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Siamo al bivio di una scelta importantissima: una biforcazione che porta all'annientamento dell'attuale paradigma sanitario.
Continuare con la visione allopatica nichilista della medicina ortodossa oppure imboccare l'altra strada rimasta (e unica) che conduce alla libertà individuale.
Da una parte c'è la visione della medicina ufficiale, che interpreta la malattia come una condizione anomala causata da fattori sconosciuti: sfortuna, genetica difettosa, virus erranti e maledizioni divine.
È una strada che porta diretti al caos più totale.
I risultati di questa folle visione li vediamo ogni giorno: la terapia viene intesa come una “guerra al sintomo”.
Un approccio belligerante che ha lo scopo di distruggere i segnali del corpo!
Ma la soppressione dei sintomi impedisce, da un lato, l’ascolto del paziente e, dall'altro, blocca la risposta fisiologica dell'organismo.

Nella visione della Medicina Sagrada, i sintomi che il corpo manifesta non sono casuali, ma hanno un loro preciso senso e scopo!
Vedere le cosiddette "malattie" come parte di un Programma Biologico Speciale e Sensato, che l'organismo attiva in risposta a un nostro (e personalissimo) vissuto, è straordinariamente liberatorio.
Questo approccio ci permette anche di comprendere la strada terapeutica più idonea da percorrere.
Tutto torna ad avere un senso.
La sfortuna e i "fuffavirus" lasciamoli ai camici bianchi e al loro paradigma, oramai allo stadio terminale.
La Medicina Sagrada descrive esattamente le correlazioni biologiche dell’organismo quale unità indissolubile di psiche-cervello-organo. Avete letto? Unità indissolubile, non solo organi e apparati disgiunti che si "ammalano" per puro caso, come nella disumanizzante medicina odierna.
La malattia, lo ripeto, non è un errore, non è un’entità maligna (o divina) né un'aggressione esterna da combattere con ogni mezzo.
Tale comprensione, assieme alla fiducia magistrale nella Natura, permette di eliminare la causa principale dell’impotenza di fronte a un verdetto ineluttabile: "Lei ha un cancro maligno"; "Il suo è un cancro infiltrante"; "Le restano solo tre mesi di vita"...
Riprendiamo in mano la nostra Vita una volta per tutte, con responsabilità e, soprattutto, umiltà.


La Medicina Sagrada ha sconvolto ogni cosa, non quadra più nulla, tranne i fatti.
G. R. Hamer


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Il glutine, piaccia o non piaccia, non fa bene alla salute!
Si tratta di una proteina (una lectina) estremamente complessa da digerire e, soprattutto, altamente infiammatoria.
Una dieta ricca di glutine aumenta l'infiammazione organica, inclusa quella del cervello!
Non sto dicendo nulla di nuovo: basta essere onesti con se stessi la sera sul divano, tra movimenti tellurici della pancia, mongolfiere d’aria, pseudogravidanze all’ottavo mese, gonfiore fantozziano, feci sfatte, dolori e crampi vari.
Oltre a tutto questo, le proteine come il glutine hanno un impatto negativo anche sul nostro encefalo, riuscendo a superare non solo la barriera intestinale ma anche quella emato-encefalica, innescando focolai infiammatori con la conseguente formazione di placche come meccanismo di autodifesa.
Non parliamo dell’adipe. Donneeee… il grasso che si deposita nei vostri fianchi, nelle cosce e nel didietro non arriva dai grassi alimentari (olio, burro, uova...), ma – mi dispiace darvi questa triste notizia – dai carboidrati (zuccheri)!
Chiaramente tutto dipende dalla quantità di glutine che decidete di immettere nell’organismo con la nutrizione, ma in caso di patologie i carboidrati andrebbero ridotti drasticamente, e in certe condizioni eliminati senza alcuna pietà.

Celiachia
Il processo di digestione del glutine è permesso dalle transglutaminasi intestinali, enzimi che modificano l'amminoacido glutammina.
Nelle persone celiache – secondo la narrazione dei "preti in bianco" – si formano misteriosamente anticorpi anti-transglutaminasi che sarebbero la causa del processo infiammatorio e del danno a carico dei villi intestinali.
Ufficialmente il problema dipenderebbe per il 40% dai geni (cioè dalla sfiga), per il 40% dall'alimentazione e per il restante 20% da fattori misteriosi (quindi sempre dalla sfiga).

