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Il grandissimo dottor Ryke Geerd Hamer (1935-2017) ha cercato più volte di praticare la Medicina Germanica in cliniche private.
Quando si è esiliato in Norvegia, lo ha fatto con il desiderio di promuovere la propria medicina in un Paese presumibilmente più libero.
Per questo motivo ha chiesto l'autorizzazione all'associazione medica, che gli è stata negata, mentre la sua attività è stata definita irresponsabile.
Quindi Hamer ha intrapreso azioni legali poiché, a livello giuridico, poteva essere giudicato irresponsabile solo se avessero dimostrato che la Medicina Germanica era falsa. L'ordine dei medici avrebbe dovuto provarlo, altrimenti si sarebbe trattato di calunnia.
Tuttavia, il processo si è rivelato una farsa: senza alcuna prova, il giudice ha deciso di negargli il permesso.
Durante il processo la TV norvegese – come in molti altri Paesi – ha trasmesso programmi volti a screditarlo.
Di conseguenza, ha persino fondato un'università in cui intendeva esercitare, insegnare e fare ricerca in collaborazione con scienziati di diverse discipline (naturalisti, fisici, matematici, musicisti): l'Università di Sandefjord per la Nuova Medicina Germanica, Arte e Modo di Vita Naturale.
Alla fine neanche questo è stato possibile: senza poter esercitare legalmente non si potevano curare i pazienti e, senza pazienti, non era possibile insegnare la Medicina Germanica né avviare gli studi interdisciplinari.
L'Università è stata chiusa poco tempo dopo e Hamer è stato minacciato di sanzioni se non avesse rimosso il sito web dell'istituto.
Fino alla sua morte ha cercato di ottenere la legalizzazione della Medicina Germanica in tribunale.
L'ultimo processo si è svolto il 7 febbraio 2017, poco prima della sua morte, ma tutti i suoi tentativi sono falliti.

Fu uno contro la dittatura sanitaria e contro il colosso industriale chimico-farmaceutico (Big Pharma): un conglomerato che detiene il monopolio della ricerca, della produzione e della distribuzione dei farmaci, la cui influenza è talmente pervasiva.
La concezione nichilista dell’ortodossia medica è lontana anni luce dalle magistrali scoperte di Hamer.
Il modello tradizionale attribuisce l'eziologia delle patologie a fattori genetici, ai "fuffa-virus", alla sfortuna o alla familiarità.
La reazione dinanzi alla malattia si traduce quindi in un senso di opposizione, sfociando talvolta in una crisi esistenziale o spirituale.
Ma le cose stanno davvero così? Siamo il frutto del caso e quindi a Dio piace giocare a dadi?
L’opera immensa codificata da Hamer ha messo finalmente ordine, dimostrando che in Natura tutto è perfetto e tutto ha un senso.
Egli non si è limitato a teorizzarlo: lo ha dimostrato empiricamente.
L'alternativa a questa meravigliosa visione è quella offerta dalla medicina che fa precipitare nell’oscuro baratro della paura.
Non dare un senso a quello che stiamo vivendo, infatti, ci priva di ogni punto di riferimento, trasformando il dolore e la sofferenza in una punizione ingiusta, e la malattia in un nemico contro cui combattere con ogni mezzo ("guerra al cancro", "cellule impazzite che invadono"...).
Significa vedere la malattia come un tragico errore, riducendo il mistero della Vita al fatidico lancio di una moneta: un gioco d’azzardo tra la sorte e il destino, sospeso tra il caso e la sfortuna!Il dottor Hamer è riuscito a dare all’uomo dei punti di riferimento solidi: le Cinque Leggi Biologiche, principi ferrei che da milioni di anni accompagnano l'essere umano nell'evoluzione.
La loro comprensione rappresenta il ritorno alla Sacralità della Vita.
La vera guarigione avviene quando riconosciamo il valore sacro del nostro corpo e, soprattutto, quando impariamo a vivere in perfetta armonia con le emozioni e i bisogni.


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Il farmaco più conosciuto al mondo per tirare su quel maledetto "calzino" in mezzo alle gambe, quando la forza di gravità sovrasta la forza di volontà, potrebbe frenare le metastasi del cancro 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Cancer Research, è stato condotto nientepopodimenoche dalla professoressa Ayelet Erez presso l'israeliano Weizmann Institute of Science. Un nome che è già tutto un programma...
Gli scienziati nasoni hanno scoperto che il principio attivo del Viagra, potrebbe limitare le metastasi tumorali 😂😂😂
Quindi, mentre i sudditi lo usano per una spinta verticale, a livello cellulare il Viagra dice alle metastasi: "Fermi tutti, voi da qui non vi muovete!".
Basterebbero un paio di neuroni per comprendere che le metastasi intese in senso medico convenzionale non esistono.
Non sono il risultato di cellule tumorali che migrano dal tumore primario verso altri organi attraverso il sangue o la linfa, ma nuovi conflitti biologici ben distinti e precisi, spesso innescati dalla stessa diagnosi medica o dalla paura della morte.
Come potrebbe, infatti, una cellula originata da un tessuto (es. la ghiandola mammaria) viaggiare in lungo e in largo nel corpo e trasformarsi in un tumore di un tessuto embrionale completamente diverso (es. l’osso o il polmone)?
Le metastasi quindi, intese come cellule migranti, esistono solo nella visione guerrafondaia di una medicina allo stadio terminale (lotta al tumore, cellule che invadono, guerra al cancro, ecc.). Una medicina basata sulla Paura e sulla sottomissione del corpo!
Infine, cosa direte al farmacista quando comprerete la pillolina blu? "Lo prendo solo per scopi oncologici e preventivi"?


