La bellezza della Natura è che tutto è perfetto e tutto ha un senso, anche nella cosiddetta "malattia".
Il nostro corpo reagisce automaticamente e biologicamente quando un evento ci coglie impreparati. Nel corso dell'evoluzione la Natura segue un principio semplice e fondamentale: l'istinto di sopravvivenza (del singolo e della specie). Così facendo il cervello umano ha codificato programmi biologici (speciali e sensati) il cui scopo è salvarci la vita. Tali programmi, chiamati "malattie", sono parte integrante del corpo umano, immagazzinati nel DNA, e vengono attivati quando la Vita lo richiede. Quindi organi e apparati “si attivano” in risposta ad uno specifico evento, reale o percepito come tale!
Come ogni anno, sono sempre onorato e felice di presentare il corso (in presenza e anche online) sulle Leggi Biologiche! Stiamo parlando di conoscenze fondamentali per diventare Uomini liberi. Per quale motivo, infatti, l’uomo si ammala? Colpa del destino, della sfortuna o di una genetica difettosa, come afferma la medicina? E come mai si “ammala” proprio quell’organo e non un altro? Perché sul lato destro e non su quello sinistro del corpo? Queste domande verranno svelate grazie alle straordinarie conoscenze della Nuova Medicina e delle Leggi Biologiche. Se riconosciamo che Psiche, Cervello e Organo sono interconnessi e inseparabili, è evidente che quando ci “ammaliamo” stiamo vivendo qualcosa di preciso e non di casuale! Siamo di fronte a conoscenze magnifiche e affascinanti, che ci permettono di comprendere quello che stiamo vivendo con lo scopo di superare la paura e farci ritornare in equilibrio!
PROGRAMMA DEL CORSO:
LEZIONE 1: FOGLIETTI EMBRIONALI E LE 5 LEGGI BIOLOGICHE L’evento è neutro; vissuto-percepito-risentito; Paura; il ruolo dell’ipofisi; I 4 tessuti embrionali; I 4 cervelli; Le 5 Leggi biologiche, la DHS e la Curva bifasica…
LEZIONE 6: APPARATO OSTEO-ARTICOLARE Apparato osteo-articolare. Il senso biologico delle varie ossa, strutture, vertebre, tendini, legamenti e del sistema linfatico…
LEZIONE 7: APPARATO CARDIO-CIRCOLATORIO Sangue e circolazione. Il senso biologico di arterie (le coronarie con il conflitto di perdita di territorio), vene e le varie attivazioni…
Come mai sempre più persone sono allergiche? Qual è la causa? La medicina brancola nel buio più totale e definisce l’allergia come una reazione anomala del corpo verso determinate sostanze, dette allergeni. Ma non ne spiega il motivo. Perché, infatti, una persona reagisce a “qualcosa” con il muco, con il naso colante, con l'asma o con un rash cutaneo? Solo le conoscenze della Medicina Sagrada permettono di comprenderne il senso. L’intero processo allergico (come ogni cosiddetta “malattia”) è un’interazione tra psiche, cervello e organo. Analizziamo quali sono i sintomi tipici del raffreddore o di alcune reazioni allergiche: congestione nasale, naso che cola, lacrime, starnuti, sfoghi della pelle, mal di testa... La mucosa nasale è controllata da un relè cerebrale nel lobo frontale della corteccia. Ed è questa particolare zona del cervello che viene influenzata quando sperimentiamo un conflitto nel territorio o nelle relazioni, chiamato “conflitto di puzza” o di “pericolo”.“Questa cosa mi puzza!”, “questa situazione è pericolosa”... Tale specifico conflitto può essere vissuto in termini reali attraverso un odore, uno shock, un trauma oppure anche in senso figurato. Nel momento in cui si verifica un “conflitto”, la corteccia ordina l’ulcerazione della mucosa nasale. Il ripristino di questa perdita di tessuto provoca congestione nasale e spesso mal di testa, a causa dell'edema cerebrale nella zona colpita, che sta guarendo. Starnuti e naso che cola sono segnali che l'organismo è finalmente in grado di sbarazzarsi del residuo del processo di riparazione e, in senso figurato, di ciò che ha causato la "puzza" o il “pericolo”. A seconda dei tessuti coinvolti, il valore conflittuale varia, così come i sintomi. L’esempio della rinite allergica è illuminante. Per capire, va saputo che il cervello registra tutto quello che noi viviamo. Sempre. Quando sperimentiamo un conflitto inaspettato, la mente è in una situazione di grande ricettività e registra tutte le componenti che circondano il momento esatto del vissuto: odori, sapori, suoni, parole, oggetti o persone, e le memorizza. Questo è il “programmante” e tali “memorie” creano il cosiddetto “binario”. Se una persona è in un binario per aver vissuto prima qualcosa di importante, anche