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I funghi sono creature misteriose. Spuntano all'improvviso, dal nulla, con le loro splendide forme e colori, e altrettanto rapidamente scompaiono.
Per migliaia di anni le loro sorprendenti apparizioni e le enigmatiche sparizioni li hanno resi una sorta di frutti proibiti.
Alcuni funghi sono in grado di ucciderci, altri possono guarirci, molti possono nutrirci e altri ancora possono stimolare un viaggio spirituale e un'elevazione della coscienza.
Per essere precisi, i funghi sono i corpi fruttiferi di una rete quasi invisibile chiamata micelio: il tessuto cellulare che sta sotto la terra dove camminiamo.
Il micelio è una specie di network di cellule fungine che permea tutti gli ambienti naturali.
Ma è anche il fondamento della rete alimentare e ciò che tiene insieme tutta la vita.
Queste immense reti sotterranee possono raggiungere dimensioni più grandi di qualsiasi altro organismo al mondo, arrivando a coprire anche migliaia di ettari.
Sotto i nostri piedi esiste quindi una rete vibrante di filamenti lunghi migliaia di chilometri, quasi microscopici, che ricicla aria, suolo e acqua in un ciclo continuo di equilibrio e reintegrazione.
Il solo motivo per cui possiamo camminare nei boschi è perché migliaia di specie fungine hanno decomposto tutti i detriti organici, riciclando il materiale morto e dando il via all'incessante rinnovamento dell’esistenza.
Attualmente si contano almeno 3 milioni di specie di funghi che popolano la Terra, ma alcuni ricercatori ritengono possano esisterne altri 100 milioni ancora da scoprire.
La capacità dei funghi di scomporre sostanze chimiche ed eliminare tossine è ampiamente nota e dimostrata. Sono in grado di assorbire, degradare o sequestrare i contaminanti che si sono accumulati o rilasciati nel suolo o nell'acqua. Ci riescono scomponendo gli idrocarburi complessi e le catene di molecole toxic in parti abbastanza piccole da consentire ad altri microrganismi di completare il lavoro, riportando così la vita in luoghi compromessi.
Detto in altri termini, sono le pietre miliari di tutte le specie, il collante nei regni della Natura che includono insetti, piante e animali. Rendono i nutrienti biodisponibili per tutti gli altri organismi.
Almeno il 70% dell’anidride carbonica presente sotto terra è costituita da funghi, sia vivi che morti.
Quello che fa impazzire i botanici è che i funghi fanno parte di un regno a sé stante: sono più strettamente imparentati con noi di quanto lo siano con i vegetali.
Organismi del tutto insoliti: il loro tessuto è più simile al tessuto animale che a quello vegetale, e anche il loro contenuto di nutrienti è più affine a quello degli animali che delle piante.
Questo è il motivo per cui i funghi non sono né piante né animali, ma stanno nel mezzo a questi due estremi. Costituiscono un regno completamente separato.
Sono composti principalmente da acqua e fibre, come le piante, e presentano organi riproduttivi come la frutta, ma in termini evolutivi occupano una posizione molto più vicina alla nostra.
Come è stato detto, i funghi che vediamo spuntare dalla terra sono i corpi fruttiferi del micelio. Provate a immaginare l'intero organismo come un enorme albero di melo sotterraneo, mentre il fungo è la mela.
Non avendo uno stomaco, si nutrono secernendo enzimi, come i nostri succhi gastrici, per scomporre il cibo fuori dai loro corpi.
Noi esseri umani possiamo rilevare cinque principali sapori: dolce, salato, acido, amaro e umami.
L’umami è anche il gusto che caratterizza proprio i funghi, a causa della presenza di tutti e nove gli aminoacidi essenziali per produrre proteine complete, non come quelle della carne, ma di migliore qualità. I funghi sono anche una fonte ottimale di vitamina D2.
La loro storia si perde nella notte dei tempi.
Alcune spore di funghi sono state trovate nei resti di una donna che morì circa 20.000 anni fa nell’attuale Spagna. In Egitto i funghi venivano chiamati “figli degli dei”.
Nel corpo mummificato di Ötzi (l'uomo di ghiaccio), risalente a circa 3.300 anni prima di Cristo, sono stati trovati due tipi di funghi: il Piptoporus betulinus che cresce sulle betulle ed è tuttora utilizzato per combattere le infezioni e come coadiuvante nella digestione, e il fungo “esca del fuoco”, ben noto per le sue capacità di facilitare l'accensione del fuoco.

PS: il prossimo articolo sarà dedicato ai Funghi magici...

