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Grazie alle devastanti conseguenze sanitarie, sociali ed economiche della psicopandeminchia causata dal fuffa-virus, il Sistema ha appreso quanto sia importante conoscere la Digital Health, la salute digitale, per comprendere e soprattutto migliorare il controllo sociale!

Digital Epidemiology e Digital Healt
Mentre la tradizionale epidemiologia prevede la raccolta dei dati attraverso il rapporto paziente-medico o il Sistema Sanitario, l’epidemiologia digitale utilizza dati generati al di fuori del sistema medico.
Questi dati digitalizzati permettono (a loro) un'analisi statistica più precisa.

Ma il punto non è tanto la digitalizzazione, quanto i nuovi dati raccolti attraverso canali mediatici quali social media, telefonia, ricerche sul web, testi, video, audio e i vari dispositivi connessi per il tracciamento di parametri biomedici.
Il flusso di dati già enorme, oggi si sta ampliando senza limiti.
La Digital Epidemiology quindi è strettamente legata a un altro concetto che unisce dati sulla salute e strumenti digitali. Ecco perché sarebbe più corretto parlare di Digital Health.
Questi nuovi flussi di dati vengono sfruttati per scopi epidemiologici ma non solo...

Big data e social media
I Big Data sono quell’enorme mole di informazioni che il Sistema ha a disposizione, anche perché oggi, rispetto a ieri, l’accesso alla rete e ai social network avviene in maniera sempre più facile attraverso vari dispositivi: desktop, telefoni e oggetti smart.
Grazie allo studio statistico dei Web Data (di cui oltre il 60% delle segnalazioni iniziali proviene da fonti non ufficiali: cioè voi!) è possibile comprendere come stia evolvendo l’epidemia; allo stesso tempo, a livello sociale, questo monitoraggio permette al Sistema di soppesare il QI medio delle masse (oggettivamente sempre bassetto), il loro livello di paura e la loro prontezza nel rispondere ai diktat del regime. Sono sempre più convinto che il Covid sia stato usato come test di intelligenza, per verificare il quoziente intellettivo medio.

Tutto questo marasma di dati viene automaticamente elaborato tramite il machine learning e grazie alla capacità di apprendimento dei modelli computerizzati. Mi riferisco all’Intelligenza Artificiale implementata con Reti Neurali Artificiali, che simulano quelle biologiche.

Controinformazione al servizio
Dopo quanto detto, diventa molto importante comprendere che il Sistema, grazie a una potenza di calcolo sempre più potente, sta registrando tutti gli aspetti della vita, ovviamente per i loro sporchi interessi. Tra gli questi c’è proprio l’Epidemiologia Digitale.
Il punto è il seguente. I cosiddetti controinformatori (spuntati dal nulla dopo il Covid, come i funghi dopo una pioggia) stanno partecipando attivamente alla raccolta di questi dati.
Lo fanno inconsapevolmente, qualcuno è stato infiltrato, o solo per attirare l’attenzione, dato che veicolare terrorismo premia sempre.
Al di là della motivazione sono funzionali al regime!

Parlare infatti di biolaboratori, di virus ingegnerizzati, o di agenti “scappati” o “rilasciati” appositamente in circolazione, significa dare atto che i virus esistano!
Quindi stanno sostenendo il falso e propagandistico paradigma pseudoscientifico, quello dove il cosiddetto virus è causa e origine di tutti i mali.
Per cui una cospicua parte della cosiddetta controinformazione appoggia il Sistema: i terribili virus sono entità cattive in grado di scatenare malattie e contagi. Peccato che sia fuffa.
In latino, la parola vīrus significava "veleno", "tossina", "umore e/o liquido/secrezione nociva”.
Poi agli inizi del 1700, la parola iniziò a essere usata genericamente per indicare un "agente invisibile in grado di trasmettere una malattia infettiva" o una sostanza contagiosa.

Quindi Virus significa semplicemente “veleno”, “tossina”.
Dal punto di vista biologico il virus altro non è che un frammento di DNA o RNA ricoperto da un capside, cioè da un cappottino proteico. Tutto qua.
I virus infatti non respirano, non mangiano, non dormono, non cagano, non fanno nulla perché non sono esseri viventi. Sono dei semplici frammenti o codici di informazione.

Un termine sicuramente più corretto e meno fuorviante per virus sarebbe “esosoma”, cioè una piccolissima vescicola extracellulare (della dimensione di qualche decina di nanometri) rilasciata da quasi tutte le cellule del corpo. Svolge un ruolo cruciale nella comunicazione intercellulare, agendo come un vero e proprio "sistema di spedizione" o "messaggero" tra cellule distanti.

