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Prima dell'introduzione della moneta o si utilizzava il baratto (metodo estremamente scomodo) oppure sistemi di contabilità centralizzati che registravano debiti e crediti (come in Mesopotamia).
La moneta coniata, attribuita a Lidia nel 600 avanti Cristo, segna una svolta epocale. Per la prima volta nella storia l'autorità pubblica imprime un sigillo e certifica peso e valore. Lo Stato garantisce il valore della moneta coniata imponendo che i tributi siano pagati in quella moneta, creando così domanda e circolazione.
I cittadini non devono più pesare o valutare la qualità di una moneta perché si possono fidare delle autorità pubbliche.
Andando avanti nel tempo, la dinastia cinese dei Song perfezionò nell'800 d.C. le prime forme di cartamoneta: inizialmente erano una sorta di assegno circolare garantito da argento e oro.
La prima banconota Europea moderna invece fu emessa dal Banco di Stoccolma nel 1661. Era molto simile alle banconote moderne ovvero taglio fisso, trasferibili senza girate e pagabile a vista il portatore. Quando il prezzo del rame salì, molti chiesero la conversione simultanea. Allora il Banco emise certificati senza copertura metallica, scatenando la corsa agli sportelli che portò al suo fallimento nel 1664.
La carta moneta da allora si diffuse in tutto il mondo perché "portabile": gli scambi di natura commerciale potevano avvenire in modo liberale grazie a semplici pezzi di carta che non avevano alcun valore intrinseco. Nasce così la moneta "fiduciaria" moderna il cui valore deriva direttamente dalla fiducia nell'emittente (Banca Centrale) e che è dotata di corso legale: ovvero è obbligatoria accettarla.
La moneta fiduciaria favorisce gli scambi, ma ha un problema enorme poiché intrinsecamente non vale nulla e se l'emittente cade in disgrazia chi la possiede rischia di non avere più nulla.
Il Gold Standard si diffuse proprio perché di tanto in tanto si verificarono fallimenti come quello del Banco di Stoccolma e sembrò una forma di garanzia necessaria avere banconote cartacee garantite dalla convertibilità in oro detenuto presso il caveau delle banche.
In sostanza le banche centrali e i governi potevano dire ai propri cittadini di fidarsi un po' meno perché in qualunque momento era possibile convertire un "valore astratto" (cartamoneta) in "valore reale" (oro fisico).
La Prima Guerra mondiale e la Grande Depressione sancì l'implosione del Gold Standard, perché per finanziare le spese belliche fu stampata moneta senza copertura aurea.
Archiviata la Seconda Guerra mondiale e la terribile crisi del '29 è il momento di Bretton Woods (1944) con la nascita del Fondo Monetario Internazionale che ha proprio il compito di armonizzare gli squilibri nei pagamenti internazionali, evitare le guerre valutare e favorire il commercio. Gli accordi di Bretton Woods rappresentano ufficialmente l'ufficializzazione della dollarizzazione: si passava da un Gold Standard a un Dollar Standard. In pratica solo il dollaro era convertibile in oro fisico ad un tasso fisso, tutte le altre valute erano agganciate al dollaro, che fu eletto ufficialmente valuta principale globale.
Duro' poco anche Bretton Woods: per finanziare la guerra in Vietnam anche gli Stati Uniti iniziano a stampare più dollari rispetto alle proprie riserve con conseguente impennata delle richieste di conversioni in oro fisico.
Il 15 agosto 1971 Nixon in diretta televisiva annunciò la sospensione della convertibilità del dollaro in oro e pronunciò una frase diventata iconica: "domani i vostri dollari avranno esattamente lo stesso valore di oggi". Da allora tutte le monete nazionali sono "Monete Fiat" il cui valore non è garantito da un bene fisico sottostante ma dalla credibilità e dalla fiducia degli emittenti. In altre parole dalla capacità futura di uno Stato di farsi pagare le tasse e sostenere la propria economia!

