano i problemi, perché se siamo cresciuti in una famiglia dove i soldi erano visti come basilari, dove il percepito del denaro era vitale, se da adulti vivremo un qualsiasi conflitto di mancanza, o una perdita economica (fallimento), il Tronco si attiverà arrivando a generare un adenocarcinoma al fegato. Stessa identica cosa se la mancanza interessa l'auto, il rapporto di coppia, la famiglia, ecc.
Un esempio per tutti potrà chiarire il meccanismo. Se perdiamo improvvisamente il lavoro perché ci licenziano o perché fallisce la fabbrica (cose che accadono in Italia molto spesso), il cervello per superare il conflitto aumenta la funzione epatica creando accumuli di grasso (fegato steatosico) e glicogeno (zucchero). Statisticamente sarebbe molto interessante osservare i dati epidemiologici del cancro (o altre patologie) al fegato nelle persone lasciate a casa dal lavoro, rispetto alla media nazionale.

In soluzione, il tumore viene caseificato grazie all'intervento di funghi e micobatteri, oppure finisce incistato con formazione di cisti.
Una cosa importante da tenere in seria considerazione in questa fase risolutiva, è che si può formare ascite, un liquido sieroso che gonfia l'addome. Questo siero è ricchissimo di proteine per cui ogni volta che viene incoscientemente aspirato dal medico che ignora queste Leggi, il cervello lo riforma continuamente. Più liquido aspirato e maggiori saranno le proteine scippate da muscoli e organi andando di fatto a debilitare e dimagrire l'organismo in generale.
Ovviamente è tutta colpa del cancro se la persona viene consumata fino alla morte...

2) DEPURATORE
La seconda importante funzione del fegato è la disintossicazione e depurazione costante del sangue.
Ogni 4 minuti circa il sangue fa un giro completo del corpo, passando attraverso il fegato.
Tale ghiandola deve “supportare” e “sopportare” tutte le schifezze che gli arrivano costantemente dal sangue che esce dagli intestini.
Per cui se viviamo situazioni in cui ci sentiamo INCAPACI DI SOPPORTARE gli eventi, il fegato si attiva...

"INCAPACITA' DI SOPPORTARE
QUELLO CHE SI STA VIVENDO"

FEGATO ECTODERMICO
Il secondo tessuto ectodermico è collegato alla Corteccia Grigia che governa le Vie Biliari, le quali risentono e si aprono quando si è “incazzati”, rabbiosi, pieni d’ira e sempre nella sensazione di essere incastrati in una situazione spiacevole. Può essere una costrizione lavorativa, relazionale, un'identità non riconosciuta, ecc.
In questo tessuto il tumore (carcinoma) mostra molte lesione più fusiformi (dotti) con cellule prive di glicogeno e bile.

CIRROSI ED EPATITE
Anche le classiche manifestazioni patologiche del fegato dipendono dal tessuto interessato.
La cirrosi per esempio è legata all'endoderma (quindi “boccone vitale”) e deriva da continue recidive di un conflitto appunto di “mancanza”.
L'epatite, sempre più diffusa nella società moderna, è legata al tessuto ectodermico, e rappresenta la fase di risoluzione di un forte conflitto di Rabbia/Rancore delle Vie Biliari.

FEGATO: L'ORGANO DI DIO
Il termine “fegato” deriva dal latino “ficus”, cioè fico, l’unico frutto che secondo i vangeli viene dato da mangiare al Cristo. Quindi un frutto divino? Sembra proprio di sì perché con le foglie di fico Adamo ed Eva nascondevano la loro “dimensione” umana: prima erano esseri spirituali, ma con il fico si “accorgono” di essere terreni...
In ebraico Fegato si dice KaVoD, che significa “peso”, “onore”, “qualcosa di greve”, “rispetto”, etc. In gemiatria ebraica convertendo KaVoD in numeri si ottiene 26, lo stesso numero della parola Jahwè. Il fegato è l’organo che purifica il Sangue (44) dalle sue impurità e ci permette di vivere (44-26=18 questo numero è Vita in ebraico).
Quindi forse il fegato è l’organo che ci permette di elevarci a Dio? Di trovare la nostra parte più spirituale, se e solo se però ci liberiamo dalla zavorra materialistica, cioè dalla sensazione che ci “manchi qualcosa”?
Dall’altro il fegato ectodermico “parla” anche del bisogno di “cambiare noi stessi” e non gli altri.
La Rabbia ed il Rancore si generano infatti dall’ira che proviamo quando vogliamo che qualcuno o qualcosa cambi, all'esterno di noi. Quindi invece di cambiare noi stessi per primi, cerchiamo di far cambiare gli altri (cosa impossibile), e questa impotenza e frustrazione generano appunto rabbia e rancore...

