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La psilocibina è un composto psichedelico naturale presente in oltre 200 specie di funghi - comunemente noti come "funghi allucinogeni" o "funghi magici" - il cui utilizzo è al centro di una vera e propria rivoluzione nella psichiatria moderna.
Oggi vi racconto un incredibile caso clinico, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in Neuroscience.
Una donna di 80 anni, affetta da Alzheimer da 10 anni, negli ultimi 5 non era più riuscita a parlare a causa del grave deterioramento delle sue funzioni cognitive.
Recentemente è stata sottoposta a un trattamento sperimentale a base di psilocibina.
In seguito alla somministrazione di una macrodose di 5 grammi, la donna ha iniziato a recuperare la parola, a rievocare ricordi e a conversare con i familiari.
Contro ogni aspettativa, è persino svanita l'incontinenza urinaria.
Questo straordinario miglioramento si è manifestato ad appena 19 ore dall'assunzione.
Va detto che gli effetti straordinari osservati sono stati temporanei e che il farmaco non ha invertito la degenerazione fisica causata dalla demenza, ma ha temporaneamente riattivato circuiti neurali latenti o silenti. Cosa, questa, comunque molto interessante!
La dose di 5 grammi di funghi della varietà Enigma è una dose eccezionalmente elevata e potente, somministrata in un ambiente controllato; non si tratta di una cura standardizzata o approvata.
Comunque sia, proprio per questo motivo stanno studiando la capacità della psilocibina di riattivare i circuiti cerebrali e stimolare la neuroplasticità.
Anche se i futuri trial clinici confermeranno questi dati, si apriranno prospettive terapeutiche rivoluzionarie, che ovviamente non ci verranno dette…

La psilocibina non "ripara" fisicamente le cellule cerebrali danneggiate da traumi o malattie, ma stimola la crescita di nuove connessioni neurali, aumentando la flessibilità del cervello.
In pratica sfrutta il processo biologico noto come neuroplasticità: la capacità del cervello di modificarsi, ristrutturarsi e adattarsi durante tutta la vita in risposta a stimoli interni o esterni.
Ricordo che, nonostante le baggianate raccontateci dal non-compianto Pierino Angela, il cervello non è un organo rigido e immutabile, ma si comporta come un muscolo flessibile che si rimodella continuamente. Basta saperlo allenare e mantenere in ottima salute.

Come agisce la psilocibina sul cervello
La sostanza non agisce come un collante per cellule morte, ma modifica il modo in cui i neuroni comunicano tra loro:
- Rompe temporaneamente le reti cerebrali rigide e ripetitive e permette a regioni del cervello che normalmente non comunicano di connettersi tra loro.
- Promuove la crescita di nuove spine dendritiche, cioè ramificazioni dei neuroni necessarie per trasmettere i segnali elettrici.

Come mantenere in ottima salute il cervello

- Nutrizione
L’alimentazione neuroprotettiva è una dieta ricca di acidi grassi Omega-3 (EPA/DHA), grassi saturi e soprattutto colesterolo (burro ghee e uova come non ci fosse un domani), polifenoli e antiossidanti (verdure crude di stagione) che riducono lo stress ossidativo e proteggono le membrane neuronali. Un regime chetogenico è senza ombra di dubbio perfetto, perché eliminando zuccheri e carboidrati si riducono la neuroinfiammazione e l’insulino-resistenza. Quest'ultima danneggia i vasi sanguigni cerebrali, compromettendo il metabolismo energetico dei neuroni.
Ci sono poi alimenti chiave che stimolano il BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), una proteina che promuove la nascita di nuovi neuroni e la sopravvivenza di quelli esistenti:
- Mirtilli e frutti di bosco
- Pesce azzurro e grasso
- Cioccolato fondente
- Curcuma
- Noci
- Tè verde e caffè

Anche l’idratazione gioca un ruolo fondamentale, in quanto l’encefalo è costituito da quasi l’80% di acqua. Quindi, bere acqua depurata e soprattutto vitale è basilare.

- Esercizio fisico aerobico
Stimola il rilascio del BDNF, la proteina che promuove la nascita di nuovi neuroni. L’esercizio inoltre è il principale attivatore del sistema cardiovascolare e della circolazione cerebrale, poiché aumenta il flusso sanguigno verso il cervello e stimola direttamente la nascita di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi).
Infine, rinforza le giunzioni serrate delle cellule endoteliali, proteggendo il cervello dall'ingresso di tossine esterne (BEE).

- Allenamento cognitivo
Attività intellettuali complesse (apprendere nuove lingue, suonare strumenti, risolvere problemi inediti) creano una densa rete di connessioni sinaptiche di riserva.
Guardare la tv, a differenza di queste attività, appiattisce e riduce il cervello.