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Ippocrate di Coo (460–370 a.C.) scelse la parola greca karkinos (καρκίνος), che significa letteralmente "granchio", per via dell'aspetto visivo che assumevano i tumori e per il loro comportamento aggressivo.
La metafora si basava su tre precise osservazioni cliniche e analogie visive:

1. La somiglianza con le zampe del granchio.
Nei tumori la massa centrale rigida appariva circondata da vene turgide, gonfie e arrossate che si diramavano radialmente verso i tessuti sani circostanti.
Questa conformazione ricordava in modo impressionante il corpo centrale di un granchio con le sue zampe estese.

2. La morsa del dolore.
Il dolore provocato dalla crescita del tumore era descritto come continuo, acuto e penetrante.
Ippocrate associò questa sensazione fisica alla stretta dolorosa e ostinata delle chele di un granchio, da cui è quasi impossibile liberarsi una volta che hanno fatto presa.

3. L'adesione tenace ai tessuti.
Il granchio è un animale noto per la sua capacità di aggrapparsi tenacemente alle rocce.
Allo stesso modo, il medico greco osservò che i tumori si radicavano profondamente nelle strutture anatomiche circostanti, diventando un corpo unico con l'organismo e risultandone inamovibili.

Da Karkinos a Cancro
La metafora ippocratica fu così potente da superare i millenni attraverso le traduzioni.
Il termine greco karkinos fu successivamente tradotto in epoca romana dal medico Celso (I secolo d.C.) con la parola latina cancer, che mantiene esattamente lo stesso significato letterale ("granchio").
Da qui derivano direttamente le parole moderne "cancro" e "carcinoma".

L'origine di "Maligno"
In epoca medievale, i medici iniziarono a descrivere la natura dei tumori usando la parola latina "malignus" (composta da malus, cattivo, e genus, natura/nascita). Il termine significava letteralmente "di natura malvagia" o "nato per fare del male".

Sono passati millenni e la società, insieme alla pseudoscienza medica, utilizza ancora termini folli come "maligno".
In Natura non esiste il colesterolo "buono" e "cattivo", come anche la suddivisione di "benigno" o "maligno".
Nei tumori esiste solo una formazione cellulare in un organo specifico.
La classificazione secondo le Leggi Biologiche spiega che il comportamento delle cellule non dipende da mutazioni genetiche, ma dalla fase del conflitto biologico in cui ci si trova.
La crescita o la riduzione di un tumore cambia radicalmente a seconda del tessuto coinvolto:

1. Tessuti derivati da Endoderma e Mesoderma Antico (es. intestino, pancreas, fegato, alveoli, derma...)
Fase Attiva del Conflitto: c'è una proliferazione cellulare (crescita del tumore). Il corpo aumenta la funzione e le cellule per migliorare la funzione dell'organo. Quello che la medicina chiama "tumore maligno in crescita", è una risposta biologica utile e sensata.
Fase di Soluzione: una volta risolto il conflitto, la crescita si ferma. Intervengono funghi e micobatteri per smantellare e caseificare la massa tumorale in eccesso. Se i batteri mancano, la massa si incapsula.

2. Tessuti derivati da Ectoderma e Mesoderma Recente (es. epidermide, bronchi, ossa, dotti galattofori)
Fase Attiva del Conflitto: si verifica una necrosi o ulcerazione il cui scopo è allargare i dotti o i passaggi per gestire il conflitto.
Fase di Soluzione: il corpo ripara la perdita di tessuto tramite una rapida proliferazione cellulare e un forte gonfiore per ricostruire l'area lesa. Questo picco di crescita esuberante viene scambiato dalla medicina ufficiale per un "tumore maligno", mentre si tratta di una fase di guarigione.ù

Queste cose i camici bianchi non ce le dicono, perché ovviamente non lo conoscono.
Ecco perché bisogna tirarsi su le maniche e studiare!


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Glass slides in the laboratory. Hand in blue glove holding glass organ samples. Histological examination. The microscope in the background blurred. Pathologist at work.

