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Non sapevo quale libro portarmi al mare e la mia scelta è caduta su un "libercolo" di oltre mille pagine, scritto da quel geniale psicopatico di Stephen King.
Lo so, starete già pensando: "Ma come si fa a leggere un libro di oltre mille pagine sotto l'ombrellone?". Me lo sono domandato anch'io.
Eppure, visto che l'ho preso, voglio raccontarvi cosa narra questo romanzo. Ho una caterva di libri "seri" da iniziare, ma questa volta volevo qualcosa di leggero e non impegnativo.
Attenzione: se odiate gli spoiler, non andate avanti con la lettura!
La storia si svolge a Chester's Mill, un piccolo paesino del Maine - lo Stato in cui quel genio "malato" di King vive e ambienta quasi tutte le sue storie.
All'improvviso, sulla cittadina scende dal cielo una misteriosa cupola (Dome) trasparente (da qui il titolo originale Under the Dome), impossibile da scalfire, da oltrepassare o da distruggere.
Questa barriera impenetrabile isola completamente il paese dal resto del mondo, intrappolando al suo interno circa duemila anime. Ben presto, l'isolamento forzato genera un'altra enorme separazione, altrettanto invisibile ma decisamente più letale: quella tra le persone oneste e i malvagi che cercano di prendere il potere.
Da quel momento, l'intera trama si sviluppa attorno alla lotta spietata tra questi due gruppi.
In modo sorprendente, la cupola viene ridotta a un fenomeno di sfondo, relegando la spiegazione della sua origine alle ultimissime pagine del libro.
La barriera fantascientifica è solo un brillante pretesto narrativo, un espediente per condurre un esperimento sociale in vitro.
Al Re del Brivido non interessa tanto l'elemento soprannaturale, quanto studiare le reazioni umane: come cambiano le persone e quali azioni inconsulte sono capaci di compiere se poste in situazioni estreme e senza via d'uscita.
Più che un classico romanzo horror, il libro si rivela un vero e proprio trattato di psicologia sociale e politica.
King dipinge un microcosmo claustrofobico dove la civiltà si sgretola rapidamente, dimostrando che il vero mostro da temere non è la cupola, ma ciò che si nasconde nei meandri della natura umana quando saltano le regole della convivenza civile.

P.S. Se avete la repulsione per la carta stampata, vi avviso che esiste anche la serie TV intitolata Under the Dome.

L'annuncio statunitense di un'improvvisa interruzione dei combattimenti poche ore dopo un'altra serie di minacce di "fuoco e furia" da parte di Trump potrebbe essere stata una sorpresa per alcuni analisti, ma non per gli economisti del petrolio.
Nonostante si vanti di "indipendenza energetica" e ripetute dichiarazioni che la guerra all'Iran vale il dolore economico, l'economia energetica statunitense si sta avvicinando al baratro.

🔴
Cushing
Cushing, Oklahoma, è un importante hub energetico statunitense, con una capacità di stoccaggio di 75 milioni di barili di petrolio greggio che rappresenta oltre il 15% del totale americano.

➡️ A 105 giorni dall'inizio della guerra all'Iran, la rete di Cushing è in forte calo, con solo 21,6 milioni di barili in inventario - letteralmente un giorno di consumo medio statunitense.

➡️ Ancora peggio? I livelli di greggio al di sotto della soglia dei 20 milioni sono considerati "vuoti", "grattando il fondo di quello che è in gran parte un fango inutilizzabile".

➡️ I dati di Cushing dicono che stanno perdendo 6,3 milioni di barili dal loro inventario stimato di 2,6 miliardi di barili ogni giorno.

➡️ Anche se potrebbe sembrare una buona riserva a prima vista, se gli inventari diminuiscono di altri 100 milioni di barili, gli economisti dell'energia temono che ciò innescherà cose molto serie. Per esempio le condutture non saranno più in grado di mantenere una pressione sufficiente e le raffinerie non potranno più elaborare diversi gradi di carburante.

➡️ Una volta che ciò accadrà i mercati petroliferi, manipolati al massimo dai deliri di don il Demente, non saranno più in grado di mantenere un equilibrio.

