Sono in contatto con molte delle realtà scolastiche interessate dai controlli dei NAS di questi giorni, ma quello che è successo ieri in un giardino d’infanzia nel Sud d’Italia è illuminante. Per correttezza non specifico il nome della regione perché i genitori sono impauriti!
Ma facciamo un piccolo passo indietro: a seguito della legge nazi-vaccinale “Lorenzin”, molte famiglie si sono riorganizzate scegliendo per i propri figli percorsi “alternativi”, preesistenti o creati ad hoc, allo scopo di consentire ai loro bambini di socializzare e prendere parte a laboratori e/o attività ricreative di vario tipo. Ricordiamo che nella Repubblica Italiana vige il diritto del libero associazionismo, con poche elementari regole di base, prima tra tutte la democraticità delle strutture associative; ma evidentemente l’Italia è una repubblica democratica solo sulla carta: di fatto siamo di fronte ad un clima da Gestapo che l’attuale “governo del cambiamento” sta alimentando e fomentando.
Da mesi i Nas (Nucleo Anti-Sofisticazioni direttamente connesso al Ministero della Salute) stanno infatti conducendo controlli a tappeto su scuole, anche paritarie, richiedendo registri degli iscritti ed altre documentazioni relative alle vaccinazioni. Negli ultimi giorni sembra che i controlli si siano spostati anche su “progetti alternativi” di varia natura…Tali strutture però non sono tenute agli adempimenti della legge 119: non sono scuole, non sono servizi educativi per l’infanzia a tutti gli effetti, bensì libere associazioni di genitori che offrono anche occasioni di gioco e socialità ai bambini bollati come “non conformi” per l’attuale situazione legislativa. Ed infatti in queste associazioni la scusa per i controlli è quella della verifica sulle norme igienico sanitarie!
Tornando a quanto accaduto ieri, i NAS si sono presentati, senza nessun mandato, in un’associazione che appunto gestisce un gruppo-giochi di matrice steineriana (la pedagogia ovviamente anche in questo caso non c’entra nulla, eh?).
La cosa interessante è che, a differenza degli altri controlli che stanno avvenendo in giro per l’Italia nelle scuole “alternative”, la motivazione data non è stata la “verifica dei requisiti igienico-sanitari”, bensì proprio le vaccinazioni!
Hanno infatti chiesto i certificati e l’elenco dei bambini “iscritti”! Avete letto bene. In questo caso un carabiniere ha candidamente ammesso che la motivazione dei controlli in corso riguardava proprio i vaccini! Ammiro l’onestà del milite, oppure ringrazio l’apertura momentanea dei filtri che hanno drenato fuori dal cervello i veri scopi...
A questo punto i responsabili hanno fatto presente che la loro realtà non è una scuola ma una semplice associazione, per cui i NAS hanno dovuto fermarsi, per poi dire senza batter ciglio, che già che c’erano avevano comunque il pretesto per controllare la cucina, i bagni, ecc.
Della serie visto che siamo qua, e ci siamo per uno scopo ben preciso, un motivo per fare pressione psicologica lo troviamo ed uniamo l’utile al dilettevole.
Non contenti sono tornati oggi con personale dell’ASL senza riscontrare nulla di anomalo sul discorso sanitario, ma per una «incongruenza burocratica» hanno fatto chiudere l’asilo! Per cui hanno dovuto chiudere i portoni all’istante, portando via i bambini che stavano giocando allegramente all’aperto.
Ecco l’Italia!
Abbiamo scuole che cadono letteralmente sulla testa dei bambini; mense scolastiche rigorosamente Haccp che sfornano alimenti spazzatura pregni del Glifosato della Bayer-Monsanto, e cosa fanno quelli dei NAS e delle ASL? Fanno chiudere realtà educative, inventando le più disparate scusanti burocratiche. Le verifiche stanno interessando anche gli asili nel bosco, cioè tutte quelle nuove realtà pedagogiche che sfuggono al loro controllo! C’è forse qualcosa di sbagliato nell’offrire la possibilità ai propri figli di ritrovarsi e giocare insieme, condividere una merenda o altro? A quanto pare sì, probabilmente siamo di fronte ad un gravissimo problema di ordine pubblico rappresentato da sovversivi che rifiutano di adeguarsi al sistema…e precedenti di questo tipo sono evidentemente poco graditi a chi sta tentando in tutti i modi di stringere sempre più le maglie della libertà e della democraticità in questo paese.
L’omosessualità in sé non mi turba affatto. Non mi chiedo nemmeno da che cosa dipenda. Mi dà fastidio, invece, quando (come il femminismo) si trasforma in ideologia. In categoria, in partito, in lobby economico-cultural-sessuale. E grazie a ciò diventa uno strumento politico, un’arma di ricatto, un abuso Sexually Correct.
Pensi al massiccio voto con cui in America ricattarono Clinton e con cui in Spagna hanno ricattato Zapatero. Sicché il primo provvedimento che Clinton prese appena eletto fu quello di inserire gli omosessuali nell’esercito e uno dei primi presi da Zapatero è stato quello di rovesciare il concetto biologico di famiglia nonché autorizzare il matrimonio e l’adozione gay.
Un essere umano nasce da due individui di sesso diverso. Un pesce, un uccello, un elefante, un insetto, lo stesso. Per essere concepiti, ci vuole un ovulo e uno spermatozoo. Che ci piaccia o no, su questo pianeta la vita funziona così. Bè, alcuni esperti di biogenetica sostengono che in futuro si potrà fare a meno dello spermatozoo.
Ma dell’ovulo no. Sia che si tratti di mammiferi sia che si tratti di ovipari, l’ovulo ci vorrà sempre. L’ovulo, l’uovo, che nel caso degli esseri umani sta dentro un ventre di donna e che fecondato si trasforma in una stilla di Vita poi in un germoglio di Vita, e attraverso il meraviglioso viaggio della gravidanza diventa un’altra Vita. Un altro essere umano. Infatti sono assolutamente convinta che a guidare l’innamoramento o il trasporto dei sensi sia l’istinto di sopravvivenza cioè la necessità di continuare la specie. Vivere anche quando siamo morti, continuare attraverso chi viene e verrà dopo di noi. E sono ossessionata dal concetto di maternità. Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l’anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all’ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere). Ma essendo donna, e in più una donna ferita dalla sfortuna di non esser riuscita ad avere figli, capisco meglio il concetto di maternità………Ma qualcun altro me lo chiederà.
Quindi ecco. Un omosessuale maschio l’ovulo non ce l’ha. Il ventre di donna, l’utero per trapiantarcelo, nemmeno. E non c’è biogenetica al mondo che possa risolvergli tale problema. Clonazione inclusa. L’omosessuale femmina, si, l’ovulo ce l’ha. Il ventre di donna necessario a fargli compiere il meraviglioso viaggio che porta una stilla di Vita a diventare un germoglio di Vita poi un’altra Vita, un altro essere umano, idem. Ma la sua partner non può fecondarla.
Sicché se non si unisce a un uomo o non chiede a un uomo per-favore-dammi-qualche-spermatozoo, si trova nelle stesse condizioni dell’omosessuale maschio. E a priori, non perché è sfortunata e i suoi bambini muoiono prima di nascere, non partecipa alla continuazione della sua specie. Al dovere di perpetuare la sua specie attraverso chi viene e verrà dopo di lei. Con quale diritto, dunque, una coppia di omosessuali (maschi o femmine) chiede d’adottare un bambino? Con quale diritto pretende d’allevare un bambino dentro una visione distorta della Vita cioè con due babbi o due mamme al posto del babbo o della mamma? E nel caso di due omosessuali maschi, con quale diritto la coppia si serve d’un ventre di donna per procurarsi un bambino e magari comprarselo come si compra un’automobile? Con quale diritto, insomma, ruba a una donna la pena e il miracolo della maternità? Il diritto che il signor Zapatero ha inventato per pagare il suo debito verso gli omosessuali che hanno votato per lui?!? Io quando parlano di adozione-gay mi sento derubata nel mio ventre di donna. Anche se non ho bambini mi sento usata, sfruttata, come una mucca che partorisce vitelli destinati al mattatoio. E nell’immagine di due uomini o di due donne che col neonato in mezzo recitano la commedia di Maria Vergine e San Giuseppe vedo qualcosa di mostruosamente sbagliato. Qualcosa che mi offende anzi mi umilia come donna, come mamma mancata, mamma sfortunata. E come cittadina. Sicché offesa e umiliata dico: mi indigna il silenzio, l’ipocrisia, la vigliaccheria, che circonda questa faccenda. Mi infuria la gente che tace, che ha paura di parlarne, di dire la verità. E la verità è che le leggi dello Stato non possono ignorare le leggi della Natura. Non possono falsare con l’ambiguità delle parole «genitori» e «coniugi» le Leggi della Vita.
Lo Stato non può consegnare un bambino, cioè una creatura indifesa e ignara, a genitori coi quali egli vivrà credendo che si nasce da due babbi o due mamme non da un babbo e una mamma. E a chi ricatta con la storia dei bambini senza cibo o senza casa (storia che oltretutto non regge in quanto la nostra società abbonda di coppie normali e pronte ad adottarli) rispondo: un bambino non è un cane o un gatto da nutrire e basta, alloggiare e basta. E’ un essere umano, un cittadino, con diritti inalienabili. Ben più inalienabili dei diritti o presunti diritti di due omosessuali con le smanie materne o paterne. E il primo di questi diritti è sapere come si nasce sul nostro pianeta, come funziona la Vita nella nostra specie. Cosa più che possibile con una madre senza marito. Del tutto impossibile con due «genitori» del medesimo sesso.
Mentre il simpatico ministro Matteo Salvini vuole sapere su facebook «Come va la vostra mattinata», in giro per le scuole Waldorf d’Italia i NAS fanno irruzione.
Da quello che sta emergendo, i Nuclei Anti-Sofisticazioni dei carabinieri sono andati a fare visita a varie scuole steineriane del Veneto, Emilia, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana e Liguria.
