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La bellezza della Natura è che tutto è perfetto e tutto ha un senso, anche nella cosiddetta "malattia".

Il nostro corpo reagisce automaticamente e biologicamente quando un evento ci coglie impreparati.
Nel corso dell'evoluzione la Natura segue un principio semplice e fondamentale: l'istinto di sopravvivenza (del singolo e della specie).
Così facendo il cervello umano ha codificato programmi biologici (speciali e sensati) il cui scopo è salvarci la vita.
Tali programmi, chiamati "malattie", sono parte integrante del corpo umano, immagazzinati nel DNA, e vengono attivati quando la Vita lo richiede.
Quindi organi e apparati “si attivano” in risposta ad uno specifico evento, reale o percepito come tale!

Conoscere le connessioni tra organi, cervello ed emozioni ci permette di comprendere quello che stiamo vivendo e dare un senso ai segnali del corpo per ritornare al nostro equilibrio naturale!

👉 DA MARTEDÌ 6 OTTOBRE corso di Biodecodifica sulle 5 Leggi Biologiche, con Marcello Pamio.
Si può partecipare in sede oppure online su zoom.

Ass. Scienza e Arte della Salute
a Castello di Godego TV
(vicino a Castelfranco Veneto)
info@artedellasalute.it

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Il programma completo nel sito

https://www.artedellasalute.it/298-2/biodecodifica/

Come ogni anno, sono sempre onorato e felice di presentare il corso (in presenza e anche online) sulle Leggi Biologiche!
Stiamo parlando di conoscenze fondamentali per diventare Uomini liberi.
Per quale motivo, infatti, l’uomo si ammala? Colpa del destino, della sfortuna o di una genetica difettosa, come afferma la medicina?
E come mai si “ammala” proprio quell’organo e non un altro? Perché sul lato destro e non su quello sinistro del corpo?
Queste domande verranno svelate grazie alle straordinarie conoscenze della Nuova Medicina e delle Leggi Biologiche.
Se riconosciamo che Psiche, Cervello e Organo sono interconnessi e inseparabili, è evidente che quando ci “ammaliamo” stiamo vivendo qualcosa di preciso e non di casuale!
Siamo di fronte a conoscenze magnifiche e affascinanti, che ci permettono di comprendere quello che stiamo vivendo con lo scopo di superare la paura e farci ritornare in equilibrio!

PROGRAMMA DEL CORSO:

LEZIONE 1: FOGLIETTI EMBRIONALI E LE 5 LEGGI BIOLOGICHE
L’evento è neutro; vissuto-percepito-risentito; Paura; il ruolo dell’ipofisi; I 4 tessuti embrionali; I 4 cervelli; Le 5 Leggi biologiche, la DHS e la Curva bifasica…

LEZIONE 2: ORGANI DERIVATI DALL’ENDODERMA
Apparato respiratorio (alveoli), orecchio medio, acufeni, stomaco, pancreas, fegato, intestini, Apparato urinario, prostata, tiroide…

LEZIONE 3: ORGANI DERIVATI DAL MESODERMA ANTICO
Ghiandola mammaria, pleura, derma, pericardio…

LEZIONE 4: ORGANI DERIVATI DAL MESODERMA RECENTE
Ossa, tendini e articolazioni, vasi sanguigni, linfonodi, osteoporosi, femore, ginocchio…

LEZIONE 5: ORGANI DERIVATI DALL’ECTODERMA
Bronchi, mucosa nasale, dotti mammari, epidermide, dotti biliari, arterie coronarie, ecc…

LEZIONE 6: APPARATO OSTEO-ARTICOLARE
Apparato osteo-articolare. Il senso biologico delle varie ossa, strutture, vertebre, tendini, legamenti e del sistema linfatico…

LEZIONE 7: APPARATO CARDIO-CIRCOLATORIO
Sangue e circolazione. Il senso biologico di arterie (le coronarie con il conflitto di perdita di territorio), vene e le varie attivazioni…

