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Interessantissima intervista audio al dottor Roberto Petrella, medico ginecologo, da parte di Marcello Pamio (12 febbraio 2019) su Radio Gamma 5

Ecco alcuni stralci...

Donne con batteri vaginali e/o candida (cosa questa diffusissima e normale) che eseguono il test per l'HPV (papilloma virus) o il Pap-Test, possono avere fino al 90% di FALSI POSITIVI!  Detto in altre parole: 9 donne su 10 avranno un diagnosi poco piacevole, ma non hanno assolutamente nulla (falso positivo)!!!

Circa il 50% delle bambine e/o ragazzine che fanno il vaccino anti-HPV possono andare incontro a insufficienza ovarica, amenorrea, alterazioni ovulazione che possono predisporre a infertilità futura...

https://soundcloud.com/marcello-pamio/vaccini-papilloma-quello-che-non-dicono


Marcello Pamio

Secondo l’Istat il 2016 è stato un anno deflattivo, cioè vi è stata una diminuzione a livello generale dei prezzi, che ha generato un incremento del potere di acquisto.
Oggi invece, sempre secondo gli esperti, siamo in recessione, che è l’opposto della crescita economica, quindi un periodo caratterizzato da livelli di attività produttiva più bassi (Pil che cala).
Infine c’è lo spread che sale e scende (a comando) più o meno come le montagne russe.
In tutto questo bailamme, estremamente funzionale al Sistema, vi è un settore industriale costante che non viene minimamente scalfito da andamenti macroeconomici.
Le industrie della chimica e farmaceutica continuano a macinare e crescere indifferentemente da tutto…

Report GSK
La GlaxoSmithKline, il gigante globale delle droghe, ha appena pubblicato il report finanziario del 2018.
Gli azionisti della GSK come Vanguard Group, BlackRock, State Street e pochissimi altri stanno certamente brindando con i migliori champagne del globo, perché l’incremento del profitto operativo è stato del 34%.

La vendita dei vaccini è aumentata addirittura del 14%, con incassi pari a 5,9 miliardi di sterline, oltre 6,7 miliardi di euro. Soltanto la vendita del nuovo vaccino contro l’herpes-zoster Shingrix ha fatto incamerare 784 milioni di sterline, quasi circa 900 milioni di euro! Stiamo parlando di un vaccino autorizzato da pochissimo tempo!
Tra un cin-cin e una tartina al caviale, forse la crème de la crème, si sta augurando che aumentino le epidemie di varicella, dato che il virus che causa il Fuoco di Sant’Antonio è lo stesso della normalissima malattia esantematica infantile?
Dico questo perché il vaccino Shingrix costa la modica cifra di 280 dollaroni verdi, per cui se aumentano le fastidiosissime infezioni, crescono anche gli utili miliardari.
Le vendite globali di farmaci sono state per 30,8 miliardi di sterline, con un aumento del 2% rispetto all’anno precedente.

L’amministratore delegato Emma Walmsley ha dichiarato: «GSK ha migliorato le prestazioni operative nel 2018 con una crescita delle vendite di gruppo».
La signora Emma si è dimenticata di ringraziare pubblicamente la liceale Beatrice Lorenzin che grazie alla sua scellerata legge ha permesso a colossi come Glaxo, Sanofi e combriccola, di incrementare le vendite dei vaccini, e anche il medico Giulia Grillo che sta portando avanti le medesime linee guida.
Forse i dirigenti sono così umili e discreti che i ringraziamenti preferiscono farli privatamente, magari su qualche conto cifrato…

Oltre alla Glaxo anche alla Sanofi, i cui azionisti (gira e rigira gli stessi) stanno festeggiando con trombette, coriandoli e cotillon.
Il gigante francese ha infatti riferito che il reddito netto del quarto trimestre è raddoppiato a 254 milioni di euro rispetto ai 126 milioni di euro dell’anno precedente.

L’utile sempre netto è stato di 1,36 miliardi di euro, rispetto a 1,33 miliardi di euro.
Le vendite sono cresciute del 3,5% portando gli incassi a 9 miliardi di euro.
A trainare la locomotiva come sempre i vaccini, e i dati parlano chiaro: le vendite delle punturine per neonati (ma non solo) sono aumentate del 9,7%!

Questi dati ufficiali, smontano una volta per tutte le idiozie sparate da qualche povero mentecatto che ancora ha il coraggio di dire pubblicamente che i vaccini non rappresentano un settore redditizio!
Che alle industrie questi «farmaci biologici» non sono convenienti…


Marcello Pamio

I siti zerbinati del Sistema sono sempre al lavoro.
Individui che invece di andare a timbrare il cartellino in fabbrica, o svolgere lavori socialmente utili, sono prodighi nel cercare di smontare quelle che loro definiscono “bufale”, anche se spesso e volentieri finiscono sepolti dalle loro stesse minchiate.
Questi novelli sbufalatori seriali, intervengono ogni qualvolta si debba difendere il paradigma, e proteggere quel Sistema che riempie loro il piatto, e non solo…
L’ultima notizia è quella della legge sull’aborto dello Stato di New York, di qualche giorno fa!
Secondo questi «chierichetti da tastiera» sarebbe tutta una mega bufala, perché quello che è avvenuto nello stato americano è né più né meno quello che avviene normalmente anche in Italia.

Da noi l’interruzione volontaria della gravidanza dopo i novanta giorni è possibile «quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna» o «quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna».
Questa legge nostrana (n. 194 del 22/05/1978) dimostrerebbe (per i miserrimi cacciatori di fake) la bufala della legge newyorkese.