da piccola, quando entrerà in “contatto” con una sostanza e/o situazione registrata (un suono, un odore, una persona, ecc.), ci sarà il riavvio del conflitto, con tutti i sintomi corrispondenti alla situazione vissuta. A questo punto la medicina la chiamerà reazione allergica. Ma l’allergia è solo una recidiva o una ricaduta del conflitto primario! Qual è lo scopo, quindi, dell’allergia? È un sistema di allarme del corpo che ci avverte di una situazione pericolosa. Ci dice di fare attenzione! Qualsiasi cosiddetto “allergene” (polline, peli di animali, acari, polvere, graminacee, lattosio, ecc.) richiama o riattiva il programmante con il suo vissuto corrispondente. Ecco un paio di esempi. Un bambino corre felice in campagna ma cade in un buco nel terreno e si fa male, iniziando a piangere disperato (lacrime, muco nasale...). Il suo cervello, in quel momento preciso, registra tutto: l’odore dell'erba, il colore dei fiori, il polline, ecc. Lo shock fa registrare e fotografare al subconscio ogni sensazione, e tali immagini rimarranno impresse e associate allo shock. Da quel momento, il profumo dell'erba o la vista di quel tipo particolare di fiore sarà in grado di riportare il suo organismo a rivivere lo stesso shock vissuto a suo tempo, pur non essendoci le condizioni di sofferenza. Il bambino cresce ma, quando si trova in presenza dello scatenante (il polline, ecc.), manifesterà una rinite con starnuti e una copiosa secrezione dal naso, lacrime dagli occhi o un edema laringeo. In altre parole, l'odore dell'erba e/o la presenza di quella sostanza si trasformano in campanelli d'allarme per il cervello, che cercherà la protezione allontanandosi da essa per non subire uno shock. Il polline dei fiori e le molecole odorose dell'erba NON possono essere la causa tossica di una reazione allergica, ma sono gli attivatori di sensori che inducono la persona a fuggire di fronte al probabile pericolo. Un bambino tira la coda al gatto, il quale si gira e lo graffia sulla mano. Il piccolo inizia a urlare e a piangere copiosamente. Il suo cervello registra tutto, tra cui ovviamente i peli del micio. Da quel momento in poi, si programma l’allergia ai peli di un animale!La stessa cosa vale per le allergie alimentari. Se una persona è allergica a un determinato cibo (arachidi, uova, fragole, cioccolato, ecc.) significa che quello specifico alimento è stato mangiato nel momento preciso di un conflitto e il cervello ha registrato tutto, associando il vissuto all’alimento. Quando escludiamo dalla dieta una sostanza irritante, il problema non è quella sostanza, ma il binario corrispondente! Finché il conflitto non verrà risolto, l’"allergia stagionale" si ripeterà anno dopo anno, esattamente ogni volta in cui il cervello verrà a contatto con quell’allergene (il polline, per esempio). I binari andrebbero compresi, altrimenti le allergie ci accompagneranno per molto tempo…
Volete comprendere il senso delle malattie e le Leggi Biologiche? A ottobre ripartono le lezioni (in presenza e anche on-line) https://t.me/ScienzaArteSalute/248
I funghi sono creature misteriose. Spuntano all'improvviso, dal nulla, con le loro splendide forme e colori, e altrettanto rapidamente scompaiono. Per migliaia di anni le loro sorprendenti apparizioni e le enigmatiche sparizioni li hanno resi una sorta di frutti proibiti. Alcuni funghi sono in grado di ucciderci, altri possono guarirci, molti possono nutrirci e altri ancora possono stimolare un viaggio spirituale e un'elevazione della coscienza. Per essere precisi, i funghi sono i corpi fruttiferi di una rete quasi invisibile chiamata micelio: il tessuto cellulare che sta sotto la terra dove camminiamo. Il micelio è una specie di network di cellule fungine che permea tutti gli ambienti naturali. Ma è anche il fondamento della rete alimentare e ciò che tiene insieme tutta la vita. Queste immense reti sotterranee possono raggiungere dimensioni più grandi di qualsiasi altro organismo al mondo, arrivando a coprire anche migliaia di ettari. Sotto i nostri piedi esiste quindi una rete vibrante di filamenti lunghi migliaia di chilometri, quasi microscopici, che ricicla aria, suolo e acqua in un ciclo continuo di equilibrio e reintegrazione. Il solo motivo per cui possiamo camminare nei boschi è perché migliaia di specie fungine hanno decomposto tutti i detriti organici, riciclando il materiale morto e dando il via all'incessante rinnovamento dell’esistenza. Attualmente si contano almeno 3 milioni di