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Marcello Pamio

Come detto nell’articolo precedente, la slavina scatenata dalle analisi chimiche e biologiche su alcuni lotti vaccinali si sta avvicinando a valle! L’aria che tira sa di cambiamento...
Ma è una gran brutta aria per coloro che si abbarbicano e arrampicano sugli specchi dei grattacieli dell’establishment.
Nonostante le evidenze laboratoristiche e la richiesta da più parti di chiarimenti ufficiali, l’Aifa, l’Agenzia che paghiamo con i nostri risparmi e tasse, invece di basarsi sul precetto ippocratico più sacro per la medicina: «Primum non nocere», e sul «principio di precauzione» si limita a difendere il Sistema.

L’Aifa infatti, per voce del capo ufficio stampa Fabio Mazzei, scrive al direttore Il Tempo, il quotidiano colpevole di aver scritto il 23 dicembre scorso un articolo dal titolo: «Analisi choc su due lotti di vaccini» in cui hanno intervistato il Presidente dell’ordine dei biologi Vincenzo D’Anna.
L’Aifa prende subito le distanze specificando che «tutti i medicinali, devono rispettare gli standard di produzione previsti dalle autorità nazionali e internazionali che ne garantiscono l’elevata qualità e riproducibilità. In assenza di tali requisiti, nessun vaccino può essere autorizzato e immesso in commercio».

Come sempre, alle parole non seguono mai i fatti, i dati concreti, gli studi. Nulla di nulla. Solo citazioni dell’ortodossia scientista: “autorità”, “requisiti”, “certificati”… Il solito blablabla.
Perché la parola chiave è fiducia. I sudditi devono fidarsi del Sistema, per questo motivo il Sistema NON può essere messo in discussione, da nessuno.
L’Aifa quindi ricorda che «le autorità preposte effettuano controlli durante tutto il ciclo produttivo del vaccino. Inoltre, prima della distribuzione sul mercato, ogni singolo lotto è sottoposto a un ulteriore doppio controllo effettuato, in modo indipendente, sia dall’azienda produttrice che da una rete internazionale di laboratori accreditati, a loro volta controllati da altri enti (in Italia l’Istituto Superiore di Sanità)».
Risponde a tono il direttore Franco Bechis dicendo che da par loro non sono in discussione «i controlli effettuati dall'Istituto superiore della Sanità» e neppure la validità o meno dei vaccini.

Il punto cruciale - che come sempre non viene preso in considerazione - è che possano esserci in giro lotti o campioni di lotti vaccinali contraffatti e inefficaci per non dire dannosi per la salute pubblica.
«Basterebbe - conclude con semplicità Franco Bechis - ripetere quelle analisi con tutti i metodi che ritenete più opportuni e ogni dubbio sarebbe sciolto».
Sarebbe troppo complesso e troppo dispendioso per le casse pubbliche? Macché, sono scusanti per gli utili idioti: se le analisi le ha commissionate un’associazione come il Corvelva, rifarle per qualche laboratorio accreditato e con tutte le certificazioni del mondo sarebbe una passeggiata e non costerebbe nulla. Quello che manca è ovviamente la volontà!

Quindi torniamo alla parolina magica: fiducia.
Dobbiamo fidarci di coloro che permettono l’entrata in commercio di farmaci, anche se dopo moltissimi di questi vengono ritirati per aver danneggiato e/o ucciso persone.
Qualche banale esempio?

Secondo dati Aifa, nel 2016 sono stati ritirati in Italia i seguenti farmaci:[1]

Redoff, Clobetasolo Pierre Fabre, Almotriptan Sandoz, Sertralina Sandoz, Montelukast Teva Italia, Pantoprazolo EG, Potassio Cloruro FKI, Aria Sol, Enalapril Zentiva, Desogestrel Zentiva, Pergoveris, Helixate Nexgen, Kogenate Bayer, Nacrez, Enciela, Leponex, Irbentens, Ossigeno, Azitromicina Zentiva, Glucagen Hypokit, Lescol, Prostigmine, Itraconazolo EG, Cerchio Cuore SP, Diapatol - Diidergot - Ekuba - Indamol – Stemetil, Fluimucil, Visuglican, Yondelis, Adoport, Glucosio Baxter, Zorac, Enalapril Mylan Generics, Enalapril Teva Italia, Naprilene, Lanex, Rifadin, Biogermin, Cuprum Oxydulatum rubrum, Morfina Cloridrato S.A.L.F., Etacortilen, Taxotere, Netildex, Surfactal, Morfina Cloridrato, Locabiotal, Magnesio Solfato, Eugastran, Levogenix, Procalin e Mucosalin, Pantoprazolo, Miozac, Daktarin, Furosemide, Efracea, Pentacol

Nel 2017 sono stati ritirati in Italia i seguenti farmaci[2]:

Mundoson Fluido, Ibifen, Leustatin, Gentamicina Solfato, Acido Zoledronico, Colchicina Lirca, Biochetasi, Atorvastatina Pfizer, Gentamina B. Braun, Gentamina Solfato Italfarmaco, Gentomil, Riopan, Epaviten, Oxo, Pentaglobin, Uman Albumin – IgVena, Salazopyrin EN, Edronax, Furosemide Galenica Senese, Tiklid, Mirtazapina Zentiva, Lisomucil Tosse Mucolitico, Telmisartan e Idroclorotiazide Zentiva, Acido acetilsalicilico e vitamina C Angelini, Mucosolvan, Riopan, Halcion, Diclofenac Almus, Ecomì, Venosmine, Valeriana Arkocapsule, Talwin, Albiomin 5% e 20%, Fastjekt, Levofloxacina Krka, Ischemol A, Gentamicina Solfato Fisiopharma, Antispasmina colica, Mitomycin C, Telmisartan e Idroclorotiazide Zentiva, Annister, Aspirina – AlkaEffer, Guttalax, Paracetamolo Sandoz, Paracetamolo Pensa, Paracetamolo EG, Metformina EG, Metformina Mylan Generics.

Nel 2018, anno ancora incompleto, sono stati ritirati in Italia i seguenti farmaci[3]:

Buccolam, Bosentan Medac, Bicavera, Airol, Taxime, Aliflus, Zorias, Lynparza, Optimark, Zinbryta, Reminyl, Acido Zoledronico Medac, Toliman, Clorexan, Clorexidina e Alcool Etilico Sanitas, Broncomnes, Enterogermina, Zerinolflu, Valsartan Almus - Valsartan HCT Almus, Valsartan Pensa - Valsartan HCT Pensa, Valpression- Combisartan, Valsartan Alter, Valsartan e HCT Ranbaxy, Valsartan e HCT Teva Pharma, Valsartan Aurobindo, Cantensio - Valsartan DOC Generici - Valsartan e HCT DOC Generici, Valsartan Tecnigen - Valsartan e HCT Tecnigen, Valsartan EG - Valsartan e HCT EG, Valbacomp – Alsartir, Valsartan Zentiva - Valsartan e HCT Zentiva, Valsodiur Pressloval – Validroc, Valsartan Sandoz - Valsartan e HCT Sandoz, Intratect, Guttalax, Ambromucil, Palexia

Dobbiamo fidarci di questi individui?
I loro saranno pure prodotti «certificati e conformi alle procedure e ai requisiti condivisi a livello europeo e internazionale sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili», ma sempre porcherie rischiose per la salute rimangono.
Stiamo parlando di 62 farmaci ritirati nel 2016, 54 nel 2017 e 40 nel 2018, quindi per un totale di oltre 150 farmaci ritirati dal commercio nell’ultimo triennio, per un qualche motivo.
Ricordo che tutti questi farmaci hanno superato i requisiti degli standard internazionali…

A questo punto qualcuno potrebbe ergersi dal letargo cerebrale dicendo che questi dati rappresentano la pistola fumante, cioè indicano senza dubbio che la farmacovigilanza funziona in Italia.
Peccato che la maggior parte dei lotti ritirati è avvenuto dopo segnalazione volontaria della ditta produttrice!
In conclusione non si capisce bene a cosa serva l’Agenzia italiana del farmaco, l’ente nazionale, pagato dai contribuenti che alla fin fine non controlla, come dovrebbe, i farmaci e i vaccini immessi nel nostro territorio.

Fonte:

[1] http://www.aifa.gov.it/content/difetti-di-qualità?fbclid=IwAR2SsvbsN5cvzdqZXiknZ4dYjiLKv7Rph7tDiSqbItXARQ-syulaWhVqf9s

[2] http://www.aifa.gov.it/content/difetti-di-qualità?fbclid=IwAR2SsvbsN5cvzdqZXiknZ4dYjiLKv7Rph7tDiSqbItXARQ-syulaWhVqf9s

[3] http://www.aifa.gov.it/content/difetti-di-qualità?fbclid=IwAR2SsvbsN5cvzdqZXiknZ4dYjiLKv7Rph7tDiSqbItXARQ-syulaWhVqf9s


Marcello Pamio

Lo sapevo con assoluta precisione matematica che le analisi chimiche e biologiche effettuate dall’associazione Corvelva, avrebbero scoperchiato il Vaso di Pandora e dato la spintina iniziale alla pallina di neve che si trovava in cima alla montagna innevata…
Una piccola pallina che sta diventando una valanga inarrestabile, e quando arriverà a valle si trascinerà dietro molte cose e molte persone.
Il vecchio farà posto al nuovo paradigma...

Un enorme plauso va al Presidente dell’ordine dei biologi, Vincenzo D’Anna, perché la sua presa di posizione ufficiale è a dir poco epocale e va contro ogni previsione.
L’establishment è stato spiazzato e per questo sta attaccando con ogni mezzo.
La cosa certa è che D’Anna non può essere additato con l’etichetta tanto amata e usata dal Sistema, quella di No-Vax, anche perché lui, da biologo crede eccome all’efficacia dei vaccini. Il presidente specifica nell’intervista del quotidiano Tempo di oggi 23 dicembre 2018, che «non è manco a tema l’utilità o meno dei vaccini, in queste analisi di laboratorio. L’indagine è stata sulla qualità della realizzazione dei prodotti messi in commercio».

Le analisi hanno «rilevato decine di impurità in più lotti. E al momento sono state individuate 43 sostanze improprie, nel senso che lì non si sarebbero dovute trovare». Sostanze come anticrittogamici, diserbanti, antibiotici, antimalarici…
La conclusione di D’Anna è coerente e assolutamente condivisibile: «bisogna che le agenzie ripetano queste analisi, facciano i controlli e rendano pubblici sia i risultati che il loto giudizio».
Per agenzie s’intendono quegli enti (Ema, Aifa, Iss, ecc.) che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo dopo quanto sta venendo fuori) controllare i farmaci e i vaccini prima che entrino in commercio.

Ed è esattamente quello che tutti si auspicano, a parte i soliti «cervelli-non-in-fuga»…
Personaggi come il «diversamente-umile» Roberto Burioni e il collega «gine-bunker» Salvo Di Grazia, non si smentiscono mai e prendono posizioni prone al Sistema a prescindere.


Di Grazia ama riempirsi la bocca di «bufale», non campane, ma mediatiche.
«Un quotidiano riprende i ridicoli risultati di una pseudo analisi di vaccini per farne notizia», e si lancia nella classica invettiva a dir poco risibile: «ora o i produttori denunciano chi sparge queste falsità o la magistratura controlla o stanno manipolando la realtà».
Innanzitutto definire «ridicoli» dei risultati di analisi biologiche e chimiche eseguite da un serio laboratorio, senza avere per le mani dei controesami che dimostrino la loro fallacità, è da arroganti e irresponsabili. Se poi teniamo conto che a parlare è un medico iscritto a un ordine, è ancora più grave dal punto di vista deontologico.
Di mezzo c’è la salute pubblica di milioni di persone, bambini e neonati in primis, per cui il principio di precauzione dovrebbe essere sacrosanto.

