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I funghi sono creature misteriose. Spuntano all'improvviso, dal nulla, con le loro splendide forme e colori, e altrettanto rapidamente scompaiono.
Per migliaia di anni le loro sorprendenti apparizioni e le enigmatiche sparizioni li hanno resi una sorta di frutti proibiti.
Alcuni funghi sono in grado di ucciderci, altri possono guarirci, molti possono nutrirci e altri ancora possono stimolare un viaggio spirituale e un'elevazione della coscienza.
Per essere precisi, i funghi sono i corpi fruttiferi di una rete quasi invisibile chiamata micelio: il tessuto cellulare che sta sotto la terra dove camminiamo.
Il micelio è una specie di network di cellule fungine che permea tutti gli ambienti naturali.
Ma è anche il fondamento della rete alimentare e ciò che tiene insieme tutta la vita.
Queste immense reti sotterranee possono raggiungere dimensioni più grandi di qualsiasi altro organismo al mondo, arrivando a coprire anche migliaia di ettari.
Sotto i nostri piedi esiste quindi una rete vibrante di filamenti lunghi migliaia di chilometri, quasi microscopici, che ricicla aria, suolo e acqua in un ciclo continuo di equilibrio e reintegrazione.
Il solo motivo per cui possiamo camminare nei boschi è perché migliaia di specie fungine hanno decomposto tutti i detriti organici, riciclando il materiale morto e dando il via all'incessante rinnovamento dell’esistenza.
Attualmente si contano almeno 3 milioni di specie di funghi che popolano la Terra, ma alcuni ricercatori ritengono possano esisterne altri 100 milioni ancora da scoprire.
La capacità dei funghi di scomporre sostanze chimiche ed eliminare tossine è ampiamente nota e dimostrata. Sono in grado di assorbire, degradare o sequestrare i contaminanti che si sono accumulati o rilasciati nel suolo o nell'acqua. Ci riescono scomponendo gli idrocarburi complessi e le catene di molecole toxic in parti abbastanza piccole da consentire ad altri microrganismi di completare il lavoro, riportando così la vita in luoghi compromessi.
Detto in altri termini, sono le pietre miliari di tutte le specie, il collante nei regni della Natura che includono insetti, piante e animali. Rendono i nutrienti biodisponibili per tutti gli altri organismi.
Almeno il 70% dell’anidride carbonica presente sotto terra è costituita da funghi, sia vivi che morti.
Quello che fa impazzire i botanici è che i funghi fanno parte di un regno a sé stante: sono più strettamente imparentati con noi di quanto lo siano con i vegetali.
Organismi del tutto insoliti: il loro tessuto è più simile al tessuto animale che a quello vegetale, e anche il loro contenuto di nutrienti è più affine a quello degli animali che delle piante.
Questo è il motivo per cui i funghi non sono né piante né animali, ma stanno nel mezzo a questi due estremi. Costituiscono un regno completamente separato.
Sono composti principalmente da acqua e fibre, come le piante, e presentano organi riproduttivi come la frutta, ma in termini evolutivi occupano una posizione molto più vicina alla nostra.
Come è stato detto, i funghi che vediamo spuntare dalla terra sono i corpi fruttiferi del micelio. Provate a immaginare l'intero organismo come un enorme albero di melo sotterraneo, mentre il fungo è la mela.
Non avendo uno stomaco, si nutrono secernendo enzimi, come i nostri succhi gastrici, per scomporre il cibo fuori dai loro corpi.
Noi esseri umani possiamo rilevare cinque principali sapori: dolce, salato, acido, amaro e umami.
L’umami è anche il gusto che caratterizza proprio i funghi, a causa della presenza di tutti e nove gli aminoacidi essenziali per produrre proteine complete, non come quelle della carne, ma di migliore qualità. I funghi sono anche una fonte ottimale di vitamina D2.
La loro storia si perde nella notte dei tempi.
Alcune spore di funghi sono state trovate nei resti di una donna che morì circa 20.000 anni fa nell’attuale Spagna. In Egitto i funghi venivano chiamati “figli degli dei”.
Nel corpo mummificato di Ötzi (l'uomo di ghiaccio), risalente a circa 3.300 anni prima di Cristo, sono stati trovati due tipi di funghi: il Piptoporus betulinus che cresce sulle betulle ed è tuttora utilizzato per combattere le infezioni e come coadiuvante nella digestione, e il fungo “esca del fuoco”, ben noto per le sue capacità di facilitare l'accensione del fuoco.