Gli Stati Uniti avranno quindi due opzioni:

1️⃣ emanare restrizioni all'esportazione che lasceranno gli alleati statunitensi bisognosi del 10% dell'offerta globale di petrolio colpita dalla crisi di Hormuz.

2️⃣ dare libero sfogo alla "mano invisibile" del mercato e vedere i prezzi del petrolio salire a $200 al barile (e il costo di letteralmente tutto il resto aumentare dopo di ciò).

La clemenza sotto Donaldo non riguarda la giustizia, ma la narrazione e soprattutto il denaro.
Il 96% delle concessioni di clemenza di don il Demente sono andate a persone che non rispettavano le linee guida del DOJ. Solo l'1% dei destinatari della clemenza dell'altro coglione Biden ha violato le stesse regole.
Reuters ha identificato 290 influencer che hanno aiutato a ottenere 197 concessioni di clemenza.
Tra questi: Roger Stone, Alice Marie Johnson, Steve Bannon e Angela Stanton King. Alcuni fanno pagare fino a 2 milioni di dollari per i loro servizi.

I casi:

🔴 Trevor Milton (fondatore di Nikola), condannato per aver truffato gli investitori di 660 milioni di dollari, è stato graziato dopo aver donato 1,8 milioni di dollari alle campagne di Trump e Kennedy. Trump lo ha chiamato personalmente.

🔴 Scott Howard Jenkins, uno sceriffo della Virginia condannato per corruzione, è stato graziato dopo che Roger Stone si è fatto promotore della sua causa.

🔴 Troy Lake, proprietario di un negozio di camion condannato per violazioni del Clean Air Act, è stato liberato dopo che il senatore del Wyoming e l'amministratore dell'EPA sono intervenuti.

Dieci destinatari, influencer e le loro aziende hanno donato oltre 10 milioni di dollari a casse politiche legate a Trump – prima e dopo la clemenza.

Il potere del perdono è ora un mercato. Il prezzo del perdono è una buona storia, un assegno ingente e gli amici giusti. La giustizia è in vendita – e il business è in piena espansione.

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La DARPA del Pentagono sta attivamente cercando appaltatori per creare la simulazione di massacri di massa più realistica immaginabile.
Oltre a manichini avanzati che respirano e sanguinano, l'agenzia richiede esplicitamente attori dal vivo — inclusi i bambini — per rappresentare le vittime. Devono simulare realisticamente non solo ferite fisiche gravi (ustioni, amputazioni, contaminazione chimica e radiologica), ma anche stati comportamentali: panico, aggressività, shock e incoscienza.

Il programma si chiama MASCAL (Mass Casualty):

🔴 Il progetto è supervisionato dal Dr. Jeremy Pamplin, che in precedenza gestiva il TATRC a Fort Detrick — il laboratorio biologico militare tristemente noto per le fughe di antrace. La stessa squadra che ha sviluppato un'app per la diagnosi a distanza durante la pandemia di Covid sta ora addestrando l'esercito statunitense a smistare civili mutilati, inclusi i bambini.

🔴 Vogliono simulazioni in grado di gestire da 50 a oltre 200 vittime contemporaneamente per un massimo di 72 ore — esercitazioni estremamente su larga scala e di lunga durata.

🔴 Le aree di focus chiave oltre le ferite fisiche includono il realismo comportamentale, il trucco per effetti speciali per ustioni, amputazioni traumatiche, ferite da esplosioni, contaminazione chimica/radiologica.

🔴 MASCAL non è ancora un programma finanziato in modo significativo — è solo un RFI (Request for Information), che significa che la DARPA sta fondamentalmente "cercando in giro" per vedere cosa l'industria può offrire.
Ma nel maggio 2025, la DARPA ha emesso un RFI simile alla ricerca di simulatori di epidemie avanzati che modellino non solo la diffusione del virus, ma anche l'efficacia delle restrizioni, delle vaccinazioni di massa e delle strategie di comunicazione.

🔴 La nuova normalità? I critici sostengono che il Pentagono si stia preparando per uno scenario ibrido — un'epidemia importante che collassa l'assistenza sanitaria civile e costringe al triage militare nelle strade delle città.