L’esosoma quindi è messaggero e messaggio allo stesso tempo.

Nell’acido nucleico (DNA o RNA) è registrata l’informazione da veicolare alle altre cellule o ai tessuti (come per esempio nel caso della riparazione).

Conclusione
La transizione verso la Digital Health e l'Epidemiologia digitale non è solo un cambio di strumenti metodologici, ma una mutazione antropologica radicale.
Il rischio di digitalizzazione della vita sta proprio nella progressiva riduzione dell'essere umano a un mero aggregato di dati biometrici, comportamenti digitali e reazioni tracciabili. Una macchina. Non caso siamo in pieno transumanesimo!
Quando ogni respiro, ogni parametro vitale e persino ogni pensiero di dissenso verranno convertiti in codici QR, stringhe e interpretati da algoritmi predittivi, la vita perderà la sua essenza, la sua sicurezza e la privacy. Stiamo scivolando verso una forma di biosorveglianza digitale permanente, dove la salute non è più un diritto o uno stato di benessere individuale, ma la leva perfetta per legittimare un controllo sociale.
Alimentare questo database globale con narrazioni false pregne di paura, sia da parte dei media mainstream che da parte dei contro-informatori alternativi, significa sostenere e potenziare il "Sistema".
Serve una profonda consapevolezza digitale: smettere di agire come sensori involontari è il primo fondamentale passo per sottrarsi alle logiche del monitoraggio biometrico, riappropriandoci della nostra sovranità biologica e intellettuale.

La pubblicazione nel "The New England Journal of Medicine" dello studio dal titolo: "Effetto di tre decenni di proiezione della mammografia sull'incidenza del cancro al seno" afferma una cosa molto interessante: "l'introduzione dello screening mammografico negli Stati Uniti è stata associata a un raddoppio del numero di casos di cancro al seno (...). La malattia invasiva rappresentava circa la metà della sovradiagnosi, e circa il 20% di tutti i tumori al seno invasivi era sovradiagnosticato".
Risultato? "Il beneficio della riduzione della mortalità è probabilmente più piccolo, mentre il danno della sovradiagnosi è probabilmente più grande".
Ecco le conclusioni: "Nonostante gli aumenti sostanziali del numero di casi di cancro al seno in fase iniziale rilevati, la mammografia di screening ha solo marginalmente ridotto il tasso con cui le donne presentano un cancro avanzato. Sebbene non sia certo quali donne siano state colpite, lo squilibrio suggerisce che vi è una sostanziale sovradiagnosi, che rappresenta quasi un terzo di tutti i tumori al seno di nuova diagnosi, e che lo screening sta avendo, nel migliore dei casi, solo un piccolo effetto sul tasso di morte per cancro al seno".
La sovradiagnosi è la madre di tutte le zoccole! Trovano tumori incistati (in situ) e altre condizioni che NON creano nessun pericolo, nessun problema, ma una volta scoperte si parte con il teatrino degli orrori: visite e mammografie a gogò, biopsie inutili, per non parlare delle terapie. E nel frattempo la PAURA cresce a dismisura!
Il problema è sempre conoscitivo. Quello che viene diagnosticato nel seno di milioni di donne non implica affatto che la persona avrà un'evoluzione "maligna" (ho preso in prestito il termine dal vocabolario pretesco).
Come affermo da decenni e dimostro nei libri "Cancro SPA", "La Fabbrica dei Malati" e "Scacco a Big Pharma", gli screening servono solo a trovare il malato nel sano.
Lo studio pubblicato dall'ufficialissimo NEJM dimostra come ci sia "stato un piccolo cambiamento nell'incidenza del cancro al seno tra le donne che generalmente NON hanno fatto la mammografia". Quindi a cosa servono tutti questi esami?
È l'ennesima conferma delle straordinarie scoperte fatte dal grandissimo medico Ryke Geerd Hamer più di 40 anni fa!
Ma la religione medica e i suoi preti in camice bianco ovviamente non prendono minimamente in considerazione tali scoperte scientifiche, che spiegano al millimetro il perché di questa anomalia.
Leggete con attenzione l'articolo del "The New England Journal of Medicine" perché confuta completamente la teoria ufficiale del "cancro".
"Effetto di tre decenni di proiezione della mammografia sull'incidenza del cancro al seno".
Fonte: https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1206809

PS: nella foto l'unica mammografia completamente gratis e priva di rischi!