Tratto da Cripto Wallet, gennaio/febbraio 2026

Una recente dichiarazione del pelato di Amazon, Jeff Bezos è molto interessante. Secondo uno degli uomini più ricchi del mondo i computer locali sono "un relitto del passato", mentre il futuro sapete dov'è ? Nel cloud. I suoi cloud of course.
Bezos parlava di data center aziendali: le grandi aziende, le università e i centri di ricerca dovrebbero rinunciare ai propri server a favore del cloud computing AWS. Ma il suddito dove lo mettiamo?
Si tratta di un cambiamento fondamentale: dal possesso all'affitto.
Nel 2025 c'è stato casualmente un aumento esplosivo dei prezzi della memoria RAM, delle schede grafiche e degli hard disk SSD ad alta capacità.
In pratica, i prezzi della memoria di consumo sono aumentati del 300-400%. Gli analisti prevedono che la quota di memoria RAM potrebbe arrivare al 30% del costo di uno smartphone.
Nel 2026 i data center consumeranno il 70% di tutta la memoria RAM prodotta a livello mondiale. Le previsioni sono già state riviste: le vendite di smartphone scenderanno del 5%, quelle dei computer del 9%.
E ora attenzione: nello stesso periodo, il numero dei data center continua a crescere. Pensate che sia solo una coincidenza?
Quando il proprio computer diventa inaccessibile, rimane il cloud. Microsoft, Amazon e altri hanno lanciato i loro abbonamenti. Tutti si sono lanciati sul Cloud.
I cloud computing consentono ai giganti tecnologici di monetizzare l'infrastruttura IA tramite abbonamenti, e avere il controllo assoluto dei dati e delle informazioni. L'economia è semplice: i chip vanno nei data center, la carenza sul mercato dei consumatori rende l'hardware inaccessibile, e l'alternativa cloud viene presentata come una "soluzione".
Ricordate il Problema-Reazione-Soluzione?
Tutto rientra nei dettami dell'altra supposta umana, Klaus Schwab del World Economic Forum: "Entro il 2030 non possederete più nulla e sarete felici".
Dopo alloggi e trasporti, ora è il turno dei computer. Prima i giochi in abbonamento, poi la musica e i film. Ora l'hardware stesso. Domani l'ambiente di lavoro, i file, i programmi, la Vita stessa. Tutto nel cloud. Tutto sotto controllo. Tutto può essere disattivato su richiesta.
Se smetti di pagare (o rompi le palle al Sistema) perdi l'accesso non solo ai programmi, ma anche ai tuoi dati.
Avete capito????

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Ogni volta che comunicate con ChatGPT, dalle reti neurali della "big five" non ricevete solo risposte. Tali reti estraggono informazioni su voi stessi.
Attenzione, non si tratta solo di quello che scrivete. Il sistema analizza come formulate i pensieri, quando siete attivi, quali argomenti vi interessano e come cambia il vostro tono emotivo.😳
Svariate ricerche hanno evidenziato senza ombra di dubbio l'efficacia del profiling. Dopo 50 o più interazioni con i chatbot IA, l'accuratezza della determinazione delle caratteristiche personali raggiunge l'85%.
Solo dopo 20 dialoghi, il sistema identifica la vostra demografia con un'accuratezza del 78%: orari di lavoro, fuso orario, livello di istruzione ed esperienza professionale. Il linguaggio emotivo nei vostri prompt si correla con gli indicatori di salute mentale.
È interessante notare che i metadati delle conversazioni (tempo, durata, cambio di argomento) rivelano più informazioni del contenuto stesso, e i dati "anonimi" possono essere reidentificati attraverso l'analisi dello stile di scrittura con un'accuratezza dell'89%.
Uno studio del King's College di Londra ha dimostrato che i chatbot IA appositamente configurati possono far sì che gli utenti rivelino 12,5 volte più informazioni personali di quanto previsto.
Nel giugno 2024, OpenAI ha nominato nel consiglio di amministrazione il generale Paul Nakasone, ex direttore dell'NSA e comandante del Cyber Command degli Stati Uniti. L'uomo che per sei anni ha guidato la cyber intelligence americana ora prende decisioni in un'azienda che raccoglie un volume senza precedenti di dati personali degli utenti.
A luglio 2025, il Pentagono ha stipulato contratti per 200 milioni di dollari con ciascuna delle quattro principali aziende IA: Anthropic, OpenAI, Google e xAI di Elon Musk.
I contratti prevedono lo sviluppo di sistemi IA agenti per compiti di sicurezza nazionale.
Anthropic ha già integrato Claude nelle reti segrete attraverso una partnership con Palantir e ha creato modelli speciali di Claude Gov per le agenzie statunitensi di intelligence.
Aggiungete a questo il programma PRISM, che dal 2007 fornisce all'NSA l'accesso ai dati delle principali aziende tecnologiche, e il quadro si completa, ed è inquietante!!!

