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Marcello Pamio

Jennifer ha 37 anni e circa un anno e mezzo fa le viene diagnosticata una Tiroidite di Hashimoto grave. All’esame ecografico infatti la tiroide appare “di dimensioni nei limiti, un po’ globosa, ipoecogena e diffusamente disomogenea. Marcato diffuso incremento della vascolarizzazione intraparenchimale”. Diagnosi, come detto: “Ipotiroidismo in tiroidite cronica autoimmune”.
Qualche giorno fa, a gennaio 2021, Jennifer viene visitata da uno dei più bravi endocrinologi del Veneto ed il risultato è sorprendente: è guarita. Non c’è più la tiroidite!
Il medico stupito le dice che è un caso rarissimo, infatti nella sua carriera ha visto solo due guarigioni oltre alla sua.

Tiroidite di Hashimoto
Detta anche tiroidite cronica autoimmune, è ufficialmente un’infiammazione seria della ghiandola. Per motivi che ancora la medicina non sa spiegare, il sistema immunitario attacca se stesso. La tiroide viene infatti invasa dai globuli bianchi e vengono creati degli anticorpi che la attaccano.
Se crediamo a questa narrazione, per il cosiddetto “effetto nocebo”, saremo malati per tutta la vita. Per fortuna ci sono persone che ragionano con la propria testa e soprattutto non si accontentano delle pseudospiegazioni della medicina allopatica, che in questo caso (come nella totalità dei casi?) non ne conosce l’eziopatogenesi.
Prima di vedere cos’ha fatto Jennifer per invertire la diagnosi è importante conoscere il senso biologico della tiroide...

Senso biologico della tiroide
Me ne sono già occupato in precedenti articoli di cui vi rimando alla lettura per completezza, ma in sintesi la tiroide è “l’Organo del Tempo”!
La sua derivazione embriologica: tessuto endodermico che la collega ai bisogni primari e primordiali, possiamo per semplicità dire che gestisce il “boccone vitale”, il boccone legato alla sopravvivenza.

La tiroide infatti nasce in risposta alla rapidità di azione nella vita!

Il poter afferrare velocemente un boccone (ovviamente non solo in senso alimentare) o il doverlo espellere altrettanto rapidamente perché “tossico”, sono funzioni di primaria importanza!

Gli ormoni tiroidei non a caso rivestono un ruolo centrale nell’accelerare la velocità di reazione dell’organismo ed entrano in gioco quando si è presi da un’urgenza, quando abbiamo necessità di essere molto veloci. Il lobo di destra viene attivato quando non si è abbastanza rapidi da riuscire ad afferrare un “boccone” e quindi accaparrarsi qualcosa, quello di sinistra quando non siamo abbastanza veloci nel liberarci da quel boccone. In pratica si fa tutto di corsa, mille cose diverse, come se fosse questione di vita o di morte!
Quello che non si fa è l’unica cosa realmente utile per la tiroide...

Per essere veloci nella vita la natura ha contemplato la tiroide!

Detto questo vediamo cosa realmente ha fatto Jennifer.
Ha iniziato togliendo gli alimenti che infiammano pesantemente la ghiandola, come per esempio il glutine e le solanacee (pomodori, patate, melanzane…). Se alla base c'è un'infiammazione è ovvio che ridurla medianta la nutrizione aiuta il terreno!
Poi si è presa del tempo per se stessa!
Sì, avete letto bene: del tempo per sé!
Fermarsi per godere e gioire della Vita, tornare a provare piacere per le cose che si fanno in maniera però prioritaria, cioè mettendosi al centro di tutto, dimenticandosi la fretta.