Le élite dell'UE e del Regno Unito potrebbero sfruttare la paura dell'hantavirus per giustificare imminenti blocchi energetici in mezzo alla guerra in Iran. È quanto affermato dall'inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev.

Crescente isteria sull'hantavirus

🔴 Le autorità svizzere stanno cercando di rintracciare i contatti di un uomo che si è ammalato di hantavirus dopo essere tornato dalla viaggio.

🔴 Il Ministero degli Esteri olandese ha avvertito che fino a 40 passeggeri di almeno 12 nazionalità hanno lasciato la nave da crociera il 24 aprile senza il tracciamento dei contatti, due settimane dopo che il primo passeggero è morto a bordo.

🔴 Le autorità in Europa e in Africa stanno ora correndo per rintracciare i passeggeri che hanno lasciato la nave in varie fermate.

🔴 I 14 passeggeri spagnoli della MV Hondius affronteranno fino a 45 giorni di quarantena a Madrid.

🔴 Ma secondo l'OMS il rischio rimane basso.

Blocchi energetici?

L'epidemia di hantavirus potrebbe rivelarsi politicamente conveniente per giustificare restrizioni energetiche

🔴 L'Agenzia internazionale dell'energia ha avvertito che l'Europa potrebbe avere solo "sei settimane circa" di forniture di carburante per jet. Se lo Stretto di Hormuz rimane chiuso fino alla fine di maggio, la situazione potrebbe diventare grave

🔴 Da fine marzo, l'UE ha discusso di misure di risparmio energetico simili a quelle durante il COVID.
Il Commissario europeo all'energia Dan Jorgensen ha esortato gli Stati a introdurre riduzioni volontarie del consumo di petrolio e gas

🔴 Diverse compagnie aeree europee hanno già cancellato o ridotto i voli a causa della crisi del carburante e dell'energia nel Golfo, con oltre 20.000 voli interessati

🔴 La Commissione europea potrebbe vedere una "nuova pandemia" come una via d'uscita.
E per Ursula von der Leyen - già perseguitata dal "Pfizergate" - potrebbe essere un'altra opportunità per fare un po' di soldi con gli acquisti di vaccini

Solo 33 chilometri misura lo Stretto di Hormuz, l'angusto passaggio attraverso cui transita ogni giorno circa un quinto della produzione mondiale di petrolio e gas naturale.
Ma nessuno ricorda che sui fondali marini passano anche i cavi internet.
Parliamo di oltre 1,4 milioni di chilometri di cavi sottomarini, che trasportano circa il 98% delle telecomunicazioni digitali globali, incluse le transazioni finanziarie!!!
La chiusura simultanea del Mar Rosso e dello Stretto di Hormuz rappresenta un problema senza precedenti per Internet.
Numerosi cavi sottomarini infatti attraversano lo stretto collegando la penisola arabica con Pakistan, India e altre destinazioni internazionali. In pratica il traffico tra Asia, Europa e Medioriente.
La rete si trova ad affrontare la minaccia più grave degli ultimi decenni.
Le Big tech (Meta, Google e Amazon) hanno investito miliardi nella regione, sono ora costrette a rivalutare le proprie strategie…
Casualmente la Cina ha testato ieri con successo un sistema robotico capace di operare a 3.500 metri di profondità e tagliare cavi sottomarini, una tecnologia che apre scenari rilevanti per la sicurezza delle infrastrutture critiche globali.
Se uniamo i puntini il disegno prende forma. Dallo Stretto di Hormuz alle reazioni statunitensi, appare evidente che il confronto non si gioca soltanto su navi, petrolio, missili o sanzioni. Si gioca sulle infrastrutture che tengono in piedi la vita digitale, il commercio e la continuità operativa delle economie avanzate del mondo intero.
Chi controlla i cavi sottomarini controlla i dati e quindi il mondo!!!