PS: il prossimo articolo sarà dedicato ai Funghi magici...

Tratto dal libro "Funghi Fantastici"

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ACCADEMIA DELLA SALUTE
Un percorso formativo di 2 anni studiato per formare professionisti in Bio-Naturopatia, o per chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e arricchire le proprie conoscenze.
I principi fondanti del percorso sono la Medicina Naturale e le Leggi Biologiche.

I pilastri del percorso:
✅ Biologia e Fisiologia
✅ Nutrizione e alimentazione
✅ Fitoterapia e Floriterapia
✅ Aromaterapia scientifica
✅ Conoscenza e Consapevolezza
✅ Medicina complementare
✅ Idroterapia e Medicina tradizionale

🕉 Programma e calendario al sito www.accademiadellasalute.it

Ass. Scienza e Arte della Salute
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(vicino a Castelfranco Veneto)

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La Bio-Naturopatia è una disciplina olistica che utilizza le forze della natura e le conoscenze del funzionamento dell’essere umano considerandolo nel suo insieme: fisico, mentale, emozionale, spirituale. In Bio-Naturopatia la persona viene appunto considerata nella propria complessa totalità.

Il Bio-Naturopata è un professionista che propone metodiche e tecniche naturali che inducono a stimolare le energie e le risorse positive della persona per la piena espressione della vitalità individuale, in una visione globale dell’uomo riconosciuto come unità corpo-emozione-mente-spirito.


Sono davvero felice e orgoglioso di presentarvi, in assoluta anteprima, il mio ultimo libro.
Si tratta di un lavoro a cui ho dedicato anima e corpo, e che reputo profondamente importante e utile.
È un testo che tocca corde per me fondamentali e che spero possa offrirvi spunti di riflessione nuovi e risposte profonde.
Se volete saperne di più, ecco qui di seguito l'elenco delle tappe dove si terranno le prossime presentazioni del mio ultimo capolavoro: "Medicina Sagrada. Hamer e il senso biologico delle malattie".
Per la gioia di tutti, alle serate mi accompagnerà l'intera allegra brigata di tutti gli altri miei libri precedenti. Quindi, se avete parenti da convertire, amici ipocondriaci o se semplicemente dovete fare qualche dono per Natale, Pasqua, Ferragosto... beh, approfittate dell'occasione!
Venite a fare scorta, prima che diventino introvabili o che la censura ufficiale decida che sto rompendo troppo i maroni...
Vi aspetto, e mi raccomando, portate una mente aperta e, se volete, anche un penna stilografica per l'autografo! 😉

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Venerdì 2 ottobre, Castello di Godego (TV)

Scienza e Arte della Salute - ore: 20:45
https://www.artedellasalute.it/events/medicina-sagrada/

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Venerdì 9 ottobre, Padova (PD)

Centro Civico 140, Via Piovese 140 a Padova. Ore 20:45
Proiezione documentario: Nuova Medicina di Alberto Medici

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Sabato 10 ottobre, Adria (RO)

Ore: 18:30
Ristorante Ostello Amolara, Località Capitello 11
Tania 3479095454

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Venerdì 13 novembre, Vittorio Veneto (TV)

Ore: 20:45
Associazione Salus Bellatrix

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Jeanne Calment ha già 90 anni.
E' vedova e ha perso sia la figlia che l'unico nipote.
Essendo sola, decide di cedere il proprio appartamento con la formula francese del "viager": l'acquirente ottiene l'immobile alla morte del venditore, ma nel frattempo gli deve versare una rendita periodica.
A comprare la casa è un notaio di Arles di appena 47 anni: André-Francois Raffray.
L'accordo prevede una rendita di 2500 franchi al mese.
Considerata l'età della donna, l'operazione sembra un grandissimo affare.
Ma Jeanne Calment continua a vivere. Passano 10 anni. Poi 20. Poi 30 e il notaio continua a pagare senza mai riuscire a entrare in possesso dell'appartamento.
Alla fine del 1995, dopo 30 anni, ha versato circa 920.000 franchi, oltre il doppio del valore attribuito all'immobile.
Il colpo di scena arriva nel dicembre 1995 quando Andrè-François Raffray muore a 77 anni.
La donna ne ha 120.
Attenzione perché il contratto non si estingue: gli eredi del notaio sono tenuti a continuare a versare la rendita fino alla morte della proprietaria, che avverrà il 4 agosto 1997, circa 19 mesi dopo Raffray, alla veneranda età di 122 anni e 164 giorni!
Ancora oggi il Guinness World Records riconosce Jeanne Louise Calment come la persona più longevità, pienamente autenticata, nella storia!