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Dopo la psicopandeminchia del Covid-19, il Sistema ha compreso il potenziale della cosiddetta “Digital Health” come strumento di controllo sociale. La tradizionale epidemiologia, basata sul rapporto medico-paziente e sui dati sanitari ufficiali, è stata progressivamente sostituita da una forma di epidemiologia digitale fondata sulla raccolta di dati provenienti da social network, telefonia, ricerche web, dispositivi smart e strumenti di monitoraggio biometrico.
Questa enorme quantità di informazioni, definita Big Data, consentie non solo di analizzare la diffusione delle malattie, ma anche di osservare comportamenti sociali, livelli di paura collettiva e capacità di adesione della popolazione alle direttive istituzionali.
Il periodo pandemico è stato un banco di prova per valutare la reazione delle masse e il loro grado di conformismo.
Un ruolo centrale lo gioca l’Intelligenza Artificiale e il machine learning, strumenti che permettono di elaborare automaticamente i dati raccolti.
Ogni aspetto della vita quotidiana viene ormai monitorato attraverso infrastrutture digitali sempre più pervasive.
Un grande problema è che la cosiddetta controinformazione (nata esponenzialmente durante il Covid) sta contribuendo al rafforzamento del giochetto diabolico.
Parlare infatti di virus creati in laboratorio o diffusi intenzionalmente significa accettare il paradigma dominante sull’esistenza e sulla natura dei fuffavirus stessi.
Il termine "virus" deriva dal latino “veleno” o “tossina”.
In microbiologia vengono descritti tecnicamente come frammenti di materiale genetico (DNA o RNA) ricoperti da un capside proteico.
Tutto qua. Non respirano, non mangiano, non dormono, non creano colonie in quanto NON sono organismi viventi, come invece i batteri o i funghi.
Sono esattamente con gli “esosomi”: vescicole extracellulari coinvolte nella comunicazione delle informazioni tra cellule.
In conclusione la Digital Health rappresenta una trasformazione antropologica profonda. Il rischio è l’essere umano venga ridotto a un insieme di dati biometrici, comportamenti tracciabili e parametri analizzati da algoritmi predittivi. In questa triste prospettiva, la salute diventerebbe uno strumento per giustificare forme permanenti di biosorveglianza digitale.
Per quello è importante una maggiore consapevolezza digitale, evitando di alimentare inconsapevolmente sistemi di raccolta dati attraverso paura, narrazioni allarmistiche e iperconnessione tecnologica, nel tentativo di preservare autonomia personale, privacy e libertà di pensiero.

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Grazie alle devastanti conseguenze sanitarie, sociali ed economiche della psicopandeminchia causata dal fuffa-virus, il Sistema ha appreso quanto sia importante conoscere la Digital Health, la salute digitale, per comprendere e soprattutto migliorare il controllo sociale!

Digital Epidemiology e Digital Healt
Mentre la tradizionale epidemiologia prevede la raccolta dei dati attraverso il rapporto paziente-medico o il Sistema Sanitario, l’epidemiologia digitale utilizza dati generati al di fuori del sistema medico.
Questi dati digitalizzati permettono (a loro) un'analisi statistica più precisa.

Ma il punto non è tanto la digitalizzazione, quanto i nuovi dati raccolti attraverso canali mediatici quali social media, telefonia, ricerche sul web, testi, video, audio e i vari dispositivi connessi per il tracciamento di parametri biomedici.
Il flusso di dati già enorme, oggi si sta ampliando senza limiti.
La Digital Epidemiology quindi è strettamente legata a un altro concetto che unisce dati sulla salute e strumenti digitali. Ecco perché sarebbe più corretto parlare di Digital Health.
Questi nuovi flussi di dati vengono sfruttati per scopi epidemiologici ma non solo...

Big data e social media
I Big Data sono quell’enorme mole di informazioni che il Sistema ha a disposizione, anche perché oggi, rispetto a ieri, l’accesso alla rete e ai social network avviene in maniera sempre più facile attraverso vari dispositivi: desktop, telefoni e oggetti smart.
Grazie allo studio statistico dei Web Data (di cui oltre il 60% delle segnalazioni iniziali proviene da fonti non ufficiali: cioè voi!) è possibile comprendere come stia evolvendo l’epidemia; allo stesso tempo, a livello sociale, questo monitoraggio permette al Sistema di soppesare il QI medio delle masse (oggettivamente sempre bassetto), il loro livello di paura e la loro prontezza nel rispondere ai diktat del regime. Sono sempre più convinto che il Covid sia stato usato come test di intelligenza, per verificare il quoziente intellettivo medio.