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Oggi fantamiliardi di bit passano in ogni istante sotto l'occhio vigile di provider, reti, infrastrutture centralizzate. Qualsiasi messaggio, telefonata, transazione, dipende da un sistema gestito da pochissimi attori: operatori di rete, i giganti del Cloud.
Ma quando l'intero meccanismo si ferma, cosa rimane? Abbiamo già visto varie volte casi di blackout in cui in pochi minuti salta tutto: i nodi GSM, i router, i trasporti, i terminali bancari e l'intera collettività. La gente è scollegata e non solo da internet ma da tutto. È il caos e questo è già successo varie volte e continuerà a succedere.
Il problema è infatti la centralizzazione.
Una possibile soluzione è una rete parallela autonoma e resistente ai blackout: LoRa.
Contrazione di Long Range, una tecnologia che permette di trasmettere messaggi a km di distanza con pochi milliwatt senza bisogno di alcuna rete cellulare, internet o satellite.
Usata correttamente allora può essere il mattoncino fondamentale per costruire reti civile autonome per comunicare anche quando tutto il mondo cade.
Attualmente diverse comunità in tutto il mondo stanno usando la rete LoRa per creare mesh cifrate, a basso costo nonché restare in contatto in scenari di emergenza.
Vediamo come funziona.
Si tratta di una tecnologia di modulazione a spettro espanso sviluppata per consentire comunicazione wireless a lunga distanza con consumi estremamente ridotti.
È progettata per operare in scenari a bassa larghezza di banda dove l'efficienza energetica, l'affidabilità e la portata contano più della velocità.
LoRa sfrutta le bande ISM (Industrial, Scientific and medical) ovvero porzioni dello spettro radio destinate all'uso libero senza licenza in tutto il mondo.
In Europa le frequenze operative principali sono 868 MHz, la più comune per le applicazioni civili e 433 MHz meno utilizzata ma utile in ambiente ad alta densità come le città.
L'accesso gratuito a queste bande consente la costruzione di reti LoRa completamente autonome e indipendenti.
Il cuore della tecnologia è la modulazione CSS (Chirp Spread Spectrum), una tecnica che codifica i dati attraverso i segnali il cui spettro di frequenza varia linearmente nel tempo. I vantaggi principali sono la resistenza al rumore e all’interferenze, le distanze operative molto elevate (da 2 a 15 km), efficienza energetica (i moduli possono operare a meno di 100 milliwatt in trasmissione).
Questo render LoRa particolarmente adatta a scenari di comunicazione offline dove non sia disponibile l'attività cellulare o IP.
In un'era in cui l'indipendenza tecnologica è sinonimo di libertà e sicurezza, costruire reti del genere diventa un atto politico, per non dire rivoluzionario.
Quali sono i limiti di LoRa? Non è adatta per trasferire dati ad alta densità"LORA", LA RETE PARALLELA AUTONOMIA E RESISTENTE AI BLACKOUT come video e voce, ma è perfetta per messaggi testuali, coordinate GPS, dati di sensori e comandi remoti. D'altronde non si può avere tutto.

Quando si sente parlare di Bitcoin ovviamente si tira sempre in ballo il nome di Satoshi Nakamoto, il misterioso personaggio che a gennaio del 2009 avrebbe dato inizio a uno dei più importanti esperimenti libertari degli ultimi secoli. Un progetto che sta squarciando il paradigma economico-finanziario moderno.

Ma fermarsi a livello superficiale vedendo l’incredibile algoritmo matematico come la genialata partorita dal cervello di uno sconosciuto (poi sparito nell’oblio e mai più riapparso) fa sorgere strani sospetti e inquietanti pensieri. Molti infatti credono che dietro a tale esperimento ci siano i servizi d’intelligence, come CIA e Mossad, telecomandati dalla solita rete oscura di una élite satanista sempre pronta a controllare il mondo.

Sull’esistenza di tale rete non ho alcun dubbio, visto che lo denuncio da quasi trent’anni, mentre faccio molta fatica a vedere Bitcoin come una creatura sfornata dalla Sinarchia mondialista.

Quale sarebbe il loro motivo? Schiavizzare il pianeta? Ma la moneta Fiat e quella digitale (carte di credito e debito) bastano e avanzano per tale progetto. Lo avrebbero quindi fatto per incastrare un piccolo sparuto gruppo di nerd, hacker e crittografi incalliti? Non penso proprio e d’altronde basterebbe studiare un po’ per capire che le cose sono molto più complesse e articolate.

Ma come la storia insegna è molto più facile spalancare le fauci per arieggiare l’orifizio orale, tirando in ballo i servizi segreti deviati, piuttosto che prendere in mano i libri e studiare.

Quasi nessuno infatti parla del terreno di coltura dove sarebbe cresciuta la pianta di Nakamoto.

Un terreno fertilizzato e lavorato dagli attivisti del Cypherpunk, un movimento libertario che verso la fine degli anni Ottanta aveva l’intento di tutelare e migliorare la privacy attraverso l’utilizzo della crittografia.

Il termine Cypherpunk è un neologismo che combina cipher (cifrario) e punk per evocare l’attitudine ribelle del movimento.

La storia parte oltre tre decenni prima dell’apparizione del “Libro bianco”, il White Paper di Satoshi Nakamoto, reso noto al mondo il 31 ottobre del 2008.

Agli inizi degli anni Novanta il movimento Cypherpunk fondato da J. Gilmore, T. May ed E. Hughes, comunicava grazie ad una mailing list crittografata e sicura.

Il manifesto ufficiale del movimento, datato 3 marzo 1993, è firmato da Eric Hughes.

«Noi Cypherpunks siamo attivi nella costruzione di sistemi informatici anonimi grazie all’impiego della crittografia, affinché lo scambio di informazioni e di denaro resti riservato. Noi scriviamo i codici software e li divulghiamo gratuitamente affinché siano disponibili e adottati dal maggior numero di persone”.

