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Marcello Pamio 

Premetto fin da subito che lo scopo del presente articolo è quello di sensibilizzare, portando alla luce, i possibili rischi connessi ad una pratica estetica sempre più di moda: il tatuaggio.
Rischi che ovviamente sono proporzionati alla dimensione del disegno, ai colori utilizzati e alla qualità dei pigmenti iniettati. Avere un piccolo tatuaggio è una cosa, avere braccia e gambe completamente ricoperte e oscurate è un’altra.
Ognuno può usare il proprio corpo come meglio crede, ma è giusto venire a conoscenza dei pericoli insiti in una tecnica oramai diffusissima, anche e soprattutto in vista di una gravidanza...
I motivi che spingono una persona a camuffare e modificare il proprio corpo (bisogni e/o motivazioni consapevoli, recondite e inconsce) non interessano, perché in questa sede si cercherà di capire quali sono, e se ci sono, delle ripercussioni dovute ai componenti chimici sul corpo fisico, ma anche nei corpi spirituali. 

Fenomeno in crescita
Sempre più persone si fanno tatuare il corpo. Questo è oggettivo. In Italia, stando ai primi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, sono circa 7 milioni le persone tatuate, cioè il 12,8% della popolazione intera.[1] I tatuaggi sono più diffusi tra le donne (13,8%) rispetto agli uomini (11,7%). Il primo tatuaggio viene effettuato a 25 anni, ma il numero maggiore di tatuati riguarda la fascia d’età tra i 35 e i 44 anni (29,9%). Gli uomini preferiscono tatuarsi braccia, spalla e gambe, le donne soprattutto schiena, piedi e caviglie.
Il mercato del tattoo è una miniera: sta crescendo in maniera esponenziale; il numero delle imprese che propongono tatuaggi e piercing è salito da 257 nel 2009 a 1.537 nel 2013, quintuplicandosi in soli tre anni (dati diffusi dal Centro Nazionale Ondico - «Organismo notificato dispositivi e cosmetici» - dell’Istituto Superiore di Sanità durante il secondo Convegno nazionale «Tatuaggi e trucco permanente».
A livello europeo, stando al report della Commissione Europea («Safety of tattoos and permanent make-up: Final report»), il tatuaggio coinvolge oltre 60 milioni di europei. Stiamo parlando del 12% degli europei e se andiamo oltre oceano il fenomeno tocca il 24% dei cittadini degli Stati Uniti. Secondo un sondaggio condotto negli Stati Uniti dall’Harris Poll, sarebbero 3 americani su 10 ad avere un tatuaggio, e la maggioranza (il 69% dei tatuati) ne avrebbe più di uno[2]

Tattoo for ever?
Uno dei punti più importanti che non vengono quasi mai presi in considerazione quando si fa un tatuaggio, è il fattore tempo.
Una persona non pensa che nel corso degli anni e dei decenni si cambia completamente o quasi la visione della vita che si aveva, quando stringendo i denti per non sentire l’ago che penetrava nella carne, si faceva fare il disegno tanto agognato.
Poi un bel giorno, ci si alza dal letto e non si riconosce più il proprio corpo o una parte di esso. Oppure lo si deve fare per lavoro, perché «non si possono avere tatuaggi o piercing se si vuole entrare nell’esercito o nei corpi di polizia, carabinieri, finanza», spiega il dottor Luca Siliprandi, chirurgo plastico vice presidente di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica).[3]
Allora si parte alla ricerca di uno studio medico che sia attrezzato con il laser per cercare di cancellare il disegno. Questo quando va bene, perché esistono altre modalità, alcune veramente barbare, per cercare di cancellare l’ ”errore” di gioventù: «dermoabrasione» (la pelle viene levigata con una mola abrasiva, con gravi rischi di danneggiamento); «salabrasione» (la pelle viene strofinata fortemente con sale grosso bagnato, anche qui con gravi rischi di danni); «crioterapia» (il tattoo viene congelato e bruciato con l’azoto liquido, rischiando ustioni); «peeling chimico» (tossici agenti chimici formano delle vesciche che provocano il distacco della pelle); «elettrodermografia» (un generatore di corrente andrebbe a disgregare il pigmento del colore); «creme» (molte creme chimiche in commercio promettono di rimuovere il tatuaggio, ma con quali rischi?) e infine la «chirurgia».
I risultati però non sono mai buoni...«Togliere un tatuaggio è molto più difficile che farlo, e non sempre è possibile riuscirci - afferma Luca Siliprandi. «I tatuaggi si fanno spesso da giovani senza pensare che è un segno che ci accompagnerà per sempre»[4] 
I dati dell’ISS confermano un aumento costante dei ripensamenti: oltre il 17,2% delle persone tatuate avrebbe intenzione di rimuoverlo… 

Rischi per la saluteVediamo adesso quali potrebbero essere i rischi nel farsi iniettare nel derma, con un ago, colori e sostanze chimiche di cui poco si conosce.
La Commissione Europea nel 2016 se ne è occupata pubblicando un Report.
«Gli inchiostri usati per i tatuaggi e per il PMU («Permanent Make-up», cioè il «trucco permanente») contengono numerosi ingredienti e impurità. Attualmente sono in uso più di 100 coloranti e 100 additivi diversi».
La maggior parte degli inchiostri per tatuaggi che vengono usati nel mercato dell’UE arriva dagli Stati Uniti, mentre gli inchiostri per il PMU sono generalmente fabbricati in Europa. I pigmenti utilizzati non sono specificamente prodotti per le applicazioni di tatuaggi/PMU e generalmente mostrano una bassa purezza.
Quindi secondo la Commissione europea la maggior parte dei pigmenti NON è autorizzata per l’uso nei prodotti cosmetici, e molti non dovrebbero essere neppure presenti. Lo afferma il CoE ResAP (2008), cioè «La risoluzione del Consiglio d’Europa sui requisiti e criteri per la sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente». [5]
Oltre l’80% dei coloranti in uso sono biologici, e oltre il 60% di questi, sono azo-pigmenti, alcuni dei quali possono rilasciare ammine aromatiche notoriamente cancerogene. Questi colori possono degradare formando le ammine a livello di pelle, in particolare in caso di esposizione a radiazioni solari o laser.
Non dimentichiamo la vasellina (derivato del petrolio) che serve per la lubrificazione della pelle durante l’esecuzione e la guarigione.
La Commissione ha riscontrato nei prodotti per tatuaggi/PMU sostanze chimiche pericolose, come idrocarburi aromatici policiclici (43%), ammine aromatiche primarie (14%), metalli pesanti (9%) e conservanti (6%), nonché contaminazione microbiologica (11%).
L’allergia acuta e l’ipersensibilità ritardata provocate dagli ingredienti degli inchiostri e/o dal trauma del tatuaggio e/o dalla sua rimozione, rappresentano la maggior parte delle complicazioni del tatuaggio, e interessano principalmente le parti colorate di rosso o nero. Queste reazioni aspecifiche possono essere esacerbate dall’esposizione solare, sono imprevedibili e possono a volte apparire dopo una lunga latenza anche di decenni, potendo far scatenare e slatentizzare patologie autoimmuni sottostanti.

Tra le reazioni avverse della pelle all’inchiostro:

  • Irritazione lichenoide, un’infiammazione con comparsa di pustole piatte e squamose;
  • Reazione granulomatosa, una reazione alle sostanze iniettate;
  • Eritema nodoso, con la comparsa di noduli rossi e gonfi sotto la pelle;
  • Reazione pseudolinfomatosa, che consiste in noduli duri di colore rosso violaceo;
  • Psoriasi.

L’elenco delle reazioni cutanee è molto lungo: dermatiti, prurito, eczemi e desquamazione della pelle, probabilmente causate dai coloranti impiegati e dalle impurità contenute, oltre che dai metalli pesanti iniettati sotto pelle.
La «Food and Drug» statunitense, che si occupa dell’approvazione di coloranti nei cibi e bevande, non ha ancora pubblicato un elenco di coloranti “sicuri” da poter somministrare sotto pelle.
Alcuni gruppi di ricerca hanno stabilito addirittura un legame tra lesioni pre-cancerose e tatuaggi. Non è così strano infatti che dalle zone tatuate scaturiscano veri e propri tumori,[6] cosa questa che i chirurghi conoscono molto bene.

Metalli e colori
Le evidenze scientifiche del Ministero della Salute italiano che ha monitorato i pigmenti liquidi venduti nel nostro mercato dicono che tutti i produttori commercializzano inchiostri contenenti concentrazioni molto elevate di cromo (colore verde, ma anche nel viola, marrone, blu, nero e rosso), ed anche una consistente concentrazione di nichel (ricordiamo che sempre più persone hanno allergie a questo elemento).
Non finisce qua, perché per ottenere altri colori si usano elementi quali cadmio e zinco. Il blu contiene livelli enormi di rame, e in misura più modica in questo colore si trova anche il cobalto.
Nel rosso spesso si ritrovano insieme nichel e cromo e anche mercurio.
Il nero contiene particelle di carbone che spesso viene fatto partendo dalla fuliggine.

Attenzione che nei tatuaggi non vi è la presenza solo di metalli pesanti singoli, ma anche di allergeni diversi, per cui aumenta esponenzialmente il rischio di sensibilizzazione crociata a causa proprio degli effetti sinergici delle sostanze contenute. Pertanto non è mai possibile sapere a priori come si reagirà al contatto di svariati elementi.
La composizione varia a seconda del colore, ma le analisi di laboratorio hanno dimostrato che i metalli più frequentemente presenti sono: piombo, alluminio, nichel, cromo, titanio, cobalto e litio.
Dal portale «Cosmetovigilanza» dell’Università Federico II di Napoli si cita l’articolo pubblicato il 14 maggio 2005 dalla rivista «Nature» sui rischi di alcuni metalli contenuti negli inchiostri.

Ne elencano solo tre:

  • piombo: può provocare problemi comportamentali, anemia, problemi renali, danni neurologici (epilessia);[7]
  • litio: può indurre disturbi renali (sete eccessiva, urinazione abbondante, diabete), disturbi neurologici (alterazione della memoria e dell’attenzione, tremori alle mani, debolezza muscolare), disturbi al cuore (aritmie), problemi cutanei (eruzioni, alterazioni del pigmento, psoriasi), disturbi gastroenterici (nausea, diarrea, coliche addominali), ipertiroidismo, epilessia, edema degli arti inferiori, leucocitosi, etc;
  • rame:può provocare irritazione oculare (rossore, tumefazione), irritazione cutanea (rossore, prurito, bruciore, tumefazione), problemi respiratori, problemi gastroenterici (nausea, diarrea e/o dolore addominale).

Infine nel numero di «Nature» si è messo in luce un problema inaspettato: molte reazioni si presentano quando le persone tatuate si sottopongono a risonanza magnetica, in quanto sembra che i campi magnetici utilizzati per l’indagine diagnostica surriscaldino l’inchiostro presente sotto la pelle.
La pelle del corpo, impregnata e imbevuta di metalli, sta diventando sempre più conduttiva al calore e alle onde elettromagnetiche. Se pensiamo che siamo costantemente immersi 24 ore su 24 in campi elettromagnetici (radio-telefonia, televisione, wifi, ecc.), il rischio di problematiche cresce enormemente…

Il mistero dei cadaveri intatti
Potrà sembrare macabro e fuori luogo, ma il problema dei cadaveri che non si decompongono è diventato una realtà sempre più diffusa.
Siamo arrivati al punto che in Germania, una quarantina di cimiteri non accettano più nuove sepolture in quanto sono colmi di cadaveri che non si decompongono. Un fenomeno che sta inquietando gli scienziati.
Una volta, dopo circa 8-10 anni i luoghi di sepoltura potevano essere riutilizzati, oggi non è più così. Come mai?
Ad Amburgo hanno organizzato un congresso per dibattere le cause e cercare una soluzione al problema.
Secondo le ipotesi: regimi alimentari ricchi di sostanze conservanti, pesticidi che distruggerebbero i batteri necessari alla decomposizione e ovviamente gli immancabili metalli pesanti (presenti nelle amalgame dentarie, in moltissimi farmaci, vaccini, coloranti, creme, ecc.). I cadaveri in pratica, è come se venissero cristallizzati (metallizzati) da tali sostanze chimiche.
«I corpi sepolti trent’anni fa sembrano stati sepolti settimana scorsa - afferma Walter Müller, imprenditore di pompe funebri a Berlino - E’ come se i corpi fossero stati trattati con prodotti conservanti”.
L’analisi del suolo mostra infatti un aumento della concentrazione di azoto - gas liberato dai cadaveri - e di metalli pesanti.[8]
Se a questo aggiungiamo pure l’aumento esponenziale e spropositato di metalli pesanti contenuti nei pigmenti dei tatuaggi, cosa accadrà in futuro? Certamente la cremazione diventerà sempre più obbligatoria...

Implicazioni dal punto di vista spirituale
Abbiamo visto che il corpo fisico è sempre più pregno di pigmenti chimici, metalli pesanti, allergeni vari, molti di origine sconosciuta. Sostanze queste che possono (e lo fanno) scatenare manifestazioni patologiche diversificate.
Fin qui anche la medicina allopatica lo conferma: ma dal punto di vista animico o spirituale? Ci possono essere delle interferenze anche negli aspetti sottili?
A tale proposito la Scienza dello Spirito ad indirizzo antroposofico ci da alcune interessanti spiegazioni.
Uno dei problemi principali sono i metalli pesanti.
Innanzitutto questi metalli, contenuti nella pelle (della madre e/o del padre) possono interferire direttamente sulla salute dell’embrione già dal momento stesso del concepimento e continuare ad essere assorbiti dalla pelle della madre durante tutta la gravidanza. Aumentando di fatto il rischio di compromissione dello sviluppo neurocognitivo normale della creatura in grembo. I metalli infatti, chi più chi meno, hanno tutti un’alta neurotossicità.
La dimostrazione che i pigmenti non se ne stanno fermi nella pelle ma se ne vanno in giro per la circolazione sanguigna e linfatica si chiama «pigmentazione dei linfonodi» ad opera dell’inchiostro. Piccole particelle di colore vengono fagocitate da cellule del sistema immunitario che le portano nei linfonodi. Qui si depositano dando particolari colorazioni all’organo. Questo è un problema molto serio, perché potrebbe confondere il chirurgo, soprattutto se deve prelevare un linfonodo sentinella per la stadiazione (gravità) di un tumore. In simili circostanze infatti, un linfonodo sano ma colorato può essere scambiato per “malato”!

