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Marcello Pamio - 14 agosto 2018

La memoria per le notizie importanti e significative è sempre più labile, e si sta lentamente cancellando per far posto a spazzatura mentale e pseudonotizie, molto più comode e funzionali al Sistema.
La maggior parte delle persone ha dimenticato le «pandemie» di un recente passato che avrebbero dovuto, secondo le dichiarazioni di esperti e della stampa mainstream, falcidiare la popolazione mondiale. Mi riferisco alla sars, all’aviaria e alla suina.
Figuriamoci se possiamo rimembrare pure lo scandalo che ha investito la massima autorità mondiale della salute pubblica: l’OMS.

L’Organizzazione all’epoca aveva nominato commissario John Mackenzie che giocò un ruolo fondamentale a maggio 2009 nel dichiarare l’influenza H1N1 «pandemia».
Il commissario aveva le mani in pasta con le industrie e per fortuna a fare chiarezza fu l’inchiesta condotta congiuntamente dal «British Medical Journal» (BMJ) e dall’«Agenzia di Giornalismo Investigativo di Londra» (BIJ). Secondo il loro rapporto «alcuni degli esperti che avevano partecipato alla redazione delle linee guida dell’OMS per le «pandemie» erano sul libro paga di due industrie farmaceutiche (Roche e GlaxoSmithKline) che producono medicinali o vaccini». [1]

Definizione di «pandemia»
L’OMS ha modificato la definizione di «pandemia» solo per far rientrare l’influenza suina dentro tale criterio. Per fortuna moltissimi medici e ricercatori hanno criticato questa scelta scriteriata.
La definizione presente sul sito dell’OMS prima dell’allarme specificava: «Enormi numeri di morti e ammalati», come criterio per la dichiarazione della Pandemia. Incredibilmente da aprile 2009 quella specifica importantissima è stata cancellata.
Sempre casualmente, un mese dopo tale modifica, l’OMS lancia l’allarme planetario: «H1N1» è un virus «pandemico»! Alla faccia della sincronicità.
Va detto che durante un allarme di questo tipo, l’OMS può imporre ai 149 stati che aderiscono al protocollo sanitario (fra cui ovviamente l’Italia) una determinata profilassi, ad esempio rendendo obbligatorio farmaci e vaccini…
Nonostante lo scandalo, nel 2010 si poteva pubblicamente denunciare che all’interno delle organizzazioni sovranazionali e nei meandri del Sistema sanitario globale, vi sono loschi emissari pagati direttamente dalle industrie chimiche…
Oggi nel 2018 invece non è più permesso criticare le autorità sanitarie, pena l’inserimento immediato nella Nomenklatura degli spargitori di Fake-News; se poi si ha la malsana idea di ipotizzare una qualsiasi associazione tra vaccini e patologie, allora si diventa un attentatore alla salute pubblica con procurato allarme.
Questa è la libertà d’informazione e di espressione.

Traffico di virus
Un altro esempio di notizia che in passato si poteva scrivere tranquillamente mentre oggi è diventata un tabù assoluto riguarda il traffico illegale di virus.
Se ne è occupato con un intero dossier perfino «L’Espresso» del gruppo De Benedetti, il che è tutto dire.
Stiamo parlando di virus scambiati da ricercatori e dirigenti di industrie farmaceutiche, al fine di fare della paura delle epidemie un business enorme.
Tutto questo accadeva nel “lontanissimo” 2014.
Era partita una inchiesta top secret dei Nas e della Procura di Roma su traffico internazionale di virus.
Ad aprire le danze è stata la fondamentale testimonianza di Paolo Candoli, manager italiano della Merial, la branca veterinaria del colosso Sanofi (che produce vaccini): l’uomo avrebbe patteggiato l’immunità in cambio delle rivelazioni sul contrabbando batteriologico…
Il sospetto delle autorità era un business faraonico dietro la paura delle epidemie.
Si tratterebbe di una vera e propria strategia commerciale portata avanti con il contrabbando di virus: amplificando il pericolo di diffusione e allarmando sui rischi per l’uomo, si spingono le autorità sanitarie ad adottare provvedimenti d’urgenza, che si traducono in un affare da miliardi per le industrie (vendita di farmaci e vaccini). Esattamente quello che avviene oggi: epidemie inventate di morbillo, pertosse, meningite, ecc.
A scoprire lo scandaloso traffico di virus è stata la «Homeland Security», il ministero istituito negli Stati Uniti dopo l’attentato alle Torri Gemelle per stroncare nuovi attacchi. Stavano indagando sull’importazione negli States di virus per elaborare farmaci, e poi sono finiti qui da noi in Italia.
Secondo le autorità americane infatti l’Italia sembra essere uno snodo fondamentale di questi traffici illeciti, che vedono coinvolte le potentissime lobbies farmaceutiche e le istituzioni che dovrebbero sperimentarle e certificarle.
Le intercettazioni telefoniche dei Nas di Bologna e Roma sono state definite allarmanti: secondo gli investigatori c’è stato (e c’è) il serio rischio di diffondere le epidemie, anche perché il solo trasporto dei virus rasenta la demenzialità: plichi contenenti il virus congelato dentro cubetti di ghiaccio spedito a domicilio mediante corriere postale; provette nascoste fra i capi di abbigliamento in valigia per non «destare sospetti in caso di controlli». Questi sono solo alcuni dei metodi di contrabbando usati per importare, anche in Italia, agenti patogeni.
Il manager-gola-profonda rivela inoltre che il contrabbando dei virus serviva anche per la realizzazione di vaccini, e questo è assai interessante.

Il dossier de «L’Espresso» è datato 3 aprile 2014.
Solo per pura casualità, 5 mesi dopo, esattamente venerdì 26 settembre del 2014[2], il ministro della salute Beatrice Lorenzin cedette alle industrie farmaceutiche globali la salute di milioni di italiani.
Dietro il mandato del GHSA, «Global Health Security Agenda», un’organizzazione fondata in fretta e furia qualche mese prima, a febbraio del 2014[3], il Presidente Obama in persona a Washington diede l’incarico all’Italia di guidare per i 5 anni seguenti le strategie e le campagne vaccinali nel mondo intero (2015 al 2020).
Oggi nel 2018 dunque siamo ancora al centro del mandato e quindi osservati speciali non solo dal GHSA ma anche da tutti i 64 paesi-membri che ne fanno parte. Sarebbe infatti inaccettabile che il paese-guida sulle linee vaccinali desse troppa libertà al popolo no-vax...
Stranamente le indagini della magistratura sul traffico di virus, sono arenate nel «porto delle nebbie»: non ne abbiamo più sentito parlare. Ergo non esiste più il problema, anche perché oggi se si parla di vaccini è obbligatorio parlarne benissimo.
Sembra che tutto sia stato congelato proprio grazie al prestigioso incarico affibbiato al governo italiano. Ma è solo una congettura da dietrologi ovviamente.
Anche se - per usare le parole dei Nas che hanno indagato - il rischio di diffondere epidemie è altissimo!

Epidemia di polio?
Veniamo all’epidemia di polio, anche se l’Europa è un continente polio-free, perché il virus è stato eradicato da molto tempo.
Il 9 maggio del 2014 una lettera circolare del Ministero della salute dal titolo: «Aggiornamento delle raccomandazioni di immunoprofilassi in relazione alla protratta emergenza immigrati dall’Africa settentrionale ed al rischio di re-introduzione di poliovirus in Italia» lancia l’allarme.
Il Ministero si rifà ai dati che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva pubblicato il 5 maggio. L’OMS ha dichiarato che la recente diffusione di poliovirus selvaggio è «un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale».
Nel 2014, infatti, risultavano affetti da polio 10 paesi: Afghanistan, Camerun, Guinea Equatoriale, Etiopia, Israele, Iraq, Nigeria, Pakistan, Somalia e la Repubblica Araba di Siria, tra cui 3 (Pakistan, Camerun e Repubblica Araba di Siria) fonte di esportazione di poliovirus selvaggi.

Il problema degli immigrati…vaccinati
Grazie all’immigrazione forzata, come quella che stiamo vivendo in Italia, arrivano nel nostro paese centinaia di migliaia di disperati da vari svariati paesi in condizioni socio-economiche e sanitarie disastrose, tra cui paesi nell’elenco sopra.
Secondo tale circolare ministeriale, lo Stato avrebbe un protocollo specifico «di immunoprofilassi per i bambini immigrati da 0 a 14 anni». In pratica questo protocollo impone che tutti i bambini immigrati vengano sistematicamente vaccinati per la polio innanzitutto e poi per tutto resto seguendo il calendario nazionale. Per la polio non è dato sapere se ai bambini viene dato il vaccino orale oppure quello in puntura. La differenza, come vedremo dopo, è assai interessante…
L’8 giugno 2018 un’altra nota circolare del Ministero della salute dal titolo: «Diffusione internazionale di poliovirus: aggiornamento delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità maggio 2018», impone la vaccinazione contro la polio a tutte le persone che provengono dai seguenti Paesi: Afghanistan, Pakistan, Somalia, Nigeria, Kenya; Repubblica Araba Siriana, DR Congo, sia residenti che viaggiatori che hanno soggiornato per oltre 4 settimane in questi paesi.
I paesi si sono ridotti da dieci a sette.
Infine l’8 agosto 2018 l’ennesima circolare ministeriale dal titolo inequivocabile: «Circolazione di poliovirus di Tipo2 di derivazione vaccinale - Nigeria».
Secondo l’OMS il 5 giugno nello Stato di Sokoto in Nigeria sarebbe stato confermato «un focolaio epidemico di poliovirus circolante di tipo 2 di derivazione vaccinale».
Le scontate raccomandazioni dell’OMS ovviamente vertono sull’importanza «che tutti i paesi, in particolare quelli con elevato numero di viaggi e contatti con i paesi e le aree colpite da polio, rafforzino la sorveglianza per paralisi flaccida acuta»…

Qualche dato sulla polio
Nel 2018, sono stati registrati nel mondo 28 casi di polio, di cui 13 con «virus selvaggio» e 15 con virus «vaccino-derivato».
Dei 13 casi, 10 in Afghanistan e 3 in Pakistan, paesi questi in cui il virus è endemico.
L’anno precedente, il 2017, ci sono stati 22 casi in tutto, sempre nei due Paesi.[4]
I casi invece di polio da virus vaccino-derivato» (ciò provocato dai vaccini) nel 2018 sono stati 15 (due in più di quelli da «virus selvaggio») ma la cosa interessante è che, di questi, 13 casi sono stati registrati in paesi non endemici, dunque paesi che non avrebbero avuto alcun caso di polio, fino a prova contraria, in assenza di virus da vaccino. Nel 2017 invece, i casi di polio «vaccino-derivato» sono stati ben 96 contro i 22 di polio da «virus selvaggio». Circa 74 in Siria (quindi l’allarme polio in Siria nessuno ha detto che è stato provocato dai vaccini) e 22 in Congo.[5]
Questi dati (del «Polio Global Eradication Initiative» dell’OMS) dicono una cosa: nel mondo sono in aumento i casi di polio da virus «vaccino-derivato» cioè da vaccino (per la polio).
Quindi più vaccini e maggiore è il rischio di qualche caso di polio o di un focolaio vero e proprio…

Il problema della polio orale
L’altra notizia ancora più inquietante è che nella direttiva del Ministero, alle persone provenienti dai Paesi menzionati «è consentito anche il vaccino in gocce, per via orale, purché sia allegato alle certificazioni sanitarie a norma di legge».[6]
Il vaccino antipolio orale (OPV) a virus «inattivato» può procurare l’infezione e causare la paralisi neurologica. La «polio-iatrogena», tra cui la paralisi, causata dal poliovirus derivato dal vaccino è indistinguibile da quella causata da poliovirus selvaggi.
Questo è il motivo per cui molte nazioni sono passate dall’uso del vaccino orale a quello iniettato poiché il rischio diretto di polio iatrogena causata dall’OPV supera il beneficio dell’immunizzazione…
Infatti il virus «inattivato» spesso si riattiva e si replica all’interno dell’organismo umano, della persona vaccinata, dando luogo ad una ri-trasmissione del virus nell’ambiente attraverso le feci. Questo induce contagi, e la reintroduzione nell’ambiente di un virus vaccino-derivato, con tutti i rischi di provocare la malattia e la paralisi nel vaccinato stesso oltre che in altri soggetti. 
Un’altra cosa molto interessante è che il virus «vaccino-derivato» spesso è un virus mutato, come viene descritto nel portale del «Polio Global Eradication Iniziative»:

«Il vaccino contro il poliovirus orale (OPV) contiene un virus vaccinale vivo, attenuato (indebolito). Quando questo vaccino viene somministrato, il virus-vaccino indebolito si replica nell’intestino ed entra nel flusso sanguigno, innescando una risposta immunitaria protettiva. Tuttavia, durante questo processo di replicazione, parte del virus vaccinale potrebbe mutare geneticamente dal ceppo attenuato originale e diventare neurovirulente (capace di causare paralisi e circolare nelle comunità).
Il virus neurovirulente è indicato come poliovirus derivato da vaccino (VDPV)». [7]

In pratica il virus del vaccino subirebbe nel processo replicativo delle modifiche genetiche all’interno dell’organismo ospite e quando questo viene reimmesso nell’ambiente non è più lo stesso di prima, pertanto anche le persone che sono state regolarmente vaccinate e quindi (in teoria) immunizzate per i tre ceppi oggi conosciuti (e usati nei vaccini) potrebbero comunque rischiare una infezione da polio modificata, e quindi non essere immuni dal problema.
Queste informazioni perché non vengono comunicate?

