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Marcello Pamio

La Corte europea sancisce: «Riconoscere i figli nati all’estero con la gpa», cioè con la «gestazione per altri».
Secondo la Cedu, «Corte europea dei diritti umani», il diritto del bambino ad avere entrambi i genitori è più forte del divieto della maternità surrogata.
Un bambino che viene partorito all’estero mediante la maternità surrogata, in un Paese in cui la gpa è legale, deve essere riconosciuto anche negli altri paesi in cui tale pratica non è consentita!

Questo dovrà avvenire con la trascrizione immediata all’anagrafe, oppure con un’adozione piena che riconosca tutti i diritti-doveri anche alla madre non biologica (o al secondo padre).
Precisiamo che tale corte NON è un organismo dell’Unione Europea, e vi aderiscono i 47 paesi del Consiglio d’Europa, Italia ovviamente inclusa.
I fautori dei diritti umani, o per meglio dire le associazioni che partecipano alla mercificazione della vita, applaudono e brindano!

Benefit surrogazione
Casualmente, nello stesso periodo in cui la corte ha sancito e legalizzato la surrogazione, si sono mobilitati anche i colossi di internet.
Tra i benefit per i dipendenti dei colossi di Internet spunta quindi anche la maternità surrogata.
I lavoratori di Facebook a tempo indeterminato per esempio possono avere il rimborso delle spese sostenute per la gpa. E questo vale anche per i dipendenti del social con sede in Italia, dove la surrogazione è invece vietata dalla legge.

Stanno forse lavorando per scardinare, a spizzichi e bocconi, il blocco legislativo italiano?
Sembra proprio di sì, e quindi coloro che si recano nei paesi dove è consentita, potranno ricevere un rimborso fino a un massimo di 17.000 euro. Non proprio spiccioli.
Secondo quanto riportato dal Corriere, tra i costi coperti ci sarebbero l’assistenza legale, i costi delle agenzie che assistono i genitori, la compensazione per la donatrice dell’utero, e perfino quelli che hanno fornito ovuli e spermatozoi, per giungere alle spese mediche per visite e analisi.
In pratica i colossi della Silicon Valley, come Apple, Google e ovviamente Facebook, per tenersi stretti i dipendenti, e soprattutto per potenziare e amplificare il «pensiero unico dominante», inizialmente hanno rimborsato il congelamento degli ovuli, ora passano alla surrogazione.
Detto così, sembrano società umanitarie e filantropiche invidiabili...

Non tutti infatti hanno compreso quanto sia aberrante l’incentivazione al congelamento degli ovuli
Queste società non lo fanno come gesto altruistico per venire incontro alle esigenze dei lavoratori, ma solo per posticipare il più possibile una gravidanza! Avete capito? Dov’è la moralità di una società nella quale si è costretti a lavorare duramente e così tanto da non potersi permettere di far nascere e crescere i propri figli?

Quindi al Mario Rossi di turno, viene detto di non rompere le palle, ma semmai di congelarsele in azoto liquido, assieme agli ovuli della moglie, per riparlarne un domani…

Per non parlare della corte europea dei diritti che sancisce la legalità di una pratica come la surrogazione che tra le altre cose incentiva la mercificazione della Vita umana!
Nessuno lo dice, perché non è politicamente corretto uscire dal pensiero unico, ma la maternità surrogata induce e alimenta miseria e sfrutta l’ignoranza di donne relegate ai margini della società. Si tratta di un’attività ad altissimo rischio per l’insorgenza di gravi patologie psichiatriche sia per la madre che surroga, sia per il bambino che le verrà poi strappato dalle mammelle…

La Cedu, dunque, non prende minimamente in considerazione i traumi infantili dovuti alla separazione dalla madre biologica, perché per loro il punto cruciale è «il diritto del bambino ad avere entrambi i genitori».
E dove sarebbero questi “diritto del bambino”? Non stiamo parlando di orfani salvati ad una vita infelice, neppure di bambini che hanno bisogno di qualcuno che doni loro amore perché, a causa di sventure di vario genere, sono rimasti soli: qui si sta parlando di gestazione per altri, ovverosia di gravidanze commissionate, ordinate e pagate.
Il bambino che viene al mondo a seguito di queste pratiche è sostanzialmente un prodotto: dove sta la tutela del suo diritto?
Infine non specificano quali sarebbero questi “genitori”. La giovane ragazza che è stata bombardata da cure ormonali rischiosissime per poi vendere i propri ovuli alla clinica, oppure il maschio che si è svuotato i testicoli cedendo qualche milionata dei propri spermatozoi?
O invece si riferiscono a quella disperata che si è fatta crescere dentro la vita -altrui- per poi, dopo dieci lune, consegnarla ai compratori come da contratto? O infine i genitori sono questi ultimi, cioè quelli che dopo aver sfogliato il catalogo, hanno cacciato la pecunia?


Maurizio Blondet

Scandalo a Londra.
Dal Daily Mail: Fine dell’esperimento transgender sui bambini: «dicono i lavoratori che  hanno dato l’allarme dopo essersi licenziati dalla clinica, che trattano pazienti di appena tre anni».
Riassunto:

  • Cinque dipendenti i della clinica GID (Gender Identity Development Service) si sono dimessi;
  • I medici hanno riferito che i bambini stanno ricevendo una terapia per il cambio di genere inutile;
  • Un informatore rimase in servizio solo per impedire a più bambini di farsi curare;
  • Il numero di giovani indirizzati al servizio è passato da 94 nel 2010 a 2.519 l’anno scorso;
  • Cinque lavoratori denunciano irregolarità presso l’unica clinica transgender del Servizio Sanitario Nazionale in Gran Bretagna, si sono dimessi perché impauriti dal fatto che bambini di tre anni stanno subendo senza necessità il trattamento di cambiamento di sesso.

I medici della clinica GID (Gender Identity Development Service) con sede a Londra e Leeds hanno dubbi sui bambini che sono stati diagnosticati erroneamente con «disforia di genere».
Si teme che alcuni bambini gay che hanno problemi con la loro identità sessuale vengano erroneamente diagnosticati come transgender. Gli specialisti temono anche che alcuni dei giovani che hanno subito aggressioni da bulli di tipo omofobico, vengano sottoposti a pressioni per accettare un trattamento di cambiamento di genere.

Secondo il «Times», tutti e cinque gli ex membri dello staff facevano parte della squadra che decideva se ai giovani dovevano essere somministrati i farmaci ormono-bloccanti, per interrompere il loro sviluppo prima della pubertà.
I pazienti vengono sottoposti a un ciclo di ormoni cross-sessuali all’età di 16 anni a seconda che si vogliano sviluppare come maschi o femmine.
Almeno 18 membri dello staff hanno lasciato la controversa clinica negli ultimi tre anni, a causa, hanno detto, del timore che non siano stati effettuati sufficienti controlli per diagnosticare correttamente i bambini.

Uno dei cinque informatori ha anche affermato che l’unico motivo per cui molti sono rimasti nel loro incarico è stato quello di evitare che altri bambini ricevessero il trattamento.
Un professore di Oxford ha detto che i trattamenti erano «esperimenti in vivo non autorizzati sui bambini» con più di una diagnosi non supportata da alcuna evidenza.
Carl Heneghan, direttore del Center of Evidence-based Medicine dell’Università di Oxford, ha dichiarato al Times: «Data la scarsità di prove, l’uso off-label di farmaci [ossia per terapie non   indicate nel foglietto illustrativo] nel trattamento della disforia di genere significa in gran parte un esperimento dal vivo non regolamentato sui bambini.

GIDS, che fa parte del Trust Foundation della Fondazione NHS di Tavistock e Portman, ha negato queste affermazioni e ha insistito che in questi casi complessi sono state fatte diagnosi accurate.
Un portavoce ha dichiarato al Times: «È solo negli ultimi anni che il numero di giovani che frequentano servizi specializzati in tutto il mondo è aumentato drasticamente»
Prima di questo, i numeri erano piccoli e quindi è stato difficile raccogliere prove sufficienti per valutare appieno i percorsi terapeutici.

I pazienti di questo genere che hanno bussato alla clinica, erano 94 nel 2010, ma sono stati 2.519 entro l’anno scorso; il paziente più giovane era di soli tre anni!
Uno dei medici ha dichiarato sempre al Times: «Negli ultimi due anni quello che mi ha trattenuto nel lavoro era il senso che c’era un enorme numero di bambini in pericolo. Ero lì per proteggere i bambini da eventuali danni»
Gli esperti temono che i trattamenti vengano dati senza esplorare la ragione alla base della confusione dei bambini sulla loro sessualità.
A febbraio i medici della clinica dell’identità di genere hanno avvertito che i giovani pazienti   rischiano «danni a lungo termine» a causa di gruppi di pressione e «genitori invadenti».

Cominciamo con qualche semplice domanda….
Un rapporto dell’ex capo dello staff, David Bell, ha detto che alcuni bambini assumono un’identità trans come soluzione «a molteplici problemi come l’abuso storico di minori in famiglia, il lutto, l’omofobia e un’incidenza molto significativa del disturbo dello spettro autistico».
Molti bambini che mettono in discussione la loro identità, ha aggiunto Bell, possono aver «imparato attraverso risorse online [o] ricevendo da genitori o colleghi istruzioni su cosa esattamente dire per ottenere i risultati che vogliono».
Lo psicoanalista ed ex governatore della clinica, il dott. Marcus Evans, si è dimesso a febbraio per timore che i medici cercassero “soluzioni rapide” offrendo la riassegnazione di genere.
Fin qui l’articolo del Daily Mail.  

