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La malattia di Alzheimer rappresenta la forma più comune di demenza (60-70% di tutti i casi globali).
Nel mondo si stimano circa 55 milioni di persone affette da demenza, di cui oltre 35 milioni da Alzheimer. Secondo le previsioni più rosee, tale numero è destinato a triplicare, superando i 140 milioni entro il 2050.
Oggi viene diagnosticato un nuovo caso di demenza ogni 3 secondi.

Epidemiologia
L'andamento della patologia varia sensibilmente in base ad alcune variabili chiave:
📍 Età: è il fattore di rischio principale. La prevalenza è inferiore al 2% prima dei 65 anni, ma sale al 5% tra i 65 e i 74 anni, al 13% tra i 75 e gli 84 anni, e colpisce il 33% degli over 85.
📍Sesso: le donne sono colpite quasi il doppio rispetto agli uomini (dato che ci devono sopportare😂), sia per la maggiore aspettativa di vita, sia per altri fattori biologici.

Distribuzione geografica
Un aspetto estremamente interessante è che l'Alzheimer risulta più diffuso nei paesi ad alto reddito, come quelli dell'Europa e gli Stati Uniti.
Il confronto dell'incidenza e della prevalenza della demenza evidenzia profonde differenze geografiche: l'Europa registra i tassi più alti al mondo, seguita dalle Americhe, mentre l'Africa mostra i valori più bassi.
Nello specifico, per tasso di incidenza annuale si intendono i nuovi casi rilevati ogni 100.000 abitanti:

📍Europa: 188
📍America: 130
📍Asia: 106
📍Africa: 40

Inquinamento ambientale
Esiste un nesso concreto e scientificamente provato tra l'aumento dell'inquinamento ambientale (chimico ed elettromagnetico) e l'incremento del tasso di incidenza annuale dell'Alzheimer e delle demenze in generale.
Il senso biologico di questo legame verrà trattato più avanti in un articolo dedicato.
Grandi studi epidemiologici condotti a livello globale confermano che l'esposizione prolungata alle tossine ambientali (metalli tossici quali piombo, mercurio, alluminio, cadmio e arsenico) accelera la comparsa di nuovi casi di declino cognitivo.

Costi enormi
Stiamo parlando di una patologia che rappresenta la seconda causa di morte nei paesi industrializzati, con costi economici faraonici: oltre 1.300 miliardi di dollari ogni singolo anno. Per la gioia dei soliti noti.
Negli ultimi anni, infatti, l'approvazione dei farmaci biologici a base di anticorpi monoclonali (che cercano di rimuovere la proteina beta-amiloide dal cervello) ha aperto una nuova era commerciale miliardaria per Big Pharma.
Si tratta di trattamenti dai costi altissimi, compresi tra i 26.000 e i 32.000 dollari all'anno per singolo paziente.
Questo genera un enorme interesse economico nel far approvare tali porcherie chimiche, garantendo ricavi fantamiliardari.
Nessuno ha l'interesse a curare realmente la demenza, ma solo a gestirla con i farmaci.

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Il colesterolo è fondamentale per l’organismo umano: senza di esso non ci sarebbe la vita.
Questa molecola lipidica infatti non è quel fattore di rischio cardiovascolare tanto esecrato dagli ignoranti in camice bianco, ma un elemento strutturale, protettivo e funzionale insostituibile per la sopravvivenza delle cellule e del cervello.
In un uomo adulto (70 kg) il contenuto totale di colesterolo è di circa 140-150 grammi. Questa quota però non è distribuita in modo uniforme, ma si concentra nei tessuti a seconda della densità delle loro membrane cellulari e delle loro funzioni metaboliche.

🔹 Sistema nervoso centrale e cervello (25%): è il distretto con la più alta densità. Da solo, il cervello contiene circa 30 gr di colesterolo, immagazzinato principalmente nella mielina (la guaina isolante dei neuroni)
🔹 Tessuto muscolare scheletrico (20%): i muscoli rappresentano una percentuale elevata del colesterolo totale (circa 30 gr) a causa della grande massa complessiva che occupano nel corpo umano.
🔹 Pelle e tessuto connettivo (20%): Nella pelle (7-deidrocolesterolo) è essenziale per l'impermeabilizzazione della cute e per la sintesi della vitamina D.
🔹 Tessuto adiposo (10%): il grasso corporeo funge da deposito secondario per il colesterolo.
🔹 Sangue e plasma (7%): nel circolo ematico viaggiano circa 8-10 grammi di colesterolo totale, trasportati dalle lipoproteine LDL e HDL.
🔹 Fegato (6%): nonostante la ghiandola sia centrale nella sua produzione, la quota fisicamente stoccata al suo interno è molto bassa (circa 5-8 gr).
🔹 Tratto gastrointestinale (4%): il colesterolo è presente nelle membrane delle cellule epiteliali dell'intestino.