Secondo, forse il Di Grazia troppo preso dall’embolo, non ha capito che sarebbe auspicabile da tutti una denuncia da parte dei produttori, così in tribunale sarà possibile fare maggiore chiarezza.
Quindi al distratto ginecologo posso dire che NESSUNO è così fesso da denunciare qualcuno, anche perché i produttori sanno perfettamente che ciò sarebbe controproducente e non solo per l’immagine…
La bella notizia per noi è che se invece le analisi saranno confermate, la denuncia civile e penale potrebbe interessare proprio il dottor Di Grazia in persona, per aver da una parte denigrato («ridicoli risultati», «pseudoanalisi») i lavori, e dall’altra, in quanto medico, aver partecipato, con il suo comportamento, a mettere a rischio la salute pubblica.

Con il dottor Gianni, non può mancare il dottor Pinotto.
Burioni, da maestro venerabile quale è, supera tutti quanti.
«I nostri vaccini, quegli stessi usati in tutto il mondo, sono efficaci, sicuri, puliti e non contaminati».
Punto. Se lo dice il medico che passa il tempo a offendere il mondo intero, come non crederci? In fin dei conti lui è l’oracolo di Pesaro.
Peccato che nessuno di questi presentino prove, documenti, studi, conferme scientifiche della sicurezza vaccinale. Tutti sanno che sono sicuri per default.
Quindi loro non devono presentare nulla, ma lo pretendono da tutti gli altri. Come mai questa dissonanza?

Continua Bubù, «le prove così presentate - riferendosi alle analisi vaccinali - non sono inoppugnabili, sono semplicemente ridicole e, per chi se ne intende anche solo minimamente, fanno tenerezza per l’ingenuità di chi ha condotto queste ricerche».
Il «Roberto-tenerone» quindi, senza portare alcuna prova documentale, si abbarbica in pseudogiri di parole che mostrano per l’ennesima volta la sua vacuità scientifica.
La chicca, come il caffè, arriva sempre alla fine: «i vaccini sono sicuri ed efficaci fino a prova contraria». Chiaro? Ma la prova contraria non esiste e non esisterà mai, perché qualsiasi analisi venga presentata è «un concentrato di sciocchezze ed errori sperimentali, dei quali qualcuno dovrà presto vergognarsi, perché presto verranno smascherate e sbugiardate».
Anche se il termine «vergogna» non esiste nel suo dizionario, vale per Burioni la stessa cosa detta per Di Grazia: se non saranno «smascherate e sbugiardate» le analisi, e quanto prima, sarà responsabilità loro, professionale e giuridica…

In conclusione, dato che gli enti di controllo (Aifa, Ema, Iss) sono del tutto assenti o fanno orecchie da mercante, ci auguriamo che quanto prima un magistrato o un procuratore prenda la siringa al balzo innescando una serie di controlli in laboratorio seri e doverosi.
Mi auguro che anche gruppi come i Nas, invece di essere usati per scovare il piccolo untore negli asili, possano venire usati per scoprire le adulterazioni in prodotti che verranno inoculati su milioni di esseri umani. Visto che da gennaio del 2017 hanno costituito il Nucleo Carabinieri Aifa per la tutela della salute, e possono svolgere accertamenti e verifiche sulle «spesa farmaceutica e sulla tracciabilità del farmaco per la prevenzione ed il contrasto alle truffe in danno del Servizio Sanitario Nazionale e regionali» e «monitorare gli eventi avversi connessi l’uso dei farmaci».
In questo caso se le analisi saranno confermate abbiamo a che fare con prodotti farmaceutici non conformi alla legge, e quindi rientrano, oltre in un quadro di pericolosità, anche nel «danno al servizio sanitario»...

Marcello Pamio

I vaccini sono sicuri? Domanda retorica, ovviamente per la visione ufficiale, anche se è mal posta.
La domanda corretta secondo l’establishment, dovrebbe essere: «i vaccini fanno bene o benissimo»?
Stando invece ai risultati delle analisi biologiche e chimiche finanziate dall’associazione Corvelva, quello che salta fuori dalle fialette vaccinali supera il film horror più spinto.
Questi «farmaci biologici» dovrebbero contenere SOLO antigeni (virus e/o batteri), adiuvanti e pochissimo altro, in pratica dovrebbero essere esenti da tossine e contaminanti, perché la loro sicurezza è prioritaria, e invece sono delle vere e proprie zozzerie, discariche pregne di sostanze anche sconosciute e a livelli preoccupanti.

Stiamo parlando della presenza abnorme di DNA, animale (pollo, bovino, ecc.), umano (cellule diploidi fetali) e batterico.
I virus contenuti in alcuni vaccini hanno subìto centinaia di mutazioni dando origine a qualcosa di diverso dall’originale. Addirittura alcuni virus il laboratorio non è stato in grado di trovarli nelle fiale, come quello della rosolia e della polio.
La cosa che invece è saltata agli occhi è stata la quantità industriale di proteine allergizzanti oltre a centinaia di sostanze chimiche diverse (farmaci, pesticidi, alcaloidi, ecc.).

Ha ancora senso parlare di sicurezza?
Ma nonostante dal vaso di pandora scoperchiato stia uscendo di tutto e di più, il verbo impone che i vaccini sono sicurissimi ed innocui.
Così sicuri, che qualche giorno fa la ULSS6 di Padova ha spedito a farmacisti e addetti alla prevenzione una e-mail privata informando che nel nuovo portale è «stata inserita la voce "segnalare una reazione avversa da farmaco" con il link al portale VIGIFARMACO per la segnalazione on-line delle sospette reazioni avverse da farmaco o vaccino». Come mai parlano di «reazioni avverse» e «vaccini»?

Che sia stato un gravissimo errore del webmaster, o anche questi farmaci possono avere effetti collaterali?
Lo trovo strano, perché stando alle dichiarazioni dei burioni, lopalco e villani di turno, sembra che l’acqua potabile sia molto più pericolosa di un tossico vaccino inoculato nel corpo di un neonato.
Nella stessa e-mail si avverte pure che «i medici e gli altri operatori sanitari sono tenuti a segnalare tempestivamente le sospette reazioni avverse», e che «la definizione di reazione avversa comprende qualsiasi "Effetto nocivo e non voluto conseguente all’uso di un medicinale.
Il comunicato termina con una precisazione molto interessante: «NON è necessario avere la certezza della correlazione tra farmaco e reazione avversa».

Qual è il senso di questa comunicazione partita dalla ULSS6 e destinata ai farmacisti?
Il portale Vigifarmaco è attivo da anni, ma evidentemente non così conosciuto dagli addetti del settore - benché sia proprio a loro che viene demandato il compito di rendere la farmacovigilanza uno strumento efficace.
Se i vaccini sono sicuri perché la necessità di un promemoria sul compito di segnalare le sospette reazioni avverse?
Forse si stanno accorgendo che così sicuri proprio non sono...
Per caso si stanno verificando sempre più reazioni avverse nell’ultimo periodo, grazie alla legge 119/2017 che ha fatto aumentare esponenzialmente il numero dei vaccini obbligatori, e vogliono monitorarle? O forse si sono resi conto che sempre più cittadini sono costretti a farla da sé, la segnalazione, trovando spesso un muro di gomma o personale impreparato?

Ripetiamo l’ultimo passaggio della ULSS6, proprio perché stiamo assistendo ad una gravissima e pericolosa superficialità e menefreghismo da parte di medici ospedalieri e/o pediatri: «i medici e gli altri operatori sanitari sono TENUTI a segnalare tempestivamente le sospette reazioni avverse» e «NON è necessario avere la certezza della correlazione tra farmaco e reazione avversa».
Chiaro?

Marcello Pamio

La violenza in generale è assolutamente inaccettabile, e quando riguarda bambini e donne è abominevole. Detto questo, però…
Il «femminicidio» è un fenomeno esploso in Italia più o meno dal 2010, ma solo sui media, che lo hanno diffuso e amplificato con lo scopo di esacerbare e inasprire l’odio.
Oggi infatti, stando al mantra ufficiale, sembra che sia in atto una vera e propria strage di donne, ma i dati, come spesso accade, dicono altra cosa.
Per l’Istat (le statistiche che coprono il periodo dal 1992 al 2009) i femminicidi sono passati da 186 (1992) a 131 (2009), il che farebbe pensare a un fenomeno addirittura in calo.

Secondo infatti un documento ufficiale dell’ONU dal titolo «2011 Global Study on Homicide»: «l’Italia è uno dei paesi al mondo con il più basso tasso di omicidi femminili: 5 per milione all’anno, circa la metà che nei nostri paesi confinanti (9 per milione per anno in Francia, 7 in Svizzera, 13 in Austria…). Fra i grandi paesi, solo Giappone, Irlanda e Grecia hanno tassi minori».[1]
Sempre nel nostro paese «il tasso di omicidi maschili è di 16 per milione all’anno, cioè vengono uccisi più di 3 uomini per ogni donna uccisa. Sia uomini che donne uccidono in prevalenza uomini: circa 400 ogni anno.  Le donne assassine uccidono nel 39% dei casi donne, e nel 61% dei casi uomini. Gli uomini assassini uccidono nel 31% dei casi donne, e nel 69% dei casi uomini».[2]

Però sempre dieci volte di meno delle donne suicide (circa 1.000 all’anno su un totale di 4.000 suicidi), a cui partner e famiglia hanno magari creato il vuoto attorno, o dei morti sul lavoro, per i quali non risultano attirare l’attenzione dei giornalisti. Forse l’argomento non fa, come dire, altrettanta audience?[3]
Quindi non solo ovunque vengono uccisi più uomini che donne, ma addirittura l’Italia è uno dei paesi al mondo più sicuri per le donne. Come la mettiamo?
I media mainstream non si smentiscono mai: veicolano esclusivamente le informazioni che il Sistema vuole farci avere. Punto.
Attenzione, non si sta giustificando la violenza nei confronti delle donne, ma i dati vanno letti per quello che sono, anche perché questa mirabile «disinformazione» crea una percezione altamente distorta della realtà, costruendo l’allarmismo del femminicidio con intenti assai poco nobili…

A far da traino poi è sopraggiunto, non a caso, il «movimento me-too», l’altra campagna femminista volta a denunciare le molestie e le violenze contro le donne sul posto di lavoro.
Secondo tale campagna - diffusasi in modo virale dal 2017 - sembra che tutte le attrici del mondo siano state molestate e/o violentate da registi, produttori e scenografi assatanati.
Il messaggio che sta passando è questo: «le donne sono tutte vittime e gli uomini tutti porci».
Il movimento, nato come strumento di emancipazione femminile, è diventato uno strumento di controllo del potere dove chi è accusato, chi viene sbattuto in prima pagina, ha sempre torto (anche se innocente).
Grazie al «me-too» il femminismo è degenerato alla stregua di un piede di porco, utile per sbarazzarsi definitivamente di qualcuno solo sulla base di un’accusa,[4] anche se infondata…

La violenza silenziosa
Accuse molto fondate e in aumento costante sono invece quelle delle violenze e menomazioni causate nelle donne da pratiche e presidi medici.
Il femminicidio e il me too riempiono i giornali e telegiornali, mentre il resto riceve poco spazio mediatico…

Una di queste sono le vaccinazioni di massa…
In Inghilterra stando al quotidiano «The Independent» sarebbero migliaia le ragazze adolescenti che avrebbero riportato danni cronici debilitanti a seguito della somministrazione della vaccinazione contro il papilloma virus (HPV). Una delle vaccinazioni più costose in assoluto.
Stiamo parlando di 8000 adolescenti (in meno di 10 anni, dal 2005 al 2015) interessate da reazioni avverse, delle quali almeno 2500 rovinate per tutta la vita.
Da calcoli più accurati tale numero sarebbe molto superiore, e se teniamo conto che questa pratica aberrante e obbligatoria viene effettuata in moltissimi paesi del mondo su milioni di esseri, Italia in testa, il numero delle bambine e ragazze che ogni anno subiscono danni è incalcolabile.
Danneggiare una adolescente, rovinandole la vita intera, non è violenza?
Ma queste giovani non fanno notizia, perché la scena mediatica è occupata dai femminicidi seriali, o dalle strazianti urla di qualche attricetta slavata, che per sfondare nell’immorale mondo cinematografico, ha ceduto, o consapevolmente voluto cedere, il proprio corpo al produttore o al regista di turno, per poi dopo decenni vuotare il sacco, passando per la casta e pura verginella violentata dai bruti. Quindi in certi casi il porco va bene, ma quando la bestia non serve più, lo si mette a rosolare sullo spiedo mediatico della gogna.