Tratto da https://www.maurizioblondet.it/curano-per-cambio-di-sesso-bambini-di-tre-anni/ 

Istituto Tavistock
Sull’Istituto Tavistock, da cui questa clinica dipende,  come organismo militare di guerra psicologica per creare “scientificamente” stati d’animo collettivi,  “cambi  di paradigma in intere popolazioni” e “rovesciamento di valori”, abbiamo già scritto numerosi articoli, reperibili in rete.

https://www.maurizioblondet.it/quel-grande-esperimento-contagio-psichico/https://www.maurizioblondet.it/sempre-nuove-conquiste-della-liberazione/

Sul contributo del Tavistock nella trasformazione di individui psichicamente turbati in terroristi, si veda qui https://www.nexusedizioni.it/it/CT/hamas-psichiatrico-5668
Fra l’altro, scrivevo: «Ci troviamo qui di fronte ad una di quelle centrali dell’impero britannico volte a creare gli “états d’esprit” collettivi che servono a maturare in una società delle rivoluzioni culturali, o il “salto di paradigma”.
Altri articoli inerenti:
https://disinformazione.it/2019/03/05/istituto-tavistock-e-il-mutamento-di-paradigma/

Marcello Pamio

Sono in contatto con molte delle realtà scolastiche interessate dai controlli dei NAS di questi giorni, ma quello che è successo ieri in un giardino d’infanzia nel Sud d’Italia è illuminante. Per correttezza non specifico il nome della regione perché i genitori sono impauriti!

Ma facciamo un piccolo passo indietro: a seguito della legge nazi-vaccinale “Lorenzin”, molte famiglie si sono riorganizzate scegliendo per i propri figli percorsi “alternativi”, preesistenti o creati ad hoc, allo scopo di consentire ai loro bambini di socializzare e prendere parte a laboratori e/o attività ricreative di vario tipo. Ricordiamo che nella Repubblica Italiana vige il diritto del libero associazionismo, con poche elementari regole di base, prima tra tutte la democraticità delle strutture associative; ma evidentemente l’Italia è una repubblica democratica solo sulla carta: di fatto siamo di fronte ad un clima da Gestapo che l’attuale “governo del cambiamento” sta alimentando e fomentando.

Da mesi i Nas (Nucleo Anti-Sofisticazioni direttamente connesso al Ministero della Salute) stanno infatti conducendo controlli a tappeto su scuole, anche paritarie, richiedendo registri degli iscritti ed altre documentazioni relative alle vaccinazioni. Negli ultimi giorni sembra che i controlli si siano spostati anche su “progetti alternativi” di varia natura…Tali strutture però non sono tenute agli adempimenti della legge 119: non sono scuole, non sono servizi educativi per l’infanzia a tutti gli effetti, bensì libere associazioni di genitori che offrono anche occasioni di gioco e socialità ai bambini bollati come “non conformi” per l’attuale situazione legislativa. Ed infatti in queste associazioni la scusa per i controlli è quella della verifica sulle norme igienico sanitarie!

Tornando a quanto accaduto ieri, i NAS si sono presentati, senza nessun mandato, in un’associazione che appunto gestisce un gruppo-giochi di matrice steineriana (la pedagogia ovviamente anche in questo caso non c’entra nulla, eh?).
La cosa interessante è che, a differenza degli altri controlli che stanno avvenendo in giro per l’Italia nelle scuole “alternative”, la motivazione data non è stata la “verifica dei requisiti igienico-sanitari”, bensì proprio le vaccinazioni!

Hanno infatti chiesto i certificati e l’elenco dei bambini “iscritti”! Avete letto bene. In questo caso un carabiniere ha candidamente ammesso che la motivazione dei controlli in corso riguardava proprio i vaccini! Ammiro l’onestà del milite, oppure ringrazio l’apertura momentanea dei filtri che hanno drenato fuori dal cervello i veri scopi...

A questo punto i responsabili hanno fatto presente che la loro realtà non è una scuola ma una semplice associazione, per cui i NAS hanno dovuto fermarsi, per poi dire senza batter ciglio, che già che c’erano avevano comunque il pretesto per controllare la cucina, i bagni, ecc.
Della serie visto che siamo qua, e ci siamo per uno scopo ben preciso, un motivo per fare pressione psicologica lo troviamo ed uniamo l’utile al dilettevole.
Non contenti sono tornati oggi con personale dell’ASL senza riscontrare nulla di anomalo sul discorso sanitario, ma per una «incongruenza burocratica» hanno fatto chiudere l’asilo! Per cui hanno dovuto chiudere i portoni all’istante, portando via i bambini che stavano giocando allegramente all’aperto.
Ecco l’Italia!

Abbiamo scuole che cadono letteralmente sulla testa dei bambini; mense scolastiche rigorosamente Haccp che sfornano alimenti spazzatura pregni del Glifosato della Bayer-Monsanto, e cosa fanno quelli dei NAS e delle ASL? Fanno chiudere realtà educative, inventando le più disparate scusanti burocratiche.
Le verifiche stanno interessando anche gli asili nel bosco, cioè tutte quelle nuove realtà pedagogiche che sfuggono al loro controllo! C’è forse qualcosa di sbagliato nell’offrire la possibilità ai propri figli di ritrovarsi e giocare insieme, condividere una merenda o altro? A quanto pare sì, probabilmente siamo di fronte ad un gravissimo problema di ordine pubblico rappresentato da sovversivi che rifiutano di adeguarsi al sistema…e precedenti di questo tipo sono evidentemente poco graditi a chi sta tentando in tutti i modi di stringere sempre più le maglie della libertà e della democraticità in questo paese.

 


Marcello Pamio

Attenzione: La contea di Rockland, New York, ha dichiarato lo stato di emergenza per un’epidemia di morbillo! Attualmente nell’area sono stati confermati, stando a quello che riporta la BBC, 153 casi di morbillo (la popolazione della contea di Rockland è di circa 330.000 persone).
E se questo non bastasse, con una disposizione d’urgenza ha vietato per 30 giorni, a tutti i ragazzi sotto i 18 anni non vaccinati, di frequentare spazi pubblici come scuole, centri commerciali, ristoranti, negozi e luoghi di culto come chiese, sinagoghe e moschee.
Questa “trentena”, entrata in vigore alla mezzanotte tra il 26 e il 27 marzo scorso, riguarda tutti gli spazi nei quali si radunano più di dieci persone, il tutto per impedire il dilagare del virus.

La cosa interessante è che ad ottobre 2018, a seguito di un primo allarme per 96 casi registrati, nella medesima contea erano stati vaccinati (vedere immagine sotto) con il trivalente MMR (morbillo, parotite, rosolia) ben 8097 individui di tutte le età! Curioso che a seguito di vaccinazioni a tappeto, anziché ridursi, i casi di morbillo siano invece aumentati...
Come sempre negli States non si va per il sottile: chi viola tale divieto rischia una multa fino a 500 dollari e la reclusione fino a sei mesi di carcere.


Quello che sta avvenendo nella contea di Rockland interessa principalmente la comunità ebrea ultraortodossa, e segue altre - per così dire - “epidemie” già registrate negli stati di Washington, California, Texas ed Illinois.

Quanto manca alla mobilitazione della FEMA (l’Ente federale per la gestione delle emergenze), dell’intelligence e della NSA, cioè la Sicurezza Nazionale?
Prendiamo atto che i nuovi nemici per gli Stati Uniti d’America non sono più i militanti dell’ISIS o di Al-Qaeda, ma sono dei microscopici terroristi che al posto del mitragliatore e delle bombe, usano delle subdole capsidi proteiche contenenti terribili acidi nucleici…

Da New York a Philadelphia
Sulla scia dell’emergenza morbillo nella contea di Rockland, a Philadelphia oltre 100 studenti sono stati infettati da parotite.
Alla Temple University verrà installato uno dei due ambulatori mobili per la vaccinazione che avverrà mercoledì prossimo, dato che il numero di casi di parotite nella comunità universitaria continua a crescere.
Attualmente vi sarebbero 105 casi, dei quali 18 confermati e il resto probabili.
Il punto che nessuno sottolinea adeguatamente è che quasi tutti gli studenti infettati erano vaccinati contro questa malattia!


I medici si parano il didietro dicendo che il vaccino MMR spesso si indebolisce quando le persone sono adolescenti o ventenni, ma che ovviamente la migliore difesa contro la diffusione rimarrà sempre il vaccino.
Ironia della sorte, è lo stesso vaccino MMR (parotite, morbillo, rosolia) che è stato imposto nella Contea di Rockland per combattere il morbillo!
Fa sorridere il discorso dei medici che il vaccino MMR si “indebolirebbe” nei giovani, perché dicendo così mettono in discussione la logica utilizzata nella contea di Rockland, dove stanno vaccinando ragazzi sotto i 18 anni, non avrebbe molto senso!

Focolaio di morbillo nel 2001
Sarà incomprensibile per gli encefali dei televenditori e teleimbonitori di minchiate televisive (detti esperti), ma il morbillo, come tutte le malattie infettive esantematiche, è endogeno, per cui avrà sempre un andamento sinusoidale, cioè mostrerà sempre picchi di focolai e periodi meno virulenti. Sempre e indipendentemente dalla copertura vaccinale della popolazione.
Ricordiamo infatti il focolaio di morbillo verificatosi a New York City nel 2001.ì
Tutti i casi riscontrati avevano una precedente evidenza di immunità al morbillo, e i risultati di laboratorio hanno indicato risposte immunitarie secondarie.
Tale rapporto documenta la trasmissione del morbillo da un individuo immunizzato, confermando la fallacità del vaccino.
Ma ovviamente questo nessuno ce lo ricorda, perché il mantra è sempre lo stesso: vaccinare sempre, tutti, e sempre di più!

Il vero problema è il morbillo?
L’Italia a livello europeo detiene tantissimi primati negativi: primo posto per tumori in età pediatrica e primo posto per obesità infantile. Abbiamo anche il podio per mortalità da infezioni ospedaliere, con 10.000 morti all’anno!
Con una siffatta strage annuale, il problema è il morbillo?
Stessa cosa anche negli altri paese industrializzati. Ogni anno migliaia di cittadini adulti di New York si ammalano, e talvolta muoiono, per malattie come influenza e polmonite, che continuano a rappresentare la TERZA CAUSA DI MORTE nella città di New York. Per non parlare dello stato di salute dei cittadini statunitensi legato a problematiche correlate a pessima alimentazione e stili di vita.
Ma i riflettori si accendono solo sul virus del morbillo.