Peccato che la legge Reproductive Health Act (Rha) approvata, interviene procedendo sia ad abrogazioni che a modifiche testuali di alcune leggi pre-esistenti. Quello che più interessa è l’articolo 25A, paragrafo primo, che stabilisce i casi in cui è possibile praticare l’aborto oltre le 24 settimane, quindi anche fino al nono mese di gravidanza!
Si prevede la possibilità di interrompere la gravidanza non solo in caso di pericolo di vita per la madre, ma anche nel caso sussista un non meglio specificato e generico pericolo per la salute («health»).
Il termine «health» rappresenta un concetto inglese che lascia aperte tutte le strade e le porte: disagio emotivo, depressione, disarmonie o separazioni in famiglia, squilibri ormonali e moltissimi altri casi.
Se per esempio una donna vive un momentaneo periodo di depressione, può essere sufficiente questo per far uccidere il feto anche dopo il sesto mese?

Un altro punto piuttosto rilevante che si distingue dalla Legge 194 italiana, riguarda il soggetto abilitato a stabilire e pesare il «pericolo per la salute della donna». Nella Rha si parla di «healthcare practitioner» che non indica necessariamente un medico: è infatti un termine generico che significa «operatore sanitario». Quindi una decisione così importante e delicata che riguarda la vita sacra che si sta formando, viene affidata alla valutazione di un «sanitario».

La «nascita parziale»
Un feto all’ottavo o nono mese è assolutamente vitale, cioè è in grado di diventare un neonato che respira indipendentemente da ausili esterni.
Se una donna al terzo o quarto mese di gravidanza non vuole o non desidera il bambino che ha dentro il grembo, può decidere di abortire e questa è una sua scelta. In questo caso il feto espulso dal corpo non è in grado di sopravvivere autonomamente.
Ma una creatura di 8 o addirittura 9 mesi è assolutamente vitale, e allora la domanda che sorge spontanea è: perché non viene indotto il parto, visto che si è arrivati alla fine delle Dieci Lune, e il frugoletto dato in adozione? Quante sono le coppie in attesa e alla ricerca disperata di un figlio?
La puerpera sarà tranquilla perché non vedrà più la carne della sua carne, la coppia a cui sarà dato in adozione sarà felicissima, e soprattutto una Vita sarà stata salvata!

Bestemmia in chiesa….troppo complicato ed eticamente non corretto: meglio assassinarlo, per poi smembrarlo, vendendo i vari pezzi all’industria farmaceutica...
Ecco come avviene l’uccisione con la «nascita parziale», un procedimento che ci spiega la dottoressa Silvana De Mari (medico): «si induce il parto in maniera podalica (con i piedi), quindi si fa una pratica ancor più rischiosa per la madre. Il medico afferra il bambino per i piedi, appena è uscito, ma lascia la testa dentro la vagina. Deve essere ucciso quando ha ancora la testa dentro la vagina, perché se esce e piange non si può ucciderlo altrimenti sarebbe omicidio! Quindi mentre ha ancora la testa dentro, il medico seziona il midollo spinale all’altezza delle vertebre cervicali e in questa maniera lo uccide. Tutto ovviamente senza anestesia. Il bambino impiega parecchi secondi a morire per soffocamento, anche fino a 3 minuti di agonia».
Questo abominio lo possiamo chiamare vittoria? Le donne da oggi sono più libere ed emancipate? O siamo di fronte all’ennesimo crimine contro la Vita?

Marcello Pamio

Tutti i grandi prezzolati esperti si sperticano nel criticare le analisi sui vaccini effettuate dal Corvelva.

Hanno sbagliato qua, hanno travisato là, questo non si doveva fare….
Tutti bravissimi a riempire d’aria i polmoni. L’ultimo è un certo Marco Bella ricercatore in chimica organica, attualmente nel Movimento Cinque Stelle.
Il deputato-professorone-provaccini ha trovato ampio spazio ne “Il Fatto Quotidiano”, giornale che apre tutte le colonne quando si tratta di difendere i pentastellini.
Il chimico, a proposito delle analisi effettuate su alcuni lotti vaccinali, attacca pontificando e sottolineando gli errori e le discrepanze, come per esempio i «confondendo palesemente due classi di composti, le ammidi e le ammine».
Risponde in maniera esemplare il Presidente dell'ordine nazionale dei biologici, il dottor Vincenzo D’Anna, il quale tira per il camice il chimico-politico che distrattamente omette di dire la cosa basilare oltreché banale: «ammina o ammide che sia, cambia poco dal momento che entrambe le sostanze sono tossiche».
Al deputato grillino, il cui compito è solo quello demolire le analisi effettuate, non importa se all’interno dei farmaci chiamati vaccini (che saranno inoculati nel corpo vergine di neonati sani), vi sono sostanze che non dovrebbero esserci a prescindere, a lui, come agli altri, interessa solo perdersi nel filo di lana caprina. 

Forse al chimico Bella sfugge che ammina o ammide o isomero o chissenefrega-2-dc, non dovrebbero esserci in un vaccino, perché poi finiranno nel sangue, nella linfa e nel cervello di un pargoletto di pochi mesi di vita, privo di un sistema immunitario maturo. Se a lui va bene dissertare sulla spettrometria, riempiendosi la bocca di sapienza e arroganza, libero di farlo ma non sulla pelle dei bambini. A noi genitori interessa solo mantenere in salute i figli. Il resto è fuffa!
Quindi tutti bravi a sparare a zero, criticare ma NESSUNO TIRA FUORI LE ANALISI DELL’AIFA e/o DELL’ISS RELATIVE ALLA SICUREZZA E ALLA FARMACO VIGILANZA DEI VACCINI. Come mai? Forse perché non esistono?
O se esistono, le hanno chiuse a chiave in qualche cassetto, perché dimostrerebbero senza ombra di dubbio che la sicurezza nei vaccini fa acqua da tutte le parti?
Una cosa è certa: più passa il tempo e più gli enti ufficiali (Aifa, Ema, ISS, ecc.) che gestiscono la salute pubblica e l’immissione in commercio di un farmaco, si allontanando dalla loro mission e dalle persone.

