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Marcello Pamio

Lo scorso sabato, il detenuto più protetto degli Stati Uniti, l’ebreo pedofilo Jeffrey Epstein, è stato trovato morto dalle guardie nella sua cella del carcere di massima sicurezza di New York.
Aveva provato a togliersi la vita solo pochi giorni prima, ma inutilmente.
Questa volta invece sembra esserci riuscito, anche grazie alla collaborazione dei suoi carcerieri…
Venerdì notte infatti senza alcun motivo i secondini hanno stranamente saltato i controlli che facevano ogni 30 minuti alla sua cella, come da protocollo, per trovarlo poi stecchito alle prime ore del mattino.
Per cui grazie all'assenza delle guardie, Epstein è riuscito ad impiccarsi.

Questa è la narrazione per gente stolta non in grado di pensare, e non entro nel merito se il cadavere fotografato sia quello di Jeffrey Epstein o di uno che gli assomiglia, perché me ne sono già occupato, ora la cosa interessante è la presa di posizione di Donald Trump.
Il presidente (che ha sostituito alla Casa Bianca Killary Clinton) ha sparato su Twitter delle accuse pesantissime: «Jeffrey Epstein aveva informazioni su Bill Clinton e ora è morto».
In pratica è una cospirazione e la sua morte è in qualche maniera collegata a Clinton.

Si riferisce al fatto che tra le 2000 pagine sequestrate ad Epstein e ora nelle mani della Procura di NY, Bill Clinton è citato parecchie volte. Avrebbe partecipato a numerose festine private sull'isola di Epstein e volato almeno 27 volte sul Lolita Express, il Boeing privato che trasportava la crème della crème assieme a bambine minorenni!
Certamente Clinton non è l’unico che sicuramente ha gioito e festeggiato per la morte in carcere del miliardario, perché nella sua agenda i nomi riportati erano tantissimi e di altissimo livello.
Notizia di ieri del DailyMail britannico, anche il patron della Microsoft, Bill Gates, avrebbe volato sul Lolita il 1 marzo 2013 fino a Palm Bech assieme ad Epstein…

Ma quello che ha spinto The Donald ha denunciare l’accaduto è la conoscenza della lunga scia di ombre scure che proiettano i coniugi Clinton…
Già nel 2016 la CBS di Las Vegas aveva pubblicato un elenco delle persone in contatto e in rapporto con la coppietta Bill e Hillary Clinton morte in circostanze assai misteriose.
Una «dead-pool», cioè una «lista nera» di cadaveri segue l’ex presidente e la sua consorte dagli anni Novanta ad oggi. E non stiamo parlando di qualche caso sporadico, ma di circa 48 cadaveri, tra cui ben 12 guardie del corpo!
Dobbiamo aggiungere all'elenco anche Jeffrey Epstein? Oppure il suo sosia?

Per l'elenco completo dei nomi:

"L'elenco completo delle persone collegate ai Clinton morte in circostanze misteriose o ‘suicidatesi’ prima di testimoniare",  https://comedonchisciotte.org/lelenco-completo-delle-persone-collegate-ai-clinton-morte-in-circostanze-misteriose-o-suicidatesi-prima-di-testimoniare/ 

 


M.P.

E’ così difficile da comprendere che il cervello è appiccicato, adeso, attaccato, connesso e legato indissolubilmente al corpo? Sembra proprio di sì, e per qualcuno è quasi impossibile da concepire.
Del resto può essere comprensibile nel caso non venga usato se non per soddisfare i «bisogni vitali e fisiologici» in una sopravvivenza simile a quella di un animale in cattività: oppure potrebbe balenare il “sospetto”, ma solo momentaneo, che forse il cervello possa servire anche ad altro.
Anche chi nega questa ipotesi deve ammettere che l’uomo si può permettere il lusso di non pensare di respirare, bere, mangiare, digerire, defecare, dormire, ecc., perché qualcuno lo fa al suo posto.
Questo qualcuno è appunto il cervello! E’ il cervello infatti che genera il desiderio di “mangiare” (“fame”), di “dormire” (“sonno”), ecc., in maniera “autonoma” e soprattutto gratuita.

Ma l’uomo, nella sua stupidità e avidità, ha deciso che questo sistema “perfetto”, questo motore che pilota alla perfezione la nostra evoluzione da oltre 4 milioni di anni, non controlla alcune parti del corpo o se le controlla, questo avviene solo in alcuni momenti. Sembra cioè che il cervello sia in relazione e controlli solo “una parte”, ma non tutto, lasciando il resto al “caso”.
Esattamente come se la CPU di un computer decidesse di gestire il modem ma non la stampante, il monitor, ma non il mouse. Sarebbe follia allo stato puro in un organismo vivente.

Ed ecco che ad un certo punto arriva la cosiddetta «malattia», questa sconosciuta.
Tutti d’accordo, per esempio, che il cervello regola la funzione cardiaca, ma, se per caso il cuore inizia a «battere male» allora non è più il cervello l’origine dell’alterazione, ma il cuore stesso.
Tutti d’accordo che è il pancreas a produrre insulina e/o glucagone su “comando” del cervello, ma se si sviluppa il diabete la colpa è del malfunzionamento della ghiandola, per cui viene infusa insulina di sintesi, senza preoccuparci dell’organo supremo di comando.
E così via all'infinito, tanti sono gli esempi.

Se a questo punto qualcuno prova ad ipotizzare e dimostrare che è il cervello a comandare ogni singola cellula, organo e apparato del corpo, viene deriso e attaccato come fosse uno scemo o un ciarlatano.
Eppure…il Sistema Nervoso Autonomo CONTROLLA TUTTO, raggiunge ogni più piccola parte dell’organismo, perfino il sistema immunitario attraverso il torrente circolatorio.
Certamente non può essere un caso che la glia e il sistema immunitario derivano entrambi dallo stesso tessuto embrionale! La glia costituisce il 60% almeno del Sistema Nervoso e di quello immunitario, il quale produce citochine e altre sostanze che possono scatenare l’inferno o generare il paradiso.
Già il compagno di Candace Pert ipotizzò negli anni ’90 che il sistema immunitario fosse una specie di “digitazione” del cervello funzionale, sempre pronto ad informare il cervello di quello che accade in periferia, per poi inviare ordini di conseguenza.

Dovrebbe essere ovvio, ma non lo è, che nell'organismo umano prima vi sono i «segnali elettrici» poi quelli «chimici», e che senza corrente elettrica nel cervello il corpo sarebbe un cadavere!
Però se ti ammali, per esempio di leucemia (o di una qualunque altra malattia) il problema sta nel linfocita ovviamente, piuttosto che nel fegato o nel polmone (per le altre patologie) ...
Tutto funzionava perfettamente sino a pochi istanti prima, poi all'improvviso qualcosa cambia funzione e questo qualcosa deve essere combattuto con ogni mezzo a disposizione.

Il linfocita, che rappresenta la cellula che «ci mette in relazione» con tutto ciò che l’organismo conosce, ad un certo punto si «ammala», cambia forma e numero.
Risultato per la medicina: si è malati!
Anzi, il tessuto malato è il midollo, la centrale da cui si originano i linfociti.
E noi cosa facciamo? Senza ancora aver compreso la causa, senza saperne il perché, lo disintegriamo!
Oppure, come nelle nuovissime e costosissime terapie, si preleva il linfocita, si modifica il DNA (di cui non conosciamo nulla), si aggiungono dei recettori vari, e poi si «rimette» dentro il sangue del malato…
Ma quanto vive uno di questi linfociti? Non si sa.
Quello che però gli esperti sanno è la percentuale di successo: da 35 a 40 % nel migliore dei casi. Questo ovviamente nei pazienti che rispondono alla cura (cosiddetti «responder»), cioè quelli che reagiscono bene, ma in quelli «no responder» come la mettiamo?

Come mai invece, stando agli studi sempre decantati e osannati dai media, la sopravvivenza della leucemia linfoblastica acuta dopo la chemioterapia rasenta il 95%? Mistero.
Ci saranno recidive? Nessuno lo sa.
E’ una terapia definitiva? Nessuno lo può stabilire.
L’unica certezza è il costo: circa 1 milione di euro a terapia. Stiamo parlando della nuovissima terapia CAR-T.
Non è un po’ strano che l’establishment medico-scientifica sperimenti su cavie volontarie delle nuove terapie (costosissime) quando hanno a disposizione la chemio che (secondo loro) garantisce il 95 % di remissione della malattia? Forse qualcosa non torna…

Un’altra cosa che non torna è il fatto che tranne pochissimi casi, nessuno indaghi seriamente sull'unità centrale di controllo: il cervello appunto.
Tornando alla leucemia linfoblastica acuta, come mai è tipica dell’età pediatrica? E’ un caso che sia il tumore più frequente nei giovani.
Non potrebbe essere che sia il cervello a decidere di aumentare, diminuire, modificare i linfociti perché c’è «qualcosa da sistemare» nel modo che ha il bambino di «relazionarsi»? Proprio nel periodo in cui il piccolo dell’uomo impara a «relazionarsi», ad «esistere», e lo fa nella relazione e dalla relazione con i genitori. Sono infatti i genitori che danno al figlio il «diritto di esistere», il «diritto di vivere», permettendogli e insegnandogli a relazionarsi.
Perché prima di intossicare una creatura con chemioterapie varie, i luminari o i baroni di turno non si prendono la briga di indagare cosa stesse succedendo in famiglia, e cosa stesse vivendo quel bambino? Si sentiva amato, desiderato e voluto, oppure no? Si sentiva in «diritto di esserci» e di «esistere»? Sono semplici domande, ovviamente.
Se non mi sento in «relazione» con qualcuno, non potrebbe essere il cervello che ordina la produzione maggiore di quelle cellule che casualmente creano proprio la «relazione»?


Marcello Pamio

Finalmente la maternità surrogata a fini commerciali è diventata illegale!
Purtroppo una simile rivoluzione morale e sociale non è avvenuta nel democratico ed evoluto Occidente, ma in India.
Il Parlamento indiano ha infatti approvato un provvedimento che vieta in tutto il Paese la maternità surrogata per scopi commerciali: è permessa solo tra persone della stessa famiglia e solo per le coppie di indiani sposate da almeno cinque anni che non abbiano altri figli viventi. 
De facto, in un sol colpo la bacchetta legislativa ha messo illegali e fuorilegge oltre 30.000 cliniche private! 
Una straordinaria lezione di civiltà e amore per la Vita, in tutti i suoi aspetti, arriva dal mistico e leggendario paese. Un segnale di Luce che poteva arrivare solo da una terra lontana molto complessa e sfuggente pregna di contraddizioni.
L’India era una meta tra le più ambite al mondo per le coppie in cerca di figli, perché le povere donne indiane affittavano l’utero a prezzi molto più bassi rispetto ad altri paesi.
Non è un caso infatti che più ci si sposta nei Paesi poveri e meno le donne guadagnano per una gestazione su commissione.
Ma di cosa stiamo parlando?

Donne disperate che a causa dell’indigenza (molte hanno diversi figli e nulla da mangiare) vendono il proprio utero per denaro.
Questa è l’amara realtà che si spiaccica sulla faccia di tutti quegli idioti che continuano ancora a parlare di gesto d’amore e di altruismo.

Donne disperate che firmano un contratto legale che le costringe a cedere agli acquirenti UNA CREATURA SANA dopo la gravidanza. Se invece disgraziatamente il bambino non risulta essere sano o abortiscono oppure se lo tengono senza l’ombra di un soldino!