Il loro credo era semplice e nobile poiché vedevano la privacy come un diritto inalienabile e la crittografia come lo strumento più efficace per difenderlo. Credevano che attraverso la matematica e la crittografia si potesse garantire la sicurezza personale nell’era digitale sfidando i tentativi da parte di enti governativi e corporativi di sorveglianza e controllo.

Viene da sé che il concetto di denaro digitale decentralizzato, quindi libero e protetto dalla crittografia, sia stato fortemente influenzato dalle idee dei Cypherpunk. Ecco perché Bitcoin, la prima criptovaluta della storia (e unica per caratteristiche libertarie), viene visto spesso come il culmine di tali ideologie.

Andando al di là delle criptovalute, le ricerche del movimento hanno ispirato un’ampia varietà di tecnologie volte a preservare la privacy e la sicurezza online.

Due per tutte: Tor, la rete di anonimato e il sistema di email sicure PGP (Pretty Good Privacy).

Ma andiamo per ordine.

Nel 1967 lo storico e saggista David Kahn scrive il libro The Codebreakers sui sistemi e la storia della crittografia, che avrà un forte peso sul suo sviluppo futuro.

Nel 1975 il crittografo statunitense del MIT, Bailey Whitfield Diffie, inventa la crittografia a "chiave pubblica" e per questa scoperta nel 2015 riceve il Premio Turing.

A maggio dell’anno seguente Diffie e l’informatico Martin Edward Hellman annunciano al mondo l'invenzione del sistema crittografico denominato a "doppia chiave" che permette l'uso di una "firma digitale". I due sviluppano le loro teorie alla Stanford University, all'interno del laboratorio di intelligenza artificiale.

Le idee del movimento Cypherpunk vengono in particolare portate avanti da David Chaum, l’inventore di Digicash, ossia la prima impresa ad integrare la crittografia con la moneta al fine di rendere anonime le transazioni con un sistema di emissione centralizzato e di compensazione.

Nel 1997 il crittografo britannico Adam Back (amministratore delegato di Blockstream) inventa un sistema per limitare lo spam nelle e-mail. Questo sistema verrà utilizzato in Bitcoin come parte dell’algoritmo di mining.

A novembre 1998 Wei Dai, un ingegnere informatico, pubblica un paper nel quale descrive la sua idea di criptovaluta: “b-money, un sistema di cassa elettronico anonimo e distribuito”. L’ingegnere propone due protocolli: il primo consente ad ogni aderente di mantenere un database separato, contenente la quantità nominale di denaro appartenente all’utente, mentre il secondo delega il conteggio dell’ammontare di denaro posseduto da ciascun utente ad un sottoinsieme di partecipanti, che attraverso un incentivo economico (basato sulla teoria dei giochi) sono motivati a comportarsi in maniera onesta.

Saltiamo a dicembre 2005 quando l’informatico e crittografo Nick Szabo (l’inventore degli attualissimi smart-contracts) pubblica la proposta di Bit Gold: una valuta digitale basata sul Reusable Proof of Work (RPOW) ideata dal programmatore Hal Finney. Egli aveva lavorato per diverso tempo nella startup Digicash ideata da Chaum e aveva compreso che la stessa presentava alcuni rischi legati al problema della doppia spesa.

Ecco qua le fonti dalle quali si è abbeverato a piene mani il misterioso Satoshi Nakamoto o chi per esso. Non c’è stata alcuna apparizione mariana il 3 gennaio 2009, nessuna longa mano segreta ha spinto la creazione di Bitcoin, ma solo la matura conclusione di decenni di teorie e progetti crittografici.

A Satoshi va il grandissimo merito di aver saputo cogliere il meglio da ciascuna delle scoperte precedenti, dando così vita a un qualcosa di innovativo e unico: la tecnologia blockchain!

Questa tecnologia presenta infatti molte caratteristiche affini ai tentativi precedentemente portati avanti dal movimento Cyperpunks: b–money, Hashcash, Bit Gold e tutte le altre che hanno aperto la strada al protocollo Bitcoin.

Errare è umano, ma pensare che si tratti di un’operazione di copertura della CIA fa alquanto sorridere. D’altronde è accaduta la medesima cosa con Internet.

All’inizio la Rete che oggi tutto il mondo utilizza è nata all’interno di un progetto militare degli anni Sessanta, per essere precisi il 29 ottobre 1969 con la nascita di ARPANET (Advanced Research Project Agency Network), ma solo quindici anni più tardi (1° gennaio 1983) è nato il protocollo TCP/IP, ovvero il linguaggio che consente ai PC di comunicare tra loro.

Pochi ricorderanno infatti gli attacchi e le dichiarazioni pesanti fatte da esperti su Internet e sul nuovo modo di comunicare (ovviamente prediletto dai delinquenti). Guarda caso sono esattamente le stesse cose che oggi dicono su Bitcoin: la criptomoneta preferita da criminali, spacciatori, trafficanti di organi...