Della serie, mai dare per scontato nulla nella vita!!!


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Nei giorni della Mostra del Cinema, tra finzione, ipocrisia e star di Hollywood, le forze lagunari hanno sgominato il pericolo pubblico numero uno: un blasfemo su due ruote che ha frenato in tempo.
Ecco com'è andata. Un pedone decide di attraversare la strada a caso, presumibilmente rimbambito dal proprio smartphone o alla ricerca di qualche influencer, proprio mentre sopraggiungeva un motorino.
Lo scooterista inchioda all'ultimo centimetro, salvando la vita al distratto viandante.
A quel punto il centauro si lascia andare a un sentito e liberatorio ringraziamento alla divinità, ovviamente "alla veneta".
Ed è qui che entrano in scena i veri protagonisti della giornata: i Vigili Urbani di Venezia, famosi in tutto il mondo per la loro leggendaria e fulminea solerzia, soprattutto quando c'è da fare cassa.
Sempre assenti quando c'è da gestire il caos dei vaporetti o i flussi turistici biblici — figuriamoci nella gestione del traffico — ma onnipresenti quando c'era da multare le persone senza museruola durante la psicopandeminchia.
Al Lido gli agenti dall'udito sopraffino si sono materializzati non appena hanno annusato l'odore dei soldi facili.
Non sentono le urla dei borseggiatori, ma riescono a captare una bestemmia a tre chilometri di distanza e pure controvento.
Con un comportamento degno della Santa Inquisizione, hanno inflitto al guidatore 102 euro di multa, sventolando il loro Santo Graal: l'articolo 724 del Codice Penale.
Per la salute epatica del guidatore, forse era meglio se lo avesse investito!

Quando il ridicolo circo mediatico si mette in moto all'unisono (tv, radio, social, TikToc, ecc.) andate pure in farmacia, ma a prendere la vaselina, perché dietro che c'è sempre una mega inchiappettata! Sempre.
I media lavorano solo sulla Paura, quindi sull'ignoranza delle pecore ammaestrate.
Basta un solo caso per far fiondare tutti a fare il vaccino. 😂
Gli ultimi anni mi sa che non sono serviti a nulla. Ma vabbè, fa parte del gioco e del karma di un popolo.
Per rispetto del dolore allucinante della famiglia, non dico nulla in merito al triste caso della bambina morta. Ma fate attenzione, perché quello che hanno raccontato i media non è la realtà dei fatti. Non lo è mai.
I pennivendoli venduti dei giornali sono solo megafoni del Sistema che vengono pagati per avvelenare le coscienze.
Cerchiamo solo di capire la realtà.
Il grafico sopra mostra l'andamento della difterite dal 1917 al 2011.
Non serve unalaurea o un pezzo di carta igienica appeso alla parete per osservare come l'incidenza della difterite stava calando spontaneamente moltissimi anni prima dell'introduzione del vaccino.
Chi sarà stato a far crollare i casi? L'ingerenza dello Spirito Santo o le migliorate norme igieniche?
Si nota un aumento dei casi alla fine degli Anni Venti.
Cosa potrà mai essere accaduto in America in quel periodo?
Ma guarda caso, siamo in concomitanza della Grande Depressione.
Il tristissimo e lungo periodo che ha sconvolto la popolazione dal punto di vista sociale, nutrizionale e soprattutto sanitario.
Il vaccino è stato inizialmente introdotto solo nel 1932, mentre il trivalente DPT (difterite, pertosse, tetano) nel 1953.
Quindi a cosa sono serviti?
Detto questo, secondo voi, quali saranno mai i paesi più colpiti dalla difterite?
Vi do un aiutino: India, Yemen, Nigeria, Indonesia e Africa. Tutti paesi devastati, dove le norme igienico-sanitarie e le condizioni sociali sono allo stato brado.
Riuscite a comprendere che i vaccini servono solo ad avvelenare gli organismo? La vera rivoluzione è sempre stata e sempre sarà l'acqua corrente, l'igiene, una corretta nutrizione e uno stato sociale sano.
Ma di cosa stiamo parlando?