Donne disperate alle quali vengono impiantati fino a cinque embrioni (fecondati in vitro) alla volta, e se per caso vivono tutti, i Mengele della clinica selezionano il numero in base alle scelte dei compratori (uno, due o più figli) uccidendo con l’aborto tutti gli altri, anche se la madre surrogante è disposta a tenerseli!

Donne disperate prive di alcuna assicurazione sanitaria sono costrette al parto cesareo per ridurre i rischi del parto naturale che potrebbe danneggiare la “merce” (bambini).

Donne disperate vengono ogni anno reclutate dalle cliniche illegali per “donare”, in cambio di qualche bigliettone verde, i propri ovuli che saranno impiantati alle fattrici. Sono ragazze giovanissime senza alcuna tutela medica, costrette per mesi a cure ormonali pesantissime che mettono a rischio non solo la loro salute ma anche la stessa vita.

Il business dietro la maternità surrogata è tanto considerevole quanto drammatico, e dovrebbe spingere l’opinione pubblica a riflettere sulle derive dell’attuale politica. 
Dietro il “gesto d’amore” o il “gesto altruistico” si nascondono invece tragedie umane inenarrabili.
Sofferenze, dolori, morti, abbandoni e condizioni di vita devastanti spingono donne disperate ad accettare di affittare il proprio corpo per fare figli per i ricchi del mondo.
Il corpo sacro di una donna viene sfruttato per ottenere il massimo profitto, e la Vita sacra che cresce dentro il grembo è diventato un semplice pacco da consegnare integro al mittente!

 

Per approfondire

«Utero in affitto: l’India ferma il business della surrogata. Fuorilegge oltre 3000 cliniche private», https://revoluzione.unoeditori.com/utero-in-affitto-lindia…/


Marcello Pamio

«Il cervello è in grado di modificare la propria mappa neuronale
e il proprio funzionamento, in risposta all’attività fisica e
all’esperienza mentale»
"Le guarigioni del cervello", N. Doidge

«Mens sana in corpore sano», è la famosissima frase scritta nel I secolo d.C. dal poeta latino Giovenale.
Ma non tutti conoscono la frase completa riportata nelle Satire (X, 356): «Orandum est ut sit mens sana in corpore sano», che tradotto significa «Bisogna pregare affinché ci sia una mente sana in un corpo sano».
Aveva ragione da vendere Giovenale, oggi più che mai, anche se sono passati quasi duemila anni, infatti bisogna pregare tantissimo e con molta intensità perché il livello di salute mentale è gravemente minacciato. E non solo quello mentale, ma anche quello del fisico.
Il riferimento è all’attuale situazione della società moderna.

Una volta l’attività lavorativa principale consisteva nel curare la terra e i campi, per cui si stava sempre all’aperto sotto le intemperie e il sole, costringendo il corpo a muoversi e a sudare.
Oggi le persone sono rinchiuse come carcerati in piccoli uffici illuminati da neon, per cui gli unici movimenti che fanno consistono nell’usare il braccio per portare alla bocca il caffè della macchinetta durante la pausa, e da seduti polso e indice per azionare il mouse.
Il sole, se questi lo vedono, è a scacchi, oppure in qualche film.
Possiamo quindi stupirci del livello di salute medio della popolazione?
Assolutamente no… e questo purtroppo riguarda tanto più i giovani.

Sempre fino a pochi anni fa, i bambini potevano fare le classiche cose da bambino: correre e giocare per le strade e le vie delle città, volare giù dagli scalini della chiesa con lo skateboard finendo, per scappare dalle ire del prete, con una slogatura ad una caviglia o un braccio rotto.
Ma erano liberi e felici. L’unico modo per bloccare un bambino sano e tenerlo chiuso in casa era un febbrone da cavallo o una malattia esantematica: tutto il resto non era un impedimento, e pur di uscire si facevano carte false...
Oggi i bambini (ipervaccinati) non possono più scendere per le strade a giocare liberamente perché tra automobili, virus, buco dell’ozono, smog, espiantatori di organi e pedofili il rischio è troppo grande. Ma anche se volessero non possono perché sono quotidianamente oberati di compiti, letture, esami, ricerche, tesine e quando finalmente mettono il naso fuori da casa è per andare a ripetizione di inglese, a lezione di karate o pianoforte, al saggio di danza o partecipare a qualche concorso di bellezza.

Questa è la giornata tipo del giovane del Terzo Millennio: movimento fisico pressoché zero!
Per la verità non è proprio zero, perché le dita della mano sono diventate negli ultimi anni molto prensili per poter navigare meglio nel web e scrivere velocemente messaggi con whatsapp…
Il paradosso è che i bambini di oggi non sanno camminare e neppure correre, ma smanettano con lo smartphone alla velocità della luce.
La cosa più incredibile è che la nostra società, invece di cercare di compensare questi gravissimi squilibri, è strutturata proprio per perpetrare simili abomini.
Mi riferisco allo sviluppo e all’evoluzione tecnologica in merito ai giochi di movimento.

Come detto prima: skateboard, monopattini e pattini a rotelle permettevano ai giovani di fare un’attività fisica ottimale. Oggi invece non è più così perché in commercio troviamo diavolerie assolutamente folli e disumane come l’overboard, il monopattino elettrico e addirittura lo skateboard elettrico!
L’overboard è quella specie di tavoletta con due ruote laterali sulla quale basta starci sopra in equilibrio per muoversi. Tecnologia stupenda, direbbe un cervello poco sveglio o il proprietario della ditta che li produce, ma la Natura ha strutturato l’uomo per muoversi!
Se non ci si muove, verranno perse le funzioni: tutto quello che in Natura non viene usato infatti, la Natura lo abbandona. Sono leggi ferree.
Per cui oggi è abbastanza frequente vedere in giro per le città bambini e ragazzi immobili come mummie muoversi sopra queste follie tecnologiche, per non parlare delle altre diavolerie come monopattino e skateboard elettrici!

Da che mondo e mondo, sia il monopattino che lo skateboard sono sempre stati attività eccelse per quanto riguarda il movimento, e non è un caso infatti che esistano gare sportive dedicate.

Ma vedere giovani che montano sopra uno skateboard elettrico e invece di spingersi con tutta la forza che hanno nelle gambe, l’unico movimento che riescono a fare è quello di accendere il telecomando wifi che comanda il motorino elettrico agganciato alle rotelle, è come bestemmiare in chiesa durante la comunione.

Movimento & cervello
Grandissimi illuminati del mondo della pedagogia, come Maria Montessori e Rudolf Steiner, hanno sempre sottolineato l’importanza del movimento (delle mani ma non solo) per un sano sviluppo del cervello, e quindi del mondo dei pensieri.
Ce lo confermano oggi i più recenti studi di neuropsichiatria e neuroscienze.
La dimensione motoria, cioè il movimento in generale, è fondamentale per lo sviluppo cognitivo: l’apprendimento è infatti collegato all’esperienza diretta, sensoriale. 
Attraverso l’osservazione e soprattutto il movimento, vengono elaborati principi necessari per lo sviluppo cognitivo.
Tramite il movimento il bambino apprende e memorizza informazioni che altrimenti sarebbe impossibile per lui interiorizzare. Questo è il motivo per cui in alcuni Paesi come Francia e Germania, da alcuni anni si insegnano le lingue proprio attraverso il movimento: a lezione i piccoli ripetono i vocaboli muovendosi, facendo delle azioni concrete, delle scene anche teatrali…
Infine va ricordato anche che il cervello per attivare i propri circuiti nervosi ha bisogno che il corpo si muova, solo così riceve quei principi nutritivi di cui ha bisogno! 

Conclusione
Se il movimento del corpo struttura e sviluppa i delicatissimi e complessi processi cognitivi: che tipo di mondo stiamo creando? Un mondo costituito da giovani immobili e bloccati sia nel corpo che nella mente? Viene in mente la visione di George Romero: un mondo fatto di morti viventi che si spostano dentro i centri commerciali con le rotelle elettriche.

Giovani che non sono più in grado di muovere il proprio corpo in modo naturale, se non attraverso ausili e apparecchiature elettriche; che non escono da casa perché sono connessi e immersi costantemente nel web…
Il mondo ideale per chi brama il Potere e il controllo globale…


Marcello Pamio

«Investo nelle persone,
che siano politici o scienziati».
Jeffrey Epstein

Sabato 6 luglio scorso il miliardario Jeffrey Epstein è stato arrestato all’aeroporto di Teterboro, in New Jersey, di ritorno da un viaggio in Francia sul suo aereo privato.
Era già stato fermato qualche anno fa, ma ora per la Procura di New York rischia fino a 45 anni di carcere per traffico sessuale e associazione a delinquere finalizzata al traffico sessuale.
Tenendo conto che è nato 66 anni fa, per lui equivarrebbe ad un ergastolo.
Il miliardario avrebbe sfruttato sessualmente decine (forse centinaia) di ragazzine minorenni, abusando di loro nelle sue abitazioni a Manhattan e Palm Beach in Florida.
L’FBI ha trovato foto incriminanti di minori dentro la sua cassaforte nella reggia di Manhattan.

Epstein ha sempre avuto il pedovizietto, e nel 2006 venne incriminato proprio per questo motivo, ma nonostante la gravità delle accuse finì a piede libero.
Secondo un’indagine del «Miami Herald», basata sui racconti delle presunte vittime rintracciate negli anni, almeno 80 donne hanno detto di essere state molestate da Epstein dal 2001 al 2006.
Erano quasi tutte ragazze povere, che provenivano da famiglie disagiate e problematiche o che vivevano in orfanotrofio; il mostro miliardario sapeva sfruttare la loro debolezza e il loro bisogno di denaro. Alcune giovani erano traumatizzate dal suicidio di genitori o amici, altre avevano madri picchiate da padri e compagni, o padri che le molestavano e picchiavano.
In tutto l’FBI raccolse i racconti di 36 ragazze che erano state molestate ma negli anni emersero nuove testimonianze che fanno pensare che le ragazze fossero almeno un centinaio.
L’inchiesta portò ad un’accusa federale di 53 pagine, che come vedremo finì a tarallucci e vino.
Ora però le cose sembrano mettersi male per Epstein…

Chi è Epstein?
Jeffrey Epstein proviene da una famiglia ebraica di Coney Island, New York.
Subito dopo aver abbandonato l’università iniziò a lavorare nella finanza con il compito di consigliare i clienti più ricchi sulle migliori strategie fiscali. Nel 1982 fondò una sua società di gestione finanziaria, la «J. Epstein & Co», poi diventata «Financial Trust Company».
Negli anni a seguire divenne miliardario e questo gli permise di instaurare quei legami con personaggi del mondo dello spettacolo, uomini d’affari e potenti, che diventeranno molto utili per il suo pedo-vizietto.
Epstein possiede una delle Isole Vergini (luogo esotico ideale per feste con bambini) e case nell’Upper East Side di Manhattan (appartamentino da 57 milioni di dollari, di circa 2000 metri quadrati in centro a New York), Parigi, New Mexico e a Palm Beach in Florida.

Il Sistema-Epstein
Epstein era noto non per il suo fondo, ma per le festine molto speciali che organizzava, del tipo «bunga-bunga».
La partecipazione alle feste era costosissima, e infatti per rientrare nell’elenco degli invitati si dovevano sottoscrivere quote, a parecchi zeri, del suo fondo offshore nelle Isole Vergini.
I soldi venivano ampiamente ricambiati, perché alle festicciole, oltre allo champagne, vi erano dei ricchi e pregiati cotillon: bambini e bambine a scelta!
I ricconi che partecipavano potevano essere agganciati da qualche ragazzina, oppure, cosa più facile, erano loro a scegliere la preda o le prede...