Il motivo dei controlli è, ufficialmente la «Verifica requisiti igienico sanitari», cioè se e come vengono somministrati pasti ai bambini.
La domanda sorge spontanea: i NAS, all’unisono si sono mobilitati in svariate regioni, di punto in bianco solo per la salute dei nostri piccoli "studenti"?
Sembrerebbe che in Toscana ci siano stati dei problemi con del cibo scaduto e questo avrebbe fatto partire un filone per controllare le scuole, soprattutto (guarda caso) le Waldorf.
Dando per vera la notizia del cibo scaduto, è interessante sapere che la partenza è avvenuta in Toscana, una regione non proprio casuale…
Diciamo però che come motivazione lascia un po’ a desiderare, anche perché stranamente i controlli sono iniziati dopo la scadenza del 10 marzo 2019. Non è curiosa come coincidenza? E come mai i carabinieri non stanno controllando TUTTE le scuole, ma i riflettori si sono accesi sui frigoriferi delle Waldorf?
Precisiamo subito che i controlli sono avvenuti sia in scuole paritarie che in semplici associazioni di genitori!!!
Nelle paritarie, oltre all’igiene alimentare hanno preteso anche i nomi degli iscritti e i documenti vaccinali dei bambini; dati che neppure la scuola potrebbe tenere, visto che si tratta di materiale sensibile.
La cosa interessante, che dovrebbe far comprendere i veri motivi dei controlli, è che nelle associazioni i militari hanno voluto sapere i nomi dei bambini e se veniva somministrato loro del cibo, ma alla risposta negativa, non hanno minimamente controllato o aperto nessun frigorifero e/o dispensa! I Nas si fidano sulla parola, o il loro incarico era quello di conoscere i nomi dei piccoli frequentatori e portare un messaggio ben preciso ai responsabili?
Molto probabilmente l’ordine di controllare è partito dall’alto, cioè il piano (dichiarato pubblicamente qualche tempo fa) è quello controllare TUTTE quelle nuove realtà scolastiche/educative che sono nate dopo la Legge 119/2017. Ricordiamo infatti che i Nas fanno capo al Ministero della Salute!
Per essere onesti sembrano le classiche intimidazioni in stile mafioso: state all’occhio che noi vi controlliamo!
Ma sono proprio questi i problemi seri dell’Italia che richiedono la mobilitazione dei carabinieri?
Il Sistema c’ingozza come maiali, dandoci da mangiare merda legale, regolarmente distribuita nei supermercati; poi per curarci ci avvelenano con farmaci e vaccini tossici, e per mandare giù tutta sta sbobba, ci danno da bere acqua pregna di sostanze cancerogene come i distruttori (o perturbatori endocrini tipo pfas, pfoa, ecc.) e infine, per non farci mancare nulla, ci riempiono i polmoni con aria contenente particolato, metalli e nanoparticelle neurotossiche.
Ma giustamente i carabinieri dei NAS vengono spediti negli asili Waldorf per controllare che il formaggio quark o la ricotta vaccina non siano scaduti.
Poi mi ricordo che siamo in Italia, e tutto torna al suo posto...
Quindi possiamo rispondere al gentile Salvini, dicendo che va tutto bene, grazie e buon appetito!
Non finiscono le polemiche sul Congresso delle Famiglie tenutosi a Verona! George Orwell griderebbe che "nel tempo dell'inganno universale dire la Verità è un atto rivoluzionario".
Oggi, nel Regno del Caos, difendere la famiglia è diventato un atto sconsiderato da retrogradi. Proteggere la struttura portante e basilare per la formazione di un individuo è da mentecatti!
Come siamo arrivati a questo punto? Di chi è la colpa? Cui Prodest?
E soprattutto, chi tira le fila di una simile operazione diabolica? Chi sono coloro che stanno lavorando dietro le quinte per la distruzione sistematica della famiglia, dei valori e dell'identità (religiosa, sessuale, ecc.)?
Noi vediamo solo le povere marionette usate dal Sistema, che coscientemente o incoscientemente partecipano al più grave attacco alla libertà individuale e al futuro dell'uomo.
Squallidi fantocci come Laura Boldrini (Leu), Francesca Puglisi (Pd), Nicola Zingaretti (Pd), Federico Fornaro (leu), Luigi Di Maio, Giulia Grillo (Ministro della salute), Paola Binetti (Udc), Monica Cirinnà (Pd), Susanna Camusso (Cgil), Luigi de Magistris (sindaco di Napoli) e molti altri...
A tutti questi, e a quelli che mancano all'appello, dedico una breve carrellata delle nuove famiglie. Quelle "nuove" e "libere" realtà familiari a cui tutti loro, con la scusa dei diritti e delle libertà, stanno preparando il terreno...
Per maggiori informazioni visitate il sito www.nogender.eu
E guardate il video: "Dall'ideologia di genere al transumanesimo e postumano"
«Vaccini, emendamento Lega-M5s elimina obbligo per iscrizione a scuola». Ecco come titolano i cartacei servitori del regime.
Molti, con la bocca spalancata, hanno abboccato iniziando a sperare con tanto di palline del rosario tra le dita.
Dal titolo letto così, sembra che qualche parlamentare nelle ultime ore abbia abusato di sostanze illecite, e forse è anche accaduto…ma non penso che la vicepresidente della Commissione Sanità del Senato, Maria Cristina Cantù (Lega), il presidente della Commissione Pierpaolo Sileri (M5S) e la senatrice della Lega Sonia Fregolent si siano improvvisamente ravveduti, dopo aver partecipato a scaraventare dei diritti sacrosanti, come quello all’istruzione e alla socialità, direttamente nel cesso.
Ma come detto, non si tratta di un rimorso di coscienza, bensì dell’ennesima scivolata, sempre dritto nel deretano degli italiani…
L’ultimo emendamento presentato non fa altro che puntualizzare quello che è già riportato nel decreto-vaselina-770. Nulla di nuovo all’orizzonte.
Nel momento in cui il DDL-770 va ad abrogare la Legge 119/2017, va da sé che qualsiasi tipo di esclusione introdotta dalla legge voluta da BeatriceLorenzin decade, TRANNE che nei casi dei “Piani straordinari di intervento”.
Come mai lor signori invece di presentare un emendamento aggiuntivo, non hanno messo mano all’articolo 5 del Decreto, quello sugli «Interventi in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell’immunità di gruppo»? Dove al comma 1 viene riportato: «Qualora, nell’ambito dell’attività di monitoraggio delle coperture vaccinali svolta su base semestrale (…) si rilevino significativi scostamenti dagli obiettivi fissati dal PNPV tali da ingenerare il rischio di compromettere l’immunità di gruppo (…) sono adottati piani straordinari d’intervento».
In pratica, il “governo del cambiamento”, adotterà Piani Straordinari d’Intervento qualora le coperture vaccinali (che loro controlleranno) si scosteranno dagli obiettivi (che sempre loro avranno fissato). E cosa prevedono tali piani? Per esempio l’obbligo di vaccinazioni per gli esercenti le professioni sanitarie e la subordinazione della frequenza ad ogni grado d’istruzione (nelle scuole private non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia e dei centri di formazione professionale regionale). Potranno richiedere ai dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e delle scuole private non paritarie, nonché ai responsabili dei centri di formazione professionale regionali e dei servizi educativi per l’infanzia, di adottare OGNI misura idonea a tutelare la salute degli iscritti non vaccinabili.
Dulcis in fundo, in caso di emergenze sanitarie o epidemie, resta fermo il potere di attivare l’Unità di crisi e quindi interventi coatti.
Quindi la domanda sorge spontanea: l’emendamento 7bis, presentato ora, staccato dai 151 emendamenti già presentati, a che serve, a regalarci un tubetto di lubrificante? A far produrre titoloni dal sapore di pura propaganda? Guarda caso è stato presentato un solo emendamento volto ad eliminare questo concreto pericolo di allontanamento dalle scuole, il 5.34 per l’esattezza, dal senatore GiovanniEndrizzi (M5s); come mai uno solo e come mai nessuno ne ha parlato? Vedremo come andranno le votazioni di tutti questi emendamenti e cosa uscirà fuori dalle discussioni parlamentari...
Nel frattempo siamo di fronte alla classica campagna mediatica che serve solo a fare casino e a illudere gli encefalogrammi piatti...magari in vista delle prossime elezioni europee ormai alle porte.
Possiamo forse dimenticare che costoro hanno contribuito all’attuale caos che ha portato molti bambini ad essere buttati fuori dalle scuole materne, colpevoli di provocare inesistenti epidemie e pericoli per la salute pubblica?
NO, NON LO DIMENTICHEREMO MAI!
Anche perché sarebbero state sufficienti un paio di banali circolari per fermare questo scempio, del tutto evitabile e non previsto dalla Legge…
Penso sia arrivato il momento di svegliarci dal coma letargico in cui ci hanno fatto sprofondare.
La Toscana, si sa, è sempre stata una regione molto particolare, gestita da partiti politici non casuali…
Per esempio è qui che, nel 2015, esplodono i primi casi di meningite che danno il via alla ribalta mediatica della questione vaccini. Si saprà poi che la maggioranza di questi casi si era verificato in soggetti regolarmente vaccinati…
Nello stesso anno, a dicembre, la multinazionale britannica GSK dice di voler chiudere la società di Verona licenziando oltre 300 ricercatori, per poi dichiarare il 13 aprile 2016 di voler investire 1 miliardo di euro in Italia, o per essere più precisi, in Toscana... E sempre qui pulsa il cuore del business dei vaccini: a Siena per la R&S (Ricerca & Sviluppo) e a Pisa per la produzione vera e propria di queste droghe. Infine con oltre 26.000 iscritti, la Toscana detiene il record nazionale di fratellini massoni...
Interessante come regione, non c’è che dire!