- Sonno profondo
Attiva il sistema glinfatico, una vera e propria "pompa di lavaggio" che elimina le tossine accumulate durante il giorno, comprese le tristemente note placche beta-amiloidi.
Quindi bisogna dormire bene in ambiente bonificato da luci blu e onde elettromagnetiche


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Marcello Pamio

Il fegato è la ghiandola più grande del corpo umano. Stiamo parlando di un organo del peso di oltre 1,5 kg le cui numerose funzioni sono vitali.
Il sangue che esce dallo stomaco e dall'intestino non passa direttamente nel torrente venoso per giungere al cuore, ma viene convogliato al fegato attraverso una fittissima rete di capillari, sfocianti poi nella vena porta (1). Altro sangue che riceve il fegato giunge dall'arteria epatica.
Il sangue di entrambe queste sorgenti (intestini e arteria epatica) nel fegato viene ripulito e filtrato dalle varie sostanze pericolose; i nutrienti messi da parte e usati nel processo metabolico, per poi finire nelle vene sovraepatiche e gettato nella grossa vena cava che lo porterà al cuore, e da qui in tutto l'organismo.
Il fegato è una fabbrica metabolica a dir poco strabiliante, continuamente all'opera e il calore prodotto al suo interno contribuisce anche al riscaldamento del corpo.

Ecco alcune delle funzioni del fegato:

  • trasforma gli alimenti trasportati dal sangue;
  • produce e secerne la bile;
  • elabora proteine importanti (fibrinogeno, albumine, globulina);
  • raccoglie ferro e rame, utili per la produzione delle cellule rosse del sangue;
  • detossifica le sostanze nocive assorbite dal sangue;
  • trasforma e immagazzina i carboidrati sottoforma di glicogeno;
  • gioca un ruolo essenziale nell'immagazzinamento e metabolismo dei grassi.

I DUE TESSUTI DEL FEGATO
Le cose dette fino a questo punto sono conoscenze risapute perfino dalla fisiologia canonica, quello che invece non viene preso in considerazione è che il fegato attraverso reti neurali specifiche è in relazione con DUE parti del cervello: il Tronco Encefalico (emiparte destra) e la Corteccia Grigia.
Tanto per capirci: le “funzioni” vere e proprie del fegato, quindi il suo “senso biologico”, risiedono in queste due aree cerebrali!
Quindi ci sono due aree cerebrali diverse per due tessuti (endoderma ed ectoderma), con due risentiti (conflitti) che possono manifestarsi in due tumori differenti...

FEGATO ENDODERMICO
La prima area, il Tronco encefalico governa la parte di fegato (epatociti) che deriva dal tessuto più arcaico, l’endoderma. Le sue funzioni sono: ACCUMULARE glucosio (zucchero) sotto forma di glicogeno e DEPURARE il sangue che arriva dall’intestino dalle “schifezze” e dalle tossine scaricandole con la bile.
Ora le vediamo entrambe seppur molto superficialmente:

1) ACCUMULATORE
Un “epatopatico comportamentale” si presenta come un ACCUMULATORE, una persona che non butta via nulla, che vive sempre nella sensazione che gli manchi qualcosa di vitale (soldi, beni materiali, ecc.).
In questo tessuto il tumore (adenocarcinoma) è a forma di una o più palline rotondeggianti e piene di glicogeno e bile (casualmente le funzioni governate dal tronco).
Il conflitto è:

"MANCANZA DEL BOCCONE VITALE"

Mentre una volta l'uomo faceva il conflitto di mancanza del boccone vitale quando realmente non aveva da mangiare, oggi purtroppo il termine “vitale” è diventato soggettivo e dipende dalle credenze e dai condizionamenti (famiglia, religioni, società) che abbiamo vissuto.
Il “vitale” è ogni qualvolta nella vita, cioè nel cervello, formiamo una rete neurale specifica collegata con un bisogno. I veri bisogni dell'essere umano sono: ARIA-ACQUA-CIBO-SONNO-SESSO (questo ultimo da intedersi non solo come fisicità, ma anche come relazioni). Tutto il resto NON E' VITALE.

Oggi purtroppo l'uomo moderno considera “boccone vitale” non solo il cibo, ma anche tutto quello che viene vissuto come tale! Qui arrivano i problemi, perché se siamo cresciuti in una famiglia dove i soldi erano visti come basilari, dove il percepito del denaro era vitale, se da adulti vivremo un qualsiasi conflitto di mancanza, o una perdita economica (fallimento), il Tronco si attiverà arrivando a generare un adenocarcinoma al fegato. Stessa identica cosa se la mancanza interessa l'auto, il rapporto di coppia, la famiglia, ecc.
Un esempio per tutti potrà chiarire il meccanismo. Se perdiamo improvvisamente il lavoro perché ci licenziano o perché fallisce la fabbrica (cose che accadono in Italia molto spesso), il cervello per superare il conflitto aumenta la funzione epatica creando accumuli di grasso (fegato steatosico) e glicogeno (zucchero). Statisticamente sarebbe molto interessante osservare i dati epidemiologici del cancro (o altre patologie) al fegato nelle persone lasciate a casa dal lavoro, rispetto alla media nazionale.

