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Mentre l'accordo tra gli Stati Uniti e l'Iran è stato confermato da funzionari di entrambe le parti, è stata presentata una bozza di risoluzione di 14 punti.

Il memorandum include:

➡️ Un cessate il fuoco immediato e permanente su tutti i fronti, incluso il Libano (dubito che i nazisti di Sion manterranno l'accordo).

➡️ L'impegno degli Stati Uniti a non interferire negli affari interni dell'Iran.

➡️ La fine del blocco navale e la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni.

➡️ Il ritiro militare statunitense dalle aree circostanti l'Iran.

➡️ La sospensione delle sanzioni relative al petrolio e il ripristino dell'accesso dell'Iran ai suoi proventi.

➡️ $300 miliardi di finanziamenti per la ricostruzione da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati.

➡️ 60 giorni di negoziati per un accordo finale incentrato sul programma nucleare iraniano e un ampio sollievo dalle sanzioni.

➡️ Nessuna nuova truppa o sanzione statunitense durante il periodo di negoziazione.

➡️ Il rilascio di $24 miliardi di asset iraniani congelati durante il periodo di negoziazione.

➡️ Il programma missilistico iraniano e il suo sostegno ai gruppi alleati regionali sarebbero stati esclusi dai colloqui.

Mentre l'Iran è pronto a emergere più forte di prima, con un'economia più forte e una maggiore influenza regionale, gli Stati Uniti sono costretti ad accettare una dura realtà: la guerra è persa, le scorte di armi sono esaurite e l'economia americana ha subito un duro colpo.

Probabilmente non è l'esito che il terrorista Bibi e il suo vassallo Don il Demente volevano quando hanno iniziato la guerra a febbraio...

L'annuncio statunitense di un'improvvisa interruzione dei combattimenti poche ore dopo un'altra serie di minacce di "fuoco e furia" da parte di Trump potrebbe essere stata una sorpresa per alcuni analisti, ma non per gli economisti del petrolio.
Nonostante si vanti di "indipendenza energetica" e ripetute dichiarazioni che la guerra all'Iran vale il dolore economico, l'economia energetica statunitense si sta avvicinando al baratro.

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Cushing
Cushing, Oklahoma, è un importante hub energetico statunitense, con una capacità di stoccaggio di 75 milioni di barili di petrolio greggio che rappresenta oltre il 15% del totale americano.

➡️ A 105 giorni dall'inizio della guerra all'Iran, la rete di Cushing è in forte calo, con solo 21,6 milioni di barili in inventario - letteralmente un giorno di consumo medio statunitense.

➡️ Ancora peggio? I livelli di greggio al di sotto della soglia dei 20 milioni sono considerati "vuoti", "grattando il fondo di quello che è in gran parte un fango inutilizzabile".

➡️ I dati di Cushing dicono che stanno perdendo 6,3 milioni di barili dal loro inventario stimato di 2,6 miliardi di barili ogni giorno.

➡️ Anche se potrebbe sembrare una buona riserva a prima vista, se gli inventari diminuiscono di altri 100 milioni di barili, gli economisti dell'energia temono che ciò innescherà cose molto serie. Per esempio le condutture non saranno più in grado di mantenere una pressione sufficiente e le raffinerie non potranno più elaborare diversi gradi di carburante.

➡️ Una volta che ciò accadrà i mercati petroliferi, manipolati al massimo dai deliri di don il Demente, non saranno più in grado di mantenere un equilibrio.

Gli Stati Uniti avranno quindi due opzioni:

1️⃣ emanare restrizioni all'esportazione che lasceranno gli alleati statunitensi bisognosi del 10% dell'offerta globale di petrolio colpita dalla crisi di Hormuz.

2️⃣ dare libero sfogo alla "mano invisibile" del mercato e vedere i prezzi del petrolio salire a $200 al barile (e il costo di letteralmente tutto il resto aumentare dopo di ciò).