Oltre ai vaccini, ci sono pure le lesioni sulle donne indotte da protesi e impianti.
In Italia, solo nel primo semestre del 2018, ben 8.000 donne sono state lesionate seriamente da protesi mammarie, e oltre 7.000 donne hanno usato «Essure», l’impianto contraccettivo della «Bayer Healthcare», ritirato dal mercato dopo lo stop della National Standards Authority irlandese (NSAi).
Come mai l’organizzazione di certificazione scelta dalla stessa Bayer ha deciso di non rinnovare il «certificato» di commercializzazione del dispositivo? Domanda più che legittima…
Essure è una procedura mini invasiva di sterilizzazione femminile permanente e irreversibile che consiste nell’impianto di due fili metallici, avvolti a spirale tra loro, che dovrebbero favorire la chiusura per cicatrizzazione con tessuto fibrotico delle tube.[5] Questi inserti hanno quindi lo scopo di bloccare il passaggio degli spermatozoi all’interno delle tube, impedendo così l’inseminazione.
Oltre 1 milione di simili dispositivi sono stati venduti nel mondo e come detto, solo da noi interessa 7.000 donne.

Immediatamente la Bayer ha precisato che si tratta di una misura precauzionale e la decisione non è legata a «problemi di sicurezza o di qualità del prodotto».[6]
Ovviamente noi abbiamo totale fiducia della transnazionale globalizzante Bayer-Monsanto, anche se, dispiace per loro, le segnalazioni di effetti indesiderabili si sono nell’ultimo periodo moltiplicate.
Secondo il NSAi, quasi 1.100 donne tra il 2003 e l’inizio del 2017 hanno denunciato un malfunzionamento del dispositivo o la comparsa di effetti collaterali anche gravi. Questo numero è ampiamente sottostimato, perché si basa su eventi segnalati spontaneamente.
In pratica questi dispositivi possono rilasciare sostanze sconosciute, spezzarsi andando a infiltrarsi fino al cuore o ai polmoni.[7] Le donne danneggiate infatti sostengono che l’impianto ha causato dolore continuo, emorragia, vomito, diarrea, perdita di capelli e denti e strappi dell’utero e delle tube di Falloppio.

Non è certo un femminicidio, ma esistono seri sospetti di essere all’origine di gravi effetti neurologici, muscolari, emorragici e allergici.[8]
Che sia per questo che la Bayer sta affrontando quasi 16.000 cause legali contro Essure negli Stati Uniti? Mentre in Francia è in corso una class action[9] e in Spagna la Corte sta indagando sul contraccettivo.
Quindi le donne stanno pagando (volontariamente e va precisato) un prezzo altissimo per i mancati controlli sui dispositivi impiantabili (protesi, contraccettivi, ecc.).
I controlli non esistono e si interviene solo a danno fatto. Il fantasmagorico colosso crucco ha infatti mandato negli ospedali a prelevare le spirali il suo distributore esclusivo per l’Italia: «Cremascoli & Iris spa», un’azienda della famiglia dell’imprenditore Eugenio Cremascoli, arrestato e condannato per corruzione nel 2005. Non male come distributore…
Cremascoli è reo di aver pagato tangenti per tanti anni a tre famosi cardiochirurghi per vendere dispositivi medici e prodotti per il cuore ai più importanti ospedali pubblici…

Mentre i media si preoccupano di diffondere veleni e odio, da una parte grazie a terminologie orwelliane come il femminicidio, e dall’altra grazie a movimenti femministi sempre più potenti, il valore reale della vita (di entrambi i sessi) e il rispetto della donna, aldilà della violenza domestica, vengono sempre meno.
La vita è diventata solo una questione prettamente economica, una merce nelle mani di veri criminali.

Note

[1] http://www.unodc.org/gsh/en/data.html tratto dal sito https://violenzafamiliare.wordpress.com/2013/08/19/la-calunnia-del-femminicidio/?fbclid=IwAR1lxGSTsPgX46SHbnL3EkhgLu4SiG4Yjx71QMQb8amQHyvvRaXFaKP2TeU

[2] Idem

[3] https://www.effervescienza.com/costume-societa/femminicidio-omicidio-omocidio-la-legge-non-e-uguale-per-tutti/

[4] https://www.linkiesta.it/it/article/2018/08/25/il-metoo-e-degenerato-in-follia-torniamo-allo-stato-di-diritto-e-ai-i-/39215/

[5]http://m.espresso.repubblica.it/inchieste/2018/11/25/news/implant-files-femminicidio-donne-intossicate-spirali-silicone-velenoso-1.328976

[6] https://www.italiaoggi.it/news/bayer-costretta-a-sospendere-nella-ue-la-vendita-del-contraccettivo-essure-2201222

[7] http://m.espresso.repubblica.it/inchieste/201800000000000000000/11/25/news/implant-files-femminicidio-donne-intossicate-spirali-silicone-velenoso-1.328976

[8] https://ilsalvagente.it/2018/07/27/essure-anche-la-corte-spagnola-indaga-sul-contraccettivo-della-bayer/

[9] https://ilsalvagente.it/2018/07/27/essure-anche-la-corte-spagnola-indaga-sul-contraccettivo-della-bayer/


Marcello Pamio

Al peggio si dice non c’è mai limite. E forse il vecchio saggio ha ragione…
L’associazione Corvelva mette a segno l’ennesimo colpo. Non si tratta di una rapina a siringa armata, - anche se questa c’entra eccome - ma delle analisi chimiche vaccinali.
Precedentemente, utilizzando la Next Generation Sequencing, una tecnica irraggiungibile dal punto di vista economico fino poco tempo fa, sono state analizzate le impurità biologiche contenute in sette vaccini diversi. Ne abbiamo già parlato ma è bene ricordare che i risultati hanno sottolineato non poche preoccupazioni: quantità abnormi di frammenti di DNA umano e animale, modifiche del genoma, mutazioni dei virus o virus (come quello della rosolia e della polio) misteriosamente non presenti.

Ora invece la lente è stata puntata (sempre a pagamento mediante il sistema di elaborazione dati SANIT) sulla composizione chimica di due lotti del vaccino tetravalente Priorix Tetra della GSK.
I risultati, anche se sono preliminari, squarciano uno scenario agghiacciante.
Oltre alla chimica che vedremo a breve, in entrambi i lotti sono stati rilevati frammenti peptidici associati a proteine potenzialmente provenienti dal processo di purificazione: «Sarcoplasmic calcium-binding protein», «Actina» e «Vimentina». La prima è notoriamente allergenica, mentre le altre due sono sostanze di origine animale: pollo la vimentina e bovino l’actina.
La cosa che è balzata subito agli occhi è che i due lotti (del medesimo vaccino) presentano diversità importanti: i «segnali», cioè i «composti» contenuti in un caso sono 115 e nell’altro 173.

E’ normale che due vaccini identici, prodotti dalla medesima azienda, presentino al loro interno una così alta differenza? Stiamo parlando di «tracce» che il laboratorio ha rilevato sotto forma di un determinato peso molecolare. Uno specifico peso molecolare corrisponde a una o più sostanze chimiche o a combinazioni delle stesse.
Queste sono quantificabili in uno spettro che va dai nanogrammi (miliardesimo di grammo) ai microgrammi (milionesimo), quindi molto ampio.
Ma il punto nodale è che queste «contaminazioni» NON dovrebbero essere presenti all’interno di un vaccino che verrà inoculato nel corpicino in crescita di un neonato.
Se verranno confermate dalle ulteriori analisi in atto, queste sostanze sono associabili ad antibiotici, farmaci, diserbanti, erbicidi, acaricidi, metaboliti della morfina…

Qualche nome? Stiamo parlando di «robetta» chimica come: Morfamquat un erbicida, Cyflumetofen acaricida, Amoxicillina antibiotico, 3-Methyleneoxindole un antivirale, metaboliti batterici, umani e di piante. Ma poi risulterebbero farmaci come Tamsulosin un alfabloccante, Sildenafil meglio noto come Viagra della Pfizer, Gabapentin un antiepilettico, Atovaquone farmaco per la malaria, l’AMD-070, farmaco sperimentale per l’HIV; Fluchloralin un erbicida a base del pericolosissimo Fluoro; Vigabatrin, un antiepilettico della Sanofi-Pasteur, il Viagra della Pfizer.

Mi fermo qua, ma penso sia più che sufficiente per comprendere che più ci si addentra tra le molecole e gli atomi di questi farmaci, più il quadro si tinge di colori molto foschi.
Ma oramai il vaso di pandora, grazie alle analisi eseguite privatamente dal Corvelva, è stato scoperchiato, e anche se molto rimane ancora da scoprire e spiegare, non è più possibile tornare indietro.
Non è più possibile dire che non lo si sapeva, non è più ammissibile per le agenzie di controllo fare finta di niente, o mostrare le classiche orecchie da mercante girandosi dall’altra parte. Esattamente come ha fatto l’EMA europea dopo aver ricevuto gli esiti delle precedenti analisi.
Ora tra le mani avete una bomba pronta a deflagrare, per cui sta a voi gestirla nel miglior modo possibile: continuare a spalleggiare e aiutare coloro che vi finanziano, cioè le lobbies della chimica e farmaceutica, col rischio però che vi esploda in faccia, oppure portare avanti quella che dovrebbe essere la vostra unica missione: salvaguardare la salute di milioni di persone, bambini soprattutto in primis...

 

Per gli esami completi:
https://www.corvelva.it/blog/gli-speciali/ricerche-corvelva/385-primi-risultati-sul-profilo-di-composizione-chimica-priorix-tetra.html

 

Massimo Mazzucco

È il sogno proibito di tutte le case farmaceutiche. Una malattia che non c'è ancora, ma che deve per forza esistere, annidata là fuori da qualche parte, alla quale noi dovremo semplicemente dare un nome, una volta che l'avremo scoperta.
Per ora la chiameremo semplicemente malattia X.
Guardate cosa scrive «Eco Health Alliance», una organizzazione dedicata allo studio delle pandemie nel mondo. L’articolo si intitola «Malattia X: la prossima pandemia».
«A molte miglia dalla città più vicina, nascosto negli anfratti scuri di una grotta nella provincia Guangdong, lui aspetta. O forse si nasconde negli alti fogliami che avvolgono il fiume Kinabatangan. O forse giace dormiente in una delle migliaia di specie originarie dell’Amazzonia. E’ la malattia X».