Per info e prenotazioni
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Come mai sempre più persone sono allergiche? Qual è la causa?
La medicina brancola nel buio più totale e definisce l’allergia come una reazione anomala del corpo verso determinate sostanze, dette allergeni. Ma non ne spiega il motivo.
Perché, infatti, una persona reagisce a “qualcosa” con il muco, con il naso colante, con l'asma o con un rash cutaneo?
Solo le conoscenze della Medicina Sagrada permettono di comprenderne il senso.
L’intero processo allergico (come ogni cosiddetta “malattia”) è un’interazione tra psiche, cervello e organo.
Analizziamo quali sono i sintomi tipici del raffreddore o di alcune reazioni allergiche: congestione nasale, naso che cola, lacrime, starnuti, sfoghi della pelle, mal di testa...
La mucosa nasale è controllata da un relè cerebrale nel lobo frontale della corteccia. Ed è questa particolare zona del cervello che viene influenzata quando sperimentiamo un conflitto nel territorio o nelle relazioni, chiamato “conflitto di puzza” o di “pericolo”.“Questa cosa mi puzza!”, “questa situazione è pericolosa”...
Tale specifico conflitto può essere vissuto in termini reali attraverso un odore, uno shock, un trauma oppure anche in senso figurato.
Nel momento in cui si verifica un “conflitto”, la corteccia ordina l’ulcerazione della mucosa nasale.
Il ripristino di questa perdita di tessuto provoca congestione nasale e spesso mal di testa, a causa dell'edema cerebrale nella zona colpita, che sta guarendo.
Starnuti e naso che cola sono segnali che l'organismo è finalmente in grado di sbarazzarsi del residuo del processo di riparazione e, in senso figurato, di ciò che ha causato la "puzza" o il “pericolo”.
A seconda dei tessuti coinvolti, il valore conflittuale varia, così come i sintomi.
L’esempio della rinite allergica è illuminante.
Per capire, va saputo che il cervello registra tutto quello che noi viviamo. Sempre.
Quando sperimentiamo un conflitto inaspettato, la mente è in una situazione di grande ricettività e registra tutte le componenti che circondano il momento esatto del vissuto: odori, sapori, suoni, parole, oggetti o persone, e le memorizza.
Questo è il “programmante” e tali “memorie” creano il cosiddetto “binario”.
Se una persona è in un binario per aver vissuto prima qualcosa di importante, anche da piccola, quando entrerà in “contatto” con una sostanza e/o situazione registrata (un suono, un odore, una persona, ecc.), ci sarà il riavvio del conflitto, con tutti i sintomi corrispondenti alla situazione vissuta.
A questo punto la medicina la chiamerà reazione allergica.
Ma l’allergia è solo una recidiva o una ricaduta del conflitto primario!
Qual è lo scopo, quindi, dell’allergia? È un sistema di allarme del corpo che ci avverte di una situazione pericolosa.
Ci dice di fare attenzione!
Qualsiasi cosiddetto “allergene” (polline, peli di animali, acari, polvere, graminacee, lattosio, ecc.) richiama o riattiva il programmante con il suo vissuto corrispondente.
Ecco un paio di esempi.
Un bambino corre felice in campagna ma cade in un buco nel terreno e si fa male, iniziando a piangere disperato (lacrime, muco nasale...).
Il suo cervello, in quel momento preciso, registra tutto: l’odore dell'erba, il colore dei fiori, il polline, ecc.
Lo shock fa registrare e fotografare al subconscio ogni sensazione, e tali immagini rimarranno impresse e associate allo shock.
Da quel momento, il profumo dell'erba o la vista di quel tipo particolare di fiore sarà in grado di riportare il suo organismo a rivivere lo stesso shock vissuto a suo tempo, pur non essendoci le condizioni di sofferenza.
Il bambino cresce ma, quando si trova in presenza dello scatenante (il polline, ecc.), manifesterà una rinite con starnuti e una copiosa secrezione dal naso, lacrime dagli occhi o un edema laringeo.
In altre parole, l'odore dell'erba e/o la presenza di quella sostanza si trasformano in campanelli d'allarme per il cervello, che cercherà la protezione allontanandosi da essa per non subire uno shock.
Il polline dei fiori e le molecole odorose dell'erba NON possono essere la causa tossica di una reazione allergica, ma sono gli attivatori di sensori che inducono la persona a fuggire di fronte al probabile pericolo.
Un bambino tira la coda al gatto, il quale si gira e lo graffia sulla mano.
Il piccolo inizia a urlare e a piangere copiosamente. Il suo cervello registra tutto, tra cui ovviamente i peli del micio.
Da quel momento in poi, si programma l’allergia ai peli di un animale!La stessa cosa vale per le allergie alimentari.
Se una persona è allergica a un determinato cibo (arachidi, uova, fragole, cioccolato, ecc.) significa che quello specifico alimento è stato mangiato nel momento preciso di un conflitto e il cervello ha registrato tutto, associando il vissuto all’alimento.
Quando escludiamo dalla dieta una sostanza irritante, il problema non è quella sostanza, ma il binario corrispondente!
Finché il conflitto non verrà risolto, l’"allergia stagionale" si ripeterà anno dopo anno, esattamente ogni volta in cui il cervello verrà a contatto con quell’allergene (il polline, per esempio).
I binari andrebbero compresi, altrimenti le allergie ci accompagneranno per molto tempo…

Volete comprendere il senso delle malattie e le Leggi Biologiche?
A ottobre ripartono le lezioni (in presenza e anche on-line)
https://t.me/ScienzaArteSalute/248

ACCADEMIA DELLA SALUTE
Un percorso formativo di 2 anni studiato per formare professionisti in Bio-Naturopatia, o per chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e arricchire le proprie conoscenze.
I principi fondanti del percorso sono la Medicina Naturale e le Leggi Biologiche.