Stabilito che i colori possono andare in giro per il corpo fisico, dal punto di vista animico i tatuaggi agiscono direttamente anche sul corpo astrale - cioè sull’aspetto psichico o animico - creando modificazioni nella personalità.
Ricapitolando: i metalli induriscono il corpo fisico, ma intervengono anche nella terza componente dell’uomo, il «corpo eterico» (delle forze vitali), e così facendo il fisico diventa inadatto ad ospitare correttamente l’Io, cioè l’autocoscienza. Il rischio è un eccesso dell’animalità, e da come il mondo sta andando avanti, non è così fantascientifico.
Possiamo concludere che il corpo dell’uomo diventa sempre meno adatto ad esprimere la sua qualità spirituale.
Entrando ancor di più nel dettaglio, quando i metalli penetrano nell’organismo (farmaci, alimenti, vaccini, tatuaggi, ecc.), le forze dell’Io intervengono - tramite il Calore – per «sciogliere» e «umanizzare» tali sostanze tossiche. Ma questo continuo lavoro rappresenta un dispendio energetico abnorme.
Tali sostanze non spariscono del tutto ovviamente, ma rimangono sempre come depositi (corpi e organi grassi come il cervello, guaine mieliniche, ecc.) conducendo verso l’indurimento (sclerosi).
Portato all’estremo questo discorso: un corpo completamente ricoperto di tatuaggi potrebbe non essere correttamente riconosciuto dalle sue componenti spirituali.
Una cosa molto simile la vediamo nelle malattie autoimmuni, che guarda caso sono in costante aumento.
Queste patologie derivano da un conflitto tra l’interiorità e il corpo fisico: non c’è più sintonia e armonia, ma sempre più estraniamento del corpo fisico dal mondo animico-spirituale. Uno scollamento molto pericoloso.

La conclusione è scontata: meno se ne fanno e meglio è.
Ma se proprio una persona sente la necessità di modificare il proprio corpo, sarebbe utile tenesse in considerazione alcuni semplici consigli:

  • Coprire una piccola area superficiale della pelle, possibilmente in zone lontane da organi vitali o sensibili all’inquinamento come tiroide, linfonodi, utero e ovaie. Meno pelle significa meno tossine.
  • Tatuare una zona possibilmente non esposta alle radiazioni solari dirette, per evitare i problemi di reazioni detti prima.
  • Se si ha intenzione di avere un figlio, attendere almeno la fine dello svezzamento per farselo fare.
  • Usare meno colori possibili, per ridurre la quantità di pigmenti e metalli pesanti. Meno colori significa meno tossine.
  • Farsi un disegno e/o una scritta di cui, col passare del tempo, non decada il valore simbolico (evitare i nomi di donne/uomini amati per esempio).
  • Optare per professionisti del settore Tattoo che utilizzino colori certificati naturali e possibilmente che non siano stati testati su animali (vegan-friendly).

Dopo quanto detto: buon tatuaggio a tutti!

Note

[1] «Tatuaggi, i primi dati italiani elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità»

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=2227

[2] «In Europa 60 milioni di tatuati. Quali rischi si corrono e cosa ne pensano i medici»,https://www.agi.it/data-journalism/rischi_tatuagggi_controindicazioni_medici-2200288/news/2017-09-30/

[3] «Pentiti del tatuaggio? Ecco che cosa sapere prima di farlo rimuovere», http://www.tgcom24.mediaset.it/salute/pentiti-del-tatuaggio-ecco-che-cosa-sapere-prima-di-farlo-rimuovere_2120135-201502a.shtml

[4] Idem

[5] ResAP(2008): «La risoluzione del Consiglio d’Europa sui requisiti e criteri per la sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente» http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_newsAree_1667_listaFile_itemName_2_file.pdf

[6] «Squamous-cell Carcinoma Arises in Red Parts of Multicolored Tattoo within Months», www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4174140/#R4

[7] «Sicurezza degli inchiostri per tatuaggi», www.farmacovigilanza.org/cosmetovigilanza/corso/0505-01.asp

[8] «Scienziati inquieti: i cadaveri non si decompongono più», http://www.ticinolive.ch/2013/12/09/scienziati-inquieti-cadaveri-non-si-decompongono-piu/

Marcello Pamio

Gentile Ministro Grillo,
l’emozione che milioni di italiani hanno provato nel vedere la Lorenzin uscire dal dicastero della salute con la scatola dei quadretti e delle foto di famiglia, non ha nulla da invidiare a quello che hanno vissuto i francesi dopo la finale del campionato del mondo di calcio.
Il tripudio nazionale aveva un suo perché: dare un ministero così delicato e importante ad una persona completamente ignorante e soprattutto incompetente in ambito sanitario è un crimine contro lo stato di diritto e contro le libertà.
Ecco perché la Sua elezione a Ministro, ha reso felici praticamente tutti gli italiani, anche coloro che non hanno votato il Movimento 5 stelle.

Fatto questo preambolo obbligatorio, e nonostante l’attenzione e la memoria del popolo-bue siano sempre più labili, devo ricordarLe che nel web, nel bene o nel male, vengono conservate tutte le cose scritte e/o dette. Molti non si soffermano su questo piccolo particolare, e poi si scontrano con l’amara realtà dei fatti.
Prima che Ministro della salute, Lei è un onorevole, e prima ancora un Medico che ha fatto il Giuramento di Ippocrate, il cui motto centrale è sempre stato il «Primum non nocere».
Per cui dovrebbe spiegare agli italiani per quale motivo ha cambiato drasticamente la Sua visione in tema vaccini. In un solo anno.
Per rinfrescarLe la memoria, Le riporto le Sue parole, a giugno 2017…

«E’ da irresponsabili pensare di tutelare la sanità pubblica, calando dall’alto un provvedimento che prevede coercizione, multe fino a 7.500 euro e addirittura l’intervento del Tribunale dei minori. La Lorenzin, così facendo, ha dimostrato una volta per tutte la sua totale inadeguatezza a rivestire il ruolo di Ministro della Salute. Fermeremo questo decreto in Parlamento»

Ancora presente nel suo sito (http://www.giuliagrillo.it/fermeremo-decreto-lorenzin/) un articolo datato 16 giugno 2017, dal titolo: «Vaccini, fermeremo il decreto Lorenzin».
Alla fine del pezzo c’è un video nel quale Lei dice le testuali parole:

«Il mercato dei vaccini è un mercato molto grosso a livello mondiale.
E’ un mercato che ha portato ad un fatturato di 23 miliardi di euro nel 2014, stimato nel 2020, a 35 miliardi. Questi sono dati dell’Anti-Trust.
Esiste - secondo le parole sempre dell’Anti-Trust - un oligopolio perché ci sono 4 grandi multinazionali chimiche che effettuano strategie commerciali globali che sono: Merck, Sanofi, Glaxo e Pfizer.
Quindi l’Anti-Trust dedica 100 pagine per spiegare quanto sia complesso il sistema di negoziazione del prezzo di vendita dei vaccini, e quanto sia complesso per gli acquirenti, che in questo caso sono le Aziende sanitarie e le Regioni (perché non si sta facendo una procedura nazionalizzata per l’acquisto di vaccini e questo dobbiamo dirlo).§
Per questo abbiamo chiesto proprio all’Aifa quali fossero i singoli prezzi di negoziazione, prezzi ExFactory si dice, dei vaccini e se in qualche modo fosse intervenuta per ridurre questi prezzi visto che saranno necessarie una grande quantità di vaccini.
Sull’aspetto economico mi soffermo perché noi eravamo convinti che il ministro della salute avrebbe trovato delle coperture economiche per questo decreto. Chiaramente si passa da una condizione in cui sono previsti 4 vaccini obbligatori, ad una introduzione obbligatoria fino a 12 vaccini. (..)
Dico questo perché il decreto sui vaccini, così come è stato presentato, a nostro avviso, non avrà assolutamente la copertura sufficiente per introdurre l’obbligatorietà, ma quello che fa sommessamente un riso amaro, per non trovare le coperture, il decreto introduce l’obbligatorietà della varicella a partire dai nati del 2017, la cui prima dose deve essere fatta al secondo di vita, cioè nel 2018, quindi quando si farà la nuova legge di bilancio e si dovranno trovare le coperture per la varicella.
Questo lo dico perché NON si può ammettere di fare un decreto in questa maniera, in cui è evidente la deficitarietà, diciamo anche la scarsa qualità dei contenuti indicati, soprattutto da un punto di vista economico e commerciale, ignorando 100 pagine dell’Anti-Trust, che aveva messo in evidenza tutte le difficoltà del mercato locale di affrontare con adeguati mezzi, l’acquisto da parte di venditori così grossi come le multinazionali, che agiscono a livello mondiale»

Dopo poco meno di un mese, a luglio 2017, in una diretta dal Parlamento ha detto:

«Abbiamo finito ora in Commissione, in questo fatidico giorno di discussione sul Decreto vaccini. Stiamo facendo questa diretta giusto per spiegare, anche perché molti di voi ce lo stanno chiedendo, cosa succederà. 
Noi siamo abbastanza incavolati, perché abbiamo presentato tutta una serie di emendamenti per migliorare il decreto, che come avete capito tutti è assolutamente inutile, oltre ad essere medievale.
Inutile perché non interviene su quella che è eventualmente l’unica emergenza, cioè il morbillo, per altro su una popolazione di età compresa tra i 15 e i 39 anni, età che rappresenta il 56% dei “contagiati” oggi. Quindi un decreto sbagliato.
Abbiamo fatto tantissime domande e non abbiamo avuto alcuna risposta.
Ma la cosa gravissima è stata quando il relatore, nel parlare sui pareri degli emendamenti, ha detto con nonchalance (per quanto secondo lui alcuni emendamenti avrebbero meritato un parere favorevole), non può dare il parere favorevole perché significherebbe cambiare il decreto, e per problemi di temporalità, ha dato tutti pareri contrari. Per cui il decreto non verrà modificato, nonostante scadesse in agosto».

In conclusione riporto solo alcune delle SUE frasi sul decreto/legge vaccini.

«E’ da irresponsabili pensare di tutelare la sanità pubblica, calando dall’alto un provvedimento che prevede coercizione».
«Fermeremo questo decreto in Parlamento»
«Il decreto sui vaccini, così come è stato presentato, a nostro avviso, non avrà assolutamente la copertura sufficiente per introdurre l’obbligatorietà»
«NON si può ammettere di fare un decreto in questa maniera, in cui è evidente la deficitarietà, diciamo anche la scarsa qualità dei contenuti»
«Il decreto, che come avete capito tutti, è assolutamente inutile, oltre ad essere medievale».
«Un decreto sbagliato».

Posizione decisa e chiara la Sua, da onorevole; da Ministro le cose sono state un po’ “edulcorate”.
Confrontando la posizione che aveva a giugno/luglio del 2017 con quella di luglio 2018, sorgono alcune inquietanti domande, in vista del fatto che Lei è stata anche un membro dell’ultima Commissione Parlamentare sull’Uranio impoverito e vaccini ai militari, le cui conclusioni, che Lei conosce perfettamente, sono estremamente preoccupanti e non lasciano spazio a dubbi.
Arriviamo infine alla sua memorabile dichiarazione: «vaccini, obbligo flessibile».
Siamo in presenza di un ossimoro: può un «obbligo» (che rappresenta un vincolo giuridico, una imposizione) essere anche «flessibile» (che significa capacità di adattarsi)? Si può flessibilmente obbligare i genitori a vaccinare i propri figli?

Alla luce di quanto detto, Le chiedo: potrebbe spiegare la motivazione del Suo drastico e repentino cambiamento nei confronti delle vaccinazioni di massa?
«Un decreto sbagliato, inutile, medievale che va fermato»: perfetto, gli strumenti legislativi ci sono e avete pure la maggioranza in Parlamento: come mai non lo avete cestinato?
Ha per caso ricevuto pressioni o minacce? E’ stata avvicinata da qualcuno di potente che Le ha “consigliato” di mantenere la linea politica vaccinale precedente? Magari fino al 2020 quando decadrà la direzione delle Linee guida mondiali in ambito vaccinale?
Oppure è l’aria “condizionata” che si respira al Ministero della salute, che proprio bene non fa alla salute di chi ci lavora?
Rimaniamo in attesa di Sue spiegazioni

In fede
Marcello Pamio

 

Marcello Pamio

Alla follia, si sa, non c’è mai limite, e stando alla notizia riportata dal britannico «The Guardian», riprendendo le notizie diffuse da media olandesi, sembra proprio che sia vero.
Novantatré donne nei mesi scorsi hanno partecipato volontariamente ad un trial clinico che contemplava l’utilizzo del Viagra in gravidanza. Scopo: favorire lo sviluppo dei bimbi che avevano in grembo! 
Questa sperimentazione da psicolabili - condotta in 10 ospedali dei Paesi Bassi - è stata interrotta in seguito agli esiti agghiaccianti: 17 bambini hanno sviluppato seri problemi polmonari, 11 neonati sono morti per il farmaco, e altri 8 morti per condizioni - dicono - non correlate alla droga.
Risultato finale: 18 neonati deceduti e 17 con problemi respiratori.
Al momento vi sono ancora tra le 10 e le 15 mamme che stanno aspettando con ansia e preoccupazione di sapere se il loro figlio sia stato colpito dal farmaco o meno.

Il Viagra è una droga estremamente pericolosa che dilata i vasi sanguigni, e per questo viene prescritto per la disfunzione erettile negli uomini.
Si è giunti a questo abominio, dopo che la sperimentazione sui ratti aveva incoraggiato l’uso del farmaco nell’uomo, anche in gravidanza. Il migliore afflusso di sangue attraverso la placenta avrebbe promosso una crescita migliore del bambino. Non è andata proprio così.
Siamo di fronte all’ennesima tragedia che dimostra in maniera inoppugnabile che la sperimentazione animale, non solo è folle e disdicevole dal lato morale, ma soprattutto è ascientifica.
L’esperimento contemplava anche un gruppo di controllo formato da 90 donne, che invece del Viagra hanno assunto il placebo. Ai loro figli è andata decisamente meglio: 3 hanno sviluppato problemi polmonari, ma nessuno è morto. Altri 9 invece non ce l’hanno fatta per problemi non collegati - dicono sempre gli esperi - al farmaco.
In un’intervista al quotidiano olandese «De Volkskrant», il capo della ricerca, il dottor Wessel Ganzevoort, un ginecologo, ha dichiarato: «Volevamo dimostrare che questo è un modo efficace per promuovere la crescita del bambino. Ma è successo il contrario. Sono scioccato».

Tutto il mondo accademico dovrebbe essere scioccato.
Tutta le ricerca scientifica, basata universalmente sulla sofferenza animale, dovrebbe essere scioccata.
Ma come sempre, dopo la tristezza iniziale, quando le decine di bare bianche saranno ricoperte di terra e fiori, tutto tornerà nell’ordine delle cose.
Si sperimenterà prima sulle cavie animali, poi sulle cavie umane...


