La lotta per l'acqua sta diventando un nuovo focus per i giganti dell'IA statunitensi: Google, Amazon e Microsoft hanno lanciato nuovi sforzi per giustificare il loro utilizzo.Mentre Donaldo ha reso il boom dell'IA una delle sue priorità, gli americani non sembrano entusiasti quanto il presidente degli Stati Uniti:
♦️ Il 70% degli americani si oppone alla costruzione di data center di IA nella propria zona locale.
♦️ Quasi la metà di questi – il 48% – è "fortemente contraria".
♦️ l'argomento ha incontrato "forte opposizione" in molte parti del paese
♦️ A titolo di confronto, molti meno residenti americani si oppongono alla costruzione di centrali nucleari nella propria zona locale – il 53%
Perché i data center di IA sono così sgraditi? Occupano grandi aree, consumano molta elettricità e richiedono una notevole quantità di acqua di raffreddamento, il che sta sollevando preoccupazioni per l'impatto ambientale e l'aumento dei costi energetici locali. La situazione è ancora più critica nelle regioni statunitensi soggette a siccità, dove anche piccoli aumenti della domanda di acqua possono innescare crisi locali. Sorprendentemente, circa due terzi dei data center costruiti dal 2022 si trovano in aree statunitensi con stress idrico.
Cinque stati americani sono stati recentemente individuati come vulnerabili a potenziali carenze idriche legate all'infrastruttura di IA.
Consumo di acqua dei data center di IA
🌏 Nel 2023, i data center statunitensi hanno consumato direttamente circa 65,9 miliardi di litri di acqua, una cifra che si prevede aumenterà a circa 144-276 miliardi di litri entro il 2028, secondo l'Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA)
🌏 Tuttavia, i data center di IA nel Texas da soli dovrebbero consumare circa 1,51 trilioni di litri entro il 2030, secondo il Houston Advanced Research Center
🌏 Inoltre, i data center di IA stanno diventando sempre più ad alta intensità energetica, richiedendo ancora più acqua per il raffreddamento. Ad esempio, il data center Hyperion di Meta in Louisiana dovrebbe consumare più del doppio di elettricità dell'intera città di New Orleans una volta pienamente operativo, secondo il Lincoln Institute of Land Policy
🌏 Le preoccupazioni per l'aumento del consumo di acqua e di energia da parte dell'IA stanno suscitando un dibattito globale. In un recente discorso a Londra, il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto una maggiore trasparenza sull'uso di energia, acqua e terreno da parte dei data center.
La malattia di Alzheimer rappresenta la forma più comune di demenza (60-70% di tutti i casi globali). Nel mondo si stimano circa 55 milioni di persone affette da demenza, di cui oltre 35 milioni da Alzheimer. Secondo le previsioni più rosee, tale numero è destinato a triplicare, superando i 140 milioni entro il 2050. Oggi viene diagnosticato un nuovo caso di demenza ogni 3 secondi.
Epidemiologia L'andamento della patologia varia sensibilmente in base ad alcune variabili chiave: 📍 Età: è il fattore di rischio principale. La prevalenza è inferiore al 2% prima dei 65 anni, ma sale al 5% tra i 65 e i 74 anni, al 13% tra i 75 e gli 84 anni, e colpisce il 33% degli over 85. 📍Sesso: le donne sono colpite quasi il doppio rispetto agli uomini (dato che ci devono sopportare😂), sia per la maggiore aspettativa di vita, sia per altri fattori biologici.
Distribuzione geografica Un aspetto estremamente interessante è che l'Alzheimer risulta più diffuso nei paesi ad alto reddito, come quelli dell'Europa e gli Stati Uniti. Il confronto dell'incidenza e della prevalenza della demenza evidenzia profonde differenze geografiche: l'Europa registra i tassi più alti al mondo, seguita dalle Americhe, mentre l'Africa mostra i valori più bassi. Nello specifico, per tasso di incidenza annuale si intendono i nuovi casi rilevati ogni 100.000 abitanti:
📍Europa: 188 📍America: 130 📍Asia: 106 📍Africa: 40
Inquinamento ambientale Esiste un nesso concreto e scientificamente provato tra l'aumento dell'inquinamento ambientale (chimico ed elettromagnetico) e l'incremento del tasso di incidenza annuale dell'Alzheimer e delle demenze in generale. Il senso biologico di questo legame verrà trattato più avanti in un articolo dedicato. Grandi studi epidemiologici condotti a livello globale confermano che l'esposizione prolungata alle tossine ambientali (metalli tossici quali piombo, mercurio, alluminio, cadmio e arsenico) accelera la comparsa di nuovi casi di declino cognitivo.
Costi enormi Stiamo parlando di una patologia che rappresenta la seconda causa di morte nei paesi industrializzati, con costi economici faraonici: oltre 1.300 miliardi di dollari ogni singolo anno. Per la gioia dei soliti noti. Negli ultimi anni, infatti, l'approvazione dei farmaci biologici a base di anticorpi monoclonali (che cercano di rimuovere la proteina beta-amiloide dal cervello) ha aperto una nuova era commerciale miliardaria per Big Pharma. Si tratta di trattamenti dai costi altissimi, compresi tra i 26.000 e i 32.000 dollari all'anno per singolo paziente. Questo genera un enorme interesse economico nel far approvare tali porcherie chimiche, garantendo ricavi fantamiliardari. Nessuno ha l'interesse a curare realmente la demenza, ma solo a gestirla con i farmaci.
〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️
Se vuoi sostenere questo lavoro:
❤️ EFFETTUA UNA DONAZIONE ❤️
📌 BITCOIN su Lightning Network ➰ pay.bitcoin4business.org/ ➰ thatmichael314@walletofsatoshi.com (copiare questa email su Wallet of Satoshi)
Il colesterolo è fondamentale per l’organismo umano: senza di esso non ci sarebbe la vita. Questa molecola lipidica infatti non è quel fattore di rischio cardiovascolare tanto esecrato dagli ignoranti in camice bianco, ma un elemento strutturale, protettivo e funzionale insostituibile per la sopravvivenza delle cellule e del cervello. In un uomo adulto (70 kg) il contenuto totale di colesterolo è di circa 140-150 grammi. Questa quota però non è distribuita in modo uniforme, ma si concentra nei tessuti a seconda della densità delle loro membrane cellulari e delle loro funzioni metaboliche.
🔹 Sistema nervoso centrale e cervello (25%): è il distretto con la più alta densità. Da solo, il cervello contiene circa 30 gr di colesterolo, immagazzinato principalmente nella mielina (la guaina isolante dei neuroni) 🔹 Tessuto muscolare scheletrico (20%): i muscoli rappresentano una percentuale elevata del colesterolo totale (circa 30 gr) a causa della grande massa complessiva che occupano nel corpo umano. 🔹 Pelle e tessuto connettivo (20%): Nella pelle (7-deidrocolesterolo) è essenziale per l'impermeabilizzazione della cute e per la sintesi della vitamina D. 🔹 Tessuto adiposo (10%): il grasso corporeo funge da deposito secondario per il colesterolo. 🔹 Sangue e plasma (7%): nel circolo ematico viaggiano circa 8-10 grammi di colesterolo totale, trasportati dalle lipoproteine LDL e HDL. 🔹 Fegato (6%): nonostante la ghiandola sia centrale nella sua produzione, la quota fisicamente stoccata al suo interno è molto bassa (circa 5-8 gr). 🔹 Tratto gastrointestinale (4%): il colesterolo è presente nelle membrane delle cellule epiteliali dell'intestino.
Il colesterolo rende stabili (fluide e permeabili) le membrane cellulari, è il componente principale della mielina (la guaina protettiva che riveste le fibre nervose) e senza di esso il cervello non potrebbe trasmettere i segnali elettrici in modo rapido ed efficiente. Oltre ad essere il precursore degli ormoni sessuali (cortisolo, testosterone, aldosterone, progesterone, ecc.), è fondamentale per la sintesi della vitamina D. Sto dicendo che il corpo umano, senza colesterolo non può produrre l'importante vitamina. La sintesi avviene principalmente nella pelle attraverso l'esposizione ai raggi solari, seguendo una precisa catena biologica.
La trasformazione si sviluppa in tre passaggi chiave: 🌞 Il fegato produce una forma modificata di colesterolo chiamata 7-deidrocolesterolo, che viene trasportata e accumulata nelle cellule dell'epidermide. 🌞 Quando i raggi ultravioletti B (UVB) colpiscono la pelle, rompono la struttura chimica del 7-deidrocolesterolo, trasformandolo in pre-vitamina D3 (colecalciferolo). 🌞 Il calore corporeo converte spontaneamente la pre-vitamina D3 in vitamina D3. Questa entra nel sangue e viene attivata prima dal fegato e poi dai reni per diventare l'ormone biologicamente attivo (calcitriolo).
Oltre alla produzione, esiste una stretta correlazione tra i livelli di queste due sostanze nel sangue, poiché condividono la stessa via biochimica, un'alterazione nella sintesi del colesterolo può influenzare direttamente la disponibilità di vitamina D. I pericolosissimi farmaci per il colesterolo alto (statine) bloccano l'enzima HMG-CoA reduttasi che riduce la produzione di colesterolo e, di conseguenza, può ridurre anche i livelli di 7-deidrocolesterolo cutaneo e di vitamina D. Paradossalmente corretti livelli di vitamina D, aiutano a regolare il metabolismo lipidico, contribuendo a mantenere in equilibrio i livelli di colesterolo LDL e HDL. Riuscite finalmente a capire perché Big Pharma vuole rifilare ad ogni costo al bipede ebete le statine come fossero caramelle? Se non vi svegliate quanto prima, sarete dei dementi (vedi il precedente articolo sull’Alzheimer) con la vitamina D bassa.