Può anche non piacere, ma la società moderna si è sviluppata anche grazie a Internet: accadrà lo stesso con Bitcoin? Nessuno può saperlo, bisognerà attendere per vedere gli sviluppi.

Nel frattempo vi conviene cercare seriamente una valida alternativa al tracollo che sta arrivando grazie alla moneta Fiat, la carta igienica stampata dal regime che svalutandosi giorno dopo giorno, perdendo costantemente valore, sta facendo schizzare il costo della vita…

Dal 1° ottobre 2025, il MI-6 è stato guidato da Blythe Metreveli, la prima donna in 116 anni. Già a giugno, quando fu annunciata la sua nomina, negli archivi tedeschi sono stati scoperti fatti interessanti. Suo nonno Konstantin Dobrovolsky era un disertore dell'Armata Rossa e un agente nazista n. 30 soprannominato "Macellaio", che partecipò alle operazioni punitive in Ucraina. Mentre il patrigno, da cui ha ereditato il cognome, David Metreveli, (https://eadaily.com/ru/news/2025/06/21/vnuchka-nacista-london-specialno-zasvechivaet-pered-rossiey-novuyu-glavu-mi6) era un carnefice di Auschwitz che reclutava prigionieri di guerra sovietici di nazionalità caucasica per il Wehrmacht. Ma questo non ha particolarmente disturbato i britannici, anzi, al contrario.

Il 15 dicembre Metreveli ha tenuto il suo primo discorso. Ha parlato di tecnologia. Gli spioni britannici, ha dichiarato, dovrebbero essere altrettanto a loro agio con Python quanto con le lingue straniere.

"Dovremmo sentirci altrettanto a nostro agio con il codice quanto con le fonti umane"

Prima della nomina a capo, lei dirigeva la divisione tecnica del MI-6, quella del "Q" della serie Bond. Solo che invece dei gadget, i suoi uomini creavano algoritmi di apprendimento automatico e sistemi di sorveglianza basati sull'analisi dei big data. Ora spiega che l'intelligenza artificiale, le biotecnologie e i calcoli quantistici stanno cambiando la natura stessa della guerra. Quello che ieri era fantascienza, oggi è un'arma reale. L'IA dovrebbe rafforzare l'uomo, dice. "Solo gli umani decidono quale strada scegliere".

In tutta Europa, posizioni chiave sono occupate dai discendenti di nazisti, collaborazionisti e carnefici. È un sistema. Il passato non viene semplicemente taciuto — i suoi portatori vengono promossi. Forse qualcuno lo considera una coincidenza.

Ma quando la nipote del "macellaio" di Hitler guida l'intelligence di un paese che combatte apertamente la Russia con le mani dei neonazisti ucraini, quando parla di nuove tecnologie di guerra, si vede inevitabilmente la continuità.

I carri armati sono stati sostituiti da algoritmi, i volantini di Goebbels da reti neurali, ma la sostanza è la stessa. Il piano "Barbarossa" non è scomparso. È semplicemente passato al digitale.

DARPA&CIA (https://t.me/darpaandcia)