I pilastri del percorso:
✅ Biologia e Fisiologia
✅ Nutrizione e alimentazione
✅ Fitoterapia e Floriterapia
✅ Aromaterapia scientifica
✅ Conoscenza e Consapevolezza
✅ Medicina complementare
✅ Idroterapia e Medicina tradizionale

🕉 Programma e calendario al sito www.accademiadellasalute.it

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La Bio-Naturopatia è una disciplina olistica che utilizza le forze della natura e le conoscenze del funzionamento dell’essere umano considerandolo nel suo insieme: fisico, mentale, emozionale, spirituale. In Bio-Naturopatia la persona viene appunto considerata nella propria complessa totalità.

Il Bio-Naturopata è un professionista che propone metodiche e tecniche naturali che inducono a stimolare le energie e le risorse positive della persona per la piena espressione della vitalità individuale, in una visione globale dell’uomo riconosciuto come unità corpo-emozione-mente-spirito.

Era una notte umida quella del 18 agosto 1978 all’isola di Cavallo in Corsica.
Nella baia del porto erano ormeggiate quattro imbarcazioni: Coke, Master, Mapagià e Aniram, lo yacht del principe Vittorio Emanuele di Savoia, e infine Delfino azzurro.
Le barche erano di un gruppo di giovani della Roma bene, arrivati dalla Sardegna. In totale i ragazzi erano ventuno compreso un giovane velista tedesco di nome Dirk Hamer.
Erano giunti sull’isola con un unico scopo: il divertimento.
La mezzanotte era passata da un bel po’ quando la quiete della baia venne interrotta da un gesto goliardico. Alcuni ragazzi del gruppo dei romani, avendo bisogno di un mezzo per raggiungere la terraferma, decisero di “prendere in prestito” il gommone legato allo yacht di Vittorio Emanuele.
Quando il principe si accorse che il suo gommone stava per essere portato via, in preda a una cieca rabbia scese sotto coperta e impugnò la sua carabina deciso a farsi giustizia da sé.
Salì sul ponte della barca vicina (il Mapagià) urlando furioso nell'oscurità: «Voi, italiani di merda, vi ammazzo tutti».
Svegliato dalle grida, il chirurgo Nicky Pende si affacciò sul ponte e tra i due nacque un alterco violento, prima verbale e poi fisico. Il principe puntò l'arma ed esplose un primo colpo a scopo intimidatorio. Il medico si abbassò, altrimenti il colpo lo avrebbe raggiunto e poi gli si scagliò contro per disarmarlo, e nella colluttazione partì un secondo proiettile il cui rumore squarciò il silenzio dell'isola.
A quel punto entrambi finirono in acqua, e la lite sembrò finita nell'oscurità della notte. Nessuno si accorse che quel secondo colpo attraversò la carlinga dell’imbarcazione vicina dove, ignaro di tutto, il giovane Dirk stava dormendo tranquillo sotto coperta.
Il proiettile lo colpì all’altezza del terzo superiore della coscia destra, recidendo l'arteria femorale. Sarebbero stati i suoi amici e sua sorella Birgit a trovarlo agonizzante in una pozza di sangue.
I soccorsi sull'isola sperduta furono lenti e inadeguati e fu necessario trasportare il ragazzo ferito gravemente via mare fino all’ospedale Bonifacio, dove arrivò alle 6 del mattino.
Il 19 agosto alle otto venne portato in aereo a Marsiglia dove fu ricoverato nel reparto di emergenza di chirurgia vascolare. Qui procedettero all’amputazione della gamba destra fino all’altezza del ginocchio e poi fino all’anca. La mattina del 30 agosto il povero ragazzo venne trasferito in aereo alla clinica universitaria di Heidelberg.
Il calvario di Dirk iniziò in quella notte d'agosto e durò ben 111 giorni, attraverso numerosi interventi chirurgici e sofferenze indicibili, fino alla sua morte avvenuta l’8 dicembre 1978 in una clinica di Heidelberg tra le braccia di suo padre: il dottor Geerd Ryke Hamer.
Paradossalmente, il nefasto episodio fu l’incipit della codifica della Medicina Sagrada!
Pochi mesi dopo la morte violenta del figlio, il dottor Hamer scoprì di avere un tumore al testicolo. Oltre al danno pure la beffa. Stava ancora piangendo la perdita del figlio e si trovò a combattere anche il cancro.
Per uno scienziato scevro da pregiudizi e abituato a cercare nessi di causa ed effetto, quella diagnosi non poteva essere una coincidenza.
La morte di Dirk diventò così l'evento generatore, l’innesco che non a caso chiamò DHS, in onore del figlio: Dirk Hamer Syndrome.
Fu la chiave di volta esistenziale che permise ad Hamer di codificare le sue magnifiche scoperte, gettando in questo modo le fondamenta della Medicina Sagrada.
Arriviamo al paradosso di tutta questa storia. Se questo tragico evento non si fosse mai verificato, infatti, Hamer forse non si sarebbe ammalato di cancro al testicolo e, di conseguenza, non sarebbe giunto alla comprensione del nesso profondo tra psiche, corpo e mente.
La parola sacrificio ha un'origine antichissima e assai profonda. Deriva infatti dal latino sacrificium, composto dai termini sacra (rendere sacro) e facere (fare), quindi rendere sacra una cosa o compiere un'azione sacra.
Con la sua prematura morte, Dirk ha reso sacra una tragedia, facendo scendere dai mondi spirituali la Nuova Medicina Germanica...
Grazie Dirk!