Sembra l'inizio di film horror. E invece:
«Non è fantascienza, è la realtà. La malattia X è lo stupido nome dato alla minaccia estremamente seria che i virus sconosciuti rappresentano per la salute umana. Insieme alle febbri emorragiche come Ebola, Marburg, e Lassa, insieme ai virus encefalitici come MERS, SARS, e Nipah, alle malattie trasmettibili come la febbre emorragica del Congo, la febbre della Rift Valley o il virus della Zika, la malattia X è uno dei patogeni elencati di recente nella lista delle priorità dell'organizzazione mondiale della sanità.
Mentre abbiamo visto l'impatto che la maggior parte di queste malattie può avere - vi sono state grosse pandemie di SARS, Ebola, and Zika negli ultimi 15 anni - non sappiamo che cosa posso fare di preciso la malattia X, perché ancora non conosciamo cosa sia.
Ci sono 1,67 milioni di virus sconosciuti su questo pianeta. Al meglio delle nostre stime, qualcosa fra i 631.000 e gli 827.000 di questi virus hanno la capacità di infettare le persone. Gli scienziati attualmente conoscono solo 263 virus che possono infettare la popolazione, il che significa che non sappiamo praticamente nulla del 99,96% delle potenziali minacce epidemiche»

Cioè praticamente, metti il numero ipotetico a qualche milione di miliardi, e poi scopri che conosci solo l’infinitesima parte di quel numero potenziale. Questa è la petitio principii, applicata alla scienza.
«Sappiamo però quali specie possono più facilmente trasportare la malattia X. Conosciamo le famiglie virali alle quali la malattia X probabilmente appartiene, e quindi quali tipi di virus possono più probabilmente esserle simili. Grazie alla nostra mappa globale con i punti caldi a rischio di pandemia, noi sappiamo in quali parti del mondo la malattia X abbia più probabilità di attaccare le persone».

Cioè, la malattia non esiste ancora, ma loro sanno già a quale virus assomiglierà, e soprattutto dove andrà a colpire.
«Ed è qui che inizia la nostra ricerca. Eco Health Alliance partecipa al Global Virome Project, un progetto visionario che intende trovare e studiare la grande maggioranza dell'1,67 milioni di virus ancora sconosciuti. La speranza è quella di riuscire a sapere tutto sulla malattia X prima che ci colpisca»

Sono sconosciuti, ma loro sanno già che sono 1,67 milioni. Un po’ come quando calcolavano le "cellule dormienti di Al Quaeda", che nessuno sapeva dove fossero, ma che "erano almeno 5.000"

«La nostra missione è di dare un nome alla malattia X, per aiutare il mondo a prepararsi e a prevenire il suo arrivo fra gli umani. Oggi si trova probabilmente in una foresta a molte miglia di distanza dalla città più vicina, ma questo potrà cambiare rapidamente. Si stima che un virus respiratorio simile all'influenza possa raggiungere tutte le maggiori capitali del mondo nell'arco di 60 giorni. Sono la nostra esperienza e il nostro approccio multidisciplinare che si frappongono fra voi e la prossima epidemia»

Grazie a Dio che ci sono loro!
A questo punto, mi resta solo una domanda da fare: secondo voi, questo "prossimo virus" si annida veramente in una qualche foresta disabitata dell’Amazzonia, oppure si annida piuttosto in qualche laboratorio segreto di una grande casa farmaceutica?

Massimo Mazzucco, tratto da https://www.luogocomune.net/LC/21-medicina-salute/5073-e-in-arrivo-la-malattia-x 

Ecco la pagina della OMS che elenca la malattia X fra le urgenze di cui preoccuparsi

 

Tra i numerosi partner di questa fantomatica associazione, figurano corporation come Boehringer Ingelheim, Colgate, Johnson & Johnson; università del calibro di Princeton, Tufts, California e organizzazioni come CDCGHSA…

Elenco completo dei partner:

Boehringer Ingelheim, Colgate-Palmolive, Good Deed Seats, Harland Clarke, Johnson & Johnson, Cardiff University, Chittagong Veterinary and Animal Sciences University, Chulalongkorn University, Danau Girang Field Centre, Department of Ecology, Evolution, and Environmental Biology, Earth Institute Center for Environmental Sustainability, East China Normal University, John Hopkins Bloomberg School of Public Health, King Saud University, Princeton University, Ross University School of Veterinary Medicine, The Center for International Earth Science and Information Network, Tufts University Center for Conservation Medicine, University of California,

University of Free State, University of Pittsburgh School of Public Health, University of Pretoria, University of Wisconsin Nelson Institute for Environmental Studies, University of Wyoming, CDC Center for Disease Control & Prevention, Department of Veterinary Services, Malaysia National Institutes of Health, National Wildlife Health Center, Ministry of Health, Malaysia, NYC Department of Health, NYS Department of Environmental Conservation, Perhilitan, Sabah Wildlife Department, American Museum of Natural History, The Asian Nature Conservation Forundation, Convention on Biological Diversity, Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO), Future Earth, GHSA Global Health Security Agenda Consortium, International Union for the Conservation of Nature, Instituto de Pesquisas Ecologicas e Planetary Health Alliance


Marcello Pamio

Lo «Human Vaccine Project» sta prendendo forma, ma la Legge 119 non basta.
La Legge Lorenzin è stata l’inizio, la pietra miliare del Progetto ma ora è arrivato il momento di andare oltre…

Human Vaccine Project & Global Health Security Agenda
Rivediamo alcuni passaggi epocali che sono sfuggiti alla maggior parte delle persone.
Nel febbraio 2014 a Jolla in California, 35 scienziati di tutto il mondo, del settore pubblico e privato si sono riuniti per discutere della creazione del Human Vaccine Project e dei principali ostacoli scientifici che impediscono lo sviluppo di nuovi vaccini. Vaccini per tutti ovviamente!
I partecipanti hanno approvato all’unanimità la visione e missione di Human Vaccine Project, come potenzialmente trasformativo per la salute umana globale, e hanno chiesto uno sforzo decennale da 1 miliardo di dollari per decodificare il sistema immunitario umano.
Inizialmente tale progetto era incubato dall’«International Vaccines Initiative» (IAVI) con il finanziamento della Robert Wood Johnson Foundation, poi grazie al numero sempre crescente di collaborazioni, l’HVP è diventata un’organizzazione globale no-profit indipendente, con la missione di favorire lo sviluppo di vaccini e immunoterapie contro le principali malattie infettive globali e tumori.
Collaborano al Progetto le Fondazioni «Robert Wood Johnson Foundation» e «John D. e Catherine T. MacArthur»; università e centri accademici come «Centro medico universitario Vanderbilt», «J. Craig Venter Institute», «Istituto La Jolla», «The Scripps Research Institute», «UC San Diego». Organizzazioni e aziende del calibro di: «Telethon Kids Institute», Aeras, GSK, J & J, MedImmune, Pfizer, Regeneron, Sanofi Pasteur, Boehringer Ingelheim, Janssen, MedImmune, Moderna.[1]
Insomma la crème della ricerca e produzione vaccinale mondiale.

Casualmente, nello stesso mese di febbraio 2014 nasce anche il GHSA (Global Health Security Agenda), l’Agenda globale con lo scopo ufficiale di «far avanzare un mondo sicuro e protetto dalle minacce delle malattie infettive». A giugno il G7 lo approva e lo riconosce ufficialmente!
Il GHSA vorrebbe inglobare entro il 2024 oltre 100 paesi, tra cui l’Italia, che saranno «sottoposti a pianificazione e mobilitazione delle risorse per colmare le lacune» sulla sicurezza sanitaria.
La missione è «vaccinare 4 miliardi di persone in almeno 30 paesi»!
A settembre dello stesso anno, il ministro Beatrice Lorenzin con il direttore dell’AIFA Sergio Pecorelli, vengono chiamati a Washington per ricevere l’ordine di usare la popolazione italiana come cavie da esperimento. L’Italia non a caso è diventata la prima nazione al mondo a dirigere le linee guida vaccinali per 5 anni, e la prima a sperimentare 10 + 4 vaccini sui bambini. Tutto il resto è storia.
Ma la storia sta andando troppo a rilento, perché il Progetto impone la vaccinazione di massa non solo dei bambini, ma di tutti!
Bisogna accelerare…

Epidemie inventate
Non passa giorno che i media allineati non pubblichino articoli a caratteri cubitali su epidemie, morti per infezioni, ecc.
L’ultima in ordine cronologico è l’epidemia mediatica di morbillo a Bari, ufficialmente causata da una bambina di 8 anni non vaccinata. Per i pennivendoli 8 infezioni equivalgono a una epidemia!
Va precisato intanto che la bambina non è proprio no-vax visto che aveva fatto l’esavalente, e poi era arrivata all’ospedale pediatrico con il morbillo, scambiato dai medici per mononucleosi. L’ospedale lo ha scoperto solo tre giorni dopo averla rimandata a casa...
Queste armi di “distrazione e terrore di massa” sono per loro linfa vitale: strumentalizzando un evento per inoculare il virus della paura e creando il panico tra la popolazione.
Contemporaneamente lavorano su più versanti, ecco come

Carcere per i novax
Un parlamentare di Forza Italia, un certo Roberto Novelli (nome omen) dichiara pubblicamente che «le sanzioni pecuniarie non bastano, in taluni casi si è di fronte a contagi colposi per cui devono essere previste sanzioni penali»...
Annuncia che presenterà «una proposta di legge per introdurre questa fattispecie di reato».
Finalmente potranno svuotare le carceri da extracomunitari che stuprano e poi massacrano ragazzine, per riempirle con i nuovi criminali: genitori no-vax da una parte e infermieri, medici e primari ospedalieri dall’altra che non si vaccinano mettendo a rischio la vita di migliaia di persone. Il numero infatti di morti causate da infezioni prese in ospedale viaggia tra i 7 e i 10.000 ogni anno

Ricciardi e il Dpr 355/99
Secondo il presidente dell’ISS Walter Ricciardi è un grave errore permettere agli untori di accedere all’istruzione! Avete capito?
Secondo lui, la madre di tutte le zoccole è il Dpr 355 del 1999, e quel decreto che ha abrogato l’obbligo di iscrizione a scuola con il certificato di vaccinazione. Da quell’anno infatti tutti i bambini non vaccinati hanno potuto iscriversi a scuola senza tanti problemi.
Questa è una bomba, non certo microbiologica, perché secondo Ricciardi - in barba ai Diritti universali inalienabili - dovrebbero impedire ai bambini non vaccinati l’accesso alla scuola dell’obbligo. Oggi l’impedimento riguarda la fascia 0-6 anni, ma lo scopo di Ricciardi è aprire la strada allo sbarramento anche nella scuola dell’obbligo...

Cartelloni Ordine dei medici di Como
L’ordine dei medici (foto di copertina), violentando il Codice Dentologico, ha finanziato con i soldi dei propri soci, una campagna mediatica vergognosa che inneggia alla discriminazione.
Mi pare che l’Ars Medicandi, cioè l’Arte Medica, dovrebbe essere deputata alla prevenzione e cura delle sofferenze, non a istigare odio e divisioni.

