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Il colesterolo è fondamentale per l’organismo umano: senza di esso non ci sarebbe la vita.
Questa molecola lipidica infatti non è quel fattore di rischio cardiovascolare tanto esecrato dagli ignoranti in camice bianco, ma un elemento strutturale, protettivo e funzionale insostituibile per la sopravvivenza delle cellule e del cervello.
In un uomo adulto (70 kg) il contenuto totale di colesterolo è di circa 140-150 grammi. Questa quota però non è distribuita in modo uniforme, ma si concentra nei tessuti a seconda della densità delle loro membrane cellulari e delle loro funzioni metaboliche.

🔹 Sistema nervoso centrale e cervello (25%): è il distretto con la più alta densità. Da solo, il cervello contiene circa 30 gr di colesterolo, immagazzinato principalmente nella mielina (la guaina isolante dei neuroni)
🔹 Tessuto muscolare scheletrico (20%): i muscoli rappresentano una percentuale elevata del colesterolo totale (circa 30 gr) a causa della grande massa complessiva che occupano nel corpo umano.
🔹 Pelle e tessuto connettivo (20%): Nella pelle (7-deidrocolesterolo) è essenziale per l'impermeabilizzazione della cute e per la sintesi della vitamina D.
🔹 Tessuto adiposo (10%): il grasso corporeo funge da deposito secondario per il colesterolo.
🔹 Sangue e plasma (7%): nel circolo ematico viaggiano circa 8-10 grammi di colesterolo totale, trasportati dalle lipoproteine LDL e HDL.
🔹 Fegato (6%): nonostante la ghiandola sia centrale nella sua produzione, la quota fisicamente stoccata al suo interno è molto bassa (circa 5-8 gr).
🔹 Tratto gastrointestinale (4%): il colesterolo è presente nelle membrane delle cellule epiteliali dell'intestino.

Il colesterolo rende stabili (fluide e permeabili) le membrane cellulari, è il componente principale della mielina (la guaina protettiva che riveste le fibre nervose) e senza di esso il cervello non potrebbe trasmettere i segnali elettrici in modo rapido ed efficiente.
Oltre ad essere il precursore degli ormoni sessuali (cortisolo, testosterone, aldosterone, progesterone, ecc.), è fondamentale per la sintesi della vitamina D.
Sto dicendo che il corpo umano, senza colesterolo non può produrre l'importante vitamina.
La sintesi avviene principalmente nella pelle attraverso l'esposizione ai raggi solari, seguendo una precisa catena biologica.

La trasformazione si sviluppa in tre passaggi chiave:
🌞 Il fegato produce una forma modificata di colesterolo chiamata 7-deidrocolesterolo, che viene trasportata e accumulata nelle cellule dell'epidermide.
🌞 Quando i raggi ultravioletti B (UVB) colpiscono la pelle, rompono la struttura chimica del 7-deidrocolesterolo, trasformandolo in pre-vitamina D3 (colecalciferolo).
🌞 Il calore corporeo converte spontaneamente la pre-vitamina D3 in vitamina D3. Questa entra nel sangue e viene attivata prima dal fegato e poi dai reni per diventare l'ormone biologicamente attivo (calcitriolo).

Oltre alla produzione, esiste una stretta correlazione tra i livelli di queste due sostanze nel sangue, poiché condividono la stessa via biochimica, un'alterazione nella sintesi del colesterolo può influenzare direttamente la disponibilità di vitamina D.
I pericolosissimi farmaci per il colesterolo alto (statine) bloccano l'enzima HMG-CoA reduttasi che riduce la produzione di colesterolo e, di conseguenza, può ridurre anche i livelli di 7-deidrocolesterolo cutaneo e di vitamina D.
Paradossalmente corretti livelli di vitamina D, aiutano a regolare il metabolismo lipidico, contribuendo a mantenere in equilibrio i livelli di colesterolo LDL e HDL.
Riuscite finalmente a capire perché Big Pharma vuole rifilare ad ogni costo al bipede ebete le statine come fossero caramelle?
Se non vi svegliate quanto prima, sarete dei dementi (vedi il precedente articolo sull’Alzheimer) con la vitamina D bassa.

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Questo grafico è semplice ma illuminante. Mostra l'impatto sulla glicemia (lo zucchero nel sangue) dei macronutrienti: grassi, proteine e carboidrati. Per l'esattezza, mostra lo zucchero nel sangue in funzione del tempo.
I carboidrati (zuccheri, cereali, legumi, ecc.) creano il picco glicemico più alto; a seguire troviamo le proteine e, infine, i grassi, con un picco praticamente nullo.
Solo da questo si dovrebbe comprendere quali siano gli alimenti migliori per mantenere bassa la glicemia.
L'altro aspetto fondamentale da capire è che il picco glicemico causa un picco insulinico.
L'insulina, l'ormone prodotto dal pancreas, lavora in un range di circa 2 ore.
Quando il cervello registra la presenza di zucchero nel sangue, ordina alla ghiandola pancreatica di secernere l'insulina, la quale ha il compito di far sparire lo zucchero dal flusso ematico in circa 2 ore, facendolo entrare nelle cellule.
Dopo un pasto a base di carboidrati, questo meccanismo biologico avviene sempre. E l'epilogo qual è?
Una conseguente ipoglicemia reattiva, che spingerà a mangiare ancora zuccheri in un ciclo perverso e pericolosissimo.
Facciamo un esempio. Alle 7 di mattina fate colazione con i cereali (porridge, fette biscottate o pane).
All'incirca tra le 9:00 e le 9:30 l'ipoglicemia si farà sentire, anche a livello mentale con un calo delle prestazioni.
A quel punto, o andate alla macchinetta del caffè per cercare energia o mangiate una brioche o un pacchetto di cracker. Ovviamente, si tratta ancora di carboidrati per innalzare lo zucchero e sentirvi meglio.
Avete presente il criceto che corre dentro la ruota? Ecco, gli alimenti ricchi di carboidrati provocano esattamente questo. E si va avanti così, dritti verso il più vicino centro antidiabetico.
Questo comportamento anti-biologico spiana la strada alla "resistenza insulinica" e alla "sindrome metabolica" (obesità, grasso viscerale, steatosi epatica, ipertensione, diabete, infiammazione sistemica, ecc.).
Mangiando invece più grassi e proteine rispetto ai carboidrati, questo meccanismo verrà interrotto.
E, di conseguenza, saranno interrotti anche i profitti di Big Pharma, che ci vuole infiammati, stanchi, confusi mentalmente e costantemente malati.

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Secondo la Nuova Medicina, dimostrata empiricamente dall'immenso dottor Ryke Geerd Hamer, ogni cosiddetta “malattia” si sviluppa in due fasi. Durante la prima, definita "fase fredda" o di conflitto attivo, il soggetto vive una condizione di stress caratterizzata da estremità molto fredde (mani e piedi), inappetenza e disturbi del sonno. Una volta risolto il conflitto, si entra nella "fase calda" (dei sintomi), intesa come periodo di risoluzione o di guarigione. In questa fase, la psiche, il cervello e l'organo corrispondente affrontano un processo di recupero la cui sintomatologia è spesso complessa a causa della comparsa di stanchezza, febbre, infiammazioni, infezioni e dolore.

Raffreddore
I sintomi classici del raffreddore e di molte reazioni allergiche sono la congestione nasale, la rinorrea (muco) e gli starnuti. La mucosa nasale è controllata da un relè cerebrale situato nel lobo frontale della corteccia. Hamer ha scoperto che tale area viene influenzata quando si sperimenta il cosiddetto "conflitto di puzza", inteso sia in senso letterale (cattivo odore) sia in senso figurato (un pericolo percepito o una situazione sgradevole).
Durante la fase attiva del conflitto attivo, la mucosa nasale va incontro a ulcerazione; non appena viene risolto, la mucosa si ripristina, provocando la congestione e gli starnuti, talvolta accompagnati da cefalea dovuta all'edema cerebrale nella zona colpita. Starnuti e muco sono i segnali biologici della riparazione dei tessuti.
Potete ora comprendere come non sia il freddo in sé a causare il raffreddore, bensì la "paura del freddo", la quale attiva il "conflitto di puzza" inteso come minaccia o pericolo percepito.