specie di funghi che popolano la Terra, ma alcuni ricercatori ritengono possano esisterne altri 100 milioni ancora da scoprire. La capacità dei funghi di scomporre sostanze chimiche ed eliminare tossine è ampiamente nota e dimostrata. Sono in grado di assorbire, degradare o sequestrare i contaminanti che si sono accumulati o rilasciati nel suolo o nell'acqua. Ci riescono scomponendo gli idrocarburi complessi e le catene di molecole toxic in parti abbastanza piccole da consentire ad altri microrganismi di completare il lavoro, riportando così la vita in luoghi compromessi. Detto in altri termini, sono le pietre miliari di tutte le specie, il collante nei regni della Natura che includono insetti, piante e animali. Rendono i nutrienti biodisponibili per tutti gli altri organismi. Almeno il 70% dell’anidride carbonica presente sotto terra è costituita da funghi, sia vivi che morti. Quello che fa impazzire i botanici è che i funghi fanno parte di un regno a sé stante: sono più strettamente imparentati con noi di quanto lo siano con i vegetali. Organismi del tutto insoliti: il loro tessuto è più simile al tessuto animale che a quello vegetale, e anche il loro contenuto di nutrienti è più affine a quello degli animali che delle piante. Questo è il motivo per cui i funghi non sono né piante né animali, ma stanno nel mezzo a questi due estremi. Costituiscono un regno completamente separato. Sono composti principalmente da acqua e fibre, come le piante, e presentano organi riproduttivi come la frutta, ma in termini evolutivi occupano una posizione molto più vicina alla nostra. Come è stato detto, i funghi che vediamo spuntare dalla terra sono i corpi fruttiferi del micelio. Provate a immaginare l'intero organismo come un enorme albero di melo sotterraneo, mentre il fungo è la mela. Non avendo uno stomaco, si nutrono secernendo enzimi, come i nostri succhi gastrici, per scomporre il cibo fuori dai loro corpi. Noi esseri umani possiamo rilevare cinque principali sapori: dolce, salato, acido, amaro e umami. L’umami è anche il gusto che caratterizza proprio i funghi, a causa della presenza di tutti e nove gli aminoacidi essenziali per produrre proteine complete, non come quelle della carne, ma di migliore qualità. I funghi sono anche una fonte ottimale di vitamina D2. La loro storia si perde nella notte dei tempi. Alcune spore di funghi sono state trovate nei resti di una donna che morì circa 20.000 anni fa nell’attuale Spagna. In Egitto i funghi venivano chiamati “figli degli dei”. Nel corpo mummificato di Ötzi (l'uomo di ghiaccio), risalente a circa 3.300 anni prima di Cristo, sono stati trovati due tipi di funghi: il Piptoporus betulinus che cresce sulle betulle ed è tuttora utilizzato per combattere le infezioni e come coadiuvante nella digestione, e il fungo “esca del fuoco”, ben noto per le sue capacità di facilitare l'accensione del fuoco.
PS: il prossimo articolo sarà dedicato ai Funghi magici...
Gli scienziati hanno condotto un esperimento su 64.000 persone nate prima e dopo il periodo di razionamento dello zucchero nel Regno Unito durato fino al 1953. Risultato: un ridotto consumo di zuccheri durante la gravidanza e nei primi due anni di vita è associato a un minor rischio di sviluppare demenza in età avanzata (riduzione del 23%) e a un ritardo nella comparsa della malattia. Hanno come sempre scoperto l'acqua calda! È stato ampiamente dimostrato da decenni che l'alterazione del metabolismo influenza l'attività cerebrale. Questo è il motivo per cui a livello ufficiale il "morbo di Alzheimer" viene chiamato anche "Diabete-3" perché è caratterizzato da una resistenza insulinica cerebrale che porta un ipometabolismo glucidico, ossia a una ridotta capacità di utilizzare gli zuccheri per ottenere l'energia cellulare necessaria a svolgere le funzioni neuronali. Se i neuroni non sono in grado di usare adeguatamente il glucosio, invecchieranno e moriranno prima, e nel cervello si svilupperà una neuroinfiammazione che aprirà la strada alla neurodegenerazione... L'ipometabolismo glucidico è stato individuato in pressoché tutte le cosiddette problematiche neurologiche (epilessia, emicrania, depressione, alterazioni delle funzioni cognitive, malattie neurodegenerative, ecc.). Poiché il cervello usa molto bene anche chetoni e non diventa mai resistente ad essi, come avviene per il glucosio, la dieta chetogenica (eliminazione degli zuccheri) è un'ottima strategia di intervento per riattivare il metabolismo cerebrale!