Binario conflittuale
La Nuova Medicina insegna invece che le cosiddette allergie e intolleranze alimentari (compresa la celiachia) sono binari conflittuali in cui è coinvolta una sostanza qualsiasi che rappresenta il fattore di innesco di un Programma Biologico Sensato e Speciale.
Per capire questa affermazione bisogna sapere che il cervello registra costantemente tutto quello che viviamo.
Quando mangiamo, il cibo passa nel digiuno (un tratto dell’intestino tenue sempre vuoto) sotto forma di informazione. Funziona esattamente come il lettore di codici a barre del supermercato quando la cassiera passa un prodotto. Ma l’encefalo, come detto, registra tutto quello che stiamo vivendo nel momento in cui mangiamo: suoni, profumi, odori e anche emozioni (ansia, paura, rabbia, risentimento, contrarietà, porcherie, ecc.).

Quindi, nel digiuno, l'alimento viene associato allo stimolo vissuto!

Agli esordi di qualsiasi allergia, il primo conflitto, quello iniziale, è detto ”programmante”, e il corpo non manifesta alcun sintomo. Quando successivamente arriverà lo “scatenante”, i sintomi si faranno vedere eccome.
Nella celiachia il “programmante” avviene durante il primo periodo di vita del cucciolo, ovvero durante lo svezzamento!
Staccare il seno a un cucciolo è un passaggio delicatissimo e può diventare fonte di traumi, se viene fatto in maniera scorretta. Il latte che sgorga dalle mammelle infatti non è solo alimentazione, ma Vita, contatto, relazione con il proprio Dio!
Se il cucciolo, quando gli viene tolto il seno, dovesse vivere tale "distacco" e "separazione" con un vissuto di "contrarietà indigesta" o “porcheria” (“perché mi hai tolto il seno?”), il cervello registrerebbe anche tale sofferenza.
E se in quel momento dovesse passare per il digiuno proprio il glutine?
Il cervello assocerebbe la proteina alla sofferenza! Eccolo qua il binario: glutine e conflitto di distacco da mamma, con “contrarietà indigesta”.
Ogni qualvolta quel bambino (anche da adulto) mangerà il glutine, tale ancoraggio farà manifestare al corpo i sintomi ben noti alle persone celiache.
Per uscire da questo binario servono conoscenze nell’ambito nutrizionale e biologico (inteso come “logica della vita”).

Se volete saperne di più, vi ricordo che da mercoledì 4 novembre 2026 (20:30 - 22:30) parte il nuovo corso di Scienza e Arte della Salute – Nutrizione Superiore (https://www.artedellasalute.it/scuola-di-formazione-in/) in presenza e anche online!


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Nell’antica Grecia, il termine nósos indicava la malattia come un'entità oggettiva, spesso inviata dagli dèi come punizione.
Nella cultura ebraica antica il termine nega significava “piaga” o “tocco”, ed esprimeva l'idea di un contatto diretto della mano di Dio, spesso legato a una colpa morale o a una necessaria purificazione.
Mentre nella tradizione latina la parola "malattia" deriva dalla composizione di malus (cattivo) e del suffisso -attia (usato per indicare uno stato).
L’etimologia descrive quindi la malattia come uno “stato cattivo”.
Da qui nasce il legame con il termine “malato”, che deriva dal latino tardo malatus (da male habitus, cioè “che si trova in cattive condizioni”).
Sempre in latino mălus significa cattivo, mentre mālus (con la "a" lunga) è l’albero del melo, il cui frutto è mālum, la mela.
Nella tradizione cattolica il frutto proibito dell'Eden fu identificato proprio con la mela: i traduttori medievali giocarono molto sul fatto che il frutto del male (malum) avesse lo stesso suono della mela (mālum), creando un parallelismo suggestivo con la parola malattia.
Secondo questa visione, la malattia entra nel mondo solo dopo il peccato originale. Prima della caduta di Adamo ed Eva, il corpo era sano e perfetto.
Teologicamente, la malattia è l'ombra del peccato che si manifesta sulla carne.
Per millenni è stata considerata la conseguenza diretta, la punizione visibile, di una colpa.
Quanto siamo lontani oggi da questi antichi e scandalosi retaggi religiosi?

Le divinità adirate e gli spiriti punitivi di un tempo sono stati brillantemente rimpiazzati dai moderni virus e dai geni difettosi. Abbiamo solo cambiato il reparto marketing della sfiga.
Se infatti nasciamo con delle tare genetiche, non è mica colpa nostra: siamo stati semplicemente maledetti dall'alto!