Il colesterolo rende stabili (fluide e permeabili) le membrane cellulari, è il componente principale della mielina (la guaina protettiva che riveste le fibre nervose) e senza di esso il cervello non potrebbe trasmettere i segnali elettrici in modo rapido ed efficiente.
Oltre ad essere il precursore degli ormoni sessuali (cortisolo, testosterone, aldosterone, progesterone, ecc.), è fondamentale per la sintesi della vitamina D.
Sto dicendo che il corpo umano, senza colesterolo non può produrre l'importante vitamina.
La sintesi avviene principalmente nella pelle attraverso l'esposizione ai raggi solari, seguendo una precisa catena biologica.

La trasformazione si sviluppa in tre passaggi chiave:
🌞 Il fegato produce una forma modificata di colesterolo chiamata 7-deidrocolesterolo, che viene trasportata e accumulata nelle cellule dell'epidermide.
🌞 Quando i raggi ultravioletti B (UVB) colpiscono la pelle, rompono la struttura chimica del 7-deidrocolesterolo, trasformandolo in pre-vitamina D3 (colecalciferolo).
🌞 Il calore corporeo converte spontaneamente la pre-vitamina D3 in vitamina D3. Questa entra nel sangue e viene attivata prima dal fegato e poi dai reni per diventare l'ormone biologicamente attivo (calcitriolo).

Oltre alla produzione, esiste una stretta correlazione tra i livelli di queste due sostanze nel sangue, poiché condividono la stessa via biochimica, un'alterazione nella sintesi del colesterolo può influenzare direttamente la disponibilità di vitamina D.
I pericolosissimi farmaci per il colesterolo alto (statine) bloccano l'enzima HMG-CoA reduttasi che riduce la produzione di colesterolo e, di conseguenza, può ridurre anche i livelli di 7-deidrocolesterolo cutaneo e di vitamina D.
Paradossalmente corretti livelli di vitamina D, aiutano a regolare il metabolismo lipidico, contribuendo a mantenere in equilibrio i livelli di colesterolo LDL e HDL.
Riuscite finalmente a capire perché Big Pharma vuole rifilare ad ogni costo al bipede ebete le statine come fossero caramelle?
Se non vi svegliate quanto prima, sarete dei dementi (vedi il precedente articolo sull’Alzheimer) con la vitamina D bassa.

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Secondo il dottor Joel D. Wallach - medico veterinario, naturopata americano - “l'Alzheimer è una malattia causata dal medico”.
La sua provocazione si basa su un ragionamento che parte dalla mielina, la guaina lipidica isolante e protettiva che avvolge gli assoni, ovvero i fili conduttori dei neuroni, con lo scopo di aumentare la velocità di trasmissione degli impulsi elettrici, garantendo l'isolamento elettrico delle fibre nervose.
La mielina è composta principalmente da proteine e acidi grassi, con un'altissima concentrazione di acqua. Il grasso più abbondante è il colesterolo (circa il 70%), fondamentale per donare stabilità e fluidità alla guaina.
Anche la sostanza bianca cerebrale, situata all'interno dell'encefalo, ne è estremamente ricca.
Non a caso, nel cervello si concentra il 25% di tutto il colesterolo presente nel corpo umano: in termini assoluti, su circa 100 gr totali dell'organismo, ben 25 grammi si trovano racchiusi nel sistema nervoso centrale.
Le statine distruggono il colesterolo e ne bloccano la produzione nel cervello, privandolo della sostanza di cui ha disperatamente bisogno per rimanere isolato e funzionale.
L’equazione è semplice ma d'impatto:

[ poca mielina = poco cervello ]

Che sia per questo che l'Alzheimer è passato dall'essere una patologia quasi sconosciuta alla quarta causa di morte tra gli over 65?
Ci hanno ripetuto per decenni di abbassare il colesterolo perché pericoloso, mentre il cervello ne era affamato.

Questo non è “invecchiamento”, ma una patologia iatrogena!