Allergia
Quando si vive uno shock inaspettato, la mente si trova in uno stato di elevata allerta e ricettività. Il subconscio registra tutti gli elementi ambientali circostanti - come odori, sapori, suoni, pollini, peli di gatto, polvere, oggetti o persone - memorizzandoli fino alla risoluzione del conflitto.
Hamer ha definito questi stimoli "binari conflittuali".
Qualora una persona in fase di guarigione si imbatta nuovamente in uno di questi binari, l'intero conflitto si riavvierebbe con i relativi sintomi, dando luogo a ciò che la medicina convenzionale definisce “allergia”.
Immaginate un bambino piccolo che corre felice nei campi in primavera, quando all'improvviso inciampa e sbatte il viso a terra. Spaventato e dolorante, inizia a piangere (occhi rossi), manifestando lacrime, muco, singhiozzi e mal di testa.
In quel preciso istante, il suo cervello registra l'intero contesto ambientale, inclusi elementi come il polline. È proprio così che si attiva un "binario".
Molti anni dopo, una volta diventato adulto, ogni volta che in primavera respirerà il polline, il cervello riattiverà il vissuto traumatico originario, manifestando gli stessi sintomi tipici della rinite allergica.
Da questa prospettiva, l'allergia è la fase di guarigione successiva a una recidiva del conflitto, con lo scopo biologico di fungere da sistema di allarme per segnalare una situazione precedentemente associata a quel pericolo.

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Ufficialmente, l'impatto delle epatiti resta altissimo. Nel 2024, l'epatite B e C hanno fatto registrare 1,8 milioni di nuovi casi: quasi 5.000 al giorno, secondo i dati del Global Hepatitis Report 2026 pubblicato dall'OMS.
Andando oltre la visione riduzionistica allopatica e la ridicola teoria virale, cerchiamo di comprenderne il senso biologico.
Il fegato è un laboratorio alchemico straordinario che svolge funzioni vitali: partecipa alla digestione, immagazzina glicogeno come riserva energetica e depura costantemente l'organismo.
La cosiddetta epatite è legata proprio a questa funzione depurativa.
La ghiandola si attiva quando deve affrontare una profonda purificazione a causa di una forte "tossicità" o di un "veleno" (reale o simbolico) entrato nell'organismo. Se abbiamo ingoiato — o siamo stati costretti a ingoiare — un "boccone avvelenato" nel nostro territorio, il vissuto è sempre caratterizzato da un forte rancore.
Analizzando il tessuto interessato, esso deriva dal foglietto embrionale ectodermico, controllato dalla corteccia cerebrale. In quest'ottica, la cosiddetta Epatite C non sarebbe causata da un virus, ma rappresenterebbe l'infiammazione delle cellule epatiche conseguente a un preciso processo biologico. Per comprenderlo, è necessario inquadrare il funzionamento del fegato e dei dotti biliari.
Il senso biologico risiede nell'ulcerazione dei dotti biliari: il corpo aumenta il lume dei condotti per favorire un maggiore deflusso di bile, così da poter "digerire" le amarezze della vita e le forti contrarietà che stiamo subendo. Durante la fase di ulcerazione della mucosa duttale intraepatica, è possibile avvertire dolore al fianco destro. Il fisiologico gonfiore può inoltre indurre una stasi biliare e l'ostruzione temporanea dei dotti, provocando l'ittero.
Il risentito è quello della rabbia e del rancore nel territorio; un senso di ingiustizia che provoca profonda collera per rogne o contrasti con membri del "clan" (famiglia) o sul lavoro, spesso legati a questioni materiali come soldi, patrimoni o eredità. La bile, liquido alcalino e amaro, serve a emulsionare non solo i grassi, ma anche tali amarezze.
Nella fase di risoluzione avviene la riparazione delle ulcere. In questo stadio, il gonfiore fisiologico può determinare nuovamente una stasi di bile (ittero). Il vero problema, come sempre, sono le recidive: se il conflitto si ripresenta continuamente, i tessuti subiscono danni cronici che possono condurre alla cirrosi. È dunque fondamentale uscire quanto prima dal vissuto di rabbia e rancore, cercando una compensazione o un cambiamento di prospettiva, poiché la persistenza di questo conflitto nel lungo periodo risulta estremamente pericolosa.

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Il 20 marzo 2026 casca l'equinozio di primavera: il passaggio dalla “morte” della natura invernale al risorgere del Sole, della Luce e della Vita primaverile! Si tratta della forma più antica di capodanno!
Proprio per questo motivo, i primi giorni di marzo sono ideali per depurare l'intero organismo, partendo dalla ghiandola epatica e arrivando agli intestini.
Ricordo che il fegato è l'organo della forza e della depurazione: è la ghiandola più grande del corpo umano e prende il nome proprio dal suo peso: kabèd che significa appunto pesante, grave.
In moltissime culture è considerato l’organo connesso con il coraggio, la determinazione e l’energia vitale; per la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) è responsabile della capacità di trovare strategie per far fronte alle sfide della Vita.
Le sue funzioni sono infinite. Eccone qualcuna: secerne la bile, immagazzina la B12, raccoglie ferro e rame, produrre eparina e fibrina, depura e disintossica da tossine, immagazzina i carboidrati sotto forma di glicogeno, ecc.
Dal punto di vista biologico, l'organo epatico ha un vissuto specifico legato al fatto che ci manchi qualcosa di vitale, il cosiddetto boccone: denaro, cibo, lavoro o famiglia.
Le vie biliari si attivano quando viviamo rabbia e rancore nel territorio, quando non riusciamo a sopportare certe situazioni. Il vissuto biliare è una forte rabbia con rancore nel territorio: un risentito di ingiustizia per contrarietà con qualcuno in famiglia o al lavoro.
Diventa vitale aiutare fegato e vie biliari a scaricare queste tensioni!
La primavera come detto è proprio la stagione del fegato. Quindi questo è il periodo migliore dell'anno per depurarci alleggerendo il carico a questi due organi cruciali.

Come depurare il fegato?
Scaricare tutte le tensioni con una intensa attività fisica e/o sessuale 😉; farsi massaggiare l'intero corpo; mandare a fare in culo quando serve, adottando a bisogno la santa trinità (badile, sacco nero e alibi 🤣). Ovviamente una sana alimentazione disintossicante accompagnata da una corretta idratazione.
Infine la Natura ci viene in aiuto con molecole naturali, come quelle contenute nei seguenti prodotti: EPADEPURA e DEPURTOX.
Personalmente, essendo un incallito fegatoso, faccio tale depurazione almeno due volte all'anno, nei due equinozi: primavera ed autunno!
BUONA DEPURAZIONE A TUTTI

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Il fegato è l'organo della forza e della depurazione. Si tratta della ghiandola più grande del corpo umano e prende il nome proprio dal suo peso: kabèd che significa appunto pesante, grave.
In molte culture il fegato è considerato l’organo connesso con il coraggio, la determinazione e l’energia vitale; per la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) è responsabile della capacità di trovare strategie per far fronte alle sfide della Vita.
Le sue principali funzioni sono infinite. Eccone qualcuna: secerne la bile, immagazzina la B12, raccoglie ferro e rame, produrre eparina, depura e disintossica da tossine, immagazzina i carboidrati sotto forma di glicogeno, ecc.
L'organo epatico deriva dal foglietto embrionale endoderma controllato e gestito dal tronco encefalico (paleoencefalo), e dal punto di vista biologico il conflitto che lo interessa deriva dalla percezione che ci manchi qualcosa di vitale (il boccone: denaro, cibo, lavoro o famiglia).
Le vie biliari invece trasportano la bile dal fegato all'intestino e si attivano quando viviamo rabbia e rancore, cioè quando non riusciamo a sopportare certe situazioni. Il vissuto biliare è una forte incazzatura nel territorio: un risentito di ingiustizia per contrarietà con qualcuno nel clan (famiglia) o nel territorio (lavoro). Diventa per cui vitale aiutare fegato e vie biliari a scaricare queste tensioni!
La MTC da millenni insegna che ogni stagione corrisponde ad un elemento e ad un organo (che in quel periodo esprime al meglio la sua vitalità). Bene la primavera è la stagione del legno e guarda caso del fegato. Quindi questo è il periodo migliore dell'anno per depurarci alleggerendo il carico a questi due organi cruciali.