I chetoni nello sviluppo del sistema nervoso I chetoni (molecole prodotte dal fegato a partire dai grassi quando il corpo ha a disposizione pochi zuccheri da bruciare) giocano un ruolo fondamentale nel normale neurosviluppo. I bambini - non a caso - hanno un elevato livello di grasso, che ha il ruolo di supportare la crescita del cervello che, nella prima fase della vita, è l'organo che utilizza la maggior parte dell'energia. Il bambino appena nato usa il 60% delle energie per nutrire il cervello, mentre l'adulto ne usa solo il 20%. Il cucciolo in particolare, ma anche nell'adulto, ha un'elevata efficienza nell'utilizzare i grassi, molto superiore rispetto ad altre specie animali ed è stata proprio questa caratteristica che ha permesso all'uomo di distinguersi da tutte le specie. Non è un caso che il latte materno sia un elemento fortemente chetogenico: si tratta di una strategia che sostiene lo sviluppo cerebrale. Ma l'importanza di chetoni nel cervello in fase di sviluppo va oltre il ruolo bioenergetico. I chetoni servono come fonte primaria per la sintesi dei grassi, sia saturi sia monoinsaturi, e del colesterolo, nei momenti di rapida crescita del cervello. Un eccessivo consumo di zuccheri e carboidrati, e la presenza di stati infiammatorie, portano sviluppo di insulino-resistenza e conseguente ipometabolismo glucidico che si ripercuote su tutti gli organi tra cui anche il cervello. Il deficit energetico cerebrale, o ipo-metabolismo glucidico, è una caratteristica che si osserva nella neurodegenerazione. La neuroinfiammazione, ossia l'infiammazione che si insinua nel cervello, e l'ipometabolismo glucidico sono due facce della stessa medaglia e contribuiscono al rischio di sviluppare problemi neurologici molto seri. Avete capito perché bisogna ridurre drasticamente sia gli zuccheri che i carboidrati dalla dieta? Potreste diventare come Bassetti o Burioni...
Para Sin: come purificare il microbiota e ritrovare la leggerezza estiva contrastando le disbiosi e i processi fermentativi. Foto Durante la stagione estiva, l'apparato gastrointestinale subisce forti squilibri legati all'aumento delle temperature, all'alto tasso di umidità, alla disidratazione e ai frequenti cambiamenti delle abitudini alimentari, spesso tipici delle vacanze. Il caldo intenso altera la flora batterica e accelera i processi fermentativi intestinali, scatenando disturbi fastidiosi come gonfiore addominale, meteorismo e una costante sensazione di pesantezza. A questo si aggiunge l'aumento della sudorazione: quando l'organismo va incontro a disidratazione, il corpo richiama liquidi dai tessuti per preservare il volume del sangue. Di conseguenza, l'intestino è uno dei primi organi a risentirne, manifestando rallentamenti del transito, stitichezza o, al contrario, episodi di irritabilità. In queste situazioni, un supporto mirato ed efficace arriva da Para Sin, l'integratore naturale che sfrutta l'azione sinergica di estratti vegetali accuratamente selezionati per ripristinare il benessere intestinale e contrastare la proliferazione di agenti patogeni: Tabebuia, Limone, Menta, Chiodi di Garofano, Timo, Cannella, Semi di Pompelmo, Pepe nero, Fieno Greco e Aglio.
- Tabebuia: rinforza le difese ed è molto utile in caso di Candida. Ha anche un’azione antinfiammatoria e gastroprotettiva e riduce le lesioni gastriche.
- Limone: ha un’azione disinfettante a livello intestinale.
- Menta: la sua azione antisettica e antinfiammatoria sono note da sempre. Favorisce la digestione e contrasta le fermentazioni intestinali.
- Chiodi di garofano: hanno un’azione digestiva e antisettica. Aiutano a ridurre i gas intestinali e a migliorare la digestione.
- Timo: è un potentissimo antisettico, antibatterico, antispasmodico, antifungino e antielmintico (parassiti).
- Cannella: ha una funzione digestiva e antisettica e antiparassitaria ad ampio spettro. Pepe nero: rende l’intestino inospitale ai parassiti. Favorisce la digestione, contrasta il gas intestinale e la diarrea.
- Fieno Greco è un ottimo tonificante e ricostituente.
- Semi di pompelmo: ampiamente noti per la loro azione ad ampio spettro su protozoi, funghi e parassiti.
- Aglio: possiede un'azione antiparassitaria (ascaridi, ossiuri, tenia), ed è un ottimo antifermentativo naturale.
Un alleato completo e perfetto per vivere l'estate in leggerezza e proteggere il tuo microbiota.