Non siamo di fronte a un inevitabile declino biologico dovuto all'età, bensì a un danno neurologico indotto dagli stessi trattamenti medici.
Si tratta di negligenza medica su scala globale.
I fatti storici sembrano muoversi in parallelo: in Italia, i medici hanno iniziato a combattere il colesterolo in modo strutturato e diffuso a partire dalla seconda metà degli anni '80, consolidando una vera e propria "guerra medica" nel corso degli anni '90.
Prima di allora, l'ipercolesterolemia era considerata un fattore clinico quasi secondario.
Successivamente, tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90, sono arrivate le statine. E, fatalità, le diagnosi di Alzheimer in Italia hanno iniziato a crescere proprio in quel periodo, per poi subire un'impennata esponenziale.

Ma l'attacco al nostro sistema nervoso non arriva solo dall'interno dei canali medici: si consuma contemporaneamente anche sul fronte esterno.
Parallelamente alla diffusione di queste terapie, l’inquinamento ambientale da metalli pesanti e l'elettromagnetismo hanno contribuito ad avvelenare l’uomo. Queste sostanze - come piombo, mercurio, alluminio, arsenico, cadmio e l'elettrosmog - agiscono in perfetta e drammatica sinergia, essendo anch'esse in grado di distruggere la mielina.
In tossicologia e neurologia questo fenomeno è ampiamente documentato e prende il nome di “demielinizzazione tossica” o “ipomielinizzazione”.
I metalli penetrano negli oligodendrociti bloccandone il metabolismo: il risultato è lo sfaldamento e il progressivo dissolvimento della guaina mielinica.
Inoltre generano enormi quantità di radicali liberi che aggrediscono i legami chimici dei grassi attraverso la perossidazione lipidica, provocandone la degradazione.
La parte più inquietante è che sono in grado di danneggiare le cellule endoteliali della barriera emato-encefalica (il filtro biologico ultra-selettivo che protegge il cervello e che consente il passaggio solo di nutrienti, ma blocca l'ingresso a tossine, batteri).
Una volta creata questa "falla" nel sistema di sicurezza, sono liberi di penetrare (trascinando con sé una varietà di microrganismi come candida e batteri) nel tessuto cerebrale, accumulandosi negli astrociti e nei neuroni e amplificando drammaticamente il danno demielinizzante.
La logica conseguenza è che la degradazione della mielina e l'esposizione ai metalli pesanti sono importanti cofattori sinergici nello sviluppo e nella crescita della demenza.

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Il fruttosio è uno zucchero semplice e costituisce la metà del normale zucchero.
La quantità di fruttosio nella dieta moderna è schizzata alle stelle negli ultimi decenni, grazie all'industria alimentare (succursale di Big Pharma), con i risultati che stiamo vedendo.
Viene usato a bidoni perché NON stimola il senso di sazietà e quindi spinge a sfondarsi delle loro porcherie. Il glucosio stimola la secrezione di insulina (aumentando la glicemia) ma fa anche aumentare la leptina, un ormone che segnala al cervello il senso di sazietà, mentre il fruttosio (processato dal fegato), ha pochissima influenza sulla leptina! Il risultato è che si mangia sempre di più!
Capito perché tale zucchero è ubiquitario a livello industriale? Spesso sotto forma di levulosio, sciroppo di mais, sciroppo di glucosio-fruttosio, succo d'uva concentrato, zucchero invertito (HFCS, high fructose corn syrup).
Si tratta di un veleno che causa enormi problemi metabolici.

Cosa combina?
Dal punto di vista evolutivo l’uomo ha codificato il fruttosio come segnale per dire al corpo di incamerare più grasso per sopravvivere all'inverno, quando il cibo era scarso. I frutti (completamente diversi dagli odierni) erano disponibili solo in estate e preparavano l’uomo ad un periodo di scarsità di cibo, aumentando le cellule adipose e predisponendo l'organismo ad una specie di letargo.
La società moderna ha a disposizione fruttosio a bancali ogni giorno dell'anno. Il risultato è l'obesità e la steatosi epatica che interessa tutti.
Il fruttosio causa aumento di peso, resistenza insulinica, fa aumentare la pressione arteriosa, il grasso intraviscerale e i trigliceridi, abbassa l'HDL, ed è la principale causa di fegato grasso, con aumento dell'uricemia e dell'infiammazione!
L'eccesso di trigliceridi nel fegato porta alla steatosi epatica!
Se tutto ciò non bastasse, riduce la quantità di ATP (energia), cioè la molecola-benzina delle nostre cellule, e ne limita perfino la produzione. Anche questo crea una cascata di processi tra cui un maggior immagazzinamento di nutrienti nelle cellule adipose: grasso!
Volete dimagrire, ridurre le infiammazioni, ripulire il fegato e aumentare l'energia corporea? Bandite gli zuccheri e fatevi aiutare dalla Natura!