Potranno sembrare delle sciocchezze per gli sprovveduti che non hanno problemi, ma per una donna tiroidea, una che viaggia (o ha viaggiato) a velocità supersonica, il cui cervello vive nella fretta, è difficilissimo! Sono maestre nel fare mille cose, ma per gli altri. Nel momento in cui ci si ferma realmente, il cervello dopo un po’ si renderà conto che questo stop, il prendersi del tempo NON è mortale e si costruiranno nuove reti neurali…
Alla fine il meccanismo biologico (tiroidite per esempio) non avrà più senso di continuare.
Dobbiamo comprendere che il cervello, l’organo più complesso dell’universo, non fa nulla di sbagliato. Se attiva un organo (o una ghiandola come tiroide, prostata, ecc.) non lo fa certo per cattiveria o per sfortuna: lo fa perché NOI non abbiamo fatto l’azione che avremmo dovuto fare! Per questo lavoro “sporco” che fa al nostro posto, c’è ovviamente uno scotto da pagare…

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Corrado Penna

L’articolo Inusuale guarigione precoce di una paziente critica malata di COVID-191 relaziona sulla storia clinica di un’anziana signora di 74 anni con patologie pregresse (ipertensione, obesità, miastenia grave in remissione e artrosi), ricoverata con febbre e problemi respiratori, preoccupanti esiti radiografici (sospetta polmonite) negativa ai test per l’influenza e positiva a quello del COVID.

Uno dei primi trattamenti è stato con idrossiclorochina orale (400 mg una volta e poi 200 mg due volte al giorno), insieme ad azitromicina (antibiotico) per via endovenosa 500 mg una volta al giorno, solfato di zinco 220 mg tre volte al giorno e vitamina C orale (1 grammo due volte al giorno).

Ma la paziente ha sempre più difficoltà a respirare e ha sempre più bisogno di ossigeno, la febbre sale a 38, si manifestano la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) e lo shock settico; viene quindi intubata con ventilazione meccanica e al contempo viene somministrata norepinefrina. Il settimo giorno del suo ricovero, il secondo giorno di ventilazione meccanica, su richiesta della famiglia si inizia una terapia a base di altre dosi di vitamina C per endovena (11 grammi nelle 24 ore). Alla vitamina C viene associato il solfato di zinco (orale).

Due giorni dopo, le sue condizioni cliniche iniziano gradualmente a migliorare e i medici interrompono il trattamento di supporto con norepinefrina. Dopo 4 giorni di terapia a base di vitamina C endovena la radiografia del torace mostra che sia la polmonite che l'edema interstiziale sono migliorati notevolmente. Il trattamento con infusione di vitamina C ad alte dosi e solfato di zinco orale è continuato per un totale di 10 giorni.

Interessante è quanto viene scritto nella sezione Discussione (Discussion) e Conclusioni (Conclusions) dell’articolo, laddove leggiamo:

“è stata la prima malata di COVID-19 alla quale si è potuta interrompere precocemente la ventilazione meccanica” (…) Molti decenni di ricerca hanno dimostrato che la vitamina C è un componente essenziale della funzione delle cellule immunitarie e ha un ruolo critico in una varietà di meccanismi del sistema immunitario2 . I pazienti con carenza di vitamina C possono sviluppare una forma fatale di scorbuto e sono altamente suscettibili a una varietà di infezioni, inclusa la polmonite3 . La vitamina C migliora la motilità dei neutrofili, la fagocitosi, l’uccisione dei microbi attivando specie reattive dell’ossigeno e inducendo apoptosi, e previene il danno ossidativo grazie alle sue proprietà antiossidanti4 . Promuove anche la proliferazione dei linfociti B e T e la produzione di anticorpi5 . Dati recenti hanno dimostrato che la vitamina C previene anche la produzione di citochine pro-infiammatorie, compresa l’IL-6, che causa danni ai polmoni e porta all'ARDS; questo è un fattore componente della sindrome da rilascio di citochine che si osserva nei pazienti con COVID-19 in condizioni critiche6 . (…) Una recente meta-analisi di più studi ha dimostrato che la vitamina C riduce la durata della ventilazione meccanica e la durata della degenza in terapia intensiva nei pazienti con sepsi grave e ARDS7 . Questo risultato è stato confermato di recente anche in uno studio clinico randomizzato di Fowler et al. che ha coinvolto 167 pazienti con sepsi e ARDS che hanno ricevuto vitamina C endovenosa ad alte dosi fino a 15 g al giorno e hanno mostrato un miglioramento significativo nella mortalità a 28 giorni e una durata ridotta della degenza in terapia intensiva8 .