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Era una notte umida quella del 18 agosto 1978 all’isola di Cavallo in Corsica.
Nella baia del porto erano ormeggiate quattro imbarcazioni: Coke, Master, Mapagià e Aniram, lo yacht del principe Vittorio Emanuele di Savoia, e infine Delfino azzurro.
Le barche erano di un gruppo di giovani della Roma bene, arrivati dalla Sardegna. In totale i ragazzi erano ventuno compreso un giovane velista tedesco di nome Dirk Hamer.
Erano giunti sull’isola con un unico scopo: il divertimento.
La mezzanotte era passata da un bel po’ quando la quiete della baia venne interrotta da un gesto goliardico. Alcuni ragazzi del gruppo dei romani, avendo bisogno di un mezzo per raggiungere la terraferma, decisero di “prendere in prestito” il gommone legato allo yacht di Vittorio Emanuele.
Quando il principe si accorse che il suo gommone stava per essere portato via, in preda a una cieca rabbia scese sotto coperta e impugnò la sua carabina deciso a farsi giustizia da sé.
Salì sul ponte della barca vicina (il Mapagià) urlando furioso nell'oscurità: «Voi, italiani di merda, vi ammazzo tutti».
Svegliato dalle grida, il chirurgo Nicky Pende si affacciò sul ponte e tra i due nacque un alterco violento, prima verbale e poi fisico. Il principe puntò l'arma ed esplose un primo colpo a scopo intimidatorio. Il medico si abbassò, altrimenti il colpo lo avrebbe raggiunto e poi gli si scagliò contro per disarmarlo, e nella colluttazione partì un secondo proiettile il cui rumore squarciò il silenzio dell'isola.
A quel punto entrambi finirono in acqua, e la lite sembrò finita nell'oscurità della notte. Nessuno si accorse che quel secondo colpo attraversò la carlinga dell’imbarcazione vicina dove, ignaro di tutto, il giovane Dirk stava dormendo tranquillo sotto coperta.
Il proiettile lo colpì all’altezza del terzo superiore della coscia destra, recidendo l'arteria femorale. Sarebbero stati i suoi amici e sua sorella Birgit a trovarlo agonizzante in una pozza di sangue.
I soccorsi sull'isola sperduta furono lenti e inadeguati e fu necessario trasportare il ragazzo ferito gravemente via mare fino all’ospedale Bonifacio, dove arrivò alle 6 del mattino.
Il 19 agosto alle otto venne portato in aereo a Marsiglia dove fu ricoverato nel reparto di emergenza di chirurgia vascolare. Qui procedettero all’amputazione della gamba destra fino all’altezza del ginocchio e poi fino all’anca. La mattina del 30 agosto il povero ragazzo venne trasferito in aereo alla clinica universitaria di Heidelberg.
Il calvario di Dirk iniziò in quella notte d'agosto e durò ben 111 giorni, attraverso numerosi interventi chirurgici e sofferenze indicibili, fino alla sua morte avvenuta l’8 dicembre 1978 in una clinica di Heidelberg tra le braccia di suo padre: il dottor Geerd Ryke Hamer.
Paradossalmente, il nefasto episodio fu l’incipit della codifica della Medicina Sagrada!
Pochi mesi dopo la morte violenta del figlio, il dottor Hamer scoprì di avere un tumore al testicolo. Oltre al danno pure la beffa. Stava ancora piangendo la perdita del figlio e si trovò a combattere anche il cancro.
Per uno scienziato scevro da pregiudizi e abituato a cercare nessi di causa ed effetto, quella diagnosi non poteva essere una coincidenza.
La morte di Dirk diventò così l'evento generatore, l’innesco che non a caso chiamò DHS, in onore del figlio: Dirk Hamer Syndrome.
Fu la chiave di volta esistenziale che permise ad Hamer di codificare le sue magnifiche scoperte, gettando in questo modo le fondamenta della Medicina Sagrada.
Arriviamo al paradosso di tutta questa storia. Se questo tragico evento non si fosse mai verificato, infatti, Hamer forse non si sarebbe ammalato di cancro al testicolo e, di conseguenza, non sarebbe giunto alla comprensione del nesso profondo tra psiche, corpo e mente.
La parola sacrificio ha un'origine antichissima e assai profonda. Deriva infatti dal latino sacrificium, composto dai termini sacra (rendere sacro) e facere (fare), quindi rendere sacra una cosa o compiere un'azione sacra.
Con la sua prematura morte, Dirk ha reso sacra una tragedia, facendo scendere dai mondi spirituali la Nuova Medicina Germanica...
Grazie Dirk!