Cosa possiamo fare?
1) La prima cosa da fare è migliorare la nutrizione. Dobbiamo avvicinarci a un'alimentazione biologica e filogeneticamente coerente, ovvero più simile a quella su cui si è tarato il nostro DNA in almeno 150.000 anni di evoluzione, un'epoca in cui gli zuccheri e i carboidrati erano rarissimi. Per attuare questa transizione, è fondamentale:
# Ridurre drasticamente i cibi ultra-processati: eliminare prodotti industriali ricchi di sciroppo di glucosio-fruttosio, farine bianche e zuccheri.
# Aumentare i grassi sani e le proteine

2) In secondo luogo, il movimento corporeo quotidiano è vitale. L'attività fisica non serve solo a bruciare calorie, ma agisce come un vero e proprio farmaco biologico: Svuota le riserve di glicogeno e migliora la sensibilità insulinica.
Infine, anche la Natura ci viene in aiuto. Esistono straordinari integratori naturali capaci di supportare il metabolismo degli zuccheri e contrastare la resistenza insulinica:
- Berberina: un alcaloide scientificamente validato per la sua capacità di attivare l'enzima AMPK (l'interruttore metabolico), con effetti sulla riduzione della glicemia paragonabili ad alcuni farmaci ipoglicemizzanti.
- Cannella: migliora l'efficacia dei recettori dell'insulina e rallenta lo svuotamento gastrico, riducendo l'impatto glicemico.
- Zenzero: aumenta l'efficacia dei recettori insulinici così le cellule riescono a captare meglio il glucosio, riducendo il carico del pancreas e contrastando la resistenza insulinica.
Gli integratori naturali che ci aiutano:

👉 GLICEMY CONTROL: Curcuma, Cannella, Arancio amaro, Zenzero e Pepe nero.👉 SIN GLUCOL: Berberina, Aglio nero, Cannella, Cardo mariano, Coenzima-Q10 e Pepe nero.

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Questo grafico è semplice ma illuminante. Mostra l'impatto sulla glicemia (lo zucchero nel sangue) dei macronutrienti: grassi, proteine e carboidrati. Per l'esattezza, mostra lo zucchero nel sangue in funzione del tempo.
I carboidrati (zuccheri, cereali, legumi, ecc.) creano il picco glicemico più alto; a seguire troviamo le proteine e, infine, i grassi, con un picco praticamente nullo.
Solo da questo si dovrebbe comprendere quali siano gli alimenti migliori per mantenere bassa la glicemia.
L'altro aspetto fondamentale da capire è che il picco glicemico causa un picco insulinico.
L'insulina, l'ormone prodotto dal pancreas, lavora in un range di circa 2 ore.
Quando il cervello registra la presenza di zucchero nel sangue, ordina alla ghiandola pancreatica di secernere l'insulina, la quale ha il compito di far sparire lo zucchero dal flusso ematico in circa 2 ore, facendolo entrare nelle cellule.
Dopo un pasto a base di carboidrati, questo meccanismo biologico avviene sempre. E l'epilogo qual è?
Una conseguente ipoglicemia reattiva, che spingerà a mangiare ancora zuccheri in un ciclo perverso e pericolosissimo.
Facciamo un esempio. Alle 7 di mattina fate colazione con i cereali (porridge, fette biscottate o pane).
All'incirca tra le 9:00 e le 9:30 l'ipoglicemia si farà sentire, anche a livello mentale con un calo delle prestazioni.
A quel punto, o andate alla macchinetta del caffè per cercare energia o mangiate una brioche o un pacchetto di cracker. Ovviamente, si tratta ancora di carboidrati per innalzare lo zucchero e sentirvi meglio.
Avete presente il criceto che corre dentro la ruota? Ecco, gli alimenti ricchi di carboidrati provocano esattamente questo. E si va avanti così, dritti verso il più vicino centro antidiabetico.
Questo comportamento anti-biologico spiana la strada alla "resistenza insulinica" e alla "sindrome metabolica" (obesità, grasso viscerale, steatosi epatica, ipertensione, diabete, infiammazione sistemica, ecc.).
Mangiando invece più grassi e proteine rispetto ai carboidrati, questo meccanismo verrà interrotto.
E, di conseguenza, saranno interrotti anche i profitti di Big Pharma, che ci vuole infiammati, stanchi, confusi mentalmente e costantemente malati.