Come depurare il fegato?
Ovviamente la base è sempre la stessa: scaricare le tensioni con una intensa attività fisica e/o sessuale 😉; mandare a fare in culo quando serve; adottare al bisogno la famosa trinità (badile, sacco nero e abili 🤣); una sana alimentazione disintossicante accompagnata da una corretta idratazione (quasi nessuno beve a sufficienza).
Infine la Natura ci viene in aiuto con molecole naturali, come quelle contenute nei seguenti prodotti: EPADEPURA e DEPURTOX (questi due vanno sempre abbinati per potenziarne gli effetti) e CLORELLA! Personalmente la faccio sempre nei due equinozi: primaverile e autunnale!

Il primo segnale del dismetabolismo di carboidrati e lipidi è la steatosi epatica.
Il glucosio che arriva con la dieta nella cellula epatica ha due strade: produrre energia o depositarsi sotto forma di glicogeno.
A digiuno un individuo utilizza circa 200 grammi di zuccheri nelle 24 h e quindi è necessario un apporto di glucosio continuo per garantire ai tessuti l’energia sufficiente.
L’omeostasi del glucosio, cioè la stabilità della sua concentrazione plasmatica, dipende dall’assorbimento intestinale, dall’utilizzazione dei tessuti e dal dispendio energetico.

Tutte queste operazioni passano obbligatoriamente attraverso il fegato.
Tra gli ormoni interessati ci sono l’insulina e il glucagone. L’insulina trasporta il glucosio nelle cellule per dare l’energia immediata, favorire l’accumulo di glucosio e di lipidi nel fegato e nei tessuti adiposi per costituire la riserva energetica, il glucagone scinde il glicogeno epatico e lo trasforma in nuovo glucosio da immettere in circolo, e metabolizza alcuni aminoacidi (i ramificati) sempre per produrre zucchero.
Per questo motivo l’attività fisica di primo mattino a digiuno è importante: consuma lo zucchero proveniente dalle riserve di glicogeno e di lipidi, e quindi non solo favorisce il consumo dei depositi di grasso ma riduce l’accumulo di glicogeno nel fegato prevenendo la steatosi. L’attività invece svolta dopo pranzo smaltisce soltanto il glucosio alimentare lasciando inalterati i depositi.

Il digiuno prolungato e l'esclusione prolungata di carboidrati dalla dieta (regime chetogenico) costringe l’organismo a rimuovere i suoi depositi di glicogeno e/o di lipidi per avere l’energia sufficiente a mantenersi in vita. Il fegato per primo, smaltisce le sue riserve di glicogeno, poi quelle dei trigliceridi accantonati nei tessuti adiposi, per ricavarne i gliceridi (carboidrati) e mantenere la glicemia costante. Lo smaltimento dei grassi produce corpi chetonici che il cervello utilizza per ricavare energia!
Se la quantità di carboidrati apportati con la dieta è eccessiva - e questo è vero per la maggior parte delle persone - il glucosio fa fatica ad entrare nelle cellule e la glicemia sale. L'ingresso nelle cellule infatti, principalmente nell’epatocita, è il frutto di una sequenza di meccanismi complessi che si alternano a seconda delle necessità metaboliche.
Il glucosio deve entrare nel mitocondrio per iniziare la cascata metabolica che porta alla produzione di energia (ciclo di Krebs). Ma per entrare nel mitocondrio lo zucchero deve superare due ostacoli: la membrana cellulare e quella del mitocondrio stesso.

Una proteina presente sulla membrana cellulare fissa il glucosio, poi si ha l’azione di due enzimi endocellulari (chinasi) che captano la molecola di glucosio la ossidano (fosforilazione) e la trasportano fino all’interno del mitocondrio. E’ in questo ultimo passaggio che interviene l’insulina attivando una delle chinasi.
Il glucagone sostiene la glicemia perché favorisce l'aumento del glucosio; questo garantisce che anche a digiuno lo zucchero sia comunque presente e disponibile in circolo.
Ci penserà poi l’insulina a farlo sparire dal sangue facendolo entrare nelle cellule!
Tutta questa perfezione serve a mantenere la glicemia costante. Purtroppo ci sono molti intoppi. L’epatocita è saturo di glucosio e/o di glicogeno e nessun altro zucchero può entrare nella cellula; il glucagone funziona troppo o l’insulina funziona troppo poco, e infine l'eccesso di carboidrati e il consumo energetico basso (poco movimento).
Tutto questo per dire che la nutrizione chetogenica gioca un ruolo fondamentale!

Per fortuna anche la Natura ci viene in aiuto!
I due integratori naturali LIPO SIN (Curcuma, Cannella, Arancio amaro, Zenzero e Pepe nero) e SIN GLUCOL (Berberis, Aglio nero, Cannella, Coenzima Q10, Cardo e Pepe nero) favoriscono proprio lo stimolo metabolico ed il metabolismo di zuccheri e lipidi…

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La depurazione del fegato è essenziale per il buon funzionamento del corpo e della mente! Molto spesso infatti dopo una seria depurazione si possono vedere sparire disturbi fisici, e assistere al ritorno dell'energia.
Ovviamente dopo i bagordi invernali, e con l'arrivo della bella stagione è il momento ideale!
Il fegato neutralizza tutto quello che è indesiderabile, e quello che non serve viene immagazzinato come riserva di energia. Siccome produce enzimi, proteine, anticorpi e ormoni, è responsabile della “consistenza” del sangue, della sua composizione e colore. E' l'organo del ricambio, ma la sua peculiarità è di essere permeato di liquido, quindi di forze vitali (eteriche), ed è proprio per questo motivo che l'energia dipende da esso!
Visto il rapporto con le forze eteriche è deputato alla distribuzione dei liquidi, per cui se ci si gonfia (edemi) il fegato è certamente squilibrato. Ma anche la volontà umana è in rapporto con il ricambio, per cui un problema epatico si riflette perfino nella nostra volontà! Se ci sentiamo bloccati nella Vita; se non sappiamo cosa fare, la depurazione è vivamente consigliata! Il serbatoio della memoria sta nel corpo eterico, quindi un indebolimento del fegato si ripercuote a vari livelli e principalmente nella memoria.
Tutti validissimi motivi per depurare più volte all'anno l'organo di Dio. Il nome in ebraico è infatti Kaved, che letteralmente significa "pesante", nel senso di rendere onore, "dargli peso, importanza". Il fegato purificando il Sangue dalle impurità (zavorra) ci permette di elevarci verso il Cielo…

COME DEPURARE IL FEGATO?
Dare forze vitali al corpo con una alimentazione viva e drenare le tossine grazie alla Natura!
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Marcello Pamio

Il fegato è la ghiandola più grande del corpo umano. Stiamo parlando di un organo del peso di oltre 1,5 kg le cui numerose funzioni sono vitali.
Il sangue che esce dallo stomaco e dall'intestino non passa direttamente nel torrente venoso per giungere al cuore, ma viene convogliato al fegato attraverso una fittissima rete di capillari, sfocianti poi nella vena porta (1). Altro sangue che riceve il fegato giunge dall'arteria epatica.
Il sangue di entrambe queste sorgenti (intestini e arteria epatica) nel fegato viene ripulito e filtrato dalle varie sostanze pericolose; i nutrienti messi da parte e usati nel processo metabolico, per poi finire nelle vene sovraepatiche e gettato nella grossa vena cava che lo porterà al cuore, e da qui in tutto l'organismo.
Il fegato è una fabbrica metabolica a dir poco strabiliante, continuamente all'opera e il calore prodotto al suo interno contribuisce anche al riscaldamento del corpo.