_______________________________________ Sostieni questo lavoro ❤️ GRAZIE PER LA DONAZIONE ❤️
Secondo il dottor Joel D. Wallach - medico veterinario, naturopata americano - “l'Alzheimer è una malattia causata dal medico”. La sua provocazione si basa su un ragionamento che parte dalla mielina, la guaina lipidica isolante e protettiva che avvolge gli assoni, ovvero i fili conduttori dei neuroni, con lo scopo di aumentare la velocità di trasmissione degli impulsi elettrici, garantendo l'isolamento elettrico delle fibre nervose. La mielina è composta principalmente da proteine e acidi grassi, con un'altissima concentrazione di acqua. Il grasso più abbondante è il colesterolo (circa il 70%), fondamentale per donare stabilità e fluidità alla guaina. Anche la sostanza bianca cerebrale, situata all'interno dell'encefalo, ne è estremamente ricca. Non a caso, nel cervello si concentra il 25% di tutto il colesterolo presente nel corpo umano: in termini assoluti, su circa 100 gr totali dell'organismo, ben 25 grammi si trovano racchiusi nel sistema nervoso centrale. Le statine distruggono il colesterolo e ne bloccano la produzione nel cervello, privandolo della sostanza di cui ha disperatamente bisogno per rimanere isolato e funzionale. L’equazione è semplice ma d'impatto:
[ poca mielina = poco cervello ]
Che sia per questo che l'Alzheimer è passato dall'essere una patologia quasi sconosciuta alla quarta causa di morte tra gli over 65? Ci hanno ripetuto per decenni di abbassare il colesterolo perché pericoloso, mentre il cervello ne era affamato.
Questo non è “invecchiamento”, ma una patologia iatrogena!
Non siamo di fronte a un inevitabile declino biologico dovuto all'età, bensì a un danno neurologico indotto dagli stessi trattamenti medici. Si tratta di negligenza medica su scala globale. I fatti storici sembrano muoversi in parallelo: in Italia, i medici hanno iniziato a combattere il colesterolo in modo strutturato e diffuso a partire dalla seconda metà degli anni '80, consolidando una vera e propria "guerra medica" nel corso degli anni '90. Prima di allora, l'ipercolesterolemia era considerata un fattore clinico quasi secondario. Successivamente, tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90, sono arrivate le statine. E, fatalità, le diagnosi di Alzheimer in Italia hanno iniziato a crescere proprio in quel periodo, per poi subire un'impennata esponenziale.
Ma l'attacco al nostro sistema nervoso non arriva solo dall'interno dei canali medici: si consuma contemporaneamente anche sul fronte esterno. Parallelamente alla diffusione di queste terapie, l’inquinamento ambientale da metalli pesanti e l'elettromagnetismo hanno contribuito ad avvelenare l’uomo. Queste sostanze - come piombo, mercurio, alluminio, arsenico, cadmio e l'elettrosmog - agiscono in perfetta e drammatica sinergia, essendo anch'esse in grado di distruggere la mielina. In tossicologia e neurologia questo fenomeno è ampiamente documentato e prende il nome di “demielinizzazione tossica” o “ipomielinizzazione”. I metalli penetrano negli oligodendrociti bloccandone il metabolismo: il risultato è lo sfaldamento e il progressivo dissolvimento della guaina mielinica. Inoltre generano enormi quantità di radicali liberi che aggrediscono i legami chimici dei grassi attraverso la perossidazione lipidica, provocandone la degradazione. La parte più inquietante è che sono in grado di danneggiare le cellule endoteliali della barriera emato-encefalica (il filtro biologico ultra-selettivo che protegge il cervello e che consente il passaggio solo di nutrienti, ma blocca l'ingresso a tossine, batteri). Una volta creata questa "falla" nel sistema di sicurezza, sono liberi di penetrare (trascinando con sé una varietà di microrganismi come candida e batteri) nel tessuto cerebrale, accumulandosi negli astrociti e nei neuroni e amplificando drammaticamente il danno demielinizzante. La logica conseguenza è che la degradazione della mielina e l'esposizione ai metalli pesanti sono importanti cofattori sinergici nello sviluppo e nella crescita della demenza.
_______________________________________ Sostieni questo lavoro ❤️ GRAZIE PER LA DONAZIONE ❤️
Laurens van der Post, nel suo libro: "Il mondo perduto del Kalahari", racconta la sua incredibile esperienza... Convivendo con i Boscimani del deserto del Kalahari, un popolo ancestrale profondamente connesso con la Natura. Un popolo considerato arretrato e rimasto all'epoca della pietra. Uno dei racconti più scioccanti è quando i Boscimani si sono sorpresi di scoprire che Van der Post non poteva "ascoltare le stelle". All'inizio hanno pensato che stesse scherzando o mentendo, ma quando hanno compreso che diceva la verità, si sono riempiti di tristezza. Per loro, non udire il sussurro dell'universo non è una semplice mancanza, ma un segnale di malattia spirituale: la disconnessione totale con il mondo naturale. Ma il libro va oltre questi aneddoti. Van der Post riflette su come la civiltà occidentale abbia perso qualcosa di essenziale allontanandosi dalle sue radici primitive. Descrive i Boscimani non come "arretrati", ma come custodi di una saggezza che abbiamo dimenticato. La loro capacità di rintracciare gli animali, leggere il linguaggio della Terra e vivere in armonia con il loro ambiente è un promemoria che la vera conoscenza non si misura sempre in termini di progressi tecnologici. L'autore sottolinea inoltre che, per questi popoli, la solitudine non esiste come la intendiamo noi. La natura non è mai un vuoto: il vento, la terra e le stelle sono compagnia costante. Invece, l'uomo moderno che ha tutto, circondato da rumore e tecnologia, soffre di una solitudine profondissima: quella di aver perso la connessione con il mondo naturale e, con essa, con se stesso.