Conclusione
Il mondo è in preallarme epidemia polio.
Va ricordato però che l’allarme è lanciato da quella stessa Organizzazione che è stata smascherata più volte a manipolare i dati, e a creare pandemie...
Oggettivamente esiste un traffico internazionale di virus e agenti patogeni, e anche se le indagini sono finite nel dimenticatoio, non significa che non stia ancora avvenendo.
I casi di polio denunciati sono da vaccino e riguardano zone molto particolari e limitate del pianeta, dove guarda caso si usano vaccini orali.
Il risultato però di tutto questo è il risveglio di certe forze primordiali, della paura più atavica, il tutto per sensibilizzare i governi, mettendoli con le spalle al muro. Questo permetterà di far passare leggi ancor più restrittive (sui vaccini e sulla “sicurezza” in generale della popolazione) da una parte, e dall’altra di aumentare gli investimenti economici che finiranno nelle tasche già molto generose delle lobbies del farmaco. Ricordiamo infine che i focolai epidemici sono sempre utili al governo di turno che così può giustificare pubblicamente le proprie leggi…
Ma questo è purtroppo un cane che si morde la coda:

La paura alimenta e mantiene il circolo vizioso. Maggiore è infatti la paura (veicolata e amplificata dai media), più alto sarà il numero di vaccini inoculati nella massa impaurita.
Più vaccini in circolazione (magari l’anti-polio orale) e maggiori saranno i casi di «polio-iatrogena», e questo rimetterà in moto la «paura»…
Esiste un oggettivo rischio perché tutti gli immigrati, non solo quelli che arrivano coi barconi (trasportati gentilmente dalle ONG), ma pure quelli che vengono in Italia per altri motivi e che arrivano dai cosiddetti paesi a rischio, devono essere vaccinati, e se non  lo sono lo si fa qua.
Il punto è che i disperati che giungono da noi, spesso sono vaccinati nei rispettivi paesi con le condizioni igieniche che ben sappiamo e soprattutto con vaccini che qui nessuno userebbe, come l’anti-polio orale.
Pertanto sempre più persone arrivano e arriveranno in Italia ospitando il virus dentro l’organismo, cioè in termini tecnici fungendo da «paziente zero»…

Note:

[1]«La grande truffa della suina», 7 giugno 2010, www.lastampa.it/2010/06/07/esteri/la-grande-truffa-della-suina-bwPkpRLOokqI0kKLAsj5wL/pagina.html

[2]Lunedì 29 settembre 2014 è avvenuto ufficialmente il Comunicato n. 387 dell’AIFA

[3]«Global Health Security Agenda», https://www.ghsagenda.org

[4]http://polioeradication.org/wp-content/uploads/2018/07/global-wild-poliovirus-2013-2018-20180724.pdf

[5]http://polioeradication.org/polio-today/polio-now/this-week/

[6]«Vaccino Polio obbligatorio per i keniani che devono andare in Italia»

http://malindikenya.net/it/articoli/turismo/info-sanitarie/vaccino-polio-obbligatorio-per-i-keniani-che-devono-andare-in-italia.html

[7]«Vaccine-derived Polioviruses: Managing the risks», Polio Global Eradication Iniziative, http://polioeradication.org/tools-and-library/research-innovation/vaccine-derived-polioviruses/

Marcello Pamio

In data 16 luglio 2018 la storica Associazione Corvelva per il sostegno della libertà di scelta vaccinale ha inviato all’EMA (European Medicines Agency), l’Agenzia europea che controlla i farmaci, una lettera in cui esprimeva preoccupazione per i risultati delle analisi effettuate.
Facciamo un salto indietro nel tempo, al mese scorso, quando il Coordinamento a proprie spese ha commissionato ad un Ente scientifico altamente qualificato e specializzato nel sequenziamento del materiale genetico, l’analisi di eventuali contaminazioni biologiche in alcuni vaccini attualmente commercializzati in Italia. I vaccini analizzati sono stati sette.
Non sto qua a sottolineare le difficoltà che hanno dovuto superare per trovare un laboratorio serio che analizzi il contenuto vaccinale, e questo non certo per mancanza di laboratori. Stranamente alla parola “vaccini” moltissimi centri interpellati si sono letteralmente glissati.
Strano atteggiamento visto che le analisi erano a pagamento e non a titolo gratuito, ma forse il tema è troppo caldo e pericoloso... Come mai si ha così paura del contenuto dei vaccini pediatrici?

Comunque sia, superata l’impasse, gli esiti sono arrivati e i risultati a dir poco inquietanti.
Le analisi dimostrano che nei vaccini esaminati è presente DNA FETALE UMANO proveniente da un genoma intero in misura superiore ai limiti che EMA ed FDA hanno suggerito alla comunità scientifica. Sono, altresì, presenti modificazioni genetiche rispetto ai ceppi che i produttori indicano nella scheda tecnica del vaccino. Il quantitativo di DNA fetale contenuto nel tetravalente Priorix Tetra (morbillo, parotite, rosolia e varicella) risulta circa 140 volte superiore al limite massimo di 10 ng, e ben 140.000 volte superiore al limite minimo di 10 pg. Non solo, ma tale vaccino presenta molte più varianti genetiche degli antigeni, che potrebbero alterare significativamente sia la sicurezza che la sua efficacia.
Le conclusioni riportate dalla lettera che il Corvelva ha inviato all’EMA erano chiare e prive di fraintendimenti: vista la presenza di contaminazioni significative (DNA fetale) e di importanti varianti genetiche degli antigeni, si pongono dei dubbi sulla sicurezza dei vaccini analizzati.
I riscontri laboratoristici conferiscono ai vaccini analizzati carattere di palese NON CONFORMITA’, e di POTENZIALE NOCIVITA’!
Preoccupazioni molto serie e soprattutto più che legittime, visto che questi farmaci vengono inoculati nel corpo di neonati...

Risposta dell’EMA
L’EMA qualche giorno fa ha risposto alla missiva, facendo subito notare «che come per tutti i medicinali biologici, i vaccini possono contenere quantità residuali di frammenti di DNA che originano dal processo usato per la loro produzione e che non sono considerati contaminanti ma sostanze residue».
Una differenziazione da filo di lana caprina, che denota la chiara presa di posizione dell’ente.
Che c’azzecca sapere che non sono «contaminanti» ma «residui»? Il discorso non cambia di un nanometro il problema: questi «residui» sono legittimi o no? E soprattutto sono innocui alla salute pubblica? Tutto qua.

Precisano poi che «ogni sostanza residua risultante dalla produzione viene attentamente valutata dai regolatori durante la revisione delle autorizzazioni al commercio e ridotti a livelli accettabili».
Anche qui non specificano quali sarebbero i «livelli accettabili». Invece di fornire dati e parametri seri, si sono limitati a dire che tutto viene valutato dai «regolatori»…
L’EMA a questo punto ribadisce che «prende molto seriamente il suo ruolo nella Protezione della salute pubblica». E ci mancherebbe altro, anche perché sono pagati dai sudditi europei proprio per questo motivo. Però dato che «monitora tutti i medicinali già sul mercato, e così pure per la qualità, sicurezza ed efficacia di tutti i vaccini che sono costantemente monitorate dopo l’autorizzazione», qualche piccola perplessità nasce spontanea, visti i sempre più numerosi scandali di farmaci pericolosi ritirati dal mercato dopo aver danneggiato e ucciso persone. Qualche banale esempio?

«EMA ferma la vendita e ritira il farmaco contro la sclerosi. La decisione dell’agenzia europea del farmaco dopo i casi di infiammazione cerebrale, di cui tre mortali».

«Aifa, oltre 700 lotti di farmaci per ipertensione ritirati da commercio».

«Valsartan, l’AIFA dispone il ritiro di alcuni lotti di medicinali»…

L’elenco di farmaci ritirati è lunghissimo, e rappresenta la prova che non esiste alcuna sicurezza quando si parla di farmaci e vaccini.
Andando avanti con la risposta EMA, la chicca arriva quando nella descrizione dei vaccini Priorix Tetra, Vivotif, e Measles live vaccine BP, specificano che il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio nei paesi membri, avviene «tramite procedura di autorizzazione nazionale e non via EMA». Tradotto: non è un problema dell’EMA ma dell’ente nazionale, in pratica se ne lavano le mani e passano rapidamente il cerino acceso nelle mani dell’AIFA
Staremo a vedere se l’Agenza italiana del farmaco, ripasserà la palla all’EMA in un balletto vergognoso.

Linee cellulari
L’EMA dopo aver scaricato il barile, entra nel dettaglio sulle linee cellulari usate per far crescere e proliferare i virus che saranno usati nei vaccini.
Tali cellule (usate dalle industrie) possono essere tumorigeniche, cioè possono scatenare un tumore.
Secondo «la Farmacopea Europea le MRC-5 sono riconosciute come non tumorigeniche, come dimostrato da decenni di utilizzo e controlli, quindi ad esse non si applica un limite superiore».
Affermare che le linee cellulari MRC-5 («Medical Research Council-5», derivanti da cellule estratte dai polmoni di un feto di 14 settimane abortito nel 1966 perché la mamma ventisettenne inglese era internata per “disturbi mentali”), non sono tumorali semplicemente perché vengono utilizzate da decenni, è come dire che il fumo non fa male perché vi sono persone che tabaccano una vita senza ammalarsi. Negli anni Cinquanta erano i medici stessi che consigliavano ai pazienti di fumare sigarette, forse perché il principale sponsor del JAMA, il giornale dell’Associazione dei Medicini americani era la Philip Morris?
Come possono affermare scientificamente che non esiste nesso di causalità tra vaccino e tumore? Dove sono gli studi e i trials clinici?
Come possono stabilire se un tumore o una patologia autoimmune viene slatentizzato dal DNA umano inoculato con i vaccini?
L’oggettiva realtà è che le patologie degenerative, tumorali e autoimmuni sono oramai una vera e propria pandemia: i tumori in età pediatrica sono in crescita esponenziale, e l’Italia ha il triste primato europeo. Per quale motivo i tumori infantili e le malattie autoimmuni erano patologie rarissime ed ora un vero e proprio flagello?
Ovviamente i vaccini non c’entrano nulla perché le linee cellulari non sono «tumorigeniche»: ce lo dice l’EMA!

Limiti consentiti
«Un limite superiore accettabile per i residui di DNA cellulare estraneo deve essere stabilito solo quando il processo di produzione utilizza certe linee cellulari con capacità di moltiplicazione illimitata in vitro». Qui si riferiscono alle cosiddette «linee cellulari continue» (CCLs, Continuous cell lines), cioè a quelle usate nei vaccini dagli anni Ottanta in poi.
Queste cellule particolari, a differenza delle precedenti (non continue) possono potenzialmente mantenersi in vita indefinitamente, in pratica sono cellule immortali.
Derivano direttamente da cellule tumorali umane o animali, oppure dalla trasformazione di una cellula normale (con durata di vita finita) mediante un virus oncogeno o sequenza virale.[1]
Sapere che i medici stanno inoculano nei neonati delle cellule immortali, rese tali grazie a «fattori di crescita tumorali», dovrebbero far venire i brividi a tutti.
Quali sono i rischi dell’utilizzo di queste cellule? Ce lo dice il documento dell’OMS dal titolo: «Raccomandazioni per la valutazione delle colture di cellule animali come substrati per la produzione di medicinali biologici prodotti e per la caratterizzazione di banche di cellule»[2]
Le CCLs possono esprimere virus endogeni e alcuni tumorigenici (nei modelli di animali immunodepressi). Rischi teorici identificati dal gruppo di studio del 1986 (ad esempio acidi nucleici, trasformazione di proteine ​​e virus) devono essere presi in considerazione.
Queste sono le raccomandazioni del WHO.
Nel capitolo «Tumorigenicity» dello stesso documento, molti CCLs (ad esempio BHK-21, CHO, HeLa) sono classificati come tumorigenici perché possiedono la capacità di formare tumori in animali immunodepressi come i roditori. Quindi gli studi dicono semplicemente che sono state testate sui topi, ma non sull’uomo: come mai? Esistono studi seri che vanno oltre la ridicola, disumana e ascientifica sperimentazione sugli animali? Un neonato di qualche mese di vita è paragonabile a un topo cresciuto e vissuto negli stabulari?
Se invece di un topo immunodepresso queste cellule tumorigeniche vengono inoculate nell’organismo di un bambino immunodepresso, qual è il risultato?
Non lo sapremo mai perché i camici bianchi all’unisono sconsigliano quegli esami prevaccinali che potrebbero invece fugare il dubbio di una qualche soppressione del sistema immunitario...