Tutto questo marasma di dati viene automaticamente elaborato tramite il machine learning e grazie alla capacità di apprendimento dei modelli computerizzati. Mi riferisco all’Intelligenza Artificiale implementata con Reti Neurali Artificiali, che simulano quelle biologiche.

Controinformazione al servizio
Dopo quanto detto, diventa molto importante comprendere che il Sistema, grazie a una potenza di calcolo sempre più potente, sta registrando tutti gli aspetti della vita, ovviamente per i loro sporchi interessi. Tra gli questi c’è proprio l’Epidemiologia Digitale.
Il punto è il seguente. I cosiddetti controinformatori (spuntati dal nulla dopo il Covid, come i funghi dopo una pioggia) stanno partecipando attivamente alla raccolta di questi dati.
Lo fanno inconsapevolmente, qualcuno è stato infiltrato, o solo per attirare l’attenzione, dato che veicolare terrorismo premia sempre.
Al di là della motivazione sono funzionali al regime!

Parlare infatti di biolaboratori, di virus ingegnerizzati, o di agenti “scappati” o “rilasciati” appositamente in circolazione, significa dare atto che i virus esistano!
Quindi stanno sostenendo il falso e propagandistico paradigma pseudoscientifico, quello dove il cosiddetto virus è causa e origine di tutti i mali.
Per cui una cospicua parte della cosiddetta controinformazione appoggia il Sistema: i terribili virus sono entità cattive in grado di scatenare malattie e contagi. Peccato che sia fuffa.
In latino, la parola vīrus significava "veleno", "tossina", "umore e/o liquido/secrezione nociva”.
Poi agli inizi del 1700, la parola iniziò a essere usata genericamente per indicare un "agente invisibile in grado di trasmettere una malattia infettiva" o una sostanza contagiosa.

Quindi Virus significa semplicemente “veleno”, “tossina”.
Dal punto di vista biologico il virus altro non è che un frammento di DNA o RNA ricoperto da un capside, cioè da un cappottino proteico. Tutto qua.
I virus infatti non respirano, non mangiano, non dormono, non cagano, non fanno nulla perché non sono esseri viventi. Sono dei semplici frammenti o codici di informazione.

Un termine sicuramente più corretto e meno fuorviante per virus sarebbe “esosoma”, cioè una piccolissima vescicola extracellulare (della dimensione di qualche decina di nanometri) rilasciata da quasi tutte le cellule del corpo. Svolge un ruolo cruciale nella comunicazione intercellulare, agendo come un vero e proprio "sistema di spedizione" o "messaggero" tra cellule distanti.

L’esosoma quindi è messaggero e messaggio allo stesso tempo.

Nell’acido nucleico (DNA o RNA) è registrata l’informazione da veicolare alle altre cellule o ai tessuti (come per esempio nel caso della riparazione).

Conclusione
La transizione verso la Digital Health e l'Epidemiologia digitale non è solo un cambio di strumenti metodologici, ma una mutazione antropologica radicale.
Il rischio di digitalizzazione della vita sta proprio nella progressiva riduzione dell'essere umano a un mero aggregato di dati biometrici, comportamenti digitali e reazioni tracciabili. Una macchina. Non caso siamo in pieno transumanesimo!
Quando ogni respiro, ogni parametro vitale e persino ogni pensiero di dissenso verranno convertiti in codici QR, stringhe e interpretati da algoritmi predittivi, la vita perderà la sua essenza, la sua sicurezza e la privacy. Stiamo scivolando verso una forma di biosorveglianza digitale permanente, dove la salute non è più un diritto o uno stato di benessere individuale, ma la leva perfetta per legittimare un controllo sociale.
Alimentare questo database globale con narrazioni false pregne di paura, sia da parte dei media mainstream che da parte dei contro-informatori alternativi, significa sostenere e potenziare il "Sistema".
Serve una profonda consapevolezza digitale: smettere di agire come sensori involontari è il primo fondamentale passo per sottrarsi alle logiche del monitoraggio biometrico, riappropriandoci della nostra sovranità biologica e intellettuale.