Anche l’onorevole Bella preferisce vedere il dito e non la Luna, perché fa sicuramente comodo anche al suo partito. 

«Se però il nostro ricercatore è così sicuro del fatto suo - conclude D’Anna - rifaccia le analisi, se può, e dimostri che gli esiti sono diversi anziché fare il correttore di eventuali ‘refusi’».
Altrimenti se ne stia zitto perché quando di mezzo c’è la salute di centinaia di migliaia di neonati e bambini, il Principio di Precauzione dovrebbe essere la condotta cautelativa obbligatoria!

 

 

 

 


Marcello Pamio

«La Verità ti fa male lo sai» cantava Caterina Caselli.
La Verità infatti dà molto fastidio al Sistema, per il semplice fatto che rende gli uomini liberi!
Per questo motivo si allunga la lista dei «boicottatori di regime» che vorrebbero veder saltare la conferenza stampa di domani 24 gennaio alla Camera dei Deputati, organizzata dal Corvelva.

Oltre Beatrice Lorenzin e all’attuale ministro della salute Giulia Grillo si è aggiunta in queste ore anche la FNOMCeO, la Federazione nazionale degli ordini dei medici, la tristemente nota "casta delle caste".
La Lorenzin, rea di aver presentato una legge scandalosamente a vantaggio delle lobbies farmaceutiche, invece di nascondersi su qualche asteroide nella fascia tra Marte e Giove se ne esce con le sue solite sparate: «Non esiste una controparte per chi genera fakenews».
Lei di minchiate infatti se ne intende eccome...

Secondo la Grillo invece mancherebbe la controparte, non capendo o facendo finta di non capire, che si tratta di una conferenza stampa e non di un congresso internazionale. Se poi teniamo conto che alle loro conferenze non sono mai state invitate le cosiddette controparti, l’ipocrisia da manifesta diventa surreale. Peccato per la Grillo perché ha perso l’occasione di salutare il dottor Ivan Catalano che conosce bene, in quanto lei come medico era membro della Commissione Parlamentare Uranio Impoverito della quale Catalano era vicepresidente.
Il dottor Filippo Anelli come presidente Fnomceo, invece, manifesta «la preoccupazione del mondo medico per la diffusione di informazioni scarsamente attendibili». Secondo lui la prestigiosa sede potrebbe generare prevedibili equivoci sulla sua validità scientifica e istituzionale.

Dov’erano il dottor Anelli, la dottoressa Grillo e la liceale Lorenzin il 9 ottobre scorso quando nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato si è svolta una conferenza internazionale dal titolo «Global Health: l’Italia driver di best practice» organizzata in collaborazione con la mitica GlaxoSmithKline?
Forse per gli utili-ipocriti una conferenza organizzata da una associazione come il Corvelva è preoccupante per la validità sia scientifica che istituzionale, mentre una conferenza sulla salute sponsorizzata, quindi pagata, dalla GSK, il primo produttore al mondo di vaccini, è seria e attendibile?

Polemiche su polemiche, post su post e lettere su lettere per tentare di rimettere il coperchio sul Vaso di Pandora, ma ogni assurdo e disperato tentativo non fa altro che aprirlo squarciando il velo di falsità.
In tutto questo bailamme politico e mediatico, nessuna delle istituzioni e degli enti sovranazionali (Aifa, Ema, ecc.) ha tirato fuori e pubblicato gli studi di sicurezza dei vaccini. Come mai?
Strano perché il cancan finirebbe in un attimo, e non servirebbero neppure conferenze stampa o congressi…
Chi ha orecchie per intendere, intenda, a tutti gli altri ricordo che «la Verità è figlia del tempo», quindi preparate le valigie…

 

Vincenzo D'Anna

E’ notizia di ieri il varo di un improvvisato “Patto Trasversale per la Scienza”, rivolto a tutte le forze politiche, per sostenere la ricerca scientifica e contrastare la pseudomedicina. A confezionarlo non un politico e neanche uno scienziato, nel senso vero del termine. Il patto è tra politica di potere, quello passato (Renzi) e quello presente (Grillo), e quella parte di Accademia Italiana che da sempre è contigua al potere politico e che, per benevolenza dello stesso potere, finisce per occupare le principali Istituzioni sanitarie statali. È infatti raro che ai vertici di Aifa e dell’Istituto Superiore di Sanità si possa arrivare per concorso, titoli e meriti. L'ultimo che ci arrivò, col governo Monti (parliamo dell’ISS), fu Fabrizio Oleari, defenestrato poi dal ministro Lorenzin che indicò Walter Ricciardi, suo successore.