GSK parla toscanaccio … Notizia fresca di ieri (28 marzo 2019): la multinazionale britannica GSK, ha inaugurato a Rosia (immagine sotto), vicino a Siena dove possiede il polo mondiale di produzione dei vaccini, un centro controllo qualità hi-tech, che permetterà di ridurre drasticamente i tempi e il numero dei controlli sui vaccini (passeranno in media da 120-125 a 20-25). Il tutto ovviamente senza intaccare la qualità, anche perché quando GSK parla di qualità, è meglio non proferire parola…
L’investimento è assai corposo: stiamo parlando di 42 milioni di euro!
Il dottor Rino Rappuoli, colui che ha inventato il vaccino anti-meningococco B e amministratore delegato GSK Vaccines Italia ha dichiarato che «investire più di 40 milioni in un centro di questo genere vuol dire avere fiducia nel futuro: il nuovo edificio è all’avanguardia per i vaccini di adesso, ma soprattutto è pronto per la qualità del futuro».
La fiducia nel futuro va letta come la totale e assoluta consapevolezza che i governi italiani continuino supinamente ad agevolare gli interessi di Big Pharma, a discapito della salute pubblica.
Un futuro certamente distopico quello sognato e agognato dagli azionisti delle multinazionali del farmaco, un domani scintillante dove al posto delle stelle vi sono infezioni, focolai e vere e proprie epidemie, in modo tale da avere uno stato di tensione continuo che giustifichi, da una parte leggi sempre più repressive e obblighi anticostituzionali che violano ogni sacrosanto diritto, e dall’altra garantire lo spaccio sistemico e cronico dei loro vaccini...
Ricordiamo sempre che la multinazionale GSK guadagna miliardi ogni anno vendendo farmaci e vaccini, per cui se non esistessero malattie e infezioni, chiuderebbe all’istante.
Vaccini, sempre meno sicuri e sfornati a ritmo sempre più accelerato, perché se il nuovo centro in Toscana, per quanto hi-tech, ridurrà i tempi e il numero dei controlli, è ovvio che la sicurezza verrà meno!
Prima rete nazionale Nasce sempre in Toscana, la prima rete di industrie farmaceutiche: un importante esperimento di politica industriale territoriale, ideato da Kpmg.
Kpmg non è una onlus, ma un network olandese di società indipendenti affiliate alla svizzera KPMG International Cooperative, specializzato nella revisione ed organizzazione contabile, che fornisce servizi professionali alle imprese. La Kpmg fa parte delle Big Four, cioè delle quattro grandi società che si spartiscono a livello mondiale il mercato delle revisioni.
I fondatori di questa nuova rete sono Molteni, Kedrion, Eli Lilly e GSK Vaccines.
Il presidente piddino della Toscana Enrico Rossi gongola, visto che la regione ha avuto un ruolo importante nel facilitare questo risultato.
Questo è solo uno dei tasselli di un progetto completo a più ampio respiro che si chiama Pharma Valley and Devices. Guarda caso un progetto proposto sempre dalla Kpmg di cui sopra...
Alla firma del contratto erano presenti: il presidente di Confindustria Firenze Luigi Salvadori; il presidente della Fondazione Toscana Life Sciences e di RetImpresa, Fabrizio Landi; per Eli Lilly Italia Huzur Devletsah, upcoming President and General Manager Italy Hub, e Cristiano Demolli, Sesto Manufacturing Site Senior Director; per Molteni l’ad Giuseppe Seghi Recli; per Kedrion Biopharma Danilo Medica (Italy Country Manager); per GSK Vaccines l’ad, Rino Rappuoli.
L’intesa nasce nell’ambito dell’iniziativa Toscana Pharma & Devices Valley, che coinvolge una trentina di imprese farmaceutiche presenti in Toscana.
Tutte queste imprese concorreranno alla realizzazione della terza e più innovativa piattaforma logistica italiana, che troverà posto all’interno dell’interporto livornese Amerigo Vespucci.
Con un investimento di circa 60-80 milioni di euro, verrà attrezzata un’area di 125.000 metri quadrati di superficie, la metà dei quali verranno edificati, per realizzarvi tra l’altro 21.000 metri quadrati di magazzini con ambienti a temperatura controllata, adatti allo stoccaggio dei prodotti farmaceutici, come i vaccini.
La capacità di immagazzinamento è stimata in 38.000 posti pallet iniziali, tre quarti dei quali capaci di tenere temperature tra i 15 e i 25° ed un quarto tra i 2 e gli 8°.
Il 70% delle scorte riguarderà le materie prime e il confezionamento, il 30% i prodotti finiti, che verranno movimentati al ritmo di 52.000 pallet l’anno.
Interessante sapere che l’80% è destinato ad essere esportato fuori dall’Italia mentre il 20% interesserà il mercato nazionale.
Il 23% del totale sarà movimentato per via area, attraverso l’aeroporto pisano Galileo Galilei.
Questo è senza dubbio un colpo industriale a dir poco geniale: con ben sedici baie tra carico e spedizione merci, e circa 6.000 metri quadrati di uffici, la Toscana si avvia a diventare uno dei poli industriali più importanti d’Italia.
Certamente ad alti livelli sanno perfettamente che le politiche nazionali spingeranno verso la crescita esponenziale della vendita di farmaci e soprattutto di vaccini. Anche perché le dirigono loro.
D’altronde, non dobbiamo dimenticare che l’Italia è stata designata «Capofila mondiale per le vaccinazioni», guarda caso nel settembre 2014 (l’allora governo del premier Matteo Renzi che in Toscana è nato e cresciuto anche come politico) quando l'ex ministro Beatrice Lorenzin si recò a Washington per siglare l’accordo.
I risultati ottenuti da allora sulle politiche sanitarie italiane sono sotto gli occhi di tutti, ora stiamo assistendo ai risultati in politica economica…o forse è tutto un caso, e chi vede qualcos’altro è il solito complottista?
Attenzione: La contea di Rockland, New York, ha dichiarato lo stato di emergenza per un’epidemia di morbillo! Attualmente nell’area sono stati confermati, stando a quello che riporta la BBC, 153 casi di morbillo (la popolazione della contea di Rockland è di circa 330.000 persone). E se questo non bastasse, con una disposizione d’urgenza ha vietato per 30 giorni, a tutti i ragazzi sotto i 18 anni non vaccinati, di frequentare spazi pubblici come scuole, centri commerciali, ristoranti, negozi e luoghi di culto come chiese, sinagoghe e moschee.
Questa “trentena”, entrata in vigore alla mezzanotte tra il 26 e il 27 marzo scorso, riguarda tutti gli spazi nei quali si radunano più di dieci persone, il tutto per impedire il dilagare del virus.
La cosa interessante è che ad ottobre 2018, a seguito di un primo allarme per 96 casi registrati, nella medesima contea erano stati vaccinati (vedere immagine sotto) con il trivalente MMR (morbillo, parotite, rosolia) ben 8097 individui di tutte le età! Curioso che a seguito di vaccinazioni a tappeto, anziché ridursi, i casi di morbillo siano invece aumentati...
Come sempre negli States non si va per il sottile: chi viola tale divieto rischia una multa fino a 500 dollari e la reclusione fino a sei mesi di carcere.
Quello che sta avvenendo nella contea di Rockland interessa principalmente la comunità ebrea ultraortodossa, e segue altre - per così dire - “epidemie” già registrate negli stati di Washington, California, Texas ed Illinois.
Quanto manca alla mobilitazione della FEMA (l’Ente federale per la gestione delle emergenze), dell’intelligence e della NSA, cioè la Sicurezza Nazionale?
Prendiamo atto che i nuovi nemici per gli Stati Uniti d’America non sono più i militanti dell’ISIS o di Al-Qaeda, ma sono dei microscopici terroristi che al posto del mitragliatore e delle bombe, usano delle subdole capsidi proteiche contenenti terribili acidi nucleici…
Da New York a Philadelphia Sulla scia dell’emergenza morbillo nella contea di Rockland, a Philadelphia oltre 100 studenti sono stati infettati da parotite.
Alla Temple University verrà installato uno dei due ambulatori mobili per la vaccinazione che avverrà mercoledì prossimo, dato che il numero di casi di parotite nella comunità universitaria continua a crescere.
Attualmente vi sarebbero 105 casi, dei quali 18 confermati e il resto probabili.
Il punto che nessuno sottolinea adeguatamente è che quasi tutti gli studenti infettati erano vaccinati contro questa malattia!
I medici si parano il didietro dicendo che il vaccino MMR spesso si indebolisce quando le persone sono adolescenti o ventenni, ma che ovviamente la migliore difesa contro la diffusione rimarrà sempre il vaccino. Ironia della sorte, è lo stesso vaccino MMR (parotite, morbillo, rosolia) che è stato imposto nella Contea di Rockland per combattere il morbillo! Fa sorridere il discorso dei medici che il vaccino MMR si “indebolirebbe” nei giovani, perché dicendo così mettono in discussione la logica utilizzata nella contea di Rockland, dove stanno vaccinando ragazzi sotto i 18 anni, non avrebbe molto senso!
Focolaio di morbillo nel 2001 Sarà incomprensibile per gli encefali dei televenditori e teleimbonitori di minchiate televisive (detti esperti), ma il morbillo, come tutte le malattie infettive esantematiche, è endogeno, per cui avrà sempre un andamento sinusoidale, cioè mostrerà sempre picchi di focolai e periodi meno virulenti. Sempre e indipendentemente dalla copertura vaccinale della popolazione. Ricordiamo infatti il focolaio di morbillo verificatosi a New York City nel 2001.ì Tutti i casi riscontrati avevano una precedente evidenza di immunità al morbillo, e i risultati di laboratorio hanno indicato risposte immunitarie secondarie.
Tale rapporto documenta la trasmissione del morbillo da un individuo immunizzato, confermando la fallacità del vaccino.
Ma ovviamente questo nessuno ce lo ricorda, perché il mantra è sempre lo stesso: vaccinare sempre, tutti, e sempre di più!