Marcello Pamio - 18 agosto 2026

PS: nella foto: Dirk Hamer e la sorella Birgit Margot Hamer


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Lettura estiva finita!
Se pensate che gli psichedelici siano solo robaccia da hippy, questo libro vi farà cambiare idea.
L'autore Michael Pollan, giornalista del New York Times magazine e docente universitario spiega come queste sostanze stiano rivoluzionando la medicina e la psichiatria.
Un saggio pazzesco che demistifica i pregiudizi sugli psichedelici raccontandone la storia, la neuroscienza e il potenziale terapeutico.
Bellissima la metafora del cervello come una "sfera di vetro con la neve": queste sostanze la scuotono, azzerando le rigidità mentali e restituendo plasticità alla mente!
Si tratta di una specie di diario di un rispettabile professore universitario che realizza di essersi perso la Summer of Love (l'Estate dell'Amore è il culmine del movimento hippy, avvenuto nel 1967), e decide di rimediare.
Le prime cento pagine sono dedicate a spiegarci che negli anni '50 e '60 gli scienziati stavano per curare i flagelli dell'umanità, ma poi sono arrivati i Figli dei Fiori e Charles Manson, e la politica ha dovuto vietare tutto.
Prima che l'establishment e l'opinione pubblica demonizzassero queste sostanze, la ricerca ufficiale guidata da scienziati stava ottenendo risultati promettenti nel trattamento di dipendenze (alcolismo, droghe...), traumi, depressione e ansia.
Poi, l'uso incontrollato fuori dai laboratori grazie a Timothy Leary, scatenarono il panico morale.
Pollan quindi cerca di spiegare scientificamente - grazie alle reti neurali -  perché, quando si assume psilocibina, vedi i muri che respirano e parli con le felci.
In pratica la molecola psicoattiva prima spegne il cervello e poi lo riaccende, passando da un modem a 56K alla fibra ottica...
Nella seconda parte del libro l'autore va alla ricerca di sciamani clandestini che sembrano usciti da un film di Tarantino per farsi somministrare sostanze varie, incluso il veleno di un rospo del deserto. Il tutto descritto con lo stesso tono distaccato con cui recensirebbe un ristorante stellato.

L'estinzione dell'Ego
Il giornalista prova il trip e passa capitoli interi a descrivere come la sua identità si sia dissolta nello spazio cosmico. Sapete qual è la cosa ironica? Ci vogliono un ego e un narcisismo monumentali per scrivere 400 pagine di libro incentrate sui propri viaggi mentali.😂
Ma il risultato è molto interessante.

Dimenticate i festival nel fango e i rave party
Gli psichedelici usati da Pollan si consumano in eleganti salotti della East Coast, con mascherine di seta sugli occhi, playlist di musica classica e terapeuti certificati che ti tengono la mano a 200 dollari l'ora.
I passaggi in cui tenta di descrivere gli indescrivibili viaggi sono perle assolute. Sentirsi un tutt'uno con una pagina di spartito musicale o provare un'empatia profonda per una pianta di pomodoro richiede un talento letterario notevole (o una droga davvero ottima).

"Mi sono sentito profondamente grato alle piante per il loro duro lavoro di fotosintesi, un compito incredibilmente generoso".

"Ero diventato il pezzo che veniva eseguito...
Non che stessi ascoltando la musica di Bach; ero lo strumento, o forse la melodia stessa."

Il paradosso del giornalista è descritto da questa frase: "
Cercare di descrivere questa esperienza a qualcuno che non l'ha provata è come provare a spiegare il colore rosso a un cieco, o l'architettura a un pesce."

Conclusione
Michael Pollan conclude che la "morte dell'Ego" indotta dagli psichedelici offre un valore terapeutico fondamentale, alleviando sofferenze mentali grazie a esperienze mistiche che scardinano l'iperattività dell'Io.
Un libro che scardina i tabù degli anni '60 e getta una luce scientifica e terapeutica sul futuro della salute pubblica, non solo mentale.
Un libro che merita se cercate una lettura estiva che vi apra letteralmente la mente...