In soluzione, il tumore viene caseificato grazie all'intervento di funghi e micobatteri, oppure finisce incistato con formazione di cisti.
Una cosa importante da tenere in seria considerazione in questa fase risolutiva, è che si può formare ascite, un liquido sieroso che gonfia l'addome. Questo siero è ricchissimo di proteine per cui ogni volta che viene incoscientemente aspirato dal medico che ignora queste Leggi, il cervello lo riforma continuamente. Più liquido aspirato e maggiori saranno le proteine scippate da muscoli e organi andando di fatto a debilitare e dimagrire l'organismo in generale.
Ovviamente è tutta colpa del cancro se la persona viene consumata fino alla morte...

2) DEPURATORE
La seconda importante funzione del fegato è la disintossicazione e depurazione costante del sangue.
Ogni 4 minuti circa il sangue fa un giro completo del corpo, passando attraverso il fegato.
Tale ghiandola deve “supportare” e “sopportare” tutte le schifezze che gli arrivano costantemente dal sangue che esce dagli intestini.
Per cui se viviamo situazioni in cui ci sentiamo INCAPACI DI SOPPORTARE gli eventi, il fegato si attiva...

"INCAPACITA' DI SOPPORTARE
QUELLO CHE SI STA VIVENDO"

FEGATO ECTODERMICO
Il secondo tessuto ectodermico è collegato alla Corteccia Grigia che governa le Vie Biliari, le quali risentono e si aprono quando si è “incazzati”, rabbiosi, pieni d’ira e sempre nella sensazione di essere incastrati in una situazione spiacevole. Può essere una costrizione lavorativa, relazionale, un'identità non riconosciuta, ecc.
In questo tessuto il tumore (carcinoma) mostra molte lesione più fusiformi (dotti) con cellule prive di glicogeno e bile.

CIRROSI ED EPATITE
Anche le classiche manifestazioni patologiche del fegato dipendono dal tessuto interessato.
La cirrosi per esempio è legata all'endoderma (quindi “boccone vitale”) e deriva da continue recidive di un conflitto appunto di “mancanza”.
L'epatite, sempre più diffusa nella società moderna, è legata al tessuto ectodermico, e rappresenta la fase di risoluzione di un forte conflitto di Rabbia/Rancore delle Vie Biliari.

FEGATO: L'ORGANO DI DIO
Il termine “fegato” deriva dal latino “ficus”, cioè fico, l’unico frutto che secondo i vangeli viene dato da mangiare al Cristo. Quindi un frutto divino? Sembra proprio di sì perché con le foglie di fico Adamo ed Eva nascondevano la loro “dimensione” umana: prima erano esseri spirituali, ma con il fico si “accorgono” di essere terreni...
In ebraico Fegato si dice KaVoD, che significa “peso”, “onore”, “qualcosa di greve”, “rispetto”, etc. In gemiatria ebraica convertendo KaVoD in numeri si ottiene 26, lo stesso numero della parola Jahwè. Il fegato è l’organo che purifica il Sangue (44) dalle sue impurità e ci permette di vivere (44-26=18 questo numero è Vita in ebraico).
Quindi forse il fegato è l’organo che ci permette di elevarci a Dio? Di trovare la nostra parte più spirituale, se e solo se però ci liberiamo dalla zavorra materialistica, cioè dalla sensazione che ci “manchi qualcosa”?
Dall’altro il fegato ectodermico “parla” anche del bisogno di “cambiare noi stessi” e non gli altri.
La Rabbia ed il Rancore si generano infatti dall’ira che proviamo quando vogliamo che qualcuno o qualcosa cambi, all'esterno di noi. Quindi invece di cambiare noi stessi per primi, cerchiamo di far cambiare gli altri (cosa impossibile), e questa impotenza e frustrazione generano appunto rabbia e rancore...

CONCLUSIONE
Una patologia al fegato endodermico, qualsiasi essa sia (cirrosi, cancro, ecc.) sta portando alla luce una “mancanza vitale”!
Quindi la domanda da porsi è: “COSA CI MANCA?”, “DOVE CI SENTIAMO MANCARE?”
Un qualsiasi conflitto che interessa il fegato ci mostra che una parte di noi è saldamente ancorata ad una materialità, a certi tipi di bisogni (spesso non realmente vitali) che impediscono l'evoluzione, impediscono di diventare divini. Ecco perché il fegato viene detto l'organo di Dio...
E' utile sapere per una maggiore comprensione del senso biologico che molte persone hanno trovato giovamento da patologie epatiche recitando il Salmo 23:

IL SIGNORE E' IL MIO PASTORE:
NON MANCO DI NULLA!

Discorso religioso a parte, recitando queste due righe centinaia di volte al giorno, potrebbe accadere qualcosa di veramente miracoloso, che non ha nulla di mistico: il cervello infatti si potrebbe alla fine convincere che NON manca nulla di vitale...
Uscendo dall'aspetto biblico una persona potrebbe sostituire la frase da ripetere ogni giorno con la più neutra:

LA MIA VITA E' PIENA.
HO TUTTO QUELLO CHE MI SERVE
NON MI MANCA NULLA!

Ringrazio per la collaborazione, le informazioni scientifiche sulle connessioni mente-corpo il dottor Matteo Penzo e la “Scuola del Sintomo” (www.daleth.it)