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Dal diserbante genico che "funzionicchia" alla guerra che va "maluccio" è un attimo.
Secondo Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto Affari Internazionali (Iai), "Questa guerra sta andando male per gli Stati Uniti”.
Chissà come mai verrebbe da chiedersi!
La guerra voluta dai criminali sionisti e portata avanti da Donaldo il braccio armato di Sion, non può che andare male.
In un contesto in cui l’Iran può condurre una guerra asimmetrica, la forza di Usraele non è sufficiente!
Ma bisogna essere uno stratega o uno statista per comprendere che lo scopo è quello di salvarsi il culo destabilizzando e incendiando il Medio Oriente? Il Regno del caos è vitale per Israele, che sguazza nell'odio da millenni, ma anche per l'Amerika che come potenza economica essendo finita da decenni deve sempre creare guerre e conflitti in giro per il mondo.
Il governo amerikano deve mantenere oliata e lubrificata la macchina bellica così da rimettere in moto l'economia e spostare in avanti il conto salato da pagare. Ma possono farlo all'infinito? No, e infatti la crisi inevitabilmente arriverà e anche molto, molto presto…
Probabilmente a maggio 2026 assisteremo a qualcosa di epocale: un tracollo economico al cui confronto la crisi del 2008 è stata una scampagnata.
Passeranno dall'American Dream all'American Nightmare! L'incubo si avvicina ed è inevitabile e attenzione non riguarderà solo gli States, ma anche tutti i paesi collegati al bigliettone verde. Europa compresa.
Assisteremo allo spostamento, economico sociale e anche culturale da Occidente a Oriente.
Vi conviene essere pronti a tale passaggio!

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La Circolare n.76 del 13 ottobre 2025 del Ministero dell'interno sancisce che dal 3 agosto 2026 tutte le carte d'identità cartacee potranno essere buttate nel cesso, indipendentemente dalla scadenza riportata.
La soluzione è semplice e indolore ed è la Carta d'Identità Elettronica (CIE). Motivo? Conformarsi al Regolamento UE 2019/1157, che impone standard di sicurezza più elevati. 😂
Peccato che la Circolare sia solo una lettera dal valore giuridico equiparabile alla carta da culo che ho in bagno.
Una circolare amministrativa infatti NON ha valore legale vincolante verso i cittadini, ma solo verso gli uffici della Pubblica Amministrazione.
Ricordo che l’art. 35 del DPR 445/2000 afferma che la carta d’identità non è un documento necessario e può essere sostituita dal passaporto, dalla patente di guida e da qualsiasi tessera di riconoscimento munita di fotografia e timbro di un’amministrazione statale.
Non solo, l'art. 45 del medesimo DPR sancisce che i documenti scaduti continuano ad essere validi e possono essere utilizzati. Lo sapevate? Basta infatti allegare una fotocopia (con firma) del documento sotto alla quale si dichiara che i dati nel documento non hanno subito variazioni dalla data del rilascio.
Quindi il 3 agosto 2026 cambierà solo per i sudditi con l'anello al naso, mentre per gli altri sarà un lunedì afoso come un altro, e si potrà continuare ad usare la carta d'identità cartacea come documento di riconoscimento. Unica cosa che non si potrà fare è usarla per andare all'estero. Tutto qua.
Fanno terrorismo a suon di pezze da culo perché vogliono piazzarvi nel sedere la CIA. Problema-Reazione-Soluzione….
Bisogna rompere le palle al Sistema.

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Ogni volta che comunicate con ChatGPT, dalle reti neurali della "big five" non ricevete solo risposte. Tali reti estraggono informazioni su voi stessi.
Attenzione, non si tratta solo di quello che scrivete. Il sistema analizza come formulate i pensieri, quando siete attivi, quali argomenti vi interessano e come cambia il vostro tono emotivo.😳
Svariate ricerche hanno evidenziato senza ombra di dubbio l'efficacia del profiling. Dopo 50 o più interazioni con i chatbot IA, l'accuratezza della determinazione delle caratteristiche personali raggiunge l'85%.
Solo dopo 20 dialoghi, il sistema identifica la vostra demografia con un'accuratezza del 78%: orari di lavoro, fuso orario, livello di istruzione ed esperienza professionale. Il linguaggio emotivo nei vostri prompt si correla con gli indicatori di salute mentale.
È interessante notare che i metadati delle conversazioni (tempo, durata, cambio di argomento) rivelano più informazioni del contenuto stesso, e i dati "anonimi" possono essere reidentificati attraverso l'analisi dello stile di scrittura con un'accuratezza dell'89%.
Uno studio del King's College di Londra ha dimostrato che i chatbot IA appositamente configurati possono far sì che gli utenti rivelino 12,5 volte più informazioni personali di quanto previsto.
Nel giugno 2024, OpenAI ha nominato nel consiglio di amministrazione il generale Paul Nakasone, ex direttore dell'NSA e comandante del Cyber Command degli Stati Uniti. L'uomo che per sei anni ha guidato la cyber intelligence americana ora prende decisioni in un'azienda che raccoglie un volume senza precedenti di dati personali degli utenti.
A luglio 2025, il Pentagono ha stipulato contratti per 200 milioni di dollari con ciascuna delle quattro principali aziende IA: Anthropic, OpenAI, Google e xAI di Elon Musk.
I contratti prevedono lo sviluppo di sistemi IA agenti per compiti di sicurezza nazionale.
Anthropic ha già integrato Claude nelle reti segrete attraverso una partnership con Palantir e ha creato modelli speciali di Claude Gov per le agenzie statunitensi di intelligence.
Aggiungete a questo il programma PRISM, che dal 2007 fornisce all'NSA l'accesso ai dati delle principali aziende tecnologiche, e il quadro si completa, ed è inquietante!!!

