
Ho appena finito di leggere l'ultimo libro di Federico Povoleri dedicato al Maestro.
Il titolo, d'altronde, dice già tutto: "Enigma Kubrick. Cosa raccontano davvero i suoi film?".
Stanley Kubrick è stato il giocatore di scacchi, lo stratega, il regista, il genio assoluto della settima arte.
Il suo cinema è stato ciclicamente amato e poi odiato da tutte le ideologie politiche, sia di destra sia di sinistra, proprio perché sfugge a qualsiasi categorizzazione semplicistica.
Su di lui, la critica mainstream ha scritto fiumi di parole ma, paradossalmente, avendo gli "occhi spalancati chiusi" (Eyes Wide Shut, titolo non a caso del suo ultimo lavoro), non è quasi mai riuscita a comprendere i significati più profondi e occulti delle sue opere.
Kubrick ha esplicitato le pratiche violente e i rituali psicologici dell'élite al potere. Le sue pellicole mettono in scena la manifestazione di un potere pervasivo ma deliberatamente nascosto, se non del tutto invisibile, che controlla e direziona le vite delle masse.
È un potere che il regista dimostra di conoscere fin nei minimi dettagli: ne comprende le dinamiche sistemiche, la filosofia di fondo e lo mostra allo spettatore in tutta la sua cruda e spietata violenza, sia fisica che psicologica.
Attraverso una fitta rete di simboli, messaggi subliminali e rigorosi riferimenti storici, Kubrick squarcia il velo sulle pratiche oscure dell'élite dominante.
Attenzione, il suo cinema non si limita a una generica riflessione sull'universalità del male o sulle macro-dinamiche geopolitiche; il suo è un lucido tentativo di denunciare l'esistenza di un'umanità "altra". Una cerchia ristretta, irraggiungibile e preclusa alla gente comune, che affonda le proprie radici storiche nell'aristocrazia di sangue e nella convinzione di una superiorità legittimata per diritto divino.
Questa casta elitaria percepisce il resto della popolazione mondiale come una marmaglia insignificante, una massa informe destinata esclusivamente alla sottomissione, alla manipolazione mentale e allo sfruttamento.
In conclusione, "Enigma Kubrick" è un libro che merita assolutamente di essere letto per un motivo preciso: guarisce la nostra cecità culturale.
Dopo averlo letto, i capolavori del Maestro saranno visti con occhi completamente diversi. È l'antidoto perfetto per smettere di guardare lo schermo ad "occhi spalancati chiusi" e iniziare, finalmente, a vedere la realtà a occhi aperti.
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