In quel ”Patto” tutto c’è tranne la Scienza. Seguitemi. Partiamo da Big Farma, la potentissima associazione delle industrie farmaceutiche, colosso capace di finanziare la politica attraverso associazioni, think tank, convegni e meeting. Tutto chiaro, tutto scritto nei resoconti di bilancio. A questo potere incontrastato e suadente nessuno offre più un minimo contrasto, finanche lo Stato che, imponendo l'obbligo vaccinale, assume su sé stesso gli oneri delle chiamate in giudizio per gli eventuali eventi avversi provocati dai trattamenti sanitari obbligatori. Soldi pubblici, insomma, per risarcire i danni provocati dai privati delle case farmaceutiche!! Ecco allora che chi è contiguo con gli interessi di Big Farma e con il potere politico, si ingegna per saldare e tutelare i due interessi, politico ed economico, tappando la voce del dissenso con leggi che vietino di distinguersi dalle verità della “Sanità ufficiale”, ovvero decretata da quelle istituzioni sanitarie occupate dai rappresentanti designati dalla politica. Ma non basta. Occorrono mezzi di repressione per scongiurare che la Scienza e la Ricerca indipendente, ribattezzate pseudo scienza, siano bandite da ogni luogo tacciando chiunque si proponga di capire di cosa si componga un vaccino di essere un adoratore della falsa scienza.

Leggete attentamente i punti 2 e 3 del “patto scellerato” e capirete la dimensione del bavaglio che si tenta di imporre alla libertà di dissenso. Eppure, da quando esiste, la Scienza, quella con la "S" maiuscola, mette in discussione anche sé stessa e non sta mai ferma. La Scienza cerca, dubita, s'interroga per progredire, non certo per regredire. Nei primi punti del patto si configura l'intento di impedire quella prassi che si fonda sulla conferma e/o la falsificazione di qualunque teoria o convincimento. Altro che «libere l’Arte e la Scienza» e «libero il loro insegnamento», come recita l’Articolo 33 della nostra Costituzione!!

Che c'entrano scienza e politica? I patti, quelli veri, si fanno tra scienziati su progetti di scienza, non tra scienziati e politici su questioni che non hanno alcuna attinenza con la scienza. Scienziati ed istituzioni, se proprio vogliono collaborare, lo facciano tirando fuori dai cassetti - sempre se le hanno - queste benedette analisi della farmacovigilanza, e ci dicano una volta per tutte, cosa c'è nei vaccini! Su di una scatola di Yogurt sono indicate tutte le sostanze che compongono l’alimento da ingerire, paradossalmente per un farmaco, che viene iniettato direttamente nel corpo di un bimbo, le autorità non esibiscono gli esami sulla sua esatta composizione.

Questo patto vuole mettere il bavaglio a tutti coloro che non si inchinano alla ragion di Stato ed alle verità precostituite. Negli Usa, Robert Kennedy Jr. ha smascherato la mancata farmacovigilanza sui vaccini, dimostrando che la politica seria sceglie gli interessi dei consumatori non i guadagni dei produttori. Ed è qui che deve entrare in gioco la nostra politica, evitando lo scontro ideologico tra pro-vax e no-vax, utilizzando gli strumenti per rassicurare la popolazione, intervenga finanziando studi e controlli terzi sui vaccini, accerti se funzionano i controlli di ISS ed AIFA su tutti i farmaci in commercio. Mi ripeto, in assenza di pandemie vere, si smetta con un obbligo che conculca la libertà dei cittadini di poter scegliere. L’unica teoria di gregge che risulta vera è quella della greppia, alla quale si alimentano interessi di boriosi venditori di allarmi e dei produttori di farmaci inutili e costosi. In nome di Dio tenete giù le mani dalla Scienza.

Vincenzo D'Anna, Presidente Ordine Nazionale dei Biologi


Marcello Pamio

Lui che si arroga il diritto di parlare solo con chi è sapiente.
Lui che non perde tempo con i somari del web.
Lui che offende tutti dall’alto del suo accademico scranno.
Ma questo scranno, grazie alle ricerche giornalistiche di Franco Bechis il direttore de «Il Tempo», sembra essere più o meno alto come la sedia del nano Dotto.
Per chi ancora non lo ha capito stiamo parlando del diversamente-umile Burioni.

Basta infatti leggere i verbali delle Commissioni di concorso universitario che hanno respinto le domande per una cattedra del dottor Roberto Burioni, giudicandolo «appena sufficiente».
La «Gazzetta Ufficiale» riporta la bocciatura della sua candidatura alla Sapienza di Roma, con le seguenti motivazioni: «il candidato presenta una produzione pur se di buon livello, piuttosto ripetitiva (…) lascia perplessi la sua attività didattica per la discontinuità delle sedi in cui si è svolta».

Le bocciature si sono ripetute anche in altre università d’Italia…

Eccolo qua l’incommensurabile genio, quello che si auto-osanna e auto-incensa come l’unico che ha il diritto di parlare di vaccini e di Scienza (con la esse maiuscola), quella non democratica.
A proposito di antidemocraticità, il Dotto ha preparato il «patto per la scienza», un testo estremamente pericoloso per le libertà del Paese.
Stiamo parlando di un rischio concreto per la libertà di cura, di pensiero, di espressione, di critica e di confronto scientifico. Insomma un patto col diavolo che preannuncia una dittatura ancor più serrata dell’attuale. Per fortuna al momento attuale le prestigiose firme messe in calce al vergognoso patto sono quelle di Roberto Burioni, Guido Silvestri, Riccardo Nencini, Matteo Renzi e Beppe Grillo.

Quindi il vuoto cosmico, ma l’appello va ai veri scienziati italiani (che ci sono), ai veri politici (se ancora ne esistono), ai veri comici (quelli ancora non venduti al Sistema), nella speranza che lascino franare nel vuoto questa pericolosissima deriva antidemocratica e antiliberale.
Infine, detto tra noi stiamo parlando di un documento presentato da Burioni, uno che, checché ne dica il suo ego, non ha i titoli accademici.
Uno che insegna al San Raffaele di Milano, l’università fondata da don Luigi Maria Verzè, la cui storia di scandali e misteri è sempre molto illuminante…

 


Marcello Pamio

Stai nuotando a stile libero in una piscina piena di merda e il tuo pensiero è quello di non beccarti le verruche camminando a piedi nudi mentre vai a vestirti….
Ecco il modo in cui grillini veraci vedono le sparate del leader maximum Pietro Beppus Cohaerens Grillum.
Secondo l’«Osservatorio politico sul Movimento 5 Stelle» infatti è tutto «un banalissimo errore scusabile». Tutto qua.