Marcello Pamio

Ci eravamo lasciati con l’affaire ossitocina.
Ora il discorso si complica un po’ per via delle recentissime dichiarazioni del dottor Gilberto Corbellini.
Lo storico della medicina, bioeticista, CNR e Sapienza di Roma si lancia in accuse pesanti contro il quotidiano «La Verità», reo di aver citato le sue parole in merito alla ricerca eseguita all’università di Bonn nel 2017, in cui si dimostrava che somministrando dosi di ossitocina combinate con una sorta di «condizionamento sociale», si può fare in modo che le persone diventino più favorevoli all’integrazione dei migranti. Tradotto: se assieme alla droga, le persone subiscono una influenza dei pari, sono più propense ad accettare l’invasione di migranti!

Non parco di tutto questo, qualche giorno fa in diretta radio, il Corbellini rincara la dose dicendo pubblicamente che David William Donald Cameron, già primo ministro britannico, avrebbe consigliato di mettere l’ossitocina nelle conduttore dell’acqua potabile della periferia di Londra con lo scopo di calmare i bollenti spiriti dei riottosi.
Fin qui nulla di nuovo all’orizzonte per l’Impero britannico di Sua Maestà, anche perché a metà degli anni Ottanta, Margaret Thatcher fece di meglio: triplicò la fluorizzazione dell’acqua nell’Irlanda del Nord non certo con l’intento di preservare la salute dentale dei bambini!
Non a caso in commercio moltissimi farmaci sedativi, che agiscono sul cervello e sulla psiche, sono alogenati, cioè contengono fluoruri...

Articolo di Wired
L’origine di tutto questo cancan è un articolo a firma del ricercatore, pubblicato il 18 luglio 2018 dalla rivista Wired.
Corbellini esordisce così: «l’Italia è uno dei paesi più xenofobi d’Europa: il 70% ha paura degli immigrati e tra le 10 città europee più razziste 4 sono italiane (Torino, Bologna, Roma e Napoli)».
Noi «viviamo in paese profondamente egoista e xenofobo». Un paese in cui Matteo Salvini «è bravo ad intercettare sentimenti largamente diffusi. E’ geniale lo slogan ‘prima di gli italiani’, che risuona nel cervello tribale di ognuno di noi come ‘la sopravvivenza del mio gruppo è minacciata da estranei e dobbiamo proteggere le nostre donne, i nostri figli, il nostro lavoro, le nostre case, etc.’».

La chicca dello sconosciuto personaggio - pagato dai sudditi italiani - arriva quando azzarda a spiegare che gli italiani sono razzisti perché probabilmente «siamo sempre più un Paese di anziani, e anche l’80% della popolazione è funzionalmente analfabeta».
Quindi di domanda «si devono temere derive illiberali? Ovviamente «» è la risposta.
Gli italiani sarebbero xenofobi perché vecchi decrepiti in piena senescenza e funzionalmente analfabeti.
In un siffatto brodo culturale, sguazzerebbe Matteo Salvini, bravissimo a intercettare il consenso di questa massa informe di mentecatti.

Demenza a parte, mi viene in mente lo studio di un gruppo di ricercatori della Ben-Gurion University of the Negev di Israele e della University of Amsterdam, i quali avrebbero scoperto che l’ossitocina potrebbe rendere le persone bugiarde.
Avete letto bene, gli scienziati hanno scoperto che l’ormone dell’amore, rende in alcuni casi più propensi a mentire in un gioco, se la bugia può portare benefici alla propria squadra.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista «Proceedings of the National Academy of Sciences».
«Per proteggere e favorire il benessere degli altri, gli esseri umani possono piegare la verità e possono comportarsi in modo non eticamente corretto», hanno detto gli studiosi, secondo i quali la promozione dell’affiliazione e della cooperazione con gli altri potrebbe spiegare il ruolo dell’ossitocina nella tendenza a mentire...
Forse il Corbellini di turno non ci ha detto tutta la verità, come per esempio che ha iniziato a prendere l’ormone…

Marcello Pamio

I vaccini si sa contengono sostanze note e altre meno note perché coperte dall’inviolabile segreto industriale, quasi a livello militare. Ma dietro a sigle e acronimi si celano materiali che potrebbero giocare un ruolo prioritario nell’eziologia di gravissime e incurabili patologie neonatali e non solo.

Da oggi il quadro generale sta prendendo forma….decisamente una forma molto inquietante.

Ad accendere il lumino e portare luce nella tenebra più oscura ci ha pensato il Corvelva, il Comitato veneto che da oltre vent’anni si occupa di fare corretta informazione nell’ambito delle libertà vaccinali. A proprie spese hanno infatti commissionato l’analisi delle contaminazioni biologiche e le verifiche delle sequenze genomiche.

Le motivazioni di tali analisi ce le spiega Nassim Langrudi, una responsabile del Corvelva: «siamo stati costretti a farlo, dal momento che si sente ripetere da tutti che i vaccini sono i farmaci più sicuri ed efficaci al mondo; che non presentano effetti collaterali, senza però averne mai avuto una dimostrazione tecnico-scientifica. Abbiamo voluto verificare empiricamente se queste affermazioni fossero fondate o meno».

Il Corvelva ha quindi portato in un laboratorio, non certo il primo scelto a caso, visto che «i laboratori appena sentono la parola ‘analisi’ associata a ‘vaccini’, tendono a tirarsi indietro.
Comportamento non certo strano questo, visto che tutto quello che va fuori dal pensiero unico viene disintegrato con ogni mezzo…
Fortunatamente esistono ancora professionisti seri disposti a fare il lavoro, pur sapendo che il campo è minato.

Vaccini analizzati
Corvelva ha fatto analizzare 7 campioni diversi: Priorix Tetra della britannica GlaxoSmithKline (tetravalente: morbillo, parotite, rosolia, varicella); Measles Vaccine live B.P. della Profarma AG (monovalente: morbillo); MMR Vax Pro della francese MSD vaccins (trivalente: morbillo, parotite, rosolia); Infanrix Hexa della GSK (esavalente: difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomielite, Haemophilus influenzae tipo b); PolioInfanrix della GSK (pentavalente: difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomielite); Fluad della senese Seqirus Srl, (influenza stagione: 2017/2018); Vivotif della britannica PaxVax, (vaccino contro la febbre tifoide).

Risultati delle analisi
Quello che è uscito dal laboratorio è a dir poco agghiacciante.

Priorix Tetra: il DNA totale estratto era pari 1729.8 ng, presente DNA genomico: varicella 14%, pollo 4%, uomo 78%.

MMR Vax Pro: il DNA totale estratto è non quantificabile, presente DNA genomico: pollo 28%, uomo 14%.

Measles vaccine live BP: il DNA totale estratto era di: 13.6 ng, presente DNA genomico: uomo 56.

Infanrix hexa: il DNA totale estratto è non quantificabile, presente DNA genomico: scimmia 4.69%.

PoliInfanrix: il DNA totale estratto è non quantificabile, presente DNA genomico: scimmia 5.14%.

Fluad: il DNA totale estratto è non quantificabile, presente DNA genomico: pollo 8%.

Vivotif: DNA totale estratto: 2500 ng per compressa, presente DNA genomico: Salmonella thyphy Ty21a 97%, Presente RNA di: Salmonella thyphy Ty21a 90 %, Uomo 8%.

Conclusioni e implicazioni
Per poter trarre delle conclusioni è necessario sapere quali sono i parametri attuali.
Ovviamente i limiti imposti ai residui di materiale genetico estraneo nei vaccini sono molto fumosi, secondo l’EMA addirittura non ci sono dei limiti per ciascun vaccino ma solo per alcuni, riportati nelle monografie del prodotto.
Quello che sappiamo è che il limite massimo previsto varia da 10 pg (10-12 grammi) a 10 ng (10-9 grammi, un miliardesimo), sulla base del calcolo teorico della possibilità da parte del DNA genomico estraneo di causare mutazioni oncogeniche.

Ne consegue che per questi l’MMR vax Pro risulta conforme rispetto al limite di 10 ng, mentre il Priorix Tetra risulta circa 140 volte superiore al limite massimo di 10 ng e ben 140.000 volte superiore al limite minimo di 10 pg.

Non è tutto, nel tetravalente della GSK, risultano presenti non solo porzioni o frammenti delle cellule fetali umane utilizzate per la coltura dei virus, ma l’intero genoma!

Nei vaccini Infanrix hexa e PolioInfanrix: il DNA virale del poliovirus è in quantità al di sotto dei limiti di rilevabilità mediante strumentazione all’avanguardia. In entrambi i vaccini sono presenti tracce di DNA di scimmia proveniente dalla linea cellulare Vero.

Il vaccino Fluad: presenta tracce di DNA proveniente dalla linea cellulare di pollo, e il vaccino Vivotif, per motivi non spiegabili presenta addirittura un 8% di DNA umano!

A questo punto è d’importanza vitale sapere cosa succede quando materiale genetico estraneo, come il DNA virale modificato e/o mutato, il DNA umano fetale e quello animale (scimmia, pollo, falena, ecc.) viene a contatto con il DNA di un neonato? Visto che la via primaria dei vaccini è quella parenterale mediante inoculo sottocutaneo.
Nel momento in cui il DNA estraneo viene a contatto col DNA umano del soggetto che ha ricevuto il vaccino, si verifica la cosiddetta ricombinazione omologa del DNA. Si tratta di un processo che avviene spontaneamente solo all’interno di una stessa specie, ma qui abbiamo più specie coinvolte.

Si vengono così a formare cellule con un DNA virus/uomo/animale/cellula-fetale/vaccinato che possono venire riconosciute come estranee scatenando una risposta immunitaria (infiammazione) volta a eliminare queste cellule anomale. Siccome l’oggetto del contendere sono proprio le cellule del soggetto stesso, si può scatenare nei soggetti che presentano una predisposizione ad una seria «risposta autoimmune».

Sarà forse un caso che attualmente le malattie autoimmuni (circa un centinaio) sono in crescita esponenziale tra la popolazione, non solo adulta ma soprattutto quella infantile? Purtroppo non sono in crescita solo queste ma tutte le patologie croniche, degenerative e tumorali.
Non sapremo mai (forse) se il malloppo di DNA che riempie i vaccini pediatrici a livelli inimmaginabili sia casuale, dovuto a contaminazioni, oppure scientifico, cioè con lo scopo di indurre mutazioni nel DNA umano, volte da una parte a generare una società di persone predisposte a tutte le malattie, dall’altra a bloccare il percorso evolutivo delle masse...

Detto questo, ci auguriamo che dopo questa seria e circostanziata denuncia scientifica, le autorità competenti la smettano di nascondere la testa sotto la sabbia, iniziando a prendere delle serie e importanti decisioni: di mezzo c’è la salute dei più indifesi. Anche perché crediamo che vi siano i presupposti per richiedere il ritiro dei vaccini, visto che dai risultati sono completamente fuori parametro. Staremo a vedere se gli enti preposti a supervisionare la salute pubblica, avranno la forza di mettere i bastoni tra le ruote a colossi come GSK.

Condivido le parole di Nassim quando ricorda che noi tutti, genitori e non, «abbiamo l’obiettivo e il dovere morale di portare alla luce le criticità, se presenti, della politica vaccinale. Se esistono dei pericoli è giusto parlarne, se questi pericoli sono dimostrati è doveroso garantire la possibilità di scegliere se assumersi questo rischio specifico oppure no. C’è bisogno di trasparenza e di onestà, non di obblighi».

Chiaro Ministro Grillo? Siamo felicissimi della sua gravidanza, anche se la somiglianza (sotto vari punti di vista) con colei che l’ha preceduta è un po’ inquietante.
Sembra quasi che al Sistema siano funzionali dei ministri della salute che partoriscano durante il mandato, e che poi facciano pubblicamente le vaccinazioni ai loro figli…
Cosa c’è di più affidabile per l’inconscio collettivo di una mamma-ministro che ha appena partorito il suo cucciolo? L’impatto propagandistico non ha precedenti.
Ma questa, dottoressa Grillo, è una sua libera scelta e va rispettata. Esattamente come vanno rispettate le scelte dei genitori che decidono di non fare i vaccini alle proprie creature.
Oggi abbiamo bisogno di trasparenza, sicurezza, farmacovigilanza attiva e NON obblighi!

Marcello Pamio

Premetto che non sono leghista, anzi, per molto tempo in gioventù ho votato a sinistra, e ora, col senno di poi devo dire che un po’ mi vergogno…
Un giorno, quando il cervello si è sviluppato e le sinapsi neuronali sono tornate a collegarsi ho compreso il giochetto delle parti, e di come i partiti sono funzionali al Sistema. Tutti.
Da quel momento ho rigettato tutte le bandierine e sono diventato un uomo libero.

Il meccanismo è sempre lo stesso: viene messo al potere il gruppo politico che in quel momento storico è congeniale per il ruolino di marcia. Una macchina politica perfetta, ben oliata, dall’Unità di Italia ai nostri giorni: oltre settant’anni di partiti-marionette rappresentati da uomini-robot corrotti che hanno messo in pratica le linee guida etero-dirette, cioè dirette dall’esterno del paese.

Esiste però una piccola differenza tra il passato e oggi; una volta il grado di corruzione e/o la moralità dei politici lasciava, oltre al proprio tornaconto, anche un piccolo spazietto per il benessere dei cittadini-sudditi, e questo è confermato dalla crescita economica degli anni Ottanta e Novanta.
Dopo Tangentopoli però, quando l’operazione di polizia-pulizia ha cambiato le regole interne e le dinamiche, gli onorevoli-sciacalli hanno iniziato a portare avanti le linee guida del liberismo sfrenato e a pensare solo alla “roba” loro, ad arraffare, incamerare e rubare quello che possono, non lasciando nemmeno le briciole al popolo affamato.

Ogni tanto però questo meccanismo perfetto s’inceppa manifestando delle falle: l’elezione di Donald Trump in America per esempio è una di queste, ma non è l’unica…
Gli italiani il 4 marzo 2018 hanno votato per il cambiamento, e questo grazie alle devastazioni operate dai peggiori governi delle due Repubbliche, quelli a firma del Partito Democratico (pura emanazione massonica del turbocapitalismo metastatizzato), che sono riusciti a mettere a ferro e fuoco l’Italia in tutti i settori strategici: sanità, educazione, economia, finanza, terziario…
Eseguendo gli ordini dall’alto, hanno seriamente minato la struttura portante del paese.
Il boomerang è però tornato al mittente e i recenti risultati politici lo esprimono chiaramente: il Pd è stato asfaltato in quasi tutte le città.
Vediamo il cimitero che si sono lasciati alle spalle…

Immigrazione? No, armi di migrazione di massa
L’immigrazione è stato uno dei temi centrali delle politiche di sinistra. Lo è tuttora.
Sotto la falsa scusante degli aiuti umanitari e dell’accoglimento si nasconde un immenso business non solo per lo Stato e le mafie (difficile tra queste due entità distinguerne i contorni), ma anche per moltissimi altri attori: associazioni, organizzazioni non governative (ONG), organizzazioni di volontariato, cooperative rosse, enti religiosi, alberghi, faccendieri, hotpoint, ecc.
Insomma un bel po’ di gente sguazza sulla pelle dei disperati.