Il vero problema è il morbillo? L’Italia a livello europeo detiene tantissimi primati negativi: primo posto per tumori in età pediatrica e primo posto per obesità infantile. Abbiamo anche il podio per mortalità da infezioni ospedaliere, con 10.000 morti all’anno!
Con una siffatta strage annuale, il problema è il morbillo?
Stessa cosa anche negli altri paese industrializzati. Ogni anno migliaia di cittadini adulti di New York si ammalano, e talvolta muoiono, per malattie come influenza e polmonite, che continuano a rappresentare la TERZA CAUSA DI MORTE nella città di New York. Per non parlare dello stato di salute dei cittadini statunitensi legato a problematiche correlate a pessima alimentazione e stili di vita.
Ma i riflettori si accendono solo sul virus del morbillo.
Il grafico qui sopra del CDC, mette in evidenza che nel 2014 nello stato di NY ci sono stati 667 casi di morbillo tra la popolazione, ma stranamente non ricordo leggi marziali, divieti di respirare e campane a lutto. Forse perché, oggi, l’ordine di scuderia è di sfruttare qualsiasi occasione per spingere l’inasprimento delle leggi sull’imposizione vaccinale? Allora si spiegherebbe anche perché, nello stesso momento, in Italia venga presentato un «Piano di eradicazione del morbillo» che prevede misure assurde come l’esclusione da gare sportive o da servizi come la protezione civile a chi è senza vaccini; in Europa si gridi all’emergenza morbillo ormai da mesi con numeri di casi/popolazione ridicoli; ed ora negli Usa si segua addirittura la linea della segregazione dei soggetti non vaccinati… ovviamente tutto per il “bene pubblico”, ci mancherebbe. Forse è il caso di rendersi conto che, più semplicemente, le vaccinazioni e la loro imposizione fanno parte oggi delle priorità di un’agenda mondiale che punta, ahinoi, alla limitazione delle libertà individuali più elementari e per farlo si stanno usando tutti gli espedienti, ivi compresi far passare per gravi emergenze di sanità pubblica una delle più comuni malattie dell’infanzia, in grado di dare immunità a vita, tramutatasi nel corso degli anni in mortale nemico dell’umanità…
Internet e tutto quel marasma virtuale contenuto nel cyberspazio sono strumenti molto importanti e utili, se vengono usati correttamente. Quando però lo strumento da mezzo diventa il fine, allora gli effetti collaterali possono essere gravissimi e devastanti.
I principali rischi per gli internauti per così dire non "scafati", vanno dal cyberbullismo all’adescamento on-line, alla pornografia e pedopornografia, alla dipendenza vera e propria da internet, al sexting, ai messaggi offensivi e minacciosi, alle richieste di sesso online. Per non parlare di tutto il mondo delle fake news, o della privacy che letteralmente sparisce quando ci colleghiamo alla rete con un computer…
Non tutti sono a conoscenza, soprattutto i genitori, che il bullismo online detto «cyberbullismo» è un problema in crescita pandemica.
Con questo termine s’intendono quelle azioni aggressive eseguite attraverso sms, immagini, foto o video, chiamate telefoniche, e-mail, chat rooms, siti web, ecc., da qualcuno (persona singola o gruppo) con lo scopo di far del male o di danneggiare una persona. L’impatto che questo può avere sulla psiche di un ragazzo debole può essere devastante.
L’adescamento online («online grooming») è invece il tentativo di un pervertito adulto, di avvicinare un minore tramite messaggi inizialmente innocui, per ottenere la sua fiducia. Una volta instaurato un certo tipo di rapporto, le tematiche scivolano lentamente verso il sesso, per giungere allo scambio di foto e video e all’incontro vero e proprio. I pedofili utilizzano molti di questi sistemi.
Anche la dipendenza da internet è diventata un problema abnorme, nonostante sia poco pubblicizzato.
La Rete, i social e le varie piattaforme che intasano il web sono pensate e strutturate per creare dipendenza psicologica con conseguenti danni psichici e funzionali per il soggetto.
Si è persino scomodata la psichiatria che ha etichettato questo nuovissimo disturbo con l’acronimo IAD, «Internet Addiction Disorder», e si manifesta sotto forma di sintomi da astinenza. Esattamente quello che avviene con il gioco online.
Il caso degli Hikikomori è emblematico. Lo strano temine giapponese significa «stare in disparte» e al momento in Giappone ci sono 500.000 casi accertati, che però secondo le associazioni che se ne occupano potrebbero arrivare addirittura a un milione, cioè l’1% dell’intera popolazione nipponica! Nonostante sia un fenomeno incredibilmente vasto e in crescita anche da noi in Italia, nessuno ne parla.
Ma di cosa si tratta? Gli hikikomori sono ragazzi molto intelligenti ma caratterialmente timidi e introversi che di fronte alle difficoltà della vita preferiscono chiudersi a riccio isolandosi, in una auto-reclusione totale in cui l’unico legame con il mondo esterno diventa il computer e Internet! Giovani asociali che non escono mai da casa, vivendo una falsa vita proiettata nel mondo virtuale. Segnale inequivocabile della vuotezza che stiamo vivendo in questo periodo storico.
In un mondo bipolare come il nostro però, a far da contraltare all’isolamento patologico degli hikikomori, ci pensano le «Candy Girl». Si tratta di ragazze minorenni, anche bambine, che adottano in Rete atteggiamenti spregiudicati, spesso totalmente inconsapevoli delle conseguenze. In praticano barattano proprie foto di nudi e video porno in cambio di soldi e/o ricariche del cellulare.
Tutto viene vissuto come un semplice gioco innocente, che però da una parte sostiene il mercato della pedopornografia e dall’altra aumenta il rischio di violenza sessuale reale.
A proposito di sesso, il «sexting» è l’invio di messaggi sessualmente espliciti e/o immagini inerenti al sesso, principalmente tramite il cellulare, ma anche tramite internet.
L’inesistente privacy In internet la privacy è stata ingoiata da qualche buco nero.
Nonostante le leggi italiane ed europee, il pc e gli smartphone sono strumenti principali di controllo sociale, in grado di monitorare e tracciare tutto e tutti costantemente.
Per ogni social o pagina web visitate si lasciano sassolini come moderni Hansel e Gretel.
Miriadi di dati e informazioni personali (quello che acquistiamo, le preferenze politiche, religiose, sessuali, la musica che amiamo, ecc.) che diventano preziosi come l’oro per i giganti del web (Big Data). I Padroni del mondo sono coloro che gestiscono questa mole di dati, ecco perché Big Data incarna perfettamente la strega che vuole mangiarsi i due fratellini persi nel bosco.
Pericolo fake news Sulle cosiddette Fake News il tema è caldissimo. Nel cyberspace una notizia falsa veicolata ad arte dai media mainstream può aprire ampi dibattiti politici e influenzare l’esito di una tornata elettorale, o innescare sommovimenti popolari. Inoltre, delle falsità possono massacrare la reputazione di una persona.
Va infine ricordato sempre che «fake news» è una etichetta inventata dall’establishment per essere appiccicata a tutte quelle notizie che vanno fuori dal binario, e cioè dal paradigma riconosciuto…
Virus e malware La rete è anche quel mare magnum che ha creato virus e malware e contribuito alla loro diffusione e infestazione di massa.
Non tutti i virus sono distruttivi, spesso infatti vengono utilizzati per altri motivi, tra cui sottrarre informazioni personali, password, dati delle carte di credito o direttamente denaro.
Girovagando nel web e/o scaricando file senza sicurezza, il rischio è enorme.
Le applicazioni pericolose
Le applicazioni per il cellulare sono migliaia. Ogni giorno ne vengono create di nuove per una infinità di scopi. Alcune di queste possono essere potenzialmente deleterie, come quella chiamata Tik-Tok.
Si tratta di un social network cinese che sta crescendo però a livello planetario. Stiamo parlando della terza app più usata al mondo nel 2018, la quale nel 2017 si fonde con Musicaly, una piattaforma americana. Cosa fa questa applicazione? In pratica permette di «incarnare in playback le tue canzoni preferite, i tuoi video, fare sketch, doppiare film, ecc.». La sua arma è la «sfida settimanale», come per esempio la «Shoe Challenge» che consiste nel provare il maggior numero di scarpe e vestiti in 15 secondi, tutto rigorosamente a tempo di musica.[1]
Questo è un modo intelligente e persuasivo di fidelizzare il pubblico bloccandolo nella piattaforma per più tempo possibile. Lo scopo è farli rimanere connessi e infatti molti bambini e adolescenti sono diventati dipendenti.
Un altro insidioso pericolo è instillare l’incessante ricerca di essere perfetti nel fisico e piacere agli altri: tutto è orchestrato per esporre il proprio corpo, le forme e la propria intimità. Il canone di bellezza di Tik-Tok sono le ragazzine magre dai capelli lunghi neri, labbra carnose, che svestite danzano sensualmente cercando di imitare le loro cantanti preferite[2].
Ragazze (o bambine) giovanissime anche di 9 e 10 anni!
I pericoli sono enormi e gravissimi, partendo dai pedofili che sguazzano quotidianamente in simili social per adescare qualche bambina o bambino. Per non parlare del cyberbullismo onnipresente: le ragazze che non hanno il physique du role vengono massacrate con parole offensive (“sei grassa”, “fai schifo”, “vergognati”, “ucciditi”, ecc.) dagli altri utenti.
Infine Tik-Tok contiene pornografia, nudità e violenza.
Adolescenti sempre più schiavi della rete Una recente indagine intitolata: «Tempo del web. Adolescenti e genitori online», realizzata da SOSTelefono Azzurro Onlus in collaborazione con Doxakids, e presentata a Milano l’8 febbraio in occasione del «Safer Internet Day» (SID), la Giornata mondiale per la sicurezza in rete promossa dalla Commissione Europea, mostra un quadro a dir poco allucinante.