La gravità della differenza in medicina tra un cosiddetto 'tumore benigno' e uno 'maligno' è a dir poco radicale. Determina infatti il confine tra una condizione gestibile e una malattia letale. Il tumore maligno, a differenza di quello benigno (secondo il paradigma attuale) mette a rischio la sopravvivenza dell'intero organismo a causa della sua capacità di diffondersi.
Quindi una differenziazione che può decidere la vita e la morta di una persona. Beh, sapete come avviene?
Attraverso la semplice lettura visiva di un vetrino al microscopio da parte di una persona in carne e ossa, un medico: l'anatomopatologo.
È lui che formula la diagnosi definitiva di tumore e quindi anche la sentenza di morte.
Per trasformare un frammento di tessuto (strappato dall'organo interessato) in una diagnosi "precisa", gli scienziati seguono un protocollo standardizzato basato sull'osservazione di specifiche alterazioni cellulari e strutturali.
Ecco le fasi e i criteri utilizzati per "leggere" un vetrino:

1. La preparazione del tessuto.
Il tessuto deve diventare trasparente alla luce del microscopio:
- taglio ultrasottile: il frammento (biopsia) viene congelato o incluso in paraffina e tagliato in fette spesse appena 3-5 millesimi di millimetro.
- colorazione standard: il nucleo e il citoplasma vengono colorati.

2. I criteri di lettura (Cosa cerca il medico)
L'anatomopatologo osserva il vetrino valutando quattro parametri fondamentali:
- Forma delle cellule
- Il nucleo
- Mitosi (divisioni)

3. L'architettura del tessuto
- Tessuto sano/benigno: le cellule sono ordinate, geometriche e rispettano i confini degli organi.
- Tessuto malato/maligno: le cellule rompono la membrana basale e invadono i vasi sanguigni o i muscoli circostanti.

4. La citologia (La forma delle singole cellule)
Il medico valuta il pleomorfismo: le cellule tumorali maligne perdono la loro forma uniforme e diventano tutte diverse l'una dall'altra per dimensione e aspetto.

Avete capito come avviene la creazione del termine "maligno" e "benigno"?
Se la forma della cellula (di un tessuto strappato prima con il bisturi, poi congelato e tagliato dello spessore di micron) è "strana" e tende ad avere le punte come una stella, è sicuramente maligna. Se invece è liscia e tonda, sicuramente è benigna.
Ma vi rendete conto della responsabilità del medico nell'affermare una cosa piuttosto che l'altra?
Sapete dal punto di vista psicologico qual è l'impatto di diagnosticare a una persona una "formazione benigna" piuttosto che "un cancro maligno"?
Se ne avete anche solo un barlume di idea, state lontani da questi ambienti come la peste!


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Per i latini la parola "malattia" deriva dall'unione della radice mal- (da malus, ovvero "cattivo" o "fatto male") e del suffisso -attia (utilizzato per indicare una condizione o uno stato).
Letteralmente, questa etimologia descrive la malattia come uno "stato cattivo". Da qui nasce il legame con il termine "malato", che deriva dal latino tardo malatus, contrazione della formula classica male habitus, cioè "che si trova in cattive condizioni".
In latino esiste anche una celebre omofonia (parole scritte allo stesso modo): mălus significa "cattivo", e Mālus (con la a lunga) è l’"albero del melo", il cui frutto è mālum, la mela appunto. A causa di questa somiglianza, nella tradizione cristiana il "frutto proibito" dell'Eden è stato identificato e raffigurato come una mela.
I traduttori medievali hanno giocato magari sul fatto che il frutto del male (malum) fosse proprio la mela (malum).
Sarà una forzatura linguistica, ma per la cultura cattolica il frutto del peccato - la mela - condivide la stessa identica radice (malus) da cui derivano le parole "male" e, di conseguenza, "malattia".
La malattia quindi entra nel mondo solo dopo il peccato originale. Prima della caduta di Adamo ed Eva, il corpo umano era perfetto e incorruttibile.
Quindi, teologicamente è l'ombra del peccato che si manifesta sulla carne.
Per millenni infatti la malattia è stata considerata la conseguenza diretta, la punizione visibile di un peccato.
Tralasciando Ippocrate e Galeno per trovare una svolta dobbiamo saltare dal V secolo a.C. al 1554.
In quell’anno, il medico francese Jean Fernel (1497-1558) pubblicò Universa Medicina, introducendo per la prima volta una suddivisione basata sugli organi colpiti (come le 'malattie del fegato' o del 'cuore') e fondando, di fatto, la moderna fisiologia.
Fu proprio in questo periodo che in Europa iniziò a diffondersi la pratica della medicina sintomatica.

Come spiega il grande dottor Ryke Geerd Hamer (1935-2017) nella sua “Presentazione della Nuova Medicina Germanica”, tra il XV e il XVI secolo la santissima Inquisizione esercitava ancora una forte influenza, al punto da portare a una divisione dogmatica di ogni fenomeno in ‘benigno’ e ‘maligno’.