CONCLUSIONE
Una patologia al fegato endodermico, qualsiasi essa sia (cirrosi, cancro, ecc.) sta portando alla luce una “mancanza vitale”!
Quindi la domanda da porsi è: “COSA CI MANCA?”, “DOVE CI SENTIAMO MANCARE?”
Un qualsiasi conflitto che interessa il fegato ci mostra che una parte di noi è saldamente ancorata ad una materialità, a certi tipi di bisogni (spesso non realmente vitali) che impediscono l'evoluzione, impediscono di diventare divini. Ecco perché il fegato viene detto l'organo di Dio...
E' utile sapere per una maggiore comprensione del senso biologico che molte persone hanno trovato giovamento da patologie epatiche recitando il Salmo 23:

IL SIGNORE E' IL MIO PASTORE:
NON MANCO DI NULLA!

Discorso religioso a parte, recitando queste due righe centinaia di volte al giorno, potrebbe accadere qualcosa di veramente miracoloso, che non ha nulla di mistico: il cervello infatti si potrebbe alla fine convincere che NON manca nulla di vitale...
Uscendo dall'aspetto biblico una persona potrebbe sostituire la frase da ripetere ogni giorno con la più neutra:

LA MIA VITA E' PIENA.
HO TUTTO QUELLO CHE MI SERVE
NON MI MANCA NULLA!

Ringrazio per la collaborazione, le informazioni scientifiche sulle connessioni mente-corpo il dottor Matteo Penzo e la “Scuola del Sintomo” (www.daleth.it)


Marcello Pamio

«Ogni uomo, se lo decide,
può essere lo scultore
del proprio cervello»

Santiago Ramon y Cajal, Premio Nobel per la medicina nel 1906

E’ l’organo più enigmatico e complesso dell’universo, e forse proprio per questo è l’unico del corpo umano il cui funzionamento ancora sfugge alla comprensione della scienza.
Le cifre che descrivono il cervello sono a dir poco astronomiche: in un volume di 1.500 centimetri cubi si racchiudono 100.000 milioni di neuroni che utilizzano fino a 19.000 dei 30.000 geni che compongono il genoma umano.
I neuroni si collegano tra loro mediante sinapsi e formano 1 miliardo di connessioni per ogni mm3 di corteccia cerebrale. Senza tener conto delle cellule gliali di supporto il cui numero è dieci volte tanto.

Come detto ogni neurone può collegarsi con altri mille intrecciando reti la cui complessità è inimmaginabile.
Se solo venissero messi in fila gli assoni dei neuroni del cervello di una persona, raggiungerebbero una distanza di 150.000 km, cioè quasi la metà della distanza tra la Terra e la Luna.
I neuroni comunicano tra loro mediante impulsi elettrici (e forse anche luminosi) grazie ad alcune sostanze chimiche note come neurotrasmettitori di cui oggi se ne conoscono circa un centinaio, ma in realtà il loro numero potrebbe essere molto più alto.

Staticità Vs neuroplasticità
Fin da piccoli ci hanno inculcato che il cervello è un organo statico e immutabile, per cui si nasce con un numero fisso di cellule (neuroni, ecc.) e man mano che passano gli anni se ne perdono costantemente e inesorabilmente. Questo processo prende il nome di invecchiamento.
Per fortuna che tale visione nichilista dell’uomo sta per essere soppiantata dai risultati sempre più eclatanti delle neuroscienze, che dimostrano come il cervello non resta immutabile, ma anzi, durante il corso della vita continua a trasformarsi. Tale proprietà si chiama «neuroplasticità» e riguarda tutti i livelli dell’organo, dalle sinapsi ai prolungamenti nervosi per giungere alle regioni funzionali.

Sulla plasticità del cervello sono interessanti le scoperte della d.ssa Maura Boldrini, una ricercatrice italiana che lavora al Dipartimento di Psichiatria della Columbia University. Secondo le sue ricerche il cervello continua a rigenerarsi anche nella terza età, grazie a riserve di «neuroni immaturi» (staminali) pronte a entrare in azione anche a 79 anni.
In pratica in ogni momento della vita vi sarebbero dei neuroni pronti ad entrare in azione e questo avverrebbe soprattutto nell’ippocampo, un’area cerebrale che gestisce e governa la memoria e che è la più danneggiata (guarda caso) nell’Alzheimer.