Marcello Pamio - 18 agosto 2026

PS: nella foto: Dirk Hamer e la sorella Birgit Margot Hamer


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Il grandissimo dottor Ryke Geerd Hamer (1935-2017) ha cercato più volte di praticare la Medicina Germanica in cliniche private.
Quando si è esiliato in Norvegia, lo ha fatto con il desiderio di promuovere la propria medicina in un Paese presumibilmente più libero.
Per questo motivo ha chiesto l'autorizzazione all'associazione medica, che gli è stata negata, mentre la sua attività è stata definita irresponsabile.
Quindi Hamer ha intrapreso azioni legali poiché, a livello giuridico, poteva essere giudicato irresponsabile solo se avessero dimostrato che la Medicina Germanica era falsa. L'ordine dei medici avrebbe dovuto provarlo, altrimenti si sarebbe trattato di calunnia.
Tuttavia, il processo si è rivelato una farsa: senza alcuna prova, il giudice ha deciso di negargli il permesso.
Durante il processo la TV norvegese – come in molti altri Paesi – ha trasmesso programmi volti a screditarlo.
Di conseguenza, ha persino fondato un'università in cui intendeva esercitare, insegnare e fare ricerca in collaborazione con scienziati di diverse discipline (naturalisti, fisici, matematici, musicisti): l'Università di Sandefjord per la Nuova Medicina Germanica, Arte e Modo di Vita Naturale.
Alla fine neanche questo è stato possibile: senza poter esercitare legalmente non si potevano curare i pazienti e, senza pazienti, non era possibile insegnare la Medicina Germanica né avviare gli studi interdisciplinari.
L'Università è stata chiusa poco tempo dopo e Hamer è stato minacciato di sanzioni se non avesse rimosso il sito web dell'istituto.
Fino alla sua morte ha cercato di ottenere la legalizzazione della Medicina Germanica in tribunale.
L'ultimo processo si è svolto il 7 febbraio 2017, poco prima della sua morte, ma tutti i suoi tentativi sono falliti.

Fu uno contro la dittatura sanitaria e contro il colosso industriale chimico-farmaceutico (Big Pharma): un conglomerato che detiene il monopolio della ricerca, della produzione e della distribuzione dei farmaci, la cui influenza è talmente pervasiva.
La concezione nichilista dell’ortodossia medica è lontana anni luce dalle magistrali scoperte di Hamer.
Il modello tradizionale attribuisce l'eziologia delle patologie a fattori genetici, ai "fuffa-virus", alla sfortuna o alla familiarità.
La reazione dinanzi alla malattia si traduce quindi in un senso di opposizione, sfociando talvolta in una crisi esistenziale o spirituale.
Ma le cose stanno davvero così? Siamo il frutto del caso e quindi a Dio piace giocare a dadi?
L’opera immensa codificata da Hamer ha messo finalmente ordine, dimostrando che in Natura tutto è perfetto e tutto ha un senso.
Egli non si è limitato a teorizzarlo: lo ha dimostrato empiricamente.
L'alternativa a questa meravigliosa visione è quella offerta dalla medicina che fa precipitare nell’oscuro baratro della paura.
Non dare un senso a quello che stiamo vivendo, infatti, ci priva di ogni punto di riferimento, trasformando il dolore e la sofferenza in una punizione ingiusta, e la malattia in un nemico contro cui combattere con ogni mezzo ("guerra al cancro", "cellule impazzite che invadono"...).
Significa vedere la malattia come un tragico errore, riducendo il mistero della Vita al fatidico lancio di una moneta: un gioco d’azzardo tra la sorte e il destino, sospeso tra il caso e la sfortuna!Il dottor Hamer è riuscito a dare all’uomo dei punti di riferimento solidi: le Cinque Leggi Biologiche, principi ferrei che da milioni di anni accompagnano l'essere umano nell'evoluzione.
La loro comprensione rappresenta il ritorno alla Sacralità della Vita.
La vera guarigione avviene quando riconosciamo il valore sacro del nostro corpo e, soprattutto, quando impariamo a vivere in perfetta armonia con le emozioni e i bisogni.