Il cancro era maligno; microbi, febbre, astenia, tutti i cosiddetti ‘sintomi di malattia’ erano maligni e dovevano essere estirpati come qualcosa di peccaminoso.
Siccome nessuno sapeva l’eziologia delle ‘malattie’, quindi non conoscendo una terapia causale, sono nate circa 1000 terapie alternative.
E quando poi Madre Natura riusciva comunque a portare a buon fine la guarigione, malgrado i nostri tentativi insensati di pseudo-terapie, allora le abbiamo annoverate nei nostri ‘successi’”.

La principale implicazione di questa visione deleteria è la terapia intesa come “guerra” al sintomo: un approccio belligerante, per non dire guerrafondaio, il cui scopo è la totale distruzione dei segnali inviati dal corpo. A questo si affianca la sistematica soppressione della sintomatologia, una pratica che impedisce non solo l’ascolto del paziente, ma blocca anche la risposta fisiologica. Un esempio su tutti è la febbre. Meccanismo biologico perfetto, attivato dall’organismo per accelerare i processi di riparazione e guarigione, che tuttavia viene visto dai medici come una malattia da spegnere a botte di Tachipirina®.


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Può essere davvero una semplice coincidenza che la vita sulla Terra si sia sviluppata, sia stata progettata e funzioni secondo un sistema così logico, intelligente e magistrale? Quando osserviamo i meccanismi perfetti della natura, appare evidente che nulla sia lasciato al caso.
L'immenso dottor Ryke Geerd Hamer (1935-2017) intuì l'esistenza di questa sistematica essenziale, di una logica ferrea che governa tutto nel Creato compreso l'organismo umano.
Egli stesso preferiva parlare di "riscoperta", piuttosto che di scoperta, suggerendo che queste Leggi biologiche siano scritte da sempre nell'ordine naturale delle cose, pronte a essere svelate a chi sa aprire mente e cuore.

La dimensione spirituale e la liberazione dell'uomo
I veri cambiamenti avvengono quando l'essere umano consente alla dimensione spirituale di entrare nella propria vita. Questo passaggio non deve compiersi a livello puramente mentale o intellettuale, ma attraverso una piena e totale fiducia della Vita e delle sue Leggi.
Accettare profondamente questa realtà interiore e sentirla vibrare in se stessi permette di sperimentare i cosiddetti miracoli: la comprensione che la Vita stessa, nella sua essenza, è il miracolo più grande!
Una persona che raggiunge tale consapevolezza acquisisce una profonda sovranità interiore e diventa difficile da controllare, condizionare o manipolare dall'esterno. Rappresenta quindi una minaccia per quel Sistema che da millenni sta cercando di limitare il potenziale umano.
Riconosce anche che l'essere umano è molto di più di ciò che le autorità - come la scuola, la chiesa o la medicina dogmatica - hanno storicamente insegnato.
L'uomo infatti non è una mera macchina organica fine a se stessa e la componente spirituale dell'esistenza è inseparabile dall'aspetto biologico. Ogni cellula risponde infatti a un disegno più ampio; ogni organo ha il suo senso biologico, e proprio per questo, prima è nata la funzione e poi la Natura ha costruito l'organo stesso. La parte spirituale viene prima della componente materiale.
Comprendere questo legame profondo porta alla consapevolezza che l'umanità deve tornare a vivere in perfetta armonia con i ritmi e con le leggi della Natura.
Ignorare tale connessione significa condannarsi all'autodistruzione e lo stiamo vedendo in ambito medico, dove l'uomo è sempre più ammalato.
Il vero potere non risiede nelle strutture materiali o nei sistemi di controllo, ma nella VITA stessa, che resta perennemente connessa al DIVINO.
La Medicina Sagrada scoperta dal dottor Hamer, fornisce gli strumenti per ricordare all'uomo questa antica Verità, guidandolo verso la riscoperta della propria armonia originaria.
Ma questo da fastidio assai...
Danke, Herr Dr. Hamer

La malattia di Alzheimer rappresenta la forma più comune di demenza (60-70% di tutti i casi globali).
Nel mondo si stimano circa 55 milioni di persone affette da demenza, di cui oltre 35 milioni da Alzheimer. Secondo le previsioni più rosee, tale numero è destinato a triplicare, superando i 140 milioni entro il 2050.
Oggi viene diagnosticato un nuovo caso di demenza ogni 3 secondi.

Epidemiologia
L'andamento della patologia varia sensibilmente in base ad alcune variabili chiave:
📍 Età: è il fattore di rischio principale. La prevalenza è inferiore al 2% prima dei 65 anni, ma sale al 5% tra i 65 e i 74 anni, al 13% tra i 75 e gli 84 anni, e colpisce il 33% degli over 85.
📍Sesso: le donne sono colpite quasi il doppio rispetto agli uomini (dato che ci devono sopportare😂), sia per la maggiore aspettativa di vita, sia per altri fattori biologici.

