
Marcello Pamio - 6 febbraio 2026
Come avrete sentito, in Francia hanno approvato un progetto di legge per vietare l'accesso ai social media ai minori di 15 anni.
Questo ovviamente ha scatenato l'ira d'iddio con la scusante della libertà, dei diritti. E' scontato dire che coloro che stanno scartavetrando i testicoli sono quelli che ci guadagnano dall'intrattenere passivamente online i giovani.
Personalmente, nonostante la politica transalpina mi stia altamente sui maroni, sono perfettamente d'accordo con la direzione, anche perché stiamo assistendo al totale annichilimento cerebrale dei giovani.
Ragazzi e bambini che passano intere serate a scrollare videate dello smartphone, a guardare cagate colossali e a riempirsi il cervello di amenità.
I risultati sono inquietanti e dovrebbero preoccupare tutti. Non mi riferisco solo alla perdita di tempo o alla disattenzione, ma ai gravi disturbi cognitivi che tali comportamenti ossessivi stanno causando. Giovani disadattati, persi, sempre più depressi e scollegati dal mondo che ingollano psicofarmaci come fossero M&M's.
Molti addirittura tentano il suicidio, ma vi pare normale?
Maccerto: state tranquilli, va tutto bene. E' sempre successo, come per i malori.
Per finire ricordo che gli schermi dei dispositivi digitali (pc, tv, cellulare) emettendo luce blu deprimono la produzione di melatonina (ormone utilissimo per il ritmo sonno-veglia), stimolando invece quella del cortisolo, dell'adrenalina e della serotonina (il piacere della droga digitale). Per cui i ragazzi sono sempre più dipendenti, dormono da culo, il sonno è disturbato e la mattina sono in stato comatoso…
Non sto dando la colpa ai giovani o al mezzo, mi raccomando. I ragazzi sono lo specchio della società moderna e lo smartphone è uno strumento e come tale dipende da come viene usato. La responsabilità è genitoriale.
Se potessi fare qualcosa, semplicemente farei arrestare i genitori che regalano al figlio il cellulare quando ancora i tempi non sono maturi. Le giustificazioni fanno sorridere i pollastri in batteria, perché vanno dalla sicurezza e rintracciabilità, alla pressione dei pari, cioè degli amichetti. Quando infatti il ragazzo inizia a muoversi autonomamente diventa vitale poterlo chiamare in caso di emergenza e monitorare la sua posizione. L'altra scusante è di evitare che il povero figliolo si senta isolato o escluso dal gruppo dei compagni che usano le app e le messaggistiche.
Domanda: come abbiamo fatto noi a crescere solo col telefono a filo? Ve lo ricordate quello grigio con il quadrante rotante? Riuscivamo a trovarci con tutta la compagnia senza il bisogno di un cellulare. Mentre oggi fanno fatica a trovare il cesso partendo dal salotto senza Maps attivo.
Avete visto il film "Arancia Meccanica" di Stanley Kubrick? Perfetto, terrei gli occhi aperti dei genitori 24 ore su 24 con le pinzette facendo guardare loro il mondo come sta andando e quello che sta accadendo ai giovani.
Sapevate che Steve Jobs, il fondatore di Apple, non permetteva alle figlie adolescenti di usare la sua invenzione: l'iPhone?
Bill Gates non ha dato ai figli il cellulare prima dei 14 anni. Sundar Pichai, il CEO di Google ha vietato lo smartphone ai figli fino ai 14 anni. Chris Anderson, ex editore di Wired ha imposto ai figli limiti di tempo su ogni dispositivo. Evan Williams, co-fondatore di Twitter ai figli adolescenti ha sempre preferito comprare libri. Tim Cook, CEO di Apple ha proibito al nipote i social. Susan Wojcicki, CEO di YouTube ha autorizzato lo smartphone quando i suoi figli hanno cominciato ad uscire da soli, e infine Evan Spiegel, co-fondatore e CEO di Snapchat ha permesso al figliastro massimo un'ora e mezza alla settimana davanti agli schermi.
Come mai i colossi della Silicon Valley, quelli che costruiscono e progettano cellulari, software e social, non fanno usare tali dispositivi ai propri figli? Qualche domanda possiamo anche farcela, prima che sia troppo tardi.
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