La narrazione è identica, è solo diventata biochimica: il peccato originale oggi si chiama "predisposizione ereditaria" e i demoni della possessione si sono trasformati in filamenti di DNA o RNA pronti a colonizzarci al primo starnuto sul tram.
Vi ricordo infine, che in oncologia si fa ancora ricorso al termine evocativo di tumore “maligno”... “Il cancro era maligno; microbi, febbre, tutti i cosiddetti ‘sintomi di malattia’ erano maligni e dovevano essere estirpati perché peccaminosi. Siccome nessuno sapeva l’eziologia delle ‘malattie’, sono nate migliaia di terapie alternative. E quando poi Madre Natura riusciva comunque a portare a buon fine la guarigione, allora le abbiamo annoverate nei nostri successi”.G. R. Hamer


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Arriva Mirikizumab, il nuovo pacco farmacologico firmato Eli Lilly per il morbo di Crohn, una patologia infiammatoria cronica e progressiva del tratto intestinale che da noi in Italia colpisce circa 100mila persone.
La nuova sbobba chimica è un cosiddetto "farmaco biologico" che stranamente costa molto più dell'oro.
Il prezzo per un flaconcino da 15 ml, infatti, è della bellezza di 2.417,84 €.
Una droga carissima che va a lavorare sull’interleuchina-23p19, una proteina che svolge un ruolo nell’infiammazione correlata alla malattia.

I camici bianchi, non sapendo la vera causa di nessuna malattia, vanno - come sempre - a spegnere il sintomo.
Non si chiedono, infatti, i motivi dell'infiammazione della mucosa e delle ulcere che si formano.
D'altronde come potrebbero, visto che non conoscono le Leggi Biologiche, intese come logica della Vita?

L'intestino crasso ha la funzione di assorbire l'acqua per formare lo "stronzo", per poi espellerlo grazie alla peristalsi.
Il cervello che controlla l'intestino crasso è il tronco encefalico (paleoencefalo, il cervello arcaico) che "gestisce" il conflitto del "boccone porcheria".
Lo "stronzo", infatti, deve essere eliminato quanto prima dal corpo perché tossico.

Per cui, se viviamo continue "porcherie" nella nostra vita (al lavoro con il mobbing, in casa, nelle relazioni, ecc.), il cervello attiverà sempre questo organo con l'intento di evacuarle quanto prima.

Una domanda semplice da porsi è la seguente: chi è, o cosa è, lo "stronzo" che non riesco a eliminare?
Questo effetto lo si vede con l'alternanza di stipsi (mentre viviamo le "porcherie") e diarrea (quando le risolviamo).
Se tali attivazioni vanno avanti nel tempo, ci sarà il danneggiamento della mucosa intestinale (ulcere) con i gravi problemi ben noti alle persone con il Crohn: dolore, sanguinamento, pus, ecc.

I farmaci non servono assolutamente a nulla se non usciamo dal vissuto di "porcheria", se non ci spostiamo da quella situazione "tossica".
Ecco perché, dopo qualche anno, tutti i pazienti finiranno sotto i ferri chirurgici per farsi estirpare il tratto intestinale ulcerato!
Nessuno può guarire all'interno di questa assurda visione allopatica.

Il problema non è l'intestino o il sistema immunitario impazzito che attacca la mucosa.

Il problema è il nostro vissuto di "porcheria".

Per cui sta a voi abbracciare la comprensione biologica, cambiando qualcosa nella vostra vita, o rimanere immobili in quel terreno, finendo dai macellai laureati.


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Sento sempre più persone, uomini ma anche donne, che hanno problemi nella minzione.
Il sistema escretorio umano è l’insieme di organi responsabili della filtrazione del sangue, della produzione e, alla fine, dell'espulsione dell'urina.
È costituito da due reni, dai canali escretori (i calici, la pelvi renale e l'uretere), dalla vescica (dove l'urina viene immagazzinata prima di uscire) e infine dall'uretra, che ne permette l’espulsione dal corpo.

Reni

I reni sono fondamentali per l'organismo: estraggono dal sangue specifici prodotti finali del metabolismo e acqua, regolano l'omeostasi e il volume del liquido extracellulare.
I glomeruli filtrano dal sangue la porzione non proteica del plasma (circa 150-200 litri nelle 24 ore), di cui il 99% viene riassorbito.
Successivamente, mediante i tubuli collettori, avviene il riassorbimento di quelle sostanze utili (glucosio, aminoacidi, acqua e sali che contengono ioni) per essere poi riavviate al torrente sanguigno. Tutto quello che non serve diventa urina e viene eliminato all'esterno.
I reni parlano di equilibrio, si riferiscono a decisioni/scelte, relazioni, vita di coppia e anche di paura!
Hanno a che fare con i nostri punti di riferimento!
Il senso profondo e arcaico dei tubuli collettori renali è trattenere il liquido più importante, che è l’acqua, con lo scopo di “salvarsi la vita”.
Infatti, prima che diventi urina vera e propria, il paleoencefalo (tronco encefalico) che controlla questi organi fa riassorbire i liquidi in maniera proporzionale a quanto ci sentiamo “distanti” dal nostro mare, dai nostri sogni, dai nostri bisogni…
Quindi il cervello riassorbe liquidi in proporzione a quanto siamo distanti dal nostro percorso!
In questa condizione il corpo produce meno urina e la trattiene (edemi, ritenzione idrica, ecc.).