Secondo la Nuova Medicina, dimostrata empiricamente dall'immenso dottor Ryke Geerd Hamer, ogni cosiddetta “malattia” si sviluppa in due fasi. Durante la prima, definita "fase fredda" o di conflitto attivo, il soggetto vive una condizione di stress caratterizzata da estremità molto fredde (mani e piedi), inappetenza e disturbi del sonno. Una volta risolto il conflitto, si entra nella "fase calda" (dei sintomi), intesa come periodo di risoluzione o di guarigione. In questa fase, la psiche, il cervello e l'organo corrispondente affrontano un processo di recupero la cui sintomatologia è spesso complessa a causa della comparsa di stanchezza, febbre, infiammazioni, infezioni e dolore.
Raffreddore I sintomi classici del raffreddore e di molte reazioni allergiche sono la congestione nasale, la rinorrea (muco) e gli starnuti. La mucosa nasale è controllata da un relè cerebrale situato nel lobo frontale della corteccia. Hamer ha scoperto che tale area viene influenzata quando si sperimenta il cosiddetto "conflitto di puzza", inteso sia in senso letterale (cattivo odore) sia in senso figurato (un pericolo percepito o una situazione sgradevole). Durante la fase attiva del conflitto attivo, la mucosa nasale va incontro a ulcerazione; non appena viene risolto, la mucosa si ripristina, provocando la congestione e gli starnuti, talvolta accompagnati da cefalea dovuta all'edema cerebrale nella zona colpita. Starnuti e muco sono i segnali biologici della riparazione dei tessuti. Potete ora comprendere come non sia il freddo in sé a causare il raffreddore, bensì la "paura del freddo", la quale attiva il "conflitto di puzza" inteso come minaccia o pericolo percepito.
Allergia Quando si vive uno shock inaspettato, la mente si trova in uno stato di elevata allerta e ricettività. Il subconscio registra tutti gli elementi ambientali circostanti - come odori, sapori, suoni, pollini, peli di gatto, polvere, oggetti o persone - memorizzandoli fino alla risoluzione del conflitto. Hamer ha definito questi stimoli "binari conflittuali". Qualora una persona in fase di guarigione si imbatta nuovamente in uno di questi binari, l'intero conflitto si riavvierebbe con i relativi sintomi, dando luogo a ciò che la medicina convenzionale definisce “allergia”. Immaginate un bambino piccolo che corre felice nei campi in primavera, quando all'improvviso inciampa e sbatte il viso a terra. Spaventato e dolorante, inizia a piangere (occhi rossi), manifestando lacrime, muco, singhiozzi e mal di testa. In quel preciso istante, il suo cervello registra l'intero contesto ambientale, inclusi elementi come il polline. È proprio così che si attiva un "binario". Molti anni dopo, una volta diventato adulto, ogni volta che in primavera respirerà il polline, il cervello riattiverà il vissuto traumatico originario, manifestando gli stessi sintomi tipici della rinite allergica. Da questa prospettiva, l'allergia è la fase di guarigione successiva a una recidiva del conflitto, con lo scopo biologico di fungere da sistema di allarme per segnalare una situazione precedentemente associata a quel pericolo.
I gatti non si stanno semplicemente rilassando: stanno emettendo frequenze biologiche di riparazione. Le loro fusa (25-150 Hz) si allineano con le note gamme di frequenza rigenerative.
Queste frequenze supportano: - la densità ossea - la guarigione dei tessuti - il recupero cellulare.
Ciò che sembra comfort potrebbe in realtà essere una tecnologia medica innata della natura. I gatti non fanno le fusa a caso. Fanno le fusa quando sono calmi, feriti, stressati o persino in punto di morte: questo ci fa subito capire che non si tratta solo di un segnale emotivo, ma di un meccanismo biologico. La gamma di frequenze delle fusa di un gatto (circa 25-150 Hz) si sovrappone quasi perfettamente alle frequenze utilizzate nelle terapie cliniche per la crescita ossea, la guarigione delle fratture e la riparazione muscolare.
Non è una coincidenza, è una funzione. Dal punto di vista della teoria delle onde di frequenza, questo è esattamente ciò che ci si aspetterebbe. I sistemi viventi non funzionano solo a livello chimico, ma anche a livello di risonanza. Il corpo è un campo dinamico di oscillazioni e, quando queste oscillazioni perdono coerenza (lesioni, stress, malattie), la guarigione richiede il ripristino dell'equilibrio armonico. Le fusa di un gatto agiscono come un diapason esterno, reintroducendo un input vibrazionale coerente direttamente nella struttura del corpo. Ciò che rende il tutto ancora più interessante è che i gatti guariscono più velocemente della maggior parte dei mammiferi e raramente soffrono di malattie ossee. Sono essenzialmente dei generatori di biorisonanza ambulanti. Ora i ricercatori stanno cercando di decodificare questo processo, costruendo dispositivi che imitino le frequenze delle fusa per stimolare la guarigione negli esseri umani. Ecco il cambiamento: la medicina si sta spostando dalla chimica alle frequenze. Non è una cosa da poco. È biologia avanzata che si cela in bella vista.