Conclusione
Nessuno sperava nel ritiro immediato di alcuni lotti vaccinali, ma certamente le risposte fornite dall’Agenzia europea non sono sufficienti a garantire quella sicurezza che farmaci biologici come i vaccini, dovrebbero avere. Sembra quasi che l’EMA stia giocando al classico «gioco delle tre carte». Le carte in questo caso non c’entrano, ma il truffaldino giochetto è oramai diventato un modo di dire, ci si riferisce infatti a qualcuno in grado di parlare di una cosa negativa presentandola come positiva e quasi sempre per un tornaconto personale….
Stiamo parlando qui di farmaci iniettati nell’organismo di neonati, quindi non ingeriti per bocca ma somministrati per via parenterale, bypassando le normali vie di entrata del corpo, cioè saltando l’importantissimo MALTmucose-associated lymphoid tissue»), il tessuto linfoide delle mucose (presente sul tratto gastrointestinale, uro-genitale, nei polmoni, occhi e pelle).
Un virus, un batterio o un microrganismo patogeno penetra naturalmente nel corpo attraverso il MALT, quando viene mangiato, bevuto o respirato. Solo l’uomo in camice bianco ha trovato il modo di andare contro natura, saltando questa via naturale di entrata usando una siringa e impendendo quindi l’intervento corretto e sano del sistema immunitario, con tutti i rischi che possiamo solo immaginare.
Attendiamo con trepidazione la risposta dell’AIFA, in vista anche dell’esposto in Procura che verrà depositato a breve, dal momento che gli enti regolatori sembrano assai poco interessati ai gravi problemi evidenziati dalle analisi.
Nella speranza che in Italia vi sia ancora in qualche Procura un magistrato onesto intellettualmente, contrario ai soprusi che stanno vivendo i nostri bambini con la vergognosa imposizione coercitiva della legge 119/2017, e soprattutto che abbia il coraggio di andare contro gli interessi delle lobbies chimico-farmaceutiche.
La speranza, come si dice, è l’ultima a morire…

 

[1]http://www.who.int/biologicals/vaccines/TRS_978_Annex_3.pdf?ua=1

[2]«Recommendations for the evaluation of animal cell cultures as substrates for the manufacture of biological medicinal products and for the characterization of cell banks», http://www.who.int/biologicals/vaccines/TRS_978_Annex_3.pdf?ua=1  


Marcello Pamio

Assioma di partenza: Emma Bonino sta alla libertà, come Roberto Burioni sta all’intelligenza.
L’assioma è un principio che non ha bisogno di essere dimostrato, perché la proposizione è così evidente che chiunque dovrebbe vederla.
Eppure nel gregge disorientato quando si pensa alla Bonino - e al partito radicale da cui ha avuto origine la sua storia politica – si pensa a importanti concetti di libertà e diritti.

Oggi la Bonino non fa più parte dei radicali perché è stata espulsa da Pannella in persona. Forse la sua estrema sinistrosità la rende più idonea ai cosiddetti «radical chic», finanziati dall’amico ebreo George Soros, in pratica da quei ricchi che fanno finta di essere sensibili ai problemi dei più sfortunati, quando invece nascondono ben altri motivi…


Nel 1998 Emma, da Commissario Europeo, venne invitata alla riunione annuale del Club Bilderberg tenutosi in Scozia. Su 20 commissari perché venne scelta proprio lei?
Forse perché è anche membro dell’International Crisis Group, una «organizzazione indipendente che lavora per prevenire guerre e definire politiche che costruiranno un mondo più pacifico», cioè i classici «esportatori di democrazia» a suon di bombe a frammentazione e al fosforo. 
Forse perché è co-presidente anche dell’European Council on Foreign Relations, gruppo che esegue ricerche “indipendenti”, massicciamente finanziato dalla fondazione di Soros.
Forse perché è membro del comitato direttivo dell’Istituto Affari Internazionali, associazione culturale che mira a promuovere la conoscenza dei problemi internazionali nei campi della politica estera, dell’economia e della sicurezza, finanziato da istituzioni pubbliche nazionali (anche dal Ministero degli Esteri) e internazionali, e da fondazioni internazionali tra le quali figura sempre la Open Society Foundations di Soros.[1]

Semplici domande che però celano il motivo per cui questa donna, nonostante i clamorosi fallimenti dei partiti ai quali si è appoggiata, rimane sempre a galla, sempre alla ribalta.
Tornando al concetto di libertà vediamo la posizione sui vaccini riportata nel manifesto del suo ultimo partito (uno dei tanti asfaltati dal popolo alle ultime elezioni) «+Europa».
Già il nome dovrebbe inquietare e scuotere gli animi, perché in un momento storico in cui per la sopravvivenza dei popoli europei servirebbe allentare la morsa (finanziaria, politica ed economica) e soprattutto le ingerenze dei tecnocrati (non votati da nessuno) di Bruxelles, c’è chi chiede addirittura ancora più presenza del Moloch.
Nel sito ufficiale del partitino, come nelle migliori famiglie del Sistema, si parte col classico mantra negazionista: «non sono i vaccini a causare l’autismo», esattamente «come non è l’immigrazione a causare l’insicurezza». Il discorso e il parallelismo non fanno una piega. Partendo da un’ipotesi volutamente errata, è ovvio che si può sostenere qualsiasi tesi.

Ma poi per fortuna entrano nello scientifico dicendo che «si tratta di percezioni distorte, che è possibile correggere razionalmente».[2]
Finalmente potranno mettersi il cuore in pace i sempre più numerosi genitori di bambini autistici: il problema dei loro figli non dipende dal farmaco, ma da qualcos’altro.
Poco importa se i bambini erano sanissimi prima dei vaccini, e dopo le iniezioni hanno perduto qualcosa per sempre. E’ solo una percezione distorta, ce lo conferma la Bonino, per cui dobbiamo crederci.

L’apoteosi delle libertà la troviamo nel manifesto del partito.
«La libertà di scegliere di vaccinare i “propri” figli è una posizione da avversare senza alcuna riserva», e la spiegazione è ancor più inquietante: «in primo luogo perché i figli non sono “dei genitori” e non appartengono loro come un arto o un organo interno (su cui può valere il principio della libertà di cura)».
In questo caso non possiamo discutere con un mostro sacro come la Bonino, perché lei di organi e feti abortiti se ne intende eccome. Negli anni Settanta da dirigente del CISA, «Centro Informazione sulla Sterilizzazione e l’Aborto», si è vantata più volte di aver praticato il «Metodo Karman» cioè l’aspirazione del feto. All’epoca però si eseguiva con un dispositivo elettrico che costava parecchio, ma questo non ha demoralizzato Emma, la quale armata di pompa da bicicletta, un dilatatore di plastica e un vasetto in vetro ha fatto abortire migliaia di donne. Si è autoaccusata di aver eseguito personalmente 10.141 aborti.[3]
Aborti clandestini però in totale «sicurezza e igiene sanitaria»: quando si dice “impara l’arte e mettila da parte”...

Quindi secondo la visione distorta e pericolosissima della Bonino i figli non appartengono ai genitori, come invece lo sono una mammella o un testicolo. Se non sono dei genitori che li hanno concepiti, fatti crescere dentro l’utero materno e amati ancor prima della venuta al mondo, di chi sono? Elementare Watson, dello Stato ovviamente, l’entità che può quindi decidere di fare quello che vuole dei loro piccoli sudditi: gettarli nella spazzatura, metterli smembrati dentro nel vasetto di marmellata, come faceva la Bonino, oppure punturarli a dovere. Il tutto nel nome della libertà, mi raccomando!
Proseguiamo con la linea del suo partito: «il diritto a non vaccinare equivale al diritto a non fare studiare o a non fare giocare i bambini: una scelta che li priva di qualcosa di estremamente utile senza rendere loro assolutamente nulla».
In questo caso forse la Bonino denota di essere stata per troppo tempo vicina al fumo passivo (e non di sigaretta) di Pannella perché le privazioni dei bambini che lei enuncia sono già avvenute per opera dei suoi colleghi parlamentari.
La Lorenzin ha fatto convertire un decreto in legge che di fatto impedisce ai bambini non vaccinati di età compresa tra 0 e 6 anni l’accesso a scuola, quindi impedisce sia lo studio che i giochi.
Questi non sono diritti? O il diritto è solo quello di inoculare vaccini contenenti centinaia di sostanze chimiche diverse, tra cui devastanti metalli neurotossici?
Per la libertaria Bonino assolutamente sì!
Nulla di nuovo all’orizzonte, d’altronde non ci si poteva aspettare altrimenti da chi trasuda e propaganda la «Cultura della Morte» a dispetto della «Cultura della Vita».

Memorabile infine il volantino sempre di +Europa, nel quale è riportato che: «posticipare l’obbligo vaccinale mette a rischio la vita di migliaia di bambini».
Sul serio? Certo che detto da una che ha sulla coscienza decine di migliaia di feti abortiti, quindi di bambini morti, lascia un po’ il tempo che trova…
«Servirebbe un vaccino contro l’ignoranza», conclude perentorio sempre il volantino.
E qui hanno perfettamente ragione, servirebbe però a tutti questi ipocriti un ben trivalente, contro: «Ignoranza, Arroganza e Disumanità».

Note

[1] «Emma Bonino e George Soros: una lunga luna di miele sulla pelle dei popoli», Francesca Totolo, 12 gennaio 2018, https://www.ilprimatonazionale.it/politica/emma-bonino-e-george-soros-una-lunga-luna-di-miele-sulla-pelle-dei-popoli-78213/#_ftn1

[2] Idem

[3] https://www.ilprimatonazionale.it/politica/emma-bonino-e-george-soros-una-lunga-luna-di-miele-sulla-pelle-dei-popoli-78213/#_ftn1

Marcello Pamio

Don Marino Ruggero, parroco di San Lorenzo di Albignasego in provincia di Padova, è balzato alla cronaca per aver denunciato nel bollettino parrocchiale quello che non va nella chiesa di oggi.
Tutto è scaturito dalla copertina vergognosa del settimanale «Famiglia Cristiana» dedicata al Ministro degli Interni, o meglio al demone che lo starebbe possedendo, visto che le parole usate sono ben precise: «Vade retro Salvini».
Quindi Ruggero prendendo spunto dal giornale della CEI, ha modificato la copertina contestualizzandola, e il titolo è diventato: «Vade retro ipocrisia».
Se si fosse limitato a questo, non avrebbe certo ricevuto i riflettori mediatici, ma il don armato di vangelo e penna ha scritto alla chiesa cattolica in generale: «Abbiate il coraggio una buona volta di fare una copertina di Famiglia Cristiana col bel titolo: ‘Vade retro preti pedofili’.
Vade retro preti benestanti che rubate le offerte della gente. Vade retro cardinali e vescovi che predicate a noi la morale dell'accoglienza e voi per primi nei vostri lussuosi mega appartamenti e attici non ospitate nessuno. Vade retro preti del giudizio. Vade retro ipocrita Famiglia Cristiana». 
Condivido pienamente queste parole fortissime di don Marino Ruggero.

Il parroco di Albignasego specifica che la goccia che ha fatto traboccare il vaso riguarda il caso del prete di Calenzano accusato di violenza sessuale su una bambina di 10 anni. «Dobbiamo tacere, far finta che non sia successo nulla? E poi vedo Famiglia Cristiana che ospita pomposi editoriali di alti prelati contro il Ministro degli Interni che dicono che non è una questione ideologica o di schieramento politico ma di riaffermare, ad esempio sull'accoglienza, il pensiero della chiesa. Ipocriti».
La sua presa di posizione è stata condivisa dalla stragrande maggioranza dei suoi parrocchiani e sul profilo Facebook ha ricevuto una valanga di sostegno pubblico, il che denota che la gente si sta svegliando.

Don Ruggero è un uomo di chiesa - quindi condizionato - che però vive e combatte ogni santo giorno la Vita in prima linea, dal fronte e non dalle suite o dalle mansarde elegantemente arredate; uno che ha a che fare con i reali problemi della gente (fame, mancanza di lavoro, tradimenti, immigrazione, ecc.) e non come quelli che evangelizzano il mondo da una tavola imbandita pantagruelicamente, serviti e riveriti. Se ci fossero più preti come Ruggero ci sarebbe forse meno ipocrisia all’interno di quella potentissima struttura piramidale creata dall’uomo e chiamata “Chiesa”.
Religione sempre più lontana dalle vere esigenze dell’anima umana, e non a caso la crisi che sta investendo la chiesa negli ultimi anni - anche attraverso assurde prese di posizione politiche e da sempre più scandali sessuali - ne sono la prova…

Marcello Pamio 

Premetto fin da subito che lo scopo del presente articolo è quello di sensibilizzare, portando alla luce, i possibili rischi connessi ad una pratica estetica sempre più di moda: il tatuaggio.
Rischi che ovviamente sono proporzionati alla dimensione del disegno, ai colori utilizzati e alla qualità dei pigmenti iniettati. Avere un piccolo tatuaggio è una cosa, avere braccia e gambe completamente ricoperte e oscurate è un’altra.
Ognuno può usare il proprio corpo come meglio crede, ma è giusto venire a conoscenza dei pericoli insiti in una tecnica oramai diffusissima, anche e soprattutto in vista di una gravidanza...
I motivi che spingono una persona a camuffare e modificare il proprio corpo (bisogni e/o motivazioni consapevoli, recondite e inconsce) non interessano, perché in questa sede si cercherà di capire quali sono, e se ci sono, delle ripercussioni dovute ai componenti chimici sul corpo fisico, ma anche nei corpi spirituali. 