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Ragazzi è arrivato il momento di stappare il prosecco bio per brindare. Il motivo? Nel mondo si vive di più! In poco più di trent'anni, tra il 1990 e il 2023, l'aspettativa di vita globale alla nascita è aumentata da 64,6 anni a 73,8 anni. Evviva. Finalmente un dato positivo! 🍾 Eh già, poco importa se sono aumentati gli anni in cattiva salute. La media statistica dice che si vive di più. Punto e non rompete il c..... Secondo un recente studio pubblicato su The Lancet Public Health, siamo passati in una sola generazione, da 8,8 anni in cattiva salute nel 1990 a 10,7 nel 2023. A livello globale, nel 2023, le persone hanno trascorso in media il 14,5% della loro vita in cattive condizioni di salute, rispetto al 13,6% del 1990. La classica pigna in culo con l'abbonamento a Focus direbbe che "l'aumento è miserrimo". Attenzione perché la vita demmerda non riguarda solo gli ultimi anni, ma praticamente tutta la vita adulta! Il tutto per le polluzioni di Big Pharma. Il cliente perfetto non è quello che guarisce e nemmeno quello che muore subito; il cliente perfetto è quello che resta vivo, ma perennemente malato. Grazie ai progressi nella sopravvivenza, le persone trascorrono sì più anni, ma convivendo con patologie croniche, dolori sistemici, ansia da prestazione biologica e disabilità. Siamo diventati bravissimi a non morire, ma abbiamo dimenticato come si fa a stare bene. Ci hanno venduto la longevità come un premio, ma sembra più una condanna a pagare l'affitto e le tasse un po' più a lungo. Possiamo chiamarla vita, questa? È vita un'esistenza passata a collezionare esenzioni ticket e a fare la fila in farmacia? Personalmente non guardo minimamente alla quantità, ma alla qualità della Vita! Domani preferisco un giorno da leone, o anche solo da persona sana e lucida, piuttosto che dieci anni da vegetale mantenuto in vita artificialmente per far quadrare i bilanci delle multinazionali del farmaco.
Per i latini la parola "malattia" deriva dall'unione della radice mal- (da malus, ovvero "cattivo" o "fatto male") e del suffisso -attia (utilizzato per indicare una condizione o uno stato). Letteralmente, questa etimologia descrive la malattia come uno "stato cattivo". Da qui nasce il legame con il termine "malato", che deriva dal latino tardo malatus, contrazione della formula classica male habitus, cioè "che si trova in cattive condizioni". In latino esiste anche una celebre omofonia (parole scritte allo stesso modo): mălus significa "cattivo", e Mālus (con la a lunga) è l’"albero del melo", il cui frutto è mālum, la mela appunto. A causa di questa somiglianza, nella tradizione cristiana il "frutto proibito" dell'Eden è stato identificato e raffigurato come una mela. I traduttori medievali hanno giocato magari sul fatto che il frutto del male (malum) fosse proprio la mela (malum). Sarà una forzatura linguistica, ma per la cultura cattolica il frutto del peccato - la mela - condivide la stessa identica radice (malus) da cui derivano le parole "male" e, di conseguenza, "malattia". La malattia quindi entra nel mondo solo dopo il peccato originale. Prima della caduta di Adamo ed Eva, il corpo umano era perfetto e incorruttibile. Quindi, teologicamente è l'ombra del peccato che si manifesta sulla carne. Per millenni infatti la malattia è stata considerata la conseguenza diretta, la punizione visibile di un peccato. Tralasciando Ippocrate e Galeno per trovare una svolta dobbiamo saltare dal V secolo a.C. al 1554. In quell’anno, il medico francese Jean Fernel (1497-1558) pubblicò Universa Medicina, introducendo per la prima volta una suddivisione basata sugli organi colpiti (come le 'malattie del fegato' o del 'cuore') e fondando, di fatto, la moderna fisiologia. Fu proprio in questo periodo che in Europa iniziò a diffondersi la pratica della medicina sintomatica.
Come spiega il grande dottor Ryke Geerd Hamer (1935-2017) nella sua “Presentazione della Nuova Medicina Germanica”, tra il XV e il XVI secolo la santissima Inquisizione esercitava ancora una forte influenza, al punto da portare a una divisione dogmatica di ogni fenomeno in ‘benigno’ e ‘maligno’.
“Il cancro era maligno; microbi, febbre, astenia, tutti i cosiddetti ‘sintomi di malattia’ erano maligni e dovevano essere estirpati come qualcosa di peccaminoso. Siccome nessuno sapeva l’eziologia delle ‘malattie’, quindi non conoscendo una terapia causale, sono nate circa 1000 terapie alternative. E quando poi Madre Natura riusciva comunque a portare a buon fine la guarigione, malgrado i nostri tentativi insensati di pseudo-terapie, allora le abbiamo annoverate nei nostri ‘successi’”.
La principale implicazione di questa visione deleteria è la terapia intesa come “guerra” al sintomo: un approccio belligerante, per non dire guerrafondaio, il cui scopo è la totale distruzione dei segnali inviati dal corpo. A questo si affianca la sistematica soppressione della sintomatologia, una pratica che impedisce non solo l’ascolto del paziente, ma blocca anche la risposta fisiologica. Un esempio su tutti è la febbre. Meccanismo biologico perfetto, attivato dall’organismo per accelerare i processi di riparazione e guarigione, che tuttavia viene visto dai medici come una malattia da spegnere a botte di Tachipirina®.