Tratto da Terapie Evolutive Integrate https://t.me/as_TEI
Grazie alle devastanti conseguenze sanitarie, sociali ed economiche della psicopandeminchia causata dal fuffa-virus, il Sistema ha appreso quanto sia importante conoscere la Digital Health, la salute digitale, per comprendere e soprattutto migliorare il controllo sociale!
Digital Epidemiology e Digital Healt Mentre la tradizionale epidemiologia prevede la raccolta dei dati attraverso il rapporto paziente-medico o il Sistema Sanitario, l’epidemiologia digitale utilizza dati generati al di fuori del sistema medico. Questi dati digitalizzati permettono (a loro) un'analisi statistica più precisa.
Ma il punto non è tanto la digitalizzazione, quanto i nuovi dati raccolti attraverso canali mediatici quali social media, telefonia, ricerche sul web, testi, video, audio e i vari dispositivi connessi per il tracciamento di parametri biomedici. Il flusso di dati già enorme, oggi si sta ampliando senza limiti. La Digital Epidemiology quindi è strettamente legata a un altro concetto che unisce dati sulla salute e strumenti digitali. Ecco perché sarebbe più corretto parlare di Digital Health. Questi nuovi flussi di dati vengono sfruttati per scopi epidemiologici ma non solo...
Big data e social media I Big Data sono quell’enorme mole di informazioni che il Sistema ha a disposizione, anche perché oggi, rispetto a ieri, l’accesso alla rete e ai social network avviene in maniera sempre più facile attraverso vari dispositivi: desktop, telefoni e oggetti smart. Grazie allo studio statistico dei Web Data (di cui oltre il 60% delle segnalazioni iniziali proviene da fonti non ufficiali: cioè voi!) è possibile comprendere come stia evolvendo l’epidemia; allo stesso tempo, a livello sociale, questo monitoraggio permette al Sistema di soppesare il QI medio delle masse (oggettivamente sempre bassetto), il loro livello di paura e la loro prontezza nel rispondere ai diktat del regime. Sono sempre più convinto che il Covid sia stato usato come test di intelligenza, per verificare il quoziente intellettivo medio.
Tutto questo marasma di dati viene automaticamente elaborato tramite il machine learning e grazie alla capacità di apprendimento dei modelli computerizzati. Mi riferisco all’Intelligenza Artificiale implementata con Reti Neurali Artificiali, che simulano quelle biologiche.
Controinformazione al servizio Dopo quanto detto, diventa molto importante comprendere che il Sistema, grazie a una potenza di calcolo sempre più potente, sta registrando tutti gli aspetti della vita, ovviamente per i loro sporchi interessi. Tra gli questi c’è proprio l’Epidemiologia Digitale. Il punto è il seguente. I cosiddetti controinformatori (spuntati dal nulla dopo il Covid, come i funghi dopo una pioggia) stanno partecipando attivamente alla raccolta di questi dati. Lo fanno inconsapevolmente, qualcuno è stato infiltrato, o solo per attirare l’attenzione, dato che veicolare terrorismo premia sempre. Al di là della motivazione sono funzionali al regime!
Parlare infatti di biolaboratori, di virus ingegnerizzati, o di agenti “scappati” o “rilasciati” appositamente in circolazione, significa dare atto che i virus esistano! Quindi stanno sostenendo il falso e propagandistico paradigma pseudoscientifico, quello dove il cosiddetto virus è causa e origine di tutti i mali. Per cui una cospicua parte della cosiddetta controinformazione appoggia il Sistema: i terribili virus sono entità cattive in grado di scatenare malattie e contagi. Peccato che sia fuffa. In latino, la parola vīrus significava "veleno", "tossina", "umore e/o liquido/secrezione nociva”. Poi agli inizi del 1700, la parola iniziò a essere usata genericamente per indicare un "agente invisibile in grado di trasmettere una malattia infettiva" o una sostanza contagiosa.
Quindi Virus significa semplicemente “veleno”, “tossina”. Dal punto di vista biologico il virus altro non è che un frammento di DNA o RNA ricoperto da un capside, cioè da un cappottino proteico. Tutto qua. I virus infatti non respirano, non mangiano, non dormono, non cagano, non fanno nulla perché non sono esseri viventi. Sono dei semplici frammenti o codici di informazione.
Un termine sicuramente più corretto e meno fuorviante per virus sarebbe “esosoma”, cioè una piccolissima vescicola extracellulare (della dimensione di qualche decina di nanometri) rilasciata da quasi tutte le cellule del corpo. Svolge un ruolo cruciale nella comunicazione intercellulare, agendo come un vero e proprio "sistema di spedizione" o "messaggero" tra cellule distanti.
L’esosoma quindi è messaggero e messaggio allo stesso tempo.
Nell’acido nucleico (DNA o RNA) è registrata l’informazione da veicolare alle altre cellule o ai tessuti (come per esempio nel caso della riparazione).