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Quando si sente parlare di Bitcoin ovviamente si tira sempre in ballo il nome di Satoshi Nakamoto, il misterioso personaggio che a gennaio del 2009 avrebbe dato inizio a uno dei più importanti esperimenti libertari degli ultimi secoli. Un progetto che sta squarciando il paradigma economico-finanziario moderno.

Ma fermarsi a livello superficiale vedendo l’incredibile algoritmo matematico come la genialata partorita dal cervello di uno sconosciuto (poi sparito nell’oblio e mai più riapparso) fa sorgere strani sospetti e inquietanti pensieri. Molti infatti credono che dietro a tale esperimento ci siano i servizi d’intelligence, come CIA e Mossad, telecomandati dalla solita rete oscura di una élite satanista sempre pronta a controllare il mondo.

Sull’esistenza di tale rete non ho alcun dubbio, visto che lo denuncio da quasi trent’anni, mentre faccio molta fatica a vedere Bitcoin come una creatura sfornata dalla Sinarchia mondialista.

Quale sarebbe il loro motivo? Schiavizzare il pianeta? Ma la moneta Fiat e quella digitale (carte di credito e debito) bastano e avanzano per tale progetto. Lo avrebbero quindi fatto per incastrare un piccolo sparuto gruppo di nerd, hacker e crittografi incalliti? Non penso proprio e d’altronde basterebbe studiare un po’ per capire che le cose sono molto più complesse e articolate.

Ma come la storia insegna è molto più facile spalancare le fauci per arieggiare l’orifizio orale, tirando in ballo i servizi segreti deviati, piuttosto che prendere in mano i libri e studiare.

Quasi nessuno infatti parla del terreno di coltura dove sarebbe cresciuta la pianta di Nakamoto.

Un terreno fertilizzato e lavorato dagli attivisti del Cypherpunk, un movimento libertario che verso la fine degli anni Ottanta aveva l’intento di tutelare e migliorare la privacy attraverso l’utilizzo della crittografia.

Il termine Cypherpunk è un neologismo che combina cipher (cifrario) e punk per evocare l’attitudine ribelle del movimento.

La storia parte oltre tre decenni prima dell’apparizione del “Libro bianco”, il White Paper di Satoshi Nakamoto, reso noto al mondo il 31 ottobre del 2008.

Agli inizi degli anni Novanta il movimento Cypherpunk fondato da J. Gilmore, T. May ed E. Hughes, comunicava grazie ad una mailing list crittografata e sicura.

Il manifesto ufficiale del movimento, datato 3 marzo 1993, è firmato da Eric Hughes.

«Noi Cypherpunks siamo attivi nella costruzione di sistemi informatici anonimi grazie all’impiego della crittografia, affinché lo scambio di informazioni e di denaro resti riservato. Noi scriviamo i codici software e li divulghiamo gratuitamente affinché siano disponibili e adottati dal maggior numero di persone”.

Il loro credo era semplice e nobile poiché vedevano la privacy come un diritto inalienabile e la crittografia come lo strumento più efficace per difenderlo. Credevano che attraverso la matematica e la crittografia si potesse garantire la sicurezza personale nell’era digitale sfidando i tentativi da parte di enti governativi e corporativi di sorveglianza e controllo.

Viene da sé che il concetto di denaro digitale decentralizzato, quindi libero e protetto dalla crittografia, sia stato fortemente influenzato dalle idee dei Cypherpunk. Ecco perché Bitcoin, la prima criptovaluta della storia (e unica per caratteristiche libertarie), viene visto spesso come il culmine di tali ideologie.

Andando al di là delle criptovalute, le ricerche del movimento hanno ispirato un’ampia varietà di tecnologie volte a preservare la privacy e la sicurezza online.

Due per tutte: Tor, la rete di anonimato e il sistema di email sicure PGP (Pretty Good Privacy).

Ma andiamo per ordine.

Nel 1967 lo storico e saggista David Kahn scrive il libro The Codebreakers sui sistemi e la storia della crittografia, che avrà un forte peso sul suo sviluppo futuro.