Fenomeno in crescita
Sempre più persone si fanno tatuare il corpo. Questo è oggettivo. In Italia, stando ai primi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, sono circa 7 milioni le persone tatuate, cioè il 12,8% della popolazione intera.[1] I tatuaggi sono più diffusi tra le donne (13,8%) rispetto agli uomini (11,7%). Il primo tatuaggio viene effettuato a 25 anni, ma il numero maggiore di tatuati riguarda la fascia d’età tra i 35 e i 44 anni (29,9%). Gli uomini preferiscono tatuarsi braccia, spalla e gambe, le donne soprattutto schiena, piedi e caviglie.
Il mercato del tattoo è una miniera: sta crescendo in maniera esponenziale; il numero delle imprese che propongono tatuaggi e piercing è salito da 257 nel 2009 a 1.537 nel 2013, quintuplicandosi in soli tre anni (dati diffusi dal Centro Nazionale Ondico - «Organismo notificato dispositivi e cosmetici» - dell’Istituto Superiore di Sanità durante il secondo Convegno nazionale «Tatuaggi e trucco permanente».
A livello europeo, stando al report della Commissione Europea («Safety of tattoos and permanent make-up: Final report»), il tatuaggio coinvolge oltre 60 milioni di europei. Stiamo parlando del 12% degli europei e se andiamo oltre oceano il fenomeno tocca il 24% dei cittadini degli Stati Uniti. Secondo un sondaggio condotto negli Stati Uniti dall’Harris Poll, sarebbero 3 americani su 10 ad avere un tatuaggio, e la maggioranza (il 69% dei tatuati) ne avrebbe più di uno[2]

Tattoo for ever?
Uno dei punti più importanti che non vengono quasi mai presi in considerazione quando si fa un tatuaggio, è il fattore tempo.
Una persona non pensa che nel corso degli anni e dei decenni si cambia completamente o quasi la visione della vita che si aveva, quando stringendo i denti per non sentire l’ago che penetrava nella carne, si faceva fare il disegno tanto agognato.
Poi un bel giorno, ci si alza dal letto e non si riconosce più il proprio corpo o una parte di esso. Oppure lo si deve fare per lavoro, perché «non si possono avere tatuaggi o piercing se si vuole entrare nell’esercito o nei corpi di polizia, carabinieri, finanza», spiega il dottor Luca Siliprandi, chirurgo plastico vice presidente di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica).[3]
Allora si parte alla ricerca di uno studio medico che sia attrezzato con il laser per cercare di cancellare il disegno. Questo quando va bene, perché esistono altre modalità, alcune veramente barbare, per cercare di cancellare l’ ”errore” di gioventù: «dermoabrasione» (la pelle viene levigata con una mola abrasiva, con gravi rischi di danneggiamento); «salabrasione» (la pelle viene strofinata fortemente con sale grosso bagnato, anche qui con gravi rischi di danni); «crioterapia» (il tattoo viene congelato e bruciato con l’azoto liquido, rischiando ustioni); «peeling chimico» (tossici agenti chimici formano delle vesciche che provocano il distacco della pelle); «elettrodermografia» (un generatore di corrente andrebbe a disgregare il pigmento del colore); «creme» (molte creme chimiche in commercio promettono di rimuovere il tatuaggio, ma con quali rischi?) e infine la «chirurgia».
I risultati però non sono mai buoni...«Togliere un tatuaggio è molto più difficile che farlo, e non sempre è possibile riuscirci - afferma Luca Siliprandi. «I tatuaggi si fanno spesso da giovani senza pensare che è un segno che ci accompagnerà per sempre»[4] 
I dati dell’ISS confermano un aumento costante dei ripensamenti: oltre il 17,2% delle persone tatuate avrebbe intenzione di rimuoverlo… 

Rischi per la saluteVediamo adesso quali potrebbero essere i rischi nel farsi iniettare nel derma, con un ago, colori e sostanze chimiche di cui poco si conosce.
La Commissione Europea nel 2016 se ne è occupata pubblicando un Report.
«Gli inchiostri usati per i tatuaggi e per il PMU («Permanent Make-up», cioè il «trucco permanente») contengono numerosi ingredienti e impurità. Attualmente sono in uso più di 100 coloranti e 100 additivi diversi».
La maggior parte degli inchiostri per tatuaggi che vengono usati nel mercato dell’UE arriva dagli Stati Uniti, mentre gli inchiostri per il PMU sono generalmente fabbricati in Europa. I pigmenti utilizzati non sono specificamente prodotti per le applicazioni di tatuaggi/PMU e generalmente mostrano una bassa purezza.
Quindi secondo la Commissione europea la maggior parte dei pigmenti NON è autorizzata per l’uso nei prodotti cosmetici, e molti non dovrebbero essere neppure presenti. Lo afferma il CoE ResAP (2008), cioè «La risoluzione del Consiglio d’Europa sui requisiti e criteri per la sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente». [5]
Oltre l’80% dei coloranti in uso sono biologici, e oltre il 60% di questi, sono azo-pigmenti, alcuni dei quali possono rilasciare ammine aromatiche notoriamente cancerogene. Questi colori possono degradare formando le ammine a livello di pelle, in particolare in caso di esposizione a radiazioni solari o laser.
Non dimentichiamo la vasellina (derivato del petrolio) che serve per la lubrificazione della pelle durante l’esecuzione e la guarigione.
La Commissione ha riscontrato nei prodotti per tatuaggi/PMU sostanze chimiche pericolose, come idrocarburi aromatici policiclici (43%), ammine aromatiche primarie (14%), metalli pesanti (9%) e conservanti (6%), nonché contaminazione microbiologica (11%).
L’allergia acuta e l’ipersensibilità ritardata provocate dagli ingredienti degli inchiostri e/o dal trauma del tatuaggio e/o dalla sua rimozione, rappresentano la maggior parte delle complicazioni del tatuaggio, e interessano principalmente le parti colorate di rosso o nero. Queste reazioni aspecifiche possono essere esacerbate dall’esposizione solare, sono imprevedibili e possono a volte apparire dopo una lunga latenza anche di decenni, potendo far scatenare e slatentizzare patologie autoimmuni sottostanti.

Tra le reazioni avverse della pelle all’inchiostro:

  • Irritazione lichenoide, un’infiammazione con comparsa di pustole piatte e squamose;
  • Reazione granulomatosa, una reazione alle sostanze iniettate;
  • Eritema nodoso, con la comparsa di noduli rossi e gonfi sotto la pelle;
  • Reazione pseudolinfomatosa, che consiste in noduli duri di colore rosso violaceo;
  • Psoriasi.

L’elenco delle reazioni cutanee è molto lungo: dermatiti, prurito, eczemi e desquamazione della pelle, probabilmente causate dai coloranti impiegati e dalle impurità contenute, oltre che dai metalli pesanti iniettati sotto pelle.
La «Food and Drug» statunitense, che si occupa dell’approvazione di coloranti nei cibi e bevande, non ha ancora pubblicato un elenco di coloranti “sicuri” da poter somministrare sotto pelle.
Alcuni gruppi di ricerca hanno stabilito addirittura un legame tra lesioni pre-cancerose e tatuaggi. Non è così strano infatti che dalle zone tatuate scaturiscano veri e propri tumori,[6] cosa questa che i chirurghi conoscono molto bene.

Metalli e colori
Le evidenze scientifiche del Ministero della Salute italiano che ha monitorato i pigmenti liquidi venduti nel nostro mercato dicono che tutti i produttori commercializzano inchiostri contenenti concentrazioni molto elevate di cromo (colore verde, ma anche nel viola, marrone, blu, nero e rosso), ed anche una consistente concentrazione di nichel (ricordiamo che sempre più persone hanno allergie a questo elemento).
Non finisce qua, perché per ottenere altri colori si usano elementi quali cadmio e zinco. Il blu contiene livelli enormi di rame, e in misura più modica in questo colore si trova anche il cobalto.
Nel rosso spesso si ritrovano insieme nichel e cromo e anche mercurio.
Il nero contiene particelle di carbone che spesso viene fatto partendo dalla fuliggine.

Attenzione che nei tatuaggi non vi è la presenza solo di metalli pesanti singoli, ma anche di allergeni diversi, per cui aumenta esponenzialmente il rischio di sensibilizzazione crociata a causa proprio degli effetti sinergici delle sostanze contenute. Pertanto non è mai possibile sapere a priori come si reagirà al contatto di svariati elementi.
La composizione varia a seconda del colore, ma le analisi di laboratorio hanno dimostrato che i metalli più frequentemente presenti sono: piombo, alluminio, nichel, cromo, titanio, cobalto e litio.
Dal portale «Cosmetovigilanza» dell’Università Federico II di Napoli si cita l’articolo pubblicato il 14 maggio 2005 dalla rivista «Nature» sui rischi di alcuni metalli contenuti negli inchiostri.

Ne elencano solo tre:

  • piombo: può provocare problemi comportamentali, anemia, problemi renali, danni neurologici (epilessia);[7]
  • litio: può indurre disturbi renali (sete eccessiva, urinazione abbondante, diabete), disturbi neurologici (alterazione della memoria e dell’attenzione, tremori alle mani, debolezza muscolare), disturbi al cuore (aritmie), problemi cutanei (eruzioni, alterazioni del pigmento, psoriasi), disturbi gastroenterici (nausea, diarrea, coliche addominali), ipertiroidismo, epilessia, edema degli arti inferiori, leucocitosi, etc;
  • rame:può provocare irritazione oculare (rossore, tumefazione), irritazione cutanea (rossore, prurito, bruciore, tumefazione), problemi respiratori, problemi gastroenterici (nausea, diarrea e/o dolore addominale).

Infine nel numero di «Nature» si è messo in luce un problema inaspettato: molte reazioni si presentano quando le persone tatuate si sottopongono a risonanza magnetica, in quanto sembra che i campi magnetici utilizzati per l’indagine diagnostica surriscaldino l’inchiostro presente sotto la pelle.
La pelle del corpo, impregnata e imbevuta di metalli, sta diventando sempre più conduttiva al calore e alle onde elettromagnetiche. Se pensiamo che siamo costantemente immersi 24 ore su 24 in campi elettromagnetici (radio-telefonia, televisione, wifi, ecc.), il rischio di problematiche cresce enormemente…

Il mistero dei cadaveri intatti
Potrà sembrare macabro e fuori luogo, ma il problema dei cadaveri che non si decompongono è diventato una realtà sempre più diffusa.
Siamo arrivati al punto che in Germania, una quarantina di cimiteri non accettano più nuove sepolture in quanto sono colmi di cadaveri che non si decompongono. Un fenomeno che sta inquietando gli scienziati.
Una volta, dopo circa 8-10 anni i luoghi di sepoltura potevano essere riutilizzati, oggi non è più così. Come mai?
Ad Amburgo hanno organizzato un congresso per dibattere le cause e cercare una soluzione al problema.
Secondo le ipotesi: regimi alimentari ricchi di sostanze conservanti, pesticidi che distruggerebbero i batteri necessari alla decomposizione e ovviamente gli immancabili metalli pesanti (presenti nelle amalgame dentarie, in moltissimi farmaci, vaccini, coloranti, creme, ecc.). I cadaveri in pratica, è come se venissero cristallizzati (metallizzati) da tali sostanze chimiche.
«I corpi sepolti trent’anni fa sembrano stati sepolti settimana scorsa - afferma Walter Müller, imprenditore di pompe funebri a Berlino - E’ come se i corpi fossero stati trattati con prodotti conservanti”.
L’analisi del suolo mostra infatti un aumento della concentrazione di azoto - gas liberato dai cadaveri - e di metalli pesanti.[8]
Se a questo aggiungiamo pure l’aumento esponenziale e spropositato di metalli pesanti contenuti nei pigmenti dei tatuaggi, cosa accadrà in futuro? Certamente la cremazione diventerà sempre più obbligatoria...

Implicazioni dal punto di vista spirituale
Abbiamo visto che il corpo fisico è sempre più pregno di pigmenti chimici, metalli pesanti, allergeni vari, molti di origine sconosciuta. Sostanze queste che possono (e lo fanno) scatenare manifestazioni patologiche diversificate.
Fin qui anche la medicina allopatica lo conferma: ma dal punto di vista animico o spirituale? Ci possono essere delle interferenze anche negli aspetti sottili?
A tale proposito la Scienza dello Spirito ad indirizzo antroposofico ci da alcune interessanti spiegazioni.
Uno dei problemi principali sono i metalli pesanti.
Innanzitutto questi metalli, contenuti nella pelle (della madre e/o del padre) possono interferire direttamente sulla salute dell’embrione già dal momento stesso del concepimento e continuare ad essere assorbiti dalla pelle della madre durante tutta la gravidanza. Aumentando di fatto il rischio di compromissione dello sviluppo neurocognitivo normale della creatura in grembo. I metalli infatti, chi più chi meno, hanno tutti un’alta neurotossicità.
La dimostrazione che i pigmenti non se ne stanno fermi nella pelle ma se ne vanno in giro per la circolazione sanguigna e linfatica si chiama «pigmentazione dei linfonodi» ad opera dell’inchiostro. Piccole particelle di colore vengono fagocitate da cellule del sistema immunitario che le portano nei linfonodi. Qui si depositano dando particolari colorazioni all’organo. Questo è un problema molto serio, perché potrebbe confondere il chirurgo, soprattutto se deve prelevare un linfonodo sentinella per la stadiazione (gravità) di un tumore. In simili circostanze infatti, un linfonodo sano ma colorato può essere scambiato per “malato”!