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Il farmaco più conosciuto al mondo per tirare su quel maledetto "calzino" in mezzo alle gambe, quando la forza di gravità sovrasta la forza di volontà, potrebbe frenare le metastasi del cancro 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Cancer Research, è stato condotto nientepopodimenoche dalla professoressa Ayelet Erez presso l'israeliano Weizmann Institute of Science. Un nome che è già tutto un programma...
Gli scienziati nasoni hanno scoperto che il principio attivo del Viagra, potrebbe limitare le metastasi tumorali 😂😂😂
Quindi, mentre i sudditi lo usano per una spinta verticale, a livello cellulare il Viagra dice alle metastasi: "Fermi tutti, voi da qui non vi muovete!".
Basterebbero un paio di neuroni per comprendere che le metastasi intese in senso medico convenzionale non esistono.
Non sono il risultato di cellule tumorali che migrano dal tumore primario verso altri organi attraverso il sangue o la linfa, ma nuovi conflitti biologici ben distinti e precisi, spesso innescati dalla stessa diagnosi medica o dalla paura della morte.
Come potrebbe, infatti, una cellula originata da un tessuto (es. la ghiandola mammaria) viaggiare in lungo e in largo nel corpo e trasformarsi in un tumore di un tessuto embrionale completamente diverso (es. l’osso o il polmone)?
Le metastasi quindi, intese come cellule migranti, esistono solo nella visione guerrafondaia di una medicina allo stadio terminale (lotta al tumore, cellule che invadono, guerra al cancro, ecc.). Una medicina basata sulla Paura e sulla sottomissione del corpo!
Infine, cosa direte al farmacista quando comprerete la pillolina blu? "Lo prendo solo per scopi oncologici e preventivi"?


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Ippocrate di Coo (460–370 a.C.) scelse la parola greca karkinos (καρκίνος), che significa letteralmente "granchio", per via dell'aspetto visivo che assumevano i tumori e per il loro comportamento aggressivo.
La metafora si basava su tre precise osservazioni cliniche e analogie visive:

1. La somiglianza con le zampe del granchio.
Nei tumori la massa centrale rigida appariva circondata da vene turgide, gonfie e arrossate che si diramavano radialmente verso i tessuti sani circostanti.
Questa conformazione ricordava in modo impressionante il corpo centrale di un granchio con le sue zampe estese.

2. La morsa del dolore.
Il dolore provocato dalla crescita del tumore era descritto come continuo, acuto e penetrante.
Ippocrate associò questa sensazione fisica alla stretta dolorosa e ostinata delle chele di un granchio, da cui è quasi impossibile liberarsi una volta che hanno fatto presa.

3. L'adesione tenace ai tessuti.
Il granchio è un animale noto per la sua capacità di aggrapparsi tenacemente alle rocce.
Allo stesso modo, il medico greco osservò che i tumori si radicavano profondamente nelle strutture anatomiche circostanti, diventando un corpo unico con l'organismo e risultandone inamovibili.

Da Karkinos a Cancro
La metafora ippocratica fu così potente da superare i millenni attraverso le traduzioni.
Il termine greco karkinos fu successivamente tradotto in epoca romana dal medico Celso (I secolo d.C.) con la parola latina cancer, che mantiene esattamente lo stesso significato letterale ("granchio").
Da qui derivano direttamente le parole moderne "cancro" e "carcinoma".

L'origine di "Maligno"
In epoca medievale, i medici iniziarono a descrivere la natura dei tumori usando la parola latina "malignus" (composta da malus, cattivo, e genus, natura/nascita). Il termine significava letteralmente "di natura malvagia" o "nato per fare del male".