Ecco alcune delle funzioni del fegato:

  • trasforma gli alimenti trasportati dal sangue;
  • produce e secerne la bile;
  • elabora proteine importanti (fibrinogeno, albumine, globulina);
  • raccoglie ferro e rame, utili per la produzione delle cellule rosse del sangue;
  • detossifica le sostanze nocive assorbite dal sangue;
  • trasforma e immagazzina i carboidrati sottoforma di glicogeno;
  • gioca un ruolo essenziale nell'immagazzinamento e metabolismo dei grassi.

I DUE TESSUTI DEL FEGATO
Le cose dette fino a questo punto sono conoscenze risapute perfino dalla fisiologia canonica, quello che invece non viene preso in considerazione è che il fegato attraverso reti neurali specifiche è in relazione con DUE parti del cervello: il Tronco Encefalico (emiparte destra) e la Corteccia Grigia.
Tanto per capirci: le “funzioni” vere e proprie del fegato, quindi il suo “senso biologico”, risiedono in queste due aree cerebrali!
Quindi ci sono due aree cerebrali diverse per due tessuti (endoderma ed ectoderma), con due risentiti (conflitti) che possono manifestarsi in due tumori differenti...

FEGATO ENDODERMICO
La prima area, il Tronco encefalico governa la parte di fegato (epatociti) che deriva dal tessuto più arcaico, l’endoderma. Le sue funzioni sono: ACCUMULARE glucosio (zucchero) sotto forma di glicogeno e DEPURARE il sangue che arriva dall’intestino dalle “schifezze” e dalle tossine scaricandole con la bile.
Ora le vediamo entrambe seppur molto superficialmente:

1) ACCUMULATORE
Un “epatopatico comportamentale” si presenta come un ACCUMULATORE, una persona che non butta via nulla, che vive sempre nella sensazione che gli manchi qualcosa di vitale (soldi, beni materiali, ecc.).
In questo tessuto il tumore (adenocarcinoma) è a forma di una o più palline rotondeggianti e piene di glicogeno e bile (casualmente le funzioni governate dal tronco).
Il conflitto è:

"MANCANZA DEL BOCCONE VITALE"

Mentre una volta l'uomo faceva il conflitto di mancanza del boccone vitale quando realmente non aveva da mangiare, oggi purtroppo il termine “vitale” è diventato soggettivo e dipende dalle credenze e dai condizionamenti (famiglia, religioni, società) che abbiamo vissuto.
Il “vitale” è ogni qualvolta nella vita, cioè nel cervello, formiamo una rete neurale specifica collegata con un bisogno. I veri bisogni dell'essere umano sono: ARIA-ACQUA-CIBO-SONNO-SESSO (questo ultimo da intedersi non solo come fisicità, ma anche come relazioni). Tutto il resto NON E' VITALE.

Oggi purtroppo l'uomo moderno considera “boccone vitale” non solo il cibo, ma anche tutto quello che viene vissuto come tale! Qui arrivano i problemi, perché se siamo cresciuti in una famiglia dove i soldi erano visti come basilari, dove il percepito del denaro era vitale, se da adulti vivremo un qualsiasi conflitto di mancanza, o una perdita economica (fallimento), il Tronco si attiverà arrivando a generare un adenocarcinoma al fegato. Stessa identica cosa se la mancanza interessa l'auto, il rapporto di coppia, la famiglia, ecc.
Un esempio per tutti potrà chiarire il meccanismo. Se perdiamo improvvisamente il lavoro perché ci licenziano o perché fallisce la fabbrica (cose che accadono in Italia molto spesso), il cervello per superare il conflitto aumenta la funzione epatica creando accumuli di grasso (fegato steatosico) e glicogeno (zucchero). Statisticamente sarebbe molto interessante osservare i dati epidemiologici del cancro (o altre patologie) al fegato nelle persone lasciate a casa dal lavoro, rispetto alla media nazionale.

In soluzione, il tumore viene caseificato grazie all'intervento di funghi e micobatteri, oppure finisce incistato con formazione di cisti.
Una cosa importante da tenere in seria considerazione in questa fase risolutiva, è che si può formare ascite, un liquido sieroso che gonfia l'addome. Questo siero è ricchissimo di proteine per cui ogni volta che viene incoscientemente aspirato dal medico che ignora queste Leggi, il cervello lo riforma continuamente. Più liquido aspirato e maggiori saranno le proteine scippate da muscoli e organi andando di fatto a debilitare e dimagrire l'organismo in generale.
Ovviamente è tutta colpa del cancro se la persona viene consumata fino alla morte...

2) DEPURATORE
La seconda importante funzione del fegato è la disintossicazione e depurazione costante del sangue.
Ogni 4 minuti circa il sangue fa un giro completo del corpo, passando attraverso il fegato.
Tale ghiandola deve “supportare” e “sopportare” tutte le schifezze che gli arrivano costantemente dal sangue che esce dagli intestini.
Per cui se viviamo situazioni in cui ci sentiamo INCAPACI DI SOPPORTARE gli eventi, il fegato si attiva...

"INCAPACITA' DI SOPPORTARE
QUELLO CHE SI STA VIVENDO"

FEGATO ECTODERMICO
Il secondo tessuto ectodermico è collegato alla Corteccia Grigia che governa le Vie Biliari, le quali risentono e si aprono quando si è “incazzati”, rabbiosi, pieni d’ira e sempre nella sensazione di essere incastrati in una situazione spiacevole. Può essere una costrizione lavorativa, relazionale, un'identità non riconosciuta, ecc.
In questo tessuto il tumore (carcinoma) mostra molte lesione più fusiformi (dotti) con cellule prive di glicogeno e bile.

CIRROSI ED EPATITE
Anche le classiche manifestazioni patologiche del fegato dipendono dal tessuto interessato.
La cirrosi per esempio è legata all'endoderma (quindi “boccone vitale”) e deriva da continue recidive di un conflitto appunto di “mancanza”.
L'epatite, sempre più diffusa nella società moderna, è legata al tessuto ectodermico, e rappresenta la fase di risoluzione di un forte conflitto di Rabbia/Rancore delle Vie Biliari.

FEGATO: L'ORGANO DI DIO
Il termine “fegato” deriva dal latino “ficus”, cioè fico, l’unico frutto che secondo i vangeli viene dato da mangiare al Cristo. Quindi un frutto divino? Sembra proprio di sì perché con le foglie di fico Adamo ed Eva nascondevano la loro “dimensione” umana: prima erano esseri spirituali, ma con il fico si “accorgono” di essere terreni...
In ebraico Fegato si dice KaVoD, che significa “peso”, “onore”, “qualcosa di greve”, “rispetto”, etc. In gemiatria ebraica convertendo KaVoD in numeri si ottiene 26, lo stesso numero della parola Jahwè. Il fegato è l’organo che purifica il Sangue (44) dalle sue impurità e ci permette di vivere (44-26=18 questo numero è Vita in ebraico).
Quindi forse il fegato è l’organo che ci permette di elevarci a Dio? Di trovare la nostra parte più spirituale, se e solo se però ci liberiamo dalla zavorra materialistica, cioè dalla sensazione che ci “manchi qualcosa”?
Dall’altro il fegato ectodermico “parla” anche del bisogno di “cambiare noi stessi” e non gli altri.
La Rabbia ed il Rancore si generano infatti dall’ira che proviamo quando vogliamo che qualcuno o qualcosa cambi, all'esterno di noi. Quindi invece di cambiare noi stessi per primi, cerchiamo di far cambiare gli altri (cosa impossibile), e questa impotenza e frustrazione generano appunto rabbia e rancore...