Stabilito che i colori possono andare in giro per il corpo fisico, dal punto di vista animico i tatuaggi agiscono direttamente anche sul corpo astrale - cioè sull’aspetto psichico o animico - creando modificazioni nella personalità.
Ricapitolando: i metalli induriscono il corpo fisico, ma intervengono anche nella terza componente dell’uomo, il «corpo eterico» (delle forze vitali), e così facendo il fisico diventa inadatto ad ospitare correttamente l’Io, cioè l’autocoscienza. Il rischio è un eccesso dell’animalità, e da come il mondo sta andando avanti, non è così fantascientifico.
Possiamo concludere che il corpo dell’uomo diventa sempre meno adatto ad esprimere la sua qualità spirituale.
Entrando ancor di più nel dettaglio, quando i metalli penetrano nell’organismo (farmaci, alimenti, vaccini, tatuaggi, ecc.), le forze dell’Io intervengono - tramite il Calore – per «sciogliere» e «umanizzare» tali sostanze tossiche. Ma questo continuo lavoro rappresenta un dispendio energetico abnorme.
Tali sostanze non spariscono del tutto ovviamente, ma rimangono sempre come depositi (corpi e organi grassi come il cervello, guaine mieliniche, ecc.) conducendo verso l’indurimento (sclerosi).
Portato all’estremo questo discorso: un corpo completamente ricoperto di tatuaggi potrebbe non essere correttamente riconosciuto dalle sue componenti spirituali.
Una cosa molto simile la vediamo nelle malattie autoimmuni, che guarda caso sono in costante aumento.
Queste patologie derivano da un conflitto tra l’interiorità e il corpo fisico: non c’è più sintonia e armonia, ma sempre più estraniamento del corpo fisico dal mondo animico-spirituale. Uno scollamento molto pericoloso.

La conclusione è scontata: meno se ne fanno e meglio è.
Ma se proprio una persona sente la necessità di modificare il proprio corpo, sarebbe utile tenesse in considerazione alcuni semplici consigli:

  • Coprire una piccola area superficiale della pelle, possibilmente in zone lontane da organi vitali o sensibili all’inquinamento come tiroide, linfonodi, utero e ovaie. Meno pelle significa meno tossine.
  • Tatuare una zona possibilmente non esposta alle radiazioni solari dirette, per evitare i problemi di reazioni detti prima.
  • Se si ha intenzione di avere un figlio, attendere almeno la fine dello svezzamento per farselo fare.
  • Usare meno colori possibili, per ridurre la quantità di pigmenti e metalli pesanti. Meno colori significa meno tossine.
  • Farsi un disegno e/o una scritta di cui, col passare del tempo, non decada il valore simbolico (evitare i nomi di donne/uomini amati per esempio).
  • Optare per professionisti del settore Tattoo che utilizzino colori certificati naturali e possibilmente che non siano stati testati su animali (vegan-friendly).

Dopo quanto detto: buon tatuaggio a tutti!

Note

[1] «Tatuaggi, i primi dati italiani elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità»

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=2227

[2] «In Europa 60 milioni di tatuati. Quali rischi si corrono e cosa ne pensano i medici»,https://www.agi.it/data-journalism/rischi_tatuagggi_controindicazioni_medici-2200288/news/2017-09-30/

[3] «Pentiti del tatuaggio? Ecco che cosa sapere prima di farlo rimuovere», http://www.tgcom24.mediaset.it/salute/pentiti-del-tatuaggio-ecco-che-cosa-sapere-prima-di-farlo-rimuovere_2120135-201502a.shtml

[4] Idem

[5] ResAP(2008): «La risoluzione del Consiglio d’Europa sui requisiti e criteri per la sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente» http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_newsAree_1667_listaFile_itemName_2_file.pdf

[6] «Squamous-cell Carcinoma Arises in Red Parts of Multicolored Tattoo within Months», www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4174140/#R4

[7] «Sicurezza degli inchiostri per tatuaggi», www.farmacovigilanza.org/cosmetovigilanza/corso/0505-01.asp

[8] «Scienziati inquieti: i cadaveri non si decompongono più», http://www.ticinolive.ch/2013/12/09/scienziati-inquieti-cadaveri-non-si-decompongono-piu/

Marcello Pamio

Gentile Ministro Grillo,
l’emozione che milioni di italiani hanno provato nel vedere la Lorenzin uscire dal dicastero della salute con la scatola dei quadretti e delle foto di famiglia, non ha nulla da invidiare a quello che hanno vissuto i francesi dopo la finale del campionato del mondo di calcio.
Il tripudio nazionale aveva un suo perché: dare un ministero così delicato e importante ad una persona completamente ignorante e soprattutto incompetente in ambito sanitario è un crimine contro lo stato di diritto e contro le libertà.
Ecco perché la Sua elezione a Ministro, ha reso felici praticamente tutti gli italiani, anche coloro che non hanno votato il Movimento 5 stelle.

Fatto questo preambolo obbligatorio, e nonostante l’attenzione e la memoria del popolo-bue siano sempre più labili, devo ricordarLe che nel web, nel bene o nel male, vengono conservate tutte le cose scritte e/o dette. Molti non si soffermano su questo piccolo particolare, e poi si scontrano con l’amara realtà dei fatti.
Prima che Ministro della salute, Lei è un onorevole, e prima ancora un Medico che ha fatto il Giuramento di Ippocrate, il cui motto centrale è sempre stato il «Primum non nocere».
Per cui dovrebbe spiegare agli italiani per quale motivo ha cambiato drasticamente la Sua visione in tema vaccini. In un solo anno.
Per rinfrescarLe la memoria, Le riporto le Sue parole, a giugno 2017…

«E’ da irresponsabili pensare di tutelare la sanità pubblica, calando dall’alto un provvedimento che prevede coercizione, multe fino a 7.500 euro e addirittura l’intervento del Tribunale dei minori. La Lorenzin, così facendo, ha dimostrato una volta per tutte la sua totale inadeguatezza a rivestire il ruolo di Ministro della Salute. Fermeremo questo decreto in Parlamento»

Ancora presente nel suo sito (http://www.giuliagrillo.it/fermeremo-decreto-lorenzin/) un articolo datato 16 giugno 2017, dal titolo: «Vaccini, fermeremo il decreto Lorenzin».
Alla fine del pezzo c’è un video nel quale Lei dice le testuali parole:

«Il mercato dei vaccini è un mercato molto grosso a livello mondiale.
E’ un mercato che ha portato ad un fatturato di 23 miliardi di euro nel 2014, stimato nel 2020, a 35 miliardi. Questi sono dati dell’Anti-Trust.
Esiste - secondo le parole sempre dell’Anti-Trust - un oligopolio perché ci sono 4 grandi multinazionali chimiche che effettuano strategie commerciali globali che sono: Merck, Sanofi, Glaxo e Pfizer.
Quindi l’Anti-Trust dedica 100 pagine per spiegare quanto sia complesso il sistema di negoziazione del prezzo di vendita dei vaccini, e quanto sia complesso per gli acquirenti, che in questo caso sono le Aziende sanitarie e le Regioni (perché non si sta facendo una procedura nazionalizzata per l’acquisto di vaccini e questo dobbiamo dirlo).§
Per questo abbiamo chiesto proprio all’Aifa quali fossero i singoli prezzi di negoziazione, prezzi ExFactory si dice, dei vaccini e se in qualche modo fosse intervenuta per ridurre questi prezzi visto che saranno necessarie una grande quantità di vaccini.
Sull’aspetto economico mi soffermo perché noi eravamo convinti che il ministro della salute avrebbe trovato delle coperture economiche per questo decreto. Chiaramente si passa da una condizione in cui sono previsti 4 vaccini obbligatori, ad una introduzione obbligatoria fino a 12 vaccini. (..)
Dico questo perché il decreto sui vaccini, così come è stato presentato, a nostro avviso, non avrà assolutamente la copertura sufficiente per introdurre l’obbligatorietà, ma quello che fa sommessamente un riso amaro, per non trovare le coperture, il decreto introduce l’obbligatorietà della varicella a partire dai nati del 2017, la cui prima dose deve essere fatta al secondo di vita, cioè nel 2018, quindi quando si farà la nuova legge di bilancio e si dovranno trovare le coperture per la varicella.
Questo lo dico perché NON si può ammettere di fare un decreto in questa maniera, in cui è evidente la deficitarietà, diciamo anche la scarsa qualità dei contenuti indicati, soprattutto da un punto di vista economico e commerciale, ignorando 100 pagine dell’Anti-Trust, che aveva messo in evidenza tutte le difficoltà del mercato locale di affrontare con adeguati mezzi, l’acquisto da parte di venditori così grossi come le multinazionali, che agiscono a livello mondiale»

Dopo poco meno di un mese, a luglio 2017, in una diretta dal Parlamento ha detto:

«Abbiamo finito ora in Commissione, in questo fatidico giorno di discussione sul Decreto vaccini. Stiamo facendo questa diretta giusto per spiegare, anche perché molti di voi ce lo stanno chiedendo, cosa succederà. 
Noi siamo abbastanza incavolati, perché abbiamo presentato tutta una serie di emendamenti per migliorare il decreto, che come avete capito tutti è assolutamente inutile, oltre ad essere medievale.
Inutile perché non interviene su quella che è eventualmente l’unica emergenza, cioè il morbillo, per altro su una popolazione di età compresa tra i 15 e i 39 anni, età che rappresenta il 56% dei “contagiati” oggi. Quindi un decreto sbagliato.
Abbiamo fatto tantissime domande e non abbiamo avuto alcuna risposta.
Ma la cosa gravissima è stata quando il relatore, nel parlare sui pareri degli emendamenti, ha detto con nonchalance (per quanto secondo lui alcuni emendamenti avrebbero meritato un parere favorevole), non può dare il parere favorevole perché significherebbe cambiare il decreto, e per problemi di temporalità, ha dato tutti pareri contrari. Per cui il decreto non verrà modificato, nonostante scadesse in agosto».

In conclusione riporto solo alcune delle SUE frasi sul decreto/legge vaccini.

«E’ da irresponsabili pensare di tutelare la sanità pubblica, calando dall’alto un provvedimento che prevede coercizione».
«Fermeremo questo decreto in Parlamento»
«Il decreto sui vaccini, così come è stato presentato, a nostro avviso, non avrà assolutamente la copertura sufficiente per introdurre l’obbligatorietà»
«NON si può ammettere di fare un decreto in questa maniera, in cui è evidente la deficitarietà, diciamo anche la scarsa qualità dei contenuti»
«Il decreto, che come avete capito tutti, è assolutamente inutile, oltre ad essere medievale».
«Un decreto sbagliato».

Posizione decisa e chiara la Sua, da onorevole; da Ministro le cose sono state un po’ “edulcorate”.
Confrontando la posizione che aveva a giugno/luglio del 2017 con quella di luglio 2018, sorgono alcune inquietanti domande, in vista del fatto che Lei è stata anche un membro dell’ultima Commissione Parlamentare sull’Uranio impoverito e vaccini ai militari, le cui conclusioni, che Lei conosce perfettamente, sono estremamente preoccupanti e non lasciano spazio a dubbi.
Arriviamo infine alla sua memorabile dichiarazione: «vaccini, obbligo flessibile».
Siamo in presenza di un ossimoro: può un «obbligo» (che rappresenta un vincolo giuridico, una imposizione) essere anche «flessibile» (che significa capacità di adattarsi)? Si può flessibilmente obbligare i genitori a vaccinare i propri figli?

Alla luce di quanto detto, Le chiedo: potrebbe spiegare la motivazione del Suo drastico e repentino cambiamento nei confronti delle vaccinazioni di massa?
«Un decreto sbagliato, inutile, medievale che va fermato»: perfetto, gli strumenti legislativi ci sono e avete pure la maggioranza in Parlamento: come mai non lo avete cestinato?
Ha per caso ricevuto pressioni o minacce? E’ stata avvicinata da qualcuno di potente che Le ha “consigliato” di mantenere la linea politica vaccinale precedente? Magari fino al 2020 quando decadrà la direzione delle Linee guida mondiali in ambito vaccinale?
Oppure è l’aria “condizionata” che si respira al Ministero della salute, che proprio bene non fa alla salute di chi ci lavora?
Rimaniamo in attesa di Sue spiegazioni

In fede
Marcello Pamio

 

Marcello Pamio

Alla follia, si sa, non c’è mai limite, e stando alla notizia riportata dal britannico «The Guardian», riprendendo le notizie diffuse da media olandesi, sembra proprio che sia vero.
Novantatré donne nei mesi scorsi hanno partecipato volontariamente ad un trial clinico che contemplava l’utilizzo del Viagra in gravidanza. Scopo: favorire lo sviluppo dei bimbi che avevano in grembo! 
Questa sperimentazione da psicolabili - condotta in 10 ospedali dei Paesi Bassi - è stata interrotta in seguito agli esiti agghiaccianti: 17 bambini hanno sviluppato seri problemi polmonari, 11 neonati sono morti per il farmaco, e altri 8 morti per condizioni - dicono - non correlate alla droga.
Risultato finale: 18 neonati deceduti e 17 con problemi respiratori.
Al momento vi sono ancora tra le 10 e le 15 mamme che stanno aspettando con ansia e preoccupazione di sapere se il loro figlio sia stato colpito dal farmaco o meno.