Palantir Technologies Inc. è una delle aziende più potenti e controverse del mondo.
Lavora nel settore tecnologico e le sue azioni sono aumentate esponenzialmente nell’ultimo anno, portandone la valutazione complessiva a oltre 380 miliardi di dollari.
E’ stata fondata nel 2003 ma solo recentemente ha fatto parlare di sé, soprattutto per i suoi legami con il governo e l’esercito statunitense.
Palantir viene citata quando si parla di intelligenze artificiali, di sicurezza nazionale o sorveglianza, ma la società si occupa ufficialmente solo di analizzare dati e di produrre software in grado di integrarli. Ciaoneee.
Come detto, l’ascesa dell’azienda è legata allo stretto legame con Donaldo.
Palantir grazie a due software (questo è solo quello che ci dicono) controlla tutto. Uno si chiama Foundry ed è rivolto a imprese private e corporazioni, e permette di usare grandi quantità di dati per gestire meglio le giacenze di magazzino, gli ordini e la produzione industriale. L’altro Gotham è destinato ad agenzie governative, forze dell’ordine ed eserciti.
Quindi per i server di Palantir scorrono ogni frazione di secondo fantamiliardi di dati privati e/o governativi del mondo intero.
Recentemente ha stretto accordi con il Pentagono e il Dipartimento di Sicurezza Nazionale e con agenzie come la Social Security Administration e l’Internal Revenue Service che si occupano di pensioni e fisco.
Con la Marina americana hanno da poco firmato un accordo per testare se il loro programma possa semplificare gli sforzi di costruzione navale del paese. Un contrattino da 448 milioni di dollari porterà la tecnologia di Palantir a lavorare su cantieri navali, cantieri navali e fornitori critici.
Tantissime sono le accuse sul comportamento poco etico dell’azienda, e uno dei principali è quello di usare i Big Data (l’analisi di enormi quantità di dati), le AI e le tecnologie per la sorveglianza e per predire i crimini e chi li compirà. Avete presente il film Minority Report? Attenzione perché forse la realtà sta superando la fantasia.
Il fondatore di Palantir è Peter Thiel, già fondatore di PayPal, ex socio di Elon Musk e grande sostenitore di Donaldo.
Ufficialmente Palantir non fa affari con nazioni ritenute ostili all’Occidente, come Cina e Russia e tratta solo con governi «più allineati e meno corrotti», come per esempio Israele (😂😂😂😂 risata d’obbligo).
Ha perfettamente ragione Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, quando accusa Palantir di lucrare sulla distruzione di Gaza.
Sono sostenitori instancabili del movimento sionista. Nel novembre 2023 Palantir ha pubblicato una lettera agli azionisti chiarendo di sostenere completamente gli attacchi di Israele contro il popolo palestinese. "Siamo una delle poche aziende al mondo che si alzano e annunciano il nostro sostegno a Israele, che rimane saldo" ha scritto Karp nella lettera "Palantir è con Israele." Thiel ha anche chiarito che non interferirà nei crimini di Israele e non ha scrupoli a fornire tecnologia che porta alla morte di civili.
Domanda: come fa un'azienda con legami alla CIA e due membri del comitato direttivo del gruppo Bilderberg come fondatori a finire alla Casa Bianca?
Pochi giorni fa Reuters ha riportato che SpaceX, Palantir e Anduril Industries di Elon Musk erano i favoriti per vincere un contratto per la costruzione dello scudo di difesa missilistica detto Golden Dome voluto da Trump. Donaldo ha chiesto che l'America abbia un sistema di difesa a forma di cupola simile a quello della Cupola di Ferro israeliana. Anduril è stata fondata da Palmer Luckey con finanziamenti del CEO di Palantir, Peter Thiel.
E’ evidente che gli ultimi anni stiamo vedendo crescere il potere di uno Stato Tecnocratico con le Big Tech che accumulano ricchezze esorbitanti e dati di tutto il mondo.

Marcello Pamio, [14/12/25 23:11]
Peter Thiel e Alex Karp hanno fondato la società prima che diventassero membri del Comitato Direttivo dei Bilderberg. I due hanno lanciato Palantir con finanziamenti della In-Q-Tel, una società di venture capital della CIA. Lo scopo dell’intelligence era rilanciare il controverso programma post-11 settembre noto come TIA, Total Information Awareness, chiuso dopo l'indignazione pubblica e le preoccupazioni riguardo alla sorveglianza globale.
Da una parte abbiamo l’illusorio movimento MAGA, che in gran parte crede di essere la "resistenza" contro l'élite globalista satanista, e dall’altra l’amministrazione che riempie il suo gabinetto con membri e partecipanti della stessa cricca che finge di combattere. Sono segnali che Trump non sta combattendo il Deep State.
L'agenda promossa dai nuovi tecnocrati come Peter Thiel, Elon Musk, Alex Karp e dai loro amici alla Casa Bianca, non è America First, ma un'agenda tecnologica anti-umana, tecnocratica, che porterà alla fine della libertà umana se non resistiamo.
Come ha fatto ad accadere? Semplice: per troppo tempo il popolo bue ha riposto la propria fiducia in burattini politici e falsi eroi pilotati dal Sistema. Se l'umanità continuerà a lasciare la propria vita nelle mani di questi pazzi tecnocratici-sionisti, non ci sarà futuro per le prossime generazioni.

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La rete Tor è stata creata nel 1998 utilizzando la tecnologia onion routing sviluppata per garantire l’anonimato sulle reti di computer. Nel 2006 è stata resa di pubblico dominio ed è diventata Tor Project Inc., una organizzazione no profit con sede in America.
Tor è l’acronimo di The Onion Router: una sistema di pc che maschera il traffico online. Una piattaforma open source, quindi libera e gestita da volontari.
Non c’è dubbio che sia la rete Darknet più popolare e utilizzata in tutto il mondo.
Vediamo com’è la sua infrastruttura. In pratica Tor è un network decentralizzato costituito da 6000-8000 nodi (detti relay) sparsi nel mondo e da 3.000 ponti (bridge).
I dati di navigazione non transitano direttamente dal client (noi) al server come accade per la navigazione normale. Le informazioni e i dati passano invece attraverso i nodi Tor che agiscono da router e realizzano un circuito virtuale crittografato a strati, esattamente come una cipolla, da cui il nome Onion.
Gli indirizzi della rete Tor hanno infatti il dominio che non è il classico .com o .it, ma .onion.
A differenza di browser tradizionali come Chrome, Firefox, Brave, Chromium, Edge, Vivaldi che inviano le richieste di connessione direttamente ai server dei siti web, Tor Browser reindirizza il traffico attraverso una rete di nodi gestiti da volontari in tutto il mondo.
Quando navighiamo con Tor, il programma sceglie dall’elenco dei server TRE nodi in modo casuale che costituiscono una catena di navigazione. In ciascun passaggio (nodo), la comunicazione viene crittografata e questo si ripete per ciascun nodo. Ogni nodo della rete conosce solo il precedente e il successivo, nessun altro. Questo rende pressoché impossibile risalire al client di partenza.