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Secondo la Nuova Medicina, dimostrata empiricamente dall'immenso dottor Ryke Geerd Hamer, ogni cosiddetta “malattia” si sviluppa in due fasi. Durante la prima, definita "fase fredda" o di conflitto attivo, il soggetto vive una condizione di stress caratterizzata da estremità molto fredde (mani e piedi), inappetenza e disturbi del sonno. Una volta risolto il conflitto, si entra nella "fase calda" (dei sintomi), intesa come periodo di risoluzione o di guarigione. In questa fase, la psiche, il cervello e l'organo corrispondente affrontano un processo di recupero la cui sintomatologia è spesso complessa a causa della comparsa di stanchezza, febbre, infiammazioni, infezioni e dolore.

Raffreddore
I sintomi classici del raffreddore e di molte reazioni allergiche sono la congestione nasale, la rinorrea (muco) e gli starnuti. La mucosa nasale è controllata da un relè cerebrale situato nel lobo frontale della corteccia. Hamer ha scoperto che tale area viene influenzata quando si sperimenta il cosiddetto "conflitto di puzza", inteso sia in senso letterale (cattivo odore) sia in senso figurato (un pericolo percepito o una situazione sgradevole).
Durante la fase attiva del conflitto attivo, la mucosa nasale va incontro a ulcerazione; non appena viene risolto, la mucosa si ripristina, provocando la congestione e gli starnuti, talvolta accompagnati da cefalea dovuta all'edema cerebrale nella zona colpita. Starnuti e muco sono i segnali biologici della riparazione dei tessuti.
Potete ora comprendere come non sia il freddo in sé a causare il raffreddore, bensì la "paura del freddo", la quale attiva il "conflitto di puzza" inteso come minaccia o pericolo percepito.

Allergia
Quando si vive uno shock inaspettato, la mente si trova in uno stato di elevata allerta e ricettività. Il subconscio registra tutti gli elementi ambientali circostanti - come odori, sapori, suoni, pollini, peli di gatto, polvere, oggetti o persone - memorizzandoli fino alla risoluzione del conflitto.
Hamer ha definito questi stimoli "binari conflittuali".
Qualora una persona in fase di guarigione si imbatta nuovamente in uno di questi binari, l'intero conflitto si riavvierebbe con i relativi sintomi, dando luogo a ciò che la medicina convenzionale definisce “allergia”.
Immaginate un bambino piccolo che corre felice nei campi in primavera, quando all'improvviso inciampa e sbatte il viso a terra. Spaventato e dolorante, inizia a piangere (occhi rossi), manifestando lacrime, muco, singhiozzi e mal di testa.
In quel preciso istante, il suo cervello registra l'intero contesto ambientale, inclusi elementi come il polline. È proprio così che si attiva un "binario".
Molti anni dopo, una volta diventato adulto, ogni volta che in primavera respirerà il polline, il cervello riattiverà il vissuto traumatico originario, manifestando gli stessi sintomi tipici della rinite allergica.
Da questa prospettiva, l'allergia è la fase di guarigione successiva a una recidiva del conflitto, con lo scopo biologico di fungere da sistema di allarme per segnalare una situazione precedentemente associata a quel pericolo.

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Con il termine "asse intestino-cervello" (gut-brain axis) si fa riferimento alla straordinaria comunicazione bidirezionale costante tra apparato gastrointestinale e cervello.
Data l'importanza del microbiota nella modulazione delle vie di segnalazione neuronali e ormonali, si parla sempre di più di "microbiota-gut-brain axis".
La bibliografia sulla connessione tra stato del microbiota intestinale ed effetto sul cervello, cresce ogni giorno che passa, ecco perché nessuno più mette in discussione il collegamento tra i due cervelli: sistema nervoso centrale e sistema nervoso enterico!