CONCLUSIONE
Una patologia al fegato endodermico, qualsiasi essa sia (cirrosi, cancro, ecc.) sta portando alla luce una “mancanza vitale”!
Quindi la domanda da porsi è: “COSA CI MANCA?”, “DOVE CI SENTIAMO MANCARE?”
Un qualsiasi conflitto che interessa il fegato ci mostra che una parte di noi è saldamente ancorata ad una materialità, a certi tipi di bisogni (spesso non realmente vitali) che impediscono l'evoluzione, impediscono di diventare divini. Ecco perché il fegato viene detto l'organo di Dio...
E' utile sapere per una maggiore comprensione del senso biologico che molte persone hanno trovato giovamento da patologie epatiche recitando il Salmo 23:

IL SIGNORE E' IL MIO PASTORE:
NON MANCO DI NULLA!

Discorso religioso a parte, recitando queste due righe centinaia di volte al giorno, potrebbe accadere qualcosa di veramente miracoloso, che non ha nulla di mistico: il cervello infatti si potrebbe alla fine convincere che NON manca nulla di vitale...
Uscendo dall'aspetto biblico una persona potrebbe sostituire la frase da ripetere ogni giorno con la più neutra:

LA MIA VITA E' PIENA.
HO TUTTO QUELLO CHE MI SERVE
NON MI MANCA NULLA!

Ringrazio per la collaborazione, le informazioni scientifiche sulle connessioni mente-corpo il dottor Matteo Penzo e la “Scuola del Sintomo” (www.daleth.it)

Nel suo ultimo libro (“Colesterolo: menzogne e propaganda”), un cardiologo e ricercatore al CNRS, il dottor Michel de Lorgeril mette un bastone tra le ruote. Secondo lui, far abbassare il colesterolo non serve a niente, buono e cattivo non avrebbe alcun senso e le statine sarebbero addirittura inutili.
In breve secondo lui, il colesterolo permetterebbe soprattutto alle industrie di fare un sacco di soldi...

  1. Colesterolo redditizio per i laboratori

D: Perché il colesterolo è così diffamato?
R: Dr. Michel de Lorgeril:  "Il colesterolo è diventato il nemico numero uno nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, perché fa comodo a tutti. Gli interessi economici in gioco sono enormi, soprattutto dopo l’arrivo delle statine. Le aziende farmaceutiche hanno fatto di gran lunga i loro conti. I farmaci anti colesterolo rappresentano uno dei più grandi affari del mercato mondiale.
Contribuiscono a oltre 1 miliardo di euro nel deficit della previdenza sociale.
Anche le industrie agroalimentari beneficiano di questo, con le loro margarine e yogurt presumibilmente anticolesterolo.
Interessa anche molti medici che così possono praticare una medicina per così dire sistematica"

2. Colesterolo buono e cattivo "di altezza"

D: I termini buono e cattivo, o tasso normale che senso hanno?
R: Dr. Michel de Lorgeril:  "Il concetto di colesterolo 'buono' e 'cattivo' è una panzana.
Pure Walt Disney con la strega cattiva e la fata bella cercano di nascondere le debolezze della teoria del colesterolo. Vi sono studi clinici come Illuminate del 2007, che mostrano come l'aumento del colesterolo buono e l’abbassamento di quello cattivo non proteggono dalle malattie cardiovascolari!
Quanto al tasso normale di colesterolo, si parla sempre di una media. Per i parametri biologici o fisiologici, ci sono le medie e delle differenze. Una persona può avere dei valori medi verso l’alto odei valori medi verso il basso, senza avere per questo un problema di salute.
"

  1. I pericoli del colesterolo sono una credenza?

D: Perché siete contrari alla teoria comunemente accettata sui pericoli del colesterolo?
R: Dr. Michel de Lorgeril: "Secondo questa teoria, il colesterolo è tossico per le arterie.
Rappresenterebbe  la principale causa di infarti, ictus e complicanze cardiovascolari.
Più il colesterolo aumenta e maggiore è il rischio. Viceversa più il suo tasso è basso e più il pericolo diminuisce. Alcuni fautori di questa teoria, raccomandano quindi di abbassare al massimo il colesterolo. Ma queste sono solo delle ipotesi senza validazione scientifica. Sono credenze indotte  dalle industrie farmaceutiche e alimentari. E non hanno una base razionale.
"

  1. Colesterolo e infarto: nessun rapporto?

D: Il colesterolo alto non è sinonimo di malattia cardiovascolare?
R: Dr. Michel de Lorgeril: "L’aumento del colesterolo non è di per sé una causa di problemi cardiovascolari. Esso può per contro essere letto come una alterazione dello stile di vita nei parametri biologici, vera e unica cause della malattie cardiovascolari.
Chiaramente, il colesterolo è un semplice indicatore di rischio.
Numerosi studi vanno in questa direzione.
Dagli anni '70, i dati mostrano che la mortalità cardiaca rimane generalmente la stessa, a prescindere dal livello di colesterolo nel sangue.
Il nostro stile di vita e le nostre condizioni di esistenza, diminuiscono l’aspettativa e speranza di vita, non il colesterolo.
"

  1. Far abbassare il colesterolo non serve a niente

D: Il livello di colesterolo non fornisce alcuna protezione?
R: Dr. Michel de Lorgeril:  "No, far abbassare il tasso di colesterolo non serve a niente.
Tutti gli studi clinici pubblicati dopo il 2005 sono stati negativi sulla questione. Il tasso di colesterolo si può ridurre con la dieta o l'assunzione di farmaci. Ma se contemporaneamente, lo stile di vita non cambia, il rischio rimane lo stesso. Se per esempio una persona continua a fumare, pensando di essere protetto dalla statina, essa andrà verso il disastro"

  1. Statine: nessuna prevenzione

D: Le statine aiutano a proteggere dalle malattie cardiovascolari?
R: Dr. Michel de Lorgeril: "No, non forniscono alcuna protezione. Abbassano il colesterolo ma senza alcun effetto sulla mortalità. Molti studi su questi farmaci restano sospetti a causa del coinvolgimento delle industrie farmaceutiche.
Il programma ALLHAT del 2002, il solo sponsorizzato da istituzioni pubbliche indipendenti, non mostra alcuna protezione malgrado il colesterolo basso.
Tutti gli studi dopo il 2005 non mostrano alcun effetto sulla mortalità, a parte il recente e molto controverso studio Jupiter. Sul rischio di ictus, non c’è nessuna prova o dato scientifico dell’utilità delle statine. Stessa cosa nell’insufficienza cardiaca
"

  1. Gli effetti collaterali delle statine

D: Ci sono rischi per i pazienti che assumono le statine?
R: Dr. Michel de Lorgeril: "Le statine hanno numerosi effetti collaterali. Per le persone attive, sembrano influenzare la qualità della vita causando dolori muscolari e depressione.
A lungo termine, esiste anche un aumentato rischio di cancro, specialmente nelle persone con più di 60 anni. Lo studio PROSPER del 2002 mostra maggior incidenza di cancro e numero di morti per cancro nei pazienti che usavano la pravastatina, rispetto alle persone senza trattamento.
Attenzione però, i pazienti non devono interrompere il trattamento farmacologico senza prima parlarne con il loro medico.
Ma la prescrizione di statine sembra peggiore del sangue infetto in termini di numeri. Ben 7 milioni di francesi prendono questi farmaci inutilmente
. "