Vescica urinaria

È una struttura che si trova nella pelvi dietro all'osso pubico e serve alla raccolta dell'urina proveniente dai reni.
Il senso biologico generale di questo organo è quello di "marcare il territorio".
È la necessità biologica di produrre un'urina più forte, con un odore più intenso, il cui scopo è quello di farsi sentire, di marcare, di segnare.
Il maschio con la minzione delimita il proprio territorio (“questo è mio”), in quanto il getto direzionabile va verso l'esterno. Per il maschio è infatti molto importante segnare il proprio territorio. Un uomo si sente a casa quando quel posto è suo e porta il suo marchio, il suo odore.
La donna il territorio lo organizza mettendoci anche la sua “identità”.
La femmina, infatti, si accovaccia al centro del proprio territorio e la sua minzione è direzionata all'interno. Quindi il conflitto vissuto al femminile è l'impossibilità di organizzare il proprio territorio, la propria posizione nel clan o, per estensione, la propria "identità".
Ecco perché la cistite nella donna è sempre legata a un vissuto di invasione di identità, quando il suo ruolo viene messo in discussione (dalla suocera che entra liberamente nella propria casa, alla nuova collega che lavora con il marito, alla scoperta dell’amante, dalla nascita di un figlio, ecc.).

Trigono vescicale: "porcheria"

È il triangolo compreso tra l'orifizio degli ureteri e quello dell'uretra.
Questa parte della vescica è legata al "conflitto ripugnante", non pulito e quindi “sporco”, a una porcheria vissuta nel proprio territorio. Un qualcosa vissuto come una vigliaccata.
Avendo solo proprietà assorbenti, qui possono formarsi polipi o adenocarcinomi.
In risoluzione avviene la caseificazione e l'urina avrà un fortissimo odore sgradevole (anche con perdite di sangue), ma si tratta sempre di cistite.

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La bellezza della Natura è che tutto è perfetto e tutto ha un senso, anche nella cosiddetta "malattia".

Il nostro corpo reagisce automaticamente e biologicamente quando un evento ci coglie impreparati.
Nel corso dell'evoluzione la Natura segue un principio semplice e fondamentale: l'istinto di sopravvivenza (del singolo e della specie).
Così facendo il cervello umano ha codificato programmi biologici (speciali e sensati) il cui scopo è salvarci la vita.
Tali programmi, chiamati "malattie", sono parte integrante del corpo umano, immagazzinati nel DNA, e vengono attivati quando la Vita lo richiede.
Quindi organi e apparati “si attivano” in risposta ad uno specifico evento, reale o percepito come tale!

Conoscere le connessioni tra organi, cervello ed emozioni ci permette di comprendere quello che stiamo vivendo e dare un senso ai segnali del corpo per ritornare al nostro equilibrio naturale!

👉 DA MARTEDÌ 6 OTTOBRE corso di Biodecodifica sulle 5 Leggi Biologiche, con Marcello Pamio.
Si può partecipare in sede oppure online su zoom.

Ass. Scienza e Arte della Salute
a Castello di Godego TV
(vicino a Castelfranco Veneto)
info@artedellasalute.it

📌 per unirti al nostro canale https://t.me/ScienzaArteSalute

Il programma completo nel sito

https://www.artedellasalute.it/298-2/biodecodifica/

Come ogni anno, sono sempre onorato e felice di presentare il corso (in presenza e anche online) sulle Leggi Biologiche!
Stiamo parlando di conoscenze fondamentali per diventare Uomini liberi.
Per quale motivo, infatti, l’uomo si ammala? Colpa del destino, della sfortuna o di una genetica difettosa, come afferma la medicina?
E come mai si “ammala” proprio quell’organo e non un altro? Perché sul lato destro e non su quello sinistro del corpo?
Queste domande verranno svelate grazie alle straordinarie conoscenze della Nuova Medicina e delle Leggi Biologiche.
Se riconosciamo che Psiche, Cervello e Organo sono interconnessi e inseparabili, è evidente che quando ci “ammaliamo” stiamo vivendo qualcosa di preciso e non di casuale!
Siamo di fronte a conoscenze magnifiche e affascinanti, che ci permettono di comprendere quello che stiamo vivendo con lo scopo di superare la paura e farci ritornare in equilibrio!

