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La Cochrane Library è una delle fonti più autorevoli e affidabili nel campo della medicina basata sull'evidenza. In pratica un database che raccoglie revisioni sistematiche, studi clinici e varie metodologie scientifiche. E' gestita dalla Cochrane Collaboration, un'organizzazione no-profit internazionale (indipendente) fondata nel 1993 a Londra.
Proprio ieri (16 aprile 2026) hanno pubblicato una interessantissima revisione sull'efficacia e la sicurezza degli anticorpi monoclonali per il trattamento dell'Alzheimer.
Gli anticorpi monoclonali sono sviluppati in laboratorio e progettati per legare in maniera selettiva un singolo antigene. Chiamati “monoclonali” perché sono prodotti a partire da un solo clone.
E siccome costano assai rappresentano una vera e propria manna dal cielo per Big Pharma.
Per la demenza gli anticorpi monoclonali hanno lo scopo di eliminare la famosa proteina Beta Amiloide (Aβ), nota per accumularsi nel cervello formando placche e provocando la morte dei neuroni e la neurodegenerazione. Così dice la Scienzah. Secondo i medici infatti sarebbe una delle cause principali della malattia di Alzheimer! Ma non è così, come spiego anche nel mio libro "Alzheimer: l'epidemia silenziosa". Ci sono persone con le placche nel cervello e senza demenza, e persone con degenerazione cognitiva senza placche. Quindi, come la mettiamo?
Ecco le interessanti conclusioni degli autori della revisione Cochrane (quasi tutti italiani):
"L'effetto degli anticorpi monoclonali diretti contro la proteina beta-amiloide sulla funzione cognitiva e sulla gravità della demenza a 18 mesi in persone con lieve deterioramento cognitivo o demenza lieve dovuta alla malattia di Alzheimer è trascurabile, mentre sulla capacità funzionale è al minimo" .
Attenzione non solo non servono a nulla ma presentano anche rischi. Ecco perché alla fine della revisione i ricercatori si auspicano che la ricerca futura sui trattamenti per la malattia di Alzheimer si concentri su altri meccanismi d'azione.
Personalmente ho tanti dubbi che i loschi figuri dietro l'industria chimica mollino l'osso, e sapete perché? Per via dei prezzi esorbitanti di questa sbobba genica.

Gli anticorpi monoclonali per l'Alzheimer, come Lecanemab e Aducanumab, infatti negli Stati Uniti costano tra 26.000 e oltre 50.000 dollari all'anno PER paziente!

Avete capito? Decine di migliaia di bigliettoni verdi ogni anno e per singolo paziente! Cifre colossali se diamo per buone le stime ufficiali che parlano di oltre 55 milioni di persone con una demenza. Mentre le previsioni sono a dir poco catastrofiche: il numero è destinato ad aumentare notevolmente con 78 milioni entro il 2030 e 139 milioni entro il 2050.
Quindi stiamo parlando di centinaia (per non dire migliaia) di miliardi di dollari!
Nel frattempo nessuno in ambito medico ufficiale comprende realmente come mai la coscienza di sempre più persone, anche giovanissime (ho conosciuto un 50enne con l'Alzheimer😳), risulti annichilita! Siamo di fronte al dilagare di una vera e propria pandemia silenziosa e a loro interessa esclusivamente spacciare veleno costosissimo.

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Ecco la prima immensa cagata del nuovo anno, anche se la notizia è di qualche settimana fa.
I ricercatori dell'Arizona State University (ASU) e del Banner Alzheimer's Institute hanno scoperto - aprite bene le orecchie e collegate qualche sinapsi neuronale - una connessione tra il citomegalovirus (HCMV) e l'Alzheimer! 🤣
Eh già: la causa della demenza sarebbe un vairus! E attenzione, non uno qualunque, ma uno della cosiddetta famiglia degli Herpesvirus "estremamente diffusi a livello globale".
Lasciamo momentaneamente da parte la fantomatica esistenza dei vairus, ma ci stanno gentilmente dicendo che tutti i sudditi sono a rischio demenza, in quanto questo citomegalovirus sarebbe diffusissimo negli intestini umani! Auguriiiiiiiii🤣
Non male come notizia, vero? Come sempre non sanno più che minchia pigliare.
Fin l'altro giorno l'aumento del colesterolo e delle placche di beta-amiloide nel cervello, associato all'accumulo di grovigli di Proteina Tau, erano collegati a declino cognitivo, cosa peraltro non vera visto in quanto ci sono persone con le placche nel cervello senza demenza. Sul colesterolo non spendo una sola parola, non vorrei attivare il primo dell'anno le vie biliari dalla rabbia.
Ma da oggi cari amici, la nuova causa virale apre scenari intriganti per Big Pharma: farmaci e sbobba genica a gogò per evitare il rimbambimento…
Happy New Year

PS: come sempre quando i camici bianchi non capiscono un cazzo: parlano di genetica o di virus, due cose che non vedrete mai nella vostra vita.
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Marcello Pamio – 21 marzo 2023
I fosfati organici sono usati come insetticidi e come gas nervini nella Guerra chimica (Sarin e Soman). Sono prepotenti inibitori degli acetilcolinesterasi (enzima sinaptico) e vengono usati nei tranquillanti (Roipnol) e in anestetici. Hanno un effetto inibitorio sulla tiroide, sia come antagonisti dello iodio, sia sul metabolismo del calcio, questo perché lo ione fluoruro è affine a metalli come calcio, magnesio e manganese.
L'assorbimento del fluoro avviene attraverso tre vie: respiratoria, digerente e cutanea. Una volta in circolo si lega alle albumine del sangue e ai globuli rossi.
Inibisce anche l'ormone testosterone presente nell'uomo e questo potrebbe incidere sulla diminuzione di fertilità.
Ma come fa l'alluminio a entrare nell'organismo e a penetrare nel cervello?
Nell'apparato digerente in condizioni normali di pH intestinale l'alluminio tende a formare composti insolubili quindi non assimilabili, ma in presenza del fluoro la situazione cambia. Essendo questi due elementi molto affini, si formano complessi solubili anche nelle condizioni di acidità intestinale e in questa forma possono essere assorbiti dall'apparato gastro-enterico e finire nel sangue. Qui l'alluminio, sempre con l’aiuto del fluoro mima il comportamento dei fosfati ed entra nei loro composti con altre sostanze soprattutto adenosindifosfato e guainidindifosfato e sotto questa forma è scambiato come una sostanza utile riuscendo a penetrare l’invalicabile barriera emato-encefalica che protegge il cervello! L'alluminio penetrato così nel cervello probabilmente favorisce la coagulazione delle tristemente note proteine beta-amiloidi onnipresenti nella degenerazione neurale alla base dell'Alzheimer. Quindi le placche amiloidi si formano come ultimo tentativo di difesa delle cellule cerebrali alla neurotossicità del fluoro e dell’alluminio!
Per caso stanno facendo di tutto per rincoglionirci? 🤔Dopo gli ultimi tre anni, mi sa che ci stanno riuscendo…


Video in diretta radio di Marcello Pamio. Presentazione libro, "ALZHEIMER: L'EPIDEMIA SILENZIOSA. 
Acquistabile in tutte le librerie oppure online nel sito Macrolibrarsi
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__alzheimer-l-epidemia-silenziosa.php 

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