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La psilocibina è un composto psichedelico naturale presente in oltre 200 specie di funghi - comunemente noti come "funghi allucinogeni" o "funghi magici" - il cui utilizzo è al centro di una vera e propria rivoluzione nella psichiatria moderna.
Oggi vi racconto un incredibile caso clinico, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in Neuroscience.
Una donna di 80 anni, affetta da Alzheimer da 10 anni, negli ultimi 5 non era più riuscita a parlare a causa del grave deterioramento delle sue funzioni cognitive.
Recentemente è stata sottoposta a un trattamento sperimentale a base di psilocibina.
In seguito alla somministrazione di una macrodose di 5 grammi, la donna ha iniziato a recuperare la parola, a rievocare ricordi e a conversare con i familiari.
Contro ogni aspettativa, è persino svanita l'incontinenza urinaria.
Questo straordinario miglioramento si è manifestato ad appena 19 ore dall'assunzione.
Va detto che gli effetti straordinari osservati sono stati temporanei e che il farmaco non ha invertito la degenerazione fisica causata dalla demenza, ma ha temporaneamente riattivato circuiti neurali latenti o silenti. Cosa, questa, comunque molto interessante!
La dose di 5 grammi di funghi della varietà Enigma è una dose eccezionalmente elevata e potente, somministrata in un ambiente controllato; non si tratta di una cura standardizzata o approvata.
Comunque sia, proprio per questo motivo stanno studiando la capacità della psilocibina di riattivare i circuiti cerebrali e stimolare la neuroplasticità.
Anche se i futuri trial clinici confermeranno questi dati, si apriranno prospettive terapeutiche rivoluzionarie, che ovviamente non ci verranno dette…

La psilocibina non "ripara" fisicamente le cellule cerebrali danneggiate da traumi o malattie, ma stimola la crescita di nuove connessioni neurali, aumentando la flessibilità del cervello.
In pratica sfrutta il processo biologico noto come neuroplasticità: la capacità del cervello di modificarsi, ristrutturarsi e adattarsi durante tutta la vita in risposta a stimoli interni o esterni.
Ricordo che, nonostante le baggianate raccontateci dal non-compianto Pierino Angela, il cervello non è un organo rigido e immutabile, ma si comporta come un muscolo flessibile che si rimodella continuamente. Basta saperlo allenare e mantenere in ottima salute.

Come agisce la psilocibina sul cervello
La sostanza non agisce come un collante per cellule morte, ma modifica il modo in cui i neuroni comunicano tra loro:
- Rompe temporaneamente le reti cerebrali rigide e ripetitive e permette a regioni del cervello che normalmente non comunicano di connettersi tra loro.
- Promuove la crescita di nuove spine dendritiche, cioè ramificazioni dei neuroni necessarie per trasmettere i segnali elettrici.

Come mantenere in ottima salute il cervello

- Nutrizione
L’alimentazione neuroprotettiva è una dieta ricca di acidi grassi Omega-3 (EPA/DHA), grassi saturi e soprattutto colesterolo (burro ghee e uova come non ci fosse un domani), polifenoli e antiossidanti (verdure crude di stagione) che riducono lo stress ossidativo e proteggono le membrane neuronali. Un regime chetogenico è senza ombra di dubbio perfetto, perché eliminando zuccheri e carboidrati si riducono la neuroinfiammazione e l’insulino-resistenza. Quest'ultima danneggia i vasi sanguigni cerebrali, compromettendo il metabolismo energetico dei neuroni.
Ci sono poi alimenti chiave che stimolano il BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), una proteina che promuove la nascita di nuovi neuroni e la sopravvivenza di quelli esistenti:
- Mirtilli e frutti di bosco
- Pesce azzurro e grasso
- Cioccolato fondente
- Curcuma
- Noci
- Tè verde e caffè

Anche l’idratazione gioca un ruolo fondamentale, in quanto l’encefalo è costituito da quasi l’80% di acqua. Quindi, bere acqua depurata e soprattutto vitale è basilare.

- Esercizio fisico aerobico
Stimola il rilascio del BDNF, la proteina che promuove la nascita di nuovi neuroni. L’esercizio inoltre è il principale attivatore del sistema cardiovascolare e della circolazione cerebrale, poiché aumenta il flusso sanguigno verso il cervello e stimola direttamente la nascita di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi).
Infine, rinforza le giunzioni serrate delle cellule endoteliali, proteggendo il cervello dall'ingresso di tossine esterne (BEE).