Dal diserbante genico che "funzionicchia" alla guerra che va "maluccio" è un attimo.
Secondo Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto Affari Internazionali (Iai), "Questa guerra sta andando male per gli Stati Uniti”.
Chissà come mai verrebbe da chiedersi!
La guerra voluta dai criminali sionisti e portata avanti da Donaldo il braccio armato di Sion, non può che andare male.
In un contesto in cui l’Iran può condurre una guerra asimmetrica, la forza di Usraele non è sufficiente!
Ma bisogna essere uno stratega o uno statista per comprendere che lo scopo è quello di salvarsi il culo destabilizzando e incendiando il Medio Oriente? Il Regno del caos è vitale per Israele, che sguazza nell'odio da millenni, ma anche per l'Amerika che come potenza economica essendo finita da decenni deve sempre creare guerre e conflitti in giro per il mondo.
Il governo amerikano deve mantenere oliata e lubrificata la macchina bellica così da rimettere in moto l'economia e spostare in avanti il conto salato da pagare. Ma possono farlo all'infinito? No, e infatti la crisi inevitabilmente arriverà e anche molto, molto presto…
Probabilmente a maggio 2026 assisteremo a qualcosa di epocale: un tracollo economico al cui confronto la crisi del 2008 è stata una scampagnata.
Passeranno dall'American Dream all'American Nightmare! L'incubo si avvicina ed è inevitabile e attenzione non riguarderà solo gli States, ma anche tutti i paesi collegati al bigliettone verde. Europa compresa.
Assisteremo allo spostamento, economico sociale e anche culturale da Occidente a Oriente.
Vi conviene essere pronti a tale passaggio!

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L'Iran è al primo posto nella lista degli "stati canaglia". Così almeno ci dicono.
Dagli anni 2000 ha iniziato ad incamerare euro al posto di dollari e questo ha dato molto fastidio all’economia USA, per non parlare della fornitura di gas naturale per 100 miliardi di dollari alla Cina che si è accaparrata una parte della propria sicurezza energetica.
Il piccolo Stato terrorista di Israele odia da sempre l'ex Persia, in quanto nemico acerrimo con le bombe nucleari. Cosi almeno ci dicono.

Lo voleva Ariel Sharon e lo vuole Netanyahu, ma agli inizi del 2000 il cane da guardia amerikano era sfiatato dall’occupazione dell’Iraq. Poi c'è stato l'auto-attentato dell'11 settembre 2001 per cui il problema Iran si è spostato nel tempo...
Ma è proprio come ce la raccontano? O c'è dell'altro?

Nascita del regime teocratico
Prima del 1979, il regime monarchico persiano era il principale alleato degli Stati Uniti.
C’era sempre stato un filo diretto fra Washington e Teheran, soprattutto fra il Pentagono e l’esercito persiano: mezzo milione di uomini, armati, equipaggiati e addestrati dagli Stati Uniti!
Non a caso negli anni Settanta gli States avevano venduto un grande quantitativo di armi alla Repubblica Iraniana di Mohammad Reza Pahlavi. Poi questo rapporto commerciale si incrinò nel 1979, quando degli studenti presero d’assalto l’ambasciata americana a Teheran facendo ostaggi 52 americani: Carter decise allora di imporre un embargo di armi.
Nel frattempo in Nicaragua si stava svolgendo una guerriglia fra il governo legittimo e i militanti del Contra.

Il presidente Reagan, succeduto a Carter, decise di vendere armi agli iraniani attraverso la mediazione di Israele, in cambio del rilascio di alcuni prigionieri. I soldi avrebbero sostenuto i contras nicaraguensi, in piena violazione del divieto del Congresso statunitense.
Quindi armi in cambio di soldi!
Ecco il piano: Israele avrebbe fornito le armi alle forze iraniane con la giustificazione che queste sarebbero state gestite da una fazione moderata all’interno del regime dell’Ayatollah Khomeini, la quale si diceva fosse interessata a un riavvicinamento con l'Amerika.