Distribuzione geografica
Un aspetto estremamente interessante è che l'Alzheimer risulta più diffuso nei paesi ad alto reddito, come quelli dell'Europa e gli Stati Uniti.
Il confronto dell'incidenza e della prevalenza della demenza evidenzia profonde differenze geografiche: l'Europa registra i tassi più alti al mondo, seguita dalle Americhe, mentre l'Africa mostra i valori più bassi.
Nello specifico, per tasso di incidenza annuale si intendono i nuovi casi rilevati ogni 100.000 abitanti:

📍Europa: 188
📍America: 130
📍Asia: 106
📍Africa: 40

Inquinamento ambientale
Esiste un nesso concreto e scientificamente provato tra l'aumento dell'inquinamento ambientale (chimico ed elettromagnetico) e l'incremento del tasso di incidenza annuale dell'Alzheimer e delle demenze in generale.
Il senso biologico di questo legame verrà trattato più avanti in un articolo dedicato.
Grandi studi epidemiologici condotti a livello globale confermano che l'esposizione prolungata alle tossine ambientali (metalli tossici quali piombo, mercurio, alluminio, cadmio e arsenico) accelera la comparsa di nuovi casi di declino cognitivo.

Costi enormi
Stiamo parlando di una patologia che rappresenta la seconda causa di morte nei paesi industrializzati, con costi economici faraonici: oltre 1.300 miliardi di dollari ogni singolo anno. Per la gioia dei soliti noti.
Negli ultimi anni, infatti, l'approvazione dei farmaci biologici a base di anticorpi monoclonali (che cercano di rimuovere la proteina beta-amiloide dal cervello) ha aperto una nuova era commerciale miliardaria per Big Pharma.
Si tratta di trattamenti dai costi altissimi, compresi tra i 26.000 e i 32.000 dollari all'anno per singolo paziente.
Questo genera un enorme interesse economico nel far approvare tali porcherie chimiche, garantendo ricavi fantamiliardari.
Nessuno ha l'interesse a curare realmente la demenza, ma solo a gestirla con i farmaci.

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Un'isola. Un principe in esilio. Un gommone. Due spari nel buio. La fine di un giovane.
Ho appena finito di leggere questo interessante libro scritto da Birgit Hamer, sorella di Dirk, ucciso a soli 19 anni da Vittorio Emanuele di Savoia.
Nella notte tra il 17 e il 18 agosto del 1978 un ragazzo tedesco alto un metro e novantatré, pieno di vita e grande corridore (si allenava insieme a Pietro Mennea alla Farnesina), stava dormendo su una barca di amici romani al largo dell'isola di Cavallo, in Corsica.

In seguito a un misterioso diverbio sull'uso di un gommone, il principe in esilio Vittorio Emanuele di Savoia sparò due colpi con la sua carabina. Uno di questi colpì il ragazzo alla gamba, lacerando l'arteria femorale.
Il giovane Dirk, a soli 19 anni, morì dopo 111 giorni di agonia e 19 operazioni tra cui l'amputazione della gamba destra. Esattamente l’8 dicembre 1978 spirò tra le braccia di suo padre, il dottor Geerd Ryke Hamer.
Processato dalla Corte d'Assise di Parigi, Vittorio Emanuele venne assolto dall'accusa di omicidio.
Il lignaggio, le nobili origini e la rete di protezione dinastica hanno sempre tutelato il culo del principe...

Ma a giugno del 2006 arrivò la clamorosa svolta. Il pubblico ministero Henry John Woodcock ordinò il suo arresto nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Potenza. Le accuse principali non riguardavano i fatti del 1978, bensì l'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e lo sfruttamento della prostituzione.
Anche da questa inchiesta Vittorio Emanuele fu prosciolto ma, durante i giorni di custodia cautelare, la cella del principe venne monitorata con microspie e cimici ambientali.

Il principe, con addosso una maglietta bianca con la scritta Nissan, parlò tranquillamente a Rocco Migliardi (suo coimputato nell’inchiesta). Per vantarsi della sua passata impunità, pronunciò frasi definitive riguardo al processo francese del 1991, in cui era stato assolto dall'accusa di omicidio volontario: “Anche se avevo torto, devo dire che li ho fregati. Eccezionale… Il procuratore aveva chiesto cinque anni e sei mesi! Ma ero sicuro di vincere. Ero più che sicuro. Io ho spatato un colpo così e un colpo in giù, ma il colpo è andato in questa direzione, è andato qui e ha preso la gamba sua, che era steso, passando attraverso la carlinga. Pallottola trenta zero tre”.
Il discendente di Casa Savoia ammetteva di aver effettivamente colpito a morte il povero Dirk.

Quella notte cambiò per sempre la vita, non solo della famiglia Hamer, ma anche quella di milioni di persone.
Pochi mesi dopo la scomparsa violenta del figlio, infatti, il dottor Hamer scoprì di avere un tumore al testicolo.
Oltre al danno, pure la beffa: stava ancora piangendo la perdita del figlio e si trovò a combattere anche il cancro.
Ma per un medico scevro da pregiudizi e abituato a cercare nessi di causa ed effetto, quella diagnosi non poteva essere una coincidenza. La storia pazzesca della Nuova Medicina Germanica parte da questo preciso punto: un’isola, un gommone rubato, un principe assassino in esilio e le “tre palle” di Hamer...
La morte di Dirk diventò così l'evento generatore, la chiave di volta esistenziale che permise al medico tedesco di codificare le sue magnifiche scoperte, gettando così le fondamenta della Medicina Sagrada...