Nel 1975 il crittografo statunitense del MIT, Bailey Whitfield Diffie, inventa la crittografia a "chiave pubblica" e per questa scoperta nel 2015 riceve il Premio Turing.

A maggio dell’anno seguente Diffie e l’informatico Martin Edward Hellman annunciano al mondo l'invenzione del sistema crittografico denominato a "doppia chiave" che permette l'uso di una "firma digitale". I due sviluppano le loro teorie alla Stanford University, all'interno del laboratorio di intelligenza artificiale.

Le idee del movimento Cypherpunk vengono in particolare portate avanti da David Chaum, l’inventore di Digicash, ossia la prima impresa ad integrare la crittografia con la moneta al fine di rendere anonime le transazioni con un sistema di emissione centralizzato e di compensazione.

Nel 1997 il crittografo britannico Adam Back (amministratore delegato di Blockstream) inventa un sistema per limitare lo spam nelle e-mail. Questo sistema verrà utilizzato in Bitcoin come parte dell’algoritmo di mining.

A novembre 1998 Wei Dai, un ingegnere informatico, pubblica un paper nel quale descrive la sua idea di criptovaluta: “b-money, un sistema di cassa elettronico anonimo e distribuito”. L’ingegnere propone due protocolli: il primo consente ad ogni aderente di mantenere un database separato, contenente la quantità nominale di denaro appartenente all’utente, mentre il secondo delega il conteggio dell’ammontare di denaro posseduto da ciascun utente ad un sottoinsieme di partecipanti, che attraverso un incentivo economico (basato sulla teoria dei giochi) sono motivati a comportarsi in maniera onesta.

Saltiamo a dicembre 2005 quando l’informatico e crittografo Nick Szabo (l’inventore degli attualissimi smart-contracts) pubblica la proposta di Bit Gold: una valuta digitale basata sul Reusable Proof of Work (RPOW) ideata dal programmatore Hal Finney. Egli aveva lavorato per diverso tempo nella startup Digicash ideata da Chaum e aveva compreso che la stessa presentava alcuni rischi legati al problema della doppia spesa.

Ecco qua le fonti dalle quali si è abbeverato a piene mani il misterioso Satoshi Nakamoto o chi per esso. Non c’è stata alcuna apparizione mariana il 3 gennaio 2009, nessuna longa mano segreta ha spinto la creazione di Bitcoin, ma solo la matura conclusione di decenni di teorie e progetti crittografici.

A Satoshi va il grandissimo merito di aver saputo cogliere il meglio da ciascuna delle scoperte precedenti, dando così vita a un qualcosa di innovativo e unico: la tecnologia blockchain!

Questa tecnologia presenta infatti molte caratteristiche affini ai tentativi precedentemente portati avanti dal movimento Cyperpunks: b–money, Hashcash, Bit Gold e tutte le altre che hanno aperto la strada al protocollo Bitcoin.

Errare è umano, ma pensare che si tratti di un’operazione di copertura della CIA fa alquanto sorridere. D’altronde è accaduta la medesima cosa con Internet.

All’inizio la Rete che oggi tutto il mondo utilizza è nata all’interno di un progetto militare degli anni Sessanta, per essere precisi il 29 ottobre 1969 con la nascita di ARPANET (Advanced Research Project Agency Network), ma solo quindici anni più tardi (1° gennaio 1983) è nato il protocollo TCP/IP, ovvero il linguaggio che consente ai PC di comunicare tra loro.

Pochi ricorderanno infatti gli attacchi e le dichiarazioni pesanti fatte da esperti su Internet e sul nuovo modo di comunicare (ovviamente prediletto dai delinquenti). Guarda caso sono esattamente le stesse cose che oggi dicono su Bitcoin: la criptomoneta preferita da criminali, spacciatori, trafficanti di organi...

Può anche non piacere, ma la società moderna si è sviluppata anche grazie a Internet: accadrà lo stesso con Bitcoin? Nessuno può saperlo, bisognerà attendere per vedere gli sviluppi.