Il «Sistema-Epstein» funzionava perfettamente perché era protetto e supervisionato dai servizi segreti…
Le sottoscrizioni al suo fondo avrebbero dato delle garanzie: essendo in un paradiso fiscale non era obbligato a fornire la lista dei nomi, garantendo la totale sicurezza, e poi un fondo gestito in un paradiso fiscale giustificava le ingenti commissioni richieste.
Era un sistema apparentemente perfetto.
Oggi possiamo dire quasi perfetto, visto che Epstein si trova in carcere, e stando ad indiscrezioni sembra voler vuotare il sacco agli inquirenti elencando i nomi delle persone coinvolte nel losco giro di prostituzione minorile. Il tutto per avere una riduzione della pena, non superiore ai 5 anni.

La situazione di Epstein non è delle migliori e non mi riferisco alla vergognosa accusa di traffico sessuale (chiamiamolo con il vero nome: pedofilia), ma ai nomi dei personaggi interessati: nella sua agenda personale Epstein aveva i contatti diretti con la creme della creme, con pezzi da novanta come l’ex presidente Bill Clinton (secondo le registrazioni dei piani di voli ottenuti da Fox News nel 2016, Clinton avrebbe viaggiato almeno 26 volte sul famigerato jet), Tony Blair, il principe Andrea del Regno Unito (duca di York), Kevin Spacey, Alec Baldwin, Dustin Hoffman, Naomi Campbell, Bernie Ecclestone, Rupert Murdoch, Peter Soros (nipote di George Soros), Woody Allen, Henry Kissinger, Edouard de Rothschild ed Evelyn de Rothschild, e moltissimi altri, stiamo parlando di centinaia di nomi importanti.


[una pagina dell'agenda di Epstein]

Va precisato a questo punto che avere il proprio nome scritto nell’agenda di Epstein non significa necessariamente essere un pervertito. Toccherà ora agli inquirenti stabilire i collegamenti e le responsabilità, anche se i nomi sono così altolocati che il rischio che l’indagine finisca in un cassetto chiuso a chiave è molto alto.
Nell’agenda poi figurano anche moltissimi nomi italiani!

Lolita Express
«Lolita Express» è il nome del Boeing 727 privato di Epstein, con il quale trasportava minorenni per poi molestarle e violentarle nelle sue residenze di super lusso, dalle Isole Vergini al ranch di Stanley in New Mexico.
Ma l’aereo non serviva solo per trasportare vip e «carne da macello», perché anche in volo poteva accadere di tutto. D’altronde c’è posto al mondo più sicuro di un volo transatlantico?


In passato, come detto prima, Epstein riuscì a patteggiare segretamente solo 13 mesi di carcere (trascorsi in condizioni privilegiate) nonostante fosse accusato di aver abusato sessualmente oltre 30 minorenni.
L’accusa parlava chiaro: prima si faceva massaggiare, «poi le molestava e le abusava sessualmente». Alla fine buttava sul letto 100-200 dollaroni e convinceva le sue vittime a reclutare altre adolescenti, per ripartire con un nuovo giro di soprusi.

Si dichiarò colpevole solo di due accuse statali per prostituzione, fu registrato come «sex offender», risarcì le vittime identificate ma evitò il processo federale, ottenendo l’immunità per sé e i suoi complici. E questo grazie ad Alex Acosta, che all’epoca era Pubblico Ministero della Floria, e oggi è Ministro del Lavoro dell’amministrazione Donald Trump.
Ma un giudice federale della Florida ha stabilito che quel patteggiamento era illegale in quanto le vittime non furono informate, mettendo in imbarazzo il governo Trump. Imbarazzo finito qualche giorno fa con le dimissioni ufficiali di Alex Acosta!


[Alex Acosta, Ministro del lavoro]

Si dice che Acosta avrebbe ricevuto ordini dall’alto di non perseguire Epstein: era sì un pedofilo, ma ben protetto dai servizi segreti perché poteva ricattare i potenti con i video di loro assieme ai bambini.
Non è dato sapere quali sarebbero questi servizi: Cia o Mossad (o entrambi) anche se le prove propendono verso l'intelligence ebraica, e questo non solo per le origini di Epstein, ma anche per le ambigue amicizie...
Per esempio la sua socia e complice è “madame” Ghislaine Maxwell, la tenutaria di bordelli. E' la figlia del patron dei media britannici, Robert Maxwell (Mirror Group,  Pergamon Press)  e dell'informatica (Sinclair), oltrechè noto agente...(1) 
Secondo Robert Steele, esperto informatico ed ex agente della CIA, che assieme a Bill Bonney (informatico della NSA)  collabora con Trump contro il Deep State, Epstein sarebbe un agente clandestino del Mossad, assistito dalla  operativa clandestina Ghislaine Maxwell, con la missione di incastrare (grazie a riprese video dei rapporti pedofili) politici statunitensi, magistrati, celebrità, pubblici accusatori e capi di grandi imprese...
Sempre per Steele, anche Leslie Wexner, il miliardario padrone dell'impero dei reggiseno, Victoria’s Secrets, colui che ha regalato (per 1 euro) ad Epstein la casetta da 40 stanze in stile rinascimentale a Manhattan, sarebbe un agente molto attivo del Mossad.(2)
Wexner è viene definito dai media leccapiedi (esattamente come per George Soros) “filantropo”: ha fondato e finanzia la "Wexner Foundation", che ha il compito di “rafforzare la leadership ebraica”, sia con borse di studio a studenti che vogliono un master in studi rabbinici, sia a funzionari pubblici israeliani a cui paga un master in amministrazione pubblica presso la  John F. Kennedy School of Government dell’Università di Harvard...(3)
Comunque sia, Mossad o Cia per qualsiasi agenzia d'intelligence deviata, avere tra le mani i segreti inconfessabili di personaggi che contano, è grasso che cola...
Una persona ricattabile è un ottimo amico e alleato!

Vedremo se riusciranno a salvare ancora una volta la testa del miliardario oppure a “suicidarlo”.
Quale servizio d’intelligence non considererebbe un tesoro Epstein, con la sua potente clientela che caricava sul “Lolita Express” a fare sesso con bambine nella sua isola privata?

L’assassinio della senatrice dell’Arkansans
Si chiamava Linda Collins-Smith, aveva 57 anni, era stata fino al 2016 senatrice dell’Arkansas. 


L’hanno uccisa con diversi colpi di pistola il 4 giugno scorso, fuori da casa sua, nei pressi di Little Rock. Il tutto senza motivo apparente.
La cosa interessante è che la senatrice stava indagando di persona su casi di pornografia infantile in un giro criminale dell’Arkansas che comprendeva anche un traffico di affidi di bambini, con gravi responsabilità dei servizi sociali dello Stato.
Il teatro dell’omicidio è l’Arkansas, lo Stato dove i coniugi Clinton (abituali clienti di Epstein) hanno costruito le loro fortune, in modi molto discutibili. E la Collins era in procinto di denunciare Hillary Clinton stessa per tale gestione.

Epstein Vs Trump
Come nota «Bloomberg», Epstein era membro del Club di Trump, a Palm Beach, «Mar-a-Lago».
Donald lo conosceva bene e volò sul suo aereo almeno una volta.
«Conosco Jeff da quindici anni. Ragazzo fantastico» dichiarò Trump al New York Magazine nel 2002. «È molto divertente stare con lui. Si dice anche che gli piacciono le belle donne tanto quanto me, e molte di loro sono più giovani».
Donne giovani o bambine? Comunque sia, pare che ad un certo punto Donald Trump sia venuto a conoscenza della squallida condotta dell’amico e lo abbia cacciato dal club perché avrebbe «aggredito sessualmente una ragazza minorenne al club».

The Donald ha una genetica incapacità di fare politica nel modo consueto e “corretto” e un’immagine pubblica che attira come una calamita molte critiche. E’ bene ricordare che lui non doveva vincere le elezioni, perché la Sinarchia aveva riposto fiducia in Hillary Clinton.
Ma nonostante tutto è doveroso evidenziare che da quando Trump ha preso possesso della Casa Bianca, moltissimi scandali finanziari, sessuali, sanitari sono venuti e stanno venendo alla luce, soprattutto quelli riguardanti i bambini. Semplice casualità o Piano preciso?
Tutto propenderebbe verso la seconda ipotesi, e gli attacchi di Trump al «Deep State», cioè al cosiddetto «Governo ombra», sembrerebbero confermare.
In questa ottica si può capire perché il 21 dicembre 2017 il Presidente abbia firmato l’Ordine Esecutivo nr. 13818 dal titolo: «Executive Order Blocking the Property of Persons Involved in Serious Human Rights Abuse or Corruption», e cioè «Ordine esecutivo che blocca le proprietà delle persone coinvolte in gravi violazioni dei diritti umani o di corruzione».
L’Ordine vuole colpire chiunque si renda colpevole di violazioni dei Diritti Umani (quindi pedofilia e traffico di uomini) e di corruzione, non solo negli USA ma anche nel mondo intero. Quindi colpisce tutti, governi esteri inclusi e pure i loro funzionari. Tutti.

Trump (e coloro che lo consigliano) sa benissimo che l’abuso di minori venduti e la pedo-pornografia toccano i vertici più alti del Governo Ombra…
Quindi il suo è stato un chiaro e profondo segnale al marciume pedosatanista che si annida nei gangli cruciali del Sistema.
Vedremo fino in fondo quanto sono inseriti nelle sale comandi. Vedremo se riusciranno a mettere tutto a tacere anche questa volta.
Ma nonostante tutto, di riflesso o per induzione, gli scandali (magistratura, affidi, ecc.) stanno uscendo in tutti i Paesi, Italia compresa.

Conclusione
Qui da noi, dopo lo scandalo della pedofilia nella alte sfere del Vaticano, c'è stato quello incredibile della magistratura (il cui zampino esterno è abbastanza visibile) che ha portato proprio in queste ore alle dimissioni di Riccardo Fuzio, Procuratore Generale della Cassazione. Poi abbiamo visto venire a galla un Sistema criminale organizzato, gestito da assistenti sociali, psicologi e magistrati per strappare i bambini alle famiglie e darli per soldi ad amici.
Fino ad oggi tutti l’avevano fatta franca, ma adesso dopo l’arresto di Epstein e l’acquisizione dei file pedofili, con nomi e cognomi nelle mani dell’FBI, staremo a vedere gli sviluppi.
Nell’ultimo periodo abbiamo assistito anche ad arresti eccellenti per pedofilia sia tra fondatori di importanti ONG, sia tra consulenti UNICEF, come Peter Newell, autore tra le altre cose della «Convenzione dei diritti del bambino» approvata dalle Nazione Unite nel 1988. L’uomo è stato condannato a sei anni e otto mesi per le violenze inflitte per tre anni di seguito a un ragazzino.
Tutta questa serie di accadimenti e arresti speciali indicano una sola cosa: è in atto un vero e proprio Piano di pulizia profonda...

Speriamo che la gola profonda di Epstein si apra per cantare a voce alta tutti i nomi dei miliardari festaioli che pagavano per abusare dei poveri bambini, prima che qualcuno gli porti in cella il caffè «corretto Sindona»(4)…
Comunque sia, anche se riusciranno, come hanno sempre fatto ad insabbiare tutto, oramai il Re è completamente Nudo.