Israele aveva interessi nel mantenere Iran e Iraq in contrasto fra loro. Classica strategia nasonica: "finanziare entrambe le fazioni, accendere la miccia, stare a guardare la distruzione e poi guadagnare nella ricostruzione".

Il 27 gennaio 1979 avvenne la rivoluzione contro lo shah Mohammad Reza Pahlavi, al potere dal 1941. L’esercito restava fedele alla monarchia ma la folla in piazza era sempre più numerosa e a favore di Khomeini, il quale il 1° febbraio fece il suo ritorno trionfale in Iran dopo quindici anni di esilio.
Il 30 e 31 marzo un referendum popolare sancì la nascita della Repubblica islamica dell’Iran.
La nuova costituzione attribuiva il potere alla guida religiosa suprema, carica che fu assegnata ovviamente a Khomeini, consolidando così la natura teocratica del nuovo Stato, fondata sulla legge islamica sciita.

Ecco come nasce quello che a livello superficiale viene definito "paese canaglia", quando in realtà è funzionale al Sistema globale.
Ma per comprendere il quadro è necessario osservarlo nella sua interezza e complessità.

Islam è giudaismo postmessianico
L'Islam è un surrogato di Giudaismo talmudico con elementi evangelici e pagani. E' una falsa "religione" che ha sempre accolto a braccia aperte i giudei senza chiederne la conversione e che invece ha sempre combattuto ferocemente la Cristianità.
L'Islam è soltanto la religione giudaica postmessianica spiegata agli arabi da un rabbino.

Avete capito? Maometto si convertì al Giudaismo talmudico spinto da sua moglie Khadigia, ebrea di nascita, che aiutò il suo maestro, il rabbino della Mecca a giudaizzare l'Arabia!
Il Corano primitivo (traduzione e compendio arabo del Pentateuco di Mosè) è stato redatto da un rabbino ebreo ma dopo Maometto andò smarrito. Capita ovviamente: hanno perduto perfino i nastri originali dell'allunaggio...
L'attuale Corano non contiene più, come il primo, la traduzione e l'adattamento della storia sacra d'Israele, ma è soltanto un libro di aneddoti e storie.

Sembrerà folle ma l'islamizzazione dei paesi arabi è estremamente funzionale al giudaismo: un finto nemico contro cui combattere.
In Palestina ne abbiamo l'esempio magistrale. La vittoria dei "terroristi" di Hamas è stata scontata giacché Israele aveva fatto di tutto per scavare la terra sotto ai piedi alla dirigenza di Fatah, più volte accusata di terrorismo.
Tutte le organizzazioni politiche e militari palestinesi hanno un preciso sponsor: Hezbollah è sorretto dall’Iran, la Jiad islamica dalla Siria. E Hamas? Israele, of course.
Avere un gruppo "terroristico" che giustifichi tutte le nefandezze (impendendo guarda caso la pace tra i due popoli) è di estrema utilità per Israele.

Il (prossimo) Nobel per la Pace Donaldo e l'inizio dello scontro
Per arrivare ai nostri giorni, è fondamentale ricordare cosa accadde nella notte tra giovedì 2 e venerdì 3 gennaio 2020.
Alle 1 ora locale, Qasem Soleimani era da poco atterrato all'aeroporto di Baghdad quando fu ucciso da quattro missili lanciati da un drone MQ-9 che distrussero completamente le auto.
L'ordine arrivò direttamente dal futuro Nobel per la Pace, il presidente Donald Trump in persona. Attenzione, non si è trattato di un normale assassinio.
Soleimani era il comandante delle Guardie iraniane della Rivoluzione del 1979, il capo della squadra d'elite per le operazioni più segrete e soprattutto uomo chiave del regime degli ayatollah.
Secondo il Pentagono, l’ordine di uccidere Soleimani è partito direttamente da Donaldo con l’obiettivo di “evitare futuri attacchi iraniani”. 😂

La morte del generale segna l’inizio di fortissime tensioni in Medio Oriente, dato che Soleimani era visto come un eroe nazionale. Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha dichiarato che: "Gli Stati Uniti si assumeranno la responsabilità”.
L'analista esperto di Medio Oriente Hassan Hassan ha definito l’omicidio di Soleimani “probabilmente il più significativo e importante dell’ultimo decennio”.