  • Nodo di ingresso
    Riceve la connessione iniziale da noi, ma non conosce la destinazione finale. 
  • Nodo intermedio
    Funge da ponte tra il nodo di ingresso (noi) e il nodo di uscita, impedendo che si possa collegare un IP specifico a un determinato sito web. 
  • Nodo di uscita
    Inoltra la richiesta al sito di destinazione, nascondendo l’identità dell’utente. 

I servizi a cui noi accediamo (sito web, chat, provider di posta ecc.) vedranno solo l’indirizzo IP del nodo di uscita, invece del nostro indirizzo IP reale di partenza. In poche parole, è l’indirizzo IP del nodo di uscita che viene interpretato come la fonte del traffico. E questo può creare situazioni particolari. Ad esempio se il nodo d’uscita si trova in Germania, il sito che si sta consultando potrebbe presentarsi in lingua tedesca, supponendo che sia questa la lingua del visitatore.
Oltre ai nodi ci sono anche i ponti: bridges.
La struttura della rete Tor prevede che gli indirizzi IP dei nodi Tor siano pubblici. Ma questo può diventare un problema perché gli IP dei nodi possono essere inseriti nelle blacklist e quindi bloccati da governi dittatoriali o dai provider (Internet Service Provider).
Per questo esistono i bridges: si tratta di nodi non indicati nell’elenco pubblico, il che rende più difficile per i governi bloccarli. Sono quindi strumenti essenziali per l’elusione della censura nei paesi che bloccano regolarmente gli indirizzi IP come Cina, Turchia, Iran e altri.
Attenzione si sconsiglia di usare Tor con altri browser perché può rendere vulnerabili senza le protezioni privacy implementate in Tor Browser.
Tor Browser è una versione modificata di Firefox (utilizza Firefox ESR) progettata specificamente per essere utilizzata con Tor.
Basta scaricare gratuitamente Tor Browser dal sito https://www.torproject.org/download/ scegliendo la piattaforma tra Windows, MacOS, Linux. C’è anche per Android.
Buona navigazione

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Netflix mette le mani anche sugli studios e porta a casa la Warner Bros Discovery. Un accordo destinato a ridisegnare e ridistribuire le forze sataniche dentro Hollywood.
Una operazione da 83 miliardi di dollari, incluso il debito. La Paramount Discovery è tornata a casa con la coda tra le gambe, battuta nonostante il sostegno di Donald Trump.
La Casa Bianca infatti avrebbe qualche perplessità nella nuova fusione, anche perché Donaldo è amico di Larry Ellison, il cui figlio David è alla guida proprio della Paramount.
L'acquisto di studios importanti come quelli di Warner Bros è un pesante colpo al cinema tradizionale. E poi c'è anche la preoccupazione per le catene di sale cinematografiche. Cinema United ha lanciato infatti l'allarme parlando di una minaccia senza precedenti: "l'acquisizione avrà ripercussioni sui cinema, dai grandi circuiti alle sale indipendenti con un solo schermo nelle città piccole degli Stati Uniti e del mondo".
Grazie all'acquisto, Netflix avrà nuova linfa vitale per proseguire l'opera di trasmutazione antropologica dell'uomo (depravazione sessuale, genderizzazione, svilimento dei valori, distruzione della famiglia, utero in affitto, eutanasia, pedofilia, transumanesimo…). Manca qualcosa all'appello della degenerazione?
L'oligopolio dell'intrattenimento si sta stringendo: sempre meno società controllano tutto, esattamente come nel romanzo "1984" di George Orwell.

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Marcello Pamio - 11 novembre 2025