Beppe Grillo ha firmato il cosiddetto «patto per la scienza» promosso da Roberto Burioni (dice sempre l’Osservatorio «un soggetto “pro-vax” estremista che vorrebbe imporre in Italia una sorta di “fascismo vaccinale” in grado di annichilire la libertà dei cittadini») e firmato da Matteo Renzi: «per quanto la sua firma sia stata apposta in totale buona fede, si è trattato di un errore (scusabile)».
Il suo errore sarebbe stato quello di sottoscrivere un documento promosso dal virologo diversamente-umile. Tutto qua.
Peccato che abbia firmato un patto scellerato, ideato da una mente scellerata e condiviso da politici scellerati, in cui punti ai punti 2 e 3 si richiede l’inasprimento della dittatura sanitaria nei confronti di chi non si piega ai diktat di un regime medico-sanitario nelle mani delle lobbies farmaceutiche!

Ma ci tengono a sottolineare che «il Movimento 5 Stelle è a favore della Scienza e per sostenere la ricerca scientifica, ma è anche a favore della libertà, compresa la libertà di cura e la libertà di manifestazione del pensiero».
Libertà di cura? Libertà di pensiero? Siete seri? Non si direbbe proprio dalle cose che state facendo.

«Noi attivisti siamo dalla parte della scienza, ma combattiamo qualsiasi “scienza” voglia prevalere sulla libertà dei cittadini o violare il rispetto della persona umana».
Combattete la scienza che vuole prevaricare sulla libertà?  Grandiosi, ma non si direbbe proprio dalle cose che state facendo.
«Si pensi alle sperimentazioni su esseri umani condotte dai medici nella Germania nazista in nome della “scienza” e del “progresso”».
Esatto, più o meno come le sperimentazioni su bambini imposte dalla Legge 119/2017 in Italia nel nome della “sicurezza”? Legge che però NON avete cancellato e/o modificato!

«L’errore di Beppe è scusabile, non solo perché ha apposto la sua firma in totale buona fede (su un documento che il prof. Silvestri ha avuto la pessima idea di sottoporgli), ma anche perché ha poi precisato a scanso di equivoci: «Non c’è stata nessuna svolta, io critico l’obbligatorietà dei vaccini che (...) è questione politica; non i vaccini in sé, che quando sono sicuri ed efficaci rappresentano il frutto della scienza».
Qui raggiungono l’apoteosi: uno scafato come Grillo, nonché genovese doc, firma un documento senza averlo letto attentamente? Se fosse così allora le neuroscienze dovrebbero studiarlo attentamente.
E infine, il cosiddetto «frutto della scienza» più che sicuro ed efficace è assai marcio e pieno di vermi, visto i risultati che i recenti esami stanno hanno portato alla luce…

 

Marcello Pamio

Il fustigatore dei cattivi, il finto guru della blue economy, l’ideatore del Vaffa, il garante del Movimento 5 stelle ha ricevuto l’illuminazione sulla strada di Genova.
Giuseppe Pietro Grillo, dopo i bagordi delle festività e dopo l’Epifania (etimologicamente appunto «apparizione» e «manifestazione») ha compreso che la Scienza, quella con la esse maiuscola, va difesa a spada tratta.
Per fare questo, essendo carnevale, ha tolto la sua maschera per indossarne subito una in tema e si è messo a braccetto con coloro che ha sempre criticato e attaccato.

«Mi impegno - ha proclamato il diversamente-coerente - a non sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica».
Basterebbe rivedere i suoi video passati per capire che gli è accaduto qualcosa di grave.
Si può sempre, per amor di dio, cambiare idea, ma in questo caso Grillo ha cambiato anche il DNA…

Quindi l’ex comico ha sottoscritto il «Patto per la Scienza», già firmato dall’ex premier Matteo Renzi e dal virologo Roberto Burioni.
In questo Patto al punto 2 è scritto qualcosa di assai intrigante perché la «pseudoscienza» e la «pseudomedicina», che secondo loro metterebbero a repentaglio la salute pubblica, sono quelle del «negazionismo dell’Aids, dell’anti-vaccinismo, delle terapie non basate sull’evidenza scientifica, etc.».
Sottoscrizione memorabile quella di Grillo, visto che nei suoi spettacoli proprio lui parlava spesso di Aids, di vaccini e di scoperte scientifiche e/o mediche non riconosciute e al limite dell’eresia.
Quando la coerenza si fa persona…

Nel punto 3 invece tutti i firmatari si impegnano a «governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudoscienziati che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica». Stanno tutti avvallando, compreso Grillo e il suo Movimento, la radiazione di tutti quei medici che mettono in discussione il pensiero unico, il verbo dettato dalle lobbies farmaceutiche.
Se critichi i vaccini vieni radiato; se critichi i protocolli oncologici vieni bruciato, ecc.
La dittatura sanitaria è bella che manifesta, e infatti le radiazioni si stanno già verificando senza questo ridicolo Patto per la Scienza: cosa accadrà quando il documento verrà recepito dal governo, quello ovviamente del Cambiamento?