Conclusione La transizione verso la Digital Health e l'Epidemiologia digitale non è solo un cambio di strumenti metodologici, ma una mutazione antropologica radicale. Il rischio di digitalizzazione della vita sta proprio nella progressiva riduzione dell'essere umano a un mero aggregato di dati biometrici, comportamenti digitali e reazioni tracciabili. Una macchina. Non caso siamo in pieno transumanesimo! Quando ogni respiro, ogni parametro vitale e persino ogni pensiero di dissenso verranno convertiti in codici QR, stringhe e interpretati da algoritmi predittivi, la vita perderà la sua essenza, la sua sicurezza e la privacy. Stiamo scivolando verso una forma di biosorveglianza digitale permanente, dove la salute non è più un diritto o uno stato di benessere individuale, ma la leva perfetta per legittimare un controllo sociale. Alimentare questo database globale con narrazioni false pregne di paura, sia da parte dei media mainstream che da parte dei contro-informatori alternativi, significa sostenere e potenziare il "Sistema". Serve una profonda consapevolezza digitale: smettere di agire come sensori involontari è il primo fondamentale passo per sottrarsi alle logiche del monitoraggio biometrico, riappropriandoci della nostra sovranità biologica e intellettuale.
Le élite dell'UE e del Regno Unito potrebbero sfruttare la paura dell'hantavirus per giustificare imminenti blocchi energetici in mezzo alla guerra in Iran. È quanto affermato dall'inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev.
Crescente isteria sull'hantavirus
🔴 Le autorità svizzere stanno cercando di rintracciare i contatti di un uomo che si è ammalato di hantavirus dopo essere tornato dalla viaggio.
🔴 Il Ministero degli Esteri olandese ha avvertito che fino a 40 passeggeri di almeno 12 nazionalità hanno lasciato la nave da crociera il 24 aprile senza il tracciamento dei contatti, due settimane dopo che il primo passeggero è morto a bordo.
🔴 Le autorità in Europa e in Africa stanno ora correndo per rintracciare i passeggeri che hanno lasciato la nave in varie fermate.
🔴 I 14 passeggeri spagnoli della MV Hondius affronteranno fino a 45 giorni di quarantena a Madrid.
🔴 Ma secondo l'OMS il rischio rimane basso. Blocchi energetici? L'epidemia di hantavirus potrebbe rivelarsi politicamente conveniente per giustificare restrizioni energetiche
🔴 L'Agenzia internazionale dell'energia ha avvertito che l'Europa potrebbe avere solo "sei settimane circa" di forniture di carburante per jet. Se lo Stretto di Hormuz rimane chiuso fino alla fine di maggio, la situazione potrebbe diventare grave
🔴 Da fine marzo, l'UE ha discusso di misure di risparmio energetico simili a quelle durante il COVID. Il Commissario europeo all'energia Dan Jorgensen ha esortato gli Stati a introdurre riduzioni volontarie del consumo di petrolio e gas
🔴 Diverse compagnie aeree europee hanno già cancellato o ridotto i voli a causa della crisi del carburante e dell'energia nel Golfo, con oltre 20.000 voli interessati
🔴 La Commissione europea potrebbe vedere una "nuova pandemia" come una via d'uscita. E per Ursula von der Leyen - già perseguitata dal "Pfizergate" - potrebbe essere un'altra opportunità per fare un po' di soldi con gli acquisti di vaccini
La Cochrane Library è una delle fonti più autorevoli e affidabili nel campo della medicina basata sull'evidenza. In pratica un database che raccoglie revisioni sistematiche, studi clinici e varie metodologie scientifiche. E' gestita dalla Cochrane Collaboration, un'organizzazione no-profit internazionale (indipendente) fondata nel 1993 a Londra. Proprio ieri (16 aprile 2026) hanno pubblicato una interessantissima revisione sull'efficacia e la sicurezza degli anticorpi monoclonali per il trattamento dell'Alzheimer. Gli anticorpi monoclonali sono sviluppati in laboratorio e progettati per legare in maniera selettiva un singolo antigene. Chiamati “monoclonali” perché sono prodotti a partire da un solo clone. E siccome costano assai rappresentano una vera e propria manna dal cielo per Big Pharma. Per la demenza gli anticorpi monoclonali hanno lo scopo di eliminare la famosa proteina Beta Amiloide (Aβ), nota per accumularsi nel cervello formando placche e provocando la morte dei neuroni e la neurodegenerazione. Così dice la Scienzah. Secondo i medici infatti sarebbe una delle cause principali della malattia di Alzheimer! Ma non è così, come spiego anche nel mio libro "Alzheimer: l'epidemia silenziosa". Ci sono persone con le placche nel cervello e senza demenza, e persone con degenerazione cognitiva senza placche. Quindi, come la mettiamo? Ecco le interessanti conclusioni degli autori della revisione Cochrane (quasi tutti italiani): "L'effetto degli anticorpi monoclonali diretti contro la proteina beta-amiloide sulla funzione cognitiva e sulla gravità della demenza a 18 mesi in persone con lieve deterioramento cognitivo o demenza lieve dovuta alla malattia di Alzheimer è trascurabile, mentre sulla capacità funzionale è al minimo" . Attenzione non solo non servono a nulla ma presentano anche rischi. Ecco perché alla fine della revisione i ricercatori si auspicano che la ricerca futura sui trattamenti per la malattia di Alzheimer si concentri su altri meccanismi d'azione. Personalmente ho tanti dubbi che i loschi figuri dietro l'industria chimica mollino l'osso, e sapete perché? Per via dei prezzi esorbitanti di questa sbobba genica.