Il grafico qui sopra del CDC, mette in evidenza che nel 2014 nello stato di NY ci sono stati 667 casi di morbillo tra la popolazione, ma stranamente non ricordo leggi marziali, divieti di respirare e campane a lutto. Forse perché, oggi, l’ordine di scuderia è di sfruttare qualsiasi occasione per spingere l’inasprimento delle leggi sull’imposizione vaccinale? Allora si spiegherebbe anche perché, nello stesso momento, in Italia venga presentato un «Piano di eradicazione del morbillo» che prevede misure assurde come l’esclusione da gare sportive o da servizi come la protezione civile a chi è senza vaccini; in Europa si gridi all’emergenza morbillo ormai da mesi con numeri di casi/popolazione ridicoli; ed ora negli Usa si segua addirittura la linea della segregazione dei soggetti non vaccinati… ovviamente tutto per il “bene pubblico”, ci mancherebbe. Forse è il caso di rendersi conto che, più semplicemente, le vaccinazioni e la loro imposizione fanno parte oggi delle priorità di un’agenda mondiale che punta, ahinoi, alla limitazione delle libertà individuali più elementari e per farlo si stanno usando tutti gli espedienti, ivi compresi far passare per gravi emergenze di sanità pubblica una delle più comuni malattie dell’infanzia, in grado di dare immunità a vita, tramutatasi nel corso degli anni in mortale nemico dell’umanità…


Marcello Pamio

Internet e tutto quel marasma virtuale contenuto nel cyberspazio sono strumenti molto importanti e utili, se vengono usati correttamente. Quando però lo strumento da mezzo diventa il fine, allora gli effetti collaterali possono essere gravissimi e devastanti.
I principali rischi per gli internauti per così dire non "scafati", vanno dal cyberbullismo all’adescamento on-line, alla pornografia e pedopornografia, alla dipendenza vera e propria da internet, al sexting, ai messaggi offensivi e minacciosi, alle richieste di sesso online. Per non parlare di tutto il mondo delle fake news, o della privacy che letteralmente sparisce quando ci colleghiamo alla rete con un computer…

Non tutti sono a conoscenza, soprattutto i genitori, che il bullismo online detto «cyberbullismo» è un problema in crescita pandemica.
Con questo termine s’intendono quelle azioni aggressive eseguite attraverso sms, immagini, foto o video, chiamate telefoniche, e-mail, chat rooms, siti web, ecc., da qualcuno (persona singola o gruppo) con lo scopo di far del male o di danneggiare una persona. L’impatto che questo può avere sulla psiche di un ragazzo debole può essere devastante.

L’adescamento online («online grooming») è invece il tentativo di un pervertito adulto, di avvicinare un minore tramite messaggi inizialmente innocui, per ottenere la sua fiducia. Una volta instaurato un certo tipo di rapporto, le tematiche scivolano lentamente verso il sesso, per giungere allo scambio di foto e video e all’incontro vero e proprio. I pedofili utilizzano molti di questi sistemi.

Anche la dipendenza da internet è diventata un problema abnorme, nonostante sia poco pubblicizzato.
La Rete, i social e le varie piattaforme che intasano il web sono pensate e strutturate per creare dipendenza psicologica con conseguenti danni psichici e funzionali per il soggetto.
Si è persino scomodata la psichiatria che ha etichettato questo nuovissimo disturbo con l’acronimo IAD, «Internet Addiction Disorder», e si manifesta sotto forma di sintomi da astinenza. Esattamente quello che avviene con il gioco online.
Il caso degli Hikikomori è emblematico. Lo strano temine giapponese significa «stare in disparte» e al momento in Giappone ci sono 500.000 casi accertati, che però secondo le associazioni che se ne occupano potrebbero arrivare addirittura a un milione, cioè l’1% dell’intera popolazione nipponica! Nonostante sia un fenomeno incredibilmente vasto e in crescita anche da noi in Italia, nessuno ne parla.

Ma di cosa si tratta? Gli hikikomori sono ragazzi molto intelligenti ma caratterialmente timidi e introversi che di fronte alle difficoltà della vita preferiscono chiudersi a riccio isolandosi, in una auto-reclusione totale in cui l’unico legame con il mondo esterno diventa il computer e Internet! Giovani asociali che non escono mai da casa, vivendo una falsa vita proiettata nel mondo virtuale. Segnale inequivocabile della vuotezza che stiamo vivendo in questo periodo storico.

In un mondo bipolare come il nostro però, a far da contraltare all’isolamento patologico degli hikikomori, ci pensano le «Candy Girl». Si tratta di ragazze minorenni, anche bambine, che adottano in Rete atteggiamenti spregiudicati, spesso totalmente inconsapevoli delle conseguenze. In praticano barattano proprie foto di nudi e video porno in cambio di soldi e/o ricariche del cellulare.
Tutto viene vissuto come un semplice gioco innocente, che però da una parte sostiene il mercato della pedopornografia e dall’altra aumenta il rischio di violenza sessuale reale.
A proposito di sesso, il «sexting» è l’invio di messaggi sessualmente espliciti e/o immagini inerenti al sesso, principalmente tramite il cellulare, ma anche tramite internet.

L’inesistente privacy
In internet la privacy è stata ingoiata da qualche buco nero.
Nonostante le leggi italiane ed europee, il pc e gli smartphone sono strumenti principali di controllo sociale, in grado di monitorare e tracciare tutto e tutti costantemente.
Per ogni social o pagina web visitate si lasciano sassolini come moderni Hansel e Gretel.
Miriadi di dati e informazioni personali (quello che acquistiamo, le preferenze politiche, religiose, sessuali, la musica che amiamo, ecc.) che diventano preziosi come l’oro per i giganti del web (Big Data). I Padroni del mondo sono coloro che gestiscono questa mole di dati, ecco perché Big Data incarna perfettamente la strega che vuole mangiarsi i due fratellini persi nel bosco.

Pericolo fake news
Sulle cosiddette Fake News il tema è caldissimo. Nel cyberspace una notizia falsa veicolata ad arte dai media mainstream può aprire ampi dibattiti politici e influenzare l’esito di una tornata elettorale, o innescare sommovimenti popolari. Inoltre, delle falsità possono massacrare la reputazione di una persona.
Va infine ricordato sempre che «fake news» è una etichetta inventata dall’establishment per essere appiccicata a tutte quelle notizie che vanno fuori dal binario, e cioè dal paradigma riconosciuto…

Virus e malware
La rete è anche quel mare magnum che ha creato virus e malware e contribuito alla loro diffusione e infestazione di massa.
Non tutti i virus sono distruttivi, spesso infatti vengono utilizzati per altri motivi, tra cui sottrarre informazioni personali, password, dati delle carte di credito o direttamente denaro.
Girovagando nel web e/o scaricando file senza sicurezza, il rischio è enorme.

Le applicazioni pericolose

Le applicazioni per il cellulare sono migliaia. Ogni giorno ne vengono create di nuove per una infinità di scopi. Alcune di queste possono essere potenzialmente deleterie, come quella chiamata Tik-Tok.
Si tratta di un social network cinese che sta crescendo però a livello planetario. Stiamo parlando della terza app più usata al mondo nel 2018, la quale nel 2017 si fonde con Musicaly, una piattaforma americana. Cosa fa questa applicazione? In pratica permette di «incarnare in playback le tue canzoni preferite, i tuoi video, fare sketch, doppiare film, ecc.».  La sua arma è la «sfida settimanale», come per esempio la «Shoe Challenge» che consiste nel provare il maggior numero di scarpe e vestiti in 15 secondi, tutto rigorosamente a tempo di musica.[1]

Questo è un modo intelligente e persuasivo di fidelizzare il pubblico bloccandolo nella piattaforma per più tempo possibile. Lo scopo è farli rimanere connessi e infatti molti bambini e adolescenti sono diventati dipendenti.
Un altro insidioso pericolo è instillare l’incessante ricerca di essere perfetti nel fisico e piacere agli altri: tutto è orchestrato per esporre il proprio corpo, le forme e la propria intimità. Il canone di bellezza di Tik-Tok sono le ragazzine magre dai capelli lunghi neri, labbra carnose, che svestite danzano sensualmente cercando di imitare le loro cantanti preferite[2].
Ragazze (o bambine) giovanissime anche di 9 e 10 anni!
I pericoli sono enormi e gravissimi, partendo dai pedofili che sguazzano quotidianamente in simili social per adescare qualche bambina o bambino. Per non parlare del cyberbullismo onnipresente: le ragazze che non hanno il physique du role vengono massacrate con parole offensive (“sei grassa”, “fai schifo”, “vergognati”, “ucciditi”, ecc.) dagli altri utenti.
Infine Tik-Tok contiene pornografia, nudità e violenza.

Adolescenti sempre più schiavi della rete
Una recente indagine intitolata: «Tempo del web. Adolescenti e genitori online», realizzata da SOS Telefono Azzurro Onlus in collaborazione con Doxakids, e presentata a Milano l’8 febbraio in occasione del «Safer Internet Day» (SID), la Giornata mondiale per la sicurezza in rete promossa dalla Commissione Europea, mostra un quadro a dir poco allucinante.
La ricerca è stata condotta su 600 ragazzi dai 12 ai 18 anni e 600 genitori dai 25 ai 64 anni.
Adolescenti sempre più dipendenti da social e smartphone.
Il 17% dei ragazzi intervistati dichiara di non riuscire a staccarsi da cellulare e dai social; ben 1 su 4 (25%) è sempre online, quasi 1 su 2 (45%) si connette più volte al giorno.
Dati assai preoccupanti che però raggiungono la follia quando si legge che il 21% (1 su 5) dei giovani soffre di «vamping», cioè si sveglia in piena notte per controllare i messaggi arrivati sul proprio cellulare!
Circa il 78% (4 su 5) chattano continuamente su piattaforme come WhatsApp.
Dati assai preoccupanti che però raggiungono la follia quando si legge che il 21% (1 su 5) dei giovani soffre di «vamping», cioè si sveglia in piena notte per controllare i messaggi arrivati sul proprio cellulare!
Circa il 78% (4 su 5) chattano continuamente su piattaforme come WhatsApp.