Bastone e carotina: incentivi e rinforzi
Per coloro che sono ancora in dubbio se farli o meno, arriva finalmente il «rinforzo positivo»: incentivi per chi si vaccinerà!
L’obiettivo - secondo il consulente del ministro Giulia Grillo, Vittorio De Micheli - è vaccinare 800.000 giovani sopra i 16 anni. E sapete come? Semplice: facilitazione all’accesso ai concorsi pubblici o universitari, per fare un solo esempio.
Passeremo dalla meritocrazia alla vaccinocrazia. All’università per prendere un 30, la discriminante non sarà la preparazione o la simpatia, ma il libretto vaccinale in regola.
E se non dovesse andare bene, ci si dovrà accontentare di un 18 politico…

Ddl 770 e l’obbligo flessibile
In tutto questo marasma mancava all’appello il ddl 770 (al vaglio della commissione Igiene e Sanità). Con questo colpo di scena, vogliono introdurre obblighi OGNI qualvolta LORO lo ritengano necessario, e questo in base a scostamenti delle coperture che LORO hanno preventivato. Se oggi è il morbillo, domani potrebbe essere l’influenza e dopodomani l’Hpv, e poi qualsiasi altra malattia, o per meglio dire, qualsiasi malattia per la quale esiste un vaccino.
Inoltre sempre nel ddl a chi non ottempera gli obblighi potranno essere comminate sanzioni di volta in volta (una multa per esempio per l’antipapilloma virus, una per l’antimorbillo, ecc.), e potranno sospendere anche la frequenza scolastica.

Tutto l’ambaradan politico-industriale sta spingendo verso il trattamento sanitario obbligatorio, di tutti.
Il governo del cambiamento ha cambiato solo vestitino, ma il cadavere all’interno è sempre in stato avanzato di putrefazione.
Pur di realizzare lo Human Vaccine Project sono pronti a togliere l’istruzione, la scuola, il lavoro, la dignità delle persone.
Loro questa ultima l’hanno perduta da tanto tempo…

[1] https://www.humanvaccinesproject.org/about-us/partners/


Marcello Pamio

I media mainstream come sempre rappresentano il megafono perfetto delle “Fake News”.
Le Fake di Stato, cioè quelle politicamente corrette.
L’ambito vaccinale ha vinto l’awards come settore maggiormente «falsificato», infatti l’ultima in ordine cronologico è la ridicola quanto inesistente “epidemia di morbillo”.
Questa volta è toccata a Bari, dove ci sono stati 8 casi di morbillo nell’ospedale pediatrico “Giovanni XXIII”. Il gravissimo “contagio” «potrebbe» essere opera di una bambina non vaccinata.
Dico potrebbe, perché nonostante le ciarlatanerie scritte dai soliti giornalisti di regime a cui fa comodo solo terrorizzare le masse, esami alla mano, non c’è ancora la prova provante che a dare origine all’infezione sia stata realmente una bambina di 8 anni non vaccinata! Per cui è vergognoso leggere cosa scrivono i pennivendoli.
Uno degli ultimi articoli riporta che «quattro dei cinque bambini contagiati sono parenti e potrebbero essersi infettati anche giocando».
Oltre alla piccola untrice «il focolaio epidemico - si legge negli articoli - sarebbe scoppiato, a quanto pare, anche per via della tardiva applicazione dei protocolli previsti dalla legge».

Per fortuna è intervenuta Cinzia Germinario, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico della Regione Puglia, dicendo che non c’è «nessun allarme epidemia di morbillo in Puglia».
«Basta il ricovero di un bambino, come accaduto in questo caso, per innescare una normale catena di contagio tra i non vaccinati perché il morbillo è una patologia altamente contagiosa», concludendo che «la situazione non è preoccupante».
Anche l’Ordine Nazionale dei Biologi (www.onb.it) si è occupato del caso portando un po’ di luce e facendo un po’ di chiarezza nel marasma.
«Il morbillo (dal latino medievale morbillus, vale a dire piccola malattia) è una patologia infettiva assai comune, normalmente benigna, superabile senza alcuna conseguenza deleteria e, anzi, conseguendone un’immunità a vita».
Lo conferma anche l’Istituto Superiore di Sanità, il quale scrive nel sito che «il morbillo non ha sintomi gravi» e «le complicazioni sono relativamente rare». 

L’unico a confondere una malattia esantematica come il morbillo (certamente infettiva ma non più mortale nel Terzo millennio nei paesi occidentali) con l’incrocio tra peste bubbonica ed ebola, sembra essere il venerabile e diversamente-umile Roberto Burioni.
Il prof, tra il ritiro di «prestigiosi» premi, farsi fotografare per la copertina di un giornale, parlare in diretta ad ogni network radiofonico, registrare trasmissioni televisive, insegnare all’università, fare ricerca e godersi la famiglia, riesce sempre a ritagliarsi il tempo per scrivere sui social (e non solo) e commentare ogni notizia di cronaca riguardante i vaccini.
Il virolprodigo pesarese, intervistato da quotidiano.net spiega al mondo che lui a 55 anni (detto tra noi…portati maluccio) è ancora vivo, ma centinaia di suoi coetanei «che si sono ammalati negli anni ’60, non ce l’hanno fatta».

Per l’ISS «il morbillo non ha sintomi gravi e le complicazioni sono relativamente rare», ma quando il nostro parla di morbillo, sembra il Manzoni che descrive la pestilenza del 1630 di Milano, città guarda caso dove è sorta l’Università Vita-Salute San Raffaele in cui insegna il luminare…

Non è nostro intento rovinargli questi giorni di festa, è giusto che Burioni si goda il prestigioso premio «Macchianera Internet Awards 2018», ricevuto qualche giorno fa.
Premio mai sentito prima, al quale hanno votato (dicono loro) ben 3 milioni di internauti.
Ebbene sì, questo anno l’award per il «Miglior personaggio» è andato proprio (inaspettatamente) a lui, e il «miglior macchianera 2018» è riuscito - nonostante gli impegni - a fiondarsi per ritirare di persona il premio.
Per cui tanto di cappello al virologo, anche perché gareggiava con personaggi del calibro e dello spessore di Chiara Ferragni, Asia Argento, Bebe Vio, Alberto Angela, Enrico Mentana

Morbillo
L’Istituto Superiore di Sanità è chiaro sul morbillo: «una volta contratto, il morbillo dà un’immunizzazione teoricamente definitiva, quindi non ci si ammalerà più per l’intera durata della vita». La presenza costante del morbillo nella popolazione rientra nella condizione chiamata “endemia”. La sua morbilità segue l’andamento comune delle classiche malattie infettive quindi è sempre estremamente altalenante.
L’anno scorso i casi registrati da noi in Italia sono stati circa 4.000; negli anni Novanta abbiamo raggiunto i 30.000 casi/anno senza per questo vedere leggi marziali ed esercito in tuta e maschera da guerra biologica!
Dati alla mano: non possibile parlare di “epidemia”. Quindi come mai i giornalai strillano all’unisono di «epidemia»?

Burioni il mongolo
Quasi ad ogni intervista Burioni estrae dal cappello magico il caso del Messico, dove dal 1996 non si registrano casi autoctoni di morbillo, a parte alcune infezioni recenti dovute - dice lui - da «pazienti italiani».
Il mago in erba, dovrebbe prima cambiare pusher e poi anche trucchetto, perché dal suo cilindro non esce mai il nome di un altro paese che inizia sempre con la emme, ma si scrive Mongolia.

Una recente epidemia di morbillo ha colpito la Mongolia e ha interessato quasi esclusivamente le persone vaccinate. Ma la notizia non è questa: in questo paese vi era il 97% di copertura vaccinale!
Copertura quasi totale della popolazione dal morbillo, eppure ci sono stati tantissimi contagiati: come mai?
Anche i dati dell’OMS relativi al morbillo in Ucraina sono interessanti e poco noti ai virologi mainstream. Nel 2010 i casi furono 39 (copertura del 56%); nel 2012 furono 12.744 (copertura al 79%). Nel 2016 si abbassarono a 90 (42% di copertura) per risalite nel 2017 a 4.782 con una copertura dell’86%. Come detto prima: l’andamento del morbillo è sempre stato molto altalenante.
L’Ordine nazionale dei Biologi spiega che «tutti i dati sono concordi a mostrare come la copertura vaccinale non abbia mai comportato una diminuzione della morbilità, dimostrando, anzi, il contrario».
Come dirglielo questo a Burioni?
Forse invitandolo alla premiazione degli Oscar: candidato come «miglior attore non protagonista»?

Conclusione
Come sempre le fonti d’informazione sono di parte, schierate ovviamente con i padroni del vapore: le lobbies farmaceutiche in questo caso.
I media hanno volutamente sottolineato che la colpa è di una bambina non vaccinata, e che il morbillo comporta necessariamente effetti gravissimi! Hanno invece sorvolato per esempio sul fatto che i contagiati (non vaccinati) da questo virus «mortale» sono tutti usciti sani e salvi senza complicanze. Mi pare una ottima notizia questa da dare o no? O forse qualcuno si augurava il morto per poi poter attaccare violentemente il movimento di genitori che mettono in discussione le vaccinazioni di massa?
Comunque sia queste sono gravi scorrettezze nell’informazione, che violano il codice deontologico perché dicono il contrario di quello che afferma l’Istituto di Sanità!
In un paese di diritto interverrebbe l’ordine professionale a sistemare queste cose, ma da noi gli ordini professionali servono a tappare la bocca ai soci che non si adeguano ai diktat del Sistema, non certo a redarguire chi commette errori per nome di quel Sistema.
Anche il Ministero degli Interni o qualche magistrato potrebbe intervenire visto che i quotidiani nazionali stanno da una parte «procurando allarme» tra la popolazione in maniera scorretta e fraudolenta e dall’altra «istigando all’odio» per il continuo mettere alla gogna i genitori che obiettano le vaccinazioni.

Mi riferisco alle parole di Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive: «i no vax sono degli egoisti sociali, sono pochi ma pericolosi», e a quelle dell’ex attore e attualmente direttore dell’ISS Walter Ricciardi: «la situazione è allarmante. Se il paese non si rende conto che questa battaglia va fatta in maniera convinta, continueremo a vedere tanti fenomeni di questo tipo».
A Rezza ricordo che in Italia ogni anno muoiono oltre 7000 persone per infezioni ospedaliere e non per morbillo o pertosse, quindi sarebbe ora che si preoccupasse di cose serie!
A Ricciardi ricordo che l’Italia è al primo posto in Europa per tumori in età pediatrica e per obesità infantile, quindi per il bene dell’intero paese, invece di intervenire solo in tema vaccinale, sarebbe il caso si preoccupasse di emergenze serie!

Loretta Bolgan*

Come riportato sul sito dell’ISS (Epicentro) [1] in Italia, ogni anno il ministero della Salute fornisce una panoramica sui vaccini disponibili e la loro composizione aggiornata, attraverso la Circolare sulla Prevenzione e controllo dell’influenza. [2]

I vaccini influenzali attualmente autorizzati per l’uso in Italia sono inattivati, inattivati adiuvati e vivo attenuato (LAIV). I primi possono essere i cosiddetti vaccini split costituiti da virus frammentati e che contengono quindi particelle virali disgregate ed altamente purificate, o a sub-unità che contengono solo gli antigeni di superficie emoagglutinina (HA) e neuraminidasi (NA) purificati, mentre gli altri componenti virali vengono rimossi. Uno dei prodotti trivalenti inattivati contiene l’adiuvante MF59, un’emulsione olio-in-acqua composta da squalene. Gli altri prodotti inattivati non contengono un adiuvante.

Il vaccino LAIV quadrivalente viene somministrato con spray intranasale e autorizzato per l’uso in persone di età compresa tra 2 e 59 anni. In questa formulazione i ceppi influenzali sono vivi ma attenuati in modo da non causare influenza e sono adattati al freddo e sensibili alla temperatura, in modo che si replichino nella mucosa nasale piuttosto che nel tratto respiratorio inferiore.