 

 

(1) (2) (3) "Il legame di Epstein con Mossad", Maurizio Blondet, https://www.maurizioblondet.it/il-legame-di-epstein-col-mossad/

(4) Michele Sindona è stato un faccendiere, banchiere e criminale italiano, membro della loggia P2. E’ morto il 22 marzo 1986 dentro il supercarcere di Voghera dopo aver bevuto un caffè dentro la sua cella. Anche se le Procure brancolano ancora nel buio, chiaramente si è trattato di un avvelenamento. Le cose che poteva testimoniare avrebbero fatto crollare metà Italia…

 


Marcello Pamio

Il numero crescente di bambini strappati dalle loro famiglie in Italia indica una cosa sola: esiste un vero e proprio Sistema Organizzato di Abusi!
Un Sistema in grado di speculare sulla vita di innocenti creature, in cui tantissime persone e professionisti, anche i più insospettabili, sono coinvolti: medici, psichiatri, psicologi, assistenti sociali, avvocati, magistrati, giudici, ecc.
I numeri sono a dir poco inquietanti.
Da una interrogazione parlamentare[1] del 2014 è emerso che nel solo anno 2010 i minorenni sottratti alle famiglie hanno raggiunto quota 40 mila (39.698)!
Queste creature sono state poi collocate dai Tribunali dei Minori in Centri di Affido Temporaneo o in altre famiglie (spesso amici degli amici), con un trend di crescita del 24% in più rispetto a 10 anni precedenti.

Si tratta di un business enorme: comuni e aziende sanitarie locali pagano per ciascun minore affidato una retta minima giornaliera che parte da 200 euro e spesso arriva a superare i 400 euro!
Tenendo conto di una media di 30.000 bambini all’anno strappati alle famiglie e una diaria di 200 euro (prendendo solo il valore più basso), il risultato è un affare colossale da oltre 2 miliardi di euro ogni anno.
Con cifre a nove zeri, il numero degli avvoltoi pronti a spolpare le piccole prede, cresce...Poco importa se in questo caso le vittime sacrificali sono delle innocenti creature.
Soldi che vengono spartiti appunto da una banda a delinquere in giacca, cravatta e camice bianco…

Gli unici a rimetterci, come sempre, sono i bambini e le famiglie alle quali queste creature vengono strappate con la forza e l’inganno, e il recentissimo caso di Bibbiano è esemplare.
Prima però di capire cosa è successo, si riportano altri casi precedenti molto rilevanti e probabilmente interconnessi: Veleno e Il Forteto.
La prima è un’inchiesta giornalistica di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli, che ha ricostruito le vicende di una presunta banda di pedofili (chiamati «Diavoli della bassa modenese») che alla fine degli anni Novanta portò all’allontanamento di 16 bambini dalle loro famiglie.
Molti dei genitori non hanno più rivisto i loro figli, alcuni si sono suicidati, altri sono espatriati, insomma, una storia terribile sotto ogni punto di vista. Nelle sette puntate pubblicate da Repubblica.it a partire dall’autunno 2017, Trincia e Rafanelli ricostruivano i fatti, mettendo in luce i molti dubbi sul ruolo svolto da assistenti sociali, psicologi e ginecologi durante le indagini, criticandone i metodi e ponendo pesantissime domande sulle conclusioni.

Il Forteto del Mugello
Le stesse domande le avremo anche dopo l’ultimo atroce scandalo avvenuto a Bibbiano e quello più datato accaduto a Il Forteto nel Mugello.
Questo ultimo si tratta di una comunità finita al centro di processi per «maltrattamenti» e «abusi sessuali» che hanno coinvolto il fondatore Rodolfo Fiesoli e parecchi suoi collaboratori.


Per moltissimo tempo, dagli anni Settanta in poi, è stata considerata una delle principali comunità di recupero per minori provenienti da famiglie disagiate, che venivano inviati dal Tribunale dei Minori di Firenze.

A questo punto va precisato che In Italia l’organico della giustizia minorile è composto da 782 magistrati, di cui 600 onorari (possono essere psicologi, medici, assistenti sociali, ecc.) che spesso risultano essere anche soci o collaboratori delle strutture di affido che percepiscono una retribuzione dallo Stato.
Quindi non è così strano quello che è emerso dalle indagini e cioè che l’allontanamento dei minori dalla famiglia era stato deciso da giudici onorari che ricoprivano anche la carica di presidente o vicepresidente delle associazioni alle quali tali minori venivano affidati, in un conflitto d’interessi a dir poco spaventoso!
Sapere che un giudice guadagna dal numero di bambini che vengono sequestrati è assai preoccupante per la società.

Tornando a Il Forteto, diverse volte questo centro è finito sotto la lente di scabrose vicende giudiziarie, con tanto di condanne pesantissime, ma nonostante questo ha sempre proseguito la sua attività, ricevendo continuamente fondi dallo Stato.
Come mai un centro in cui accadevano cose orripilanti («rapporti omosessuali obbligatori e disabili costretti a mangiare il proprio vomito»[2]) continuava ad essere sovvenzionato con denaro pubblico?

I politici e i magistrati non potevano non saperlo, eppure hanno taciuto, perché? Forse perché le “orecchie da mercante” fanno intascare soldi?
Non ci sono altre spiegazioni plausibili se non quella che il Sistema è ben ramificato e compenetra i punti nevralgici della politica, dei media, della magistratura, della finanza e ovviamente della sanità.
Non per dare una connotazione partitica, anche perché un ladro o un delinquente lo è di natura o lo diventa a prescindere dal colore della tessera partitica che ha in tasca, ma va detto che le regioni in cui sono avvenuti gli scandali citati sono tutte a gestione della cosiddetta sinistra…
Quindi non è ammissibile e soprattutto accettabile che i dirigenti del Partito Democratico non sapessero nulla, anche perché il detto “in Emilia non si muove foglia che PD non voglia” non l'ho certo inventato io...
Purtroppo il comportamento dei dirigenti del PD in questi ultimi giorni rinforza i cattivi pensieri. Invece di sguinzagliare i cani da guardia alla ricerca delle mele marce all’interno delle sezioni (se ovviamente ce ne sono) vogliono pagare (con i soldi degli iscritti) un pool di avvocati per intraprendere azioni legali nei confronti di chi li critica! Avete capito? Non rischia una denuncia chi maltratta, violenta, stupra i bambini, ma chi scrive in Rete dello scandalo di Bibbiano o del Forteto.
Sembra che a qualcuno non interessi proprio difendere i bambini, ma solo l’immagine del partito.

In effetti i parlamentari chiamati a esaminare le ragioni che hanno portato Il Forteto ad essere accreditato nonostante i provvedimenti giudiziari sono stati ben 40. Risultato? Come sempre il nulla cosmico, a parte la classica Commissione.
Dopo l’ok del Senato a settembre 2018, la Camera ha dato infatti il via libera all’istituzione di una Commissione Parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti a “Il Forteto”.
I media mainstream, come sempre accade su questi temi, ne hanno parlato solo marginalmente! Anche in queste ultime settimane, solo pochissimi quotidiani nazionali ne hanno parlato, uno tra tutti "La Verità" che ha riempito pagine e pagine sul vergognoso accadimento a Bibbiano. Mentre i grandi giornaloni, da "Il Corriere della sera" alla "Repubblica", passando per "La Stampa", erano troppo occupati a osannare la mirabolanti manovre della nave See Wacth-3, per dare spazio alle violenze sui bambini.

Dulcis in fundo, lunedì 1 luglio 2019 alle ore 21:23, qualcuno si è preso la briga di cancellare da Wikipedia il file in pdf della «Commissione Inchiesta Forteto», per cui oggi il documento ufficiale nella banca dati non esiste più!

Per quale motivo ci si deve scomodare a cancellare un’inchiesta ufficiale su Forteto?
Forse perché il recente scandalo di Bibbiano potrebbe riportarlo alla memoria? Ma se per qualcuno è un problema riportarlo in luce significa che i delinquenti che stanno dietro a Bibbiano sono gli stessi - o ne usano il medesimo sistema - di quelli che stavano dietro al primo!

Lo scandalo di Bibbiano
Per comprendere il caso di Bibbiano, è necessario fare un salto indietro nel tempo fino al 2015, perché già in quell’anno in Commissione Parità l’allora Garante per l’infanzia e l’adolescenza Luigi Fadiga mise in evidenza numeri che dimostravano come la situazione delle vittime di violenza in Val d’Enza fosse «fortemente critica». Val d’Enza e Bibbiano sono sempre in Reggio Emilia.
Nonostante queste «criticità» sottolineate dal garante, la Regione NON si attivò per risolvere nulla e neppure il successore alla carica di Garante regionale approfondì la questione. Come mai, nonostante le segnalazioni, nessuno mosse un dito?

Lo denuncia forte e chiaro l’interrogazione in Regione di Silvia Piccinini del Movimento 5 Stelle.
In pratica i rappresentanti istituzionali della Regione avevano preso a modello il sistema dell’Unione Val d’Enza per le politiche sociali per i minori.
E chi troviamo a dirigere questi delicatissimi servizi sociali dell’Unione?
Una certa Federica Anghinolfi, sulla quale la Procura sta indagando e che sembra aver giocato un ruolo centrale in tutto il perverso meccanismo.
Sentita in Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza il 14 luglio 2016, la Anghinolfi dice: «Per quanto riguarda la Val d’Enza, è un’Unione che ha 62.000 abitanti, 12.000 dei quali minorenni; in carico come area della tutela ne abbiamo circa 900, di questi circa 90 sono vittime di abusi sessuali, gravi maltrattamenti, violenza assistita e violenza psicologica».[3]
Una percentuale incredibilmente alta di bambini sotto tutela.
Troppo alta per essere vera!

Nel 2015 - si legge sempre nell’interrogazione - il Garante delineò in Commissione una situazione problematica sul distretto, con 13 minorenni vittime di violenza. Presenti a quella seduta c’erano il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, la responsabile dei servizi sociali Federica Anghinolfi e l’assistente sociale Francesco Monopoli, tutti e tre oggi agli arresti domiciliari.
Quindi coloro che avrebbero (usiamo il condizionale nell'attesa della Procura) commesso attività illecite a danno dei minori sono gli illustri rappresentanti del settore sociale invitati ad affrontare proprio il tema della violenza sui minori!
Se il controllore e il controllato sono la medesima persona, siamo di fronte alla classica follia all’italiana.

«C’era qualcosa che non andava nei servizi, ma noi avevamo le mani legate», a parlare Natascia Cersosimo infermiera e capogruppo del Movimento 5 stelle nell’Unione Comuni Val d’Enza.
Sia come politico che come infermiera aveva ricevuto segnalazioni da parte di madri e nonne, ma «purtroppo non avevamo prove concrete», racconta.
«Nel luglio 2018 in Consiglio ci è stata sottoposta una variazione di bilancio in cui si spostavano 200mila euro sul capitolo di spesa affidi e case-famiglia. Controllammo i dati e ci sembrò strana l’esplosione negli ultimi due anni dei casi di abuso e dei costi per gli affidi».

La macchina aveva iniziato a macinare strada, cioè a reperire «carne da macello» per essere poi “lavorata”. L’aumento dei casi di abuso nella regione ne era la prova: o di punto in bianco le famiglie emiliane erano diventate tutte violente, oppure qualcuno stava creando ad arte questa violenza...
Ma veniamo alla cronaca vera e propria: cos’è realmente successo a Bibbiano?
In pratica il Sistema metteva in atto un meccanismo diabolico: accusavano i genitori di pedofilia e/o violenza e/o maltrattamenti, con lo scopo di portare via i loro figli, usandoli come merce negli affidi.