Online prima dei 13 anni e lo smartphone a 11
Uno degli allarmi lanciati dalla ricerca è quello dell’età in cui gli adolescenti italiani accedono alla Rete. Quasi la metà (48%) dichiara di essersi iscritto a Facebook prima dei 13 anni, età minima consentita per poterlo fare, mentre il 71% riceve in regalo dai premurosi genitori uno smartphone a 11 anni.

Consideriamo che di media le chiavi di casa arrivano attorno ai 12 anni!
Ma se i ragazzi hanno una dipendenza evidente, non sono da meno i genitori.
Quattro intervistati su 5 tra gli adulti dichiarano di usare i social per comunicare quotidianamente con i propri figli: 68% WhatsApp, 18% altre chat. Anche tra gli adulti la percentuale di «vamping» è impressionate: 1 su 4 (il 22%).

Sessualità, pedopornografia e cyberbullismo
Il 73% dei ragazzi intervistati (4 su 5) dichiarano di frequentare costantemente siti pornografici e addirittura il 28% di loro teme di diventarne dipendente. Poco più del 10% (1 su 10) conosce qualcuno che ha fatto «sexting», cioè si è scambiato messaggi e/o immagini sessualmente espliciti.
Secondo la ricerca in questione, il 12% ha dichiarato di essere stato vittima di cyberbullismo, mentre il 32% ha paura di subirlo, e il 30% teme il contrario: postare qualcosa che offenda qualcuno senza accorgersene.

Generazione Digitale
La chiamano iGen o «Generazione Digitale» o anche «Generazione Google» ed è la generazione dei nati dopo il 1995, diciamo dopo l’anno 2000, quando la Rete si è aperta agli usi commerciali. Sono i ragazzi cresciuti con in mano non una fionda ma un iphone.


Al contrario dei cosiddetti «millennials» (nati tra il 1981 e il 1995) che almeno sono riusciti a conoscere una realtà analogica prima dell’avvento degli schermi piatti, gli adolescenti odierni vivono una vita immersa in un mondo inesistente proiettato dentro uno schermo connesso alla Rete.

I social e la riprogrammazione del cervello
Il livello di attenzione negli ultimi anni è stato ridotto drasticamente.
Oggi infatti si scorrono le videate di facebook, Instagram ecc. ad una velocità pazzesca, e di solito in circa 3 secondi dopodichè si cambia.
Questo indubbiamente porta ad una riprogrammazione del cervello (vedi video sotto di Federico Pistono).
Tutta la comunicazione delle aziende, la pubblicità è pensata per attirare l'attenzione in 3 secondi al massimo, quindi devono chiaramente fare leva sulle emozioni primarie, quelle più basse come la paura e l'eccitamento sessuale!
Questo martellamento costante, questo fiume di stimoli a ripetizione rende le persone incapaci di stare fermi a pensare, e aumenta i disturbi di attenzione, la perdita di memoria, ecc.
L'andamento della pubblicità è indicativo: una volta era di 30 secondi, poi a 15 secondi e ora ci sono gli spot (prima dei video) di soli 3-5 secondi. Devono catturare la persona subito, altrimenti la perdono.
Svariati studi hanno dimostrato che stare incollati nei social media per più di 2 ore al giorno aumenta di molto le tendenze suicide e la depressione. I bambini sono più infelici, e si sentono più soli...
Non a caso i figli dei grandi CEO della Silicon Valley non hanno il cellulare: il figlio di Steve Jobs (Apple), di Satya Nadella (Microsoft), di Sundar Pichai (Google) non usano lo smarthphone! Come mai? 

Conclusioni
La ricerca ha evidenziato anche una buona dose di ignoranza tra i genitori. Per esempio il 71% degli adulti non ha mai sentito parlare di sexting, il 12% non sa cosa significa cyberbullismo.
Questo vuoto conoscitivo deve essere assolutamente colmato prima di arrivare al punto di non ritorno: una società costituita da zombi interconnessi.
Perché quello che sta avvenendo è epocale e non si è mai verificato prima nella storia dell’umanità.
Stiamo allevando un gregge di pecore disorientate e soprattutto infelici!
Tutte le indagini finora condotte hanno dimostrato che la felicità dei ragazzi diminuisce in maniera proporzionale al tempo trascorso davanti allo schermo di un cellulare o di un tablet... Sarà un caso, ma la generazione più digitale della storia è sempre più sola, depressa e propensa al suicidio, rispetto a qualsiasi altra generazione del passato.
La rete non solo sta cambiando gli stili educativi e il linguaggio della popolazione, ma sta anche forgiando la struttura mentale ed emozionale dei giovani (l’ambiente) di oggi.
Detto in senso epigenetico, il web sta letteralmente modificando la genetica umana!
Riflettiamo, ed interveniamo prima che sia troppo tardi.

Note

[1] “I pericoli di Tik Tok”, video di Antonio Morra, https://www.youtube.com/watch?v=HH1hgOKaSRI
[2] Idem

Video di Federico Pistono: "Nuove malattie mentali: come i social riprogrammano il cervello"

 Video di Antonio Morra: "I pericoli di Tik-Tok"


Marcello Pamio

Secondo la "prestigiosa" rivista Famiglia Cristiana, al prete «è affidata la stessa missione che Gesù ha dato agli apostoli». E grazie all’aiuto dello Spirito Santo il prete «può essere guida e capo di una comunità: in questo assomiglia a Gesù».
Quindi secondo il settimanale cattolico, oggi un prete assomiglia a Gesù!!!
Una responsabilità enorme, anche se sarebbe più corretto parlare di ipocrisia magistrale.
Se teniamo conto che nella comunità odierna i bambini non vaccinati vengono illegittimamente e incostituzionalmente lasciati a casa dalle scuole gestite dai preti, viene da sé che se Gesù duemila anni fa scacciò i mercanti dal tempio, oggi prenderebbe a calci nel culo gli apostoli della fede!
Non solo, ma visto che tali violenze nei confronti dei bambini, cioè dei destinatari del Regno-di-Dio, vengono perpetrate per non perdere le priorità acquisite (scuole paritarie), cioè per non perdere gli agognati finanziamenti pubblici, l’affare assume una connotazione a dir poco vomitevole!

Questo racconto di Natale sarà ancora più indicativo della incoerenza dei preti cattolici…

Pecora nera alla Grotta di Betlemme

C’era una volta una pecora diversa da tutte le altre: era nera. Veniva derisa perché in un gregge tutto bianco spiccava come una macchia di inchiostro su un lenzuolo!
Le altre pecore le gridavano dietro: «pecora sbagliata, non sai che le pecore devono essere tutte uguali, tutte avvolte di bianca lana?».
La pecora nera non ne poteva più e decise di uscire dal gregge andandosene sui monti da sola. Una sera vide lontano una grotta illuminata da una debole luce.
«Chi sei?», le domandò una voce appena fu entrata.
«Sono una pecora che nessuno vuole: una pecora nera! Mi hanno buttata fuori dal gregge».
«La stessa cosa è capitata a noi! Anche per noi non c'era posto con gli altri nell'albergo. Abbiamo dovuto ripararci qui, io Giuseppe e mia moglie Maria. Proprio qui ci è nato un bel bambino. Eccolo!».
La pecora nera era piena di gioia. «Avrà freddo; lasciate che mi metta vicino per riscaldarlo!».
La pecora si avvicinò stretta al bambino e lo accarezzò con la sua lana.
Gesù si svegliò e le bisbigliò nell’orecchio: «Proprio per questo sono venuto: per le pecore smarrite!».
La pecora si mise a belare di felicità. Dal cielo gli angeli intonarono il «Gloria»…

Oggi la pecora nera è rappresentata dai bambini i cui genitori hanno deciso consapevolmente di non vaccinare. Ma mentre Gesù è venuto proprio per le “pecore smarrite”, oggi i preti, per infimi interessi economici, portano al massacro queste povere pecore!

 

Pubblico l'articolo tratto dalla pagina Facebook del Corvelva

LA SOLIDARIETA' ECCLESIASTICA ALLE DISCRIMINAZIONI DI LEGGE

Anche oggi non si smentiscono i vertici clericali e don Lorenzo Celi, direttore dell'ufficio diocesano pastorale della scuola di Padova, tiene a rassicurare moralmente i propri parroci. Egli infatti esprime loro "vicinanza e piena solidarietà" nel compito di esclusione dalle scuole materne Fism.
Se ne deduce che, invece, ai bambini non siringati a dovere e per questo esclusi dal sistema scolastico, non ritenga di esprimere alcunché; d'altra parte egli tiene a ribadire che sarebbero i genitori ad auto-escludersi perchè rei di opporsi "a quanto dispone la legge", e aggiunge "per ragioni personali".
Ribadisce, il don, che all'art.3 la legge prevede l'esclusione (??? dov'è scritto nella legge, don ???), più in là si corregge parlando di espulsione e poi di sospensione (eh! la chiarezza della Legge!), ma soprattutto si premura di utilizzare un bel giro di parole per ricordare il rischio di "perdita della parità scolastica con tutte le conseguenze a ciò correlate" (leggasi contributi economici).
Credo che questo sia lo snodo fondamentale che spiega tutto il comportamento della chiesa e delle fism dal 2017 ad oggi...
Personalmente preferisco non esprimermi sulla condotta dei preti in tutta questa
vicenda dei vaccini obbligatori, dico solo che la storia insegna, a chi vuole intendere.
Mi auguro però che le persone possano imparare molto da questa condotta; d'altra parte, se le vaccinazioni sono diventate dogma, se la scienza è divenuta fideismo, quali attori migliori dei preti in campo, per difendere la sacralità della magica soglia di immunizzazione?
Ieri come oggi, oscurantismo è la parola chiave: si oscurano i diritti, il libero pensiero, la libertà di espressione e quando c'è bisogno di seppellire la libera coscienza (le "ragioni personali"), si trovano sempre buoni alleati in chi è allenato agli "atti di fede".
Mi raccomando: la dottrina, il catechismo, la messa la domenica.
La COERENZA, soprattutto.