Sono passati millenni e la società, insieme alla pseudoscienza medica, utilizza ancora termini folli come "maligno".
In Natura non esiste il colesterolo "buono" e "cattivo", come anche la suddivisione di "benigno" o "maligno".
Nei tumori esiste solo una formazione cellulare in un organo specifico.
La classificazione secondo le Leggi Biologiche spiega che il comportamento delle cellule non dipende da mutazioni genetiche, ma dalla fase del conflitto biologico in cui ci si trova.
La crescita o la riduzione di un tumore cambia radicalmente a seconda del tessuto coinvolto:

1. Tessuti derivati da Endoderma e Mesoderma Antico (es. intestino, pancreas, fegato, alveoli, derma...)
Fase Attiva del Conflitto: c'è una proliferazione cellulare (crescita del tumore). Il corpo aumenta la funzione e le cellule per migliorare la funzione dell'organo. Quello che la medicina chiama "tumore maligno in crescita", è una risposta biologica utile e sensata.
Fase di Soluzione: una volta risolto il conflitto, la crescita si ferma. Intervengono funghi e micobatteri per smantellare e caseificare la massa tumorale in eccesso. Se i batteri mancano, la massa si incapsula.

2. Tessuti derivati da Ectoderma e Mesoderma Recente (es. epidermide, bronchi, ossa, dotti galattofori)
Fase Attiva del Conflitto: si verifica una necrosi o ulcerazione il cui scopo è allargare i dotti o i passaggi per gestire il conflitto.
Fase di Soluzione: il corpo ripara la perdita di tessuto tramite una rapida proliferazione cellulare e un forte gonfiore per ricostruire l'area lesa. Questo picco di crescita esuberante viene scambiato dalla medicina ufficiale per un "tumore maligno", mentre si tratta di una fase di guarigione.ù

Queste cose i camici bianchi non ce le dicono, perché ovviamente non lo conoscono.
Ecco perché bisogna tirarsi su le maniche e studiare!


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Glass slides in the laboratory. Hand in blue glove holding glass organ samples. Histological examination. The microscope in the background blurred. Pathologist at work.

La gravità della differenza in medicina tra un cosiddetto 'tumore benigno' e uno 'maligno' è a dir poco radicale. Determina infatti il confine tra una condizione gestibile e una malattia letale. Il tumore maligno, a differenza di quello benigno (secondo il paradigma attuale) mette a rischio la sopravvivenza dell'intero organismo a causa della sua capacità di diffondersi.
Quindi una differenziazione che può decidere la vita e la morta di una persona. Beh, sapete come avviene?
Attraverso la semplice lettura visiva di un vetrino al microscopio da parte di una persona in carne e ossa, un medico: l'anatomopatologo.
È lui che formula la diagnosi definitiva di tumore e quindi anche la sentenza di morte.
Per trasformare un frammento di tessuto (strappato dall'organo interessato) in una diagnosi "precisa", gli scienziati seguono un protocollo standardizzato basato sull'osservazione di specifiche alterazioni cellulari e strutturali.
Ecco le fasi e i criteri utilizzati per "leggere" un vetrino:

1. La preparazione del tessuto.
Il tessuto deve diventare trasparente alla luce del microscopio:
- taglio ultrasottile: il frammento (biopsia) viene congelato o incluso in paraffina e tagliato in fette spesse appena 3-5 millesimi di millimetro.
- colorazione standard: il nucleo e il citoplasma vengono colorati.

2. I criteri di lettura (Cosa cerca il medico)
L'anatomopatologo osserva il vetrino valutando quattro parametri fondamentali:
- Forma delle cellule
- Il nucleo
- Mitosi (divisioni)

3. L'architettura del tessuto
- Tessuto sano/benigno: le cellule sono ordinate, geometriche e rispettano i confini degli organi.
- Tessuto malato/maligno: le cellule rompono la membrana basale e invadono i vasi sanguigni o i muscoli circostanti.

4. La citologia (La forma delle singole cellule)
Il medico valuta il pleomorfismo: le cellule tumorali maligne perdono la loro forma uniforme e diventano tutte diverse l'una dall'altra per dimensione e aspetto.

Avete capito come avviene la creazione del termine "maligno" e "benigno"?
Se la forma della cellula (di un tessuto strappato prima con il bisturi, poi congelato e tagliato dello spessore di micron) è "strana" e tende ad avere le punte come una stella, è sicuramente maligna. Se invece è liscia e tonda, sicuramente è benigna.
Ma vi rendete conto della responsabilità del medico nell'affermare una cosa piuttosto che l'altra?
Sapete dal punto di vista psicologico qual è l'impatto di diagnosticare a una persona una "formazione benigna" piuttosto che "un cancro maligno"?
Se ne avete anche solo un barlume di idea, state lontani da questi ambienti come la peste!