Nel frattempo vi conviene cercare seriamente una valida alternativa al tracollo che sta arrivando grazie alla moneta Fiat, la carta igienica stampata dal regime che svalutandosi giorno dopo giorno, perdendo costantemente valore, sta facendo schizzare il costo della vita…

Ecco l'elenco secondo i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro, dei gruppi finanziari e/o intermediari che foraggiano l'esportazione di armi, quindi che partecipano direttamente e indirettamente alle guerre.
Dietro il commercio internazionale di armamenti infatti si nasconde il ruolo spesso sottovalutato delle banche. Stiamo parlando, secondo l’ultima relazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di un valore di circa 4 miliardi di euro ogni anno.
Quanti italiani hanno i sudati risparmi di una vita in istituti bancari che finanziano l'esportazione di armi? Banche che quindi guadagnano dalle guerre

Elenco delle banche armate:
ARAB BANKING CORPORATION MILAN € 90.997,75
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI BARLASSINA € 9.847.277,39
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA € 10.540.516,93
BANCA NAZIONALE DEL LAVORO € 2.890.566,45
BANCA POPOLARE DI SONDRIO € 386.521.659,81
BANCA VALSABBINA € 52.069.282,94
BANCO BILBAO VIZCAYA € 6.154.672,63
BANCO BPM € 64.845.804,54
BANCO DI CREDITO P.AZZOAGLIO € 56.200,00
BANCO FIORENTINO-MUGELLO IMPRUNETA SIGNA-CREDITO COOPERATIVO € 600.000,00
BANCO SANTANDER € 2.544.907,65
BARCLAYS BANK € 455.791.596,01
BLU BANCA € 1.344.964,74
BPER BANCA € 46.766.513,20
COMMERZBANK € 40.247.953,46
CONVERA EUROPE € 720.162,30
CREDIT AGRICOLE € 14.085.251,80
CREDIT AGRICOLE ITALIA CREDIT € 53.028.655,67
DEUTSCHE BANK € 1.015.727.843,52
EUROPE ARAB BANK € 52.778.335,68
ILLIMITY BANK € 1.143.245,00
INTESA SANPAOLO € 722.057.885,46
MCC € 3.217.891,44
MUFG BANK € 926.301,00 € 0,00
POSTE ITALIANE € 892.937,90
SACE FCT € 1.806.050,00
UNICREDIT FACTORING € 8.769.564,04 
UNICREDIT € 1.344.936.147,80
UNIONE DI BANCHE ITALIANE € 10.622,19

Totale Complessivo 4.553.410.664

Tratto da www.banchearmate.org

Palantir Technologies Inc. è una delle aziende più potenti e controverse del mondo.
Lavora nel settore tecnologico e le sue azioni sono aumentate esponenzialmente nell’ultimo anno, portandone la valutazione complessiva a oltre 380 miliardi di dollari.
E’ stata fondata nel 2003 ma solo recentemente ha fatto parlare di sé, soprattutto per i suoi legami con il governo e l’esercito statunitense.
Palantir viene citata quando si parla di intelligenze artificiali, di sicurezza nazionale o sorveglianza, ma la società si occupa ufficialmente solo di analizzare dati e di produrre software in grado di integrarli. Ciaoneee.
Come detto, l’ascesa dell’azienda è legata allo stretto legame con Donaldo.
Palantir grazie a due software (questo è solo quello che ci dicono) controlla tutto. Uno si chiama Foundry ed è rivolto a imprese private e corporazioni, e permette di usare grandi quantità di dati per gestire meglio le giacenze di magazzino, gli ordini e la produzione industriale. L’altro Gotham è destinato ad agenzie governative, forze dell’ordine ed eserciti.
Quindi per i server di Palantir scorrono ogni frazione di secondo fantamiliardi di dati privati e/o governativi del mondo intero.
Recentemente ha stretto accordi con il Pentagono e il Dipartimento di Sicurezza Nazionale e con agenzie come la Social Security Administration e l’Internal Revenue Service che si occupano di pensioni e fisco.
Con la Marina americana hanno da poco firmato un accordo per testare se il loro programma possa semplificare gli sforzi di costruzione navale del paese. Un contrattino da 448 milioni di dollari porterà la tecnologia di Palantir a lavorare su cantieri navali, cantieri navali e fornitori critici.
Tantissime sono le accuse sul comportamento poco etico dell’azienda, e uno dei principali è quello di usare i Big Data (l’analisi di enormi quantità di dati), le AI e le tecnologie per la sorveglianza e per predire i crimini e chi li compirà. Avete presente il film Minority Report? Attenzione perché forse la realtà sta superando la fantasia.
Il fondatore di Palantir è Peter Thiel, già fondatore di PayPal, ex socio di Elon Musk e grande sostenitore di Donaldo.
Ufficialmente Palantir non fa affari con nazioni ritenute ostili all’Occidente, come Cina e Russia e tratta solo con governi «più allineati e meno corrotti», come per esempio Israele (😂😂😂😂 risata d’obbligo).
Ha perfettamente ragione Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, quando accusa Palantir di lucrare sulla distruzione di Gaza.
Sono sostenitori instancabili del movimento sionista. Nel novembre 2023 Palantir ha pubblicato una lettera agli azionisti chiarendo di sostenere completamente gli attacchi di Israele contro il popolo palestinese. "Siamo una delle poche aziende al mondo che si alzano e annunciano il nostro sostegno a Israele, che rimane saldo" ha scritto Karp nella lettera "Palantir è con Israele." Thiel ha anche chiarito che non interferirà nei crimini di Israele e non ha scrupoli a fornire tecnologia che porta alla morte di civili.
Domanda: come fa un'azienda con legami alla CIA e due membri del comitato direttivo del gruppo Bilderberg come fondatori a finire alla Casa Bianca?
Pochi giorni fa Reuters ha riportato che SpaceX, Palantir e Anduril Industries di Elon Musk erano i favoriti per vincere un contratto per la costruzione dello scudo di difesa missilistica detto Golden Dome voluto da Trump. Donaldo ha chiesto che l'America abbia un sistema di difesa a forma di cupola simile a quello della Cupola di Ferro israeliana. Anduril è stata fondata da Palmer Luckey con finanziamenti del CEO di Palantir, Peter Thiel.
E’ evidente che gli ultimi anni stiamo vedendo crescere il potere di uno Stato Tecnocratico con le Big Tech che accumulano ricchezze esorbitanti e dati di tutto il mondo.