Ecco la lettera di Lorenzo Celi


Marcello Pamio

Il 25 febbraio scorso è stato ufficializzato nella Gazzetta l’inserimento del medicinale Triptorelina nell’elenco dei farmaci erogabili a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale.
La Triptorelina Pamoato è il principio attivo, il nome commerciale è Decapeptyl e appartiene alla categoria farmacologica degli «Analoghi degli ormoni liberatori delle gonadotropine», in pratica agisce causando la soppressione della funzione gonadotropa pituitaria, detto in parole semplici blocca alcuni importantissimi ormoni, come il testosterone, agendo direttamente sulla ghiandola endocrina pituitaria: l’ipofisi!

Attualmente viene somministrato nel carcinoma della prostata e in quello della mammella mediante un’iniezione che viene effettuata tassativamente ogni 3 mesi.
Ma perché un farmaco in uso nei tumori ormono-sensibili viene inserito nella Gazzetta ufficiale?
La risposta è semplice ma inquietante: perché l’impiego sarà allargato ai casi «in cui la pubertà sia incongruente con l’identità di genere (disforia di genere)».[1]
Quindi il Ministero della Salute e l’Aifa hanno autorizzato l’utilizzo di un farmaco ormono-castrante già in uso per il cancro al seno e alla prostata, per i bambini che non riconoscono il proprio corpo e/o la propria sessualità!

Questo è il risultato delle sempre più potenti lobbies pro-trans, le quali non solo aumentano le lettere degli acronimi LGBT, LGBTQ, LGBTQIA, LGBTQIAPK, ma anche la loro pressione sociale.
Associazioni ufficialmente nate per proteggere e sostenere i diritti di Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali, Queer, Intersessuali, Asessuati[2], Pansessuali[3] e Kinky[4], ufficiosamente rappresentano invece un formidabile e funzionale strumento di manipolazione mediatica e politica assai rilevante.
Purtroppo è molto triste sapere che l’Italia è il primo paese in Europa per tumori in età pediatrica, il primo anche per obesità infantile, e la priorità del governo (quello del cambiamento) oltre alle vaccinazioni coatte è autorizzare un farmaco che castra i bambini confusi!

Ovviamente, come dietro le vaccinazioni c’è un progetto molto più lungimirante, così anche dietro a tutto questo vi è un piano ben più complesso ed occulto rispetto a quello che si può osservare in superficie…
E quello che sta accadendo in Inghilterra in questi giorni, dovrebbe far riflettere tutti…

Gender Indentity Development Service (GIDS)
Si tratta dell’unico centro britannico che si occupa di bambini che vogliono cambiare sesso.
Fa parte dell’NHS, del servizio sanitario di Sua Maestà e ha sede a Londra dentro il Tavistock.

Negli ultimi 5 anni i pazienti, tutti minorenni, sono cresciuti esponenzialmente da 468 a 2519 all’anno, con un aumento del 400%.
Quello che non viene evidenziato dai media è ciò che sta accadendo all’interno del Centro…
Lo psicanalista David Bell, a capo del personale del GIDS, ha spiegato in un suo report che il servizio per il cambio di sesso dei minorenni NON è in grado di valutare adeguatamente i suoi giovanissimi pazienti. Non solo, è arrivato anche a denunciare che il Centro riceve pressioni enormi in particolare dalle lobbies e dagli attivisti pro-trans. Lo avete letto da qualche parte?
Anche la d.ssa Polly Carmichael, direttrice del GIDS, ha dovuto ammettere pubblicamente che il suo centro riceve parecchie pressioni!
Infine sono arrivate le dimissioni del dottor Marcus Evans, che faceva parte della Fondazione che guida il GIDS. Le motivazioni sono sempre quelle: «il GIDS è stato accusato di essere troppo veloce nell’offrire cure mediche a bambini e ragazzi. Trattamenti (farmaci che bloccano gli ormoni) che hanno conseguenze di vasta portata sconosciute e che, senza una sufficiente esplorazione dei sentimenti e delle motivazioni del bambino, possono avere effetti devastanti sulla sua vita, la sua identità e il suo sviluppo.»[5]

Quindi due figure autorevoli del centro inglese hanno fatto outing, denunciando pubblicamente le enormi pressioni ricevute dalle lobbies sempre più politicizzate, che vorrebbero un mondo costituito da bambini transgender...
Ma perché simili pressioni da parte delle associazioni di settore, della politica e della finanza? Hanno solamente lo scopo di richiedere maggiori libertà, maggiori diritti, o c’è dell’altro?
Purtroppo la verità è a dir poco sconvolgente, e per prenderne coscienza è necessario conoscere la storia occultata dell’Istituto Tavistock…

Istituto Tavistock
L’Istituto Tavistock di Londra nacque nel 1920 in Tavistock Square, come clinica psichiatrica ad opera di Cyril Burt, esperto di ricerca sul paranormale e Hugh Crichton-Miller, vicepresidente dell’Istituto C.G. Jung di Zurigo.
Nel 1921 l’undicesimo Duca di Bedford, Marchese di Tavistock donò all’istituto una sede dove furono condotte ricerche sulle psicosi traumatiche da bombardamento nei reduci della Prima Guerra Mondiale. Si trattava di identificare con criteri scientifici la "soglia di rottura" della resistenza di un essere umano sottoposto a sollecitazioni limite.
Il progetto era patrocinato dall’Ufficio per la Guerra Psicologica dell’esercito britannico sotto il comando dello psichiatra John Rawlings Rees.

Nel 1932 divenne direttore del Tavistock un fuoriuscito tedesco, Kurt Lewin, specialista in "dinamiche di gruppo", ovvero tecniche di manipolazione del singolo inserito in un gruppo, tese a fargli acquisire una sua nuova personalità e nuovi valori.
Lewin era fondatore della clinica psicologica di Harvard, che avrebbe avuto una parte di tutto rilievo nel convincere gli americani ad entrare in guerra contro la Germania.
Sviluppatosi come centro di eccellenza per ricerche psichiatriche, il Tavistock, sulla scorta dei successi ottenuti nelle due guerre mondiali, nel 1947 mutava ufficialmente la sua denominazione in "Tavistock Institute of Human Relations".
Grazie ai finanziamenti della Rockefeller Foundation e a qualificanti presenze americane, il nuovo Istituto operava in sinergia con i britannici, fra i quali spiccava il vicedirettore della Clinica Tavistock, il suddetto Rees, cofondatore della Federazione Mondiale della Sanità Mentale.
Va ricordato pure che Rees ebbe per studente un personaggio fuoriuscito dalla Germania che avrebbe fatto una brillante carriera: Heinz (Henry) Alfred Kissinger.

Scopo dichiarato dell’Istituto era, ed è tutt'oggi, «applicare idee e metodi delle scienze sociali a problemi di politica e pratica», sviluppando progetti per l’organizzazione delle istituzioni, dell’industria, del commercio, della salute pubblica e dell’istruzione.
Un campo d’azione multidisciplinare che spazia dall’antropologia, all’economia, alla condotta organizzativa, alle scienze sociali, alla psicoanalisi, alla psicologia e sociologia.
Il progetto era ambizioso: applicare niente meno che al corpo sociale i risultati di quegli studi sul "punto di rottura" messi a punto nel corso delle due guerre mondiali, per distruggere ogni resistenza psicologica dell’individuo e metterlo alla mercé del Nuovo Ordine Mondiale.
Negli anni ‘60 fu lo stesso Tavistock, in collaborazione con i servizi segreti inglesi, a pilotare un esperimento della diffusione e dell’impiego della droga, soprattutto quella prodotta artificialmente, l’LSD, nell’ambito di quel fenomeno socialmente destabilizzante che fu denominato "controcultura", grazie alla larghe sovvenzioni della Fondazione Ford, del Centro Britannico di Studi Ambientali, del Ministero della Difesa britannico, dell’università di Harvard e del Consiglio delle Ricerche di Scienze Sociali della Gran Bretagna.
Personaggio di spicco della controcultura della droga era Gregory Bateson, padre degli hippy californiani, uno dei 5 scienziati di punta del Tavistock che si occupavano di esperimenti di "ingegneria sociale" mediati dalla droga.

Oggi il Tavistock Institute è una sorta di sofisticato laboratorio del RIIA per il controllo sociale, una via di mezzo fra un centro di studi psichiatrici e un centro di ricerche militari, che pubblica un mensile dal titolo Human Relations (Plenum Press).
Obiettivo primario del Tavistock, in ultima analisi, è la ricerca delle modalità per provocare «mutamenti dei paradigmi culturali» nelle società umane, attraverso l’instaurazione di «ambienti sociali perturbati» o la manipolazione delle «dinamiche occulte di gruppo».
A titolo di saggio nel 1989 venne tenuto presso l’Istituto Tavistock un ciclo di conferenze sul tema: «Il ruolo delle Organizzazioni Non Governative nell’indebolire gli stati nazionali», i cui atti vennero pubblicati nel 1991 sulla rivista Human Relations.
Il Tavistock Institute si appoggia a portavoci come la Ditchley Fondation, fin dalla sua fondazione, e a società di pensiero come Club di Roma e ai circoli Bilderberg con i quali collabora strettamente....

Il Tavistock si giova inoltre di una rete americana che include lo Stanford Research Istitute, fondato nel 1946, consulente di multinazionali del calibro della Wells Fargo dei Rothschild, della Bank of America e della Bechtel Corporation.
Ma la vera testa di ponte Tavistock negli Stati Uniti è rappresentata dal maggior "pensatoio" americano, la Rand Corporation, costituita a baluardo del RIIA e quindi del CFR, per il controllo della politica americana ad ogni livello, relazioni internazionali, armamenti, programmi spaziali, politica interna, ecc.
La rete del controllo della mente del singolo e dei comportamenti collettivi mirante a creare, col supporto delle grandi fondazioni, il pensiero unico fondante una nuova scala di valori "politically correct", in pochi decenni si è irradiata in tutto l’Occidente, imponendosi inavvertitamente nelle politiche degli stati, del sistema educativo, nel mondo bancario, degli affari e nei costumi.