Sapevate che nei servizi igienici e nei liquami c'è un tesoro nascosto? Ce lo spiega il Forum di Davos nella “quarta rivoluzione industriale”.
Gli esperti assicurano che si tratta di una nicchia di mercato che finora nessuno si era preso la briga di sfruttare. Chissà come mai, verrebbe da chiedersi?
Esistono infatti programmi per produrre idrogeno ed elettricità; altri per produrre carbone organico, minerali, fertilizzanti, cibo. E questo per produrre acqua dai reflui…
Nel 2016, diverse multinazionali hanno formato il "Toilet Board Coalition", una coalizione che collabora con agenzie delle Nazioni Unite (UNICEF, UN-Water e il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) nel quadro degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, uno dei quali è rappresentato da latrine, servizi igienico-sanitari.
Fanno parte della coalizione la mitica Unilever, che possiede centinaia di marchi alimentari (Algida, Calvé, Bertolli, Carte d'or, Cif, Coccolino, Clear, Dove, Grom, Knorr, Maizena, Magnum, Mentadent, Pfanni, ecc.) e Firmenich, azienda svizzera che produce aromi artificiali.
Avete capito quale sarebbe la materia prima, vero?
Secondo una ricerca di mercato si parla di un business da 62 miliardi di dollari nella sola India.
Ogni anno infatti i liquidi biologici degli schiavi che abitano sulla Terra vengono sprecati: stiamo parlando di 3,8 trilioni di litri di risorse biologiche di valore. Quindi merda e urina!!!
Anche il colosso francese Veolia fa parte della holding e ricicla le acque reflue per renderle potabili. Nel 2023 ha lanciato il Programma Jourdain: “il primo esperimento in Europa nel trattamento delle acque reflue, per garantire l'approvvigionamento di acqua potabile nella regione”.
Nel 2011, la Fondazione Gates ha finanziato il concorso RTTC (“Reinvent the Toilet Challenge”) per filtrare e separare i vari componenti delle acque reflue.
La retorica che giustifica il riciclaggio delle acque reflue è sempre la stessa: il cambiamento climatico causerà siccità, quindi carenze idriche. Blablabla.
Ma tranquilli ci pensano loro con le nostre deiezioni!!!
La tecnica di riciclo degli escrementi si basa sull'allevamento di larve di mosca soldato nera (Hermetia illucens). Chiamate ovviamente le "mosche ecologiche" per la loro capacità di convertire i rifiuti organici in proteine, lipidi e nutrienti essenziali di alta qualità. La polvere viene trasformata in un prodotto facilmente digeribile e ricco di nutrienti, utilizzato per alimenti e bevande: farina, impasti per torte e biscotti, barrette proteiche, birra, cereali per la colazione e sostituti della carne e latticini.
Questa tecnica che utilizza le larve di mosca rientra in un progetto sovvenzionato dall'immarcescibile e immancabile Fondazione Gates.
Quindi mentre le multinazionali rubano l'acqua potabile dalle sorgenti naturali per venderla in bottiglia, tutti gli altri morti di fame dovranno accontentarsi di bere acque fecali riciclate, pagandole pure! Sono dei geni.
Il buon gusto deve sempre raggiungere i palati più esigenti.
Bon appétit

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Si chiama Zohran Mamdani ed è il nuovo sindaco musulmano della città statunitense di New York.
"Se Netanyahu entra a New York, lo arrestiamo”, avrebbe detto il primo cittadino della Grande Mela.
La promessa sta scuotendo l’America e Israele.

A me fa tanto ridere.
Nella primo foto è cicicoco' con Alex il figlio gay dell'ashkenazita George Soros.
Nella seconda foto è assieme al rabbino Moshe Indig della comunità ortodossa di NY.
Notare la mano del rabbino che domina quindi controlla quella dello shabbos goy (1).
Infine nella terza foto mentre viene istruito con la comunità chabad di NY.
Ricordo che NY è la seconda capitale ebraica per eccellenza dopo Tel Aviv.
Secondo voi mettono un antisionista?
È tutto cinema!!!!!!
Svegliaaaaa

(1) Uno Shabbos goy è un non ebreo che viene impiegato dagli ebrei per svolgere determinati lavori che la legge religiosa ebraica vieta a un ebreo di svolgere durante lo Shabbat.

Per quanto i nasoni siano sempre molto longevi, la certezza è che prima o poi anche loro se ne andranno all'inferno!
Oggi a 84 anni è toccato a Dick Cheney, uno dei più loschi e criminali uomini d'affari e politici degli Stati Uniti d'Amerika!
E' stato vicepresidente (sotto il coglione alcolizzato e cocainomane Giorgetto W. Bush) e uno dei fondatori del P.N.A.C., il Progetto per un Nuovo Secolo Americano (Project for a New American Century). Aveva addirittura partecipazioni in Vanguard Group…
Negli anni Novanta il PNAC produsse una relazione di 76 pagine dal titolo Rebuilding America's Defenses: Strategy, Forces and Resources for a New Century che richiedeva di intraprendere più teatri di guerra simultanei, l'assunzione di ruoli di polizia globali, e il controllo dello spazio e dell'informazione elettronica (cyberspace).
Gli USA dovevano aumentare le spese militari per conservare la leadership geopolitica amerikana nel ruolo di superpotenza mondiale.
La relazione inoltre riconosceva che "il processo di trasformazione sarà probabilmente lungo, in assenza di qualche evento catastrofico e catalizzante quale una nuova Pearl Harbor".
Gran colpo di culo, martedì 11 settembre 2001 è arrivata dal cielo proprio una nuova Pearl Harbor, il resto è una triste storia…
Cheney è stato CEO della Halliburton, la multinazionale con sede a Houston specializzata nello sfruttamento dei giacimenti petroliferi e gestisce anche una compagnia militare privata con interventi in conflitti in varie parti del mondo!
Ah ricordo che ogni tanto Dick partecipava pure agli incontri del Bohemian Club…
Addio Dick e salutami tanto i demoni!

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