Marcello Pamio, [14/12/25 23:11]
Peter Thiel e Alex Karp hanno fondato la società prima che diventassero membri del Comitato Direttivo dei Bilderberg. I due hanno lanciato Palantir con finanziamenti della In-Q-Tel, una società di venture capital della CIA. Lo scopo dell’intelligence era rilanciare il controverso programma post-11 settembre noto come TIA, Total Information Awareness, chiuso dopo l'indignazione pubblica e le preoccupazioni riguardo alla sorveglianza globale.
Da una parte abbiamo l’illusorio movimento MAGA, che in gran parte crede di essere la "resistenza" contro l'élite globalista satanista, e dall’altra l’amministrazione che riempie il suo gabinetto con membri e partecipanti della stessa cricca che finge di combattere. Sono segnali che Trump non sta combattendo il Deep State.
L'agenda promossa dai nuovi tecnocrati come Peter Thiel, Elon Musk, Alex Karp e dai loro amici alla Casa Bianca, non è America First, ma un'agenda tecnologica anti-umana, tecnocratica, che porterà alla fine della libertà umana se non resistiamo.
Come ha fatto ad accadere? Semplice: per troppo tempo il popolo bue ha riposto la propria fiducia in burattini politici e falsi eroi pilotati dal Sistema. Se l'umanità continuerà a lasciare la propria vita nelle mani di questi pazzi tecnocratici-sionisti, non ci sarà futuro per le prossime generazioni.

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Per quanto i nasoni siano sempre molto longevi, la certezza è che prima o poi anche loro se ne andranno all'inferno!
Oggi a 84 anni è toccato a Dick Cheney, uno dei più loschi e criminali uomini d'affari e politici degli Stati Uniti d'Amerika!
E' stato vicepresidente (sotto il coglione alcolizzato e cocainomane Giorgetto W. Bush) e uno dei fondatori del P.N.A.C., il Progetto per un Nuovo Secolo Americano (Project for a New American Century). Aveva addirittura partecipazioni in Vanguard Group…
Negli anni Novanta il PNAC produsse una relazione di 76 pagine dal titolo Rebuilding America's Defenses: Strategy, Forces and Resources for a New Century che richiedeva di intraprendere più teatri di guerra simultanei, l'assunzione di ruoli di polizia globali, e il controllo dello spazio e dell'informazione elettronica (cyberspace).
Gli USA dovevano aumentare le spese militari per conservare la leadership geopolitica amerikana nel ruolo di superpotenza mondiale.
La relazione inoltre riconosceva che "il processo di trasformazione sarà probabilmente lungo, in assenza di qualche evento catastrofico e catalizzante quale una nuova Pearl Harbor".
Gran colpo di culo, martedì 11 settembre 2001 è arrivata dal cielo proprio una nuova Pearl Harbor, il resto è una triste storia…
Cheney è stato CEO della Halliburton, la multinazionale con sede a Houston specializzata nello sfruttamento dei giacimenti petroliferi e gestisce anche una compagnia militare privata con interventi in conflitti in varie parti del mondo!
Ah ricordo che ogni tanto Dick partecipava pure agli incontri del Bohemian Club…
Addio Dick e salutami tanto i demoni!

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