Conclusione
Risulta ora più chiara la funzione dell’Istituto: un sofisticatissimo laboratorio di controllo sociale e mentale, ma soprattutto militare, il cui obiettivo è provocare «mutamenti dei paradigmi culturali» nelle società umane.
L’operazione, da far impallidire il diavolo stesso, è il passaggio ultimo che traghetterà l’attuale società verso il porto oscuro del transumano e postumano…

 

Approfondimenti

RIIA, Royal Institute of Internations Affairs
Il primo Istituto Affari Internazionali fu il RIIA fondato il 30 maggio 1919 all’Hotel Majestic di Parigi nel corso della Conferenza di Pace, dal cerchio di iniziati della Round Table, quindi da Cecil Rhodes, Alfred Milner, Arthur Balfour, Albert Grey e Lord Rothschild.
Assieme al CFR americano si trattava di porre in essere sulle due sponde dell’Atlantico un gruppo internazionale, da affiancare ai rispettivi governi per consigliarli e orientarli in tema di politica e affari internazionali.
Il RIIA, noto anche come Chatam House, ha adesso sede al numero 10 di St. James Square a Londra e nel 1979 contava su un Consiglio permanente di 33 persone alla guida di circa 3000 membri.

CFR, council on Foreign Relations
La sua fondazione è descritta nel sito ufficiale del CFR: «si trattò di un club molto discreto di finanzieri newyorkesi e di legali internazionali, organizzato nel giugno del 1918 alla Conferenza di Pace. Sotto la guida di Elihu Root, Segretario di Stato di Theodore Roosevelt e Premio Nobel per la pace, questo gruppo selezionato si chiamò Council of Foreign Relations. Iniziò con 108 membri...funzionari dell'alta banca, di società industriali, commerciali e finanziarie.»
Dalla sua fondazione il CFR ha assunto un ruolo di preminente intermediario fra il mondo dell’Alta Finanza americana, le compagnie petrolifere, le multinazionali e la politica estera del governo degli Stati Uniti. La sua influenza è così profonda e incisiva che può essere considerato il vero motore della politica americana.
Per corroborare tale affermazione si tenga conto che dalle file del CFR sono provenuti: quasi tutti i presidenti americani dopo Franklin Roosevelt, Bush Junior incluso; tutti i Segretari di Stato dopo il 1939; tutti i Segretari alla Difesa; tutti i Direttori della CIA e praticamente tutti i Capi di Stato Maggiore Supremo americano.
Si può affermare che il CFR è l’establishment!

Note

[1] http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/03/02/19A01426/SG

[2] Asessuali sono individui che non presentano caratteristiche che rimandano ad una precisa identità sessuale

[3] Pansessuale è l’individuo che ha la tendenza di porre il sesso al centro della vita psichica, della morale e dei rapporti sociali. https://dilei.it/sesso/cosa-significano-gli-acronimi-lgbtq-lgbtqia-e-lgbtqiapk/455645/

[4] L’aggettivo kinky deriva dal termine kink che descrive una serie di pratiche sessuali non consuete atte ad intensificare il rapporto tra due persone e la loro sessualità. https://dilei.it/sesso/cosa-significano-gli-acronimi-lgbtq-lgbtqia-e-lgbtqiapk/455645/

[5] «Minorenni spinti a cambiare sesso per non urtare gli attivisti LGBT», Francesco Borgonovo, “La Verità”, 5 marzo 2019


Marcello Pamio

«L’annuncio di Fabio Franchi su Facebook è delirante e ho attivato i controlli del caso.
Voglio rassicurare i cittadini dicendo che in Italia non c’è spazio per sperimentazioni fai da te!”
E se lo dice con un tweet il ministro della salute Giulia Grillo, allora c’è da stare tranquilli. Fiuff…stavo proprio per pensar male...
Come non fidarsi, d’altronde, dell’onorevole pentastellata che nel 2017 attaccava e inveiva contro Beatrice Lorenzin per il decreto poi convertito nella sciagurata legge 119 sull’obbligatorietà dei vaccini e che oggi ne è la sostenitrice più incallita? La coerenza, come sempre, viene prima di tutto.

La situazione italiota è così allo sbando che ultimamente la Lorenzin sostiene addirittura la Grillo negli attacchi ai cosiddetti no-vax. Della serie: il nemico del mio nemico, è mio amico!
Queste sono le classiche notizie che schiudono il sarcofago dove è conservata la politicamente-nulla Lorenzin, ridestandone momentaneamente la coscienza. Rimane in ibernazione letargica per mesi e poi, di punto in bianco, si sveglia per twittare o postare su Facebook attacchi contro i novax.
Prima di ritornare nell’oblio, ecco cos’ha scritto la liceale ex ministro sul caso del dottor Franchi: «Reclutamento di cavie umane, bambini, via facebook, per esperimenti. Non è una news da qualche paese del terzo mondo, ma è tutta made in Italy. Che il protagonista sia un medico no-vax è solo un’appendice della follia in cui sta degenerando il nostro paese», terminando poi con l’auspicio che il ministro «faccia valutare se ci sono gli estremi per un affondamento giudiziario».
Se parliamo di follia, i neuroscienziati dovrebbero studiare approfonditamente il suo cervello per capire meglio come avviene dal punto di vista neurosinaptico l’involuzione dell’uomo…

Tornando alla Grillo, non mi risulta che l’attento ministro abbia attivato controlli nei confronti dell’epidemiologo, nonché collaboratore GSK, Pierluigi Lopalco, il quale l’8 febbraio scorso, non da una pagina facebook ma in un congresso all’università di Modena Reggio Emilia, ha dichiarato che «bisogna vaccinare i bambini volontari», e che «il test sui vaccini si fa su decine di migliaia di bambini». (vedi articolo)
Avete capito come funziona il Sistema? In Italia non ci può essere spazio per sperimentazioni fai da te, perché le sperimentazioni su cavie, cioè su neonati “volontari”, le possono fare solo loro negli ambulatori delle ASL!
Per cui se dichiari pubblicamente che i vaccini vengono testati su decine di migliaia di neonati inconsapevoli, anzi “volontari”, va tutto bene, se però hai la sfrontatezza di ironizzare sulle sperimentazioni cliniche, o peggio ancora hai il coraggio di analizzare il contenuto vaccinale, e richiedere la pubblicazione delle analisi di controllo (che ANCORA NESSUNO HA PORTATO ALLA LUCE), allora vieni attaccato, sputtanato dai giornalai, dai servi pennivendoli del Sistema, subendo perfino gli accertamenti dal ministro.
Se ancora non fosse chiaro chi può usare le cavie umane, leggete il titolo del comunicato n.31 di oggi, datato 26 febbraio 2019, del Ministero della salute: «Test HIV su minori senza consenso dei genitori, sì del garante Infanzia al ministro grillo per collaborazione su nuove regole»

Et voilà il governo del cambiamento…


Marcello Pamio

L’8 febbraio scorso all’Università di Modena e Reggio Emilia si è tenuta una giornata dal titolo «VacciniaMO», un incontro rivolto agli studenti degli Istituti superiori di Modena.
Si tratta del secondo appuntamento organizzato dalla facoltà di medicina e chirurgia Unimore, d’altronde per il Sistema risulta d’importanza vitale indottrinare le giovani coscienze e plasmare i loro freschi cervelli sul tema vaccinale. Voglio impedire che diventino esseri senzienti e soprattutto pensanti…
Ospiti Maria Santoro che ha aperto le danze, poi a seguire il dott. Stefano Zona, infettivologo di Unimore, il prof. Francesco Galassi, paleopatologo dell’Università di Zurigo e Flinders University, e la dott.ssa Elena Varotto, antropologa forense dell’Università di Catania. Poi è stata la volta del prof.  Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa, del prof. David Galbraith, biologo vegetale dell’Università di Tucson in Arizona, del prof, Marcello Pinti, immunologo di Unimore e infine del prof. Andrea Cossarizza, patologo generale sempre di Unimore.

Due parole sull’esimio Lopalco sono d’obbligo visto che gira un video sul suo intervento.
L’epidemiologo dopo aver ironizzato su coloro che mettono in discussione la sicurezza dei vaccini, parte con pseudospiegazione scientifica, per cercare di fare luce sul problema.

«Per mettere in commercio un vaccino servono da 8 a 10 anni di ricerca, questo significa che bisogna vaccinare i bambini volontari e bisogna vedere quanto il vaccino sia sicuro e quanto sia efficace. Dopo tutta questa fase di ricerca, il vaccino viene commercializzato. Cioè il test sui vaccini si fa su decine di migliaia di bambini. Dopodiché viene commercializzato e si fa quella fase che si chiama farmacovigilanza, cioè si guarda anche dopo la commercializzazione, se questo vaccino causa per esempio effetti collaterali che non avevamo osservato negli studi clinici».

Secondo l’esperto, decine di migliaia tra bambini e neonati volontariamente si sono fatti inoculare, dopo ovviamente aver firmato col dito intriso nel latte materno il foglio del consenso informato.
Il termine «volontari» al posto di «cavie umane» ha un impatto decisamente diverso sulla psiche degli studenti presenti.
Lui si difende: «I test sui minori sono imposti dalla legge come ultimo passo. Ma sono i genitori a decidere». Ora è tutto più chiaro! La legge lo impone, ma è solo l’ultima spiaggia, anche se non sappiamo bene cosa ci sia prima, però alla fine sono i genitori che decidono.
Ricapitolando: i bambini sono volontari, ma è la legge che lo impone, però sono i genitori che decidono! Forse il dottore dovrebbe farsi visitare da uno bravo.

Quanti genitori presterebbero alla Scienza il corpo del proprio figliuolo per testare un farmaco di cui non si conosce nulla?  Purtroppo questo avviene inconsapevolmente ogni giorno nelle ASL...
Come spiega benissimo il dottor Stefano Montanari «per controllare l’efficacia di un vaccino occorre una popolazione enorme», questo perché non si tratta solo di verificare se i soggetti siano guariti con la somministrazione del farmaco, ma anche verificare se non si sono ammalati di qualcosa.
Forse Lopalco non sa o fa finta di non sapere, che l’attuale farmacovigilanza, come viene praticata è in grado di riscontrare una frazione miserrima degli effetti avversi, il tutto per minimizzare la loro pericolosità oggettiva.
La verità è che non esistono studi randomizzati a doppio cieco sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini: servirebbe seguire per lunghissimo tempo due gruppi di «cavie», l’uno vaccinato l’altro no, e verificarne lo stato di salute nel tempo, e l’eventuale protezione offerta dal vaccino contro le malattie per le quali si è vaccinato. Questo non è mai avvenuto, per ovvi motivi. Pertanto quanto detto da Lopalco non ha alcun senso.