  1. Le vere cause delle malattie cardiovascolari

D: Se il colesterolo non c’entra, cosa provoca gli infarti?
R: Dr. Michel de Lorgeril: "L’infarto viene quando c’è un’arteria coronaria completamente bloccata. Nella maggioranza dei casi, la causa è un coagulo di sangue. La formazione del coagulo dipende da tre fattori: l'aggregazione delle piastrine sanguigne, la coagulazione e la fibrinolisi, un meccanismo anti coagulo. Il colesterolo interviene in uno di questi fenomeni.
Quanto alle lesioni aterosclerotiche, esse intasano le arterie in parte, ma mai completamente. Il colesterolo rappresenta al massimo il 10% di queste lesioni. Quindi 10% di una parziale ostruzione, che non è essa stessa responsabile dell’infarto. "

  1. Come proteggere il cuore e le arterie

D: Quali misure dovrebbero essere prese per proteggersi dalle malattie cardiovascolari?
R: Dr. Michel de Lorgeril: "Tutte le malattie cardiovascolari sono malattie legate allo stile di vita. Da qui l'importanza di agire in particolare su tre fattori: fumo, esercizio fisico e dieta.
Chiaramente, non fumare e cercare di respirare aria pulita. Si dovrebbe anche effettuare una adeguata attività fisica.
Per l’alimentazione, la dieta mediterranea ha dimostrato la sua efficacia clinica. In sintesi, una dieta ricca di cereali non raffinati, frutta e legumi freschi, legumi secchi, noci e frutta essiccata, olio d'oliva e erbe aromatiche
.

  1. Perché il mondo medico rimane in silenzio

D: Perché molti medici non condividono i loro dubbi sul colesterolo e statine?
R: Dr. Michel de Lorgeril: "In primo luogo, non hanno accesso ai media. Ma se molti medici non dicono nulla, è anche per paura. Uno dei più grandi epidemiologi mondiali ha appena letto il mio lavoro sullo studio Giove, che riguarda l'uso preventivo delle statine. Ha detto che approva e mi sostiene. Ma si rifiuta di co-firmare il mio articolo. Il motivo: l'università per cui lavora ha contratti con l'industria farmaceutica…
Per quanto riguarda i medici di base, molti non hanno il coraggio di esprimere i loro dubbi a pazienti per paura di essere criticati dal cardiologo dell’ospedale. "

Fonti:

-  Colesterolo, bugie e la propaganda, il dottor Michel de Lorgeril, ed. Thierry Souccar 2008 delorgerilm20071001ent1

- Effetti del Torcetrapib nei pazienti ad alto rischio di eventi coronarici, Barter PJ et al, N Engl J Med 2007 ..

- colesterolo HDL, livelli molto bassi di colesterolo LDL ed eventi cardiovascolari, Barter PJ et al, N Engl J Med, 2007.

- i risultati principali in pazienti ipertesi moderatamente ipercolesterolemici randomizzati a pravastatina vs consueta attenzione: l'ALLHAT-LLT, ALLHAT Collaborative Research Group, JAMA, 2002.

- Rosuvastatina nei pazienti anziani con insufficienza cardiaca sistolica, Kjekhus J et al, N Engl J Med 2007

- Pravastatin in individui anziani a rischio di malattia vascolare (PROSPER): un trial randomizzato controllato, Pastore J et al, Lancet, 2002 ..

- Alte dosi di atorvastatina vs simvastatina a dosaggio standard per la prevenzione secondaria efficace infarto del miocardio. Lo studio IDEAL: uno studio controllato randomizzato, Pedersen TR et al, JAMA, 2005 ..

- è relazione betweens colesterolo e rischio di morte prematura per malattia coronarica continuo e graduale? Accertamenti 356,222 screenees primarie del MRFIT, Stamler J et al, JAMA, 1986 ..

- Dieta mediterranea, tradizionale factoring rischio e il tasso di complicanze cardiovascolari efficace infarto del miocardio - Relazione finale del Lyon Diet Heart Study, De Lorgeril M et al ., Circulation, 1999


Dottor Dwight Lundell

Durante 25 anni come chirurgo toracico, la mia vita è stata dedicata con passione a trattare le malattie del cuore; ho dato a diverse migliaia di pazienti una seconda possibilità di vita.
Poi qualche anno fa ho preso la decisione più difficile della mia carriera di medico. Ho lasciato la chirurgia che amavo, per avere la libertà necessaria di dire la verità sulle malattie cardiache, l'infiammazione, le statine e gli attuali metodi di trattamento di tali malattie.

E’ stato un momento emozionante per un giovane cardiochirurgo negli anni Ottanta. Una nuova tecnica chirurgica, la chirurgia di bypass è stata l'unico trattamento efficace per le persone con grave malattia coronarica. La nostra capacità di salvare vite umane aumentando i rischi di un intervento chirurgico, è diminuita con il miglioramento delle tecniche e delle tecnologie.
Durante la mia carriera come chirurgo ho eseguito più di 5000 interventi di bypass coronarico.

Il consenso ufficiale al tempo (e anche oggi) era che alti livelli di colesterolo nel sangue erano la causa del deposito graduale (colesterolo) nei vasi sanguigni.
Come medici avevamo (e abbiamo) due strade terapeutiche: abbassare il livelli di colesterolo nel sangue o eseguire una operazione per deviare il sangue intorno alla placca accumulata nelle arterie, ristabilendo così il flusso sanguigno e la funzione del muscolo cardiaco.
A parte la ricerca del mezzo più efficace nel ridurre il colesterolo nel sangue, non vi era praticamente ricerca per determinare la vera causa della placca. All’interno della comunità medica si era installata la semplice idea che è sufficiente il controllo dei grassi saturi e del colesterolo.

Le statine - i farmaci che il medico prescrive enfaticamente se il vostro colesterolo è leggermente alto - e Bernie Madoff (il famigerato truffatore finanziario) hanno lasciato nella loro scia molte vittime innocenti, e molti seguaci sinceri ma illusi.
Ed entrambi sono enormi truffe perpetrate sui creduloni.

Le statine rappresentano un mercato globale di oltre 30 miliardi di dollari l'anno, e questo da numerosi anni. Inoltre, lo screening e il trattamento per il colesterolo costano circa 100 miliardi di dollari l'anno, senza alcun beneficio evidente per le vittime, voglio dire i pazienti.
Non so se Madoff ha avuto l'intento di frodare fin dall’inizio, ma dalla lettura dei rapporti, sembra che le cose gli sono sfuggite di mano, e ha continuato a mentire per tenere il denaro che circolava nelle sue casse e per perpetuare il suo stile di vita molto sontuoso.
Anche per i produttori di statine non sono sicuro se avevano o meno intenzione di frodare dall'inizio, ma non erano certo disposti a rinunciare a un mercato annuale di 30 miliardi dollari tanto facilmente.

Ci sono molti medici sinceri, ben intenzionati e profondamente convinti che continueranno a sostenere la teoria che il colesterolo alimentare e di grassi saturi sono la causa della malattia cardiaca. Essi continueranno a credere che i farmaci per abbassare il colesterolo sono il trattamento di successo per prevenire le malattie cardiache, nonostante uno studio pubblicato sull'American Heart Journal (gennaio 2009) che ha analizzato ben 137.000 pazienti ricoverati presso gli ospedali degli Stati Uniti con un attacco di cuore. Nel 75% dei casi queste persone avevano un colesterolo "normale".