MICROBIOTA
Nel nostro organismo vivono in simbiosi una quantità industriale di microrganismi (batteri, micobatteri, funghi e altro), che vanno a costituire appunto il microbiota.
Ogni mucosa, ogni distretto del nostro corpo possiede un proprio pool di microrganismi caratteristico.
Stiamo parlando di circa 1,5-2kg di peso!
Per complessità di microrganismi e l'impatto sulle funzioni organiche, il microbiota è un super organo che vive in simbiosi mantenendoci in salute. Quello che gioca un ruolo primario è il numero e il tipo di batteri di cui è costituito.
Ecco perché si parla di eubiosi ("eu-bios", buona vita) quando le specie batteriche che lo popolano sono in equilibrio tra loro. In caso contrario si parla di disbiosi ("dis-bios", cattiva vita) con un impatto negativo non solo nell'intestino ma anche a livello immunologico, metabolico e soprattutto neuropsichiatrico!
L'alimentazione è uno dei pilastri per il benessere del microbiota, ma per fortuna la Natura abbonda di molecole eccezionali…

SIN COLUX
Un integratore naturale in grado di aiutare questo importantissimo asse intestino-cervello è SIN COLUX.
Favorisce l’equilibrio della flora intestinale (disbiosi, colon irritabile, colite, diarrea, infiammazioni e sindrome dell'intestino gocciolante) fornendo una corretta e sana nutrizione ai microrganismi simbionti che vivono nei nostri intestini.
L'Acido Butirrico infatti è la principale fonte di energia delle cellule del colon, aiuta a mantenere l’integrità della mucosa, favorendo la riparazione delle lesioni.
L'Alfa-Lattoalbumina è una sieroproteina del colostro che ha azione prebiotica/antibatterica intestinale, antinfiammatoria, mucoprotettiva. Riduce infiammazione e la permeabilità intestinale, ricostituendo e preservando l’integrità della barriera intestinale.
I FOS sono zuccheri semplici che aiutano la flora batterica intestinale a riprodursi in maniera sana
Il Saccharomyces Boulardii è un probiotico che contrasta la diarrea, aumenta le difese immunitarie e migliora i sintomi della sindrome del colon irritabile.

Cosa aspetti? Aiuta il tuo intestino e di conseguenza anche il tuo cervello con SIN COLUX!
(https://malaikacuorenatura.it/product/sin-colux/)

Ecco i miei prossimi appuntamenti dove presenterò l'ultimo lavoro sul Cuore e potrete trovare anche altre mie pubblicazioni.

  • 19 MARZO A MORGANO (TV)
    Per prenotazioni 3313874739
  • 26 MARZO A CAMPAGNA DI MANIAGO (PN)
    Per prenotazioni 3464157414
  • 9 APRILE A CALDOGNO (VI)
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  • 24 APRILE A NIMIS (UD) - La Dimora del Bardo
    Per prenotazioni Manuela 3480043204

Le galline hanno accompagnato la storia dell'umanità fin dai tempi più remoti, sembra infatti che l'origine geografica della specie gallus gallus domesticus (nome scientifico dell'animale) sia la piana dell'Indo. Tant'è che troviamo testimonianze del loro uso anche nelle civiltà indiane, presso gli antichi egizi, babilonesi fenici, greci e romani.
L'uovo è sempre stato considerato sacro, identificato con l'origine della vita del mondo, per i Romani era simbolo di fecondità per i Greci era la madre di tutte le cose. Per gli alchimisti l'uovo era lo spazio entro cui avviene la magia alchemica.
Attorno alle virtù afrodisiache dell'uovo, sono fioriti riti e credenze. Il poeta latino Ovidio nei consiglia il consumo prima di affrontare passioni erotiche, per il cuoco Apicio è l'ingrediente principe per sostenere le fatiche del talamo.
Il tuorlo oltre a migliorare le persone di Eros sembra anche moltiplicare la potenza e l'efficacia del seme maschile (spermatozoi). Anche l'albume ha il suo perché: il famoso seduttore Giacomo Casanova nelle sue memorie scrive che prima di un'impresa amatoria si gustava un'insalata di chiara d'uovo condita con olio e aceto.

Ciclo di ovulazione
Le galline depongono le uova seguendo un ciclo di ovulazione che dura dalle 24 alle 26 ore. Questo ciclo inizia con il rilascio di una cellula uovo, il tuorlo dall'ovaio, il quale scende nell'ovidotto, dove viene circondato da strati di albume, membrane e infine dal guscio. Questo processo avviene indipendentemente dal fatto che l'uovo sia fecondato dal gallo o meno.
Le uova sono un super food unico, contengono infatti: Vitamine A, B1, B2, B3, B6, B7, B12, E, D, K; Potassio, Zinco, Tiamina, Riboflavina, Luteina, Lecitina, Ferro, Acido folico, Acido Pantotenico, Niacina (Vitamina PP), Biotina, Colina, Selenio, Zeaxantina, Fosforo, Acidi grassi Omega-3, Omega-6 (EPA e DHA).
Per non parlare dell'albume ricco di proteine biodisponibili come: ovoalbumina, conalbumina, ovoglobuline, ovomucina, avidina e lisozima.