«Una sperimentazione del genere - continua Montanari - comporterebbe tempi lunghissimi e nessuna, assolutamente nessuna azienda farmaceutica lo fa né mai avrebbe intenzione di farlo».
Anche in questo caso, il Lopalco di turno, esattamente come la cricca ipervaccinista-a-prescindere, non ha esibito nessun documento ufficiale, nessuno studio di sicurezza che comprovi le sue e le altre esternazioni pubbliche. Dovrebbe far riflettere…
Un’altra cosa che dovrebbe far pensare è che il dottor Lopalco figura sulla busta paga della GlaxoSmithKline, la principale azienda produttrice di vaccini!
Nel 2015 la GSK ha pagato Lopalco 459,62 euro come «rimborso spese di viaggio», l’anno seguente ha ricevuto ben 2315,58 euro (700 euro per «corrispettivi» e 1615,58 per «spese contrattuali»).
Nel 2017 il professore pisano ha sicuramente lavorato bene perché la GSK ha sganciato 3549,20 euro, di cui 1928,40 per «corrispettivi» e 1620,80 per «spese contrattuali o servizi di consulenza incluso viaggi e alloggi».
Se non bastasse, ha ricevuto dalla francese Sanofi nel 2017 per due consulenze, la modica cifra di 1350,00 euro e 2233,98 euro.

Questi sono i dati ufficiali pubblicati dalla Glaxo grazie all’EFPIA (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations), al codice di trasparenza delle industrie, che però va sempre ricordato, è su base volontaria, quindi la maggior parte dei soldi che le lobbies elargiscono a medici, professori, istituti, università e centri di ricerca potrebbe essere sommersa…

Con questo non si sta dicendo che un medico e/o ricercatore non possa prendere soldi dai produttori di farmaci, ma è un diritto per le persone e per gli studenti che ascoltano l’oratore, venire a conoscenza che colui che parlando di vaccini è pagato dal principale produttore di vaccini!

Articoli inerenti:

“La gaffe dello scienziato sui vaccini: sperimentiamo su bambini volontari”, “La Verità” 17 febbraio 2019

“Il legame sospetto tra prof e aziende”, D.ssa Maria Antonietta Gatti, “Il Tempo” 17 febbraio 2019

 


Marcello Pamio

I siti zerbinati del Sistema sono sempre al lavoro.
Individui che invece di andare a timbrare il cartellino in fabbrica, o svolgere lavori socialmente utili, sono prodighi nel cercare di smontare quelle che loro definiscono “bufale”, anche se spesso e volentieri finiscono sepolti dalle loro stesse minchiate.
Questi novelli sbufalatori seriali, intervengono ogni qualvolta si debba difendere il paradigma, e proteggere quel Sistema che riempie loro il piatto, e non solo…
L’ultima notizia è quella della legge sull’aborto dello Stato di New York, di qualche giorno fa!
Secondo questi «chierichetti da tastiera» sarebbe tutta una mega bufala, perché quello che è avvenuto nello stato americano è né più né meno quello che avviene normalmente anche in Italia.

Da noi l’interruzione volontaria della gravidanza dopo i novanta giorni è possibile «quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna» o «quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna».
Questa legge nostrana (n. 194 del 22/05/1978) dimostrerebbe (per i miserrimi cacciatori di fake) la bufala della legge newyorkese.

Peccato che la legge Reproductive Health Act (Rha) approvata, interviene procedendo sia ad abrogazioni che a modifiche testuali di alcune leggi pre-esistenti. Quello che più interessa è l’articolo 25A, paragrafo primo, che stabilisce i casi in cui è possibile praticare l’aborto oltre le 24 settimane, quindi anche fino al nono mese di gravidanza!
Si prevede la possibilità di interrompere la gravidanza non solo in caso di pericolo di vita per la madre, ma anche nel caso sussista un non meglio specificato e generico pericolo per la salute («health»).
Il termine «health» rappresenta un concetto inglese che lascia aperte tutte le strade e le porte: disagio emotivo, depressione, disarmonie o separazioni in famiglia, squilibri ormonali e moltissimi altri casi.
Se per esempio una donna vive un momentaneo periodo di depressione, può essere sufficiente questo per far uccidere il feto anche dopo il sesto mese?

Un altro punto piuttosto rilevante che si distingue dalla Legge 194 italiana, riguarda il soggetto abilitato a stabilire e pesare il «pericolo per la salute della donna». Nella Rha si parla di «healthcare practitioner» che non indica necessariamente un medico: è infatti un termine generico che significa «operatore sanitario». Quindi una decisione così importante e delicata che riguarda la vita sacra che si sta formando, viene affidata alla valutazione di un «sanitario».

La «nascita parziale»
Un feto all’ottavo o nono mese è assolutamente vitale, cioè è in grado di diventare un neonato che respira indipendentemente da ausili esterni.
Se una donna al terzo o quarto mese di gravidanza non vuole o non desidera il bambino che ha dentro il grembo, può decidere di abortire e questa è una sua scelta. In questo caso il feto espulso dal corpo non è in grado di sopravvivere autonomamente.
Ma una creatura di 8 o addirittura 9 mesi è assolutamente vitale, e allora la domanda che sorge spontanea è: perché non viene indotto il parto, visto che si è arrivati alla fine delle Dieci Lune, e il frugoletto dato in adozione? Quante sono le coppie in attesa e alla ricerca disperata di un figlio?
La puerpera sarà tranquilla perché non vedrà più la carne della sua carne, la coppia a cui sarà dato in adozione sarà felicissima, e soprattutto una Vita sarà stata salvata!

Bestemmia in chiesa….troppo complicato ed eticamente non corretto: meglio assassinarlo, per poi smembrarlo, vendendo i vari pezzi all’industria farmaceutica...
Ecco come avviene l’uccisione con la «nascita parziale», un procedimento che ci spiega la dottoressa Silvana De Mari (medico): «si induce il parto in maniera podalica (con i piedi), quindi si fa una pratica ancor più rischiosa per la madre. Il medico afferra il bambino per i piedi, appena è uscito, ma lascia la testa dentro la vagina. Deve essere ucciso quando ha ancora la testa dentro la vagina, perché se esce e piange non si può ucciderlo altrimenti sarebbe omicidio! Quindi mentre ha ancora la testa dentro, il medico seziona il midollo spinale all’altezza delle vertebre cervicali e in questa maniera lo uccide. Tutto ovviamente senza anestesia. Il bambino impiega parecchi secondi a morire per soffocamento, anche fino a 3 minuti di agonia».
Questo abominio lo possiamo chiamare vittoria? Le donne da oggi sono più libere ed emancipate? O siamo di fronte all’ennesimo crimine contro la Vita?

Marcello Pamio

I vaccini sono sicuri? Domanda retorica, ovviamente per la visione ufficiale, anche se è mal posta.
La domanda corretta secondo l’establishment, dovrebbe essere: «i vaccini fanno bene o benissimo»?
Stando invece ai risultati delle analisi biologiche e chimiche finanziate dall’associazione Corvelva, quello che salta fuori dalle fialette vaccinali supera il film horror più spinto.
Questi «farmaci biologici» dovrebbero contenere SOLO antigeni (virus e/o batteri), adiuvanti e pochissimo altro, in pratica dovrebbero essere esenti da tossine e contaminanti, perché la loro sicurezza è prioritaria, e invece sono delle vere e proprie zozzerie, discariche pregne di sostanze anche sconosciute e a livelli preoccupanti.

Stiamo parlando della presenza abnorme di DNA, animale (pollo, bovino, ecc.), umano (cellule diploidi fetali) e batterico.
I virus contenuti in alcuni vaccini hanno subìto centinaia di mutazioni dando origine a qualcosa di diverso dall’originale. Addirittura alcuni virus il laboratorio non è stato in grado di trovarli nelle fiale, come quello della rosolia e della polio.
La cosa che invece è saltata agli occhi è stata la quantità industriale di proteine allergizzanti oltre a centinaia di sostanze chimiche diverse (farmaci, pesticidi, alcaloidi, ecc.).

Ha ancora senso parlare di sicurezza?
Ma nonostante dal vaso di pandora scoperchiato stia uscendo di tutto e di più, il verbo impone che i vaccini sono sicurissimi ed innocui.
Così sicuri, che qualche giorno fa la ULSS6 di Padova ha spedito a farmacisti e addetti alla prevenzione una e-mail privata informando che nel nuovo portale è «stata inserita la voce "segnalare una reazione avversa da farmaco" con il link al portale VIGIFARMACO per la segnalazione on-line delle sospette reazioni avverse da farmaco o vaccino». Come mai parlano di «reazioni avverse» e «vaccini»?

Che sia stato un gravissimo errore del webmaster, o anche questi farmaci possono avere effetti collaterali?
Lo trovo strano, perché stando alle dichiarazioni dei burioni, lopalco e villani di turno, sembra che l’acqua potabile sia molto più pericolosa di un tossico vaccino inoculato nel corpo di un neonato.
Nella stessa e-mail si avverte pure che «i medici e gli altri operatori sanitari sono tenuti a segnalare tempestivamente le sospette reazioni avverse», e che «la definizione di reazione avversa comprende qualsiasi "Effetto nocivo e non voluto conseguente all’uso di un medicinale.
Il comunicato termina con una precisazione molto interessante: «NON è necessario avere la certezza della correlazione tra farmaco e reazione avversa».

Qual è il senso di questa comunicazione partita dalla ULSS6 e destinata ai farmacisti?
Il portale Vigifarmaco è attivo da anni, ma evidentemente non così conosciuto dagli addetti del settore - benché sia proprio a loro che viene demandato il compito di rendere la farmacovigilanza uno strumento efficace.
Se i vaccini sono sicuri perché la necessità di un promemoria sul compito di segnalare le sospette reazioni avverse?
Forse si stanno accorgendo che così sicuri proprio non sono...
Per caso si stanno verificando sempre più reazioni avverse nell’ultimo periodo, grazie alla legge 119/2017 che ha fatto aumentare esponenzialmente il numero dei vaccini obbligatori, e vogliono monitorarle? O forse si sono resi conto che sempre più cittadini sono costretti a farla da sé, la segnalazione, trovando spesso un muro di gomma o personale impreparato?