Gli anticorpi monoclonali per l'Alzheimer, come Lecanemab e Aducanumab, infatti negli Stati Uniti costano tra 26.000 e oltre 50.000 dollari all'anno PER paziente!
Avete capito? Decine di migliaia di bigliettoni verdi ogni anno e per singolo paziente! Cifre colossali se diamo per buone le stime ufficiali che parlano di oltre 55 milioni di persone con una demenza. Mentre le previsioni sono a dir poco catastrofiche: il numero è destinato ad aumentare notevolmente con 78 milioni entro il 2030 e 139 milioni entro il 2050. Quindi stiamo parlando di centinaia (per non dire migliaia) di miliardi di dollari! Nel frattempo nessuno in ambito medico ufficiale comprende realmente come mai la coscienza di sempre più persone, anche giovanissime (ho conosciuto un 50enne con l'Alzheimer😳), risulti annichilita! Siamo di fronte al dilagare di una vera e propria pandemia silenziosa e a loro interessa esclusivamente spacciare veleno costosissimo.
Cosa aspetti, unisciti quanto prima a Disinformazione.it
L’evoluzione dell’uomo è stata accompagnata per migliaia di anni dalla luce solare. Non solo, ma la Vita come noi la intendiamo non è contemplabile senza la Luce!
Lo spettro della luce visibile è quella porzione delle radiazioni che l'occhio umano è in grado di percepire. Approssimativamente il range visibile è 380 - 780 nm, e al di fuori di questo intervallo l’uomo è cieco. Sotto i 380 nm siamo infatti negli ultravioletti, sopra 780 nm iniziano gli infrarossi.
Non tutti sanno però che il Sole emana luce rossa e infrarossa non solo al tramonto, ma anche a mezzogiorno per quasi il 50%. Questo per dire che le componenti della luce rossa e infrarossa giocano un ruolo cruciale molto più di quello che normalmente si pensa. Grazie all’ultimo libro dell’ing. Angelo Rossiello dal titolo “La rivoluzione della Luce” ecco le differenze di queste importantissime frequenze.
Luce rossa
La luce rossa è visibile all’occhio umano e si trova in uno spettro che va da 620 a 780 nm. E’ ideale per trattamenti superficiali come il miglioramento della pelle e la guarigione delle ferite.
Lunghezze d’onda del rosso
- 630 nm (rosso): è efficace nel trattamento delle condizioni cutanee superficiali (acne, ferite, ecc.) grazie alla sua capacità di stimolare la produzione del collagene e migliorare la circolazione sanguigna locale.
- 670 nm (rosso profondo): penetra più in profondità nei tessuti rispetto al 630 nm rendendola ideale per trattamenti che mirano a strutture sottocutanee e muscolari. Può migliorare la funzione mitocondriale e la rigenerazione dei tessuti.
- 810 nm (vicino infrarosso): questa ha una penetrazione ancora maggiore raggiungendo i tessuti profondi come muscoli e articolazioni. E’ particolarmente efficace nel ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore cronico.
Luce infrarossa Lo spettro dell'infrarosso (IR) è la radiazione elettromagnetica con lunghezze d’onda superiori ai 780 nm e inferiori alle microonde, quindi fino a 1.000.000 nm, o 1 mm. Gli infrarossi vengono suddivisi in IRA, IRB, IRC, dove ognuna delle lunghezze d’onda ha una energia e una penetrazione nei tessuti diverse, quindi influenzando le cellule in modo diversi.
Lunghezze d’onda dell’infrarosso
- 830-850 nm (vicino infrarosso): sono lunghezze d’onda note per la loro capacità di modulare l’attività neurale e promuovere la guarigione dei nervi, oltre ovviamente a migliorare la circolazione sanguigna e ridurre l’infiammazione.
- 980 nm (vicino infrarosso): ha un elevato grado di assorbimento da parte dell’acqua fisiologica e del gruppo eme. Ottima per la salute ossea.
- 1050-1064 nm (vicino infrarosso): offre vantaggi unici grazie alla loro capacità penetrativa, in particolare per le salute cerebrale.
- 1200 nm (vicino infrarosso): in alcuni studi ha aumentato la neovascolarizzazione, la vitalità degli adipociti (grasso) e riduzione della necrosi, della fibrosi e dell’infiammazione.
- 1440 nm (medio infrarosso): è adatta per il ringiovanimento cutaneo e il trattamento delle discromie nella pelle di colore.
Le lunghezze d’onda del FIR, l’infrarosso lontano, sono note per allargare l’importantissima Acqua EZ (Exclusion Zone), cioè la quarta fase dell’acqua caratterizzata da una configurazione molecolare H3O2 (distinta dall’acqua comune H2O) che si forma in prossimità di superfici idrofile quelle delle molecole, sotto l’influenza della luce (infrarosso). Quindi i FIR fanno aumentare l’energia cellulare e organica (ATP).