Dono propiziatorio
All'arrivo della primavera gli antichi persiani si scambiavano uova di gallina come dono propiziatorio e simbolo di rinascita. E come sempre nella storia, il cristianesimo ha fatto sua questa usanza vedendo nell'uovo il simbolo della Resurrezione di Cristo.
La tradizione di scambiarsi le uova di cioccolato per Pasqua e quella di preparare piatti con le uova hanno una origine mistica.

Quindi cosa aspetti? Mangia uova come non ci fosse un domani e manda a fare in culo il prete in camice bianco, l'oracolo che ancora vede il colesterolo un grasso pericoloso per la salute pubblica!!!

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Lo iodio (della famiglia degli alogeni, con numero atomico 53) è un oligoelemento essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei (T3 e T4, rispettivamente triiodotironina e tiroxina), messaggeri biologici importantissimi per regolare il metabolismo e lo sviluppo corporeo. Secondo alcune ricerche lo iodio avrebbe anche un'importante funzione antiossidante e protettiva per l’apparato cardiovascolare.

Prima della Seconda Guerra Mondiale era utilizzato per curare tantissime patologie, anche se in verità lo si conosceva già da fine Ottocento.

Il biochimico ungherese Albert Szent-Gyorgyi (1893-1986), Premio Nobel per la medicina e fisiologia nel 1937, ha sempre dichiarato che quando studiava all’università lo iodio inorganico (ioduro di potassio) era considerato una panacea universale.
Quindi non c’è da stupirsi se a metà del Ventesimo secolo vi erano in commercio oltre 1.700 preparati contenenti iodio.
Negli Stati Uniti, almeno fino al 1924, nella pratica clinica veniva utilizzata la soluzione di Lugol al 5% (iodio + ioduro di potassio).
Poi nel 1930 l’industria farmaceutica ha sintetizzato gli ormoni tiroidei ed i medici hanno iniziato a prescriverli a gogò, abbandonando l’utilissimo Lugol. Con la chimica si guadagna assai.

Il vero problema è che lo iodio funzionava molto meglio ma costava troppo poco, per cui Big Pharma ha foraggiato la classica campagna di sputtanamento: assumere lo iodio saturava la tiroide danneggiando gravemente la ghiandola endocrina!
Cazzata colossale che però divenne uno dei tanti dogmi scientifici tuttora in voga.

Quale iodio
Lo iodio è presente nella forma organica, non buona per l’organismo, e in quella inorganica invece molto utile, chiamata soluzione di Lugol al 5%.
La cosa che molti ignorano, soprattutto i camici bianchi, è che lo iodio non serve solo alla tiroide ma a tutto l’organismo. Ecco perché solo 15 - 20 mg di iodio sono concentrati nella tiroide e nei suoi ormoni, mentre il rimanente 70% si trova in altri tessuti. La mucosa dello stomaco, le ghiandole del tessuto mammario, le ghiandole salivari ne contengono una concentrazione pari a quella della tiroide. Altri organi che ne hanno assolutamente necessità sono: pancreas, fegato, reni, polmoni, placenta, testicoli, ovaie, prostata, pelle, timo, cervello, articolazioni, arterie, ossa.

Un altro valido motivo per cui hanno fatto sparire questo importantissimo oligoelemento è che sua carenza provoca ritardi mentali, come la riduzione del quoziente intellettivo (QI), fino a gravi forme come il cretinismo. Visto l’odierno livello cognitivo penso che siano riusciti nel loro intento diabolico...

Dosaggio
La dose giornaliera raccomandata (RDA) è un ridicolo 0,15 milligrammi di iodio al giorno. Secondo il dottor Guy Abraham, professore di ostetricia, ginecologia ed endocrinologia alla Facoltà di Medicina dell'Università della California, per mantenere un apporto di iodio corretto servirebbero dai 12,5 ai 37,5 milligrammi di iodio al giorno, equivalenti a 2 - 7 gocce di Lugol al 5%.

Il protocollo più utilizzato consiglia 5 gocce al giorno in un bicchiere di acqua a temperatura ambiente (non calda per evitare l’evaporazione) in una sola volta.