Quindi abbiamo visto che ogni cellula nervosa è collegata mediante sinapsi con molte altre, formando una rete di comunicazione così intricata che a confronto quella di internet è un banale quaderno a quadretti.
Ciascun gruppo di cellule svolge un lavoro specifico, alcune sono coinvolte nel pensare, nell’apprendere e nel ricordare, mentre altre aiutano a vedere, sentire, odorare, ecc.

Per svolgere questo immenso lavoro le cellule cerebrali devono ricevono forniture imponenti di alimenti e ossigeno per generare e produrre energia, costruire connessioni e soprattutto liberarsi dai rifiuti tossici, cosa quest’ultima cruciale per il benessere e la salvaguardia dell’organo. Esattamente come in una vera e propria fabbrica i blocchi e i guasti in un singolo sistema provocano problemi anche in zone distanti.
Con la diffusione del danno, non solo le cellule perdono la capacità di compiere il loro lavoro specifico, ma possono andare incontro a morte, provocando mutamenti e danni irreversibili nel cervello, quelli purtroppo visibili nelle patologie neurodegenerative.
Alla fine della fiera la medicina scopre nell’encefalo la presenza di placche amiloidi e strani grovigli formati da alcune proteine. Poi arriva la nefasta diagnosi di Alzheimer.
Quindi questa splendida e magistrale “macchina” può andare incontro a un declino organico e funzionale.
Non tutti lo sanno, ma stiamo parlando della patologia più diffusa al mondo sopra una certa età: di malati infatti ce ne sono nel mondo quasi 47 milioni e questa cifra è destinata, stando all’attuale andamento, a raddoppiare ogni 20 anni.

In Italia la demenza colpisce oltre 1.200.000 persone, che diventano una cifra imponente se teniamo conto che un nucleo familiare mediamente è costituto da almeno tre persone e quando l’Alzheimer fa la sua entrata in casa, sconvolge e rovina la vita di tutti, non solo del disgraziato a cui verrà lentamente cancellata e portata via la coscienza!

Cosa dicono le ricerche
Moltissimi degli studi e delle ricerche ufficiali pubblicate su PubMed (la più importante banca dati di biomedicina al mondo www.pubmed.gov) rivelano cose estremamente interessanti…
Le persone con l’Alzheimer presentano dentro il cervello, oltre alle placche amiloidi appena dette, anche metalli tossici (piombo, mercurio, alluminio) e svariati agenti patogeni (virus Herpes Simplex, Cytomegalovirus, funghi come Candida Glabratus e Candida Albicans, batteri orali come P. Gingivalis Treponema denticola, Tannerella forsythia e Porphyromonas gingivalis, ma anche Helicobacter pylori, Burkholderia, Borrelia, Chlamydophila pneumoniae, Pseudomonas, Firmicutes, Staphylococcus epidermidis, Stenotrophomonas maltophilia, ecc.).

Cosa ci fanno batteri, funghi e metalli dentro il cervello? Ma soprattutto la domanda cruciale è come hanno fatto a finire là dentro? Superando la membrana emato-encefalica che rappresenta una barriera selettiva!
La riposta probabilmente sta nel nostro secondo cervello, l’intestino, che già nel nome dice tutto (in-testino > in-testa…).
Se infatti la mucosa intestinale perdesse la sua centrale permeabilità, tutto il contenuto degli intestini: frammenti incompleti di proteine (per esempio caseina e glutine), acidi metabolici, batteri, funghi, parassiti, metalli e tossine varie, potrebbero finire nel circolo sanguigno, per essere poi trasportate in tutto l’organismo, cervello incluso.

Permeabilità intestinale
La mucosa intestinale è una barriera - più o meno come quella emato-encefalica - selettivamente permeabile che fa passare solo quello che serve all’organismo, bloccando tutto il resto. Questa sua funzione è determinata dalle cosiddette «giunzioni strette» o «giunture serrate» che contribuiscono a mantenere un’adeguata e corretta chiusura.
Negli ultimi anni stiamo assistendo però alla perdita dell’integrità di questa mucosa, non è un caso infatti che le diagnosi di «intestino permeabile» o «intestino gocciolante» stiano aumentando.
Questo punto è cruciale perché sempre le evidenze scientifiche parlano chiaro: l’alterazione della permeabilità intestinale è alla base dell’eziogenesi di malattie importanti del sistema gastro-intestinale (celiachia ma non solo), quelle autoimmunitarie, infiammatorie e degenerative, Alzheimer incluso.