La conclusione è positiva, perché se sono arrivati a dover compilare e far sottoscrivere a burattini e marionette il «Patto per la Scienza», il significato è chiarissimo: il Sistema è giunto al suo stadio terminale!
La scienza, quella seria e vera, non quella avariata, collusa o burionata, si è sempre basata sul dubbio, sull’indagine, sull’approvazione ma anche sulla confutazione. Questa scienza non ha bisogno certo di pietosi «Patti di alleanza»!
Detto questo comunque, per accelerare il processo degenerativo del Sistema, spero venga firmato da tutte le parti in gioco.
A carnevale ogni idiota vale…

 

Qualche spunto per riflettere...

https://www.youtube.com/watch?v=J7zwTtzh9c4&feature=youtu.be

Di seguito il Patto:

1) «Mi impegno a sostenere la Scienza come valore universale di progresso dell’umanità, che non ha alcun “colore politico”, e che ha lo scopo di aumentare la conoscenza umana e migliorare la qualità di vita dei nostri simili»;

2) «Mi impegno a non sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica (negazionismo dell’Aids, anti-vaccinismo, terapie non basate sull’evidenza scientifica, etc.)»;

3) «Mi impegno a governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudoscienziati che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica»;

4)«Mi impegno ad implementare programmi capillari di informazione sulla Scienza per la popolazione, a partire dalla scuola dell’obbligo, e coinvolgendo media, divulgatori, comunicatori, ed ogni categoria di professionisti della ricerca e della sanità»;

5) «Mi impegno affinché si assicurino alla Scienza adeguati finanziamenti pubblici, a partire da un immediato raddoppio dei fondi ministeriali per la ricerca biomedica di base».


Paolo Gulisano - «La Nuova Bussola Quotidiana» http://lanuovabq.it/it/gli-affari-del-grande-vaccinatore-e-ora-di-vederci-chiaro

In una intervista il dimissionario presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Gualtiero Ricciardi, accusa il ministro Salvini di posizioni antiscientifiche solo per aver sostenuto la libertà vaccinale, ma evita di raccontare i suoi legami con le case farmaceutiche produttrici di vaccini e con il Pd, che gettano un'ombra inquietante su certe politiche vaccinali e sugli affari che si muovono in questo mondo.

Negli scorsi giorni ha dovuto rispolverare la sua consumata esperienza di attore per spiegare le sue repentine dimissioni da presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Parliamo di Gualtiero Walter Ricciardi, medico, docente universitario, collaboratore di varie organizzazioni a carattere scientifico, e in gioventù attore. Prese parte infatti in ruoli minori a diversi film di ambientazione partenopea, dove il mattatore era il celebre Mario Merola, il re della sceneggiata napoletana. I titoli dei film dove recitò Ricciardi sono tutto un programma: Io sono mia, L’ultimo guappo, Il mammasantissima.

Ricciardi ha da tanti anni lasciato le scene e i set, ma se dovesse mettersi nuovamente davanti ad una macchina da presa il suo film dovrebbe intitolarsi Vaccinator. Ricciardi infatti negli anni scorsi è stato una sorta di braccio armato delle politiche sanitarie dei governi Renzi e Gentiloni. Fu chiamato ai vertici della Sanità italiana dal Ministro Lorenzin nel 2014, come Commissario Straordinario dell’Iss, per poi diventarne l’anno seguente presidente, sempre su indicazione della Lorenzin. Una scelta evidentemente di carattere non solo meritocratico, ma anche politico.

La politica Ricciardi l’aveva corteggiata a lungo: socio fondatore di Italia Futura di Montezemolo, si candida poi con Scelta Civica di Monti, ma resta fuori dal Parlamento. Viene recuperato dal PD, che come detto gli affida un ruolo cruciale, un ruolo di cui egli stesso ebbe a vantarsi nel settembre 2017 alla festa del Pd di Firenze, rivendicando la sua parte da protagonista nella legge che ha imposto dieci vaccini obbligatori. Per lui, per altro, ci volevano tredici vaccini obbligatori: avrebbe aggiunto anche lo pneumococco, oltre all’anti-meningococco B e C, contenuti nel decreto iniziale. E Ricciardi, in qualità di presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ha partecipato anche al Piano nazionale sui vaccini, apripista della legge. Nonostante queste significative collaborazioni politiche, Ricciardi nell’intervista al Corriere della Sera ha dichiarato: «Guai se la politica interferisce con la scienza».

Già, perché ora lo scenario politico è cambiato, e a Ricciardi il Governo attuale proprio non va giù, ma con dei distinguo: «Malgrado il buon rapporto personale con la ministra della Salute Giulia Grillo, la collaborazione tra l'Istituto e l'attuale governo non è mai decollata. Al contrario, su molti argomenti alcuni suoi esponenti hanno sostenuto posizioni ascientifiche o francamente antiscientifiche». Quale sia il bersaglio del professore diventa sempre più esplicito nel proseguo dell’intervista: «È chiaro che quando un vicepresidente del Consiglio (Matteo Salvini, ndr) dice che per lui, da padre, i vaccini sono troppi, inutili e dannosi, questo non è solo un approccio ascientifico». Inoltre, prosegue l’ex attore, «Dire in continuazione che i migranti portano malattie è senza fondamento e mette in difficoltà le istanze tecniche, costrette a una specie di autocensura per non contraddire il livello politico».

Insomma, il motivo per cui Ricciardi si sarebbe dimesso è Salvini che vorrebbe la libertà vaccinale (come nella maggior parte dei Paesi Europei) e che dice che i migranti portano malattie. Lo scienziato, anziché dimostrare con fatti e prove che il Vice Premier ha torto, si stizzisce e se ne va sbattendo la porta. Dopo anni di collaborazione con esponenti politici, improvvisamente Ricciardi vuole che i politici stiano lontani dalla Sanità. Una affermazione quantomeno contraddittoria. D’altra parte, oltre a quelli politici ci sono in gioco ben altri interessi quando si parla di salute, e in particolare in quello che è stato il principale campo d’azione di Ricciardi, cioè i vaccini.