Un extracomunitario che arriva costa allo Stato ben 35 euro al giorno. Poca roba apparentemente, ma se si moltiplica questa cifra per centinaia di migliaia di persone all’anno, il risultato è un business faraonico. Ma questa è solo la puntina dell’iceberg…
Da un punto di vista puramente economico, secondo l’OCSE un immigrato frutta al paese ospitante in media 3.500 euro di gettito fiscale annuo[1]. I migranti senza documenti che lavorano hanno spesso una busta paga a nome di terzi, e versano quindi contributi ad un sistema di previdenza sociale di cui non possono beneficiare.[2] Ecco perché i governi di sinistra sono molto interessati ai disperati, mica per il discorso umanitario, ma perché rappresentano una risorsa.
Solo il “povero” Saviano di turno, con la scorta che ancora paghiamo noi e dal suo attico in centro a New York può osannare il contrario. Il filosionista che vive da nababbo proprio grazie a quella che apparentemente combatte a parole (la camorra), continua a impartire lezioni di diritto e di economia.
Il suo ridicolo mantra per difendere l’invasione e attaccare l’attuale governo è che i soldi per i disperati ci arriverebbero dall’Europa, per cui non è un problema di quattrini. Peccato che Saviano si dimentichi di dire che nulla arriva dall’Europa che non sia prima uscito dalle tasche dei sudditi, in questo caso gli italiani. Negli ultimi 14 anni abbiamo versato all’Europa 213 miliardi di euro e ne abbiamo incassati 141, con un disavanzo di ben 72 miliardi.[3] Quindi i soldi che l’Europa ci “regala” per l’invasione umanitaria, anche se apparentemente non pesano nel bilancio di Stato, sono soldi che sono stati prima tolti ai cittadini italiani!
Ma Saviano è troppo occupato a romanzare la camorra di Napoli, mentre ammicca a Central Park, non capendo, o facendo finta di non capire, che romanzare la malavita in codesta maniera sta mietendo più vittime e danni dell’affiliazione stessa. Qual è infatti l’effetto di Gomorra per la Camorra vera? Andate a domandarlo a chi vive lottando ogni giorno contro le organizzazioni criminali nella città partenopea.

Infine, ma non per importanza, l’immigrazione rientra in un progetto a più ampio respiro, volto alla destabilizzazione dei popoli che subiscono l’invasione. Annientamento dei salari, aumento della disoccupazione tra i nativi italiani, disintegrazione del tessuto sociale, crescita esponenziale della malavita locale e del crimine, cancellazione delle diversità, ibridazione dei popoli mediante un meticciato e mescolamento delle razze, ecc. Il tutto per creare un popolo di perfetti sudditi-consumatori: esseri privi di umanità, svuotati interiormente, senza radici, senza identità, tradizioni e religioni.
A confermare queste preoccupanti ipotesi da una parte sono gli squallidi individui come George Soros che finanziano con badilate di milioni di dollari tutto questo, e dall’altra ci sono i dati statistici.
Se infatti le persone fuggissero realmente da guerre, soprusi o altro, età e sesso dei richiedenti asilo sarebbero variegate, e invece stranamente oltre l’80 percento è di età compresa tra i 18 e i 37 anni, e la quasi totalità sono maschi (oltre l’87%)[4].
Sorge a questo punto una domanda inquietante: perché arrivano solo maschi sani e in età fertile?

In tutto questo bailamme, cosa fa il Ministro dell’Interno, al momento Matteo Salvini? Fa esattamente quello che farebbe una persona sana di mente, ma che nessuno prima di lui ha fatto: impedire alle navi che vanno a prendere i disperati nelle coste libiche di scaricarli in Italia. Non solo; va direttamente a Tripoli per concordare con i dirigenti una linea politica in comune.
Risultato? Attacchi e insulti pubblici.
Democratici e radical chic si sono stracciati le vesti (di marca ovviamente). Per non parlare dei miliardari che nonostante non vivano nel mondo reale, si sono scandalizzati per la chiusura dei porti. Dove sta il problema immigrati per chi mangia in ristoranti chic, viaggia sui SUV e vive in ville superblindate? Pensare al benessere del “negro” di turno è solo un modo per lavarsi e sistemarsi la coscienza sporchissima.
Il caso Amendola è esemplare. Il figlio del grande doppiatore avrebbe annunciato di non poter stare in un paese che chiude i porti. Sul serio? Benissimo, nell’attesa che riempia di gioia noi e la cinematografia italiana emigrando all’estero (magari in Libia visto che si sono liberati dei posti), possiamo solo concludere che i mentecatti in Italia non sono ancora una razza in via di estinzione. Questi poveri di spirito e scarsi di intelligenza non ricordano che il problema immigrati è esploso quando gli occidentali (noi compresi), guidati dagli yankee sparatutto e ammazzatutto, sono andati a detronizzare e assassinare in maniera illegittima e vergognosa il colonello Mu’ammar Gheddafi. La Libia con il pericoloso “dittatore” era un paese laico, dove si viveva bene, le religioni si tolleravano, e soprattutto nessuno veniva sequestrato al largo delle coste dai barconi per essere deportato in Italia.
Oggi, dopo la “liberazione”, il paese è devastato e le coste pullulano di barconi. Strano ma vero!
Sembra proprio che l’intervento militare sia stato fatto ad hoc…

Infine basterebbero quattro neuroni connessi per spingere il cervello a fare un altro semplice ragionamento sul discorso delle navi che battono bandiera straniera.
La bandiera non è un fatto di goliardia o folklore, lo dice il diritto internazionale. Se una nave sventola la bandiera di uno Stato, questo è il paese di riferimento e tutta l’imbarcazione è considerata territorio di quello specifico Stato, dove vigono le leggi specifiche del paese. Il Regolamento di Dublino prevede che dei cosiddetti “profughi” debba farsi carico lo Stato che per primo ne viene in contatto, quindi per esempio quello della nave che li deporta.[5] Quindi non si capisce come mai una nave battente bandiera francese, olandese o altro, debba scaricare i profughi nelle coste italiane e non a casa propria. Ovviamente la risposta è abbastanza semplice: hanno ricevuto l’ordine di farlo. Punto.
Poi ci sono i casi delle navi battenti bandiera straniera ma non registrate nei rispettivi paesi. Qui siamo di fronte a vere e proprie navi pirata, e in questo caso c’è il diritto di impedirne la navigazione, il sequestro della nave e l’arresto del comandante e dell’equipaggio.
La realtà odierna ce la spiega perfettamente il prof. Augusto Sinagra, già docente di Diritto Ordinario: «si è in presenza di una nuova e inedita tratta di schiavi, di un disgustoso e veramente vomitevole schiavismo consumato anche con la complicità dell’UE»[6].
Quindi il Ministro Salvini, che piaccia o non piaccia, sta facendo il suo dovere e questo rompe molte uova nel paniere, soprattutto a coloro che guadagnano e speculano sulla tratta degli schiavi moderni.

Buona Scuola…per idioti
Il secondo tassello cruciale è l’educazione.
Grazie ad un premier decerebrato e ministri ignoranti con il decreto legislativo della Buona Scuola si configura un vero e proprio disastro antropologico. Un disastro così ben congegnato e funzionale, che è impossibile pensare sia stato ideato dal povero Matteo Renzi e dalla sua compagine. L’idea viene da molto lontano e da molto più in alto.
Qual è il progetto? Strutturare le scuole per sfornare idioti. Semplice.
Meno ore per studiare autori come Dante, Petrarca, Machiavelli e più tempo per far crescere l’individualismo egoistico, competitivo e aggressivo.
Gli studenti non vengono visti come esseri unici e irripetibili, dai quali mediante l’educazione (ex-ducere) fare uscire i talenti e le capacità, ma come una sorta di magma informe, una specie di esercito di terracotta di Xi’an, da plasmare in un manipolo di perfetti schiavi-ignoranti e non pensanti. Un uomo libero di pensare, sentire e agire è per il Sistema come l’acqua santa per il diavolo.
Penso sia quasi impossibile fare peggio del ministro Fedeli, per cui staremo a vedere cosa il nuovo ministro riuscirà a combinare, ma la cosa fondamentale da rimembrare sempre è che la formazione culturale dei giovani è di vitale importante per un paese sano.

Libertà di scelta e di cura?
Il terzo anello riguarda la salute pubblica.
In questo settore la liceale Beatrice Lorenzin passerà alla storia per essere riuscita nell’impresa titanica di disintegrare la salute di milioni di persone, e di imporre per legge 10 vaccini ai neonati.
Colei che riesce a confondere virus e batteri, che in tv snocciola dati falsi sulla mortalità per morbillo, grazie ad un Parlamento di venduti e un inetto presidente della Repubblica, è riuscita a presentare il decreto legislativo n. 73, e poi farlo convertire nella legge 119/2017. Legge che si configura come un vero e proprio disastro umanitario e sanitario.

Imporre per legge 10 vaccini, più altri 4 fortemente consigliati, ai neonati, in un momento privo di allarmi sanitari e rischi per la salute pubblica è un crimine contro la democrazia e l’umanità.
Siccome NON esistono studi e sperimentazioni cliniche controllate che ne garantiscano la totale innocuità, si può parlare a ragione veduta di una vera e propria “sperimentazione umana” eseguita negli ambulatori delle ASL.
Sperimentazione assolutamente illegale perché viola i più sacrosanti diritti umani per non parlare dei “Trattati internazionali”.
La Carta Costituzionale è chiarissima, all’art. 32 dice che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».
L’articolo 7 del «Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici» del 19 dicembre 1966, stabilisce: «Nessuno può essere sottoposto [...], senza il suo libero consenso, ad un esperimento medico o scientifico».
Nell’articolo 3 della «Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea», entrata in vigore il 1° dicembre 2009, intitolato «Diritto all’integrità della persona», al comma 1 si dice: «Ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica», al 2 «Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: a) il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge…»
Nella «Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea», l’articolo 1 stabilisce che «La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata».

Inoculando 10 vaccini nel corpo di un neonato sano, senza malattie, senza epidemie o rischi sanitari, si sta violando o no la dignità dell’essere umano?
A tal proposito il Ministro dell’Interno Salvini avrebbe detto in diretta radio che «dieci vaccini obbligatori sono inutili e talvolta dannosi e pericolosi». Apriti cielo.
Se Salvini avesse bestemmiato dentro San Pietro, o inveito contro Maometto in moschea oppure offeso Yahweh in sinagoga, il risultato sarebbe stato inferiore.
Cosa avrebbe detto di così bestiale il Ministro? Nulla, Salvini ha solo acceso un riflettore su un gravissimo problema.

Nonostante i Pregliasco, i Burioni, i Rezza, i Lopalco, i Villani di turno, NON ESISTE NESSUNO STUDIO CHE CONFERMI LA SICUREZZA DI 10 VACCINI!
Quindi per il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE sarebbe bene che il ministro mettesse fine a queste sterili polemiche, e che i medici, pediatri, virologi, ecc. pagati dalle case farmaceutiche e quindi in pieno conflitto d’interessi si zittissero una volta per tutte.

Invece di bacchettare il collega, continuando a ripetere come un disco incantato che i vaccini sono un presidio preventivo indiscutibile; invece di ricevere a colloquio i medici collusi col Sistema, il ministro dovrebbe fare una cosa sola: stracciare la Legge 119/2017 e iniziare a occuparsi di cose molto più serie e importanti: il cancro in età pediatrica (siamo al primo posto in Europa); l’obesità infantile (sta crescendo a ritmi esponenziali), la chimica che troviamo nell’acqua che beviamo, nell’aria che respiriamo e nel cibo che mangiamo, per fare solo qualche esempio.
Questi sono alcuni dei problemi seri in Italia, non certo il morbillo o la meningite! A meno che non voglia la Grillo legarsi al destino di colei che l’ha preceduta e avere sulla coscienza tanti bambini innocenti danneggiati…
In queste ore puntualmente e con precisione chirurgica, i media mainstream stanno amplificando casi di meningite (in bambini coperti dai vaccini) e morbillo in alcune città d’Italia.
La vita è sempre molto ricca di coincidenze…

Il neo-ministro dovrebbe infine sapere alcune cosette sugli esperti che santificano i vaccini nei media:

  • La FIMP, Federazione Medici Pediatri ha ricevuto nel 2016 (dati EFPIA, European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations692 euro tra “donazioni” e “oneri da contratto” dalla GSK, società che vende vaccini.
    Inoltre a giugno 2018 è stata premiata per la migliore pubblicità dalla Sanofi-Paster, società che vende vaccini.
  • La SIP, Società Italiana Pediatri diretta da Alberto Villani ha ricevuto nel 2016 (dati EFPIA) 840 euro per “oneri da contratto” dalla GSK, e 1.525 euro dalla Sanofi-Pasteur, due società che vendono vaccini.
  • L’epidemiologo Pier Luigi Lopalco ha ricevuto nel 2016 (dati EFPIA) 315 euro per “corrispettivo per servizi e consulenze” dalla GSK.
  • L’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, dove insegna casualmente Roberto Burioni, ha ricevuto nel 2016 (dati EFPIA) 232 euro tra “corrispettivi” dalla GSK.
  • L’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, in cui Alberto Villani (direttore SIP) ricopre il ruolo di responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale e Malattie Infettive, ha ricevuto nel 2016 (dati EFPIA) 000 euro per “sponsorizzazioni” dalla Sanofi-Pasteur.

ecc. ecc.
L’elenco non è completo, ma basta per comprendere come le principali istituzioni sanitarie, gestite dai grandi luminari della scienza che propagandano la bontà, innocuità e sicurezza dei vaccini, ricevono ogni anno soldi dai produttori di vaccini. Tutto normale?
Possiamo fidarci - Ministro Grillo - e consegnare i nostri figli nati sani, nelle mani di gente che risulta essere nella busta paga delle industrie chimiche?
Dopo aver cestinato la Legge 119, andrebbero reintegrati immediatamente tutti quei medici che sono stati ingiustamente radiati dagli ordini professionali solo per aver messo in discussione una pratica medica come quella vaccinale. Radiare un professionista serio solo per la sua «opinione» è un atto gravissimo che lede libertà e diritti. Infine, sarebbe importante cancellare gli ordini professionali sanitari proprio perché il potere di controllo che hanno sui propri associati è pericolosissimo per la libertà e l’indipendenza dell’Ars Medicandi.
In conclusione tanto di cappello al Ministro Salvini per la coerente linea che sta portando avanti, e visto il tema attuale dei barconi, per aver messo la “barra a dritta” nonostante il mare molto mosso…