- Allenamento cognitivo
Attività intellettuali complesse (apprendere nuove lingue, suonare strumenti, risolvere problemi inediti) creano una densa rete di connessioni sinaptiche di riserva.
Guardare la tv, a differenza di queste attività, appiattisce e riduce il cervello.

- Sonno profondo
Attiva il sistema glinfatico, una vera e propria "pompa di lavaggio" che elimina le tossine accumulate durante il giorno, comprese le tristemente note placche beta-amiloidi.
Quindi bisogna dormire bene in ambiente bonificato da luci blu e onde elettromagnetiche


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Gli scienziati hanno condotto un esperimento su 64.000 persone nate prima e dopo il periodo di razionamento dello zucchero nel Regno Unito durato fino al 1953.
Risultato: un ridotto consumo di zuccheri durante la gravidanza e nei primi due anni di vita è associato a un minor rischio di sviluppare demenza in età avanzata (riduzione del 23%) e a un ritardo nella comparsa della malattia.
Hanno come sempre scoperto l'acqua calda!
È stato ampiamente dimostrato da decenni che l'alterazione del metabolismo influenza l'attività cerebrale. Questo è il motivo per cui a livello ufficiale il "morbo di Alzheimer" viene chiamato anche "Diabete-3" perché è caratterizzato da una resistenza insulinica cerebrale che porta un ipometabolismo glucidico, ossia a una ridotta capacità di utilizzare gli zuccheri per ottenere l'energia cellulare necessaria a svolgere le funzioni neuronali.
Se i neuroni non sono in grado di usare adeguatamente il glucosio, invecchieranno e moriranno prima, e nel cervello si svilupperà una neuroinfiammazione che aprirà la strada alla neurodegenerazione...
L'ipometabolismo glucidico è stato individuato in pressoché tutte le cosiddette problematiche neurologiche (epilessia, emicrania, depressione, alterazioni delle funzioni cognitive, malattie neurodegenerative, ecc.).
Poiché il cervello usa molto bene anche chetoni e non diventa mai resistente ad essi, come avviene per il glucosio, la dieta chetogenica (eliminazione degli zuccheri) è un'ottima strategia di intervento per riattivare il metabolismo cerebrale!

I chetoni nello sviluppo del sistema nervoso
I chetoni (molecole prodotte dal fegato a partire dai grassi quando il corpo ha a disposizione pochi zuccheri da bruciare) giocano un ruolo fondamentale nel normale neurosviluppo. I bambini - non a caso - hanno un elevato livello di grasso, che ha il ruolo di supportare la crescita del cervello che, nella prima fase della vita, è l'organo che utilizza la maggior parte dell'energia.
Il bambino appena nato usa il 60% delle energie per nutrire il cervello, mentre l'adulto ne usa solo il 20%.
Il cucciolo in particolare, ma anche nell'adulto, ha un'elevata efficienza nell'utilizzare i grassi, molto superiore rispetto ad altre specie animali ed è stata proprio questa caratteristica che ha permesso all'uomo di distinguersi da tutte le specie.
Non è un caso che il latte materno sia un elemento fortemente chetogenico: si tratta di una strategia che sostiene lo sviluppo cerebrale.
Ma l'importanza di chetoni nel cervello in fase di sviluppo va oltre il ruolo bioenergetico. I chetoni servono come fonte primaria per la sintesi dei grassi, sia saturi sia monoinsaturi, e del colesterolo, nei momenti di rapida crescita del cervello.
Un eccessivo consumo di zuccheri e carboidrati, e la presenza di stati infiammatorie, portano sviluppo di insulino-resistenza e conseguente ipometabolismo glucidico che si ripercuote su tutti gli organi tra cui anche il cervello.
Il deficit energetico cerebrale, o ipo-metabolismo glucidico, è una caratteristica che si osserva nella neurodegenerazione.
La neuroinfiammazione, ossia l'infiammazione che si insinua nel cervello, e l'ipometabolismo glucidico sono due facce della stessa medaglia e contribuiscono al rischio di sviluppare problemi neurologici molto seri.
Avete capito perché bisogna ridurre drasticamente sia gli zuccheri che i carboidrati dalla dieta? Potreste diventare come Bassetti o Burioni...