PROGRAMMA DEL CORSO:

LEZIONE 1: FOGLIETTI EMBRIONALI E LE 5 LEGGI BIOLOGICHE
L’evento è neutro; vissuto-percepito-risentito; Paura; il ruolo dell’ipofisi; I 4 tessuti embrionali; I 4 cervelli; Le 5 Leggi biologiche, la DHS e la Curva bifasica…

LEZIONE 2: ORGANI DERIVATI DALL’ENDODERMA
Apparato respiratorio (alveoli), orecchio medio, acufeni, stomaco, pancreas, fegato, intestini, Apparato urinario, prostata, tiroide…

LEZIONE 3: ORGANI DERIVATI DAL MESODERMA ANTICO
Ghiandola mammaria, pleura, derma, pericardio…

LEZIONE 4: ORGANI DERIVATI DAL MESODERMA RECENTE
Ossa, tendini e articolazioni, vasi sanguigni, linfonodi, osteoporosi, femore, ginocchio…

LEZIONE 5: ORGANI DERIVATI DALL’ECTODERMA
Bronchi, mucosa nasale, dotti mammari, epidermide, dotti biliari, arterie coronarie, ecc…

LEZIONE 6: APPARATO OSTEO-ARTICOLARE
Apparato osteo-articolare. Il senso biologico delle varie ossa, strutture, vertebre, tendini, legamenti e del sistema linfatico…

LEZIONE 7: APPARATO CARDIO-CIRCOLATORIO
Sangue e circolazione. Il senso biologico di arterie (le coronarie con il conflitto di perdita di territorio), vene e le varie attivazioni…

Per info e prenotazioni
https://www.artedellasalute.it/298-2/biodecodifica/
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Come mai sempre più persone sono allergiche? Qual è la causa?
La medicina brancola nel buio più totale e definisce l’allergia come una reazione anomala del corpo verso determinate sostanze, dette allergeni. Ma non ne spiega il motivo.
Perché, infatti, una persona reagisce a “qualcosa” con il muco, con il naso colante, con l'asma o con un rash cutaneo?
Solo le conoscenze della Medicina Sagrada permettono di comprenderne il senso.
L’intero processo allergico (come ogni cosiddetta “malattia”) è un’interazione tra psiche, cervello e organo.
Analizziamo quali sono i sintomi tipici del raffreddore o di alcune reazioni allergiche: congestione nasale, naso che cola, lacrime, starnuti, sfoghi della pelle, mal di testa...
La mucosa nasale è controllata da un relè cerebrale nel lobo frontale della corteccia. Ed è questa particolare zona del cervello che viene influenzata quando sperimentiamo un conflitto nel territorio o nelle relazioni, chiamato “conflitto di puzza” o di “pericolo”.“Questa cosa mi puzza!”, “questa situazione è pericolosa”...
Tale specifico conflitto può essere vissuto in termini reali attraverso un odore, uno shock, un trauma oppure anche in senso figurato.
Nel momento in cui si verifica un “conflitto”, la corteccia ordina l’ulcerazione della mucosa nasale.
Il ripristino di questa perdita di tessuto provoca congestione nasale e spesso mal di testa, a causa dell'edema cerebrale nella zona colpita, che sta guarendo.
Starnuti e naso che cola sono segnali che l'organismo è finalmente in grado di sbarazzarsi del residuo del processo di riparazione e, in senso figurato, di ciò che ha causato la "puzza" o il “pericolo”.
A seconda dei tessuti coinvolti, il valore conflittuale varia, così come i sintomi.
L’esempio della rinite allergica è illuminante.
Per capire, va saputo che il cervello registra tutto quello che noi viviamo. Sempre.
Quando sperimentiamo un conflitto inaspettato, la mente è in una situazione di grande ricettività e registra tutte le componenti che circondano il momento esatto del vissuto: odori, sapori, suoni, parole, oggetti o persone, e le memorizza.
Questo è il “programmante” e tali “memorie” creano il cosiddetto “binario”.
Se una persona è in un binario per aver vissuto prima qualcosa di importante, anche da piccola, quando entrerà in “contatto” con una sostanza e/o situazione registrata (un suono, un odore, una persona, ecc.), ci sarà il riavvio del conflitto, con tutti i sintomi corrispondenti alla situazione vissuta.
A questo punto la medicina la chiamerà reazione allergica.
Ma l’allergia è solo una recidiva o una ricaduta del conflitto primario!
Qual è lo scopo, quindi, dell’allergia? È un sistema di allarme del corpo che ci avverte di una situazione pericolosa.
Ci dice di fare attenzione!
Qualsiasi cosiddetto “allergene” (polline, peli di animali, acari, polvere, graminacee, lattosio, ecc.) richiama o riattiva il programmante con il suo vissuto corrispondente.
Ecco un paio di esempi.
Un bambino corre felice in campagna ma cade in un buco nel terreno e si fa male, iniziando a piangere disperato (lacrime, muco nasale...).
Il suo cervello, in quel momento preciso, registra tutto: l’odore dell'erba, il colore dei fiori, il polline, ecc.
Lo shock fa registrare e fotografare al subconscio ogni sensazione, e tali immagini rimarranno impresse e associate allo shock.
Da quel momento, il profumo dell'erba o la vista di quel tipo particolare di fiore sarà in grado di riportare il suo organismo a rivivere lo stesso shock vissuto a suo tempo, pur non essendoci le condizioni di sofferenza.
Il bambino cresce ma, quando si trova in presenza dello scatenante (il polline, ecc.), manifesterà una rinite con starnuti e una copiosa secrezione dal naso, lacrime dagli occhi o un edema laringeo.
In altre parole, l'odore dell'erba e/o la presenza di quella sostanza si trasformano in campanelli d'allarme per il cervello, che cercherà la protezione allontanandosi da essa per non subire uno shock.
Il polline dei fiori e le molecole odorose dell'erba NON possono essere la causa tossica di una reazione allergica, ma sono gli attivatori di sensori che inducono la persona a fuggire di fronte al probabile pericolo.
Un bambino tira la coda al gatto, il quale si gira e lo graffia sulla mano.
Il piccolo inizia a urlare e a piangere copiosamente. Il suo cervello registra tutto, tra cui ovviamente i peli del micio.
Da quel momento in poi, si programma l’allergia ai peli di un animale!La stessa cosa vale per le allergie alimentari.
Se una persona è allergica a un determinato cibo (arachidi, uova, fragole, cioccolato, ecc.) significa che quello specifico alimento è stato mangiato nel momento preciso di un conflitto e il cervello ha registrato tutto, associando il vissuto all’alimento.
Quando escludiamo dalla dieta una sostanza irritante, il problema non è quella sostanza, ma il binario corrispondente!
Finché il conflitto non verrà risolto, l’"allergia stagionale" si ripeterà anno dopo anno, esattamente ogni volta in cui il cervello verrà a contatto con quell’allergene (il polline, per esempio).
I binari andrebbero compresi, altrimenti le allergie ci accompagneranno per molto tempo…