Si sottolinea nella circolare che la vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell’influenza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-19 riportano, tra gli obiettivi di copertura per la vaccinazione antinfluenzale, il 75% come obiettivo minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale negli ultrasessantacinquenni e nei gruppi a rischio.

Nonostante la vaccinazione venga riproposta annualmente con una intensa campagna di sensibilizzazione, le coperture vaccinali rimangono particolarmente basse e gli studi che annualmente vengono pubblicati sull’efficacia della vaccinazione dimostrano la scarsissima efficacia di questo tipo di vaccino nel proteggere dalla malattia i vaccinati. Tale risultato può essere in parte spiegato con la rapida modificazione genetica dei virus influenzali che li rende capaci di evadere la risposta immunitaria stimolata attraverso la vaccinazione.

A febbraio 2018 la Cochraine Collaboration (iniziativa internazionale no-profit nata con lo scopo di raccogliere, valutare criticamente e diffondere le informazioni relative alla efficacia ed alla sicurezza degli interventi sanitari) ha pubblicato la revisione degli studi epidemiologici sull’efficacia della vaccinazione antinfluenzale per tre fasce di età: bambini sani (41 studi) , adulti sani (52 studi) e ultrasessantinquenni (8 studi). [3]

RISULTATI:
BAMBINI 4

1 Numero di soggetti da vaccinare per evitare l’infezione in un soggetto
2 Sintomi ILI: mal di testa, alta temperatura, tosse, e dolore muscolare

E’ segnalato nella revisione che i dati sulle conseguenze più gravi delle complicanze influenzali che hanno portato al ricovero in ospedale non erano disponibili e che i dati sugli eventi avversi non erano ben descritti negli studi disponibili. Non vi erano sufficienti informazioni disponibili per valutare l’assenteismo scolastico a causa di prove di certezza molto basse da uno studio, e non sono stati identificati dati sul tempo di lavoro perso dai genitori, ospedalizzazione, febbre o nausea.
Una marca di vaccino pandemico monovalente è stata associata ad un’improvvisa perdita di tono muscolare innescata dall’esperienza di un’emozione intensa (cataplessia) e ad un disturbo del sonno (narcolessia) nei bambini.
Solo pochi studi sono stati ben progettati e condotti e l’impatto degli studi ad alto rischio di bias variava tra i risultati valutati. L’influenza e l’otite media erano gli unici risultati in cui la fiducia nei risultati non era influenzata da bias.

ADULTI (16-65 anni)

La vaccinazione può portare a una lieve riduzione del rischio di ospedalizzazione negli adulti sani, dal 14,7% al 14,1%, e a una riduzione minima o nulla dei giorni di assenza dal lavoro (evidenza di certezza bassa). I vaccini inattivati ​​causano un aumento della febbre dall’1,5% al ​​2,3%.
Effetti della vaccinazione nelle donne in gravidanza: la protezione contro l’influenza e ILI nelle madri e nei neonati era inferiore agli effetti osservati in altre popolazioni considerate nella recensione. Anche l’effetto protettivo della vaccinazione nelle donne in gravidanza e nei neonati è molto modesto. I vaccini aumentano il rischio di una serie di eventi avversi, incluso un lieve aumento della febbre, ma i tassi di nausea e vomito sono incerti. Non è stata trovata alcuna prova di un’associazione tra vaccinazione antinfluenzale ed eventi avversi gravi negli studi comparativi. Quindici studi randomizzati inclusi erano finanziati dall’industria (29%).

ANZIANI (oltre i 65 anni) [5]

La quantità di informazioni su polmonite e mortalità era limitata. I dati erano insufficienti per essere certi dell’effetto positivo dei vaccini sulla mortalità. Nessun caso di polmonite si è verificato in uno studio che ha analizzato questo dato e non sono stati riportati dati sui ricoveri ospedalieri. Non disponiamo di informazioni sufficienti per valutare i danni relativi alla febbre e alla nausea in questa popolazione.
Le prove disponibili relative a complicanze sono di scarsa qualità, insufficienti o vecchie e non forniscono indicazioni chiare per la salute pubblica in merito alla sicurezza, efficacia o efficienza dei vaccini antinfluenzali per le persone di età pari o superiore a 65 anni. L’impatto dei vaccini antinfluenzali nelle persone anziane è modesto, indipendentemente dall’impostazione, dall’esito, dalla popolazione e dalla progettazione dello studio.
Da quanto riportato da questa recensione, si può concludere che gli studi revisionati non erano in grado di fornire dati sufficienti per definire l’incidenza delle reazioni avverse e delle complicanze e, nel caso degli anziani, la riduzione della mortalità per le conseguenze dell’influenza. Complessivamente, l’efficacia per i tre gruppi di età è piuttosto modesta e attribuibile alla scarsa capacità protettiva del vaccino nei vaccinati; anche per l’efficacia molte informazioni necessarie per quantificarla sono carenti o assenti. Quindi i dati revisionati sono non conclusivi riguardo il reale beneficio della vaccinazione antinfluenzale.
La scarsa efficacia della vaccinazione antinfluenzale è stata confermata anche in un recente studio pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità, “Influenza vaccine effectiveness in an Italian elderly population during the 2016-2017 season”, (marzo 2018), nel quale è stata analizzata una coorte di 64854 soggetti anziani, a cui è stato somministrato il vaccino antinfluenzale nella stagione 2016-17 nel 53,0% dei soggetti. La frequenza della vaccinazione aumenta con l’aumentare dell’età, da meno del 40% in soggetti da 65-69 a quasi il 70% in quelli ≥80, ed era più probabile tra le donne che tra gli uomini. La co-morbilità era, in media, più alta tra i soggetti vaccinati rispetto agli altri (quindi anziani con più patologie a rischio erano più propensi ad aderire alla raccomandazione medica). Soggetti che sono stati vaccinati contro il pneumococco sono stati vaccinati contro l’influenza molto più frequentemente rispetto agli altri.
Nella seguente figura sono riportati i risultati dell’elaborazione statistica:

E nella seguente tabella, l’associazione tra vaccinazione antinfluenzale e visite al pronto soccorso (ED), ospedalizzazioni e decessi dovuti ad influenza e polmonite (ICD-9 480-488) nella stagione influenzale 2016-17 nella zona di Udine, Italia

Come si può notare l’efficacia della vaccinazione è stata praticamente nulla, con addirittura un aumento statisticamente significativo di visite al pronto soccorso, ricoveri e decessi tra il gruppo dei vaccinati, rispetto ai non vaccinati, per tutti i tipi di vaccini antinfluenzali.
In particolare, la vaccinazione tetravalente è quella che presenta il rischio più alto, con un aumento medio del 47% (da 0% a ben 215%)  di ricoveri per complicanze (influenza e polmoniti) e del 12% di decessi (dal 3% al 54%). Un limite importante di questo studio è di aver considerato come cause di morte solo l’influenza e la polmonite, senza dare riferimenti riguardo il numero totale di morti e per quali altre cause. Non ci sono dati relativi all’incidenza di reazioni avverse postvaccinali.
Ne segue che sulla base di questi dati il vaccino antinfluenzale, e in particolare il tetravalente, oltre a non essere efficace, presenta dei rischi significativi, soprattutto per quanto riguarda i ricoveri e i decessi.
In Italia l’influenza A (H3N2) è stata rilevata nell’88% del campione positivo raccolto nella stagione 2016-17. In questa popolazione virale sono stati identificati diversi cluster caratterizzati da sostituzioni amminoacidiche nell’emoagglutinina HA, in particolare le sostituzioni N121K, T135K e I140M, che si ritiene siano responsabili del calo dell’efficacia del vaccino per la stagione 2016-17 osservata tra alcune popolazioni anziane nord-europee.

Loretta Bolgan*
Dottore in chimica e tecnologie farmaceutiche, con dottorato in scienze farmaceutiche ad Harvard medical school Boston. Ha lavorato nel settore dell’industria farmaceutica dove si è occupata di registrazione e sviluppo di progetti di ricerca in ambito oncologico. Consulente di parte legge 210/92, inquinamento ambientale e malattie professionali, ha partecipato all’ultima Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito nel gruppo vaccini. Attuale consulente per l’Ordine Nazionale dei Biologi per la tossicologia dei farmaci e dei vaccini, si occupa anche di nutrizione e terapie complementari.

Per le traduzioni dall’inglese, si ringraziano Viviana Mioranza, Giuditta Fagnani e Valentina Sbrana del Cli.Va.

NOTE E BIGLIOGRAFIA

[1] http://www.epicentro.iss.it/problemi/influenza/VacciniDisponibili.asp

[2] Circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019”
http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2018&codLeg=64381&parte=1%20&serie=null

[3] Raccolta ed analisi dei dati
Gli autori delle revisioni hanno valutato in modo indipendente il rischio di errore e hanno estratto i dati. E’stato usato GRADE per valutare  la certezza dell’evidenza per i principali esiti  di influenza, malattia simil-influenzale (ILI), complicanze (ospedalizzazione, infezione all’orecchio) e eventi avversi. A causa della variazione dei rischi nel gruppo di controllo per l’influenza e ILI, gli effetti assoluti sono riportati come rischio mediano del gruppo di controllo e i numeri necessari per vaccinare (NNV) sono riportati di conseguenza. Per gli altri risultati si utilizzano i rischi aggregati del gruppo di controllo.

[4] Gli studi sono stati condotti su singole stagioni di influenza negli Stati Uniti, Europa occidentale, Russia e Bangladesh tra il 1984 e il 2013. Il limitare le  analisi a studi a basso rischio di bias ha mostrato che l’influenza e l’otite media erano gli unici risultati in cui l’impatto del bias era trascurabile. La variabilità nella progettazione e nel reporting ha ostacolato la meta-analisi degli esiti dannosi.

[5] Raccolta e analisi dei dati
Gli autori delle revisioni hanno valutato in modo indipendente il rischio di bias e i dati ottenuti. Abbiamo valutato la certezza dell’evidenza con GRADE per i principali esiti di influenza, ILI, complicazioni (ospedalizzazione, polmonite) e eventi avversi. Abbiamo presentato i rischi aggregati del gruppo di controllo per illustrare l’effetto in termini assoluti. Li abbiamo usati come base per calcolare il numero necessario per vaccinare e prevenire un caso di ciascun evento per esiti di influenza e ILI. Gli studi sono stati condotti in ambito comunitario e residenziale in Europa e negli Stati Uniti tra il 1965 e il 2000.