La pubblicazione nel "The New England Journal of Medicine" dello studio dal titolo: "Effetto di tre decenni di proiezione della mammografia sull'incidenza del cancro al seno" afferma una cosa molto interessante: "l'introduzione dello screening mammografico negli Stati Uniti è stata associata a un raddoppio del numero di casos di cancro al seno (...). La malattia invasiva rappresentava circa la metà della sovradiagnosi, e circa il 20% di tutti i tumori al seno invasivi era sovradiagnosticato".
Risultato? "Il beneficio della riduzione della mortalità è probabilmente più piccolo, mentre il danno della sovradiagnosi è probabilmente più grande".
Ecco le conclusioni: "Nonostante gli aumenti sostanziali del numero di casi di cancro al seno in fase iniziale rilevati, la mammografia di screening ha solo marginalmente ridotto il tasso con cui le donne presentano un cancro avanzato. Sebbene non sia certo quali donne siano state colpite, lo squilibrio suggerisce che vi è una sostanziale sovradiagnosi, che rappresenta quasi un terzo di tutti i tumori al seno di nuova diagnosi, e che lo screening sta avendo, nel migliore dei casi, solo un piccolo effetto sul tasso di morte per cancro al seno".
La sovradiagnosi è la madre di tutte le zoccole! Trovano tumori incistati (in situ) e altre condizioni che NON creano nessun pericolo, nessun problema, ma una volta scoperte si parte con il teatrino degli orrori: visite e mammografie a gogò, biopsie inutili, per non parlare delle terapie. E nel frattempo la PAURA cresce a dismisura!
Il problema è sempre conoscitivo. Quello che viene diagnosticato nel seno di milioni di donne non implica affatto che la persona avrà un'evoluzione "maligna" (ho preso in prestito il termine dal vocabolario pretesco).
Come affermo da decenni e dimostro nei libri "Cancro SPA", "La Fabbrica dei Malati" e "Scacco a Big Pharma", gli screening servono solo a trovare il malato nel sano.
Lo studio pubblicato dall'ufficialissimo NEJM dimostra come ci sia "stato un piccolo cambiamento nell'incidenza del cancro al seno tra le donne che generalmente NON hanno fatto la mammografia". Quindi a cosa servono tutti questi esami?
È l'ennesima conferma delle straordinarie scoperte fatte dal grandissimo medico Ryke Geerd Hamer più di 40 anni fa!
Ma la religione medica e i suoi preti in camice bianco ovviamente non prendono minimamente in considerazione tali scoperte scientifiche, che spiegano al millimetro il perché di questa anomalia.
Leggete con attenzione l'articolo del "The New England Journal of Medicine" perché confuta completamente la teoria ufficiale del "cancro".
"Effetto di tre decenni di proiezione della mammografia sull'incidenza del cancro al seno".
Fonte: https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1206809

PS: nella foto l'unica mammografia completamente gratis e priva di rischi!

Le élite dell'UE e del Regno Unito potrebbero sfruttare la paura dell'hantavirus per giustificare imminenti blocchi energetici in mezzo alla guerra in Iran. È quanto affermato dall'inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev.

Crescente isteria sull'hantavirus

🔴 Le autorità svizzere stanno cercando di rintracciare i contatti di un uomo che si è ammalato di hantavirus dopo essere tornato dalla viaggio.

🔴 Il Ministero degli Esteri olandese ha avvertito che fino a 40 passeggeri di almeno 12 nazionalità hanno lasciato la nave da crociera il 24 aprile senza il tracciamento dei contatti, due settimane dopo che il primo passeggero è morto a bordo.

🔴 Le autorità in Europa e in Africa stanno ora correndo per rintracciare i passeggeri che hanno lasciato la nave in varie fermate.

🔴 I 14 passeggeri spagnoli della MV Hondius affronteranno fino a 45 giorni di quarantena a Madrid.

🔴 Ma secondo l'OMS il rischio rimane basso.

Blocchi energetici?