Il discorso lo può capire anche un bambino: se la mucosa lascia “filtrare” o “gocciolare” tramite le giunture quello che è presente nell’intestino direttamente nel sangue, da una parte il sistema immunitario dovrà intervenire costantemente e pesantemente, e dall’altra si creeranno le premesse e il terreno idoneo all’aumento di infiammazioni in tutto il corpo, anche nel cervello. La costante iperattivazione del sistema immunitario va ad alimentare l’infiammazione cronica locale che ha dato origine alla permeabilità, creando un pericolosissimo circolo vizioso.
Le cause del danno alle giunture intestinali sono diverse: disbiosi intestinale, additivi chimici, alimenti spazzatura pregni di pesticidi, farmaci e vaccini, chemio/radioterapia, parassitosi e candidosi sistemica, alcol, stress, infiammazioni e infezioni costanti.
Anche alcuni acidi metabolici derivanti dalla digestione possono indurre serie problematiche, come l’acido propionico, un grasso a catena corta prodotto dai batteri, in grado di indurre neuroinfiammazione, stress ossidativo, disfunzione a livello mitocondriale e addirittura deplezione di glutatione. Questo acido viene prodotto dalla fermentazione di polisaccaridi, oligosaccaridi e gli acidi grassi a catena lunga dai batteri del colon. Quindi i carboidrati non digeriti, fibra e amido ne rappresentano la fonte principale. L’acido propionico da una parte riduce i livelli di glutatione nel cervello, rendendo l’organo molto più sensibile allo stress chimico dei vari inquinanti, dall’altra fa calare anche i livelli nel sangue degli acidi grassi essenziali della serie Omega-3.

Sfiammare la mucosa intestinale è prioritario, per cui è necessario quindi eliminare completamente gli zuccheri e i cereali raffinati (soprattutto quelli con glutine) e tutte le altre sostanze che provocano irritazione (alcolici, caffè, ecc.).
Fortuna vuole che in natura gli alimenti straordinari che aiutano a ripristinare la funzionalità intestinale non mancano: oltre alle numerose spezie e droghe, vi sono i fermentati, le verdure latto-fermentate (crauti, cetriolini, ecc.), il miso (fermentati di riso o soya) e la radice di Kuzu (eccezionale sfiammante). Tra le integrazioni ricordiamo la Glutammina (migliora la funzionalità della barriera intestinale e immunitaria), la Vitamina C (centrale per il collage) e il Serplus a base di latto-albumina. Infine i probiotici (lattobacilli, bifidi, ecc.) danno un contributo importante.

Se quanto detto è vero, la strada maestra nell’Alzheimer è il ripristino del corretto funzionamento della mucosa intestinale. Ma da sola non basta, perché se anche forse spiegato come le tossine finiscono dagli intestini nel sangue, dobbiamo capire come riescano poi a superare l’altra barriera impenetrabile, quella che protegge l’encefalo!
In questo caso purtroppo l’inquinamento elettromagnetico interferisce pesantemente. Nonostante la durissima scatola cranica, le onde elettromagnetiche (cellulari, wifi, onde radio, ecc.) penetrano senza problemi andando ad alterare fisicamente la barriera emato-encefalica. Questa alterazione ha come risultato la formazione di veri e propri “buchi”, attraverso i quali possono penetrare le tossine…

Di tutto questo e molto altro ancora me ne sono occupato nel libro «Alzheimer: l’epidemia silenziosa».
Dopo aver analizzato nella prima parte del testo qual è lo stato d’arte della scienza ufficiale, nella seconda ho intervistato una quindicina tra medici e ricercatori, che propongono interessanti strumenti terapeutici di intervento: percorsi che possono fare la differenza, se teniamo conto che la medicina ufficiale - come sempre - brancola nel buio più totale!

«Alzheimer: l’epidemia silenziosa. Come prevenire e curare la demenza», Marcello Pamio, edizione UNO. ISBN: 978-88-3380-049-3


Acquistabile in tutte le librerie oppure online nel sito Macrolibrarsi
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__alzheimer-l-epidemia-silenziosa.php 


Video in diretta radio di Marcello Pamio. Presentazione libro, "ALZHEIMER: L'EPIDEMIA SILENZIOSA. 
Acquistabile in tutte le librerie oppure online nel sito Macrolibrarsi
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__alzheimer-l-epidemia-silenziosa.php 

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