SOSTIENI L'INFORMAZIONELIBERA GRAZIE!!! La mia missione di controinformazione è iniziata nel lontano 1998 con la creazione del Gruppo Italiano Contro l'Informazione Scorretta (GICIS) che divenne nel 1999 il sito www.disinformazione.it. Da oltre 28 anni cerco di veicolare quelle informazioni che il regime e il mainstream censurano. Se reputi utile e meritevole il mio lavoro, puoi aiutare a sostenerlo con un piccolo (o enorme) contributo, anche in Satoshi! Ti ricordo che l'alternativa sono i me(R)dia mainstream! Quindi vedi te. GRAZIEEEE!!!
Secondo Kathleen Alexander, CEO di Savor, la startup sostenuta e finanziata da Kill Bill Gates, sostituire il burro con una sbobba sintetica creata in laboratorio ridurrebbe l'utilizzo di terreni agricoli e le emissioni di gas serra associate alla produzione alimentare. Il loro nobile scopo è salvare il pianeta dai mali dell'agricoltura 😂😂😂 Questi demoni, con la scusa del Green, vogliono invece debilitare le facoltà cognitive – già assai precarie – della popolazione ignavia. Facendo sparire i grassi utilissimi per l'organismo, in primis per il cervello, lo scopo è chiarissimo. Volete vedere cosa contiene il pericolosissimo burro?
📌 Acido Butirrico: acido grasso a catena corta riduce l'infiammazione. Supporta l'asse intestino-cervello favorendo la salute del microbiota intestinale, un fattore direttamente correlato alle funzioni cognitive.
📌 Trigliceridi a Catena Media (MCT): questi grassi vengono assimilati rapidamente dal fegato e convertiti in chetoni, offrendo una fonte di energia immediata e pulita per il cervello e i neuroni.
📌Colesterolo: è un elemento strutturale essenziale per molti organi tra cui il cervello. Controlla la fluidità delle membrane delle cellule nervose ed è fondamentale per la formazione della guaina mielinica, che permette la trasmissione dei segnali elettrici. E' il precursore degli ormoni sessuali, quali: testosterone, cortisolo, aldosterone, DHEA, estradiolo e progesterone. E senza il colesterolo non si produce la Vitamina D!
📌Acido Linoleico Coniugato (CLA): acido grasso polinsaturo possiede spiccate proprietà antiossidanti e neuroprotettive.
📌Acidi Grassi Saturi Strutturali: come l'acido palmitico e lo stearico, servono come componenti strutturali per le membrane cellulari dei neuroni e supportano la sintesi di ormoni necessari alla memoria.
Ora forse è più chiaro il motivo per cui vogliono mettere al bando il burro. L'ambiente non c'entra una beata fava, è la scusa per gli utili eco-idioti. In tutti questi anni ho sempre fatto il contrario di quello che dicevano i camici bianchi, e mi è andata sempre bene. Come si dice: squadra che vince non si cambia. Per cui, più il sistema si accanisce contro qualcosa, e più quella cosa mi attrae. Morirò sicuramente con la mia prostata integra e pregno zeppo di grassi saturi! 😂😂😂
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Il sangue non è un liquido, ma un vero e proprio tessuto colloidale costituito da componenti cellulari in sospensione nel plasma. "Blut ist ein ganz besondrer Saft" è la celebre battuta che Johann Wolfgang von Goethe fa dire a Mefistofele nel suo capolavoro Faust. "Il sangue è un succo molto peculiare" è la traduzione letterale, resa famosa dal filosofo, pedagogista e scienziato austriaco Rudolf Steiner. Il sangue circola in vortici spiraliformi all'interno dei vasi, trasportando ossigeno e nutrienti, per poi rimuovere tossine e anidride carbonica. Le sue funzioni: respirazione (porta l'ossigeno dentro le cellule e l'anidride carbonica fuori da esse), nutrizione (trasporta i nutrienti), regolazione (veicola gli ormoni), difesa (tramite i globuli bianchi), termoregolazione ed escrezione (trasporta i rifiuti metabolici affinché siano filtrati ed eliminati). A livello biologico, il sangue si relaziona con la famiglia, con il clan. Qualsiasi sua alterazione rappresenta, in chiave analogica, una "svalutazione" in seno alla famiglia. Quindi le cosiddette "malattie" del sangue (anemia, leucemia, ecc.) rimandano a una svalutazione che stiamo vivendo dentro casa o nel contesto lavorativo. Alla luce di tutto ciò, mantenere una corretta e sana circolazione sanguigna risulta vitale.