Note
[1] «Assises Citoyennes des Migrations: Vers la Justice migratoire», CNCD 2017, www.cncd.be/IMG/pdf/appeljusticemigratoireassisesfinal.pdf
[2] Idem
[3] «Ci guadagna solo chi lucra sull'accoglienza», www.ilgiornale.it/news/cronache/migranti-col-piano-ue-guadagna-solo-chi-lucra-1284237.html
[4] «Aiutiamoci a casa nostra», www.ilfoglio.it/cronache/2017/08/08/news/aiutiamoci-a-casa-nostra-147931
[5] «Matteo Salvini ha ragione», Prof. Augusto Sinagra, già professore di Diritto Ordinario all’Università
[6] Idem

 
Marcello Pamio
 
Inizio prendendo a prestito la memorabile frase tratta dalla scena finale del film di fantascienza «Blade Runner», dove l’androide Roy Batty prima di spegnersi fa il monologo divenuto famoso, al poliziotto Deckard, interpretato da un giovane Harrison Ford.
«Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire»
Sono passati 36 anni da quel capolavoro cinematografico, ma se in un ipotetico futuro Roy venisse ricostruito in laboratorio, la sua memoria cibernetica del periodo odierno esprimerebbe cose molto diverse: «Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi. Individui senza diploma gestire ministeri dell’Istruzione. Famelici avvoltoi, nascondersi dietro gli aiuti umanitari e speculare sulla pelle di milioni di disperati. Squallide marionette senza arte imporre per legge 10 vaccini. Ho visto infine balenare nel buio della notte il luccichio del premio vinto dalla Federazione dei pediatri messo in palio dalla società che produce vaccini. E’ tempo di svegliarsi»
Purtroppo questa non è fantascienza bensì la triste realtà. In un paese normale queste cose non sarebbero mai potute accadere. Ma l’Italia si sa non lo è…
 
Soprattutto l’ultima vicenda supera anche la più fervida delle fantasie.
La FIMP, la Federazione Italiana Medici Pediatri qualche giorno fa ha ricevuto il premio per la migliore campagna di comunicazione sviluppata da operatori di sanità pubblica, università, centri di ricerca, società scientifiche, Asl e distretti sul tema vaccini.
Già questo è sufficiente per far impallidire anche il più peloso degli stomaci.
Dover premiare pubblicamente una campagna mediatica (cioè di marketing) organizzata da una società, per così dire scientifica, lascia il tempo che trova e fa comprendere che il Sistema è attualmente sotto scacco matto.
 
Ma il punto cruciale non è tanto questo. La cosa veramente sconvolgente è che a decretarne la vittoria è stata la giuria di «PerchéSì: laboratorio di idee per comunicare il valore dei vaccini», il primo “contest” sulla corretta ed efficace comunicazione sui vaccini promosso nientepopodimenoché dalla Sanofi-Pasteur, la divisione vaccini della Sanofi.
Stiamo parlando della terza multinazionale nella classifica mondiale delle società che fatturano di più con i veleni vaccinali. Nel 2017 ha incamerato 5,76 miliardi di dollari e le previsioni di EvaluePharma per il 2024 danno la ditta francese ad oltre 8 miliardi di dollari. Solo con i vaccini!
Dal punto di vista scientifico, umano, sanitario e istituzionale fa molta tristezza vedere come la Federazione dei pediatri si presti a simili giochetti e manipolazioni.
 
Il conflitto d’interessi è molto preoccupante, anche perché le istituzioni sanitarie pubbliche non dovrebbero essere scevre e indipendenti dalle industrie? Possono i medici pediatri avere collegamenti con le ditte che producono farmaci pediatrici?
Dove sono finiti i pediatri onesti intellettualmente? Se avessero ancora un briciolo infinitesimale di dignità professionale e amore per l’Ars Medicandi, dovrebbero ribellarsi cancellando l’iscrizione alla federazione e ritirando la quota annua...
 
«Prendiamo atto - scrive l'amica Nassim Langrudi del Corvelva - che la politica sanitaria di un paese sia diventata oggetto di iniziative in stile ‘ricchi premi & cotillon’, il che è veramente illuminante sulla validità scientifica che sta alla base dei vaccini».
La strada intrapresa dall’industria farmaceutica, sostenuta e appoggiata dalle associazioni di settore, è la medesima del marketing commerciale tradizionale. Quando i pubblicitari lavorano per esempio su un sapone, devono convincere i consumatori che non si tratta di un banale detergente, ma di un prodotto che oltre a lavare, regala emozioni e sogni. Il marketing non vende prodotti, ma illusioni e sogni.
Continua Nassim: «in pratica l’intero sistema è incentrato sulla pubblicizzazione del prodotto, sulla promozione pubblicitaria nei vari settori rivolta a vario pubblico. Peccato che si tratti di farmaci, non esenti da rischi (inesistenti nelle suddette campagne), somministrati per via parenterale, contenenti anche sostanze pericolose (vedere foglietti illustrativi) e, nel caso del ‘progetto vincente’, destinati a bambini».
Esatto. Il sapone in questo caso è un farmaco destinato ai neonati che contiene sostanze cancerogene, neurotossiche e DNA umano e animale in grado di scatenare reazioni immunitarie serie, complesse e imprevedibili.
Ecco come il marketing vende illusioni: i vaccini non sono farmaci normali, ma “prodotti” senza alcun rischio, che hanno salvato in passato e salvano tuttora milioni di vite umane. Il discorso non fa una piega. Peccato che la realtà sia molto diversa.
 
Alla gara purtroppo hanno partecipato molte istituzioni pubbliche, ecco i dieci finalisti, ovviamente pagati con i soldi pubblici:
 
- Campagna vaccinazioni operatori sanitari - SIP, Società Italiana di Pediatria (SIP)
- Vacciquiz - sempre la SIP
- Ilsitovaccinarsiinsicilia - dell’Università degli Studi di Palermo
- Campagna Vaccinarsiinpuglia - Università di Bari
- Progetto Bfree - FIMP, la vincitrice
- Programma AzioneSalute - ASL di Taranto
- I vaccini tornano a scuola - ASL di Taranto
- Proteggitiperproteggermi - Azienda Ospedaliera Università degli Studi di Palermo
- Campagna Promozione Vaccinazione influenzale - Azienda Ospedaliera Università di Perugia
- Evento adulti e vaccinati - Università di Pisa
 
Dopo aver sdoganato il marketing dei farmaci ora spudoratamente sdoganano le vaccinazioni come se fossero la panacea per tutti i mali. Banali farmaci i cui rischi per la salute sono minori di quelli di uno shampoo delicato per pelli sensibili…
A questo punto mi sento in dovere di dare gratis uno spunto per la gara pubblicitaria del prossimo anno. Una mamma bellissima (del tipo “famiglia barilla”), tranquilla e sorridente, fischiettando accompagna in SUV (l’auto che rende l’idea della sicurezza) il figlio biondo oro, appena uscito da un programma di eugenetica, a farsi inoculare una decina di vaccini. Cambio di scena, un’altra mamma, questa volta più trasandata, tipo figlia dei fiori, sta lavando sgraziatamente la testa di suo figlio, un bambino decisamente bruttino con tanto di alopecia areata, usando uno shampoo tossico e pericoloso…
Buca lo schermo il piccolo ariano chiedendo sorpreso: «Già fattoooo?», e pochi istanti dopo la scritta «Vax-indolor»! L’altro bambino invece non verrà mai più fatto vedere, lasciando all’immaginario collettivo l’idea della triste sorte a cui vanno incontro coloro che usano gli shampoo senza responsabilità…
Le ingorde lobbies puntano sempre a tutto il mercato, e ora sarà più chiaro il motivo per cui la Johnson & Johnson produce sia detergenti che farmaci…

Marcello Pamio

Il dottor Robert S. Mendelsohn è stato uno dei più grandi pediatri della storia americana e anche uno dei più critici e caustici nei confronti della sua stessa categoria lavorativa.
Medico intellettualmente onesto, ha sempre messo il benessere dei più piccoli dinnanzi a tutto.
Autore del meraviglioso saggio, che dovrebbe stare sopra il comodino di ogni genitore: «Bambini sani senza medicinali».

In oltre 30 anni di pratica e di insegnamento di pediatria Mendelsohn ha imparato che la stragrande maggioranza delle malattie infantili non richiede l’intervento del medico, e che le cure non necessarie possono fare più male che bene.
Il consiglio che dava ai genitori, basato sull’osservazione del comportamento di molti colleghi medici e sulla sua personale esperienza nel curare migliaia di bambini, era di evitare il più possibile l’intervento del pediatra.

Secondo lui almeno il 95% delle malattie a cui i bambini sono soggetti guariscono da sole senza richiedere intervento alcuno.
Non solo, ma almeno il 90% dei farmaci prescritti dai pediatri non sono necessari, anzi costituiscono un pesante rischio per il bambino che li assume. Tutti i farmaci sono tossici e quindi pericolosi di per sè.
Inoltre l’abuso nell’uso di farmaci in età infantile può indurre nel bambino la convinzione che esiste una pillola per ogni male, il che potrebbe portarlo in futuro a cercare soluzioni chimiche a qualsiasi problema, anche emotivo.

La sua carrellata prosegue avvertendo anche che il 90% degli interventi chirurgici eseguiti su bambini non è effettivamente necessario ma potrebbe esporli a gravi rischi per cause derivanti dall’intervento stesso.
Un altro argomento estremamente dibattuto e sollecitato da Mendelsohn è il bagaglio conoscitivo dei pediatri.

«La maggior parte dei pediatri non ha ricevuto che una lieve infarinatura sui principi fondamentali di nutrizione, di farmacologia, argomenti di vitale importanza cui nei corsi di specializzazione non si attribuisce sufficiente interesse. Così poi i pazienti subiscono le conseguenze di questa ignoranza, sui rapporti tra alimentazione e salute e sugli effetti collaterali dei farmaci prescritti».

Una volta il medico rimaneva legato per due, tre, perfino 4 generazioni alla stessa famiglia, e conosceva ciascun membro, con le sue attitudini, gli umori e le peculiarità. Li considerava esseri umani bisognosi di aiuto, non casi clinici da sottoporre a tutti quegli interventi tecnologici e farmacologici con cui, oggigiorno, i medici hanno sostituito l’attento esame clinico e il buon senso.
Il medico di famiglia conosceva alla perfezione l’anamnesi clinica dei suoi assistiti e spesso anche quella dei loro genitori e nonni.

«Oggi il pediatra tipo vede trenta, quaranta e anche cinquanta bambini in una giornata, non conosce vostro figlio come lo potete conoscere voi e spesso non ha né il tempo né la voglia di farlo.
Tecnologie, esami clinici, radiografie, farmaci nella maggioranza dei casi non valgono le cure sensate che voi, come genitori consapevoli potete fornire al vostro bimbo
.
«Il pediatra che avete scelto non potrà mai essere e non dovreste permettere che sia la principale autorità in caso di malattia del vostro bambino. Voi siete molto più qualificati del vostro medico a giudicare le condizioni fisiche dei vostri figli per il semplice motivo che li conoscete meglio, vivete insieme con loro e ne osservate l’aspetto e il comportamento, giorno dopo giorno, con attenzione e interesse».

Mendelsohn era convinto, a buona ragione, che si dovrebbe dare a Madre Natura il tempo sufficiente per agire, prima di esporre il bambino ai potenziali effetti collaterali, fisici ed emotivi delle cure che il medico potrebbe somministrargli. Il corpo umano ha in effetti una notevole capacità di autoguarigione (Vis Medicatrix Naturae), che nella maggior parte dei casi è superiore a qualsiasi cosa la scienza medica possa fare, ed è priva di effetti collaterali!
Il classico studente di medicina e il medico, sanno molto poco su come mantenere sano un bambino, semplicemente perché la loro preparazione accademica parte dal presupposto che chiunque si rechi nel loro studio ha bisogno di essere curato.

Ecco perché nel piano di studi di medicina c’è solo un esame curricolare di pediatria, per il quale si studiano per lo più malattie infantili che potevano essere significative molti decenni fa, quando vennero stilati i programmi, ma che sono oggigiorno virtualmente scomparse.
Lo studente riceve un sacco di informazioni prevenute sulle vaccinazioni, ma impara molto poco sulla farmacologia, a dispetto del fatto che, come medico praticante avvierà più bambini all’uso delle droghe di quanto possa fare il più zelante spacciatore della città...

Sempre nei corsi di medicina l’alimentazione non esiste. Non viene insegnato ai futuri medici che, spesso, l’alimentazione può rivelarsi l’elemento di maggiore importanza diagnostica e curativa.
Quindi i giovani medici iniziano la loro professione ignorando il fatto che le allergie alimentari costituiscono la causa prima di molti malesseri infantili e che una nutrizione appropriata è il fondamento della salute. Questa loro ignoranza li induce ad utilizzare solo farmaci per curare disturbi che potrebbero risolversi con un semplice cambiamento nella dieta.
Per non parlare dell’allattamento. Quello che i dottorini imparano sulla più efficace protezione a lungo termine che un neonato possa ricevere contro ogni malattia, lo apprendono, generalmente da medici di sesso maschile, che per ovvi motivi, hanno scarso interesse o esperienza in questa vitale funzione.

«Forse perché ho fatto il pediatra per molto tempo, sono convinto che per assolvere questo compito non sia necessario uno specialista. La maggior parte delle malattie infantili possono venire adeguatamente curate in casa da genitori amorevoli e soprattutto informati».

Mendelsohn amava ricordare ai genitori che ogni qualvolta si sottopone a cure mediche un bambino che non ne ha realmente bisogno, lo si espone ad un grave rischio: «chiamare il medico quando vostro figlio sta male, dovrebbe essere l’ultima risorsa, non la prima».
Qual è nel concreto tale rischio? «Quando portate vostro figlio dal pediatra, dopo una visita troppo spesso superficiale, il medico prescrive esami, radiografie, fa una diagnosi e stabilisce una linea di intervento che spesso richiede l’utilizzo di farmaci».

«Tra i medici come categoria, penso che il pediatra sia l’esemplare più pericoloso, proprio perché sembrerebbe il più benevolo. L’immagine del pediatra è il più delle volte quella di un uomo sorridente, gentile e professionale che elargisce ai vostri piccoli, palloncini e lecca-lecca insieme alle prescrizioni mediche.
Secondo la mia esperienza, la fiducia nei pediatria è spesso mal riposta. Il loro comportamento affabile che ispira fiducia è volto semplicemente a mascherare gli elementi della pratica pediatrica che spaventano il bambino».