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C’erano una volta le piaghe d’Egitto, ma oggi dobbiamo accontentarci delle piaghe venete.
Anche i grilli, nel loro piccolo, s'incazzano e diventano un'emergenza da codice rosso.
Gli amministratori del Comune di Treviso e dell'Ulss 2, sulla scia dell'ultimo film di Nolan "Odissea", si sono armati e scesi in campo per combattere questa epica invasione.
C'è da dire che i comuni non fanno una minchia per la seria invasione dei mori a due gambe, ma si attivano - come i gatti quando sentono il rumore delle crocchette - per le orde di saltatori seriali a sei zampe.
I geni in camice bianco, dopo notti insonni, hanno finalmente svelato l'arcano mistero dietro a questo fenomeno: la colpa è del caldo (sicuramente dovuto al riscaldamento globalle) e della siccità. Ma chi l'avrebbe mai detto in piena estate?
Di fronte a siffatta minaccia, le autorità si sono rivolte ai sudditi con una serie di imperdibili consigli di sopravvivenza:
- Guerra fredda chimica vietata: banditi tutti gli insetticidi.
- Coprifuoco luminoso: spegnere le luci esterne, rassegnandosi a cenare al buio come nel Medioevo.
- Il metodo "fai-da-te": armarsi di santa pazienza e andare a caccia manuale tra le crepe dei muri, estraendo i clandestini uno a uno.
Ma tranquilli e niente panico, la macchina burocratica non vi lascia soli in trincea.
Per risolvere la crisi, la solerte amministrazione ha calato l'asso nella manica: un indirizzo email a cui scrivere mentre venite sommersi dalle bestie: ambiente@comune.treviso.it.
Scrivete numerosi, magari qualcuno frinendo vi risponde....


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Para Sin: come purificare il microbiota e ritrovare la leggerezza estiva contrastando le disbiosi e i processi fermentativi.
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Durante la stagione estiva, l'apparato gastrointestinale subisce forti squilibri legati all'aumento delle temperature, all'alto tasso di umidità, alla disidratazione e ai frequenti cambiamenti delle abitudini alimentari, spesso tipici delle vacanze.
Il caldo intenso altera la flora batterica e accelera i processi fermentativi intestinali, scatenando disturbi fastidiosi come gonfiore addominale, meteorismo e una costante sensazione di pesantezza.
A questo si aggiunge l'aumento della sudorazione: quando l'organismo va incontro a disidratazione, il corpo richiama liquidi dai tessuti per preservare il volume del sangue.
Di conseguenza, l'intestino è uno dei primi organi a risentirne, manifestando rallentamenti del transito, stitichezza o, al contrario, episodi di irritabilità.
In queste situazioni, un supporto mirato ed efficace arriva da Para Sin, l'integratore naturale che sfrutta l'azione sinergica di estratti vegetali accuratamente selezionati per ripristinare il benessere intestinale e contrastare la proliferazione di agenti patogeni: Tabebuia, Limone, Menta, Chiodi di Garofano, Timo, Cannella, Semi di Pompelmo, Pepe nero, Fieno Greco e Aglio.


- Tabebuia: rinforza le difese ed è molto utile in caso di Candida. Ha anche un’azione antinfiammatoria e gastroprotettiva e riduce le lesioni gastriche.

- Limone: ha un’azione disinfettante a livello intestinale.

- Menta: la sua azione antisettica e antinfiammatoria sono note da sempre. Favorisce la digestione e contrasta le fermentazioni intestinali.

- Chiodi di garofano: hanno un’azione digestiva e antisettica. Aiutano a ridurre i gas intestinali e a migliorare la digestione.

- Timo: è un potentissimo antisettico, antibatterico, antispasmodico, antifungino e antielmintico (parassiti).

- Cannella: ha una funzione digestiva e antisettica e antiparassitaria ad ampio spettro.
Pepe nero: rende l’intestino inospitale ai parassiti. Favorisce la digestione, contrasta il gas intestinale e la diarrea.

- Fieno Greco è un ottimo tonificante e ricostituente.

- Semi di pompelmo: ampiamente noti per la loro azione ad ampio spettro su protozoi, funghi e parassiti.

- Aglio: possiede un'azione antiparassitaria (ascaridi, ossiuri, tenia), ed è un ottimo antifermentativo naturale.

Un alleato completo e perfetto per vivere l'estate in leggerezza e proteggere il tuo microbiota.

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