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Per i latini la parola "malattia" deriva dall'unione della radice mal- (da malus, ovvero "cattivo" o "fatto male") e del suffisso -attia (utilizzato per indicare una condizione o uno stato).
Letteralmente, questa etimologia descrive la malattia come uno "stato cattivo". Da qui nasce il legame con il termine "malato", che deriva dal latino tardo malatus, contrazione della formula classica male habitus, cioè "che si trova in cattive condizioni".
In latino esiste anche una celebre omofonia (parole scritte allo stesso modo): mălus significa "cattivo", e Mālus (con la a lunga) è l’"albero del melo", il cui frutto è mālum, la mela appunto. A causa di questa somiglianza, nella tradizione cristiana il "frutto proibito" dell'Eden è stato identificato e raffigurato come una mela.
I traduttori medievali hanno giocato magari sul fatto che il frutto del male (malum) fosse proprio la mela (malum).
Sarà una forzatura linguistica, ma per la cultura cattolica il frutto del peccato - la mela - condivide la stessa identica radice (malus) da cui derivano le parole "male" e, di conseguenza, "malattia".
La malattia quindi entra nel mondo solo dopo il peccato originale. Prima della caduta di Adamo ed Eva, il corpo umano era perfetto e incorruttibile.
Quindi, teologicamente è l'ombra del peccato che si manifesta sulla carne.
Per millenni infatti la malattia è stata considerata la conseguenza diretta, la punizione visibile di un peccato.
Tralasciando Ippocrate e Galeno per trovare una svolta dobbiamo saltare dal V secolo a.C. al 1554.
In quell’anno, il medico francese Jean Fernel (1497-1558) pubblicò Universa Medicina, introducendo per la prima volta una suddivisione basata sugli organi colpiti (come le 'malattie del fegato' o del 'cuore') e fondando, di fatto, la moderna fisiologia.
Fu proprio in questo periodo che in Europa iniziò a diffondersi la pratica della medicina sintomatica.

Come spiega il grande dottor Ryke Geerd Hamer (1935-2017) nella sua “Presentazione della Nuova Medicina Germanica”, tra il XV e il XVI secolo la santissima Inquisizione esercitava ancora una forte influenza, al punto da portare a una divisione dogmatica di ogni fenomeno in ‘benigno’ e ‘maligno’.

Il cancro era maligno; microbi, febbre, astenia, tutti i cosiddetti ‘sintomi di malattia’ erano maligni e dovevano essere estirpati come qualcosa di peccaminoso.
Siccome nessuno sapeva l’eziologia delle ‘malattie’, quindi non conoscendo una terapia causale, sono nate circa 1000 terapie alternative.
E quando poi Madre Natura riusciva comunque a portare a buon fine la guarigione, malgrado i nostri tentativi insensati di pseudo-terapie, allora le abbiamo annoverate nei nostri ‘successi’”.

La principale implicazione di questa visione deleteria è la terapia intesa come “guerra” al sintomo: un approccio belligerante, per non dire guerrafondaio, il cui scopo è la totale distruzione dei segnali inviati dal corpo. A questo si affianca la sistematica soppressione della sintomatologia, una pratica che impedisce non solo l’ascolto del paziente, ma blocca anche la risposta fisiologica. Un esempio su tutti è la febbre. Meccanismo biologico perfetto, attivato dall’organismo per accelerare i processi di riparazione e guarigione, che tuttavia viene visto dai medici come una malattia da spegnere a botte di Tachipirina®.


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Può essere davvero una semplice coincidenza che la vita sulla Terra si sia sviluppata, sia stata progettata e funzioni secondo un sistema così logico, intelligente e magistrale? Quando osserviamo i meccanismi perfetti della natura, appare evidente che nulla sia lasciato al caso.
L'immenso dottor Ryke Geerd Hamer (1935-2017) intuì l'esistenza di questa sistematica essenziale, di una logica ferrea che governa tutto nel Creato compreso l'organismo umano.
Egli stesso preferiva parlare di "riscoperta", piuttosto che di scoperta, suggerendo che queste Leggi biologiche siano scritte da sempre nell'ordine naturale delle cose, pronte a essere svelate a chi sa aprire mente e cuore.