E’ il pediatra che induce fin dalla nascita quella dipendenza dalle cure mediche che si protrarrà per tutta la vita; è il pediatra tra tutti gli specialisti quello che con minor probabilità informerà i genitori dei possibili effetti collaterali dei farmaci che prescrive.
Infine è il pediatra, che essendo così abituato a vedere i pazienti non realmente malati, spesso non riconosce chi invece lo è.

«Nonostante l’evidenza degli effetti nefasti delle cure pediatriche, perdura l’idea che i nostri bambini siano curati meglio perché abbiamo una grande abbondanza di pediatri. È un’opinione errata per due motivi: le statistiche americane sulla mortalità infantile rivelano per esempio che i bambini americani sono meno sani di quelli di altri paesi sviluppati che vantano un minor numero di pediatri, e sono addirittura meno sani dei bimbi di alcuni paesi sottosviluppati. Il secondo motivo è che la ragione di questa minor salute potrebbe risiedere proprio nell’eccesso di pediatri».

Il dottor Robert Mendelsohn non aveva peli sulla lingua e soprattutto non aveva molti dubbi sul modo migliore di crescere un bambino in buona salute: basta tenerlo lontano dai medici!
Ebbene sono passati trent’anni dalla morte del grande pediatra, avvenuta nel 1988, e quest’anno sembra che la Vita stia realizzando la sua profezia: «i pediatri sono sempre meno»!

A lanciare l’allarme sono la FIMP e la SIP, rispettivamente la Federazione italiana dei medici pediatri e la Società dei medici pediatri.
In pratica i «dottori dei piccoli» stanno sparendo!

Secondo l’Assomed dell’Adnkronos nel prossimo quinquennio (2018-2022) usciranno dal SSN per pensionamento circa 30 mila medici ospedalieri, cui si devono aggiungere 5000 specialisti.

Le specialità maggiormente carenti saranno pediatria, ginecologia, medicina interna, cardiologia e ortopedia. Per la sezione dei pediatri, nel 2014-2023 andranno in pensione 5189 medici, si faranno contratti di formazione per 2900 specialisti e dunque mancheranno all’appello circa 2289 pediatri.
Per il direttore della SIP, Alberto Villani «la situazione è ormai drammatica» e invita tutti ad una profonda riflessione: «cosa vogliamo per i nostri figli e i nostri nipoti?».
La risposta alla sua riflessione è semplicissima: vogliamo bambini più sani!

La conclusione è un po’ meno scontata, ma dopo quanto scritto, se dovesse aver ragione Mendelsohn, la qualità della vita migliorerà col diminuire degli specialisti.
Visto che un pediatra può avere un massimo di 800 assistiti, più le deroghe (10 % di neonati, i portatori di patologie croniche sopra i 14 anni e gli immigrati minorenni senza genitori), per cui il massimale si colloca attorno a 1000 pazienti ogni medico. Se nei prossimi anni mancheranno 2.289 pediatri, vuol dire che vi saranno oltre due milioni di bambini/ragazzi più sani…


Marcello Pamio

Le pressioni sul nuovo governo hanno iniziato a manifestarsi ancor prima della fiducia e dell’insediamento ufficiale. Era logico, stiamo parlando del primo governo della storia privo di pregiudicati e/o indagati. Per cui i «populisti» - così vengono definiti in tono dispregiativo dai servili media - devono essere messi in riga, e prima lo si fa meglio è. Non si sa mai, potrebbero fare brutte sorprese al Sistema e dare l’esempio a qualche altro governicchio votato dal popolo...
I giornali, o per meglio dire quei «bordelli di pensiero» come li ha magistralmente definiti il grandissimo Giorgio Gaber nella canzone «C’è un’aria», sono sempre attentissimi a spulciare i curriculum e a spaccare il capello in quattro quando si tratta dei «nemici», ma stranamente non perdono tempo a investigare quando al governo vanno gli amici o gli amichetti...
Il nuovo ministro della sanità, con il carico da novanta che la liceale gli ha lasciato sul groppone, si troverà ad affrontare sfide importanti, come la metastatizzazione di un sistema medico oramai fagocitato dalle industrie e in pieno stadio terminale, e questo non solo per colpa di burocrazie da ancien régime. Poi sta ancora girando la bollente patata vaccinale.
A tal proposito il Sistema si è messo subito in allarme. Se la marionetta Lorenzin non ha mai creato problemi e intoppi al ruolino di marcia, l’attuale ministro in quanto medico, potrebbe anche mettere qualche piccolo bastone tra le ruote. Usiamo il condizionale perché le dichiarazioni ultime della dottoressa Grillo lasciano spazio a molti dubbi sulla sua volontà di togliere o lasciare l’obbligatorietà. 
Qualcuno parla di tornare ai 4 vaccini che c’erano prima della 119/2017; di togliere solo l’espulsione dai nidi e materne per i bambini tra 0 e 6 anni. Ma il punto cruciale è che di mezzo c’è una legge incostituzionale, classista e pericolosa.
Hanno scomodato subito il dottor Alberto Villani, presidente della SIP, la Società Italiana di Pediatria, il quale ha dichiarato che l’obbligo vaccinale «è stato un successo, i dati di fatto dicono che in pochi mesi siamo passati da tassi di copertura assolutamente non soddisfacenti a una situazione buona».
Quindi applausi scroscianti per la diplomata Lorenzin.
La conclusione del Villani di turno sembra più che altro un avvertimento al neo ministro: «al momento l’obbligo non va abolito». Chiaro dottoressa Grillo? 
Poco importa all’illustrissimo pediatra che prima della presentazione dello scandaloso decreto, convertito nella tristemente legge 119/2017, non vi era nessuna emergenza sanitaria. 
Poco importa che passare da 4 vaccini a 10 più altri fortemente consigliati, non sia un regalo ai bambini o alla salute pubblica, ma un dono alle industrie chimiche che sfornano farmaci e vaccini e guadagnano con le malattie.
Poco importa sapere dell’esistenza dei cosiddetti «no-responder», cioè di una percentuale importante di persone (neonati inclusi) che nonostante i vaccini non hanno alcuna immunizzazione. 
Come può il brizzolato scienziato boriosamente riempirsi la bocca con la copertura vaccinale dando per scontato l’uguaglianza vaccini=immunità? Hanno per caso fatto dosare nel sangue dei vaccinati i titoli anticorpali delle malattie alle quali sono stati immunizzati? Ovviamente no, perché gli esiti sarebbero così devastanti che farebbero crollare miseramente il castello di bugiardini che hanno innalzato. Per fortuna a colmare questo vuoto ci ha pensato l’associazione Corvelva con una iniziativa molto interessante, chi è interessato può andare nel sito o nei canali Facebook ufficiali. 
La realtà è semplice e facilmente dimostrabile: moltissimi bambini regolarmente vaccinati sono completamente scoperti da immunità. Quindi qual è il senso di inoculare veleni (rischiando seri effetti collaterali e complicanze) se poi questi non servono a proteggere dalle malattie?
Infine poco importa al direttore della SIP che la sua società abbia ricevuto nel 2016 circa 64.000 € da GSK, Sanofi e Pfizer, di cui soltanto dalla GSK (il primo produttore di vaccini al mondo) ha incassato la modica cifra di 26.840 €. 
Anche la stessa GlaxoSmithKline ha preso posizione e di solito lo fa minacciando molto velatamente...
Per capire il quadro è necessario un piccolo salto indietro facendo un riassunto cronistorico…

GSK & multe
Senza andare troppo in là con gli anni partiamo dal 2010.
Ad ottobre 2010 il Dipartimento di Giustizia americano annuncia che la GSK dovrà pagare una multa di 150 milioni di dollari, più 650 milioni di risarcimenti civili.
Dopo due anni, nel luglio 2012 viene condannata per frode negli States e costretta a pagare una multa stratosferica: 3 miliardi di dollari.
A luglio 2013 stessa sorte tocca in Cina, questa volta con ammonimenti e pesante multa.
A febbraio 2014 viene fondato il GHSA (Global Health Security Agenda), l’Agenda globale che si occupa di «far avanzare un mondo sicuro e protetto dalle minacce delle malattie infettive». 
Nel giugno del 2014 il G7 lo approva e lo riconosce ufficialmente.
Serviva una nuova spinta, una nuova linfa vitale che facesse ripartire con molto più vigore le campagne vaccinali planetarie. Serviva quindi una vera e propria Agenzia globale dei vaccini!
Il gruppo infatti impone le direttive sulle linee guida vaccinali a livello mondiale. 
Esattamente quello che è avvenuto il 29 settembre 2014 quando la Lorenzin e il direttore dell’AIFA Sergio Pecorelli andarono a Washington, per poi portare a casa l’imprimatur come prima nazione al mondo a dirigere le linee guida vaccinali per 5 anni, dal 2014 al 2019.
Qualche mese prima, nell’aprile 2014 avvenne un valzer miliardario molto interessante: la svizzera Novartis comprò per 16 miliardi la divisione oncologia della GSK, cedendo però per 7 miliardi di euro al mostro britannico tutto il settore vaccini.
A giugno 2015 viene presentato il piano vaccinale 2016-2018 e accidentalmente esplodono i casi di meningite in Toscana (regione sempre casuale).
Dicembre 2015 il colosso britannico denuncia (ecco la prima minaccia) di voler chiudere la società veronese e licenziare oltre 300 ricercatori, poi magicamente il 13 aprile 2016 dichiara di voler investire 1 miliardo in Toscana, casualmente dove si sfornano i vaccini. 
Cos’è successo in pochi mesi? Cosa i governanti italiani hanno promesso alla lobbies?
Il resto è una triste storia, che tende a ripetersi...
Veniamo al 6 giugno 2018 perché i dirigenti Glaxo incontrano gli assessori della Regione veneta avvertendo di nuovi licenziamenti («Fondamentale mantenere i livelli occupazionali»). 
Questa volta sarebbero 250 i posti dei ricercatori a rischio. 
Per caso stanno ripetendo la medesima minaccia fatta al governo 3 anni fa? 
E’ abbastanza chiaro ministro? I vaccini non si toccano, altrimenti….


Marco Della Luna

Le funzioni psichiche superiori, cognitive e metacognitive, possono essere sviluppate, mediante l’addestramento (famigliare, scolastico, professionale) e/o pratiche autonome, ma  anche impedite nel loro sviluppo, o danneggiate. Uno dei fattori più attivi in questo senso, sia per intensità che per quantità di persone colpite, è la televisione, assieme ai videogiochi.

Norman Doidge, in The Brain that Changes Itself (Penguin Books, 2007), espone allarmanti risultati di rilevamenti scientifici sugli effetti neuroplastici dell’esposizione alla televisione e ai video games. Preliminarmente, Doidge illustra come la neuroplasticità, di cui già abbiamo trattato, fa sì che, come il cervello foggia la cultura, così la cultura, le pratiche di vita (anche quelle che possono essere imposte a fini manipolatori) foggiano il cervello. Lo foggiano generando e potenziando reti neurali, collegamenti nervosi, innervazioni, che consentono di compiere prestazioni ritenute estranee alle facoltà dell’uomo, come aggiustare la vista alla visione subacquea senza l’uso di occhialini (osservato negli “zingari del mare”, una popolazione di pescatori di perle, e sperimentalmente  riprodotto in bambini svedesi – Doidge, cit., pag. 288).

Anche l’attività di meditazione muta il cervello, aumentando le dimensioni dell’insula (pag. 290).  Anche la pratica della lettura produce modificazioni espansive di alcune aree corticali (pag. 293). I nostri cervelli sono diversi da quelli dei nostri antenati. Principio basilare della neuroplasticità è che quando due aree cerebrali lavorano abitualmente assieme, si influenzano reciprocamente e a sviluppare connessioni, formando un’unità funzionale. Ciò può avvenire tra aree di livello evolutivo diverso: ad esempio, nel gioco degli scacchi, dove si punta a dare la caccia al re avversario, tra aree arcaiche esprimenti e organizzanti l’istinto della predazione, e aree corticali esprimenti l’intellettualità (297): in tal modo, l’attività predatoria viene temperata e trasfigurata.  Naturalmente, il condizionamento cerebrale, l’impianto di schemi neurali (valori, codici, inibizioni, fedi) è assai più agevole e rapido nell’infanzia e nella prima adolescenza, prima che si compia il processo di sfoltimento dei neuroni e delle loro connessioni (neuroplasticità sottrattiva) (pag. 288). Per tale ragione, tutte le istituzioni totalizzanti – religiose e politiche – tendono ad impadronirsi della gestione dell’infanzia; notevole è il caso del regime nordcoreano, che gestisce i bambini dai 5 anni in poi impegnando quasi tutto il loro tempo in attività di culto delle personalità del dittatore e di suo padre. Altresì per questa ragione, l’integrazione culturale e morale degli immigrati adulti è pressoché impossibile, se richiede estesi “ricablaggi” neurali. (pag. 299). Anche la percezione e l’analisi di eventi avviene in modi diversi a seconda dell’imprinting ricevuto, e non per effetto di differenze meramente culturali, ma a causa di diversità di reti neurali, come hanno confermato esperimenti di comparazione tra occidentali e orientali (pagg. 298-304).

Dopo tali premesse, Doidge spiega come la televisione, e gli schermi in generale, risultano esercitare un’importante influenza neuroplastica, soprattutto sui bambini, con dannose conseguenze, nel senso soprattutto di compromettere la facoltà dell’attenzione. Uno studio su oltre 2.500 bambini ha mostrato che l’esposizione alla tv tra 1 e 3 anni mina la capacità di prestare attenzione e di controllare gli impulsi nella successiva fanciullezza. Ogni ora passata alla tv a quell’età comportava una perdita del 10% della capacità attentiva all’età di 7 anni (pag. 307). La pratica di guardare la tv è molto diffusa tra i bambini sotto i 2 anni. Quindi la tv è verosimilmente un’importante causa del moltiplicarsi di sindromi di deficit attenzionale e di iperattività (ADD, ADHD) e della minore capacità di seguire le lezioni, di imparare, di capire – che si nota vistosamente nelle scuole anche italiane, dove la necessità di abbassare il livello dell’insegnamento per farsi capire ha già portato a una sostanziale dequalificazione. E l’introduzione di computers in classe, evidentemente, rischia di peggiorare le cose.

Notevole è che questi perniciosi effetti non sono dovuti ai contenuti delle trasmissioni televisive o dei videogiochi, bensì al veicolo stesso, allo schermo. Il mezzo è parte costitutiva del messaggio, come intuì per primo Marshall McLuan. Il medesimo testo è processato diversamente dal cervello, a seconda che arrivi dalla lettura del giornale o dalla televisione. I centri di comprensione attivati sono diversi, come mostrano scansioni cerebrali mirate (pag. 308).