Cosa fare per il sangue e la circolazione 👉 Esporsi al sole potrà sembrare ridicolo, ma la prima cosa da fare per migliorare la circolazione sanguigna è esporsi alla luce solare. La luce rossa migliora il flusso ematico, e lo spettro del "vicino infrarosso" ottimizza la circolazione. Il Sole emana queste frequenze specifiche all’alba, al tramonto, ma anche a mezzogiorno. Impariamo quindi a esporre il corpo durante tutto l'anno. 👉 Il movimento corporeo quotidiano è il più potente attivatore del benessere circolatorio. Il sangue arterioso ricco di ossigeno va verso la periferia, ma il ritorno del sangue venoso (carico di scorie) va verso l'alto e deve vincere la gravità. Camminare o correre permette una contrazione muscolare che schiaccia le vene profonde, spingendo il sangue in su. L'allenamento costante stimola la creazione di nuove reti di vasi sanguigni (angiogenesi), e il sangue scorrendo più velocemente sfrega (shear stress) sulle pareti interne spingendo l'endotelio a produrre Ossido Nitrico, un potente vasodilatatore naturale. 👉 L’aceto di mele, assunto prima dei pasti, supporta l'equilibrio glicemico e favorisce una migliore fluidità e circolazione sanguigna. 👉 Bere acqua a sufficienza mantiene il corretto volume del plasma e impedisce alla fibrina (proteina prodotta dal fegato) di addensare eccessivamente il sangue, riducendo la viscosità e migliorando lo scorrimento nei vasi. 👉 Quello che mangiano gioca un ruolo diretto e immediato in quanto si riversa nel flusso ematico, modificandone la biochimica nel giro di pochi minuti. I veri nemici sono i carboidrati raffinati, i picchi glicemici (che creano la "glicazione" delle proteine del sangue e irrigidiscono i vasi) e l'eccesso di fruttosio che fa aumentare i trigliceridi nel fegato rendendolo vischioso e pro-trombotico. 👉 I rimedi della Natura. Sempre più studi scientifici confermano come l'enzima Nattokinasi sia in grado di supportare la scissione dei micro-coaguli e dei filamenti amiloidi. Questo enzima rappresenta un reale supporto per la salute cardiovascolare, poiché favorisce la naturale fluidificazione del sangue attraverso un'azione fibrinolitica e anti-trombotica. Proprio per questo è nato l'integratore Circolaflu, formulato con: 🔹 Ginkgo Biloba: favorisce la fluidità del sangue e ottimizza la circolazione. 🔹 Nattokinasi: svolge un'attività fibrinolitica, contrastando i coaguli e proteggendo le arterie. 🔹 Centella: rinforza le pareti dei vasi e sostiene il benessere del microcircolo.
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La malattia di Alzheimer rappresenta la forma più comune di demenza (60-70% di tutti i casi globali). Nel mondo si stimano circa 55 milioni di persone affette da demenza, di cui oltre 35 milioni da Alzheimer. Secondo le previsioni più rosee, tale numero è destinato a triplicare, superando i 140 milioni entro il 2050. Oggi viene diagnosticato un nuovo caso di demenza ogni 3 secondi.
Epidemiologia L'andamento della patologia varia sensibilmente in base ad alcune variabili chiave: 📍 Età: è il fattore di rischio principale. La prevalenza è inferiore al 2% prima dei 65 anni, ma sale al 5% tra i 65 e i 74 anni, al 13% tra i 75 e gli 84 anni, e colpisce il 33% degli over 85. 📍Sesso: le donne sono colpite quasi il doppio rispetto agli uomini (dato che ci devono sopportare😂), sia per la maggiore aspettativa di vita, sia per altri fattori biologici.
Distribuzione geografica Un aspetto estremamente interessante è che l'Alzheimer risulta più diffuso nei paesi ad alto reddito, come quelli dell'Europa e gli Stati Uniti. Il confronto dell'incidenza e della prevalenza della demenza evidenzia profonde differenze geografiche: l'Europa registra i tassi più alti al mondo, seguita dalle Americhe, mentre l'Africa mostra i valori più bassi. Nello specifico, per tasso di incidenza annuale si intendono i nuovi casi rilevati ogni 100.000 abitanti:
📍Europa: 188 📍America: 130 📍Asia: 106 📍Africa: 40
Inquinamento ambientale Esiste un nesso concreto e scientificamente provato tra l'aumento dell'inquinamento ambientale (chimico ed elettromagnetico) e l'incremento del tasso di incidenza annuale dell'Alzheimer e delle demenze in generale. Il senso biologico di questo legame verrà trattato più avanti in un articolo dedicato. Grandi studi epidemiologici condotti a livello globale confermano che l'esposizione prolungata alle tossine ambientali (metalli tossici quali piombo, mercurio, alluminio, cadmio e arsenico) accelera la comparsa di nuovi casi di declino cognitivo.