Il Viagra è una droga estremamente pericolosa che dilata i vasi sanguigni, e per questo viene prescritto per la disfunzione erettile negli uomini.
Si è giunti a questo abominio, dopo che la sperimentazione sui ratti aveva incoraggiato l’uso del farmaco nell’uomo, anche in gravidanza. Il migliore afflusso di sangue attraverso la placenta avrebbe promosso una crescita migliore del bambino. Non è andata proprio così.
Siamo di fronte all’ennesima tragedia che dimostra in maniera inoppugnabile che la sperimentazione animale, non solo è folle e disdicevole dal lato morale, ma soprattutto è ascientifica.
L’esperimento contemplava anche un gruppo di controllo formato da 90 donne, che invece del Viagra hanno assunto il placebo. Ai loro figli è andata decisamente meglio: 3 hanno sviluppato problemi polmonari, ma nessuno è morto. Altri 9 invece non ce l’hanno fatta per problemi non collegati - dicono sempre gli esperi - al farmaco.
In un’intervista al quotidiano olandese «De Volkskrant», il capo della ricerca, il dottor Wessel Ganzevoort, un ginecologo, ha dichiarato: «Volevamo dimostrare che questo è un modo efficace per promuovere la crescita del bambino. Ma è successo il contrario. Sono scioccato».

Tutto il mondo accademico dovrebbe essere scioccato.
Tutta le ricerca scientifica, basata universalmente sulla sofferenza animale, dovrebbe essere scioccata.
Ma come sempre, dopo la tristezza iniziale, quando le decine di bare bianche saranno ricoperte di terra e fiori, tutto tornerà nell’ordine delle cose.
Si sperimenterà prima sulle cavie animali, poi sulle cavie umane...


Marcello Pamio

Ci eravamo lasciati con l’affaire ossitocina.
Ora il discorso si complica un po’ per via delle recentissime dichiarazioni del dottor Gilberto Corbellini.
Lo storico della medicina, bioeticista, CNR e Sapienza di Roma si lancia in accuse pesanti contro il quotidiano «La Verità», reo di aver citato le sue parole in merito alla ricerca eseguita all’università di Bonn nel 2017, in cui si dimostrava che somministrando dosi di ossitocina combinate con una sorta di «condizionamento sociale», si può fare in modo che le persone diventino più favorevoli all’integrazione dei migranti. Tradotto: se assieme alla droga, le persone subiscono una influenza dei pari, sono più propense ad accettare l’invasione di migranti!

Non parco di tutto questo, qualche giorno fa in diretta radio, il Corbellini rincara la dose dicendo pubblicamente che David William Donald Cameron, già primo ministro britannico, avrebbe consigliato di mettere l’ossitocina nelle conduttore dell’acqua potabile della periferia di Londra con lo scopo di calmare i bollenti spiriti dei riottosi.
Fin qui nulla di nuovo all’orizzonte per l’Impero britannico di Sua Maestà, anche perché a metà degli anni Ottanta, Margaret Thatcher fece di meglio: triplicò la fluorizzazione dell’acqua nell’Irlanda del Nord non certo con l’intento di preservare la salute dentale dei bambini!
Non a caso in commercio moltissimi farmaci sedativi, che agiscono sul cervello e sulla psiche, sono alogenati, cioè contengono fluoruri...

Articolo di Wired
L’origine di tutto questo cancan è un articolo a firma del ricercatore, pubblicato il 18 luglio 2018 dalla rivista Wired.
Corbellini esordisce così: «l’Italia è uno dei paesi più xenofobi d’Europa: il 70% ha paura degli immigrati e tra le 10 città europee più razziste 4 sono italiane (Torino, Bologna, Roma e Napoli)».
Noi «viviamo in paese profondamente egoista e xenofobo». Un paese in cui Matteo Salvini «è bravo ad intercettare sentimenti largamente diffusi. E’ geniale lo slogan ‘prima di gli italiani’, che risuona nel cervello tribale di ognuno di noi come ‘la sopravvivenza del mio gruppo è minacciata da estranei e dobbiamo proteggere le nostre donne, i nostri figli, il nostro lavoro, le nostre case, etc.’».

La chicca dello sconosciuto personaggio - pagato dai sudditi italiani - arriva quando azzarda a spiegare che gli italiani sono razzisti perché probabilmente «siamo sempre più un Paese di anziani, e anche l’80% della popolazione è funzionalmente analfabeta».
Quindi di domanda «si devono temere derive illiberali? Ovviamente «» è la risposta.
Gli italiani sarebbero xenofobi perché vecchi decrepiti in piena senescenza e funzionalmente analfabeti.
In un siffatto brodo culturale, sguazzerebbe Matteo Salvini, bravissimo a intercettare il consenso di questa massa informe di mentecatti.

Demenza a parte, mi viene in mente lo studio di un gruppo di ricercatori della Ben-Gurion University of the Negev di Israele e della University of Amsterdam, i quali avrebbero scoperto che l’ossitocina potrebbe rendere le persone bugiarde.
Avete letto bene, gli scienziati hanno scoperto che l’ormone dell’amore, rende in alcuni casi più propensi a mentire in un gioco, se la bugia può portare benefici alla propria squadra.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista «Proceedings of the National Academy of Sciences».
«Per proteggere e favorire il benessere degli altri, gli esseri umani possono piegare la verità e possono comportarsi in modo non eticamente corretto», hanno detto gli studiosi, secondo i quali la promozione dell’affiliazione e della cooperazione con gli altri potrebbe spiegare il ruolo dell’ossitocina nella tendenza a mentire...
Forse il Corbellini di turno non ci ha detto tutta la verità, come per esempio che ha iniziato a prendere l’ormone…

Marcello Pamio

I vaccini si sa contengono sostanze note e altre meno note perché coperte dall’inviolabile segreto industriale, quasi a livello militare. Ma dietro a sigle e acronimi si celano materiali che potrebbero giocare un ruolo prioritario nell’eziologia di gravissime e incurabili patologie neonatali e non solo.

Da oggi il quadro generale sta prendendo forma….decisamente una forma molto inquietante.

Ad accendere il lumino e portare luce nella tenebra più oscura ci ha pensato il Corvelva, il Comitato veneto che da oltre vent’anni si occupa di fare corretta informazione nell’ambito delle libertà vaccinali. A proprie spese hanno infatti commissionato l’analisi delle contaminazioni biologiche e le verifiche delle sequenze genomiche.

Le motivazioni di tali analisi ce le spiega Nassim Langrudi, una responsabile del Corvelva: «siamo stati costretti a farlo, dal momento che si sente ripetere da tutti che i vaccini sono i farmaci più sicuri ed efficaci al mondo; che non presentano effetti collaterali, senza però averne mai avuto una dimostrazione tecnico-scientifica. Abbiamo voluto verificare empiricamente se queste affermazioni fossero fondate o meno».

Il Corvelva ha quindi portato in un laboratorio, non certo il primo scelto a caso, visto che «i laboratori appena sentono la parola ‘analisi’ associata a ‘vaccini’, tendono a tirarsi indietro.
Comportamento non certo strano questo, visto che tutto quello che va fuori dal pensiero unico viene disintegrato con ogni mezzo…
Fortunatamente esistono ancora professionisti seri disposti a fare il lavoro, pur sapendo che il campo è minato.

Vaccini analizzati
Corvelva ha fatto analizzare 7 campioni diversi: Priorix Tetra della britannica GlaxoSmithKline (tetravalente: morbillo, parotite, rosolia, varicella); Measles Vaccine live B.P. della Profarma AG (monovalente: morbillo); MMR Vax Pro della francese MSD vaccins (trivalente: morbillo, parotite, rosolia); Infanrix Hexa della GSK (esavalente: difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomielite, Haemophilus influenzae tipo b); PolioInfanrix della GSK (pentavalente: difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomielite); Fluad della senese Seqirus Srl, (influenza stagione: 2017/2018); Vivotif della britannica PaxVax, (vaccino contro la febbre tifoide).

Risultati delle analisi
Quello che è uscito dal laboratorio è a dir poco agghiacciante.

Priorix Tetra: il DNA totale estratto era pari 1729.8 ng, presente DNA genomico: varicella 14%, pollo 4%, uomo 78%.

MMR Vax Pro: il DNA totale estratto è non quantificabile, presente DNA genomico: pollo 28%, uomo 14%.

Measles vaccine live BP: il DNA totale estratto era di: 13.6 ng, presente DNA genomico: uomo 56.

Infanrix hexa: il DNA totale estratto è non quantificabile, presente DNA genomico: scimmia 4.69%.

PoliInfanrix: il DNA totale estratto è non quantificabile, presente DNA genomico: scimmia 5.14%.

Fluad: il DNA totale estratto è non quantificabile, presente DNA genomico: pollo 8%.

Vivotif: DNA totale estratto: 2500 ng per compressa, presente DNA genomico: Salmonella thyphy Ty21a 97%, Presente RNA di: Salmonella thyphy Ty21a 90 %, Uomo 8%.

Conclusioni e implicazioni
Per poter trarre delle conclusioni è necessario sapere quali sono i parametri attuali.
Ovviamente i limiti imposti ai residui di materiale genetico estraneo nei vaccini sono molto fumosi, secondo l’EMA addirittura non ci sono dei limiti per ciascun vaccino ma solo per alcuni, riportati nelle monografie del prodotto.
Quello che sappiamo è che il limite massimo previsto varia da 10 pg (10-12 grammi) a 10 ng (10-9 grammi, un miliardesimo), sulla base del calcolo teorico della possibilità da parte del DNA genomico estraneo di causare mutazioni oncogeniche.

Ne consegue che per questi l’MMR vax Pro risulta conforme rispetto al limite di 10 ng, mentre il Priorix Tetra risulta circa 140 volte superiore al limite massimo di 10 ng e ben 140.000 volte superiore al limite minimo di 10 pg.

Non è tutto, nel tetravalente della GSK, risultano presenti non solo porzioni o frammenti delle cellule fetali umane utilizzate per la coltura dei virus, ma l’intero genoma!

Nei vaccini Infanrix hexa e PolioInfanrix: il DNA virale del poliovirus è in quantità al di sotto dei limiti di rilevabilità mediante strumentazione all’avanguardia. In entrambi i vaccini sono presenti tracce di DNA di scimmia proveniente dalla linea cellulare Vero.

Il vaccino Fluad: presenta tracce di DNA proveniente dalla linea cellulare di pollo, e il vaccino Vivotif, per motivi non spiegabili presenta addirittura un 8% di DNA umano!

A questo punto è d’importanza vitale sapere cosa succede quando materiale genetico estraneo, come il DNA virale modificato e/o mutato, il DNA umano fetale e quello animale (scimmia, pollo, falena, ecc.) viene a contatto con il DNA di un neonato? Visto che la via primaria dei vaccini è quella parenterale mediante inoculo sottocutaneo.
Nel momento in cui il DNA estraneo viene a contatto col DNA umano del soggetto che ha ricevuto il vaccino, si verifica la cosiddetta ricombinazione omologa del DNA. Si tratta di un processo che avviene spontaneamente solo all’interno di una stessa specie, ma qui abbiamo più specie coinvolte.

Si vengono così a formare cellule con un DNA virus/uomo/animale/cellula-fetale/vaccinato che possono venire riconosciute come estranee scatenando una risposta immunitaria (infiammazione) volta a eliminare queste cellule anomale. Siccome l’oggetto del contendere sono proprio le cellule del soggetto stesso, si può scatenare nei soggetti che presentano una predisposizione ad una seria «risposta autoimmune».

Sarà forse un caso che attualmente le malattie autoimmuni (circa un centinaio) sono in crescita esponenziale tra la popolazione, non solo adulta ma soprattutto quella infantile? Purtroppo non sono in crescita solo queste ma tutte le patologie croniche, degenerative e tumorali.
Non sapremo mai (forse) se il malloppo di DNA che riempie i vaccini pediatrici a livelli inimmaginabili sia casuale, dovuto a contaminazioni, oppure scientifico, cioè con lo scopo di indurre mutazioni nel DNA umano, volte da una parte a generare una società di persone predisposte a tutte le malattie, dall’altra a bloccare il percorso evolutivo delle masse...

Detto questo, ci auguriamo che dopo questa seria e circostanziata denuncia scientifica, le autorità competenti la smettano di nascondere la testa sotto la sabbia, iniziando a prendere delle serie e importanti decisioni: di mezzo c’è la salute dei più indifesi. Anche perché crediamo che vi siano i presupposti per richiedere il ritiro dei vaccini, visto che dai risultati sono completamente fuori parametro. Staremo a vedere se gli enti preposti a supervisionare la salute pubblica, avranno la forza di mettere i bastoni tra le ruote a colossi come GSK.