Questa visione ha continuato a darmi fastidio durante tutta la mia carriera chirurgica ospedaliera. L'idea che una sostanza naturale, vale a dire il colesterolo, possa causare la malattia cardiaca non mi ha mai convinto. Vedo pazienti che ritornano per un secondo intervento chirurgico di bypass a pochi anni di distanza dal primo, nonostante un normale tasso di colesterolo in tutto il periodo.
In sala operatoria, avevo sempre osservato l'infiammazione attorno all'arteria coronaria...

Grazie ad un marketing massiccio, i produttori di statine hanno sapientemente influenzato e  controllato la politica pubblica sulla prescrizione di statine facendola diventare il protocollo ufficiale di cura. Chiunque critica queste politiche o è in disaccordo viene etichettato come un eretico, ignorante e ridicolizzato.
La U.S. Food and Drug Administration (FDA), il National Cholesterol Education Program, l'American Heart Association e molti centri accademici sono diretti e influenzati da medici che ricevono benefit diretti o indiretti da parte dei produttori di statine. La loro influenza è così forte che di recente la FDA ha approvato il Crestor®, una statina per il trattamento di pazienti con colesterolo normale. Alcuni di questi universitari sono stati chiamati a trattare bambini con le statine.
Purtroppo il marketing ha davvero trionfato nella medicina.

Trattare o tentare di prevenire le malattie cardiache con le statine è pericoloso e fraudolento per due motivi:

1)  Gli effetti secondari gravi, mortali e invalidanti sono in gran parte ignorati dalla professione medica e taciuti dai produttori di statine. Questi effetti secondari sono stati brillantemente documentati dal Dr. Duane Graveline e da altri medici coraggiosi che hanno osato parlare contro la religione ufficiale del colesterolo e dei grassi saturi.

2) Continuare a concentrarsi sul trattamento inefficace distoglie l'attenzione dalla reale comprensione della malattia di cuore, e dà ai pazienti un falso senso di sicurezza che impedisce loro di fare cambiamenti nello stile di vita che potrebbero davvero prevenire e invertire malattie cardiache.

Si considerare anche gli elementi seguenti:

1) Non c’è alcuna prova che le statine aiutino le donne di qualunque età!

2) Non c’è alcuna prova che le statine aiutino le persone con più di 65 anni

3) L'unico gruppo di pazienti che possono - e  sottolineo "possono" - ottenere un beneficio, sono uomini di mezza età che hanno già avuto un infarto. E' incredibile vedere tutta la letteratura medica che è finanziata dai produttori di statine, e distribuito negli uffici dei medici da parte dei giovani rappresentanti entusiasti che sostengono che le statine sono utili.

Il molto pubblicizzato studio JUPITER - che ha portato la FDA ad approvare il Crestor ® per le persone con livelli di colesterolo normali - ha mostrato che il trattamento di 100 persone per 3 anni con Crestor ® "può" aver impedito un infarto.
Tuttavia, l'approvazione che è stata concessa e diversi milioni di persone sono state esposte ai rischi delle statine senza alcun beneficio, fatta eccezione per il produttore di Crestor®.
Ecco il motivo per cui ho chiamato la terapia con le statine la truffa più grande e pericolosa di quella di Bernie Madoff, almeno le sue vittime hanno solamente perso denaro, non la salute.

Benché Direttore del Gabinetto e capo della Chirurgia in un grande ospedale cardiologico, ho scoperto che non potevo cambiare la medicina, poco importa quanto ho denunciato e dichiarato, non importa quante prove ho raccolte in merito al colesterolo che non è un problema e che il trattamento del colesterolo con farmaci era contro-producente.
Così ho preso quella decisione difficile di lasciare la mia pratica chirurgica per avere la libertà di parlare, scrivere e insegnare la verità sulle malattie cardiache. Ho scritto un libro  “La guarigione della malattia cardiaca”, nel quale spiego che la vera causa della malattia cardiaca è l'infiammazione. Infatti senza infiammazione, il colesterolo non si accumula nella parete del vaso sanguigno per causare la placca con la conseguenza eventuale di un infarto e morte.

Marcello Pamio

Il diabete in cifre
Nel mondo ogni 10 secondi una persona muore per cause legate al diabete e 2 si ammalano.
Negli ultimi 20 anni la malattia è aumentata di ben 7 volte e questo è il motivo che ha spinto le Nazioni Unite a definire il diabete una vera e propria epidemia.
I dati effettivamente non lasciano spazio a dubbi: nel mondo oltre 285 milioni di persone ne soffrono e 344 milioni sarebbero potenzialmente a rischio di svilupparlo.
Secondo le previsioni ufficiali dell’OMS entro il 2030 i diabetici raggiungeranno l’astronomica cifra di 520 milioni di persone!
Oltre mezzo miliardo di persone nel mondo Occidentale soffriranno per una malattia legata ad una alimentazione errata e soprattutto abbondante, e nel Sud del mondo oltre 1 miliardo di persone non hanno accesso al cibo e all’acqua.
Loro muoiono per mancanza di cibo e noi stiamo morendo per eccesso di cibo.
Qui da noi in Italia, secondo l’International Diabetes Federation (Idf), il 6% della popolazione sarebbe diabetica, il che corrisponde a oltre 4.000.000 di persone!
La spesa sanitaria per il diabete ovviamente è colossale e  varia tra i 202 e i 422 miliardi di dollari ogni anno, ma potrebbe, entro il 2025, superare il tetto dei 559 miliardi di dollari.
Sorge a questo punto una domanda spontanea: con cifre a undici zeri ogni anno, è veramente possibile e credibile che l’Industria del farmaco voglia veramente guarire il diabete?

Creazione di malati
Sapendo che per l’Industria del farmaco il diabete rappresenta un guadagno tra i più importanti, è bene chiedersi quanti di questi milioni di persone sono realmente malati e quanti invece sono stati convinti di esserlo.
Fino all’anno 2000 il “valore normale” della glicemia, cioè la quantità di zucchero libero nel sangue era di 140 mg/dL, poi un gruppo di esperti con a capo un consulente di Aventis, Eli Lilly, Glaxo, Novartis, Merck e Pfizer (tutte ditte che ci guadagnano molto nel diabete) abbassarono la glicemia a 126 mg/dL.
Si è “normali” se la glicemia è al di sotto di 100 mg/dL; si parla di alterata glicemia a digiuno se i valori sono compresi tra 100 e 126 mg/dL. Oltre il valore di 126 mg/dL si parla di diabete.
Un apparente e banale abbassamento di soli 14 mg/dL (da 140 a 126) comportò la creazione di decine di milioni di nuovi malati: persone sane il giorno prima e dopo a rischio serio di diabete.
E’ indubbia la degenerazione dello stile di vita basato su alimenti morti, raffinati, pastorizzati che sta provocando inequivocabilmente la crescita del diabete e di tutte le cosiddette malattie da progresso, ma dall’altra c’è la ferrea volontà di far aumentare il numero di malati per un tornaconto economico.