Costi enormi Stiamo parlando di una patologia che rappresenta la seconda causa di morte nei paesi industrializzati, con costi economici faraonici: oltre 1.300 miliardi di dollari ogni singolo anno. Per la gioia dei soliti noti. Negli ultimi anni, infatti, l'approvazione dei farmaci biologici a base di anticorpi monoclonali (che cercano di rimuovere la proteina beta-amiloide dal cervello) ha aperto una nuova era commerciale miliardaria per Big Pharma. Si tratta di trattamenti dai costi altissimi, compresi tra i 26.000 e i 32.000 dollari all'anno per singolo paziente. Questo genera un enorme interesse economico nel far approvare tali porcherie chimiche, garantendo ricavi fantamiliardari. Nessuno ha l'interesse a curare realmente la demenza, ma solo a gestirla con i farmaci.
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Il colesterolo è fondamentale per l’organismo umano: senza di esso non ci sarebbe la vita. Questa molecola lipidica infatti non è quel fattore di rischio cardiovascolare tanto esecrato dagli ignoranti in camice bianco, ma un elemento strutturale, protettivo e funzionale insostituibile per la sopravvivenza delle cellule e del cervello. In un uomo adulto (70 kg) il contenuto totale di colesterolo è di circa 140-150 grammi. Questa quota però non è distribuita in modo uniforme, ma si concentra nei tessuti a seconda della densità delle loro membrane cellulari e delle loro funzioni metaboliche.
🔹 Sistema nervoso centrale e cervello (25%): è il distretto con la più alta densità. Da solo, il cervello contiene circa 30 gr di colesterolo, immagazzinato principalmente nella mielina (la guaina isolante dei neuroni) 🔹 Tessuto muscolare scheletrico (20%): i muscoli rappresentano una percentuale elevata del colesterolo totale (circa 30 gr) a causa della grande massa complessiva che occupano nel corpo umano. 🔹 Pelle e tessuto connettivo (20%): Nella pelle (7-deidrocolesterolo) è essenziale per l'impermeabilizzazione della cute e per la sintesi della vitamina D. 🔹 Tessuto adiposo (10%): il grasso corporeo funge da deposito secondario per il colesterolo. 🔹 Sangue e plasma (7%): nel circolo ematico viaggiano circa 8-10 grammi di colesterolo totale, trasportati dalle lipoproteine LDL e HDL. 🔹 Fegato (6%): nonostante la ghiandola sia centrale nella sua produzione, la quota fisicamente stoccata al suo interno è molto bassa (circa 5-8 gr). 🔹 Tratto gastrointestinale (4%): il colesterolo è presente nelle membrane delle cellule epiteliali dell'intestino.
Il colesterolo rende stabili (fluide e permeabili) le membrane cellulari, è il componente principale della mielina (la guaina protettiva che riveste le fibre nervose) e senza di esso il cervello non potrebbe trasmettere i segnali elettrici in modo rapido ed efficiente. Oltre ad essere il precursore degli ormoni sessuali (cortisolo, testosterone, aldosterone, progesterone, ecc.), è fondamentale per la sintesi della vitamina D. Sto dicendo che il corpo umano, senza colesterolo non può produrre l'importante vitamina. La sintesi avviene principalmente nella pelle attraverso l'esposizione ai raggi solari, seguendo una precisa catena biologica.
La trasformazione si sviluppa in tre passaggi chiave: 🌞 Il fegato produce una forma modificata di colesterolo chiamata 7-deidrocolesterolo, che viene trasportata e accumulata nelle cellule dell'epidermide. 🌞 Quando i raggi ultravioletti B (UVB) colpiscono la pelle, rompono la struttura chimica del 7-deidrocolesterolo, trasformandolo in pre-vitamina D3 (colecalciferolo). 🌞 Il calore corporeo converte spontaneamente la pre-vitamina D3 in vitamina D3. Questa entra nel sangue e viene attivata prima dal fegato e poi dai reni per diventare l'ormone biologicamente attivo (calcitriolo).
Oltre alla produzione, esiste una stretta correlazione tra i livelli di queste due sostanze nel sangue, poiché condividono la stessa via biochimica, un'alterazione nella sintesi del colesterolo può influenzare direttamente la disponibilità di vitamina D. I pericolosissimi farmaci per il colesterolo alto (statine) bloccano l'enzima HMG-CoA reduttasi che riduce la produzione di colesterolo e, di conseguenza, può ridurre anche i livelli di 7-deidrocolesterolo cutaneo e di vitamina D. Paradossalmente corretti livelli di vitamina D, aiutano a regolare il metabolismo lipidico, contribuendo a mantenere in equilibrio i livelli di colesterolo LDL e HDL. Riuscite finalmente a capire perché Big Pharma vuole rifilare ad ogni costo al bipede ebete le statine come fossero caramelle? Se non vi svegliate quanto prima, sarete dei dementi (vedi il precedente articolo sull’Alzheimer) con la vitamina D bassa.
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