Il copione
Il copione era sempre il medesimo: ad una banale segnalazione o ad una minima «rivelazione del bambino all’insegnante» relativa ad una difficile situazione in famiglia seguivano immediatamente una serie di accertamenti e provvedimenti volti a separare definitivamente il minore dalla famiglia.
Il primo passo era quindi l’allontanamento del piccolo per opera dei servizi sociali, poi partivano a raffica le relazioni (false e tendenziose) da parte di assistenti sociali all’autorità giudiziaria minorile e alla Procura della Repubblica.
Una volta messa in moto la locomotiva è assai difficile fermarla, per via della forza inerziale.

Ma affinché il treno corra lungo i binari, cioè tutto proceda nella direzione giusta, il Sistema per forza di cose deve poter contare sull’appoggio e la collusione di molte persone: medici, psicologi, assistenti sociali, avvocati, giudici e magistrati del tribunale dei minori.
La stazione termine è l’orrore, ma durante il lungo viaggio devono dimostrare che i bambini hanno realmente subito violenze: serve quindi una diagnosi di «Disturbo post traumatico da stress» (DPTS), dove lo stress sta per «abuso sessuale», «violenza», «maltrattamenti», ecc.
Una “diagnosi” psichiatrica ufficiale rende il Sistema pressoché perfetto, ed è proprio per questo motivo che nella cerchia devono far parte anche medici, psichiatri, psicologi…

Sottratto il minore in modo illegittimo e violento alle loro famiglie, necessitava fare il lavaggio del cervello ai piccoli, e cioè convincerli della cattiveria e degli abusi subiti dai loro genitori.
Essendo le violenze inesistenti, il lavoro degli esperti psicologici era proprio quello di farglielo credere, di inculcarglielo con le buone o con le cattive.
Intanto falsificavano i disegni dei bambini, creando mostri dove non c’erano e scene raccapriccianti come quella del papà che tocca i genitali alla figlia.
Solo i disegni però non possono bastare, e allora gli psicoterapeuti eseguivano sui bambini delle vere e proprie torture psicologiche: le sedute individuali erano alternate a «lavaggi del cervello mediante l’uso di impulsi elettrici», e lo scopo era «alterare lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari». Si travestivano da personaggi cattivi delle fiabe per creare il massimo del terrore nella psiche e nell’inconscio così da far sembrare mamma e papà i mostri cattivi sempre pronti a far loro del male.

Un lavoro con i controfiocchi se il tuo scopo è quello di far apparire agli occhi dei figli i propri genitori come il male assoluto! Male da estirpare con la morte, e infatti per devastare ulteriormente la psiche già labilizzata, facevano elaborare il lutto del padre con simbolici funerali. 
Come può un essere umano arrivare a tanto? Costringere con la forza e la violenza delle creature innocenti a vivere la morte di suo padre o di sua madre?
E' intervenuto Lorenzo Fontana il Ministro per le politiche famigliari, dicendo che non ci sono parole per definire quanto accaduto: «siamo di fronte a fatti agghiaccianti, di una gravità inaudita».
Un simile scandalo, di una gravità inaudita, per usare le parole del Ministro, non meritava uno spazio pubblicitario nei media mainstream? Macché, è più importante la nave pirata che sfonda il blocco militare.

La Lega ha presentato una proposta di legge che prevede, tra le altre cose, l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle case famiglia. Speriamo non rimanga la classica Commissione di carta, il solito porto delle nebbie dove tutto lentamente sfuma e svanisce nel dimenticatoio…
Le sofferenze dei bambini, di qualunque minore, non possono essere cancellate dalla nebbia che il Sistema genera, e neppure con un colpetto di gomma.
Il dovere morale di tutti quanti - a prescindere dalle ridicole bandierine partitiche - è proteggere il presente, per creare un futuro sano alle piccole creature, la cui unica colpa è quella di essere il bersaglio ideale per lo smembramento della famiglia.
Una volta distrutta la famiglia, i bambini sequestrati a norma di “legge” venivano spediti nelle case famiglia o affidati a qualche amico degli amici (individui che gestiscono sexy shop) o a qualche amica lesbica...

Il caso di Katia, la bambina affidata ad una coppia di “amichette” è magistrale.
Di mezzo sempre lei, la psicologa Anghinolfi, la quale dopo aver sottratto la piccola ai genitori naturali, l’aveva affidata ad una coppia di donne, Daniela Bedogni e Fadia Bassmaji (quest’ultima in passato aveva avuto una relazione sentimentale proprio con la Anghinolfi, e oggi è indagata).[4]
Ora la povera Katia è stata allontanata dai giudici per «vessazione» e «maltrattamenti»[5]: si legge nell’ordinanza che le donne avrebbero «imposto un orientamento sessuale» alla bimba, e il Gip descrive questo atteggiamento come un «comportamento ideologicamente e ossessivamente orientato».[6]
Ovviamente nel mondo LGBT tutto tace…

E veniamo al punto cruciale, perché lo scopo di un simile meccanismo non è solo economico ma anche ideologico!
Disintegrare l’ultimo sacro baluardo rimasto: la famiglia come valore, come centro nevralgico della società. Questo significa condannare un intero popolo alla schiavitù assoluta.
Dietrologia? Certo, come l’intervista del 2016 alla Anghinolfi nella quale sosteneva che «in questo paese è ancora troppo forte l’dea della famiglia patriarcale padrona dei figli».
Sottilmente la dirigente ci ricorda che i figli non sono dei genitori ma dello Stato.
Poi si viene a sapere che la dirigente dell’assistenza sociale, dichiaratamente lesbica, è un’attivista del movimento LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali) e tutto torna nell’ordine delle cose.
E’ in atto una vera e propria guerra in cui i bambini sono usati come arma e bersaglio. Dall’utero in affitto alla compravendita di ovuli; dall’ideologia di gender all’ipersessualizzazione dei minori; dall’amore per tutti alla pedofilia.
Alla base c’è sempre una ideologia, una visione dell’uomo altamente distorta, disumanizzata e soprattutto disorientante!

 

Note

[1] Interrogazione parlamentare presentata Francesca Businarolo (Movimento 5 stelle), Tiziana Ciprini (Movimento 5 stelle) e Mara Mucci (Gruppo Misto) il 17 luglio 2014

https://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/54521

[2] «Rapporti omosessuali obbligatori e disabili costretti a ingoiare il proprio vomito: vi racconto i miei 12 anni nella ‘setta’ del Forteto», parla Sergio Pietracito un “fuoriuscito” dopo 12 anni della setta del Forteto

https://www.tpi.it/2018/10/08/forteto-orrori-setta-intervista/

[3] http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/html/36/indag/c36_fuori/2016/07/14/indice_stenografico.0028.html

[4] «Attivista lgbt, dava i bimbi a coppie gay: ecco chi è la psicologa degli affidi illeciti», Cristina Gauri, “Il Primato Nazionale”,  https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/attivista-lgbt-coppie-gay-psicologa-affidi-illeciti-123073/

[5] «La piccola Katia “liberata” dalle due mamme che la prendevano a insulti», Francesco Borgonovo, “La Verità”, 2 luglio 2019

[6] «Attivista lgbt, dava i bimbi a coppie gay: ecco chi è la psicologa degli affidi illeciti», Cristina Gauri, “Il Primato Nazionale”,  https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/attivista-lgbt-coppie-gay-psicologa-affidi-illeciti-123073/

 


Marcello Pamio

I Carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia stanno procedendo con una operazione dal nome inquietante: «Angeli e Demoni». Purtroppo ad inquietare non è solo il nome…
Si tratta dell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di politici, medici, assistenti sociali e liberi professionisti che, da diversi anni, avevano messo in piedi una macchina economica molto redditizia sul sistema di «gestione minori».
Agli arresti anche un sindaco del PD, vari assistenti sociali e pure psicoterapeuti di una nota associazione onlus (Centro Studi Hansel e Gretel di Moncalieri).

[Nel logo della onlus si legge: "Dalla parte dei bambini"...
Forse non hanno letto con attenzione la fiaba dei fratelli Grimm]

Tutti, chi più chi meno, banchettavano nella stessa torta, e a rimetterci decine e decine di bambini dai 5 agli 11 anni, con le loro famiglie!
Gli psicoterapeuti della onlus eseguivano sui bambini delle vere e proprie torture tali da far impallidire i medici nazisti dei lager, nonché i primi psichiatri dei manicomi.
Le sedute di psicoterapia erano alternate a «lavaggi del cervello mediante l’uso di impulsi elettrici», non sappiamo se si sia trattato di «terapia elettroconvulsivante», meglio nota come «elettroshock», ma la cosa certa è che il sistema serviva per «alterare lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari». La memoria dei bambini s’intende.

Gli psicologi e gli operatori arrivavano al punto da travestirsi da personaggi cattivi delle fiabe per meglio spaventare la psiche e l’inconscio, così da far sembrare mamma e papà i mostri e gli orchi cattivi pronti a far loro del male.
Per meglio creare l’atmosfera da film horror, usavano un macchinario collegato alla testa dei bambini tramite degli elettrodi, in grado di “leggere il pensiero”. Lo scopo era quello di raccontare a fine seduta, le cose orribili che “vedevano” nella loro mente, come violenze, soprusi, ecc.
Tutto esisteva solo nella mente malata di questi criminali pervertiti.

Molto interessante è venire a sapere che un mese fa circa, esattamente il 23 maggio 2019, il Movimento 5 Stelle Piemonte, consegnò 195.000 euro, come donazione a 11 associazioni locali, tra cui la onlus incriminata...

La tecnica usata dagli psicoterapeuti è precisa: si tratta infatti di indurre uno shock (anche mediante l’elettroshock) per riprogrammare la mente a piacimento!
Qualcuno potrebbe tirare in ballo la fantascienza, ma si tratta invece di conoscenze scientifiche sviluppate prima dagli psichiatri tedeschi, e poi proseguite fin dagli anni Cinquanta da psichiatri americani in collaborazione con la CIA, nel progetto che va sotto il nome di MK-Ultra.

[documento ufficiale desecretato del 1956,
che dimostra l'esistenza del Progetto MK-ULTRA]

A portare avanti le ricerche su queste tecniche di controllo mentale ci pensa l’Istituto Tavistock, con sede a Londra, dove i bambini con il disturbo di «Disforia di genere» finiscono per diventare cavie inconsapevoli di una sperimentazione dal vivo. La «cura» per il loro “disturbo” è la castrazione chimica…

Il piano dei «demoni»
Tornando a noi, il piano diabolico era quello di allontanare i bambini in modo illegittimo dalle loro famiglie, per poi lavargli il cervello, convincendoli della cattiveria dei genitori e/o di inesistenti abusi subiti.
Arrivavano anche a falsificare i disegni dei piccoli come prova certa degli abusi sessuali, perché per consolidare il loro business i bambini dovevano soffrire del «Disturbo post traumatico da stress» (DPTS), in questo caso lo stress sarebbe stato appunto «l’abuso sessuale». Senza una “diagnosi” il sistema non avrebbe retto.

Alla fine intascavano i fondi pubblici, per poi affidare queste piccole creature, frantumate nella mente e nell’anima, togliendole alla famiglia di appartenenza e "destinandole" ad amici e conoscenti degli operatori dei servizi sociali, tra cui titolari di sexy shop, persone con problematiche psichiche o con figli suicidi.

Secondo i Carabinieri, si registrano anche due casi accertati di stupro nelle famiglie affidatarie ed in comunità, quindi non venivano perpetrate solo violenze psichiche a dir poco atroci, ma anche violenze fisiche.
Sedici le misure cautelari emesse, 27 in tutto le persone indagate tra cui il sindaco PD di Bibbiano (Reggio Emilia) Andrea Carletti, politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi, psicoterapeuti e dipendenti dell'Unione.
Tra i destinatari di altri provvedimenti cautelari anche psicologi dell’ASL reggiana.