Diabete gestazionale
Sempre più donne gravide si vedono affibbiare la diagnosi di diabete gestazionale o gravidico.
Tale diabete consiste in un’alterazione del metabolismo del glucosio che viene diagnosticata per la prima volta durante la gravidanza.
E’ risaputo che durante i nove mesi tutto l’equilibrio ormonale viene messo a dura prova. In questo ambito alcuni ormoni prodotti dalla placenta ostacolano l’azione dell’insulina, l’ormone secreto dal pancreas che ha il compito di abbassare la concentrazione di glucosio nel sangue.
Non a caso verso la fine della gravidanza, a parità di calorie introdotte con il cibo, una donna produce una quantità di insulina 3 volte superiore alla quantità prodotta da una donna della stessa età ma non gravida.
Tra la 24ma e la 28ma settimana di gravidanza i medici di norma prescrivono esami del sangue per la maggior parte delle donne che potrebbero essere soggette a diabete.
Se il valore glicemico a digiuno alla prima visita è compreso tra 92 mg/dL (anche se qualche laboratorio mette l’asterisco già a 90 mg/dL) e 126 mg/dL si parla di diabete gestazionale.
Le donne con valori glicemici superiori a 90-92 mg/dL dovranno essere sottoposte al test da carico con 75 g di glucosio con verifica dei valori glicemici all’inizio, dopo un’ora e dopo due ore.
Abbassando costantemente la glicemia a digiuno (in questo caso da 100 mg/dL a 90 mg/dL) il risultato è che aumentano le diagnosi di diabete gestazionale. Non è un caso infatti se oggi a sempre più mamme viene diagnosticato tale squilibrio metabolico, con rischi enormi non tanto per la disturbo in sé ma soprattutto per la paura della mamma il cui riverbero negativo sulla creatura che sta crescendo è oggettivo e fuori da ogni discussione.

Dall’insulina ai farmaci antidiabete
Nel 1922 a Stoccolma venne conferito ai ricercatori Barting, Best e Macleod il premio Nobel per la scoperta dell’insulina.
La commercializzazione di questo ormone di sintesi, dal 1923 in poi, è opera della casa farmaceutica statunitense Eli Lilly che, alla fine della seconda Guerra Mondiale, importò dalla Germania il metadone inventato dai nazisti con il nome di Dolophine, in onore di Adolf Hitler, e prodotto dall’enorme colosso dell’industria chimica IG Farben.
E’ la stessa casa farmaceutica che ha prodotto l’elisir di eroina, l’LSD una delle più potenti sostanze psichedeliche conosciute e il Prozac.
La Lilly lanciò nel 1982 la prima insulina da DNA ricombinante: fu il primo farmaco al mondo creato con questa tecnologia.
Oggi per il diabete, oltre alla nota insulina esistono prodotti come: Tolbutamide, Tolazamide, Clorpropramide, Acetoesamide, Gliburide, Glipizide, Glimepride, Metformina, Fenformina, Buformina, Repaglanide, Acarbosio, Miglitol, Glucagone…
Poche corporazioni della chimica e farmaceutica, tra loro interconnesse da fili economici e azionari, gestiscono l’intero mercato del diabete.
Gruppi potentissimi come Eli Lilly, Pfizer, Merck, Roche, Sanofi-Aventis e Bayer  ogni anno, guadagnando miliardi di dollari, controllano la vita di centinaia di milioni di persone.

Epidemiologia docet
Il “Bollettino dell’Accademia di Medicina di New York” del settembre 1933, riporta i dati ufficiali dal 1871 al 1932, e scrive: “…per le persone di entrambi i sessi, il tasso di mortalità del diabete a New York è passato dal 2,1 per 100.000 abitanti nel 1866, a 29,2 nel 1932”. Il numero totale delle morti perciò “è aumentato da 15 nel 1866 a 2.116 nel 1932”.
Il rapporto continua dicendo che “ …un aumento distinto nel numero di morti per diabete si sta verificando non solo al Nord Ovest, ma in tutti gli Stati Uniti, come dimostrano le statistiche di mortalità delle altre città
In poco meno di sessant’anni perciò, dal 1866 al 1932, i pochissimi e sporadici casi di diabete sono diventati qualche migliaio solamente nella città di New York per diventare, con una terribile accelerazione negli ulteriori 70 anni, 1 morto ogni 10 secondi!
Questi sono dati epidemiologici importanti che inquadrano una crescita esponenziale del fenomeno.
Cos’è successo nella società tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo per aggravare così drasticamente  la situazione?
Le due guerre mondiali certamente non hanno giovato al benessere psicofisico e sociale di centinaia di milioni di persone ma non ne sono state la vera causa.

Zuccheri, cereali raffinati e grassi idrogenati
Sempre più medici e ricercatori seri sono concordi nel ritenere che la degenerazione dello stile di vita, nonché l’industrializzazione dell’alimentazione, sono tra le cause principali del diabete.
La nascita e la commercializzazione dei cereali raffinati da una parte e dei grassi idrogenati dall’altra è avvenuta proprio agli inizi del XX secolo, parallelamente all’aumento dei casi di diabete.
Al medico russo Chaterine Kousmine (1904-1992) va il merito di aver compreso che gran parte delle malattie cronico-degenerative erano conseguenza indiretta di un’alimentazione degradatasi progressivamente nel tempo, soprattutto a seguito dell’introduzione nella catena alimentare di alimenti innaturali come lo zucchero bianco, i cereali raffinati e i grassi idrogenati.
All’inizio del secolo scorso l’industria ha iniziato per scopi commerciali a raffinare lo zucchero e  i cereali, andando così ad eliminare tutte quelle sostanze che risultano essere basilari e fondamentali per la vita: vitamine, minerali, enzimi, fibra, ormoni...
Quindi i cereali da alimento importante e completo sono stati trasformati in zucchero (amido allo stato puro) per cui mangiarli significa non solo non apportare nulla all’organismo (calorie vuote) ma anzi deprivarlo delle proprie riserve di sali minerali (ossa, denti, unghie, capelli, ecc.) perché fortemente acidificanti.
La medesima industria, non contenta, ha creato letteralmente ex novo i famosi e tristemente grassi idrogenati.
Il motivo è sempre lo stesso: commerciale.

Essendo solidi a temperatura ambiente si possono trasportare con estrema facilità, possono essere facilmente lavorati, sono inalterabili dall’ambiente esterno, non irrancidiscono e durano a lungo nel tempo. Cosa si può desiderare di più da un grasso?
La tecnica dell’idrogenazione venne introdotta nel 1912 proprio allo scopo di rendere solidi e commerciabili gli oli liquidi.
Tra i grassi idrogenati estremamente pericolosi per la salute, vanno annoverate le margarine, gli oli industriali prodotti ad alte temperature (quelli che riempiono le mensole nei supermercati) che trasformano la struttura molecolare dell’acido linoleico da cis-cis a cis-trans. La cis é una forma utilizzabile per l’organismo umano, la trans una forma non utilizzabile o utilizzabile con danni.
Purtroppo per tutti noi i grassi idrogenati sono ubiquitari e si trovano ovunque nei prodotti da forno di tipo industriale: merendine, pastine, biscotti, dolci, ecc., nelle pietanze precotte, pollo o pesce impanato, patatine fritte, pizze pronte, minestre in scatola, miscele per torte, ecc.
Secondo l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità una persona adulta dovrebbe ingerire meno di 2 grammi al giorno di grassi cis-trans per non rischiare seriamente la salute.
Sappiamo bene il ruolo giocato da questa associazione negli interessi delle lobbies…
Il punto è che tale soglia massima non dovrebbe esistere perché i grassi idrogenati creano danni anche in quantità molto inferiore.
Quali sono le conseguenze per la salute? Disturbi cardiocircolatori, obesità, danni alle cellule con rischio di tumore, malattie autoimmuni, insulino-resistenza e diabete.
Uno dei principali problemi dei grassi idrogenati è che non possono essere riconosciuti correttamente dall’organismo e quindi per le cellule sono letteralmente tossici.
Non è un caso che fanno diminuire le HDL, il colesterolo buono e alzano quello cattivo (LDL), interferiscono sia con l’insulina aumentando il rischio diabete che con il sistema immunitario e la detossificazione epatica; aumentano anche le patologie infiammatorie.
Agiscono negativamente sulla importantissima membrana delle 70 trilioni di cellule predisponendo non solo alla resistenza insulinica ma anche a qualsiasi patologia infiammatoria e degenerativa.