
Il grandissimo dottor Ryke Geerd Hamer (1935-2017) ha cercato più volte di praticare la Medicina Germanica in cliniche private.
Quando si è esiliato in Norvegia, lo ha fatto con il desiderio di promuovere la propria medicina in un Paese presumibilmente più libero.
Per questo motivo ha chiesto l'autorizzazione all'associazione medica, che gli è stata negata, mentre la sua attività è stata definita irresponsabile.
Quindi Hamer ha intrapreso azioni legali poiché, a livello giuridico, poteva essere giudicato irresponsabile solo se avessero dimostrato che la Medicina Germanica era falsa. L'ordine dei medici avrebbe dovuto provarlo, altrimenti si sarebbe trattato di calunnia.
Tuttavia, il processo si è rivelato una farsa: senza alcuna prova, il giudice ha deciso di negargli il permesso.
Durante il processo la TV norvegese – come in molti altri Paesi – ha trasmesso programmi volti a screditarlo.
Di conseguenza, ha persino fondato un'università in cui intendeva esercitare, insegnare e fare ricerca in collaborazione con scienziati di diverse discipline (naturalisti, fisici, matematici, musicisti): l'Università di Sandefjord per la Nuova Medicina Germanica, Arte e Modo di Vita Naturale.
Alla fine neanche questo è stato possibile: senza poter esercitare legalmente non si potevano curare i pazienti e, senza pazienti, non era possibile insegnare la Medicina Germanica né avviare gli studi interdisciplinari.
L'Università è stata chiusa poco tempo dopo e Hamer è stato minacciato di sanzioni se non avesse rimosso il sito web dell'istituto.
Fino alla sua morte ha cercato di ottenere la legalizzazione della Medicina Germanica in tribunale.
L'ultimo processo si è svolto il 7 febbraio 2017, poco prima della sua morte, ma tutti i suoi tentativi sono falliti.
Fu uno contro la dittatura sanitaria e contro il colosso industriale chimico-farmaceutico (Big Pharma): un conglomerato che detiene il monopolio della ricerca, della produzione e della distribuzione dei farmaci, la cui influenza è talmente pervasiva.
La concezione nichilista dell’ortodossia medica è lontana anni luce dalle magistrali scoperte di Hamer.
Il modello tradizionale attribuisce l'eziologia delle patologie a fattori genetici, ai "fuffa-virus", alla sfortuna o alla familiarità.
La reazione dinanzi alla malattia si traduce quindi in un senso di opposizione, sfociando talvolta in una crisi esistenziale o spirituale.
Ma le cose stanno davvero così? Siamo il frutto del caso e quindi a Dio piace giocare a dadi?
L’opera immensa codificata da Hamer ha messo finalmente ordine, dimostrando che in Natura tutto è perfetto e tutto ha un senso.
Egli non si è limitato a teorizzarlo: lo ha dimostrato empiricamente.
L'alternativa a questa meravigliosa visione è quella offerta dalla medicina che fa precipitare nell’oscuro baratro della paura.
Non dare un senso a quello che stiamo vivendo, infatti, ci priva di ogni punto di riferimento, trasformando il dolore e la sofferenza in una punizione ingiusta, e la malattia in un nemico contro cui combattere con ogni mezzo ("guerra al cancro", "cellule impazzite che invadono"...).
Significa vedere la malattia come un tragico errore, riducendo il mistero della Vita al fatidico lancio di una moneta: un gioco d’azzardo tra la sorte e il destino, sospeso tra il caso e la sfortuna!Il dottor Hamer è riuscito a dare all’uomo dei punti di riferimento solidi: le Cinque Leggi Biologiche, principi ferrei che da milioni di anni accompagnano l'essere umano nell'evoluzione.
La loro comprensione rappresenta il ritorno alla Sacralità della Vita.
La vera guarigione avviene quando riconosciamo il valore sacro del nostro corpo e, soprattutto, quando impariamo a vivere in perfetta armonia con le emozioni e i bisogni.
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