Sono accusati, a vario titolo, di frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso, ma quella più infamante e vergognosa è “maltrattamenti su minori” e “lesioni gravissime”.
Vedremo se anche in questo caso, le indagini della magistratura finiranno nel dimenticatoio (come la maggior parte dei fascicoli aperti che riguardavano abusi su minori, violenze e pedofilia) per poi far tornare tutto nell’ordine delle cose…

La Vita oramai non vale più nulla, lo sappiamo bene. Tutto è stato mercificato: dall’embrione ai feti, all’utero in affitto, agli organi espiantati, ecc. ma in questo caso, se si torturano dei bambini sottraendoli alle famiglie, con tutte le ripercussioni psicologiche/emotive che non possiamo nemmeno lontanamente immaginare, non possono esistere attenuanti.
Può il carcere fare giustizia dinanzi a simili abomini? Le cicatrici inflitte nel corpo e nella mente si possono cancellare? Non lo so, la cosa certa è che a questi «demoni» in carne e ossa, va ricordato che «il vostro peccato, vi troverà». Sempre!

 

Per maggiori informazioni

«Istituto Tavistock e il mutamento di paradigma»

«Curano per cambio di sesso bambini di 3 anni…»

«Scosse elettriche, abusi e manipolazione mentale sui minori per allontanarli dalle famiglie: 18 arresti»

 

Nel seguente articolo, tutti i nomi degli indagati.

Bufera sui servizi sociali in Val d’Enza, i nomi di arrestati e indagati
27 giugno 2019 Margherita Grassi

 

Dall’estate 2018 gli inquirenti sono al lavoro su un presunto business da centinaia di migliaia di euro attorno alla gestione e all’affidamento dei minori in carico ai servizi sociali. Decine e decine di bambini dai 5 agli 11 anni

BIBBIANO (Reggio Emilia) – I carabinieri sono arrivati in Comune molto presto. Si sono mossi discretamente, ma la gente li ha visti bene. “Cosa succede?” chiedevano i cittadini ai cronisti. Succede che dalla fine dell’estate 2018 gli inquirenti sono al lavoro su un presunto business da centinaia di migliaia di euro attorno alla gestione e all’affidamento dei minori in carico ai servizi sociali. Decine e decine di bambini dai 5 agli 11 anni.

Un’indagine che è arrivata a un primo sbocco: 16 le misure cautelari emesse, 27 in tutto le persone indagate tra medici, assistenti sociali, psicologi, dipendenti dell’Unione, decine di perquisizioni, anche domiciliari, con l’impiego di un centinaio di militari. Sei persone sono finite ai domiciliari e tra loro c’è l’arresto eccellente: quello del sindaco di Bibbiano da poco rieletto, il 46enne Andrea Carletti, che nell’Unione della Val d’Enza ha la delega alle Politiche sociali e che è accusato di abuso d’ufficio in concorso, tra gli altri, per alcuni episodi, con il direttore generale dell’Ausl reggiana, Fausto Nicolini, e l’avvocato Marco Scarpati, non destinatari di misure cautelari.

Ai domiciliari anche Federica Anghinolfi di Montecchio, 57 anni, responsabile del servizio sociale dell’Unione della Val d’Enza; Marietta Veltri, 63 anni di Quattro Castella, coordinatrice dello stesso servizio; l’assistente sociale di 35 anni Francesco Monopoli, di Correggio; i due psicoterapeuti di una onlus torinese, Claudio Foti di 68 anni e la moglie Nadia Bolognini, 50 anni.

Per altre otto persone c’è il divieto per sei mesi di esercitare attività professionali – è il caso di Nadia Campani, coordinatrice dell’Unione -, infine a Daniela Bedogni e Fadia Bassmaji è fatto divieto di avvicinarsi a una ragazzina che gli era stata affidata. Perché tra le tante ipotesi di reato a carico, a vario titolo, degli indagati c’è quella di maltrattamenti su minori oltre a frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, lesioni gravissime in relazione ai presunti danni provocati ai bambini, alcuni dei quali sono andati incontro a dipendenze e atti di autolesionismo.

Anghinolfi e Foti, per gli inquirenti, erano le figure di spicco della presunta rete. I bambini sarebbero stati indotti a riferire cose in realtà non accadute e a raccontare di abusi non subiti con ore e ore di sedute di psicoterapie e con suggestioni provocate anche con l’uso di impulsi elettrici; sarebbero stati sottoposti alle cure private della onlus torinese, la Hansel e Gretel, senza che ci fosse evidenza pubblica di questi affidamenti. Proprio gli interessi economici sarebbero al centro di questo presunto sistema che per la Procura, si legge nell’ordinanza, è “consolidato”.

Interessi che a vario titolo avrebbero legato gli indagati ai responsabili di questa onlus, come reciproci affidamenti di incarichi o consulenze o docenze, approfittando anche dei finanziamenti regionali per organizzare corsi. La Cura, centro sperimentale specialistico inaugurato a Barco nel settembre del 2016 e diventato punto di riferimento in Regione per la presa in carico dei minori, sarebbe stata una sorta di costola della Hansel e Gretel.

La Procura, col sostituto Valentina Salvi e il procuratore capo Marco Mescolini, ha notato come, meno di un anno fa, le segnalazioni da parte del servizio sociale dell’Unione di minori vittime di abusi fossero tante, e che quasi tutte finissero poi in un’archiviazione. Da lì l’inizio delle indagini e la scoperta di questi presunti falsi abusi

 

   


Marcello Pamio

Il nostro mondo è duale, per cui tutto esiste assieme al suo contrario: la notte si alterna al giorno, la gioia con la tristezza, il caldo con il freddo, lo yin e lo yang, ecc.
Questo è valido anche per l’uomo, per cui per compensare la presenza di geni, la natura ha pensato a individui come Roberto Burioni. Se infatti qualche mente eccelsa ogni tanto sconnettesse il "microcefalo" dalla laringe, la Vita nel nostro paese sarebbe certamente migliore e più tranquilla...
 

Si mette in ibernazione forzata, ma non appena si manifesta un focolaio o un semplicissimo episodio di infezione che interessa un bambino non vaccinato, si scongela velocemente nel microonde e godendo come un capretto inforca gli occhialini alla Clark Kent e più veloce della luce inizia a sparare minchiate su tutti i media maistream. Una volta che il caso non fa più audience o viene ridimensionato, ritorna nell’azoto liquido in attesa del prossimo evento…

L’ultimo è accaduto ad una bambina di Verona, ricoverata in rianimazione per infezione (dicono) da batterio Clostridium Tetani. Una banalissima caduta con sbucciatura del ginocchio sarebbe la causa del tetano. Il problema non è l’incidente, anche perché da che mondo e mondo tutti i bambini giocando possono cadere e farsi male, in questo caso però la bambina (dicono) non sarebbe stata vaccinata!
Apriti cielo. La colpa è dei genitori incoscienti, dei no-vax, dei bifolchi retrogradi che rifiutano le vaccinazioni, dei somari, bla bla bla…
Insomma le solite idiozie da pensiero unico, che potrebbero sfociare nella proibizione per legge di correre per la strada ai bambini non vaccinati, prevenendo così le infezioni da tetano.

Innanzitutto bisogna attendere la conferma che si tratti realmente di tetano, perché spesso e volentieri, le diagnosi iniziali molto affrettate, vengono poi smentite nel corso del tempo.
Esattamente quello che è successo a Torino nel 2017 quando una bimba di 7 anni è stata ricoverata per tetano. I genitori vennero indagati dalla procura, ma alla fine il Gip esaminando la memoria difensiva scritta da diversi medici (fra i quali il Premio Nobel Luc Montagnier, il virologo Giulio Tarro, il professor Paolo Bellavite, l’infettivologo Fabio Franchi e il chirurgo Giorgio Pellis) chiese l’archiviazione. (1)

Ma clostridium a parte, i periti inoltre hanno fatto presente che il tetano si può presentare anche in persone vaccinate e con un alto livello di anticorpi.
Come per altre malattie quali herpes zoster, meningiti, pertosse, parotite e influenza, la vaccinazione e persino la presenza di anticorpi NON garantiscono la protezione contro la malattia!
In America le statistiche mostrano che circa il 15-20% dei casi di tetano avviene in soggetti completamente vaccinati. (2)

Come fa Burioni a non sapere queste cose? Forse fa il finto tonto per interessi costituiti?
Se il professore ne è a conoscenza ma nega pubblicamente tali evidenze, andrebbe radiato dall’ordine dei medici e poi licenziato dall’Università; se invece proprio non ne sa nulla, allora andrebbe prima licenziato, per manifesta ignoranza, e poi radiato.

Burioni il problema non è il tetano ma il cancro!
A Burioni i bambini non interessano, perché esce dal cilindro criogenico solo per vomitare fiele nei confronti dei genitori che non vaccinano, ma non ha mai speso una parola per i veri problemi che interessano i piccoli italiani. Problemi seri.
Siamo il paese con più bambini obesi d’Europa: l’Italia ha infatti il maggior tasso di obesità infantile tra i maschi (21% pari merito con Cipro), mentre il 42% dei maschi è obeso o in sovrappeso (solo Cipro fa peggio con il 43%). Anche le bambine hanno uno dei tassi più alti di obesità e sovrappeso, il 38%. Dati questi della Childhood Obesity Surveillance initiative (2015-17) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ma l’obesità non è niente a confronto del cancro in età pediatrica.
I tumori oggi rappresentano una delle principali cause di morte nei bambini e la loro incidenza è purtroppo in aumento: a livello globale si è passati da 124 casi per milione di bambini fra 0 e 14 anni nel 1980 a 140 casi nel 2010.
Su Lancet Oncology è stato pubblicato un aggiornamento sull’incidenza a livello mondiale del cancro nell’infanzia (0-14 anni) e nell’adolescenza (15-19 anni) nel periodo 2001-2010.
L’indagine è stata condotta dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) in collaborazione con l’Associazione internazionale dei registri del cancro e ha riguardato 62 paesi a livello mondiale distribuiti in 5 continenti.
Emerge un quadro inquietante: l’area del mondo in cui si registra la più elevata incidenza di cancro fra 0-14 anni e fra 15-19 è il Sud Europa (Croazia, Cipro, Italia, Malta, Portogallo e Spagna).

In Italia si osservano le più elevate incidenze di cancro rispetto a tutti gli altri paesi del continente europeo!
Inoltre, in 4 registri italiani (Umbria, Modena, Parma e Romagna), l’incidenza supera addirittura i 200 casi fra 0-14 anni per milione di bambini/anno.

Avete mai sentito in televisione il professorone trattare queste priorità, anche se la sua formazione è la virologia, rimane sempre un medico, o no?
Mentre il nostro paese vanta simili primati (obesità e mortalità per cancro nei bambini), il dottor Roberto Burioni e colleghi si preoccupano dei bambini non vaccinati.
Ognuno tragga le proprie conclusioni…

 

Note

  1.  “Bimba malata di tetano, indagati i genitori”, ma non era tetano. http://blog.ilgiornale.it/locati/2019/05/21/bimba-malata-di-tetano-indagati-i-genitori-ma-non-era-tetano/
  2. Idem


Marcello Pamio

Lunedì scorso quasi 200 amministratori delegati di aziende e multinazionali hanno comprato una pagina del New York Times per pubblicare una pubblicità progresso del pensiero unico: «Don’t ban equality», della serie «Non mettere al bando l’eguaglianza»!
Detta così, sembra sottolineare i diritti sacrosanti di libertà, il problema è che la parola “eguaglianza” in questo caso si riferisce all’aborto…
«L’uguaglianza sul posto di lavoro è uno dei problemi aziendali più importanti dei nostri tempi», si legge sempre nel testo della pubblicità. «Limitare l’accesso a cure riproduttive complete, incluso l’aborto, mette in pericolo la salute, l’indipendenza e la stabilità economica dei nostri dipendenti e clienti: in poche parole, va contro i nostri valori e fa male agli affari».
Chiaro? Non uccidere una vita, fa male agli affari, i loro affari!