Volete comprendere il senso delle malattie e le Leggi Biologiche?
A ottobre ripartono le lezioni (in presenza e anche on-line)
https://t.me/ScienzaArteSalute/248

ACCADEMIA DELLA SALUTE
Un percorso formativo di 2 anni studiato per formare professionisti in Bio-Naturopatia, o per chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e arricchire le proprie conoscenze.
I principi fondanti del percorso sono la Medicina Naturale e le Leggi Biologiche.

I pilastri del percorso:
✅ Biologia e Fisiologia
✅ Nutrizione e alimentazione
✅ Fitoterapia e Floriterapia
✅ Aromaterapia scientifica
✅ Conoscenza e Consapevolezza
✅ Medicina complementare
✅ Idroterapia e Medicina tradizionale

🕉 Programma e calendario al sito www.accademiadellasalute.it

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(vicino a Castelfranco Veneto)

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La Bio-Naturopatia è una disciplina olistica che utilizza le forze della natura e le conoscenze del funzionamento dell’essere umano considerandolo nel suo insieme: fisico, mentale, emozionale, spirituale. In Bio-Naturopatia la persona viene appunto considerata nella propria complessa totalità.

Il Bio-Naturopata è un professionista che propone metodiche e tecniche naturali che inducono a stimolare le energie e le risorse positive della persona per la piena espressione della vitalità individuale, in una visione globale dell’uomo riconosciuto come unità corpo-emozione-mente-spirito.