Condivido le parole di Nassim quando ricorda che noi tutti, genitori e non, «abbiamo l’obiettivo e il dovere morale di portare alla luce le criticità, se presenti, della politica vaccinale. Se esistono dei pericoli è giusto parlarne, se questi pericoli sono dimostrati è doveroso garantire la possibilità di scegliere se assumersi questo rischio specifico oppure no. C’è bisogno di trasparenza e di onestà, non di obblighi».

Chiaro Ministro Grillo? Siamo felicissimi della sua gravidanza, anche se la somiglianza (sotto vari punti di vista) con colei che l’ha preceduta è un po’ inquietante.
Sembra quasi che al Sistema siano funzionali dei ministri della salute che partoriscano durante il mandato, e che poi facciano pubblicamente le vaccinazioni ai loro figli…
Cosa c’è di più affidabile per l’inconscio collettivo di una mamma-ministro che ha appena partorito il suo cucciolo? L’impatto propagandistico non ha precedenti.
Ma questa, dottoressa Grillo, è una sua libera scelta e va rispettata. Esattamente come vanno rispettate le scelte dei genitori che decidono di non fare i vaccini alle proprie creature.
Oggi abbiamo bisogno di trasparenza, sicurezza, farmacovigilanza attiva e NON obblighi!

Marcello Pamio

Premetto che non sono leghista, anzi, per molto tempo in gioventù ho votato a sinistra, e ora, col senno di poi devo dire che un po’ mi vergogno…
Un giorno, quando il cervello si è sviluppato e le sinapsi neuronali sono tornate a collegarsi ho compreso il giochetto delle parti, e di come i partiti sono funzionali al Sistema. Tutti.
Da quel momento ho rigettato tutte le bandierine e sono diventato un uomo libero.

Il meccanismo è sempre lo stesso: viene messo al potere il gruppo politico che in quel momento storico è congeniale per il ruolino di marcia. Una macchina politica perfetta, ben oliata, dall’Unità di Italia ai nostri giorni: oltre settant’anni di partiti-marionette rappresentati da uomini-robot corrotti che hanno messo in pratica le linee guida etero-dirette, cioè dirette dall’esterno del paese.

Esiste però una piccola differenza tra il passato e oggi; una volta il grado di corruzione e/o la moralità dei politici lasciava, oltre al proprio tornaconto, anche un piccolo spazietto per il benessere dei cittadini-sudditi, e questo è confermato dalla crescita economica degli anni Ottanta e Novanta.
Dopo Tangentopoli però, quando l’operazione di polizia-pulizia ha cambiato le regole interne e le dinamiche, gli onorevoli-sciacalli hanno iniziato a portare avanti le linee guida del liberismo sfrenato e a pensare solo alla “roba” loro, ad arraffare, incamerare e rubare quello che possono, non lasciando nemmeno le briciole al popolo affamato.

Ogni tanto però questo meccanismo perfetto s’inceppa manifestando delle falle: l’elezione di Donald Trump in America per esempio è una di queste, ma non è l’unica…
Gli italiani il 4 marzo 2018 hanno votato per il cambiamento, e questo grazie alle devastazioni operate dai peggiori governi delle due Repubbliche, quelli a firma del Partito Democratico (pura emanazione massonica del turbocapitalismo metastatizzato), che sono riusciti a mettere a ferro e fuoco l’Italia in tutti i settori strategici: sanità, educazione, economia, finanza, terziario…
Eseguendo gli ordini dall’alto, hanno seriamente minato la struttura portante del paese.
Il boomerang è però tornato al mittente e i recenti risultati politici lo esprimono chiaramente: il Pd è stato asfaltato in quasi tutte le città.
Vediamo il cimitero che si sono lasciati alle spalle…

Immigrazione? No, armi di migrazione di massa
L’immigrazione è stato uno dei temi centrali delle politiche di sinistra. Lo è tuttora.
Sotto la falsa scusante degli aiuti umanitari e dell’accoglimento si nasconde un immenso business non solo per lo Stato e le mafie (difficile tra queste due entità distinguerne i contorni), ma anche per moltissimi altri attori: associazioni, organizzazioni non governative (ONG), organizzazioni di volontariato, cooperative rosse, enti religiosi, alberghi, faccendieri, hotpoint, ecc.
Insomma un bel po’ di gente sguazza sulla pelle dei disperati.

Un extracomunitario che arriva costa allo Stato ben 35 euro al giorno. Poca roba apparentemente, ma se si moltiplica questa cifra per centinaia di migliaia di persone all’anno, il risultato è un business faraonico. Ma questa è solo la puntina dell’iceberg…
Da un punto di vista puramente economico, secondo l’OCSE un immigrato frutta al paese ospitante in media 3.500 euro di gettito fiscale annuo[1]. I migranti senza documenti che lavorano hanno spesso una busta paga a nome di terzi, e versano quindi contributi ad un sistema di previdenza sociale di cui non possono beneficiare.[2] Ecco perché i governi di sinistra sono molto interessati ai disperati, mica per il discorso umanitario, ma perché rappresentano una risorsa.
Solo il “povero” Saviano di turno, con la scorta che ancora paghiamo noi e dal suo attico in centro a New York può osannare il contrario. Il filosionista che vive da nababbo proprio grazie a quella che apparentemente combatte a parole (la camorra), continua a impartire lezioni di diritto e di economia.
Il suo ridicolo mantra per difendere l’invasione e attaccare l’attuale governo è che i soldi per i disperati ci arriverebbero dall’Europa, per cui non è un problema di quattrini. Peccato che Saviano si dimentichi di dire che nulla arriva dall’Europa che non sia prima uscito dalle tasche dei sudditi, in questo caso gli italiani. Negli ultimi 14 anni abbiamo versato all’Europa 213 miliardi di euro e ne abbiamo incassati 141, con un disavanzo di ben 72 miliardi.[3] Quindi i soldi che l’Europa ci “regala” per l’invasione umanitaria, anche se apparentemente non pesano nel bilancio di Stato, sono soldi che sono stati prima tolti ai cittadini italiani!
Ma Saviano è troppo occupato a romanzare la camorra di Napoli, mentre ammicca a Central Park, non capendo, o facendo finta di non capire, che romanzare la malavita in codesta maniera sta mietendo più vittime e danni dell’affiliazione stessa. Qual è infatti l’effetto di Gomorra per la Camorra vera? Andate a domandarlo a chi vive lottando ogni giorno contro le organizzazioni criminali nella città partenopea.

Infine, ma non per importanza, l’immigrazione rientra in un progetto a più ampio respiro, volto alla destabilizzazione dei popoli che subiscono l’invasione. Annientamento dei salari, aumento della disoccupazione tra i nativi italiani, disintegrazione del tessuto sociale, crescita esponenziale della malavita locale e del crimine, cancellazione delle diversità, ibridazione dei popoli mediante un meticciato e mescolamento delle razze, ecc. Il tutto per creare un popolo di perfetti sudditi-consumatori: esseri privi di umanità, svuotati interiormente, senza radici, senza identità, tradizioni e religioni.
A confermare queste preoccupanti ipotesi da una parte sono gli squallidi individui come George Soros che finanziano con badilate di milioni di dollari tutto questo, e dall’altra ci sono i dati statistici.
Se infatti le persone fuggissero realmente da guerre, soprusi o altro, età e sesso dei richiedenti asilo sarebbero variegate, e invece stranamente oltre l’80 percento è di età compresa tra i 18 e i 37 anni, e la quasi totalità sono maschi (oltre l’87%)[4].
Sorge a questo punto una domanda inquietante: perché arrivano solo maschi sani e in età fertile?

In tutto questo bailamme, cosa fa il Ministro dell’Interno, al momento Matteo Salvini? Fa esattamente quello che farebbe una persona sana di mente, ma che nessuno prima di lui ha fatto: impedire alle navi che vanno a prendere i disperati nelle coste libiche di scaricarli in Italia. Non solo; va direttamente a Tripoli per concordare con i dirigenti una linea politica in comune.
Risultato? Attacchi e insulti pubblici.
Democratici e radical chic si sono stracciati le vesti (di marca ovviamente). Per non parlare dei miliardari che nonostante non vivano nel mondo reale, si sono scandalizzati per la chiusura dei porti. Dove sta il problema immigrati per chi mangia in ristoranti chic, viaggia sui SUV e vive in ville superblindate? Pensare al benessere del “negro” di turno è solo un modo per lavarsi e sistemarsi la coscienza sporchissima.
Il caso Amendola è esemplare. Il figlio del grande doppiatore avrebbe annunciato di non poter stare in un paese che chiude i porti. Sul serio? Benissimo, nell’attesa che riempia di gioia noi e la cinematografia italiana emigrando all’estero (magari in Libia visto che si sono liberati dei posti), possiamo solo concludere che i mentecatti in Italia non sono ancora una razza in via di estinzione. Questi poveri di spirito e scarsi di intelligenza non ricordano che il problema immigrati è esploso quando gli occidentali (noi compresi), guidati dagli yankee sparatutto e ammazzatutto, sono andati a detronizzare e assassinare in maniera illegittima e vergognosa il colonello Mu’ammar Gheddafi. La Libia con il pericoloso “dittatore” era un paese laico, dove si viveva bene, le religioni si tolleravano, e soprattutto nessuno veniva sequestrato al largo delle coste dai barconi per essere deportato in Italia.
Oggi, dopo la “liberazione”, il paese è devastato e le coste pullulano di barconi. Strano ma vero!
Sembra proprio che l’intervento militare sia stato fatto ad hoc…

Infine basterebbero quattro neuroni connessi per spingere il cervello a fare un altro semplice ragionamento sul discorso delle navi che battono bandiera straniera.
La bandiera non è un fatto di goliardia o folklore, lo dice il diritto internazionale. Se una nave sventola la bandiera di uno Stato, questo è il paese di riferimento e tutta l’imbarcazione è considerata territorio di quello specifico Stato, dove vigono le leggi specifiche del paese. Il Regolamento di Dublino prevede che dei cosiddetti “profughi” debba farsi carico lo Stato che per primo ne viene in contatto, quindi per esempio quello della nave che li deporta.[5] Quindi non si capisce come mai una nave battente bandiera francese, olandese o altro, debba scaricare i profughi nelle coste italiane e non a casa propria. Ovviamente la risposta è abbastanza semplice: hanno ricevuto l’ordine di farlo. Punto.
Poi ci sono i casi delle navi battenti bandiera straniera ma non registrate nei rispettivi paesi. Qui siamo di fronte a vere e proprie navi pirata, e in questo caso c’è il diritto di impedirne la navigazione, il sequestro della nave e l’arresto del comandante e dell’equipaggio.
La realtà odierna ce la spiega perfettamente il prof. Augusto Sinagra, già docente di Diritto Ordinario: «si è in presenza di una nuova e inedita tratta di schiavi, di un disgustoso e veramente vomitevole schiavismo consumato anche con la complicità dell’UE»[6].
Quindi il Ministro Salvini, che piaccia o non piaccia, sta facendo il suo dovere e questo rompe molte uova nel paniere, soprattutto a coloro che guadagnano e speculano sulla tratta degli schiavi moderni.

Buona Scuola…per idioti
Il secondo tassello cruciale è l’educazione.
Grazie ad un premier decerebrato e ministri ignoranti con il decreto legislativo della Buona Scuola si configura un vero e proprio disastro antropologico. Un disastro così ben congegnato e funzionale, che è impossibile pensare sia stato ideato dal povero Matteo Renzi e dalla sua compagine. L’idea viene da molto lontano e da molto più in alto.
Qual è il progetto? Strutturare le scuole per sfornare idioti. Semplice.
Meno ore per studiare autori come Dante, Petrarca, Machiavelli e più tempo per far crescere l’individualismo egoistico, competitivo e aggressivo.
Gli studenti non vengono visti come esseri unici e irripetibili, dai quali mediante l’educazione (ex-ducere) fare uscire i talenti e le capacità, ma come una sorta di magma informe, una specie di esercito di terracotta di Xi’an, da plasmare in un manipolo di perfetti schiavi-ignoranti e non pensanti. Un uomo libero di pensare, sentire e agire è per il Sistema come l’acqua santa per il diavolo.
Penso sia quasi impossibile fare peggio del ministro Fedeli, per cui staremo a vedere cosa il nuovo ministro riuscirà a combinare, ma la cosa fondamentale da rimembrare sempre è che la formazione culturale dei giovani è di vitale importante per un paese sano.

Libertà di scelta e di cura?
Il terzo anello riguarda la salute pubblica.
In questo settore la liceale Beatrice Lorenzin passerà alla storia per essere riuscita nell’impresa titanica di disintegrare la salute di milioni di persone, e di imporre per legge 10 vaccini ai neonati.
Colei che riesce a confondere virus e batteri, che in tv snocciola dati falsi sulla mortalità per morbillo, grazie ad un Parlamento di venduti e un inetto presidente della Repubblica, è riuscita a presentare il decreto legislativo n. 73, e poi farlo convertire nella legge 119/2017. Legge che si configura come un vero e proprio disastro umanitario e sanitario.