Ripetiamo l’ultimo passaggio della ULSS6, proprio perché stiamo assistendo ad una gravissima e pericolosa superficialità e menefreghismo da parte di medici ospedalieri e/o pediatri: «i medici e gli altri operatori sanitari sono TENUTI a segnalare tempestivamente le sospette reazioni avverse» e «NON è necessario avere la certezza della correlazione tra farmaco e reazione avversa».
Chiaro?


Marcello Pamio

Come può un essere incapace e psicologicamente interdetto diventare una star seguita e osannata da milioni di individui? Può eccome purtroppo, infatti la storia è pregna di esempi simili.
Quello di cui stiamo parlando è una operazione ben collaudata e oliata, adottata dalla potentissima e influente lobby dell’intrattenimento (cinema, musica, televisione).
Un’industria il cui scopo vitale è deviare le masse, intrattenere gli encefali, cancellare i valori, proporre modelli da emulare e fare anche soldi.
Ecco come lavorano: prendono degli squinternati sconosciuti, senza arte né parte, cerebralmente e moralmente predisposti, e nel giro di poco tempo li lanciano al mondo trasformandoli in oggetti sacrali (musicali, artistici, sessuali, ecc.), da desiderare e soprattutto imitare.

Se i nuovi idoli fanno quello che loro dicono, tutto va per il meglio: successo, fama, soldi e ovviamente alcol e droga; quando invece non servono più al (loro) gioco, o quando l’individuo (misteriosamente) prende coscienza della propria strumentalizzazione per scopi beceri, vengono immediatamente scaricati come rifiuti tossici. Dalla strada alle stelle e dal firmamento al letame, il passo è brevissimo.
Attenzione: questa operazione non è solo per scopi commerciali…
Va ricordato che il controllo mentale e il condizionamento delle masse avviene mediante simili psyops, operazioni psicosociali.

Da una parte le lobbies guadagnano miliardi vendendo spazzatura, dall’altra sfruttano questi «candidati manchuriani»[1] per veicolare al mondo messaggi funzionali che deviano milioni di coscienze. Controllare le masse è il senso dell’intrattenimento.
Vi siete mai chiesti come mai i cantanti realizzati, le pop-star arrivate al successo, quelle miliardarie, non prendono mai una posizione chiara e ferma su importanti tematiche sociali? In fin dei conti ne avrebbero tutte le possibilità. La risposta è semplice: non lo possono fare perché altrimenti verrebbero scaricati (quando va bene) dalle major, che li tengono stretti per le palle (in senso figurato, visto che molte “artiste” sono donne).

Oggi infatti una manciata di potentissime società controlla la totalità del mercato musicale.
Agli inizi del Duemila le case discografiche erano quattro: «Universal Music Group», «Sony Music», «EMI», «Warner Music Group», ma dal 2011 l’assorbimento della EMI da parte di Sony ha creato uno dei più potenti conglomerati chiamato «The Big Three».
Quindi sono tre le società che controllano l’intero mercato mondiale, con un potere di persuasione incalcolabile.

Dal rap al trap
«Big Entertainment» crea dal nulla un “artista” con lo scopo di canalizzare rabbia e malumore e, soprattutto, influenzare le masse. Ogni epoca ha avuto e ha i suoi artisti “manchuriani”.
Oggi l’invasione degli ultracorpi sta avvenendo grazie al «trap», un sottogenere del «rap».
Nello slang americano la parola «trap» deriva da «trap house» cioè le case abbandonate in cui avviene lo spaccio di droga, e questo non è a caso, visto che le canzoni ne parlano sempre...
Ascoltando questo genere la cosa che più salta all’orecchio è un ritmo più dilatato e privo dell’andamento classico del rap. Caratteristica questa che ricorda un immaginario sensoriale alterato da droghe. Poi grazie all’utilizzo dei sintetizzatori digitali e all’interpretazione vocale, l’andamento è chiaramente ipnotico.
Lo scopo è ipnotizzare le masse, inoculando messaggi altamente devianti.

Purtroppo la popolarità del trap è dovuta ad una nuova generazione di giovani artisti, nati negli anni Novanta e per questo fonte di imitazione ed emulazione da parte di bambini e ragazzi.
In effetti i ragazzini italiani stanno ascoltando per lo più questi generi musicali, le cui canzoni parlano di denaro, successo, lusso, sesso e droghe.
Quello delle sostanze psicotrope e allucinogene è uno dei temi più ricorrenti nei testi, ma non si tratta delle classiche droghe musicate dal rap.
Nei brani si cita spesso infatti la «purple drank»: un beverone viola dagli effetti sedativi e psicoattivi composto da sciroppo per la tosse a base di codeina (oppioide derivato della morfina) e bevanda Sprite.
L’utilizzo delle droghe nell’ambito trap è stordente!

Basta con le sostanze eccitanti del passato, oggi i farmaci usati sono oppioidi derivati della morfina o dagli antistaminici. Quindi la chiara volontà è quella di non pensare: annichilimento delle coscienze!
Le droghe da strada e lo spinello fumato in compagnia sono il vecchio: le nuove droghe si consumano per lo più sul divano (o nella propria cameretta), in un’accezione più individualista dello sballo che avviene tra le mura domestiche[2], ipnotizzandosi ovviamente con i testi demenziali.

Morire per quest? E’ ora di dire ebbasta!
Nella tragedia avvenuta qualche giorno fa ad Ancona al concerto del trap Sfera Ebbasta hanno perso la vita sei persone.
Non è tanto importante sapere come ha fatto il proprietario del locale a vendere molti più biglietti della capienza della sala[3], o la Siae a vidimare 1600 biglietti[4] (a 30 euro cadauno per una sala da 459 persone), o perché un idiota di 16 anni ha spruzzato gas al peperoncino sulla folla, innescando il panico assoluto. Stiamo parlando di crimini che meritano il carcere.
La domanda cruciale è: cosa ci facevano così tanti ragazzini all’una di notte ad attendere un povero controllato mentale (che per giunta non sarebbe mai arrivato visto che aveva un concerto a 80 km di distanza) che inneggia a droga, violenza e sesso?
Ma soprattutto i genitori di questi giovani esistono o servono solo a cacciare la grana?

Forse la responsabilità è di una generazione di adulti debosciati rimasti ancora acerbi, non in grado di incarnare quelle figure di riferimento importanti per la crescita dei figli, ma che anzi, spesso e volentieri, sono i primi ad avvallare la stupidità e la futilità degli idoli dei figli. 
Non a caso spesso sono proprio le mamme a spingere le figlie - per colmare il loro vuoto interiore - a diventare una velina o un’attricetta cerebralmente annichilita con il solo miraggio del successo e della fama.
Perché oggi se il tuo profilo twitter non ha qualche milionata di follower sei una inutile merdaccia.
Il punto è che se noi adulti non diamo valori e modelli seri, moralmente adeguati ai giovani, questi li trovano nella società con tutti i rischi annessi e connessi…

Pertanto è ora di dire EBBASTA!
Disertare i concerti e boicottare i dischi è fondamentale, checchenedica la povera e squinternata sinistra italiana, sempre attenta a manifestare contro l’odio e il sessismo, ma sempre pronta ipocritamente a sfruttare ogni occasione per il proprio tornaconto politico. Alla festa del primo maggio infatti, la sinistra militante ha portato sul palco Sfera Ebbasta, nonostante le sue musiche inneggino proprio all’odio e al sessismo. Quando si dice coerenza!
Questi «manichini cantanti» non sono altro che ingranaggi di un meccanismo diabolico che mira all’annientamento culturale e mentale dei giovani. Deviare le masse è il mantra che hanno loro inoculato nel cervello, e lo fanno con le loro musichette ipnotiche ammantate di libertà…
Infine dovrebbero prendere le distanze anche tutti i cantanti, musicisti e artisti veri se ancora ne esistono. Basta essere accondiscendenti: simili e pericolosi individui vanno isolati e al più presto!

PS: Spezzo una lancia a favore di quegli artisti del rap (e non solo) che non rientrano in questo meccanismo di condizionamento mentale. Colgo quindi l'occasione per salutare e ringraziare il grande rapper veneto Herman Medrano, nonché amico personale, che è riuscito a usare l'arte e la musica anche per veicolare messaggi di un certo spessore.
Ecco alcuni bravi memorabili: 

"Naltra Venessia" 

"No se poe petenai" (Monsanto & C.) 

"Noseconossemo" 

 

Ecco invece il livello morale delle canzoni del rapper Sfera Ebbasta (della Universal).

Hey troia! Vieni in camera con la tua amica porca
quale? quella dell’altra volta
faccio paura, sono di spiaggia
vi faccio una doccia, pinacolada
bevila se sei veramente grezza, sputala
poi leccala leccala
limonatevi mentre Gordo recca
gioco a biliardo, con la mia stecca
solo con le buche
solo con le stupide
ste puttane da backstage sono luride
che simpaticone! vogliono un cazzo che non ride
sono scorcia-troie
siete facili, vi finisco subito

[1] Nome che deriva dal film “The Manchurian candidate”. Il candidato manciuriano è un assassino mentalmente programmato, tramite lavaggio del cervello, per fare fuori personaggi politicamente scomodi senza che i mandanti vengano coinvolti.

[2]Droga, individualismo e zero pensieri. Viaggio fra i parolieri della Traphttp://www.vita.it/it/story/2018/12/10/droga-individualismo-e-zero-pensieri-viaggio-fra-i-parolieri-della-tra/259/

[3] Secondo il premier Giuseppe Conte: “la sala principale dell’evento ha una capienza di 469 posti, sono stati venduti 1400 biglietti”, https://www.tpi.it/2018/12/10/tragedia-discoteca-ancona-sfera-ebbasta/

[4]Siae nella bufera per biglietti e doppia data”, “La Verità”, 11 dicembre 2018