“Molto del danno causato dalla televisione e da altri media elettronici, come i music videos e i computer games, viene dal loro effetto sull’attenzione. Bambini e adolescenti dediti a giochi di combattimento sono impegnati in un’attività concentrata e sono gratificati in misura crescente. Video games, come pure il porno in  Internet, hanno tutti i requisiti per mutare plasticamente la mappa cerebrale.” Un esperimento con un gioco di combattimento (sparare al nemico e schivare il suo fuoco) “mostrò che la dopamina – il neurotrasmettitore della gratificazione, rilasciato anche per effetto di droghe assuefacenti – è secreto dal cervello durante siffatti giochi. Coloro che sviluppano dipendenza dai giochi cibernetici mostrano tutti i segni delle altre dipendenze: bramosia quando cessano il gioco, trascuranza per altre attività, euforia quando sono al pc, tendenza a negare o minimizzare il loro coinvolgimento effettivo.

Televisione, video musicali, e videogiochi – tutti utilizzanti tecniche tv – operano a un ritmo assai più rapido che la vita reale, e vanno accelerando, così che la gente è costretta a sviluppare un crescente appetito per sequenze veloci in quei media.  E’ la forma del mezzo televisivo – tagli, inserti, zumate, panoramiche, improvvisi rumori – che alterano il cervello, attivando quella che Pavlov chiamava “reazione di orientamento”, che scatta ogniqualvolta avvertiamo un improvviso cambiamento nel mondo intorno a noi, soprattutto un movimento improvviso. Istintivamente interrompiamo checché stiamo facendo, focalizziamo l’attenzione, e facciamo il punto. La reazione di orientamento si è evoluta, senza dubbio, perché i nostri antenati erano sia predatori che prede e abbisognavamo di reagire a situazioni potenzialmente pericolose o tali da offrire opportunità per cose come il cibo o il sesso, o semplicemente a nuove circostanze. La reazione è fisiologica: il battito cardiaco cala per 4  – 6 secondi.

La tv fa scattare questa reazione con frequenza molto maggiore di quanto ci accada nella vita – ed è per questo che non riusciamo a staccare gli occhi dalla tv, persino nel mezzo di un’animata conversazione; ed è pure per questo che si finisce per passare alla tv più tempo di quanto si intende. Poiché i tipici video musicali, le sequenze di azione, e gli spot  pubblicitari fanno scattare la reazione in parola ogni secondo, stare a guardarli ti mette in uno stato di incessante reazione di orientamento senza recupero. Non c’è da stupirsi, quindi, se le persone si sentono svuotate dopo aver guardato la televisione. Però contraggono un gusto per essa e finiscono per trovare noiosi i ritmi di cambiamento più lenti. Il prezzo di ciò è che attività quali lettura, conversazioni complesse, e ascolto di lezioni divengono più difficili.” (pag. 309-310). In sostanza, la televisione rende la gente al contempo dipendenti da sé (quindi proni ai suoi input propagandistici e pubblicitari), e meno capaci di attenzione, dialettica e apprendimento. Diventa quindi uno strumento di “social control”, un tranquillante per le masse, e al contempo un veicolo per impiantare in esse la percezione della realtà che si vuole che abbia. Inoltre, la tv crea disturbi dell’attenzione e del controllo degli impulsi, che aprono un florido e rapidamente crescente mercato per le industrie farmaceutiche, la psichiatria, la psicologia clinica – come approfonditamente spiega l’Appendice di Regina Biondetti alla 2a edizione di Neuroschiavi.

Va inoltre evidenziato che la televisione abitua la mente a un rapporto unidirezionale, passivo, e non interattivo, in cui si può solo recepire senza replicare o criticare, e non vi è il tempo di analizzare e filtrare. Inoltre, abitua a seguire immagini e suoni, non i discorsi, i ragionamenti; inibisce la capacità di costruire o seguire sequenze logiche, con corrispondenti difficoltà o impossibilità di apprendimento attraverso lo studio di testi scritti.
Essenzialmente, la tv è il mass media per le classi mentalmente subalterne e inerti.

Ovvia misura protettiva contro questo mezzo di manipolazione mentale e neurale sarà quindi il non esporre, o esporre solo minimamente, i bambini alla televisione e ai video giochi, e il moderare assai anche l’esposizione degli adulti. Inoltre, è opportuno trovarsi tempi e ambienti idonei al recupero, alla riflessione solitaria, alla conversazione approfondita coi propri simili. Faccio presente che è importante, ma non è sufficiente, il selezionare i contenuti, cioè il tipo di programma che si guarda, perché il danno viene soprattutto dalla televisione o dal videogame in sé, come veicolo, come modo di trasmissione e ricezione


Marcello Pamio

Oggi, nel Terzo Millennio, un bambino nato ogni 100 è autistico!
Una vera e propria pandemia in crescita esponenziale, che in alcuni stati raggiunge addirittura numeri allarmanti, interessando 1 bambino ogni 50-80 nati.
L’autismo è un disordine neurologico dello sviluppo, e siccome è considerato “incurabile” dalla medicina allopatica, ai genitori non resta che la disperazione.

Ed ecco un libro scritto da un medico omeopata olandese, che invece porta un po’ di luce nella tenebra, da una qualche speranza parlando senza mezzi termini anche di guarigioni.
Con questo non si vuole illudere nessuno, soprattutto i genitori, anche se ci sono numerosi casi di bambini guariti: lo scopo di questo articolo-intervista, è far conoscere una strada, un percorso terapeutico, che sta dando risultanti straordinari.
Una strada che da speranza.

Questa è una intervista molto particolare perché, ahinoi, il dr. Tinus Smits, autore del libro “Autismo. Oltre la disperazione” (edizioni Salus Infirmorum), è morto due anni fa.
Nonostante questo intoppo, ho ritenuto così importante far conoscere la sua opera, che ho deciso di preparare una serie di domande e risposte, dove queste ultime, sono state estrapolate direttamente dal suo libro e dal materiale pubblicato nel sito ufficiale gestito dai colleghi medici che ancora oggi portano avanti il suo lavoro www.cease-therapy.com.
Dopo questa intervista, per completare il quadro, ho chiesto aiuto al dottor , medico tossicologo, farmacologo e omeopata di Padova che, oltre ad avere curato la revisione scientifica del libro in oggetto, ne ha scritto anche la prefazione.

D: Gentile dottor Tinus Smits quando è iniziato il suo interesse verso l’autismo?
R: Il mio interesse verso l’autismo è scaturito dalle prime esperienze di disintossicazione di bambini danneggiati dai vaccini pediatrici.
Molti disturbi comportamentali - quando si otteneva la disintossicazione dai vaccini - scomparivano completamente.
Ho visto nella mia pratica clinica che disturbi dell’attenzione (ADD), iperattività (ADHD), alterazioni dell’umore e aggressività erano spesso correlati alle vaccinazioni pediatriche. E quando effettuavo la disintossicazione dai vaccini ricevuti, si ottenevano miglioramenti incredibili e anche vere e proprie guarigioni.

D: Quando è giunto alla incredibile e straordinaria conclusione che l’autismo si può curare? E soprattutto, secondo lei quali sono le cause dell’autismo?
R: Sono giunto a tale conclusione dopo aver usato la terapia C.E.A.S.E. in più di 300 persone affette da autismo ai diversi livelli di gravità.
La mia esperienza mi ha portato a dedurre che l’autismo è una patologia ad eziologia multifattoriale. Tra queste cause, secondo la mia esperienza, il 70% è da imputare ai vaccini, il 25% alla somministrazione di farmaci o di altre sostanze tossiche, soprattutto durante la gravidanza, e il 5% è causato da patologie organiche.
L’autismo, quindi, è determinato da un accumulo di differenti sostanze tossiche, ma anche da traumi. Dirò di più: l’autismo non è il risultato di un danno permanente del tessuto cerebrale, è soltanto un blocco che rende impossibile il normale e corretto funzionamento del cervello stesso. L’autismo, quindi, non è una patologia fisica, ma è una patologia da squilibrio del normale funzionamento cerebrale, uno squilibrio reversibile!

D: Ha parlato di Terapia C.E.A.S.E.: cosa significa esattamente?
R: Letteralmente, in italiano C.E.A.S.E. Therapy (Complete Elimination of Autistic Spectrum Expression) significa “Completa Eliminazione delle Espressioni dello Spettro Autistico”. Questa terapia - quando si sospetta che una determinata sostanza chimica abbia contribuito o sia la causa principale dello sviluppo dell’autismo - consiste nell’impiego di questo stesso prodotto tossico in diluizioni omeopatiche.

D: Lei sta dicendo che se la causa dell’autismo è stata per esempio il vaccino trivalente M.P.R. (Morbillo-Parotite-Rosolia), lei somministrerà a quel bambino il vaccino M.P.R. omeopatizzato? Ho capito bene?
R: Esatto. Questa metodica è conosciuta in omeopatia come Isoterapia.
L’Isoterapia consiste nell’utilizzare quella sostanza (resa omeopatica grazie a specifici processi di diluizione e succussione) che in una determinata persona ha causato un danno tossicologico.
Per capire come agisca la disintossicazione, dobbiamo considerare che le malattie non sono solo provocate da sostanze come batteri, virus, funghi come crede la medicina convenzionale, ma che OGNI sostanza può lasciare un’impronta nel campo energetico di una persona.

D: In pratica, il prodotto Isoterapico specifico andrebbe a cancellare l’impronta energetica della sostanza che ha causato il danno?
R: Proprio così. Una volta cancellata l’impronta energetica, la guarigione è una spontanea conseguenza.
A questo punto però va ricordato che queste impronte energetiche non derivano solo da un danno diretto e fisico alla persona, come le vaccinazioni, una malattia, i traumi emotivi ecc., ma possono anche essere trasmessi dai genitori al feto. Ecco perché è importantissimo lo stile di vita della donna in gravidanza…

D: Quali sono le potenze omeopatiche utilizzate nella Isoterapia?
R: Se abbiamo il dubbio che un determinato vaccino, farmaco o sostanza chimica abbia provocato un danno (come l’autismo, ma non solo questo), possiamo somministrare il vaccino, il farmaco o la sostanza chimica incriminata alle seguenti potenze: 30ch, 200ch, 1M e 10M.

D: Come si fa a capire se il rimedio somministrato è quello corretto?
R: E’ importante osservare attentamente le reazioni del bambino. Se un vaccino o un altro farmaco hanno effettivamente causato un danno al bambino, ci saranno delle reazioni molto significative al trattamento isoterapico (omeopatico).
Il bambino, per esempio, potrebbe sperimentare un’altra volta gli stessi sintomi che ha avuto quando ha ricevuto per la prima volta quel vaccino e/o farmaco. Si può avere una secrezione mucosa da naso, orecchi, occhi e/o gola, ma anche diarrea, urine torbide e di cattivo odore, sudorazione, eruzioni cutanee e febbre.
Queste importantissime eliminazioni non dovrebbero mai essere trattate (cioè soppresse farmacologicamente), perché fanno parte del processo fondamentale di guarigione.

D: Cosa può consigliare alle persone che stanno leggendo questo articolo?
R: In base alla mia comprensione di come si sviluppa l’autismo, è di grande importanza evitare OGNI farmaco in gravidanza e nei primi due anni di vita del bambino. Il feto e il neonato non sono in grado di metabolizzare in modo adeguato le sostanze tossiche. Perciò i bambini non dovrebbero essere vaccinati, almeno nei primi anni di vita, mentre dobbiamo fare in modo che crescano nel modo più sano possibile.

D: Quanto importante è lo stile di vita in generale e l’alimentazione in particolare?
R: Una dieta sana e corretta dovrebbe contemplare l’apporto di acidi grassi polinsaturi (Omega-3 e Omega-6), perché essi svolgono un ruolo fondamentale nella formazione e nel buon funzionamento del cervello, ma anche un ruolo nel conseguimento di una normale salute mentale ed emozionale.
Dovremmo eliminare tutte le sostanze tossiche come il glutammato monopodico e lo zucchero.
Il glutammato, per esempio, fa aumentare di 3 volte l’insulina prodotta dal pancreas e crea una dipendenza enorme perché spinge le persone a mangiare di più. Anche lo zucchero raffinato produce sia dipendenza, che stress ossidativo e alimenta la crescita di un lievito onnipresente nei bambini autistici: la Candida Albicans. La Candida è responsabile di un’ampia gamma di disturbi, tra cui il malassorbimento intestinale di vitamine e minerali.

D: Può dirci qualcosa di più sui pericoli dello zucchero raffinato?
R: Intorno al 1900, usavamo solo un chilogrammo di zucchero supplementare a persona ogni anno. Oggi, usiamo in media 70 kg di zucchero raffinato a persona.
Tutti i bambini, autistici, con problemi di comportamento (ADHD), i bambini aggressivi, ecc. dovrebbero eliminare completamente lo zucchero dal loro regime alimentare.
Il solo zucchero che il corpo può digerire è il glucosio. Perciò tutti gli altri zuccheri che entrano nel corpo devono essere prima cosa trasformati in glucosio. Questo processo è possibile soltanto grazie a degli enzimi prodotti dal corpo.
I disaccaridi come lo zucchero da barbabietola, il saccarosio, il lattosio, l’iso-maltosio e i polisaccaridi non possono essere assorbiti nell’intestino tenue ed entrano quindi nel colon dove nutrono batteri ‘zucchero-dipendenti’, che a loro volta proliferando, alterano l’equilibrio degli utili e indispensabili batteri dell’apparato digerente. Questi batteri che si nutrono di zuccheri entrano in massa nell’intestino tenue e causano irritazione intestinale (tra cui malassorbimento), che provoca la produzione di muco, con funzione protettiva, e diarrea. I disaccaridi non entrano in contatto con le cellule del colon deputate all’assorbimento e diventano cibo per batteri che si nutrono di zucchero (funghi ma non solo).

D: Cos’è e quanto è importante la metallotioneina?
R: E’ una proteina e rappresenta la nostra prima linea di difesa contro i metalli pesanti.
E’ presente nella bocca, nello stomaco e in grandi quantità nell’intestino.
Se è presente in quantità sufficienti nell’intestino, i metalli pesanti come mercurio, alluminio o il piombo si legano a questa proteina scambiandosi con lo zinco!
Anche gli enzimi che metabolizzano la caseina e il glutine hanno bisogno, per il loro funzionamento, dello zinco. Perciò una carenza di metallotioneina porterà una carenza dell’enzima che scompone caseina e glutine.
Se la proteina metallotioneina non funziona per una mancanza di zinco, il mercurio, piombo o alluminio e altri metalli pesanti finiscono nel sangue e quindi anche nel cervello!
Non solo, ma la metallotioneina protegge anche dalle infezioni intestinali – diffusissime nei bambini autistici - e contrasta la Candida e gli altri funghi.
Secondo il Pfeiffer Institute, una metallotioneina mal funzionante spiegherebbe perché i maschi sarebbero più propensi a sviluppare l’autismo quattro volte più delle femmine. Le femmine infatti sarebbero più protette dalle sostanze tossiche esterne perché gli estrogeni e il progesterone stimolano la produzione di metallotioneina.