Era una notte umida quella del 18 agosto 1978 all’isola di Cavallo in Corsica.
Nella baia del porto erano ormeggiate quattro imbarcazioni: Coke, Master, Mapagià e Aniram, lo yacht del principe Vittorio Emanuele di Savoia, e infine Delfino azzurro.
Le barche erano di un gruppo di giovani della Roma bene, arrivati dalla Sardegna. In totale i ragazzi erano ventuno compreso un giovane velista tedesco di nome Dirk Hamer.
Erano giunti sull’isola con un unico scopo: il divertimento.
La mezzanotte era passata da un bel po’ quando la quiete della baia venne interrotta da un gesto goliardico. Alcuni ragazzi del gruppo dei romani, avendo bisogno di un mezzo per raggiungere la terraferma, decisero di “prendere in prestito” il gommone legato allo yacht di Vittorio Emanuele.
Quando il principe si accorse che il suo gommone stava per essere portato via, in preda a una cieca rabbia scese sotto coperta e impugnò la sua carabina deciso a farsi giustizia da sé.
Salì sul ponte della barca vicina (il Mapagià) urlando furioso nell'oscurità: «Voi, italiani di merda, vi ammazzo tutti».
Svegliato dalle grida, il chirurgo Nicky Pende si affacciò sul ponte e tra i due nacque un alterco violento, prima verbale e poi fisico. Il principe puntò l'arma ed esplose un primo colpo a scopo intimidatorio. Il medico si abbassò, altrimenti il colpo lo avrebbe raggiunto e poi gli si scagliò contro per disarmarlo, e nella colluttazione partì un secondo proiettile il cui rumore squarciò il silenzio dell'isola.
A quel punto entrambi finirono in acqua, e la lite sembrò finita nell'oscurità della notte. Nessuno si accorse che quel secondo colpo attraversò la carlinga dell’imbarcazione vicina dove, ignaro di tutto, il giovane Dirk stava dormendo tranquillo sotto coperta.
Il proiettile lo colpì all’altezza del terzo superiore della coscia destra, recidendo l'arteria femorale. Sarebbero stati i suoi amici e sua sorella Birgit a trovarlo agonizzante in una pozza di sangue.
I soccorsi sull'isola sperduta furono lenti e inadeguati e fu necessario trasportare il ragazzo ferito gravemente via mare fino all’ospedale Bonifacio, dove arrivò alle 6 del mattino.
Il 19 agosto alle otto venne portato in aereo a Marsiglia dove fu ricoverato nel reparto di emergenza di chirurgia vascolare. Qui procedettero all’amputazione della gamba destra fino all’altezza del ginocchio e poi fino all’anca. La mattina del 30 agosto il povero ragazzo venne trasferito in aereo alla clinica universitaria di Heidelberg.
Il calvario di Dirk iniziò in quella notte d'agosto e durò ben 111 giorni, attraverso numerosi interventi chirurgici e sofferenze indicibili, fino alla sua morte avvenuta l’8 dicembre 1978 in una clinica di Heidelberg tra le braccia di suo padre: il dottor Geerd Ryke Hamer.
Paradossalmente, il nefasto episodio fu l’incipit della codifica della Medicina Sagrada!
Pochi mesi dopo la morte violenta del figlio, il dottor Hamer scoprì di avere un tumore al testicolo. Oltre al danno pure la beffa. Stava ancora piangendo la perdita del figlio e si trovò a combattere anche il cancro.
Per uno scienziato scevro da pregiudizi e abituato a cercare nessi di causa ed effetto, quella diagnosi non poteva essere una coincidenza.
La morte di Dirk diventò così l'evento generatore, l’innesco che non a caso chiamò DHS, in onore del figlio: Dirk Hamer Syndrome.
Fu la chiave di volta esistenziale che permise ad Hamer di codificare le sue magnifiche scoperte, gettando in questo modo le fondamenta della Medicina Sagrada.
Arriviamo al paradosso di tutta questa storia. Se questo tragico evento non si fosse mai verificato, infatti, Hamer forse non si sarebbe ammalato di cancro al testicolo e, di conseguenza, non sarebbe giunto alla comprensione del nesso profondo tra psiche, corpo e mente.
La parola sacrificio ha un'origine antichissima e assai profonda. Deriva infatti dal latino sacrificium, composto dai termini sacra (rendere sacro) e facere (fare), quindi rendere sacra una cosa o compiere un'azione sacra.
Con la sua prematura morte, Dirk ha reso sacra una tragedia, facendo scendere dai mondi spirituali la Nuova Medicina Germanica...
Grazie Dirk!

Marcello Pamio - 18 agosto 2026

PS: nella foto: Dirk Hamer e la sorella Birgit Margot Hamer


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Il grandissimo dottor Ryke Geerd Hamer (1935-2017) ha cercato più volte di praticare la Medicina Germanica in cliniche private.
Quando si è esiliato in Norvegia, lo ha fatto con il desiderio di promuovere la propria medicina in un Paese presumibilmente più libero.
Per questo motivo ha chiesto l'autorizzazione all'associazione medica, che gli è stata negata, mentre la sua attività è stata definita irresponsabile.
Quindi Hamer ha intrapreso azioni legali poiché, a livello giuridico, poteva essere giudicato irresponsabile solo se avessero dimostrato che la Medicina Germanica era falsa. L'ordine dei medici avrebbe dovuto provarlo, altrimenti si sarebbe trattato di calunnia.
Tuttavia, il processo si è rivelato una farsa: senza alcuna prova, il giudice ha deciso di negargli il permesso.
Durante il processo la TV norvegese – come in molti altri Paesi – ha trasmesso programmi volti a screditarlo.
Di conseguenza, ha persino fondato un'università in cui intendeva esercitare, insegnare e fare ricerca in collaborazione con scienziati di diverse discipline (naturalisti, fisici, matematici, musicisti): l'Università di Sandefjord per la Nuova Medicina Germanica, Arte e Modo di Vita Naturale.
Alla fine neanche questo è stato possibile: senza poter esercitare legalmente non si potevano curare i pazienti e, senza pazienti, non era possibile insegnare la Medicina Germanica né avviare gli studi interdisciplinari.
L'Università è stata chiusa poco tempo dopo e Hamer è stato minacciato di sanzioni se non avesse rimosso il sito web dell'istituto.
Fino alla sua morte ha cercato di ottenere la legalizzazione della Medicina Germanica in tribunale.
L'ultimo processo si è svolto il 7 febbraio 2017, poco prima della sua morte, ma tutti i suoi tentativi sono falliti.