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Secondo la Nuova Medicina, dimostrata empiricamente dall'immenso dottor Ryke Geerd Hamer, ogni cosiddetta “malattia” si sviluppa in due fasi. Durante la prima, definita "fase fredda" o di conflitto attivo, il soggetto vive una condizione di stress caratterizzata da estremità molto fredde (mani e piedi), inappetenza e disturbi del sonno. Una volta risolto il conflitto, si entra nella "fase calda" (dei sintomi), intesa come periodo di risoluzione o di guarigione. In questa fase, la psiche, il cervello e l'organo corrispondente affrontano un processo di recupero la cui sintomatologia è spesso complessa a causa della comparsa di stanchezza, febbre, infiammazioni, infezioni e dolore.

Raffreddore
I sintomi classici del raffreddore e di molte reazioni allergiche sono la congestione nasale, la rinorrea (muco) e gli starnuti. La mucosa nasale è controllata da un relè cerebrale situato nel lobo frontale della corteccia. Hamer ha scoperto che tale area viene influenzata quando si sperimenta il cosiddetto "conflitto di puzza", inteso sia in senso letterale (cattivo odore) sia in senso figurato (un pericolo percepito o una situazione sgradevole).
Durante la fase attiva del conflitto attivo, la mucosa nasale va incontro a ulcerazione; non appena viene risolto, la mucosa si ripristina, provocando la congestione e gli starnuti, talvolta accompagnati da cefalea dovuta all'edema cerebrale nella zona colpita. Starnuti e muco sono i segnali biologici della riparazione dei tessuti.
Potete ora comprendere come non sia il freddo in sé a causare il raffreddore, bensì la "paura del freddo", la quale attiva il "conflitto di puzza" inteso come minaccia o pericolo percepito.

Allergia
Quando si vive uno shock inaspettato, la mente si trova in uno stato di elevata allerta e ricettività. Il subconscio registra tutti gli elementi ambientali circostanti - come odori, sapori, suoni, pollini, peli di gatto, polvere, oggetti o persone - memorizzandoli fino alla risoluzione del conflitto.
Hamer ha definito questi stimoli "binari conflittuali".
Qualora una persona in fase di guarigione si imbatta nuovamente in uno di questi binari, l'intero conflitto si riavvierebbe con i relativi sintomi, dando luogo a ciò che la medicina convenzionale definisce “allergia”.
Immaginate un bambino piccolo che corre felice nei campi in primavera, quando all'improvviso inciampa e sbatte il viso a terra. Spaventato e dolorante, inizia a piangere (occhi rossi), manifestando lacrime, muco, singhiozzi e mal di testa.
In quel preciso istante, il suo cervello registra l'intero contesto ambientale, inclusi elementi come il polline. È proprio così che si attiva un "binario".
Molti anni dopo, una volta diventato adulto, ogni volta che in primavera respirerà il polline, il cervello riattiverà il vissuto traumatico originario, manifestando gli stessi sintomi tipici della rinite allergica.
Da questa prospettiva, l'allergia è la fase di guarigione successiva a una recidiva del conflitto, con lo scopo biologico di fungere da sistema di allarme per segnalare una situazione precedentemente associata a quel pericolo.

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Tutto ciò che mangiamo viene trasformato dal metabolismo in acidi o sali minerali (basi).
A influenzare il corpo umano non è tanto il sapore iniziale del cibo, ma i residui chimici (detti ceneri) che rimangono dopo la digestione. Per esempio, il limone è fortemente acido (pH tra 2 e 3) a causa degli acidi citrico e ascorbico, ma dopo il metabolismo libera minerali come potassio, magnesio e calcio che alcalinizzano le urine.
I cereali e le farine, al contrario, sono alimenti molto acidificanti, nonostante il loro sapore in bocca non sia aspro.
L'attività fisica eccessiva aumenta significativamente la produzione di acidi organici (lattico, idrogeno e anidride carbonica) e Per non parlare delle forti emozioni negative come la rabbia, l'ansia e il risentimento che influenzano l'equilibrio chimico e ormonale (cortisolo) del corpo, aumentando il carico acido sia a livello sistemico che locale.
Cosa accade quando il nostro stile di vita fa produrre molti più acidi che minerali? Il corpo entra in acidosi...