Sull’ex presidente dell’Iss sono da tempo in corso indagini per la valutazione dei suoi conflitti di interesse. E’ ormai da tempo accertato che ha fatto da consulente per le case farmaceutiche sui loro vaccini. Per un incarico assunto in Europa, Ricciardi dovette stilare la sua dichiarazione di interessi presso la Commissione europea in data 28 marzo 2013. Il documento rivela che l’ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ebbe a stilare gli HTA (Health Technology Assessment), cioè la valutazione dell’impatto sulla salute, di una serie di vaccini per le case farmaceutiche. Quello che balza agli occhi è che l’ultimo vaccino per cui fece da consulente fu quello contro il Meningococco B, che è stato poi inserito nel Piano nazionale sui vaccini, nonostante il parere contrario di molti ricercatori dello stesso Istituto Superiore di Sanità. Fece da consulente, inoltre, per i vaccini contro il papilloma virus, che nell’ultimo piano vaccinale è stato inserito anche per i maschi. Come anche è stato inserito nel piano nazionale sui vaccini cui ha partecipato l’antipneumococcico, per cui lui è stato consulente per diverse aziende.

Ad inizio dicembre, i membri del gruppo di lavoro Vaccino Veritas hanno inviato al ministro della Salute Giulia Grillo una richiesta di attivazione di una Commissione d’Inchiesta Ministeriale per «valutazione conflitti d’Interesse e omissione di peculiari informazioni a garanzia della tutela della Salute Pubblica, nonché dell'integrità, indipendenza e trasparenza della Pubblica Amministrazione» a carico di Ricciardi.

Il Codacons ha presentato una diffida urgente e pubblicato tutti i rapporti intercorsi tra Ricciardi e le aziende farmaceutiche produttrici di vaccini. L’eco di queste richieste di chiarimenti è arrivata fino in Inghilterra: il prestigioso British Medical Journal lo scorso 17 dicembre ha pubblicato un articolo dal titolo «Un alto dirigente della sanità pubblica italiana affronta le accuse di non aver reso pubblici i suoi rapporti con le case farmaceutiche».
In realtà il professor Ricciardi queste accuse non le ha neppure menzionate nell’intervista al Corriere della Sera, e l’intervistatore si è ben guardato dal citarle. E’ molto più facile accusare il cattivissimo Salvini, reo di tutti i mali, compreso magari il volerci vedere chiaro nel grande affare delle vaccinazioni.

Marcello Pamio

Gli ospedali si mantengono saldamente al primo posto per pericolosità…
Ogni giorno infatti circa 20 persone muoiono per infezioni ospedaliere, e ogni tre giorni invece un neonato subisce un danno sempre all’interno di un ospedale.
L’ultima fotografia che interessa la drammatica condizione dei bambini negli ospedali è stata scattata da AmTrust una società «assicurativa di riferimento in Italia per professionisti e piccole medie imprese».  Stiamo parlando di una delle principali assicurazioni attive nel campo della medicina.

In un Comunicato stampa del 23 ottobre 2018 AmTrust ha presentato i risultati dell’«Osservatorio Baby Case 2018»
L’analisi è stata condotta su oltre 900 casi accaduti e denunciati tra il 2010 e il 2017 all’interno di 138 strutture del SSN assicurate dalla Compagnia.
Se in 7 anni sono stati denunciati 900 casi di malasanità significa, come detto in apertura, che ogni 3 giorni 1 bambino subisce un danno!
Dati purtroppo sottostimati, perché AmTrust ha potuto registrare e seguire ovviamente solo i casi denunciati e solo quelli nelle strutture da loro assicurate. E tutti gli altri? Per esempio i danni non denunciati? Non sempre i genitori hanno la forza di reagire chiedendo giustizia; tenendo conto - spiega sempre AmTrust - che la maggior parte delle denunce arriva diversi anni dopo la nascita!
E i danni accaduti in altre strutture? Il Ministero della salute cataloga ben 1386 di strutture di ricovero pubbliche e private in Italia…

La situazione è allarmante ma, per fortuna, si sta edulcorando un po’, stando alle cifre del 2018 che lasciano intravedere una lieve flessione, una inversione di tendenza.
Felicissimi per questa tendenza a ribasso, ma non possiamo stabilire se sia dovuta a un netto ed improvviso miglioramento delle condizioni ospedaliere, o magari agli effetti psicologici nefasti indotti dalla Legge Lorenzin (L.119/2017 sull’obbligo vaccinale), che ha fatto lievitare enormemente la pressione sia sulla classe medica che sui genitori, facendo sì che nessun camice bianco si arrischi più a parlare male dei vaccini (figuriamoci associargli un danno), e forse sortendo lo stesso risultato anche sulle denunce di malasanità!
Giusto oggi, ad esempio, leggiamo che in una sola settimana ben 4 neonati sono morti all’interno dello stesso ospedale di Brescia.[1]
Ovviamente la direzione sanitaria esclude l’esistenza di un nesso fra gli episodi. Il primario del centro Gaetano Chirico afferma: «Non è epidemia, non c’è alcun focolaio, il rischio è di generare timori e allarmi infondati».[2] Sarà sicuramente come dice, ma stranamente tutti i neonati erano ricoverati nello stesso reparto di terapia intensiva…
Anche perché lo stesso reparto era stato chiuso l’estate scorsa dopo la morte di un neonato per un’infezione causata da un misterioso germe.
Ricordiamo però che il problema nazionale è il morbillo e coloro che non si vaccinano!