La ricerca è stata condotta su 600 ragazzi dai 12 ai 18 anni e 600 genitori dai 25 ai 64 anni.
Adolescenti sempre più dipendenti da social e smartphone.
Il 17% dei ragazzi intervistati dichiara di non riuscire a staccarsi da cellulare e dai social; ben 1 su 4 (25%) è sempre online, quasi 1 su 2 (45%) si connette più volte al giorno.
Dati assai preoccupanti che però raggiungono la follia quando si legge che il 21% (1 su 5) dei giovani soffre di «vamping», cioè si sveglia in piena notte per controllare i messaggi arrivati sul proprio cellulare!
Circa il 78% (4 su 5) chattano continuamente su piattaforme come WhatsApp.
Dati assai preoccupanti che però raggiungono la follia quando si legge che il 21% (1 su 5) dei giovani soffre di «vamping», cioè si sveglia in piena notte per controllare i messaggi arrivati sul proprio cellulare!
Circa il 78% (4 su 5) chattano continuamente su piattaforme come WhatsApp.
Online prima dei 13 anni e lo smartphone a 11 Uno degli allarmi lanciati dalla ricerca è quello dell’età in cui gli adolescenti italiani accedono alla Rete. Quasi la metà (48%) dichiara di essersi iscritto a Facebook prima dei 13 anni, età minima consentita per poterlo fare, mentre il 71% riceve in regalo dai premurosi genitori uno smartphone a 11 anni.
Consideriamo che di media le chiavi di casa arrivano attorno ai 12 anni!
Ma se i ragazzi hanno una dipendenza evidente, non sono da meno i genitori.
Quattro intervistati su 5 tra gli adulti dichiarano di usare i social per comunicare quotidianamente con i propri figli: 68% WhatsApp, 18% altre chat. Anche tra gli adulti la percentuale di «vamping» è impressionate: 1 su 4 (il 22%).
Sessualità, pedopornografia e cyberbullismo Il 73% dei ragazzi intervistati (4 su 5) dichiarano di frequentare costantemente siti pornografici e addirittura il 28% di loro teme di diventarne dipendente. Poco più del 10% (1 su 10) conosce qualcuno che ha fatto «sexting», cioè si è scambiato messaggi e/o immagini sessualmente espliciti.
Secondo la ricerca in questione, il 12% ha dichiarato di essere stato vittima di cyberbullismo, mentre il 32% ha paura di subirlo, e il 30% teme il contrario: postare qualcosa che offenda qualcuno senza accorgersene.
Generazione Digitale La chiamano iGen o «Generazione Digitale» o anche «Generazione Google» ed è la generazione dei nati dopo il 1995, diciamo dopo l’anno 2000, quando la Rete si è aperta agli usi commerciali. Sono i ragazzi cresciuti con in mano non una fionda ma un iphone.
Al contrario dei cosiddetti «millennials» (nati tra il 1981 e il 1995) che almeno sono riusciti a conoscere una realtà analogica prima dell’avvento degli schermi piatti, gli adolescenti odierni vivono una vita immersa in un mondo inesistente proiettato dentro uno schermo connesso alla Rete.
I social e la riprogrammazione del cervello
Il livello di attenzione negli ultimi anni è stato ridotto drasticamente.
Oggi infatti si scorrono le videate di facebook, Instagram ecc. ad una velocità pazzesca, e di solito in circa 3 secondi dopodichè si cambia.
Questo indubbiamente porta ad una riprogrammazione del cervello (vedi video sotto di Federico Pistono).
Tutta la comunicazione delle aziende, la pubblicità è pensata per attirare l'attenzione in 3 secondi al massimo, quindi devono chiaramente fare leva sulle emozioni primarie, quelle più basse come la paura e l'eccitamento sessuale!
Questo martellamento costante, questo fiume di stimoli a ripetizione rende le persone incapaci di stare fermi a pensare, e aumenta i disturbi di attenzione, la perdita di memoria, ecc.
L'andamento della pubblicità è indicativo: una volta era di 30 secondi, poi a 15 secondi e ora ci sono gli spot (prima dei video) di soli 3-5 secondi. Devono catturare la persona subito, altrimenti la perdono.
Svariati studi hanno dimostrato che stare incollati nei social media per più di 2 ore al giorno aumenta di molto le tendenze suicide e la depressione. I bambini sono più infelici, e si sentono più soli...
Non a caso i figli dei grandi CEO della Silicon Valley non hanno il cellulare: il figlio di Steve Jobs (Apple), di Satya Nadella (Microsoft), di Sundar Pichai (Google) non usano lo smarthphone! Come mai?
Conclusioni La ricerca ha evidenziato anche una buona dose di ignoranza tra i genitori. Per esempio il 71% degli adulti non ha mai sentito parlare di sexting, il 12% non sa cosa significa cyberbullismo.
Questo vuoto conoscitivo deve essere assolutamente colmato prima di arrivare al punto di non ritorno: una società costituita da zombi interconnessi.
Perché quello che sta avvenendo è epocale e non si è mai verificato prima nella storia dell’umanità.
Stiamo allevando un gregge di pecore disorientate e soprattutto infelici!
Tutte le indagini finora condotte hanno dimostrato che la felicità dei ragazzi diminuisce in maniera proporzionale al tempo trascorso davanti allo schermo di un cellulare o di un tablet... Sarà un caso, ma la generazione più digitale della storia è sempre più sola, depressa e propensa al suicidio, rispetto a qualsiasi altra generazione del passato.
La rete non solo sta cambiando gli stili educativi e il linguaggio della popolazione, ma sta anche forgiando la struttura mentale ed emozionale dei giovani (l’ambiente) di oggi.
Detto in senso epigenetico, il web sta letteralmente modificando la genetica umana!
Riflettiamo, ed interveniamo prima che sia troppo tardi.
Il 21 settembre 2016 il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, attraverso l’azione e le iniziative promozionali diffuse dal Ministero dello Sviluppo Economico gestito dal piddino Carlo Calenda, ha dato il là a «Industria 4.0», meglio noto come «Piano Nazionale Industria 4.0» stanziando 13 miliardi di euro per supportare la quarta rivoluzione industriale che porterà le aziende italiane a digitalizzare e robotizzare i processi produttivi.
L’anno seguente il «Piano nazionale Industria 4.0» diventa «Impresa 4.0».
Quarta Rivoluzione Le rivoluzioni industriali del mondo occidentale sono state tre: nel 1784 con la nascita della macchina a vapore e di conseguenza con lo sfruttamento della potenza di acqua e vapore per meccanizzare la produzione; nel 1870 con il via alla produzione di massa attraverso l’uso sempre più diffuso dell’elettricità, l’avvento del motore a scoppio e l’aumento dell’utilizzo del petrolio come nuova fonte energetica; nel 1970 con la nascita dell’informatica, dalla quale è scaturita l’era digitale destinata ad incrementare i livelli di automazione avvalendosi di sistemi elettronici e dell’IT (Information Technology).[1]
Ora tocca alla quarta, e un rapporto pubblicato dalla multinazionale di consulenza McKinsey, spiega dettagliatamente quali saranno gli impatti enormi delle nuove tecnologie digitali. Quattro saranno anche le direttrici di sviluppo:
Utilizzo dei dati, potenza di calcolo e connettività, big data, open data, Internet of Things, machine-to-machine e cloud computing per la centralizzazione delle informazioni e la loro conservazione.
Analytics: una volta raccolti i dati, bisogna ricavarne valore.
Interazione tra uomo e macchina, che coinvolge le interfacce “touch”, sempre più diffuse, e la realtà aumentata.
Passaggio dal digitale al “reale” e che comprende la manifattura additiva, la stampa 3D, la robotica, le comunicazioni, le interazioni machine-to-machine.[2]
Le rivoluzioni a cui assisteremo nei prossimi decenni supereranno la fantascienza hollywoodiana. (Vedi video dell'autore su Transumano e Postumano)
Nella «Fabbrica 4.0» la flessibilità dagli impianti sarà tale da consentire di personalizzare i prodotti in funzione del singolo cliente. I robot lavoreranno a contatto con l’uomo e dall’uomo apprenderanno in modo naturale. Arrivare alla pericolosissima A.I., Intelligenza Artificiale è solo questione di tempo.
La fabbrica, il lavoro, il microchip umano, i robot, ecc. tutto sarà infatti, in una parola, smart (intelligente).
Dall’Industria 4.0 al microchip 2.0 Il Piano industriale 4.0 darà un impulso enorme all’impianto dei microchip nell’uomo.
Non a caso si parla di interazione uomo-macchina, robotica, realtà aumentata, sicurezza, ecc.
La propaganda del Regime, sta cercando da molti anni di indottrinare le masse su tale argomento. Cercano infatti in tutti i modi di farci vedere il microchip sottocutaneo, come una tecnologia intelligente, evolutiva, utilissima e, ovviamente, sicura.
La Finestra di Overton si è aperta e gli articoli sui microchip per uso umano pubblicati nell’ultimo periodo ne sono la prova.
Oltre ai numerosissimi film sfornati da Hollywood negli ultimi decenni, assisteremo sempre più a servizi pseudo-giornalistici e trasmissioni televisive in cui il chip per uso umano, sarà presentato come il futuro e la tecnologia a cui non potremo dire di no.
Ci mostreranno sempre e solo il lato bello e utile: l’interazione del corpo con il mondo esterno, come ad esempio l’accensione del pc semplicemente avvicinando la mano inchippata, o la gestione completa di una casa domotica. Per non parlare della sicurezza: il microchip ci permetterà di uscire da casa senza carta di credito, senza soldi in contanti, perché tutti i dati utili (compresi quelli sanitari) saranno registrati nei byte del microcircuito.
Non parliamo della strepitosa utilità in caso di sequestro di persona o incidente, perché nel primo caso, fungendo anche da GPS sarà possibile trovare il malcapitato in pochi minuti, mentre nel secondo, anche se la persona è incosciente, i medici potranno estrapolare tutti i dati sensibili sanitari posizionando lo scanner sopra il microchip.