Questo documento è stato firmato da 187 CEO di marchi quali H&M, DVF, Postmates, Birchbox, Yelp, Everlane, Tinder, Outdoor Voices, Bauble Bar, Thinx, Mara Hoffman e Ouai.
Quello che accomuna questa diabolica operazione pubblicitaria sono i potentissimi gruppi e associazioni pro abortisti: Planned Parenthrood, Naral (Pro-Choice America) e Aclu (American Civil Liberties Union).
Si tratta dell’ennesima operazione perfettamente orchestrata, che rientra in un progetto lungimirante che mira alla distruzione del senso della vita. Non a caso, circa un mese fa, major dell’intrattenimento come Disney, Netflix e Warner avevano annunciato il boicottaggio degli Stati americani pro Vita.

Il messaggio inquietante è chiarissimo: tutto quello che cerca di difendere e proteggere la Vita in quanto tale, andando contro gli interessi costituiti del Sistema, deve essere distrutto.
Nel pensiero unico quindi non si può mettere in discussione il gender, l’aborto, la maternità surrogata, l’utero in affitto, ecc.
La logica perversa della pubblicità apparsa sul NYT, evidenzia tra le altre cose l’agonizzante turbocapitalismo che si sta sfracellando a tutta velocità contro un muro. Un sistema economico che invece di garantire ai lavoratori diritti, stipendio e orari umani, si preoccupa di garantire solo il “diritto alla morte”.[1] 

Ma non è tutto, perché l’imperante “cultura della morte” ha ripercussioni positive anche nella criminalità.
Secondo le ricerche di due economisti John J. Donohue e Steven D. Levitt pubblicate con il titolo: «The impact of legalized abortion on crime over the last two decades», la legalizzazione dell’aborto avrebbe comportato una diminuzione del tasso di criminalità pari al 20% tra il 1997 e il 1994, calo che arriverebbe circa al 45% se si estende l’osservazione temporale ai primi anni Novanta del secolo scorso.[2]  Evviva l’aborto, verrebbe di urlare.


L’agenzia “Pre-crimine” del film Minority Report fa ridere a confronto.
La loro tesi è precisa: il diffondersi dell’aborto impedisce la nascita di bambini che, per i contesti sociali svantaggiati ove si troverebbero a crescere, sarebbero destinati a delinquere. Se invece questi “delinquenti amniotici” vengono assassinati prima di vedere la luce, non potranno mai contribuire ad alimentare la malavita. La logica non fa una piega: più aborti, meno crimini!

Cultura della morte
Ecco il nuovo che avanza: si chiama “cultura della morte”, e le cose che promette sono a dir poco straordinarie.
Volete essere più liberi e avere una migliore stabilità economica?
Vi serve più tempo per spendere meglio i denari guadagnati?
Desiderate una società priva di crimini?
La soluzione è semplice e indolore: basta uccidere quella creatura che vi è cresciuta in grembo!
Attenzione alle ingannevoli apparenze: quel piccolo fagottino potrebbe essere un futuro criminale, il prossimo Hitler o magari l'incarnazione di Joseph Mengele...

 

[1]L’appello dei grandi manager a favore dell’aborto. E’ un bene per l’economia”. Francesco Borgonovo, “La Verità” 13 giugno 2019

[2]Fermare le gravidanze riduce i crimini”, Giuliano Guzzo, “La Verità” 13 giugno 2019


Marcello Pamio

Ignaz Philippe Semmelweiss è stato l’emblema vivente dell’oscurantismo scientifico.
Il medico ungherese, assistente nella prima divisione della clinica ostetrica di Vienna, scoprì l’origine della febbre puerperale che sterminava le donne.
Va ricordato che nella capitale austriaca (ma anche nelle altre grandi città dell’epoca) nella prima metà dell’Ottocento morivano dal 27 al 33% delle donne partorienti. Una strage che avveniva giornalmente, fino a quando il grande Semmelweiss stabilì (osservando le ostetriche) una correlazione diretta tra la morte delle giovani mamme e il fatto che i medici e gli studenti che eseguivano le autopsie non si lavavano le mani prima di entrare nel reparto di ostetricia!

Per noi oggi è una cosa scontata, ma era da pazzi all’epoca solo pensare al collegamento tra l’igiene e la morte per setticemia, visto che i batteri non erano ancora stati scoperti...
Ma lui oltre ad essere un medico era anche una persona umile, cosa questa abbastanza rara tra i camici bianchi, e dalla semplice osservazione delle ostetriche che si premuravano di lavarsi per bene le mani prima di toccare una paziente, egli intuì qualcosa che salvò dal quel momento in poi, miliardi di esseri umani. Infatti, non appena riuscì a convincere i colleghi di lavarsi le mani con soluzione di cloruro di calce, il tasso di mortalità crollò ai minimi storici.

Semmelweiss invece di essere osannato ed eletto medico dell’anno, non solo fu licenziato, bandito e preso per il culo dall’intera comunità scientifica, ma a Budapest finì in manicomio, morendo a seguito delle percosse ricevute dalle guardie!
Se oggi Semmelweiss fosse vivo, non verrebbe rinchiuso in gattabuia, ma sicuramente radiato, perché se vai contro l’establishment scientifico, contro il paradigma, ne devi pagare lo scotto!

Infezioni ospedaliere
Nonostante la luce che Semmelweiss ha portato all’umanità, ancora oggi le infezioni ospedaliere sono un problema molto serio, anzi direi serissimo. Ogni anno interessano circa 530.000 italiani.
In Europa 33.000 persone ogni anno muoiono a causa di queste infezioni, e circa un terzo di queste avvengono in Italia, facendoci precipitare all’ultimo posto nella classifica europea stilata dal Centro Europeo Malattie Infettive (Ecdc).
Tanto per capire il problema: 1 paziente su 15 ogni giorno contrae un’infezione durante un ricovero in ospedale, con una probabilità di contrarre un’infezione grave del 6%.[1] 
Secondo il prof David Ropeik della Harvard University, la probabilità di morire in un incidente aereo è 1 su 11 milioni e quella di morire sbranato da uno squalo è 1 su 3 milioni.
Per cui, anche se a molte persone volare o trovarsi muso a muso con uno squalo tigre fa paura, in realtà mettere piede in un ospedale è statisticamente molto più pericoloso!

I dati ufficiali sulle morti però sono molto variegati, si va da 7.800 casi di decesso all’anno[2] (sempre a causa di infezioni acquisite nei nosocomi), pari al doppio delle morti legate agli incidenti stradali[3], a oltre 10.000 morti.[4] 
Questa differenza di numeri non è facilmente spiegabile.

Rapporti Osservasalute
Annualmente l’«Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane» pubblica un rapporto ufficiale sullo stato della salute degli italiani e sulla qualità dell’assistenza sanitaria.
Il direttore dell’osservatorio è Walter Ricciardi, ex direttore dell’Istituto Superiore di Sanità.
Nei rapporti «Osservasalute» degli precedenti (2016-2017) non si trova scritto nulla sulle persone morte per sepsi o infezioni ospedaliere, mentre nell’ultimo datato 2018 e pubblicato qualche giorno fa, esce un quadro a dir poco inquietante!
Innanzitutto vale la pena sottolineare che l’ultimo lavoro è stato possibile grazie al «contributo incondizionato» di IBSA (farmaceutici), Fondazione MSD (Merck) ed Eli Lilly, quindi con i soldi di tre importanti case farmaceutiche. Mentre nei rapporti precedenti non figurano, almeno sulla carta, le lobbies della chimica[5] e, come detto, mancano anche i dati sulla mortalità per infezioni ospedaliere.
Come mai? Non ci sono stati morti in Italia? Eppure i dati visti prima parlavano di 7.000-10.000 morti ogni anno.

Magicamente nell’«Osservasalute» del 2018, il numero delle morti sepsi-correlate, cioè per infezioni prese in ospedale è scritto che è: «cresciuto considerevolmente negli ultimi anni passando da 18.668 del 2003 a 49.301 del 2016».
Quasi 50.000 persone morirebbero quindi in Italia per infezioni ospedaliere, così almeno ha denunciato il 15 maggio scorso, il dottor Ricciardi al Gemelli a Roma[6]
Interessante è che dal primo gennaio 2019 Walter Ricciardi non è più alla direzione dell’Istituto Superiore di Sanità (era stato messo là da Beatrice Lorenzin), avendo dato le dimissioni ben otto mesi prima della scadenza naturale dell’incarico[7]

Non risulta un po’ strana questa coincidenza? Fintantoché Ricciardi era direttore dell’ISS e gestiva l’Osservasalute, nei rapporti non si parlava di sepsi ospedaliere, ma quando l’ex attore molla l’incarico alla sanità, le morti quadruplicano...
Qualcosa ovviamente non torna e le possibili interpretazioni sono diverse.
Da una parte il messaggio di Ricciardi potrebbe sembrare: «quando la salute nazionale la gestivo io, tutto andava per il meglio. Le morti per infezioni erano gestibili, ma ora che non dirigo più l’ISS, stiamo camminando sui cadaveri».
Dall’altra parte, tenendo sempre a mente il famoso detto: «Problema-Reazione-Soluzione», potrebbero far crescere volutamente lo spauracchio con le morti per infezioni (Problema), in modo tale da impaurire le masse di sudditi (Reazione), che finiranno per accettare supinamente ancora più vaccini (Soluzione), anche per malattie per le quali non esiste (e non esisterà mai) una cura specifica.
Infatti già da tempo, parlando di antibiotico-resistenza, abbiamo iniziato a leggere perle di saggezza del tipo: «Vaccinarsi permetterebbe quindi di combattere il problema alla radice, ridurrebbe il numero di antibiotici somministrati e, di conseguenza, rallenterebbe la velocità con cui i microrganismi mutano»[8]. Come se non fosse altrettanto vero che anche la vaccinazione esercita una pressione sull'evoluzione naturale di virus e batteri, che per loro natura sono portati a difendersi mutando per sopravvivere (ricordiamo che virus e batteri convivono col nostro organismo dagli albori dell'umanità, essendo su questo mondo da ben prima di noi, pertanto appare piuttosto ridicolo accanirsi nel volerli "distruggere", anche perché sono talmente numerosi da rendere ormai assodata l’esistenza del cosiddetto «microbiota», tra le altre cose.

Nessuno nega che l’antibiotico-resistenza sia un problema impellente. Lo è eccome, ma usarlo solo per far passare leggi e/o decreti ad hoc con lo scopo di rinchiudere ancora di più le persone negli stabulari dell’Industria petrolfarmaceutica è pericolosissimo.
Anche perché i grandi geni non stanno mettendo in discussione le vere cause dell’antibiotico resistenza - sono tutti troppo impegnati a tremare davanti al terribile microbo x o fungo y - perché la loro volontà è quella di vaccinare l’intera popolazione mondiale.
Le cause che stanno accompagnando a morte decine di migliaia di italiani ogni anno vanno dall’uso eccessivo e sconsiderato degli antibiotici per uso umano (prescritti dagli stessi medici), alle migliaia di tonnellate degli stessi somministrate agli animali da macello per evitare le malattie dovute alle condizioni disumane negli allevamenti intensivi. Due strade che cozzano contro gli enormi interessi economici delle industrie alimentari e farmaceutiche, per cui l’alternativa saranno secondo loro le vaccinazioni di massa!