 

[1] https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lombardia/brescia-un-altro-neonato-morto-in-ospedale-e-il-quarto-in-pochi-giorni_3184168-201902a.shtml

[2] «Brescia, neonato muore in ospedale per un’infezione: disposta l’autopsia. È il terzo caso in una settimana», https://www.corriere.it/cronache/19_gennaio_06/brescia-neonato-muore-ospedale-un-infezione-disposta-l-autopsia-terzo-caso-una-settimana-31ce2d30-119c-11e9-9792-87746038bd2f.shtml


Vincenzo D’Anna

All’insaputa di molti, nel nostro Paese si sta consumando una vera e propria battaglia tra coloro i quali invocano la libertà di proteggere il proprio corpo dalle ingerenze dello Stato etico, e quanti, all’opposto, sostengono questa specie di tiranno che pretende di stabilire quale sia il bene da garantire al popolo. Un’espropriazione forzosa, insomma, del diritto di auto-determinazione con i cittadini trasformati in “sudditi obbedienti”, ancorché in nome del bene che la Nazione intende garantire loro anche con la prassi della vaccinazione obbligatoria.

A nulla vale che ci sia un aperta violazione dell’art.32 della Costituzione che pure vieta l’imposizione di trattamenti sanitari. In questo caso però si tratta di ben altro, perché qui si paventa un imminente quanto inesistente pericolo epidemico che renderebbe obbligatoria la pratica vaccinale volta a proteggere la salute pubblica, che, in quanto tale, gode della priorità rispetto alle singole libertà individuali. Un ragionamento ineccepibile se fosse vera la premessa.

Fortunatamente, infatti, l’epidemia di morbillo di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi, è del tutto inventata e come fattore epidemico e pericoloso per la salute pubblica, è del tutto irrisoria. Non esiste la definizione di epidemia per patologie come il morbillo, malattia esantematica a prognosi fausta che ha infettato milioni di bambini e che ha indici di morbilità (numero di casi) e di complicanze gravi e/o mortali al di sotto di decine di altre ben più gravi patologie che pure falcidiano l’umanità. Allora da cosa discende questa “forzatura” scientifica e politica giunta addirittura a consentire all’Ordine dei Medici di radiare coloro i quali nutrivano perplessità e dubbi sulla sicurezza, non sulla efficacia si badi bene, della pratica vaccinale? Perché stuoli di medici sono stati zittiti con il bastone quando la Scienza, fin dal giorno in cui è nata, si è sempre basata sul dubbio, sull’indagine, sull’accertamento continuo fatto di studio, approvazione o confutazione dei saperi acquisiti o tramandati da studiosi di epoche precedenti? Perché per i vaccini si dovrebbe tornare alla teoria Aristotelica dello Ipse Dixit, cioè della verità assoluta ed immutabile, in aperto contrasto con la scienza moderna?

Eppure l’Epistemologia (ricerca della verità) scientifica ci insegna che tutto progredisce per conferme oppure falsificazioni dei risultati.

Perché, allora, si ha paura di quanti avvertono che i vaccini non sono sicuri fino a quando non si scoprirà la loro esatta composizione, quella degli additivi, dei conservanti, degli adiuvanti e degli scarti di produzione di cui essi sono composti? Perché iniettarli nei corpi di bimbi appena nati oppure ad appena tre mesi di vita, quando il loro sistema immunitario e le difese organiche sono notoriamente immaturi ed incompleti? Perché, nonostante le polemiche, l’Aifa (Agenzia per il Farmaco) non pubblica gli esami di certificazione e di qualità che sono per legge propedeutici alla commercializzazione di medicinali come, appunto, i vaccini che presentano eventi avversi anche gravi e mortali, come le stesse avvertenze allegate ammoniscono? Perché sostanze come alluminio (nelle creme) e formaldeide sono state ritirate dal commercio in quanto tossiche ma intanto continuano ad essere presenti nei vaccini?

Di recente ricerche commissionate e pagate da un’associazione di genitori contrari all’obbligo vaccinale, hanno evidenziato che alcuni di questi prodotti conterrebbero decine di impurità e di sostanze potenzialmente tossiche e/o nocive e tuttavia gli scienziati hanno pensato bene di irridere tali analisi senza tuttavia esibire gli esami che pure gli organi di controllo di qualità e sicurezza avrebbero dovuto realizzare!

Come mai? E come mai il presidente dell’istituto superiore di Sanità si è dimesso perché in aperto conflitto d’interesse con decine di consulenze ben retribuite dai produttori di vaccini ed il tutto è stato fatto passare come una forma di protesta contro il governo reo di aver assunto posizioni anti-scientiste? Perché nonostante le varie denunce né le procure, né i Nas hanno agito per rendere pubbliche le procedure dei controlli di legge? Perché si continua a tollerare un lacuna giuridica che consente ai produttori di vaccini di non dover eseguire tutti gli esami sul prodotto finito?

Sono questi i quesiti sistematicamente ignorati da stampa e mondo accademico in Italia dove una schiera di pseudo esperti dà per vero e provato quel che forse vero e sicuramente provato non è. È nell’interesse dei cittadini ignorare queste cose?

Nel nostro Paese c’è molta gente che teme per la libertà ma essendo la libertà una conquista di tutti i giorni, non possiamo accettare che essa venga delegata agli interessi della politica politicante e della scienza finanziata e perciò tacitata dalla Big Pharma di turno.

Vincenzo D'Anna, Presidente Ordine Nazionale Biologi