Tratto dal libro "Funghi Fantastici"

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Lettura estiva finita!
Se pensate che gli psichedelici siano solo robaccia da hippy, questo libro vi farà cambiare idea.
L'autore Michael Pollan, giornalista del New York Times magazine e docente universitario spiega come queste sostanze stiano rivoluzionando la medicina e la psichiatria.
Un saggio pazzesco che demistifica i pregiudizi sugli psichedelici raccontandone la storia, la neuroscienza e il potenziale terapeutico.
Bellissima la metafora del cervello come una "sfera di vetro con la neve": queste sostanze la scuotono, azzerando le rigidità mentali e restituendo plasticità alla mente!
Si tratta di una specie di diario di un rispettabile professore universitario che realizza di essersi perso la Summer of Love (l'Estate dell'Amore è il culmine del movimento hippy, avvenuto nel 1967), e decide di rimediare.
Le prime cento pagine sono dedicate a spiegarci che negli anni '50 e '60 gli scienziati stavano per curare i flagelli dell'umanità, ma poi sono arrivati i Figli dei Fiori e Charles Manson, e la politica ha dovuto vietare tutto.
Prima che l'establishment e l'opinione pubblica demonizzassero queste sostanze, la ricerca ufficiale guidata da scienziati stava ottenendo risultati promettenti nel trattamento di dipendenze (alcolismo, droghe...), traumi, depressione e ansia.
Poi, l'uso incontrollato fuori dai laboratori grazie a Timothy Leary, scatenarono il panico morale.
Pollan quindi cerca di spiegare scientificamente - grazie alle reti neurali -  perché, quando si assume psilocibina, vedi i muri che respirano e parli con le felci.
In pratica la molecola psicoattiva prima spegne il cervello e poi lo riaccende, passando da un modem a 56K alla fibra ottica...
Nella seconda parte del libro l'autore va alla ricerca di sciamani clandestini che sembrano usciti da un film di Tarantino per farsi somministrare sostanze varie, incluso il veleno di un rospo del deserto. Il tutto descritto con lo stesso tono distaccato con cui recensirebbe un ristorante stellato.

L'estinzione dell'Ego
Il giornalista prova il trip e passa capitoli interi a descrivere come la sua identità si sia dissolta nello spazio cosmico. Sapete qual è la cosa ironica? Ci vogliono un ego e un narcisismo monumentali per scrivere 400 pagine di libro incentrate sui propri viaggi mentali.😂
Ma il risultato è molto interessante.

Dimenticate i festival nel fango e i rave party
Gli psichedelici usati da Pollan si consumano in eleganti salotti della East Coast, con mascherine di seta sugli occhi, playlist di musica classica e terapeuti certificati che ti tengono la mano a 200 dollari l'ora.
I passaggi in cui tenta di descrivere gli indescrivibili viaggi sono perle assolute. Sentirsi un tutt'uno con una pagina di spartito musicale o provare un'empatia profonda per una pianta di pomodoro richiede un talento letterario notevole (o una droga davvero ottima).

"Mi sono sentito profondamente grato alle piante per il loro duro lavoro di fotosintesi, un compito incredibilmente generoso".

"Ero diventato il pezzo che veniva eseguito...
Non che stessi ascoltando la musica di Bach; ero lo strumento, o forse la melodia stessa."

Il paradosso del giornalista è descritto da questa frase: "
Cercare di descrivere questa esperienza a qualcuno che non l'ha provata è come provare a spiegare il colore rosso a un cieco, o l'architettura a un pesce."

Conclusione
Michael Pollan conclude che la "morte dell'Ego" indotta dagli psichedelici offre un valore terapeutico fondamentale, alleviando sofferenze mentali grazie a esperienze mistiche che scardinano l'iperattività dell'Io.
Un libro che scardina i tabù degli anni '60 e getta una luce scientifica e terapeutica sul futuro della salute pubblica, non solo mentale.
Un libro che merita se cercate una lettura estiva che vi apra letteralmente la mente...