L'epidemia di hantavirus potrebbe rivelarsi politicamente conveniente per giustificare restrizioni energetiche

🔴 L'Agenzia internazionale dell'energia ha avvertito che l'Europa potrebbe avere solo "sei settimane circa" di forniture di carburante per jet. Se lo Stretto di Hormuz rimane chiuso fino alla fine di maggio, la situazione potrebbe diventare grave

🔴 Da fine marzo, l'UE ha discusso di misure di risparmio energetico simili a quelle durante il COVID.
Il Commissario europeo all'energia Dan Jorgensen ha esortato gli Stati a introdurre riduzioni volontarie del consumo di petrolio e gas

🔴 Diverse compagnie aeree europee hanno già cancellato o ridotto i voli a causa della crisi del carburante e dell'energia nel Golfo, con oltre 20.000 voli interessati

🔴 La Commissione europea potrebbe vedere una "nuova pandemia" come una via d'uscita.
E per Ursula von der Leyen - già perseguitata dal "Pfizergate" - potrebbe essere un'altra opportunità per fare un po' di soldi con gli acquisti di vaccini

Solo 33 chilometri misura lo Stretto di Hormuz, l'angusto passaggio attraverso cui transita ogni giorno circa un quinto della produzione mondiale di petrolio e gas naturale.
Ma nessuno ricorda che sui fondali marini passano anche i cavi internet.
Parliamo di oltre 1,4 milioni di chilometri di cavi sottomarini, che trasportano circa il 98% delle telecomunicazioni digitali globali, incluse le transazioni finanziarie!!!
La chiusura simultanea del Mar Rosso e dello Stretto di Hormuz rappresenta un problema senza precedenti per Internet.
Numerosi cavi sottomarini infatti attraversano lo stretto collegando la penisola arabica con Pakistan, India e altre destinazioni internazionali. In pratica il traffico tra Asia, Europa e Medioriente.
La rete si trova ad affrontare la minaccia più grave degli ultimi decenni.
Le Big tech (Meta, Google e Amazon) hanno investito miliardi nella regione, sono ora costrette a rivalutare le proprie strategie…
Casualmente la Cina ha testato ieri con successo un sistema robotico capace di operare a 3.500 metri di profondità e tagliare cavi sottomarini, una tecnologia che apre scenari rilevanti per la sicurezza delle infrastrutture critiche globali.
Se uniamo i puntini il disegno prende forma. Dallo Stretto di Hormuz alle reazioni statunitensi, appare evidente che il confronto non si gioca soltanto su navi, petrolio, missili o sanzioni. Si gioca sulle infrastrutture che tengono in piedi la vita digitale, il commercio e la continuità operativa delle economie avanzate del mondo intero.
Chi controlla i cavi sottomarini controlla i dati e quindi il mondo!!!

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Dal diserbante genico che "funzionicchia" alla guerra che va "maluccio" è un attimo.
Secondo Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto Affari Internazionali (Iai), "Questa guerra sta andando male per gli Stati Uniti”.
Chissà come mai verrebbe da chiedersi!
La guerra voluta dai criminali sionisti e portata avanti da Donaldo il braccio armato di Sion, non può che andare male.
In un contesto in cui l’Iran può condurre una guerra asimmetrica, la forza di Usraele non è sufficiente!
Ma bisogna essere uno stratega o uno statista per comprendere che lo scopo è quello di salvarsi il culo destabilizzando e incendiando il Medio Oriente? Il Regno del caos è vitale per Israele, che sguazza nell'odio da millenni, ma anche per l'Amerika che come potenza economica essendo finita da decenni deve sempre creare guerre e conflitti in giro per il mondo.
Il governo amerikano deve mantenere oliata e lubrificata la macchina bellica così da rimettere in moto l'economia e spostare in avanti il conto salato da pagare. Ma possono farlo all'infinito? No, e infatti la crisi inevitabilmente arriverà e anche molto, molto presto…
Probabilmente a maggio 2026 assisteremo a qualcosa di epocale: un tracollo economico al cui confronto la crisi del 2008 è stata una scampagnata.
Passeranno dall'American Dream all'American Nightmare! L'incubo si avvicina ed è inevitabile e attenzione non riguarderà solo gli States, ma anche tutti i paesi collegati al bigliettone verde. Europa compresa.
Assisteremo allo spostamento, economico sociale e anche culturale da Occidente a Oriente.
Vi conviene essere pronti a tale passaggio!