D: Anche se è evidente dalle sue risposte: cosa pensa dei vaccini pediatrici?
R: Il problema dei metalli pesanti nei vaccini è enorme.
I metalli pesanti, come alluminio e mercurio, iniettati tramite i vaccini, superano le barriere di difesa del nostro organismo e intossicano il corpo direttamente.
Tali metalli, bypassando la metallotioneina, possono entrare direttamente nel cervello, nonostante la barriera emato-encefalica che protegge.
A tutto questo, vanno aggiunti i metalli che entrano nell’organismo tramite l’alimentazione, l’aria e l’acqua. L’apporto giornaliero di mercurio presente nel cibo, sempre secondo il Pfeiffer Institute, è di circa 20 mcg (microgrammi) e se i denti sono otturati con amalgama, viene ceduto all’organismo molto mercurio ogni giorno (1mcg/giorno per una amalgama vecchia, e fino a 450mcg/giorno per una amalgama recente).
Per i vaccini posso dire che uno dei cambiamenti più positivi che la medicina potrebbe fare, allo scopo di fermare la piaga del’autismo e di molti altri problemi comportamentali e di salute dei nostri figli, sarebbe quello di posticipare i vaccini dopo i due anni di età.
La conferma di questo arriva dal Giappone.
Nel 1975 il Giappone ha interrotto le vaccinazioni nei bambini sotto i due anni di età. Questo ha fatto sì che questo paese avesse la più bassa incidenza di mortalità infantile al mondo, mentre prima era collocato al 17mo posto.
Con 300 casi di bambini autistici, sono arrivato alla conclusione che nella maggioranza dei casi sono coinvolte le vaccinazioni, ma questo non significa che siano l’unica causa.
Più farmaci un bambino ha assunto nei primi due anni di vita e maggiore è la probabilità che un bambino diventi autistico. Questo vale anche e soprattutto per il periodo di gravidanza e per il parto. Più farmaci prende la mamma, maggiore è la possibilità di avere un figlio autistico e non solo.
Nella mia esperienza, l’autismo è un disturbo tipicamente da accumulo.
Tutti i vaccini possono contribuire allo sviluppo dell’autismo, ma anche altre sostanze come gli spray nasali, antibiotici, antiepilettici, antiacidi, il fumo, l’anestesia del parto, e forse anche altre sostanze ancora sotto esame, come aspartame, glutammato, ftalati e bisfenolo A.

D: In conclusione, dottor Smits, i bambini autistici sono condannati a rimanere tali per tutta la vita? Avranno bisogno di una assistenza?
R: I numerosi casi clinici che ho seguito mi permettono di affermare che i bambini autistici possono essere guariti al 100% e avere una vita normale senza aver bisogno di una particolare assistenza!

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Non è possibile ringraziare personalmente il dottor Smits, ma questa intervista è un doveroso riconoscimento per il testamento medico e anche spirituale che ha lasciato, per la sua grande opera volta ad aiutare centinaia di migliaia di bambini danneggiati da uno stile di vita e una società innaturali e soprattutto per dare speranza ai rispettivi genitori.
Si consiglia la lettura del libro del dottor di Tinus Smits: “Autismo. Oltre la disperazione” della casa editrice Salus Infirmorum.
Ma per approfondire ulteriormente questo argomento, abbiamo scomodato anche il dottor Roberto Gava, che ne ha curato la revisione e sta assistendo personalmente alcuni bambini autistici.

D: Dottor Gava, dalla tua esperienza in ambito clinico e dalla vasta conoscenza in ambito vaccinale pediatrico, cosa ci puoi dire della crescita esponenziale dell’autismo, dell’Isoterapia e della CEASE Therapy in questo delicato ambito?
R: "L’autismo è un disordine neurologico dello sviluppo che compromette la comunicazione e le relazioni sociali della persona e che causa comportamenti ripetitivi. I più recenti studi epidemiologici rilevano un tasso di incidenza dell’autismo pari ad 1 caso ogni 100 nascite, con una crescita annuale di circa il 10-17%.
Questa patologia, pertanto, oltre ad essere estremamente grave, sta diventando anche drammaticamente comune. Sappiamo tutti che attualmente non esiste alcuna terapia capace di far regredire la sindrome autistica, ma questo libro di Tinus Smits sta veramente dando speranza a quei genitori che sono nella disperazione.
Personalmente, conosco la tecnica messa a punto da Smits da circa 6-7 anni, ma solo da un anno la sto utilizzando sistematicamente in tutti i bambini, autistici o meno, nei quali sospetto l’esistenza di un danno causato o dalle vaccinazioni pediatriche o da qualche altro farmaco.
Ho in cura più di 50 bambini ma, data la delicatezza dell’argomento, preferisco non esprimere giudizi affrettati; comunque, nel corso di quest’anno ho intenzione di esaminare ed elaborare statisticamente tutte le informazioni che i genitori dei miei piccoli pazienti mi stanno facendo gradualmente pervenire.
Per ora, comunque, posso dire che la terapia C.E.A.S.E. non è assolutamente priva di effetti.
Nella quasi totalità dei casi in cui c’è stato effettivamente un danno vaccinale emergono evidenti reazioni in diretta connessione causale con l’isovaccino omeopatico somministrato. In genere, la reazione si manifesta 1-2 giorni dopo l’assunzione delle potenze 30ch o 200ch e solo in un numero minore di casi inizia dopo l’assunzione delle due potenze maggiori. Le reazioni non sono di solito intense, durano circa 4-10 giorni e possono consistere in molti disturbi: dermatiti, febbre, patologie delle prime vie respiratorie, disturbi intestinali e spesso nervosismo e disturbi caratteriali. Queste reazioni, comunque, sono quasi sempre prevedibili, perché tendono praticamente sempre a ripresentarsi gli stessi sintomi che sono stati causati nel bambino dal vaccino o da qualche altro farmaco, come effettivamente può accadere con un qualsiasi rimedio omeopatico. Queste reazioni sono molto importanti, perché sono la prova che quel vaccino che il bambino ha assunto (e per il quale abbiamo somministrato il rimedio omeopatico ottenuto dinamizzando quella stessa sostanza) è realmente la causa del suo danno organico. Quindi, la terapia omeopatica C.E.A.S.E. di Tinus Smits permette sia di diagnosticare che di curare nello stesso tempo un danno vaccinale o un qualsiasi danno farmacologico.
Va inoltre detto che le reazioni che avvengono dopo la somministrazione dei vaccini omeopaticizzati non sono intense, sono qualsiasi sempre sopportabili dal bambino e dai suoi genitori e solo saltuariamente è necessario intervenire con qualche rimedio omeopatico classico per smorzarne l’intensità.
Gli effetti che l’uso di questa terapia ha indotto nei miei pazienti, come ho detto prima, non sono ancora chiaramente definibili, ma i dati di cui dispongo mi portano ad affermare che i bambini che hanno avuto una reazione sintomatologica dopo la somministrazione dei vaccini omeopaticizzati sono poi quasi sempre migliorati dal punto di vista caratteriale e mentale: alcuni che prima non parlavano hanno iniziato a parlare, alcuni che non camminavano hanno iniziato a camminare e in ogni caso sono migliorati a livello comportamentale con una maggior acquisizione del loro autocontrollo e della loro capacità di relazionarsi con gli altri.
Alcuni, invece, non hanno avuto alcun effetto dalla terapia, né in senso reattivo né in senso migliorativo, ed è quindi probabile che in questi soggetti non ci fosse un danno vaccinale ma, come dice Tinus Smits nel suo libro, sia da riesaminare l’intera storia del bambino in modo da individuare il vero fattore causale che, prima o dopo la sua nascita, ha alterato il suo equilibrio psico-neuro-endocrino-immunologico. A tale scopo, credo sia di grande utilità acquisire le conoscenze che Harry van der Zee, un amico di Tinus Smits, ha sintetizzato in un suo recente libro: L’Omeopatia nella cura dei traumi del parto: Capire, proteggere e curare i nostri bambini prima e durante la loro nascita.
Per quanto la mia esperienza con questa terapia sia per ora ancora parziale, posso però dire con tranquillità che la conoscenza di questa nuova tecnica di terapia omeopatica può veramente portare “oltre la disperazione” i genitori dei bambini diventati autistici o epilettici o A.D.H.D. o con disturbi caratteriali o comportamentali a causa delle vaccinazioni e dovrebbe essere conosciuta e utilizzata da tutti gli omeopati".

Marcello Pamio

Con la scusa delle libertà l’uomo sta sempre più violentando la parte intima della natura.
Oggi sempre più coppie di genitori fanno crescere i propri figli senza “differenze sessuali”.
Non mi riferisco all’insegnamento del rispetto del diverso ma alla nuova moda, o per meglio dire alla nuova follia, che va sotto il nome di “educazione gender free”.
La Montessori era una vecchia decrepita, per non parlare di Steiner e dell’educazione waldorf: sono visioni dell’uomo antiquate e stantie che non valgono più, perché oggi per far crescere i bambini in salute e libertà è necessario eliminare il sesso.
Ma attenzione a non parlare di “castrazione” o di “violenza” però, perché altrimenti si potrebbero scomodare i “guardiani delle libertà”, le varie lobbies arcobaleno o la sinarchica LGBT...
Nei documenti ufficiali di questi bambini, alla voce “sesso” è riportato: «sconosciuto» o «neutro».
Questa sì che è vera libertà! D’altronde i termini “maschio” e “femmina” sono desueti e vanno abbandonati quanto prima perché ledono il libero sviluppo individuale. Esattamente come la festa del papà e della mamma che vanno cancellate perché violentano i diritti dei bambini che per esempio hanno due mamme o due papà.

Il discorso non fa una piega.
“Libertà di sesso” significa avere la facoltà di decidere come usare quello con cui si è nati. Più semplice e naturale di così… Se nasci col pisellino non è detto che tale “attrezzo” possa servirti in futuro, e la stessa cosa vale se nasci con la vagina. Sono solo organi, né più né meno come un’unghia del piede.
L’organo sessuale di cui la Natura ci ha dotato è infatti casuale e può essere dismesso se ci si convince o se ci convincono che siamo “altro”.
Quindi basta con queste assurdità, oggi non deve più esistere il sesso maschile o femminile, perché tutto deve essere “fluido”. Ma quanto è bello e libertario poter passare da uno all’altro, in maniera fluida, a seconda di come ci si sveglia alla mattina? Ci alziamo la mattina con una maggiore sensibilità? Perfetto, si apre l’armadio e si sceglie una bella gonna colorata. Apriamo gli occhi e avendo dormito male siamo incazzati col mondo? Un bel giubbotto in pelle con le borchie ci farà entrare nella giusta armonia.

Nascendo in famiglie dove i genitori sono due lesbiche o due gay (che hanno affittato un utero) o dove i genitori lasciano nella totale confusione, i segnali ambientali ed evolutivi (epigenetica) che si riceveranno saranno diversi, discrepanti e caotici.
Se nasciamo col pisello tra le gambe, ma i segnali ambientali stimolano verso una femminizzazione, non c’è problema: una operazione e qualche ormone ben assestato e il gioco è fatto.
Nasciamo invece con la vagina ma i segnali ambientali stimolano verso una mascolinizzazione, anche in questo caso chirurgia e farmaceutica fanno miracoli.
E tutto torna nell’ordine delle cose.

Per fortuna inoltre oggi è possibile anche bloccare per tempo con la chimica, bombardando a suon di ormoni di sintesi il bambino/a fino alla pubertà, cioè fino all’adolescenza, lasciando così libera quell’anima di scegliere il sesso che più gli risuona. Che dire: questo sì che è vero progresso scientifico.
Questi poveri genitori sono convinti che facendo crescere il proprio figlio/a senza la confusione del sesso potranno godersi al meglio un’infanzia libera da idee di genere, idee preconcette.
Idee deleterie su come vestirsi, agire, giocare e comportarsi.
Le industrie ovviamente sfruttano tale demenza (non senile) producendo bambole asessuate: la Barbie, anche se è esageratamente anoressica, ricorda troppo le femmine, mentre Ken è troppo maschile, per cui mancava una bambola fluida per non deviare negativamente i piccoli verso uno o l’altro sesso. Avremo bambole dove il sesso sarà intercambiabile e sostituibile esattamente come si cambia un vestitino.

Il livello è così infimo che questi genitori arrivano perfino a celare il sesso del piccino/a perfino ai nonni e agli amici. Non si sa mai che i vecchi possano influenzare negativamente il nipotino/a…
Quindi anche la scelta del nome non è semplice, visto che non si può certo chiamarlo/a Anna o Paolo, d’altronde sono nomi che celano il sesso.
I «gender creative» stanno aumentando nel mondo perché stanno aumentando i decerebrati e mentecatti tra gli adulti che confondono la libertà con l’abominio. Non esistono altri termini per definire al meglio questi scriteriati incoscienti che stanno creando e coltivando veri e propri mostri.
Non a caso uno dei papà ha dichiarato di aspettare con ansia il momento di «vedere i frutti del nostro lavoro».
Questo individuo ovviamente ha le idee un po’ confuse perché si lavora la terra e non certo una creatura spirituale perfetta come un bambino. Siamo noi adulti che apprendiamo dai figli. Sono i figli i veri e grandi maestri, ma solo se vengono lasciati crescere secondo le perfette Leggi della Natura, e non secondo le idiozie di malati di mente.

Negare le differenze sessuali è gravissimo e pericoloso, perché è percependo tali differenze che si impara, tra le altre cose, a sviluppare un pensiero sano.
Tutto questo ovviamente rientra in un piano massonico volto a modificare antropologicamente e spiritualmente l’essere umano. Creare un’umanità priva di identità, di valori, di religiosità e di modelli, è estremamente funzionale per il Sistema che vuole controllare il pianeta. Un gregge amorfo di perfetti sudditi.
Nella speranza che non vi siano più dubbi sul fatto che tale abominio va benissimo al Sistema, la prova sta nel fatto che questi genitori non solo non vengono arrestati per crimini contro l’evoluzione e l’infanzia, o visitati da qualche bravo psichiatra, ma addirittura vengono prese in considerazione le loro folli richieste arrivando a modificare i documenti ufficiali.
Mentre i genitori che per il bene del proprio figlio decidono non di castrarlo sessualmente creando danni irreversibili al suo sviluppo, ma di evitare i vaccini vengono perseguitati dalla legge, multati e impedito alle loro creature il diritto di istruzione. Come sempre: due pesi e due misure.
Castrare i propri figli, nel nome delle libertà, è politicamente corretto, evitare che i propri figli subiscano un danno dai vaccini è invece un crimine efferato.
Il mondo sta andando proprio alla rovescia.