Marcello Pamio 

Tanto di cappello al dottor Vincenzo d’Anna, Presidente nazionale dell’ordine dei biologi. L’ex senatore lo scorso anno ha contestato aspramente la scandalosa “Legge Lorenzin” nell’Aula di Palazzo Madama, ed è sempre stato molto critico non tanto sulla prassi vaccinale ma sulla «presenza di sostanze tossiche» all’interno dei vaccini.
Questi farmaci infatti «possono contenere eccipienti, tra questi i più utilizzati come adiuvanti e stabilizzanti sono alcuni metalli come l'alluminio che sappiamo causare danni molecolari finanche di natura epigenetica».[1]
Il suo pensiero è chiarissimo: «L’epistemologia della scienza ci insegna come fare, come agire innanzi a queste nuove teorie, con il metodo basato su altre prove portate a confutazione di evidenza scientifica, più che lanciare anatemi, scomuniche e radiazioni dagli ordini professionali. Come professionisti dobbiamo ammettere che la vaccinazione, al pari di un farmaco, può avere effetti avversi ed indesiderati, ecco l’importanza di un consenso informato e condiviso, come la stessa Carta Costituzionale ci indica agli articoli 32 e 33, sul consenso informato e la non obbligatorietà delle cure praticate, nonché la libertà di scienza e di insegnamento della stessa che evita i santuari scientifici unici possessori della verità del sapere. I vaccini, come tutti i farmaci, possono contenere eccipienti e di questi si dovrebbe discutere non della bontà del vaccino, interrogarsi e verificare l’innocuità di tali sostanze, comunque presenti ed iniettate nel corpo umano, ripeto iniettate non ingerite. Tra questi eccipienti i più utilizzati come adiuvanti e stabilizzanti dei vaccini sono alcuni metalli come l’alluminio che certamente è meno tossico rispetto al thiomersal, ovvero al mercurio. Essendosene ravvisata la nocività, il mercurio è stato eliminato dai vaccini e sostituito con l’alluminio che risulta meno tossico.
La domanda è questa: quanto meno tossico e nocivo del mercurio è l’alluminio e quanti altri additivi andrebbero ancora eliminati? È possibile discutere senza campagne di discredito e d’odio verso coloro che studiano le interazioni tra metalli pesanti ed organismo umano? E di questi metalli oggi abbiamo consapevolezza che causano danni molecolari finanche di natura epigenetica, come provano gli esami del liquido seminale fatti su vasta scala con ricerche ad hoc»[2]

No caro dottor d’Anna, non è possibile discutere di vaccini senza essere attaccati, non si possono mettere in discussione. Punto.
Ad affermarlo con il kalashnikov in mano sono i paladini dell’establishment, i Burioni, i Ricciardi, i Palù e tutti gli altri che a turno si mascherano da giustizieri per difendere una scienza oramai allo stadio terminale.
D’Anna tra le altre cose è stato duramente attaccato anche per il congresso organizzato dall’Ordine dei biologi a Roma per i 50 anni della fondazione del loro ordine, ma anche per la recentissima donazione di 10 mila euro all’associazione veneta Corvelva, per le analisi sui vaccini.
I primi ad alzare la voce e lanciare makumba e anatemi, come sempre, oltre all’immarcescibile Roberto Burioni, sono stati i docenti padovani Giorgio Palù e Gerolamo Lanfranchi.

Strane e soprattutto ipocrite accuse, da trasuda conflitti d’interesse e prende soldi dalle industrie del farmaco…
Ricordo che Giorgio Palù nel 2016 ha ricevuto dalla Glaxo ben 8.500 euro per «corrispettivi e spese contrattuali»[3].
Mentre Gerolamo Lanfranchi, attualmente direttore del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, dirige anche il laboratorio «MicroCribi».
Stando a quanto riportato nel sito ufficiale del Cribi, si viene a sapere che: «fornisce consulenza scientifica alle industrie farmaceutiche e alle biotecnologie, come Ricordati, Tecnogen, Glaxo-Wellcome». Molto interessante...
L’Università di Padova invece «negli ultimi 3 anni ha ricevuto 150.000 euro da GlaxoSmithKline, forse i suoi docenti non sono proprio campioni di obiettività».
Per questi motivi giustamente d’Anna si scaglia contro una simile ipocrisia: «chi si deve vergognare è chi ha preso soldi dai fornitori di vaccini».
Infine il presidente dei biologi ricorda anche il convegno dello scorso 18 ottobre al Bo (la storica sede dell’Università patavina dal 1493) dal titolo «Big data e nuovi vaccini», organizzato in collaborazione con la Glaxo...


"Corriere del veneto", martedì 30 ottobre 2018

Stima e piena solidarietà al dottor Vincenzo d’Anna, non solo per il coraggio di portare avanti con coerenza le proprie idee nonostante gli squallidi attacchi dalle parti in gioco, ma anche per aver avuto la forza di evidenziare e sottolineare alcune oggettive criticità dei vaccini, le quali possono provocare danni alla salute di milioni di bambini.
Rischi che vengono minimizzati e ridicolizzati da chi, guarda caso, è nella busta paga dei produttori dei vaccini stessi!
Il lavoro dei biologi, conclude d’Anna «è ricercare, scoprire, verificare il danno cellulare, non discutere apoditticamente su cose che nessuno ancora conosce completamente. Occorre ridurre, in ogni caso, l’esposizione della popolazione a questi metalli pesanti che causano danni molecolari e al Dna».
Ovviamente il «principio di precauzione» per i medici pagati da Glaxo, Sanofi o Merck è inutile, perché il loro credo è continuare, da una parte a incamerare soldi, e dall’altra a negare pubblicamente che i vaccini causino danni.
D’altronde «pecunia non olet» (il denaro non ha odore) avrebbe detto Flavio Vespasiano al figlio Tito che lo rimproverava perché prendeva soldi dalla vendita di urina. Nella Roma imperiale infatti esistevano solo latrine pubbliche e qualcuna gestita da privati. Questi ultimi vendevano le urine per ricavarne ammoniaca che serviva ai conciatori di pelle, pagando una imposta simile all’iva (centesima venalium). Secondo l’imperatore romano quindi i soldi non puzzavano di urina.
Rispetto per chi all’epoca vendeva urina per soldi, e disprezzo per chi oggi prende soldi sulla pelle e la salute di milioni di bambini, mentendo e negando la realtà.
Ecco perché la locuzione latina («pecunia olet») andrebbe aggiornata. Il denaro puzza eccome, quando va a finanziare crimini contro l’umanità…

Note

[1] «Vaccini. D’Anna (Ordine Biologi): “Lavoriamo per renderli più puri e riduciamo i metalli che attaccano il sistema nervoso”», www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=64761

[2] idem

[3] EFPIA GSK

Marcello Pamio

Il periodo storico che stiamo vivendo attualmente in Italia è certamente molto pregnante sotto vari punti di vista.
Nonostante i tentativi beceri del Sistema di deviare l’attenzione pubblica mediante le armi di «distrazioni di massa» (tragedie umane, violenze e stupri di gruppo, innocenti incarcerati, ecc.), quello che sta avvenendo è scandaloso. E quello che sta avvenendo non deve essere percepito dal popolo-gregge.

Il nocciolo della questione è questo: che piaccia o meno (che sia coerente o meno) in Italia c’è un governo democraticamente eletto dai cittadini. Abbiamo avuto una serie di governi tecnici (tecnicamente governi golpisti) che nessuno aveva voluto e/o votato. L’ultimo in ordine cronologico, sicuramente il più scandaloso, quello del Pd è stato una emanazione diretta dei Poteri Forti internazionali, e i risultati sono sotto gli occhi di coloro che ancora hanno dei neuroni adibiti a trasdurre la realtà: distruzione sistematica dello stato sociale.
Ora (apparentemente) le cose, anche a livelli internazionali, hanno preso un’altra piega, per qualcuno inaspettata: l’elezione di Donald Trump negli States, l’uscita dalla zona euro dell’Inghilterra e qui da noi l’elezione di un governo per così dire popolare.
Veniamo al punto: il governo giallo-verde, secondo l’establishment dittatoriale europeo, avrebbe la grave colpa di essere un governo populista, quindi molto pericoloso per la stabilità del Sistema stesso.
Certi Poteri stanno temendo l’effetto domino: l’Italia potrebbe infatti essere un esempio per altri paesi e quindi generare a cascata una deriva destabilizzante per l’ordine costituito. Per questo e altri motivi si deve fermare con ogni mezzo lecito o meno.

Attacco speculativo e finanziario
Esistono vari strumenti per far ritornare all’ovile la pecora nera smarrita: dalle agenzie di rating, al fantomatico spread.
Le agenzie di rating sono nate agli inizi del Novecento negli Stati Uniti e hanno lo scopo di analizzare la solidità finanziaria di soggetti quali stati, enti, governi, imprese, banche, assicurazioni. Le principali agenzie sono tutte statunitensi: Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch.
Il rating, che valuta l’entità del rischio di credito, si divide in due principali categorie: il rischio commerciale ed il rischio paese, ma non misura altri tipi di rischi quale il rischio di tasso o di cambio, ecc. La valutazione della capacità del debitore di far fronte al rimborso del proprio debito finanziario viene fornita ricorrendo ad una scala alfabetica, che va da un valore massimo ad uno minimo.
Un monitoraggio effettuato dall’Adusbef su oltre 1.000 “report” emessi a pagamento dalle maggiori agenzie di rating, anche di origine bancaria, ha rappresentato la prova che tali rapporti sono risultati sballati al 91% ed efficaci al 9%.

Quando le agenzie diffondono su internet, tramite lettere finanziarie o stampa specializzata i loro reports su società quotate, i consigli (ad acquistare: buy; vendere: sell; o tenere: hold ) 9 volte su 10 si sono rivelati vere e proprie bufale a danno dei risparmiatori i quali hanno messo a repentaglio il loro risparmio, con perdite maggiori rispetto alla loro normale capacità di investimento.
Le società di rating essendo pagate dai committenti e non dagli investitori, sono portatrici sane di un conflitto di interessi gravissimo.
Il 19 ottobre 2006, 2 delle 3 agenzie di rating che agiscono in regime di oligopolio, hanno declassato l’Italia, hanno dato cioè un voto negativo alla capacità dell’Italia di gestire la sua economia.
Non è la prima volta che questo accade, infatti nell’agosto 1992, Standard & Poor’s declassava il debito italiano e casualmente a settembre, l’ebreo ungherese George Soros, speculava sterlina contro lira.
Il risultato è stato la svalutazione del 30% della lira, uscita dallo SME (mercato europeo) e l’apertura ai capitali anglo-statunitensi che sono entrati nel nostro paese per comprare a prezzi stracciati aziende e società importanti come Iri, Enel, Ina, Eni, Cirio, ecc.
Grazie alla deregolamentazione dell’economia, queste agenzie sono diventate il “Grande Fratello” finanziario e hanno progressivamente accumulato un potere immenso, superiore a quello degli stati e delle banche centrali, determinando le decisioni di tutti gli attori economici globali. 

Dietro le agenzie…
Le «tre sorelle» del rating non sono solamente l’espressione dell’intreccio dominante delle multinazionali, ma una vera e propria struttura organizzata delle principali banche planetarie che controllano il sistema finanziario e debitorio delle nazioni e di tutti i settori dell’economia sia privata che pubblica. 
Dietro le potentissime agenzie ci sono infatti i soliti noti, come Capital World Investors, The Vanguard Group, BlackRock Fund Advisors, State Street Global Advisors.
Eccoli qua i signori della finanzia internazionale, coloro che decidono le sorti di società, multinazionali, governi e paesi.

Attacco all’Italia
E’ fuori da ogni discussione che nel nostro paese sta imperversando dall’esterno una vera e propria dittatura finanziaria e politica (Commissione Europea e banchieri internazionali) che a colpi di normative, spread e declassamenti vuole da una parte avvertire il governo di turno, e dall’altra intimorire le masse mediante spauracchi.
Si tratta di strategie magistrali che hanno lo scopo di indurre nel cervello delle persone la paura del cambiamento. E’ sempre meglio che le masse «preferiscano rimanere nelle loro catene abbandonando ogni velleità di liberazione».[1]
La paura di perdere denari, di inficiare il tasso del mutuo, di perdere valore di acquisto sta letteralmente bloccando e condizionando milioni di coscienze.
Una conferma arriva da «Zero Hedge», uno dei più importanti siti economici alternativi americano.
«L’Establishment europeo ha appena dichiarato guerra all’Italia» è il titolo con cui Zero Hedge commenta un’intervista alla CNBC di Jeroen Dijsselbloem, l’ex ministro delle finanze olandese che è stato presidente dell’Eurogruppo.
Nell’intervista Dijsselbloem invita apertamente la speculazione a lanciare un attacco alle finanze italiane, spiegando loro (ai mercati) esattamente come devono fare.[2]
La cosa gravissima è queste dichiarazioni sono uscite dalla bocca di un «consigliere strategico del Meccanismo Europeo di Stabilità, EMS», ossia quell’istituzione europea che dovrebbe fornire assistenza ai paesi dell’area euro che sono in crisi economica, e al quale l’Italia partecipa con più di 125 miliardi di euro, di cui oltre 14 miliardi già versati.