Tutto stupendo, ma dopo vedremo i lati oscuri….
Tornando agli articoli di propaganda, l’ultimo articolo è di ieri del quotidiano il «Giornale di Brescia», il cui titolo è inequivocabile: «Da Vinci 4.0, quando un chip sottocutaneo non deve far paura».
Il nome dell’iniziativa, che rende omaggio a Leonardo, sintesi di genio creativo e capacità tecnica, nel cinquecentesimo anniversario della sua morte, deriva anche dal fatto che «lui era ed è l’esempio perfetto della multidisciplinarietà».
Lo stesso saranno gli operatori delle Fabbriche 4.0, i quali dovranno saper interagire con robot, sensori e dati da essi prodotti, piuttosto che con un’intelligenza artificiale o con il microchip impiantato sotto pelle!
Per ben tre mesi, 250 ragazzi di cinque scuole della provincia di Brescia hanno avuto mattinate formative sui temi della «digital transformation».[3]
Ecco le piroette e acrobazie letterarie del Giornale di Brescia per imbonire gli impianti di microchip. «Sebbene il microprocessore sottocutaneo possa intimorire e far sovvenire scene da film in pieno stile Matrix, il suo utilizzo è già diffuso, ad esempio in Germania. Al suo interno possono essere inserite informazioni come i dati anagrafici, il gruppo sanguigno e persino un abbonamento ad un mezzo di trasporto».[4]
Al «primo impatto non può non spaventare, ma lo stesso si può dire di tutte le invenzioni che hanno trainato le diverse rivoluzioni industriali». In pratica l’esperto paragona la macchina a vapore, l’elettricità con un congegno elettronico, grande come un chicco di riso, che viene posizionato mediante una siringa, dentro il corpo umano
Anche perché la casa che produce l’oggetto il microchip dettagliatamente propagandato in queste scuole si chiama «Dangerous Things», il cui sito ufficiale si apre con la frase: «We believe biohacking is the next phase of human evolution», cioè credono che il «biohacking» sarà la prossima fase dell’evoluzione umana! Biohacking, unisce la parola «biologia» e «hack» che significa «un approccio o un metodo non convenzionale». In pratica il biohacking è l’insieme di sostanze e/o gadget sviluppate allo scopo di migliorare l’essere umano naturale, per superarne i limiti fisici.
Vendita dei microchip on-line Il fondatore di Dangerous Things è un certo Amal Graafstra, che dal garage di casa gestisce la microazienda specializzata nella vendita per corrispondenza di chip e altri aggeggi per tutti quei poveri decerebrati che vogliono modificare e potenziare il proprio corpo!
Il microchip, mediante una siringa con un ago da ben 4 mm, si inserisce 2 millimetri sotto pelle, poi si mette un cerottino steri-strip sul buco, e il gioco è fatto. Il tutto sganciando 90 euro circa per avere a casa il comodo kit.
Nel corso degli anni il prezzo è calato drasticamente e ora è alla portata di tutti, bambini e ragazzini compresi!
Se però il semplice chippetto non ti aggrada, e vorresti andare oltre, puoi sempre ordinare, per una cifra che varia tra i 153.75 e i 222 dollari, il «Cyborg Transformation Kit» (vedi immagine sotto).
«Se sei pronto per aggiornare il tuo sacco di carne con la tecnologia implantare di prossima generazione e iniziare immediatamente a costruire soluzioni informatiche, hai bisogno del kit di trasformazione cyborg per eccellenza»!
Chiaro? Vuoi implementare il tuo corpo diventando come Terminator?
Futuro distopico Molti scienziati sostengono che il microchip sottocutaneo umano diventerà nel futuro prossimo indispensabile come il telefono cellulare. Nella loro visione distopica, la società del futuro ci metterà in condizione di non poterne fare a meno, addirittura potrebbero renderli obbligatori, esattamente come oggi per i vaccini.
Ricordo che il microchip per uso animale è obbligatorio in Italia dal 5 novembre 2004.
Il chip contiene un codice magnetico di 15 cifre che si possono leggere mediante un apposito lettore per risalire al proprietario del cane. La Regione Friuli a novembre 2018 ha provato a metterlo obbligatorio anche per i gatti, ma hanno dovuto fare dietrofront a causa del malcontento della gente.[5]
Però ci hanno provato, e ci riproveranno più avanti.
Il passaggio dagli animali all’uomo? Solo questione di tempo!
Nell’uomo il discorso è molto più complesso perché gli impianti sono stati pensati – nonostante le belle parole - solo per il controllo sociale globale! Cosa faremo infatti quando le banconote cartacee saranno sostituite dalla moneta elettronica e virtuale?
E se per vari motivi il chip non funzionasse correttamente, subisse un danno (o venisse disattivato dall’esterno)? E quando non potremo più comprare nulla, neppure un pezzo di pane, senza sottoporci all’identificazione biometrica tramite microchip?
I delinquenti 2.0 non ruberanno più il portafoglio, come pure non rischieranno neppure di forzare una casa, semplicemente si specializzeranno nel furto dei dati sensibilissimi mediante due strade: la prima si avvale di lettore a radiofrequenze, la seconda nell’estrazione forzata (con bisturi) del chip dalla mano. Indipendente dal metodo usato, una volta in possesso dei dati contenuti nel chip, saranno in possesso di quella vita umana! Non mi riferisco al classico furto di identità, qui l’oggetto del furto è la vita stessa. Nel chip infatti confluiranno tutti i dati sanitari, finanziari, fiscali, (leggasi Big Data) e tutti quelli che non possiamo nemmeno immaginare: per esempio grazie alle tessere fedeltà e agli acquisti fatti online, sapranno (già avviene ora) tutto quello che mangiamo, le preferenze sessuali, la musica che ascoltiamo, la tendenza politica, ecc.
La vita umana sta diventando un concentrato di byte, e coloro che gestiranno questi dati e informazioni saranno i veri Padroni del mondo.
Un esempio per tutti: con gli screening genetici, eseguiti nel periodo prenatale, sapranno quali sono le nostre inclinazioni e/o predisposizioni alle malattie. Se queste informazioni finissero nelle mani di una assicurazione, potremo vederci negata la polizza sulla vita perché loro sanno o ipotizzano che a 30 anni mi verrà un linfoma!
Le persone devono capire che l’intera esistenza di una persona dipenderà dai signori che davanti ad una tastiera controlleranno (o ruberanno) i dati del microchip.
Secondo alcuni visionari arriveremo al punto in cui sarà l’uomo stesso a chiedere l’impianto del microchip volontariamente; vuoi per sicurezza, per comodità (aprire le porte, alzare le tapparelle, accendere il pc o cellulare, uscire senza soldi, ecc.) o perché il numero a 15 cifre diventerà il nostro nuovo «numero di sicurezza sociale», per cui se un domani si vorrà usufruire dei servizi sociali, basterà allungare la mano destra...
[5] «Microchip obbligatorio per i gatti? Norma ritirata, ‘Crea malcontento’», Il Gazzettino, 27 novembre 2018, www.ilgazzettino.it/nordest/trieste/microchip_obbligatorio_gatti_dietrofront_crea_malcontento-4135395.html
Da settimane i media mainstream hanno acceso e puntato i riflettori su una sconosciuta ragazzina svedese, spuntata letteralmente dal nulla.
Nessuno l’aveva mai vista. Di punto in bianco….puff….esce dal cilindro, viene invitata a parlare al vertice sul clima delle Nazioni Unite e poi al Forum di Davos, oggi addirittura è stata candidata al Premio Nobel.
Tutte cose normali per una qualsiasi ragazza di 16 anni, vero?
Ma i suoi discorsi hanno emozionato e toccato le corde profonde dell’anima, appassionando gli ambientalisti di tutto il mondo, così è stata presa come modello da stimare ed emulare.
Se non bastasse per capire il quadro, persino Sergio Mattarella l’ha elogiata, e il diversamente-sobrio Jean-Claude Junker le ha fatto il baciamano.
Da agosto 2018, ogni venerdì mattina, invece di andare a scuola Greta si piazza davanti al Parlamento svedese con il cartello “Sciopero scolastico per il clima”, e in pochissimo tempo è diventata la più giovane ambientalista europea e promotrice delle marce degli studenti per il clima.
Il suo motto è: «non mi fermerò. Non fino a quando le emissioni di gas serra non saranno scese sotto il livello di allarme».
La realtà è che Greta Thunberg è stata fatta diventare un simbolo.
Da una parte sicuramente c’è lo sfruttamento in una «campagna di pubbliche relazioni» in vista dell’uscita del nuovo libro della madre, la cantante d’opera svedese Malena Ernman...
che sta strumentalizzando la povera figlia affetta dalla Sindrome di Asperger. Conosciamo anche il nome dello stratega della campagna di PR, Pubbliche Relazioni, Ingmar Rentzhog, un esperto di marketing e pubblicità. Dall’altra però Greta fa comodo anche al Sistema…
Quello che Greta non dice… La giovane svedese è portatrice sana di cose ovvie e assolutamente scontate. Il punto non è quello che Greta dice, ma quello che non dice! Non è un po’ strano che nonostante attacchi i Poteri Forti, venga appoggiata dagli stessi, cioè dai circoli malthusiano-globalisti, e dalla dittatura europea? Gli stessi circoli che vogliono austerità, deflazioni, disoccupazioni di massa, depopolazione e gli stessi che stanno creando il problema climatico!
Global Warming L’immensa grancassa di Poteri Forti sta tambureggiano l’allarme del Riscaldamento Globale, attribuendone la causa SOLO alla produzione industriale e ai consumi umani!
Il Global Warming è un fatto accertato e la causa dell’effetto serra è il cancro chiamato uomo, per cui la “soluzione” è quella di aderire immediatamente ai vari Protocollo di Kyoto ecc. che impongono la riduzione delle emissioni industriali, costi quel che costi, e non solo...