Sistema tampone
Sono un insieme di meccanismi chimici e fisiologici coordinati che mantengono il pH del sangue costantemente tra 7,35 e 7,45. Questo sistema funziona combinando una risposta chimica immediata con l'azione regolatrice di polmoni e reni.
I tamponi chimici sono molecole che agiscono come spugne: se ci sono troppi acidi li assorbono; se ce ne sono troppo pochi, li rilasciano. I tre sistemi principali sono: Tampone Bicarbonato, Fosfato e Proteico. Poi interviene anche il sistema respiratorio per supportare il tampone bicarbonato gestendo l'eliminazione dell'anidride carbonica (acido carbonico). Infine i reni costituiscono il meccanismo di regolazione più potente, anche se più lento rispetto a quello polmonare.

Patologie collegate
Un organismo in acidosi accusa segnali come stanchezza, irritabilità, intossicazione, infiammazione e inoltre rallenta anche l'attività del sistema linfatico, con conseguente comparsa di ristagni, gonfiori, edemi e infezioni.
Se il nostro corpo manifesta una eccessiva acidità può manifestare diversi disturbi quali gastrite, colite, artrite, reumatismi, gotta, dermatite, eczema, psoriasi, allergie e molto altro.
Ecco perché l’Equilibrio Acido-Basico è uno dei più importanti per l'intero organismo. Tra le tante funzioni, regola: respirazione, circolazione, digestione, escrezione, difese immunitarie e perfino la produzione ormonale.

ALCAPUR
Questo integratore naturale aiuta a controllare l'equilibrio acido-basico, migliorando il benessere su tutti i fronti!!
E' costituito dai più importanti minerali alcalinizzanti, nelle due forme chimiche (sali) maggiormente assimilabili: Magnesio citrato e carbonato, Potassio citrato e bicarbonato, Calcio carbonato e citrato, Zinco gluconato e citrato!
Il prodotto viene fornito assieme a cartine al tornasole, strisce di prova del pH, per testare e monitorare il livello di acidosi!

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I gatti non si stanno semplicemente rilassando: stanno emettendo frequenze biologiche di riparazione.
Le loro fusa (25-150 Hz) si allineano con le note gamme di frequenza rigenerative.

Queste frequenze supportano:
- la densità ossea
- la guarigione dei tessuti
- il recupero cellulare.

Ciò che sembra comfort potrebbe in realtà essere una tecnologia medica innata della natura.
I gatti non fanno le fusa a caso. Fanno le fusa quando sono calmi, feriti, stressati o persino in punto di morte: questo ci fa subito capire che non si tratta solo di un segnale emotivo, ma di un meccanismo biologico.
La gamma di frequenze delle fusa di un gatto (circa 25-150 Hz) si sovrappone quasi perfettamente alle frequenze utilizzate nelle terapie cliniche per la crescita ossea, la guarigione delle fratture e la riparazione muscolare.

Non è una coincidenza, è una funzione.
Dal punto di vista della teoria delle onde di frequenza, questo è esattamente ciò che ci si aspetterebbe.
I sistemi viventi non funzionano solo a livello chimico, ma anche a livello di risonanza.
Il corpo è un campo dinamico di oscillazioni e, quando queste oscillazioni perdono coerenza (lesioni, stress, malattie), la guarigione richiede il ripristino dell'equilibrio armonico.
Le fusa di un gatto agiscono come un diapason esterno, reintroducendo un input vibrazionale coerente direttamente nella struttura del corpo.
Ciò che rende il tutto ancora più interessante è che i gatti guariscono più velocemente della maggior parte dei mammiferi e raramente soffrono di malattie ossee.
Sono essenzialmente dei generatori di biorisonanza ambulanti.
Ora i ricercatori stanno cercando di decodificare questo processo, costruendo dispositivi che imitino le frequenze delle fusa per stimolare la guarigione negli esseri umani.
Ecco il cambiamento: la medicina si sta spostando dalla chimica alle frequenze.
Non è una cosa da poco. È biologia avanzata che si cela in bella vista.

Tratto da Terapie Evolutive Integrate https://t.me/as_TEI

Grazie alle devastanti conseguenze sanitarie, sociali ed economiche della psicopandeminchia causata dal fuffa-virus, il Sistema ha appreso quanto sia importante conoscere la Digital Health, la salute digitale, per comprendere e soprattutto migliorare il controllo sociale!

Digital Epidemiology e Digital Healt
Mentre la tradizionale epidemiologia prevede la raccolta dei dati attraverso il rapporto paziente-medico o il Sistema Sanitario, l’epidemiologia digitale utilizza dati generati al di fuori del sistema medico.
Questi dati digitalizzati permettono (a loro) un'analisi statistica più precisa.

Ma il punto non è tanto la digitalizzazione, quanto i nuovi dati raccolti attraverso canali mediatici quali social media, telefonia, ricerche sul web, testi, video, audio e i vari dispositivi connessi per il tracciamento di parametri biomedici.
Il flusso di dati già enorme, oggi si sta ampliando senza limiti.
La Digital Epidemiology quindi è strettamente legata a un altro concetto che unisce dati sulla salute e strumenti digitali. Ecco perché sarebbe più corretto parlare di Digital Health.
Questi nuovi flussi di dati vengono sfruttati per scopi epidemiologici ma non solo...