Secondo l’OMS, il 50% degli antibiotici prodotti in Europa (oltre 10.000 tonnellate) viene usato negli allevamenti intensivi, mentre negli USA tale percentuale raggiunge il 75%.
L’UCS («Union of Concerned Scientists») calcola che sono oltre 11.000 le tonnellate di antibiotici somministrati in USA, per uso non terapeutico, di cui 6.000 tonnellate illegali nell’UE.
Un uso così massiccio di antibiotici negli allevamenti intensivi rende vano qualsiasi lodevole uso appropriato di tali farmaci.
L’esempio della Ciprofloxacina è illuminante. Si tratta di uno degli antibiotici più usati per le infezioni urinarie complicate, che ha iniziato oramai da tempo a dare fenomeni di resistenza batterica (38% di resistenza a E. Coli). Come mai? Semplice: il suo utilizzo negli allevamenti industriali di polli fu approvato dalla FDA nel 1995, nonostante l’opposizione del CDC, Center of Disease Control.
Questo farmaco funziona ancora sullo Pseudomonas, germe caratterizzato dalla capacità di virare la propria resistenza agli antibiotici, capace di dare gravissime infezioni soprattutto in ambiente ospedaliero, nelle sale operatorie. Un uso così indiscriminato quindi di questa molecola, potrebbe rendere lo Pseudomonas completamente resistente, con terribili conseguenze.
L’uso criminale senza regole di questi farmaci, ha portato al paradosso che certi tipi di batteri, per poter crescere in laboratorio, hanno bisogno di precisi antibiotici nel terreno di coltura!

Ma nonostante quanto detto, per il Ministro della Salute Giulia Grillo, l’attuale problema nazionale è l’epidemia (inesistente e inventata) di morbillo!

Note

[1] Report Italiano PPS2 2016/2017 (pag. 2) - Studio di prevalenza italiano sulle infezioni correlate all’assistenza e sull’uso di antibiotici negli ospedali per acuti – Protocollo ECDC 
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2791_allegato.pdf

«Prevalence of healthcare-associated infections, estimated incidence and composite antimicrobial resistance index in acute care hospitals and long-term care facilities: results from two European point prevalence surveys, 2016 to 2017»
,  https://www.eurosurveillance.org/content/10.2807/1560-7917.ES.2018.23.46.1800516#abstract_content 

[2] Lancet publication_Monnet ECDC_Nov 2018 (elaborazione su dati pag. 6)

[3] Annual Accident Report 2018 (pag 10 - Table 2: Annual number of fatalities by country, 2007-2016)
https://ec.europa.eu/transport/road_safety/sites/roadsafety/files/pdf/statistics/dacota/asr2018.pdf

[4] «In Europa la resistenza agli antibiotici provoca 33mila morti all'anno» https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/altre-news/in-europa-la-resistenza-agli-antibiotici-provoca-33mila-morti-allanno

[5] «Rapporto Osservasalute 2017: Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane»

[6] http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/boom-di-infezioni-ospedaliere-in-Italia-49mila-morti-anno-9be9182b-1e30-4d24-a166-9424981a3e3e.html

[7] «Istituto superiore di sanità, si dimette il presidente Walter Ricciardi», https://www.corriere.it/salute/18_dicembre_19/istituto-superiore-sanita-si-dimette-presidente-walter-ricciardi-6c5cba14-037f-11e9-94ba-cb54e059ac5f.shtml

[8] https://www.liberoquotidiano.it/news/salute/13386997/contro-lantibiotico-resistenza-bisogna-usare-anche-i-vaccini.html


A cura di Martin L. Pall, tratto da http://www.infoamica.it/otto-rischi-per-la-salute-legati-al-5g/ 

Il Prof. Martin L. Pall, Professore emerito di Biochimica e di Scienze Mediche di Base della Washington State University, ha inviato alle istituzioni europee e statunitensi una revisione di studi che dimostrano la pericolosità della tecnologia 5G.
Secondo la sua analisi della letteratura scientifica pubblicata ci sono almeno otto pericoli dimostrati correlati alle esposizioni alle radiazioni del 5G.

Quello allegato in fondo a questo articolo è una versione breve di un documento originale scritto in risposta a due documenti scritti rispettivamente dal sig. Ryan e dal dott. Vinci in risposta all’appello di un gruppo di associazioni e di esperti sulla sicurezza del 5G. Il Sig. Ryan ha dichiarato che «Ci sono prove consistenti presentati da enti nazionali e internazionali (International Commission on Non Ionising Radiation Protection ICNIRP, Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks (SCENIHR) che l’esposizione a campi elettromagnetici non rappresentano alcun rischio per la salute al di sotto dei limiti stabiliti dalla Raccaomandazione del Consiglio 1999/519/EC1.” Le posizioni dell’ICNIRP e dello SCENIHR, così come quelle dalla Federal Commission Communication, della FDA e dell’Istituto Nazionale sul Cancro degli USA, hanno posizioni molto diverse le une dalle altre. Alcuni di questi enti dichiarano che i meccanismi d’azione dei campi elettromagnetici non sono noti, nonostante l’enorme evidenza di studi pubblicati.

Il documento del Prof. Pall rappresenta una base fondamentale per richiedere la messa al bando dello sviluppo della tecnologia 5G in quanto ci sono sufficienti evidenze di un rischio per concludere che si tratta di frequenze non del tutto sicure per la salute umana e per l’ambiente.
Cliccare qui per scaricarlo.
Attenzione: il documento è in inglese e AMICA si sta attivando per tradurlo in italiano.

Gli otto tipi di danni correlati alle frequenze del 5G sono i seguenti:

  • danni cellulari al DNA – rottura al filamento singolo del DNA, rottura del filamento doppio, ossidazione delle basi del DNA;
  • diminuzione della fertilità maschile e femminile, aumento di aborti spontanei, abbassamento di ormoni come estrogeni, progesterone e testosterone, abbassamento della libido;
  • danni neurologici e neuropsichiatrici;
  • apoptosi e morte cellulare;
  • stress ossidativo e aumento dei radicali liberi (responsabili della maggior parte delle patologie croniche);
  • effetti ormonali;
  • aumento del calcio intracellulare;
  • effetto cancerogeno sul cervello, sulle ghiandole salivari, sul nervo acustico.

Tratto da http://www.infoamica.it/otto-rischi-per-la-salute-legati-al-5g/  


Marcello Pamio

Ci si aspetterebbe che il corpo sanitario e cioè medici, infermieri e altri operatori fossero i principali paladini delle vaccinazioni, così da difendere non solo se stessi, ma soprattutto i pazienti dalle malattie infettive, giusto? E invece non è così!
Alla conferenza nazionale «Medice, cura te ipsum» tenutosi a Pisa il 28 marzo 2016, hanno presentato i risultati di una survey online sulle vaccinazioni a cui hanno partecipato 2.250 operatori sanitari: infermieri (42,4%), medici (28,5%) e altri professionisti.[1]

Quasi uno su tre degli intervistati, quindi circa il 30%, è in disaccordo con l’affermazione secondo cui i benefici dei vaccini sono certi, e teme la possibilità di effetti avversi gravi.
Come scusa? Se i soggetti da punturare sono dei neonati, l’acqua potabile è più pericolosa dei vaccini, ma se invece i soggetti sono adulti e magari laureati in medicina, allora si «teme la possibilità di effetti avversi gravi»! Qualcosa non quadra.

Ecco i risultati completi pubblicati sulla rivista «Le Scienze»:
- Oltre il 40% degli intervistati NON si è sottoposto al richiamo per il tetano negli ultimi 10 anni.
- Il 13% non è vaccinato contro epatite B e morbillo, e il 6% è consapevole di essere suscettibile per non aver neanche mai contratto queste malattie.
- Solo il 31,4% in media dichiara di essersi sottoposto alla vaccinazione antinfluenzale nella stagione appena conclusa: la metà dei medici intervistati e meno di uno su quattro tra infermieri e altri operatori.

Infine preoccupante è anche il fatto che il 44% dei partecipanti ritenga che il proprio rischio di contrarre una malattia prevenibile con vaccino sia basso.[2]
Il risultato più eclatante però è che stando ai dati ufficiali SOLO il 15% dei medici è vaccinato!

Per questo il dottor Francesco Angelillo, ordinario di Igiene alla Seconda Università di Napoli e Presidente della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI) va giù pesante: «è allarmante che proprio gli operatori sanitari abbiano dubbi circa la sicurezza, l’efficacia e la necessità dei vaccini, atteso che proprio gli operatori sanitari possono rivestire un ruolo chiave nell’accettazione di un programma vaccinale.

Anche perché gli ospedali sono fucine di terribili focolai epidemici.[3]
Ricordo che in Italia ogni anno circa 10.000 persone muoiono per infezioni ospedaliere!
Di altro avviso è l’infettivologo Massimo Crapis secondo il quale la maggior parte del personale non lo fa perché è contrario alle vaccinazioni in generale, «ma perché non percepisce l’importanza di questa protezione nei confronti del paziente».
Quindi secondo Crapis, i medici non vedrebbero, quando si tratta del loro culo, la rilevanza della protezione per i pazienti, mentre per Angelillo, confermato anche alla conferenza «Medice, cura te ipsum», i dottori non si vaccinerebbero per PAURA delle complicanze!!!
Notare le discrepanze tra i vari dati esposti ufficialmente: della serie, nessuno sa con esattezza qual è la percentuale dei medici che si vaccina regolarmente.

Idea geniale
Se quindi è difficile introdurre l’obbligo tra il personale sanitario, come si può convincerli a sottoporsi alle iniezioni?
L’idea brillante è dare una retribuzione “premio” in busta paga. Quindi il medico restio a inocularsi centinaia di sostanze chimiche diverse tra cui metalli neurotossici, forse con un incentivo economico potrebbe mettere da parte la paura degli effetti collaterali…
Oppure i camici bianchi, sempre per intascare il premio, potrebbero mettersi d’accordo e far finta di farsele reciprocamente. Cosa che ahinoi avviene anche oggi in molti ambiti…

Tutto questo fa specie in Italia, dove un ministro della salute, con tanto di laurea in medicina, mantiene un vergognoso obbligo vaccinale imponente 10 farmaci in piccolissimi neonati, pena l’accesso a scuola e/o sanzioni pecuniarie, e non riesce a imporre ai propri colleghi una completa vaccinazione di massa! Come mai? La casta è troppo potente? O i medici sono i primi a sapere che i vaccini hanno effetti collaterali anche gravi?
Infine la domanda cruciale che sorge spontanea è: se non si vaccinano i medici, perché noi genitori dovremo vaccinare i nostri figli?

Note:

[1] SIMPIOS - Vaccini: i professionisti della salute non danno il buon esempio

www.lescienze.it/lanci/2017/03/28/news/simpios_-_vaccini_i_professionisti_della_salute_non_danno_il_buon_esempio-3472852/

[2] Idem

[3] www.ilfriuli.it/articolo/salute-e-benessere/la-proposta,-premio-in-busta-paga-a-chi-si-vaccina/12/196581?fbclid=IwAR2P_54fZKdaB6gkbAYZfJrKqQlli0j-cvV28FT9971X_9dSOmxEq3GJ5Kc