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Il glutine infiamma il cervello



Siamo ancora qui, nel bel mezzo della solita, infinita diatriba esistenziale: il glutine fa bene o fa male?
Non serve sterminare intere colonie di topi in laboratorio per comprendere una verità lapalissiana: il glutine non fa bene. Punto.
E prima che iniziate a tirare fuori le vostre tessere dell'AIC, no, non mi riferisco soltanto ai celiaci. Parlo proprio di tutti quanti. Voi compresi.
Questa proteina (una lectina) è estremamente complessa da digerire e, soprattutto, è altamente infiammante.
Quindi, una dieta ricca di glutine aumenta l'infiammazione organica, inclusa quella del nostro cervello!
Per chi non conoscesse le lectine, si tratta di molecole autoprodotte dalle piante come difesa dagli animali; una volta ingerite, si legano ai carboidrati nel tratto intestinale, nel cervello e nelle articolazioni, causando reazioni infiammatorie!
Che il glutine crei disastri e disturbi infiammatori all'intestino lo sanno pure i sassi.
Basta essere onesti con se stessi la sera sul divano, tra movimenti tellurici della pancia, mongolfiere di aria, gonfiore fantozziano, feci sfatte, dolori e crampi vari. La novità è che solo da poco, finalmente, si è iniziato a parlare anche del suo devastante impatto sull’encefalo.
Il glutine non è l'unica lectina: anzi, la Wheat germ agglutinin (WGA, che si trova nella crusca) è una proteina ancor più piccola, per cui riesce a passare la barriera intestinale e quella emato-encefalica, innescando focolai infiammatori con la conseguente formazione di placche come meccanismo di autodifesa.
Ma non finisce qui, perché nel tempo libero questa simpatica sostanza causa anche l'aumento della massa adiposa. Ebbene sì, cari amanti della scarpetta: questo succede perché i carboidrati (cereali, legumi, amidi in generale) una volta metabolizzati si trasformano inesorabilmente in zucchero. Tutto quello che non riuscite a bruciare con le vostre normali attività quotidiane viene stoccato sotto forma di glicogeno nel fegato — intasandolo e regalandovi un bel fegato grasso da competizione — e sotto forma di adipe nei punti critici.
Care donne, avete capito il messaggio? Il grasso che si deposita nei vostri fianchi, nelle cosce e nel culo non arriva dal grasso alimentare (olio, burro, uova), ma dai carboidrati (zuccheri) in eccesso!
Al contempo, impedisce allo zucchero di entrare nelle cellule muscolari, interferendo perfino con la digestione delle altre proteine. Insomma, un bel casino.
Ovviamente tutto dipende dalla quantità di glutine che decidete di buttarci dentro con la nutrizione, ma viene da sé che, in caso di patologie, i carboidrati andrebbero ridotti drasticamente — e in certi casi eliminati del tutto, senza pietà. Se poi vogliamo parlare di vera prevenzione, allora dare un taglio netto e drastico alla loro assunzione non è solo consigliato, è pura sopravvivenza.

PS: Attenzione che non vi sto mica rivelando il terzo segreto di Fatima? Tutte le persone (e dico tutte) che hanno provato a ridurre o eliminare il glutine anche solo per un breve periodo di tempo, hanno sperimentato risultati a dir poco eclatanti. Parliamo di prestazioni fisiche e mentali decollate all'improvviso e della misteriosa scomparsa di sintomatologie fastidiose, spesso croniche, che si trascinavano dietro da anni (e che la medicina ufficiale tentava di spegnere a suon di farmaci). Provare per credere, d'altronde il corpo non mente mai.

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