Fu uno contro la dittatura sanitaria e contro il colosso industriale chimico-farmaceutico (Big Pharma): un conglomerato che detiene il monopolio della ricerca, della produzione e della distribuzione dei farmaci, la cui influenza è talmente pervasiva.
La concezione nichilista dell’ortodossia medica è lontana anni luce dalle magistrali scoperte di Hamer.
Il modello tradizionale attribuisce l'eziologia delle patologie a fattori genetici, ai "fuffa-virus", alla sfortuna o alla familiarità.
La reazione dinanzi alla malattia si traduce quindi in un senso di opposizione, sfociando talvolta in una crisi esistenziale o spirituale.
Ma le cose stanno davvero così? Siamo il frutto del caso e quindi a Dio piace giocare a dadi?
L’opera immensa codificata da Hamer ha messo finalmente ordine, dimostrando che in Natura tutto è perfetto e tutto ha un senso.
Egli non si è limitato a teorizzarlo: lo ha dimostrato empiricamente.
L'alternativa a questa meravigliosa visione è quella offerta dalla medicina che fa precipitare nell’oscuro baratro della paura.
Non dare un senso a quello che stiamo vivendo, infatti, ci priva di ogni punto di riferimento, trasformando il dolore e la sofferenza in una punizione ingiusta, e la malattia in un nemico contro cui combattere con ogni mezzo ("guerra al cancro", "cellule impazzite che invadono"...).
Significa vedere la malattia come un tragico errore, riducendo il mistero della Vita al fatidico lancio di una moneta: un gioco d’azzardo tra la sorte e il destino, sospeso tra il caso e la sfortuna!Il dottor Hamer è riuscito a dare all’uomo dei punti di riferimento solidi: le Cinque Leggi Biologiche, principi ferrei che da milioni di anni accompagnano l'essere umano nell'evoluzione.
La loro comprensione rappresenta il ritorno alla Sacralità della Vita.
La vera guarigione avviene quando riconosciamo il valore sacro del nostro corpo e, soprattutto, quando impariamo a vivere in perfetta armonia con le emozioni e i bisogni.


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Il farmaco più conosciuto al mondo per tirare su quel maledetto "calzino" in mezzo alle gambe, quando la forza di gravità sovrasta la forza di volontà, potrebbe frenare le metastasi del cancro 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Cancer Research, è stato condotto nientepopodimenoche dalla professoressa Ayelet Erez presso l'israeliano Weizmann Institute of Science. Un nome che è già tutto un programma...
Gli scienziati nasoni hanno scoperto che il principio attivo del Viagra, potrebbe limitare le metastasi tumorali 😂😂😂
Quindi, mentre i sudditi lo usano per una spinta verticale, a livello cellulare il Viagra dice alle metastasi: "Fermi tutti, voi da qui non vi muovete!".
Basterebbero un paio di neuroni per comprendere che le metastasi intese in senso medico convenzionale non esistono.
Non sono il risultato di cellule tumorali che migrano dal tumore primario verso altri organi attraverso il sangue o la linfa, ma nuovi conflitti biologici ben distinti e precisi, spesso innescati dalla stessa diagnosi medica o dalla paura della morte.
Come potrebbe, infatti, una cellula originata da un tessuto (es. la ghiandola mammaria) viaggiare in lungo e in largo nel corpo e trasformarsi in un tumore di un tessuto embrionale completamente diverso (es. l’osso o il polmone)?
Le metastasi quindi, intese come cellule migranti, esistono solo nella visione guerrafondaia di una medicina allo stadio terminale (lotta al tumore, cellule che invadono, guerra al cancro, ecc.). Una medicina basata sulla Paura e sulla sottomissione del corpo!
Infine, cosa direte al farmacista quando comprerete la pillolina blu? "Lo prendo solo per scopi oncologici e preventivi"?


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