Questa soluzione è efficace non solo per gli squilibri ormonali tiroidei (ipo e iper), ma anche per l’eliminazione attraverso le urine di metalli tossici quali: piombo, cadmio, arsenico, alluminio e mercurio.
La soluzione Lugol 5% contiene 5% di iodio e 10% di ioduro di potassio. Due gocce contengono 5 mg di iodio e 7,5 mg di ioduro di potassio, per un totale di 12,5 milligrammi.
Ecco la forma perfetta di cui il corpo necessita per essere meglio assorbita dei due componenti, ossia lo iodio ed il suo sale ioduro di potassio.

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Per moltissimi anni i medici hanno fatto terrorismo sui presunti pericoli della luce solare. Pericoli per la pelle e la vista, in particolare per la retina.
Sempre più ricerche recenti dimostrano invece che il vero nemico, oltre ai camici bianchi, è l’esposizione cronica e prolungata alla luce blu artificiale.
Questa luce, emessa da moderni LED, schermi digitali, televisioni, smartphone e lampadine a basso consumo, sovraccarica i mitocondri innescando processi infiammatori e degenerativi.
Al contrario, la luce naturale, specialmente quella mattutina e non filtrata, ha effetti benefici sulla salute oculare, sulla pelle e sulla rigenerazione mitocondriale.
Quindi i veri pericoli sono le luci artificiali a spettro blu.

Cosa possiamo fare?
Esistono numerosi approcci pratici e accessibili a tutti che rispettano la fisiologia dell’occhio e della cellula. Innanzitutto tornare ad esporsi il più possibile alla luce solare naturale.
Ma quando il periodo o il clima impediscono l'esposizione per fortuna abbiamo a disposizione molti altri sistemi casalinghi.

  • Lampade a luce rossa e infrarossa per fotobiomodulazione: consentono a casa propria la stimolazione mitocondriale della retina e la prevenzione dello stress ossidativo.
  • Occhiali Blue Blocker filtranti contro la luce blu da usare quotidianamente con i dispositivi elettronici. Permettono di proteggere gli occhi dalle radiazioni nocive.
  • Lampadine ad ampio spettro rosso per sostituire le tradizionali lampadine a LED blu e creare ambienti casalinghi più salutari per la vista e la funzione mitocondriale.

L'uomo è sempre più stanco e malato. Per non parlare dei giovani sempre più dissociati.
Per questo diventa fondamentale per la salute fisica e mentale uscire sempre più spesso dalle deleterie scatole di cemento (case e uffici) illuminate da luci blu artificiali che stimolano continuamente la produzione di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress. Uscire ed esporsi ovviamente alla vitale luce solare che accompagna l'evoluzione dell'uomo da millenni.
La Luce è Vita e la Vita è Luce!

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Dopo il Solstizio di ieri, siamo entrati ufficialmente in inverno. Nonostante la luce stia lentamente iniziando a crescere, gli sbalzi di temperatura della stagione possono creare disagi, soprattutto nelle persone di salute cagionevole con un intestino in disequilibrio.
Ricordiamo che l'80% del Sistema Immunitario è situato nelle Placche di Peyer nella mucosa intestinale.
Tali placche fanno parte del tessuto linfoide e si presenta con oltre 200 noduli linfatici nella sottomucosa dell’ileo.
Il funzionamento è a dir poco magico: un sistema di sorveglianza,  un sistema di apprendimento biologico che analizza tutto quello mangiamo e tutto quello che viviamo, per poi inviare messaggi al resto dell'organismo.
Se le placche di Peyer non lavorano bene, per via di un intestino infiammato, il corpo inizia ad assorbire cose che dovrebbe invece rifiutare, e viceversa.
Infine ricordiamo che l’intestino produce il 90% della Serotonina e il 50% della Dopamina, due neurotrasmettitori importantissimi legati al benessere psicofisico.
Ecco perché la depurazione e disintossicazione dell'apparato intestinale è molto importante.
I prodotti pensati proprio per questo sono Paras Sin e Sin Colux.
Para Sin aiuta a ripulire da parassiti e riequilibrare eventuali disbiosi mentre Sin Colux a base di Saccharomices boulardii e Frutto-oligosaccaridi favorisce l’equilibrio del microbiota rigenerando la mucosa, diventando così importante anche in caso di permeabilità intestinale, causa di gonfiore, disturbi digestivi, crampi, diarrea, mal di testa, problemi cutanei, intolleranze alimentari, cambiamenti d'umore…

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