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La psilocibina è un composto psichedelico naturale presente in oltre 200 specie di funghi - comunemente noti come "funghi allucinogeni" o "funghi magici" - il cui utilizzo è al centro di una vera e propria rivoluzione nella psichiatria moderna.
Oggi vi racconto un incredibile caso clinico, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in Neuroscience.
Una donna di 80 anni, affetta da Alzheimer da 10 anni, negli ultimi 5 non era più riuscita a parlare a causa del grave deterioramento delle sue funzioni cognitive.
Recentemente è stata sottoposta a un trattamento sperimentale a base di psilocibina.
In seguito alla somministrazione di una macrodose di 5 grammi, la donna ha iniziato a recuperare la parola, a rievocare ricordi e a conversare con i familiari.
Contro ogni aspettativa, è persino svanita l'incontinenza urinaria.
Questo straordinario miglioramento si è manifestato ad appena 19 ore dall'assunzione.
Va detto che gli effetti straordinari osservati sono stati temporanei e che il farmaco non ha invertito la degenerazione fisica causata dalla demenza, ma ha temporaneamente riattivato circuiti neurali latenti o silenti. Cosa, questa, comunque molto interessante!
La dose di 5 grammi di funghi della varietà Enigma è una dose eccezionalmente elevata e potente, somministrata in un ambiente controllato; non si tratta di una cura standardizzata o approvata.
Comunque sia, proprio per questo motivo stanno studiando la capacità della psilocibina di riattivare i circuiti cerebrali e stimolare la neuroplasticità.
Anche se i futuri trial clinici confermeranno questi dati, si apriranno prospettive terapeutiche rivoluzionarie, che ovviamente non ci verranno dette…

La psilocibina non "ripara" fisicamente le cellule cerebrali danneggiate da traumi o malattie, ma stimola la crescita di nuove connessioni neurali, aumentando la flessibilità del cervello.
In pratica sfrutta il processo biologico noto come neuroplasticità: la capacità del cervello di modificarsi, ristrutturarsi e adattarsi durante tutta la vita in risposta a stimoli interni o esterni.
Ricordo che, nonostante le baggianate raccontateci dal non-compianto Pierino Angela, il cervello non è un organo rigido e immutabile, ma si comporta come un muscolo flessibile che si rimodella continuamente. Basta saperlo allenare e mantenere in ottima salute.

Come agisce la psilocibina sul cervello
La sostanza non agisce come un collante per cellule morte, ma modifica il modo in cui i neuroni comunicano tra loro:
- Rompe temporaneamente le reti cerebrali rigide e ripetitive e permette a regioni del cervello che normalmente non comunicano di connettersi tra loro.
- Promuove la crescita di nuove spine dendritiche, cioè ramificazioni dei neuroni necessarie per trasmettere i segnali elettrici.

Come mantenere in ottima salute il cervello

- Nutrizione
L’alimentazione neuroprotettiva è una dieta ricca di acidi grassi Omega-3 (EPA/DHA), grassi saturi e soprattutto colesterolo (burro ghee e uova come non ci fosse un domani), polifenoli e antiossidanti (verdure crude di stagione) che riducono lo stress ossidativo e proteggono le membrane neuronali. Un regime chetogenico è senza ombra di dubbio perfetto, perché eliminando zuccheri e carboidrati si riducono la neuroinfiammazione e l’insulino-resistenza. Quest'ultima danneggia i vasi sanguigni cerebrali, compromettendo il metabolismo energetico dei neuroni.
Ci sono poi alimenti chiave che stimolano il BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), una proteina che promuove la nascita di nuovi neuroni e la sopravvivenza di quelli esistenti:
- Mirtilli e frutti di bosco
- Pesce azzurro e grasso
- Cioccolato fondente
- Curcuma
- Noci
- Tè verde e caffè

Anche l’idratazione gioca un ruolo fondamentale, in quanto l’encefalo è costituito da quasi l’80% di acqua. Quindi, bere acqua depurata e soprattutto vitale è basilare.

- Esercizio fisico aerobico
Stimola il rilascio del BDNF, la proteina che promuove la nascita di nuovi neuroni. L’esercizio inoltre è il principale attivatore del sistema cardiovascolare e della circolazione cerebrale, poiché aumenta il flusso sanguigno verso il cervello e stimola direttamente la nascita di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi).
Infine, rinforza le giunzioni serrate delle cellule endoteliali, proteggendo il cervello dall'ingresso di tossine esterne (BEE).

- Allenamento cognitivo
Attività intellettuali complesse (apprendere nuove lingue, suonare strumenti, risolvere problemi inediti) creano una densa rete di connessioni sinaptiche di riserva.
Guardare la tv, a differenza di queste attività, appiattisce e riduce il cervello.

- Sonno profondo
Attiva il sistema glinfatico, una vera e propria "pompa di lavaggio" che elimina le tossine accumulate durante il giorno, comprese le tristemente note placche beta-amiloidi.
Quindi bisogna dormire bene in ambiente bonificato da luci blu e onde elettromagnetiche


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