Imporre per legge 10 vaccini, più altri 4 fortemente consigliati, ai neonati, in un momento privo di allarmi sanitari e rischi per la salute pubblica è un crimine contro la democrazia e l’umanità.
Siccome NON esistono studi e sperimentazioni cliniche controllate che ne garantiscano la totale innocuità, si può parlare a ragione veduta di una vera e propria “sperimentazione umana” eseguita negli ambulatori delle ASL.
Sperimentazione assolutamente illegale perché viola i più sacrosanti diritti umani per non parlare dei “Trattati internazionali”.
La Carta Costituzionale è chiarissima, all’art. 32 dice che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».
L’articolo 7 del «Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici» del 19 dicembre 1966, stabilisce: «Nessuno può essere sottoposto [...], senza il suo libero consenso, ad un esperimento medico o scientifico».
Nell’articolo 3 della «Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea», entrata in vigore il 1° dicembre 2009, intitolato «Diritto all’integrità della persona», al comma 1 si dice: «Ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica», al 2 «Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: a) il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge…»
Nella «Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea», l’articolo 1 stabilisce che «La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata».

Inoculando 10 vaccini nel corpo di un neonato sano, senza malattie, senza epidemie o rischi sanitari, si sta violando o no la dignità dell’essere umano?
A tal proposito il Ministro dell’Interno Salvini avrebbe detto in diretta radio che «dieci vaccini obbligatori sono inutili e talvolta dannosi e pericolosi». Apriti cielo.
Se Salvini avesse bestemmiato dentro San Pietro, o inveito contro Maometto in moschea oppure offeso Yahweh in sinagoga, il risultato sarebbe stato inferiore.
Cosa avrebbe detto di così bestiale il Ministro? Nulla, Salvini ha solo acceso un riflettore su un gravissimo problema.

Nonostante i Pregliasco, i Burioni, i Rezza, i Lopalco, i Villani di turno, NON ESISTE NESSUNO STUDIO CHE CONFERMI LA SICUREZZA DI 10 VACCINI!
Quindi per il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE sarebbe bene che il ministro mettesse fine a queste sterili polemiche, e che i medici, pediatri, virologi, ecc. pagati dalle case farmaceutiche e quindi in pieno conflitto d’interessi si zittissero una volta per tutte.

Invece di bacchettare il collega, continuando a ripetere come un disco incantato che i vaccini sono un presidio preventivo indiscutibile; invece di ricevere a colloquio i medici collusi col Sistema, il ministro dovrebbe fare una cosa sola: stracciare la Legge 119/2017 e iniziare a occuparsi di cose molto più serie e importanti: il cancro in età pediatrica (siamo al primo posto in Europa); l’obesità infantile (sta crescendo a ritmi esponenziali), la chimica che troviamo nell’acqua che beviamo, nell’aria che respiriamo e nel cibo che mangiamo, per fare solo qualche esempio.
Questi sono alcuni dei problemi seri in Italia, non certo il morbillo o la meningite! A meno che non voglia la Grillo legarsi al destino di colei che l’ha preceduta e avere sulla coscienza tanti bambini innocenti danneggiati…
In queste ore puntualmente e con precisione chirurgica, i media mainstream stanno amplificando casi di meningite (in bambini coperti dai vaccini) e morbillo in alcune città d’Italia.
La vita è sempre molto ricca di coincidenze…

Il neo-ministro dovrebbe infine sapere alcune cosette sugli esperti che santificano i vaccini nei media:

  • La FIMP, Federazione Medici Pediatri ha ricevuto nel 2016 (dati EFPIA, European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations692 euro tra “donazioni” e “oneri da contratto” dalla GSK, società che vende vaccini.
    Inoltre a giugno 2018 è stata premiata per la migliore pubblicità dalla Sanofi-Paster, società che vende vaccini.
  • La SIP, Società Italiana Pediatri diretta da Alberto Villani ha ricevuto nel 2016 (dati EFPIA) 840 euro per “oneri da contratto” dalla GSK, e 1.525 euro dalla Sanofi-Pasteur, due società che vendono vaccini.
  • L’epidemiologo Pier Luigi Lopalco ha ricevuto nel 2016 (dati EFPIA) 315 euro per “corrispettivo per servizi e consulenze” dalla GSK.
  • L’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, dove insegna casualmente Roberto Burioni, ha ricevuto nel 2016 (dati EFPIA) 232 euro tra “corrispettivi” dalla GSK.
  • L’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, in cui Alberto Villani (direttore SIP) ricopre il ruolo di responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale e Malattie Infettive, ha ricevuto nel 2016 (dati EFPIA) 000 euro per “sponsorizzazioni” dalla Sanofi-Pasteur.

ecc. ecc.
L’elenco non è completo, ma basta per comprendere come le principali istituzioni sanitarie, gestite dai grandi luminari della scienza che propagandano la bontà, innocuità e sicurezza dei vaccini, ricevono ogni anno soldi dai produttori di vaccini. Tutto normale?
Possiamo fidarci - Ministro Grillo - e consegnare i nostri figli nati sani, nelle mani di gente che risulta essere nella busta paga delle industrie chimiche?
Dopo aver cestinato la Legge 119, andrebbero reintegrati immediatamente tutti quei medici che sono stati ingiustamente radiati dagli ordini professionali solo per aver messo in discussione una pratica medica come quella vaccinale. Radiare un professionista serio solo per la sua «opinione» è un atto gravissimo che lede libertà e diritti. Infine, sarebbe importante cancellare gli ordini professionali sanitari proprio perché il potere di controllo che hanno sui propri associati è pericolosissimo per la libertà e l’indipendenza dell’Ars Medicandi.
In conclusione tanto di cappello al Ministro Salvini per la coerente linea che sta portando avanti, e visto il tema attuale dei barconi, per aver messo la “barra a dritta” nonostante il mare molto mosso…

Note
[1] «Assises Citoyennes des Migrations: Vers la Justice migratoire», CNCD 2017, www.cncd.be/IMG/pdf/appeljusticemigratoireassisesfinal.pdf
[2] Idem
[3] «Ci guadagna solo chi lucra sull'accoglienza», www.ilgiornale.it/news/cronache/migranti-col-piano-ue-guadagna-solo-chi-lucra-1284237.html
[4] «Aiutiamoci a casa nostra», www.ilfoglio.it/cronache/2017/08/08/news/aiutiamoci-a-casa-nostra-147931
[5] «Matteo Salvini ha ragione», Prof. Augusto Sinagra, già professore di Diritto Ordinario all’Università
[6] Idem

 
Marcello Pamio
 
Inizio prendendo a prestito la memorabile frase tratta dalla scena finale del film di fantascienza «Blade Runner», dove l’androide Roy Batty prima di spegnersi fa il monologo divenuto famoso, al poliziotto Deckard, interpretato da un giovane Harrison Ford.
«Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire»
Sono passati 36 anni da quel capolavoro cinematografico, ma se in un ipotetico futuro Roy venisse ricostruito in laboratorio, la sua memoria cibernetica del periodo odierno esprimerebbe cose molto diverse: «Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi. Individui senza diploma gestire ministeri dell’Istruzione. Famelici avvoltoi, nascondersi dietro gli aiuti umanitari e speculare sulla pelle di milioni di disperati. Squallide marionette senza arte imporre per legge 10 vaccini. Ho visto infine balenare nel buio della notte il luccichio del premio vinto dalla Federazione dei pediatri messo in palio dalla società che produce vaccini. E’ tempo di svegliarsi»
Purtroppo questa non è fantascienza bensì la triste realtà. In un paese normale queste cose non sarebbero mai potute accadere. Ma l’Italia si sa non lo è…
 
Soprattutto l’ultima vicenda supera anche la più fervida delle fantasie.
La FIMP, la Federazione Italiana Medici Pediatri qualche giorno fa ha ricevuto il premio per la migliore campagna di comunicazione sviluppata da operatori di sanità pubblica, università, centri di ricerca, società scientifiche, Asl e distretti sul tema vaccini.
Già questo è sufficiente per far impallidire anche il più peloso degli stomaci.
Dover premiare pubblicamente una campagna mediatica (cioè di marketing) organizzata da una società, per così dire scientifica, lascia il tempo che trova e fa comprendere che il Sistema è attualmente sotto scacco matto.
 
Ma il punto cruciale non è tanto questo. La cosa veramente sconvolgente è che a decretarne la vittoria è stata la giuria di «PerchéSì: laboratorio di idee per comunicare il valore dei vaccini», il primo “contest” sulla corretta ed efficace comunicazione sui vaccini promosso nientepopodimenoché dalla Sanofi-Pasteur, la divisione vaccini della Sanofi.
Stiamo parlando della terza multinazionale nella classifica mondiale delle società che fatturano di più con i veleni vaccinali. Nel 2017 ha incamerato 5,76 miliardi di dollari e le previsioni di EvaluePharma per il 2024 danno la ditta francese ad oltre 8 miliardi di dollari. Solo con i vaccini!
Dal punto di vista scientifico, umano, sanitario e istituzionale fa molta tristezza vedere come la Federazione dei pediatri si presti a simili giochetti e manipolazioni.
 
Il conflitto d’interessi è molto preoccupante, anche perché le istituzioni sanitarie pubbliche non dovrebbero essere scevre e indipendenti dalle industrie? Possono i medici pediatri avere collegamenti con le ditte che producono farmaci pediatrici?
Dove sono finiti i pediatri onesti intellettualmente? Se avessero ancora un briciolo infinitesimale di dignità professionale e amore per l’Ars Medicandi, dovrebbero ribellarsi cancellando l’iscrizione alla federazione e ritirando la quota annua...
 
«Prendiamo atto - scrive l'amica Nassim Langrudi del Corvelva - che la politica sanitaria di un paese sia diventata oggetto di iniziative in stile ‘ricchi premi & cotillon’, il che è veramente illuminante sulla validità scientifica che sta alla base dei vaccini».
La strada intrapresa dall’industria farmaceutica, sostenuta e appoggiata dalle associazioni di settore, è la medesima del marketing commerciale tradizionale. Quando i pubblicitari lavorano per esempio su un sapone, devono convincere i consumatori che non si tratta di un banale detergente, ma di un prodotto che oltre a lavare, regala emozioni e sogni. Il marketing non vende prodotti, ma illusioni e sogni.
Continua Nassim: «in pratica l’intero sistema è incentrato sulla pubblicizzazione del prodotto, sulla promozione pubblicitaria nei vari settori rivolta a vario pubblico. Peccato che si tratti di farmaci, non esenti da rischi (inesistenti nelle suddette campagne), somministrati per via parenterale, contenenti anche sostanze pericolose (vedere foglietti illustrativi) e, nel caso del ‘progetto vincente’, destinati a bambini».
Esatto. Il sapone in questo caso è un farmaco destinato ai neonati che contiene sostanze cancerogene, neurotossiche e DNA umano e animale in grado di scatenare reazioni immunitarie serie, complesse e imprevedibili.
Ecco come il marketing vende illusioni: i vaccini non sono farmaci normali, ma “prodotti” senza alcun rischio, che hanno salvato in passato e salvano tuttora milioni di vite umane. Il discorso non fa una piega. Peccato che la realtà sia molto diversa.
 
Alla gara purtroppo hanno partecipato molte istituzioni pubbliche, ecco i dieci finalisti, ovviamente pagati con i soldi pubblici:
 
- Campagna vaccinazioni operatori sanitari - SIP, Società Italiana di Pediatria (SIP)
- Vacciquiz - sempre la SIP
- Ilsitovaccinarsiinsicilia - dell’Università degli Studi di Palermo
- Campagna Vaccinarsiinpuglia - Università di Bari
- Progetto Bfree - FIMP, la vincitrice
- Programma AzioneSalute - ASL di Taranto
- I vaccini tornano a scuola - ASL di Taranto
- Proteggitiperproteggermi - Azienda Ospedaliera Università degli Studi di Palermo
- Campagna Promozione Vaccinazione influenzale - Azienda Ospedaliera Università di Perugia
- Evento adulti e vaccinati - Università di Pisa
 
Dopo aver sdoganato il marketing dei farmaci ora spudoratamente sdoganano le vaccinazioni come se fossero la panacea per tutti i mali. Banali farmaci i cui rischi per la salute sono minori di quelli di uno shampoo delicato per pelli sensibili…
A questo punto mi sento in dovere di dare gratis uno spunto per la gara pubblicitaria del prossimo anno. Una mamma bellissima (del tipo “famiglia barilla”), tranquilla e sorridente, fischiettando accompagna in SUV (l’auto che rende l’idea della sicurezza) il figlio biondo oro, appena uscito da un programma di eugenetica, a farsi inoculare una decina di vaccini. Cambio di scena, un’altra mamma, questa volta più trasandata, tipo figlia dei fiori, sta lavando sgraziatamente la testa di suo figlio, un bambino decisamente bruttino con tanto di alopecia areata, usando uno shampoo tossico e pericoloso…
Buca lo schermo il piccolo ariano chiedendo sorpreso: «Già fattoooo?», e pochi istanti dopo la scritta «Vax-indolor»! L’altro bambino invece non verrà mai più fatto vedere, lasciando all’immaginario collettivo l’idea della triste sorte a cui vanno incontro coloro che usano gli shampoo senza responsabilità…
Le ingorde lobbies puntano sempre a tutto il mercato, e ora sarà più chiaro il motivo per cui la Johnson & Johnson produce sia detergenti che farmaci…