Ci si mette pure il clima
Non bastavano le critiche e gli attacchi politici da parte dell’Unione Europea, le speculazioni da parte delle istituzioni finanziarie globaliste, ora ci si mette anche il clima.
Il cambiamento climatico è oramai una verità oggettiva fuori da ogni discussione, se poi sia un fenomeno ciclico naturale o del tutto innaturale causato dall’uomo, questo è un altro discorso.
In questa sede interessa solo la guerra climatica. Usciamo una volta per tutte dall’aureola della cospirazione perché oggi sappiamo che la «guerra climatica» è una triste realtà. Lo sappiamo anche grazie alla denuncia di Fabio Mini, generale della Nato.
Secondo Mini: «La guerra ambientale non è più solo una ipotesi: è già in atto. Ma guai a dirlo, si passa per pazzi».
«La bomba climatica è la nuova arma di distruzione di massa a cui si sta lavorando in gran segreto per acquisire vantaggi inimmaginabili su scala planetaria. Alluvioni, terremoti, tsunami, siccità, cataclismi. Uno scenario che purtroppo non è più fantascienza».
«I militari hanno già la capacità di condizionare l’ambiente: tornado, uragani, terremoti e tsunami alterati o addirittura provocati dall’uomo sono una possibilità concreta»[3]

Se è vero quello che dice il generale, oggi i militari possiedono e usano una tecnologia in grado di modificare a proprio piacimento il clima di una regione.
Per cui se il governo di un paese qualsiasi non si sta comportando secondo il ruolino di marcia imposto dal regime, il Sistema può interferire direttamente e/o indirettamente sul clima (Haarp, scie chimiche, ecc. ma anche sul lato economico-finanziario e sanitario con epidemie) facendo piegare le ginocchia ai governanti di turno.
Viene da sé che in uno stato di calamità o di crisi diventa molto complesso portare avanti le proprie politiche per chi è al comando, anche perché essendo ancora dentro il meccanismo europeo (vera e propria prigione che ha di fatto cancellato le sovranità), non si possono mettere in atto politiche economiche e monetarie (stampare moneta per esempio), per cui si finirà incastrati ancor di più nella morsa degli aguzzini. A meno che…

Con questo non si vuole affermare che la situazione post-apocalittica che stiamo vivendo in queste ore in Italia sia una macchinazione diabolica di qualche mente perversa, ma la sincronicità quasi perfetta con gli altri accadimenti economico-finanziari fa sorgere almeno qualche dubbio...
Nonostante tutto questo bailamme economico-finanziario-climatico, il Regime che sta facendo di tutto per non perdere il potere acquisito è prossimo al collasso. E lo sanno alla perfezione.
Quello che è in atto - ignorato e oscurato volutamente dai media mainstream - è un profondissimo e inesorabile risveglio di coscienze. Certamente un processo lento, ma inesorabile e inarrestabile.
E va anche detto che dietro a questo movimento, altri governi stanno lavorando nell’ombra, non per contrastarlo ma per agevolarlo…

Note

[1] Diego Fusaro citazione

[2] «Hanno progettato il golpe. Per aggiotaggio», Maurizio Blondet, www.maurizioblondet.it/hanno-progettato-il-golpe-dijsselbloem-lo-ha-ammesso/

[3] «Clima impazzito? No è guerra climatica» Fabio Mini generale Nato,

 http://retenews24.it/clima-impazzito-no-e-guerra-climatica-parla-il-generale-nato-ecco-costa-accadendo-davvero-e-cosa-accadra-entro-il-2025/

D.ssa Loretta Bolgan*

Nei metodi classici di attenuazione di un virus vaccinale si procede fino a quando non si ottiene un’attenuazione soddisfacente (cioè che abbatte la virulenzasenza modificare l’immunogenicità), indipendentemente dal numero di passaggi o da quante mutazioni questo può comportare. In realtà, con l’eccezione dei ceppi vaccinali contro la polio orale OPV, le mutazioni responsabili dell’attenuazione della maggior parte dei vaccini a virus attenuati, non sono state completamente caratterizzate. E’ comunque dimostrato che in alcuni virus attenuati, il numero di mutazioni attenuanti è piuttosto piccolo. Ad esempio ciascuno dei ceppi di poliovirus 1, 2 e 3 attenuati in OPV contiene solo alcune (da due a sei) mutazioni principali attenuanti. Dati i rapidi tassi di mutazione di tutti i virus, ma in particolare dei virus a RNAnon sorprende che alcuni virus vaccinali revertano alla virulenza. Circa uno su 750.000 bambini che ricevono la prima dose di OPV sperimentano la paralisi associata al vaccino contro la poliomielite, attribuibile alla reversione di uno dei tre ceppi. Questa propensione al ripristino della neurovirulenza è uno dei motivi per cui l’OPV è stato sostituito con il vaccino inattivato di polio virus (IPV). Tale reversione può verificarsi come un risultato di mutazioni posteriori (back mutation) che annullano le mutazioni attenuanti, mutazioni compensatorie in altre parti del genoma o, come discusso di seguito, per ricombinazione.

I virus sono noti per lo scambio rapido di informazioni genetiche tra ceppi simili e con le cellule ospiti che infettano. Questo scambio ha profondi effetti sulla natura e sulla rapidità dell’evoluzione del virus e dell’ospite. La ricombinazione tra i virus è un fenomeno comune, così come lo scambio genetico tra virus o retrovirus e genomi ospiti. 
In letteratura sono riportati diversi studi che analizzano la capacità di ricombinazione dei virus vaccinali; in particolare per il vaccino orale contro la poliomielite (OPV) è stata dimostrata la ricombinazione tra i ceppi virali del vaccino, e tra i virus vaccinali ed enterovirus (in particolare coxsackie A), con la formazione di virus infettivi responsabili di epidemie di paralisi da vaccino. Tale plasticità permette ai virus attenuati di adattarsi facilmente alla pressione selettiva indotta dalla vaccinazione [1]. 
L’altro caso ben studiato riguarda il virus del vaccino antinfluenzale: è noto che il riassortimento genetico gioca un ruolo chiave nell’insorgenza di nuovi ceppi di influenza A, compresi i virus pandemici, con un aumento della virulenza [2]. Poiché un ospite può essere co-infettato da più virus influenzali, la ricombinazione può avvenire nell’organismo ospite non solo tra i virus influenzali selvaggi, ma anche con i virus influenzali vaccinali qualora la persona abbia effettuato la vaccinazione [3], esponendola al rischio di sviluppare forme virali potenzialmente più aggressive, per se stesso e per le persone con cui entra in contatto.
Gli altri vaccini che pongono un rischio sia per il vaccinato che per l’ambiente sono i vaccini a virus geneticamente modificati (GM) e i vaccini ingegnerizzati. Gli effetti immunologici indesiderati associati con questa nuova tecnologia di vaccinazione includono reazioni immunopatologiche inaspettate, reazioni autoimmuni (correlate all’induzione di anticorpi anti-DNA) e tolleranza a lungo termine (correlata all’infezione persistente o latente). Tali vaccini possiedono anche il potenziale di subire l’integrazione cromosomica o la mutagenesi inserzionale, portando a inserzioni random di parti dei virus vaccinali nei genomi cellulari dell’ospite, e di conseguenza ad alterazioni dell’espressione genica o attivazione di oncogeni cellulari. 
Un’altra preoccupazione sollevata è il possibile trasferimento o ricombinazione di materiale genetico dai virus GM o dai vaccini ingegnerizzati alle cellule della linea germinale del vaccinato
Inoltre, poiché i ceppi vaccinali possono persistono nei destinatari vaccinati, se la specie bersaglio è un animale da produzione alimentare, il virus può permanere lungo la catena alimentare.
Infine, i virus vaccinali GM e ingegnerizzati si degradano nell’ambiente e producono DNA libero che può agire da inquinante ambientale con effetti biologici, o può interagire con altri inquinanti chimici in grado di modificarne la sequenza genica con effetti imprevedibili sull’ecosistema [4]. 
La conoscenza approfondita di tali meccanismi permette di comprendere il motivo della comparsa di epidemie in popolazioni altamente vaccinate e come la pressione selettiva indotta dalla vaccinazione di massa sull’ecosistema virale nell’ospite vaccinato e nell’ambiente porti all’insorgenza di popolazioni virali resistenti ai vaccini.

Tratto dal sito ufficiale Ordine dei Bioligi 
www.onb.it/2018/10/25/la-ricombinazione-genica-dei-virus-rischi-per-i-vaccini-attenuati-e-ingegnerizzati/

Loretta Bolgan*

*Dottore in chimica e tecnologie farmaceutiche, con dottorato in scienze farmaceutiche ad Harvard medical school Boston. Ha lavorato nel settore dell’industria farmaceutica dove si è occupata di registrazione e sviluppo di progetti di ricerca in ambito oncologico. Consulente di parte legge 210/92, inquinamento ambientale e malattie professionali, ha partecipato all’ultima Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito nel gruppo vaccini. Attuale consulente per l’Ordine Nazionale dei Biologi per la tossicologia dei farmaci e dei vaccini, si occupa anche di nutrizione e terapie complementari.

BIBLIOGRAFIA:

[1]  Virol J. 2016 Sep 27;13(1):162.
Characterization of four vaccine-related polioviruses including two intertypic type 3/type 2 recombinants associated with aseptic encephalitis.
Liu J1,2, Zhang H1,2, Zhao Y1,2, Xia L1,2, Guo C1,2, Yang H1,2, Luo N1,2, He Z3,4, Ma S5,6.

Sci Rep. 2016 Dec 13;6:38831.
Exchanges of genomic domains between poliovirus and other cocirculating species C enteroviruses reveal a high degree of plasticity.
Bessaud M1,2, Joffret ML1,2, Blondel B1,2, Delpeyroux F1,2.

[2]  J Virol. 2017 Jan 31;91(4). pii: e01763-16.
Reassortment between Swine H3N2 and 2009 Pandemic H1N1 in the United States Resulted in Influenza A Viruses with Diverse Genetic Constellations with Variable Virulence in Pigs.
Rajão DS1, Walia RR1, Campbell B1, Gauger PC2, Janas-Martindale A3, Killian ML3, Vincent AL4.

[3]  Vaccine. 2012 Dec 7;30(51):7395-9. Possible outcomes of reassortment in vivo between wild type and live attenuated influenza vaccine strains.
Kiseleva I1, Dubrovina I, Bazhenova E, Fedorova E, Larionova N, Rudenko L.

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Parks CL1, Latham T, Cahill A, O’neill RE, Passarotti CJ, Buonagurio DA, Bechert TM, D’Arco GA, Neumann G, Destefano J, Arendt HE, Obregon J, Shutyak L, Hamm S, Sidhu MS, Zamb TJ, Udem SA.

[4]  J Toxicol Environ Health A. 2006 Nov;69(21):1971-7.
Use of genetically modified viruses and genetically engineered virus-vector vaccines: environmental effects.
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