Nessuno sta negando l’ovvietà: basta aprire la finestra per capirlo.
Il pianeta sta certamente vivendo un periodo di riscaldamento globale, e il nostro stile di vita, improntato esclusivamente al consumismo sfrenato, è follia allo stato puro! Questi sono dati oggettivi e inoppugnabili, ma quello che si vuole sottolineare è che il Global Warming, innanzitutto non è causato dall'uomo (medio), e secondo viene usato (e fomentato) dall’élite dominante come un Cavallo di Troia per scopi tutt’altro che ambientalistici o naturalistici: instaurare nella popolazione il regime del caos e del terrore (paura di allagamenti, nubifragi, tornado, uragani, siccità, ecc.), far passare leggi sempre più repressive, spingere l’acceleratore della riduzione della popolazione, impedire a paesi emergenti di uscire dal loro baratro, ecc.
La storia docet La storia insegna qualcosa a proposito del riscaldamento.
Nel 1719 una canicola eccezionale, che sarà difficile attribuire all’industria umana, fece morire non i 15.000 anziani francesi deceduti nel 2013, ma oltre 450.000 persone. I sudditi del Re Luigi XV erano allora solo 22 milioni.
Per lo più i morti erano bambini colpiti da diarrea perché le falde, prosciugate per metà, erano infette. Altre dissenterie canicolari si produssero nel 1706 e nel 1747 e ciascuna fece oltre 200.000 morti.
Quindi prima della grande industrializzazione, prima che le attività dell’uomo liberassero anidride carbonica nell’aria, vi sono stati periodi molto più caldi dell’attuale. Come la mettiamo?
Sono banali esempi, che insegnano come la storia dell’umanità è stata ed è costellata da periodi caldissimi (e periodi freddissimi) indipendentemente dall’uomo.
Cambiamento climatico o guerra climatica? «Abbiamo bisogno di un mondo più autoritario. Anche le migliori democrazie accettano che quando si avvicina una grande guerra, la democrazia deve essere sospesa per tutta la sua durata. Io ritengo che il cambiamento climatico sia una situazione grave come una guerra. Può essere necessario mettere la democrazia in sospeso per un po'. Dobbiamo avere poche persone dotate di autorità a comandare».
Questa frase non l’ha scritta Adolf Hitler nel suo Mein Kampf ma è uscita dalla bocca di James Ephraim Lovelock, il chimico futurologo, ex collaboratore della NASA, che ha elaborato la teoria di Gaia.
È l’inventore anche del buco dell’ozono, provocato a suo dire dal gas CFC, il cui brevetto della Dupont scadeva casualmente quando si scoprì il buco…
Lovelock è profondamente inserito nelle centrali di potere che protraggono l’impero britannico, anche perché egli è un uomo del liberismo secondo Adam Smith e seguace di progetti di riduzione della popolazione secondo Malthus*.
Quello che Lovelock adombra è il progetto di un governo autoritario mondiale con la scusa del controllo del riscaldamento globale.
Oggi ha 99 anni ed è ancora membro del The Optimum Population Trust, un think tank che promuove la riduzione della popolazione umana nel mondo, e della Royal Society of Edinburgh, società filosofica che promuove le azioni adatte ridurre dell’80% le emissioni di gas di carbonio.
Infine ha lavorato a stretto contatto con l’americano John Holdren, il fisico aeronautico diventato un fondamentalista della denatalità (consigliere del presidente Obama).
Holdren già nel 2009 proponeva di spargere milioni di tonnellate di particolato nell’alta atmosfera onde formare una nube capace di respingere i raggi solari...
Ricordo che l’ambientalismo catastrofico, l’effetto serra e il buco dell’ozono sono mossi da interessi costituiti potenti e dalle ideologie della crescita zero, teleguidati dalle FondazioniRockefeller.
«Alla ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, giungemmo all’idea che l’inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, mancanza d’acqua, la carestia e cose del genere fossero adatte»
Così riporta una pubblicazione del Club di Roma**.
Il controllo del clima è una priorità per il Sistema.
Leggete cos'è scritto in un documento sugli "armamenti futuribili" della Us Air Force dal titolo "Air Force 2025": «la modificazione del clima offre nel quadro bellico un ampio ventaglio di opzioni per sconfiggere o coercire un avversario. Negli Stati Uniti la modifica del tempo atmosferico diverrà parte della sicurezza nazionale con applicazione all’interno e all’estero».
Controllare il clima rientra nella guerra militare, e quindi per gli Stati Uniti d’America una priorità per la sicurezza nazionale.
Geo-ingegneria climatica Quali sono le cose che Greta e molti degli ambientalisti malthusiani non denunciano nel cambiamento climatico che stiamo vivendo? Nessuno di loro ha tira in ballo le scie chimiche (chemtrails) e le ingerenze dei potenti campi elettromagnetici usati nei vari programmi militari come HAARP.
Irrorare quotidianamente, spruzzando sostanze tossine e metalli pesanti nei cieli non ha ripercussioni nel clima globale?
Riscaldare la ionosfera (progetto HAARP) con quantità abnormi di energia non ha ripercussioni nel clima globale?
Come mai nessuno denuncia la guerra climatica in atto? Non lo sanno, non sono coscienti, oppure fanno parte del giochetto?
Queste sono le cose da denunciare al mondo, da gridare in faccia ai potenti della Terra, non le fregnacce messe in circolazione dal Sistema stesso.
Per questo motivo Greta è diventata la paladina ambientale, l’eroina dei più deboli e indifesi, ma anche dei potenti della Terra...
*Thomas Malthus Il reverendo Thomas Robert Malthus oltre due secoli fa elaborò una teoria che pone in relazione la crescita della popolazione con lo sviluppo economico.
Il pastore anglicano, oltre ad essere economista e demografo britannico, sosteneva che la tendenza della popolazione di un paese è di crescere a tasso geometrico (1-2-4-16-32), mentre l’offerta di cibo segue un tasso aritmetico (1-3-5-7-11).
Quindi per evitare bassi livelli di vita o di assoluta povertà la strategia è di limitare il numero delle nascite!
Malthus, al soldo della Compagnia delle Indie Orientali, si mise a capo dell’ideologia del limite delle risorse a fronte della crescita demografica.
Successivamente la sua visione è stata fonte di ispirazione di moltissimi personaggi della politica, economia e finanza. Per esempio negli anni Trenta, la politica del genocidio che sottende l’ideologia dei «limiti delle risorse», fu riformulata nel corso di un incontro tra Adolf Hitler e Lord Lothian (Philip Kerr) il capo della Tavola Rotonda, la formazione più direttamente impegnata a sostenere la scalata al potere di Adolf Hitler in Germania. Il resto è storia…
** Il Club di Roma fu fondato durante alcuni incontri tenutisi a Villa Serbelloni, proprietà della Fondazione Rockefeller a Bellagio, sul Lago di Como.
Con il libro: «I limiti dello sviluppo» il Club propose nel 1972 le sue strampalate teorie ambientali che sollevarono una tempesta. Purtroppo il testo e le successive edizioni esercitarono una notevole influenza sul nascente movimento ambientalista italiano...
Il vero scopo del Club di Roma era - ed è - quello di organizzare la propaganda sulla crisi ambientale e sfruttare quest’ultima per giustificare la centralizzazione del potere, la soppressione dello sviluppo industriale sia in Occidente che nel Terzo Mondo ed il controllo della popolazione mediante l’eugenetica.
In questo video, il Premio Nobel Carlo Rubbia in circa 8 minuti smonta la bufala dei cambiamenti climatici
Fino a qualche tempo fa il Sistema, per soverchiare e bloccare la crescente tendenza dei genitori a mettere in dubbio le vaccinazioni coatte usava come scusante mediatica il fatto che il bambino non vaccinato poteva, a scuola, mettere a repentaglio la salute dei bambini ipervaccinati.
Questa ridicola scusante è stata soppiantata quando sono iniziate a sorgere domande spontanee sull’utilità dei vaccini. Perché, se un bambino vaccinato può prendere qualche malattia infettiva da uno non vaccinato, allora a cosa servono questi farmaci? E come proteggono la collettività?
Ora il nuovo grimaldello adottato dal Sistema sono i bambini immunodepressi, utili a far leva direttamente sulla pancia e le emozioni dei belanti sudditi-non-pensanti.
Nessuno vuole giudicare e/o commentare l’immane tragedia di una famiglia colpita da simili problematiche. Certamente però, ci sono alcune domande che meritano una risposta seria e circostanziata.
Qual è la causa - o le cause - dell’aumento di bambini immunodepressi nel nostro Paese? Comprendere i motivi per cui un bambino o ragazzo va incontro ad una immunodepressione potrebbe essere interessante per fare vera prevenzione.
Ma sappiamo che la prevenzione primaria, non sviluppando PIL, non viene presa in considerazione…
Dov’erano i bambini immunodepressi prima della legge Lorenzin (nr. 119/2017)? Sembra che tali bambini non esistessero prima del 2017, e la prova è che nessuno li ha mai tirati in ballo! Oggi invece sono diventati un toccante problema nazionale, come mai, tutto d’un tratto?
I bambini immunodepressi hanno diritto ad andare a scuola? La propaganda vergognosa del Sistema sottolinea ed evidenza che tutti i bambini immunodepressi hanno il diritto sacrosanto all’istruzione, come gli altri. Verissimo e legittimo. Nessuno però ha il coraggio di dire che UN BAMBINO REALMENTE IMMUNODEPRESSO NON POTRA’ MAI ANDARE A SCUOLA, e questo non dipende dalla presenza o meno di bambini non vaccinati, ma dal fatto che per un organismo immunodepresso, qualsiasi ambiente che non sia la tenda ad ossigeno dell’ospedale, è foriero di rischi anche letali.