Ma siamo a gennaio 2020 e a raffreddare gli animi è arrivata la psicopandeminchia che ha messo la mascherina agli encefali.
Appena usciti dalla pantomima, guarda caso è iniziata la guerra tra Russia e Ucraina, è ripreso il genocidio palestinese e ora lo scontro di civiltà con l'amico-nemico Iran...
Il caso non esiste, è tutto funzionale!

Aspetto esoterico
E' necessario comprendere che le forze in gioco hanno un piano ben preciso: creare una situazione esplosiva in Iran che coinvolga tutta la regione ed assorba le energie del mondo.
Un vortice di paura e terrore con il quale mantenere la popolazione globale sulla graticola.
La paura blocca le coscienze!

Chi meglio di un regime oppressivo, islamico e radicale intenzionato a creare la bomba atomica può essere il più adatto ai loro piani? Il nemico perfetto per eccellenza e all'interno del Medioriente!
Un tale regime fornisce, sia per la politica nucleare che per i diritti umani, infinite occasioni per interventi esterni e per disordini interni.
Lo scontro non riguarda l'entità anglosionista (Israele e Amerika sono un tutt'uno) e l'Iran, ma tale vortice di odio e paura trascina con sé nel baratro altre realtà connesse come Russia e Cina, anche loro sono pedine nella scacchiera mondialista.
Come perfetti erano Gheddafi, Khomeini, Saddam Hussein, Bin Laden, ecc.
Scusate ma di chi erano espressione veramente questi uomini? Di quali strategie e soprattutto di quali gruppi? Siamo sempre nel Problema-Reazione-Soluzione.

Oggi il popolo iraniano è stretto nella morsa di due fronti, apparentemente opposti: quello islamico fondamentalista e quello dei “liberatori democratici”.
Anche il mondo occidentale è all'interno di una gigantesca Matrix, un Risiko globale dove le forze in gioco stanno facendo di tutto per destabilizzare il banco, in quanto il loro principale nutrimento è l'odio e la paura!
Quindi quello che ci fanno vedere è solo cinema per miliardi di inermi e paralizzati spettatori inconsapevoli! Chi ci rimette sono le popolazioni che vivino all'interno...

Le analisi geopolitiche sono complesse in quanto tra attori e variabili il gioco è intricatissimo.
E' di queste ore l'attacco voluto dagli Stati Uniti d'America a tre siti nucleari iraniani. Donaldo, con questo intervento militare, senza il permesso del Congresso, ha commesso una grave violazione della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e del TNP (trattato di non proliferazione, quello MAI firmato da Israele!).
Ma loro sono loro e gli altri non sono un cazzo!

Fatta questa premessa, personalmente la paura di una conflitto nucleare non mi sfiora minimamente. Nessuno è così coglione da distruggere il pianeta in cui vive! Anche se gli imbecilli non mancano.
Quindi le attuali minacce della Russia, della Cina e dello stesso Iran come interpretarle? Servono da una parte a creare paura e dall'altra ad aumentare gli armamenti (per la gioia dei nasoni), facendo di fatto affondare l'Europa in una crisi economica ed energetica senza precedenti.
Problema-Reazione-Soluzione

Ricordo a tal proposito che l'Iran è un paese membro dell'OPEC, il cartello che riunisce i 12 paesi maggior esportatori di petrolio. Quindi questo ennesimo conflitto (esattamente come ha fatto quello tra Russia e Ucraina) farà schizzare ancor di più il costo energetico piegando le gambe ai sudditi europei sempre più vicini alla soglia di povertà!
Ripeto: il caso non esiste ed è tutto funzionale!