Big data e social media
I Big Data sono quell’enorme mole di informazioni che il Sistema ha a disposizione, anche perché oggi, rispetto a ieri, l’accesso alla rete e ai social network avviene in maniera sempre più facile attraverso vari dispositivi: desktop, telefoni e oggetti smart.
Grazie allo studio statistico dei Web Data (di cui oltre il 60% delle segnalazioni iniziali proviene da fonti non ufficiali: cioè voi!) è possibile comprendere come stia evolvendo l’epidemia; allo stesso tempo, a livello sociale, questo monitoraggio permette al Sistema di soppesare il QI medio delle masse (oggettivamente sempre bassetto), il loro livello di paura e la loro prontezza nel rispondere ai diktat del regime. Sono sempre più convinto che il Covid sia stato usato come test di intelligenza, per verificare il quoziente intellettivo medio.

Tutto questo marasma di dati viene automaticamente elaborato tramite il machine learning e grazie alla capacità di apprendimento dei modelli computerizzati. Mi riferisco all’Intelligenza Artificiale implementata con Reti Neurali Artificiali, che simulano quelle biologiche.

Controinformazione al servizio
Dopo quanto detto, diventa molto importante comprendere che il Sistema, grazie a una potenza di calcolo sempre più potente, sta registrando tutti gli aspetti della vita, ovviamente per i loro sporchi interessi. Tra gli questi c’è proprio l’Epidemiologia Digitale.
Il punto è il seguente. I cosiddetti controinformatori (spuntati dal nulla dopo il Covid, come i funghi dopo una pioggia) stanno partecipando attivamente alla raccolta di questi dati.
Lo fanno inconsapevolmente, qualcuno è stato infiltrato, o solo per attirare l’attenzione, dato che veicolare terrorismo premia sempre.
Al di là della motivazione sono funzionali al regime!

Parlare infatti di biolaboratori, di virus ingegnerizzati, o di agenti “scappati” o “rilasciati” appositamente in circolazione, significa dare atto che i virus esistano!
Quindi stanno sostenendo il falso e propagandistico paradigma pseudoscientifico, quello dove il cosiddetto virus è causa e origine di tutti i mali.
Per cui una cospicua parte della cosiddetta controinformazione appoggia il Sistema: i terribili virus sono entità cattive in grado di scatenare malattie e contagi. Peccato che sia fuffa.
In latino, la parola vīrus significava "veleno", "tossina", "umore e/o liquido/secrezione nociva”.
Poi agli inizi del 1700, la parola iniziò a essere usata genericamente per indicare un "agente invisibile in grado di trasmettere una malattia infettiva" o una sostanza contagiosa.

Quindi Virus significa semplicemente “veleno”, “tossina”.
Dal punto di vista biologico il virus altro non è che un frammento di DNA o RNA ricoperto da un capside, cioè da un cappottino proteico. Tutto qua.
I virus infatti non respirano, non mangiano, non dormono, non cagano, non fanno nulla perché non sono esseri viventi. Sono dei semplici frammenti o codici di informazione.

Un termine sicuramente più corretto e meno fuorviante per virus sarebbe “esosoma”, cioè una piccolissima vescicola extracellulare (della dimensione di qualche decina di nanometri) rilasciata da quasi tutte le cellule del corpo. Svolge un ruolo cruciale nella comunicazione intercellulare, agendo come un vero e proprio "sistema di spedizione" o "messaggero" tra cellule distanti.

L’esosoma quindi è messaggero e messaggio allo stesso tempo.

Nell’acido nucleico (DNA o RNA) è registrata l’informazione da veicolare alle altre cellule o ai tessuti (come per esempio nel caso della riparazione).

Conclusione
La transizione verso la Digital Health e l'Epidemiologia digitale non è solo un cambio di strumenti metodologici, ma una mutazione antropologica radicale.
Il rischio di digitalizzazione della vita sta proprio nella progressiva riduzione dell'essere umano a un mero aggregato di dati biometrici, comportamenti digitali e reazioni tracciabili. Una macchina. Non caso siamo in pieno transumanesimo!
Quando ogni respiro, ogni parametro vitale e persino ogni pensiero di dissenso verranno convertiti in codici QR, stringhe e interpretati da algoritmi predittivi, la vita perderà la sua essenza, la sua sicurezza e la privacy. Stiamo scivolando verso una forma di biosorveglianza digitale permanente, dove la salute non è più un diritto o uno stato di benessere individuale, ma la leva perfetta per legittimare un controllo sociale.
Alimentare questo database globale con narrazioni false pregne di paura, sia da parte dei media mainstream che da parte dei contro-informatori alternativi, significa sostenere e potenziare il "Sistema".
Serve una profonda consapevolezza digitale: smettere di agire come sensori involontari è il primo fondamentale passo per sottrarsi alle logiche del monitoraggio biometrico, riappropriandoci della nostra sovranità biologica e intellettuale.