Anche se in una scuola TUTTI i bambini fossero vaccinati secondo la vigente imposizione (10 vaccini + 4), e se per assurdo fossero completamente coperti anche gli insegnati, i dipendenti delle segreterie, e perfino i postini che recapitano le missive, ecc, un bambino immunodepresso comunque non potrebbe MAI accedervi perché nell'ambiente circolano CENTINAIA DI AGENTI PATOGENI diversi (virus, batteri, microbi, micobatteri, ecc.) per i quali non esiste un vaccino.
Un qualsiasi agente patogeno è assolutamente rischioso per chi è gravemente ammalato.
Con una copertura vaccinale del 100% un bambino immunodepresso potrebbe andare in giro? Se 60 milioni e 590 mila italiani venissero ipoteticamente vaccinati contro tutte le malattie per le quali esiste oggi un vaccino, un bambino immunodepresso potrebbe andare tranquillamente a scuola?
La risposta, come detto prima, è assolutamente no! E non solo, ma non potrà neppure andare al cinema, a teatro, al parco, al supermercato.
Quindi è ora di finirla con tale criminale propaganda ufficiale che vorrebbe far credere al popolo-bue che le vaccinazioni sono un atto doveroso per proteggere questi poveri bambini.
Vaccinazione corrisponde a immunità? Ancora oggi la maggior parte delle persone e ahinoi anche dei medici, confondono vaccinazione con immunizzazione.
Perfino un personaggio come il dottor Alberto Villani, presidente della SIP Società Italiana di Pediatria, perpetua simili castronerie: «in un mondo normale si è tutti protetti perché vaccinati» dice il famoso pediatra.
Villani commette un grave errore: continuare ad affermare e sostenere che «vaccinazione = protezione» è veramente rimarchevole, perché denota ignoranza o malafede. Questa uguaglianza è stata smentita dai fatti e dalla vita stessa. VACCINARE NON IMPLICA IMMUNITA’, e infatti i cosiddetti «no-responder» o «bad-responder» sono la pistola fumante! Quanti sono, esami alla mano? Nessuno lo sa. Non a caso, moltissimi bambini e/o adulti dopo il vaccino risultano privi dei titoli anticorpali nel sangue e quindi ufficialmente NON sono coperti dalla malattia. Chiaro?
E’ vero che un immunodepresso NON PUÒ vaccinarsi? Solo in parte: esistono controindicazioni, limitate a casi particolari di immunosoppressione grave, per i soli vaccini a virus vivo. La gran parte dei vaccini pediatrici, secondo i protocolli sanitari, possono e anzi devono essere somministrati anche agli immunodepressi.
Quale rischio possa portare questa pratica non è oggetto della discussione, il punto è che le motivazioni sopra riportate, usate dal Sistema per imporre i vaccini alla popolazione sana, non stanno più in piedi se si pensa che quegli stessi soggetti possono tranquillamente vaccinarsi.
Dunque, se proprio si vuole credere alla bontà ed efficacia di questi farmaci, se questi vaccini proteggono dalla malattia, non si capisce la necessità di sbattere fuori da scuola i bambini sani.
Chi decide che esistano bambini di serie A e di serie B? Infine andando oltre l’ipocrisia, sappiamo tutti perfettamente che se ci proponessero di assumere un farmaco che comporta anche gravi rischi per la salute, allo scopo di proteggere una esigua minoranza di individui malati, nessuno di noi lo farebbe! Ebbene chi stabilisce che un bambino sano che, dinnanzi ad un ragionevole dubbio sulla sicurezza di questi farmaci, non viene vaccinato (con tutti i distinguo qui riportati), abbia meno diritti di un bambino malato? Perché a questo bambino sano è possibile negare la scuola, definito invece diritto sacrosanto per quello malato? Chi può arrogarsi un simile diritto?
Correva l’anno 2008 quando ho pubblicato il libricino intitolato: «Videogiochi violenti: la fabbrica dei piccoli mostri», con la prefazione dell’amico giornalista Maurizio Blondet e il contributo di Liliana Gorini, presidente Movisol.
Quindi oltre 10 anni sono passati dal lavoro sui videogiochi sanguinolenti, cioè quei «giochetti» basati sui programmi di apprendimento sviluppati in ambito militare, per annullare nei soldati gli scrupoli ad uccidere, e per condizionarli alla violenza istintiva.
Avete letto correttamente: i “videogiochi sparatutto” sono un sottoprodotto dei modelli impiegati nei simulatori di addestramento militare, adottati ancora oggi dall’esercito statunitense e anche da varie polizie in giro per il mondo, al fine di far superare la naturale repulsione nei confronti del ‘colpo che uccide’ sparato su altri esseri umani!
Ma per essere ancora più chiaro: i giochi violenti escono direttamente dal Ministero della Difesa americano, il Pentagono, con i suoi laboratori di Psy-War, guerra psicologica e altro...
Il condizionamento alla violenza e alla pornografia, funzionano allo stesso modo nei bambini e ragazzi, quando si dedicano intensamente a giocare: colpire, sparare e/o uccidere qualsiasi cosa, perché diventa un riflesso condizionato e assolutamente normale.
Se un adulto o un ragazzino, passa ore davanti al computer a uccidere virtualmente un uomo o a stuprare una donna o un bambino, diventerà lentamente sempre più empatico alla violenza.
Difficile da accettare? Eppure la scienza conosce bene queste implicazioni.
Cosa dice la scienza sulla violenza virtuale? In Italia alla Camera dei Deputati a marzo del 2004 è stata presentata dal neurologo Rosario Sorrentino, membro dell’Accademia Americana di Neurologia, una ricerca sull’aggressività.
Lo studioso, citando studi giapponesi e americani basati sulla risonanza magnetica e tomografia eseguita nei cervelli dei giocatori, dimostra che l’eccessiva esposizione ai videogiochi violenti indebolisce la corteccia prefrontale e il lobo frontale, le aree cerebrali che ospitano la capacità di discernimento tra bene e male e tra giusto e sbagliato. Se queste zone si atrofizzano, gli istinti hanno via libera e gli effetti sono immaginabili e inquietanti.
All’Università di AAchen in Germania, un gruppo di ricerca guidati dal dottor Klaus Mathiak ha evidenziato che «l’esposizione a videogiochi violenti produce la stessa attività cerebrale provocata da un evento pericoloso e potenzialmente aggressivo» reale!
In pratica «sia l’amigdala che la corteccia anteriore si spengono in ogni occasione di violenza digitale». Quindi il cervello neuro-chimicamente prepara il corpo a reagire con aggressività alla minaccia incombente, anche se tale minaccia è virtuale!
Stessa cosa è stata dimostrata all’Università del Michigan: i «videogiochi violenti possono condurre a schemi di attività cerebrale che possono essere caratteristici del pensiero aggressivo».
Anche la rivista Journal of Experimental Social Psycolology ha pubblicato ricerche secondo le quali chi «utilizza videogiochi violenti e cruenti, sarebbe predisposto ad una tendenziale desensibilizzazione nei confronti della violenza reale».
Quindi per la scienza è un fatto noto che la violenza virtuale può trasformarsi in violenza reale!
Promotori della violenza Come detto, i videogiochi furono inizialmente sviluppati dal Pentagono come “war games”, giochi di guerra, soprattutto nell’ambito della privatizzazione degli eserciti promossa dal vicepresidente americano DickCheney e dalla sua Revolution in Military Affairs.
Dopo l’anno 2000, e con l’insorgere della crisi finanziaria dovuta alla bolla speculativa, i videogiochi violenti divennero un gigantesco business per la Microsoft e gli interessi della Silicon Valley.
Secondo l’economista e leader democratico americano Lyndon LaRouche, «l’intento è quello di privare intere nazioni della capacità di distinguere tra realtà e fantasia, tra bene e male. L’intento è quello di ridurre la popolazione mondiale, scatenando istinti omicidi e suicidi, a meno di un miliardo di abitanti, dagli attuali 6,5 miliardi.
E intendono farlo rapidamente: «ecco il perché di questa operazione, che diffonde i videogiochi per addestrare i giovani a uccidere e suicidarsi» e anche a stuprare!
La Sony Computer Entertainment per esempio, è arrivata a produrre video games esplicitamente satanici, ed è stata per questo citata in giudizio a Paducah, nel Kentucky, nel processo contro Michael Carneal, un quattordicenne videodipendente che ha ucciso ben tre ragazzine…
Educare allo stupro Scandali e ritiri dal commercio di videogiochi sanguinolenti ne è piena la storia, ma l’ultimo al centro della bufera è a dir poco inquietante. Mi riferisco a «Rape Day», il «Giorno dello Stupro». Desk Plant, il suo malato sviluppatore, sostiene che il gioco è rivolto al «quattro per cento della popolazione generale che è sociopatico», i quali sarebbero contenti di interpretare un «minaccioso assassino seriale durante un’apocalisse zombi».
Discorso che non fa una piega!
Attenzione, se a un giocatore non bastasse stuprare le donne, può sempre ucciderle, e avere anche atti osceni di tipo pedofilo e necrofilo, cioè fare sesso con un cadavere.
La piattaforma è di proprietà della tristemente nota Valve, una software house fondata nel 1966 da Gabe Newell e Mike Harrington con sede a Washington e arcinota per sfornare videogames violentissimi e sanguinolenti!
Il lancio del games è stato bloccato per via delle numerose polemiche che si sono giustamente scatenate. Nel Parlamento britannico per esempio ne ha parlato Hannah Bardell, deputata del Partito Nazionale Scozzese, che ha descritto il gioco come «materiale terribilmente ripugnante».
Il problema è che simili aberranti videogames hanno lo scopo di spalancare la Finestra di Overton su “violenza”, “stupro” e “pedofilia”.
Ritirarli dal mercato, dopo l’ennesimo scandalo, non è sufficiente per bloccare la pericolosissima deriva psicologica, emozionale e antropologica innescata.
Lo scopo è quello di desensibilizzare l’essere umano, partendo dai bambini, alla violenza in genere!
Un mondo violento e privo di valori, è funzionale al Sistema...