La dimensione spirituale e la liberazione dell'uomo
I veri cambiamenti avvengono quando l'essere umano consente alla dimensione spirituale di entrare nella propria vita. Questo passaggio non deve compiersi a livello puramente mentale o intellettuale, ma attraverso una piena e totale fiducia della Vita e delle sue Leggi.
Accettare profondamente questa realtà interiore e sentirla vibrare in se stessi permette di sperimentare i cosiddetti miracoli: la comprensione che la Vita stessa, nella sua essenza, è il miracolo più grande!
Una persona che raggiunge tale consapevolezza acquisisce una profonda sovranità interiore e diventa difficile da controllare, condizionare o manipolare dall'esterno. Rappresenta quindi una minaccia per quel Sistema che da millenni sta cercando di limitare il potenziale umano.
Riconosce anche che l'essere umano è molto di più di ciò che le autorità - come la scuola, la chiesa o la medicina dogmatica - hanno storicamente insegnato.
L'uomo infatti non è una mera macchina organica fine a se stessa e la componente spirituale dell'esistenza è inseparabile dall'aspetto biologico. Ogni cellula risponde infatti a un disegno più ampio; ogni organo ha il suo senso biologico, e proprio per questo, prima è nata la funzione e poi la Natura ha costruito l'organo stesso. La parte spirituale viene prima della componente materiale.
Comprendere questo legame profondo porta alla consapevolezza che l'umanità deve tornare a vivere in perfetta armonia con i ritmi e con le leggi della Natura.
Ignorare tale connessione significa condannarsi all'autodistruzione e lo stiamo vedendo in ambito medico, dove l'uomo è sempre più ammalato.
Il vero potere non risiede nelle strutture materiali o nei sistemi di controllo, ma nella VITA stessa, che resta perennemente connessa al DIVINO.
La Medicina Sagrada scoperta dal dottor Hamer, fornisce gli strumenti per ricordare all'uomo questa antica Verità, guidandolo verso la riscoperta della propria armonia originaria.
Ma questo da fastidio assai...
Danke, Herr Dr. Hamer

La malattia di Alzheimer rappresenta la forma più comune di demenza (60-70% di tutti i casi globali).
Nel mondo si stimano circa 55 milioni di persone affette da demenza, di cui oltre 35 milioni da Alzheimer. Secondo le previsioni più rosee, tale numero è destinato a triplicare, superando i 140 milioni entro il 2050.
Oggi viene diagnosticato un nuovo caso di demenza ogni 3 secondi.

Epidemiologia
L'andamento della patologia varia sensibilmente in base ad alcune variabili chiave:
📍 Età: è il fattore di rischio principale. La prevalenza è inferiore al 2% prima dei 65 anni, ma sale al 5% tra i 65 e i 74 anni, al 13% tra i 75 e gli 84 anni, e colpisce il 33% degli over 85.
📍Sesso: le donne sono colpite quasi il doppio rispetto agli uomini (dato che ci devono sopportare😂), sia per la maggiore aspettativa di vita, sia per altri fattori biologici.

Distribuzione geografica
Un aspetto estremamente interessante è che l'Alzheimer risulta più diffuso nei paesi ad alto reddito, come quelli dell'Europa e gli Stati Uniti.
Il confronto dell'incidenza e della prevalenza della demenza evidenzia profonde differenze geografiche: l'Europa registra i tassi più alti al mondo, seguita dalle Americhe, mentre l'Africa mostra i valori più bassi.
Nello specifico, per tasso di incidenza annuale si intendono i nuovi casi rilevati ogni 100.000 abitanti:

📍Europa: 188
📍America: 130
📍Asia: 106
📍Africa: 40

Inquinamento ambientale
Esiste un nesso concreto e scientificamente provato tra l'aumento dell'inquinamento ambientale (chimico ed elettromagnetico) e l'incremento del tasso di incidenza annuale dell'Alzheimer e delle demenze in generale.
Il senso biologico di questo legame verrà trattato più avanti in un articolo dedicato.
Grandi studi epidemiologici condotti a livello globale confermano che l'esposizione prolungata alle tossine ambientali (metalli tossici quali piombo, mercurio, alluminio, cadmio e arsenico) accelera la comparsa di nuovi casi di declino cognitivo.

Costi enormi
Stiamo parlando di una patologia che rappresenta la seconda causa di morte nei paesi industrializzati, con costi economici faraonici: oltre 1.300 miliardi di dollari ogni singolo anno. Per la gioia dei soliti noti.
Negli ultimi anni, infatti, l'approvazione dei farmaci biologici a base di anticorpi monoclonali (che cercano di rimuovere la proteina beta-amiloide dal cervello) ha aperto una nuova era commerciale miliardaria per Big Pharma.
Si tratta di trattamenti dai costi altissimi, compresi tra i 26.000 e i 32.000 dollari all'anno per singolo paziente.
Questo genera un enorme interesse economico nel far approvare tali porcherie chimiche, garantendo ricavi fantamiliardari.
Nessuno ha l'interesse a curare realmente la demenza, ma solo a gestirla con i farmaci.

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