Ricapitolando
NIR (Near Infrared, vicino infrarosso) La lunghezza d’onda del vicino infrarosso va da 780 nm a circa 1.400 nm. E’ detta “vicino infrarosso” perché è la regione più vicina alla luce visibile. Questa radiazione raggiunge i tessuti più profondi, come muscoli, tendini e articolazioni, ed è particolarmente efficace nel trattamento del dolore e delle infiammazioni.
MIR (Mid Infrared, medio infrarosso) La lunghezza d'onda va da 1.400 nm a 15.000 nm. FIR (Far Infrared, lontano infrarosso). E’ la radiazione invisibile all'occhio ma percepibile sotto forma di calore che si estende da 15.000 nm a 1.000.000 nm.
Cosa avviene quando ci esponiamo alla luce? I recettori della luce sono i “cromofori”, delle molecole biologiche specializzate che funzionano come “pannelli solari” della vita. In pratica assorbono specifiche lunghezze d’onda della luce e le convertono in energia biochimica per i processi biochimici. Uno dei cromofori più interessanti è la citocromo-c ossidasi, un enzima contenente il gruppo eme, una struttura porfirinica con un atomo di ferro al centro. Il ferro può cambiare stato di ossidazione consentendo il trasferimento di energia luminosa alla catena respiratoria (mitocondri).
Questo processo alchemico infatti stimola la produzione di ATP migliorando il metabolismo energetico cellulare. Non tutti sanno ma la clorofilla (il sangue verde delle piante) è una porfirina di forma esagonale che al posto del ferro al centro ha un atomo di magnesio. Poi c’è la melanina che agisce come un cromoforo. Protegge dai raggi UV assorbendo diverse lunghezza d’onda della luce e convertendola in calore e energia chimica. La retina possiede numerosi fotorecettori come il retinolo che gioca un ruolo cruciale nella visione umana.
Quando la luce colpisce i cromofori gli elettroni presenti si eccitano e inducono una cascata di reazioni che influenzano le varie molecole. In conclusione i cromofori rappresentano l’elemento cruciale nella fotobiomodulazione, trasformando la luce in un impulso biochimico che guida i processi di guarigione, rigenerazione cellulare ed energia. La luce rossa e infrarossa infatti penetra nei tessuti e interagisce direttamente con i mitocondri, attraverso appunto i cromofori mitocondriali. Il citocromo-c ossidasi quando assorbe la luce rossa e infrarossa nelle lunghezze d’onda 600-850 nm, rilascia monossido di azoto NO legato, aumentando l’afflusso di ossigeno, migliorando l’efficienza della catena respiratoria e accelerando così il processo energetico di ATP. Tutto questo e molto altro confermano che l’Uomo ha necessità vitale della luce.
L’uomo è Luce condensata!
Tratto dal libro di Angelo Rossiello dal titolo “La rivoluzione della Luce”
SCUOLA DI ELETTROGEOBIOLOGIA 📌 Sono sempre felicissimo quando inizia la scuola di ElettroGeoBiologia tenuta dal grande Achille Sacchi. Questa è la nona edizione di fila, dato che l'abbiamo pensata e realizzata nel lontano 2016. Sapete questi numeri cosa significano? Sempre più persone iniziano a comprendere che l'inquinamento elettromagnetico va preso in seria considerazione, sia quando si è sani per fare vera prevenzione, quand'anche non si sta più bene, per migliorare le terapie, qualsiasi essa siano. Lo scopo della scuola è formare professionisti in grado di rilevare e bonificare tutti gli ambienti da inquinamento elettromagnetico e da perturbazioni della terra. La camera da letto e gli edifici infatti sono invasi da una miriade di radiazioni (artificiali e naturali) che possono essere molto pericolose per la salute, soprattutto se ci sta immersi per lungo tempo. Infine tale formazione può diventare uno sbocco lavorativo molto interessante e importante per tutti quelli che ne comprendono la portata… Il nostro motto è: Curare la casa per curare l'Uomo!
Affrettatevi ad iscrivervi perché inizia martedì 24 FEBBRAIO 2026📌 Informazioni e programma al link 👇 https://www.artedellasalute.it/scuola-teorica-pratica/
----------------------- Scuola di ElettroGeoBiologia – La Terapia della Casa (9° edizione). Unisce sapienza antica e scienza moderna per diagnosticare e bonificare l'elettrosmog (campi elettromagnetici artificiali) e le perturbazioni naturali (reti telluriche, corsi d'acqua sotterranei, ecc.).
Affrettatevi ad iscrivervi perché iniziamo martedì 24 FEBBRAIO 2026 Informazioni al link: https://www.artedellasalute.it/scuola-teorica-pratica/
Il metodo combina misurazioni tecniche e sviluppo della sensibilità percettiva. Il corso è aperto a tutti e risponde a due esigenze:
Formare professionisti come "terapeuti dell'habitat".
Dare strumenti pratici a chi vuole rendere salubri la propria casa e il posto di lavoro.
Si impara a rilevare, prevenire e bonificare le congestioni ambientali, per un atto di responsabilità verso il benessere abitativo.
Gli unici requisiti richiesti sono Curiosità e Interesse.