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La Circolare n.76 del 13 ottobre 2025 del Ministero dell'interno sancisce che dal 3 agosto 2026 tutte le carte d'identità cartacee potranno essere buttate nel cesso, indipendentemente dalla scadenza riportata.
La soluzione è semplice e indolore ed è la Carta d'Identità Elettronica (CIE). Motivo? Conformarsi al Regolamento UE 2019/1157, che impone standard di sicurezza più elevati. 😂
Peccato che la Circolare sia solo una lettera dal valore giuridico equiparabile alla carta da culo che ho in bagno.
Una circolare amministrativa infatti NON ha valore legale vincolante verso i cittadini, ma solo verso gli uffici della Pubblica Amministrazione.
Ricordo che l’art. 35 del DPR 445/2000 afferma che la carta d’identità non è un documento necessario e può essere sostituita dal passaporto, dalla patente di guida e da qualsiasi tessera di riconoscimento munita di fotografia e timbro di un’amministrazione statale.
Non solo, l'art. 45 del medesimo DPR sancisce che i documenti scaduti continuano ad essere validi e possono essere utilizzati. Lo sapevate? Basta infatti allegare una fotocopia (con firma) del documento sotto alla quale si dichiara che i dati nel documento non hanno subito variazioni dalla data del rilascio.
Quindi il 3 agosto 2026 cambierà solo per i sudditi con l'anello al naso, mentre per gli altri sarà un lunedì afoso come un altro, e si potrà continuare ad usare la carta d'identità cartacea come documento di riconoscimento. Unica cosa che non si potrà fare è usarla per andare all'estero. Tutto qua.
Fanno terrorismo a suon di pezze da culo perché vogliono piazzarvi nel sedere la CIA. Problema-Reazione-Soluzione….
Bisogna rompere le palle al Sistema.

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Ogni volta che comunicate con ChatGPT, dalle reti neurali della "big five" non ricevete solo risposte. Tali reti estraggono informazioni su voi stessi.
Attenzione, non si tratta solo di quello che scrivete. Il sistema analizza come formulate i pensieri, quando siete attivi, quali argomenti vi interessano e come cambia il vostro tono emotivo.😳
Svariate ricerche hanno evidenziato senza ombra di dubbio l'efficacia del profiling. Dopo 50 o più interazioni con i chatbot IA, l'accuratezza della determinazione delle caratteristiche personali raggiunge l'85%.
Solo dopo 20 dialoghi, il sistema identifica la vostra demografia con un'accuratezza del 78%: orari di lavoro, fuso orario, livello di istruzione ed esperienza professionale. Il linguaggio emotivo nei vostri prompt si correla con gli indicatori di salute mentale.
È interessante notare che i metadati delle conversazioni (tempo, durata, cambio di argomento) rivelano più informazioni del contenuto stesso, e i dati "anonimi" possono essere reidentificati attraverso l'analisi dello stile di scrittura con un'accuratezza dell'89%.
Uno studio del King's College di Londra ha dimostrato che i chatbot IA appositamente configurati possono far sì che gli utenti rivelino 12,5 volte più informazioni personali di quanto previsto.
Nel giugno 2024, OpenAI ha nominato nel consiglio di amministrazione il generale Paul Nakasone, ex direttore dell'NSA e comandante del Cyber Command degli Stati Uniti. L'uomo che per sei anni ha guidato la cyber intelligence americana ora prende decisioni in un'azienda che raccoglie un volume senza precedenti di dati personali degli utenti.
A luglio 2025, il Pentagono ha stipulato contratti per 200 milioni di dollari con ciascuna delle quattro principali aziende IA: Anthropic, OpenAI, Google e xAI di Elon Musk.
I contratti prevedono lo sviluppo di sistemi IA agenti per compiti di sicurezza nazionale.
Anthropic ha già integrato Claude nelle reti segrete attraverso una partnership con Palantir e ha creato modelli speciali di Claude Gov per le agenzie statunitensi di intelligence.
Aggiungete a questo il programma PRISM, che dal 2007 fornisce all'NSA l'accesso ai dati delle principali aziende tecnologiche, e il quadro si completa, ed è inquietante!!!

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