Sulla base dei dati di cui sopra, la vitamina C è stata sempre più utilizzata di recente nel trattamento della malattia COVID-19 e Peng et al., dell'Università di Wuhan, hanno avviato uno studio di fase II per studiare l'efficacia dell'infusione di vitamina C nel trattamento dell'ARDS associato a SARS-CoV-2, in cui i pazienti ricevono 24 g di vitamina C per via endovenosa al giorno per un totale di 7 giorni9 (…) La presente paziente ha ricevuto un'infusione di vitamina C ad alte dosi a causa della richiesta della famiglia dopo lo sviluppo di ARDS e l'inizio della ventilazione meccanica. Secondo uno studio di Bhatraju et al., che ha studiato COVID-19 in pazienti critici nella regione di Seattle, la durata mediana della degenza in terapia intensiva e della ventilazione meccanica erano rispettivamente di 14 e 10 giorni10 . Nel nostro caso, la durata della degenza in terapia intensiva e della ventilazione meccaniche sono state rispettivamente di soli 6 e 5 giorni. (…) Anche la durata della degenza in terapia intensiva e la durata della ventilazione meccanica nel paziente attuale erano inferiori rispetto ai pazienti COVID-19 ricoverati nel nostro istituto che non avevano ricevuto l’infusione di vitamina C. Il resto del corso ospedaliero del nostro caso è stato tranquillo e il paziente è stato dimesso a casa in condizioni stabili”.

La morale, ancora una volta, è che la paziente è stata salvata dalla vitamina C, ma soprattutto dalla famiglia che ha imposta la propria salda decisione sui medici (che non potevano utilizzare la terapia a base di vitamina C endovena, come si legge nell’articolo, perché “non è stata approvata come trattamento standard”11 , ovvero perché non rientrava nei protocolli ufficiali).

1 Unusual Early Recovery of a Critical COVID-19 Patient After Administration of Intravenous Vitamin C pubblicato su American Journal of Case Reports. 2020; 21: e925521-1–e925521-6, autori Hafiz Muhammad Waqas Khan, Niraj Parikh, Shady Maher Megala, George Silviu Predeteanu; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7405920/

2 Maggini S, Wintergerst ES, Beveridge S, Hornig DH. Selected vitamins and trace elements support immune function by strengthening epithelial barriers and cellular and humoral immune responses. Br J Nutr. 2007;98(Suppl. 1):S29–35; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17922955.

3 Hemilä H. Vitamin C and Infections. Nutrients. 2017;9(4):339; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5409678/.

4 Carr AC, Maggini S. Vitamin C and immune function. Nutrients. 2017;9(11):1211; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29099763.

5 Campbell JD, Cole M, Bunditrutavorn B, Vella AT. Ascorbic acid is a potent inhibitor of various forms of T cell apoptosis. Cell Immunol. 1999;194(1):1–5; https://youtu.be/aS1no1myeTM.

6 Portugal CC, Socodato R, Canedo T, et al. Caveolin-1-mediated internalization of the vitamin C transporter SVCT2 in microglia triggers an inflammatory phenotype. Sci Signal. 2017;10(472):eaal2005; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28351945.

7 Hemilä H, Chalker E. Vitamin C can shorten the length of stay in the ICU: A meta-analysis. Nutrients. 2019;11(4):708; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6521194/.

8 Fowler AA, Truwit JD, Hite RD, et al. Effect of vitamin C infusion on organ failure and biomarkers of inflammation and vascular injury in patients with sepsis and severe acute respiratory failure: The CITRIS-ALI Randomized Clinical Trial. JAMA. 2019;322(13):1261–70; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6777268/.

9 Vitamin C Infusion for the Treatment of Severe 2019-nCoV Infected Pneumonia. https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT04264533.

10 Bhatraju PK, Ghassemieh BJ, Nichols M, et al. Covid-19 in critically ill patients in the Seattle Region – case series. N Engl J Med. 2020;382(21):2012–22. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7143164/.

11 Letteralmente nell’orginale inglese: “as it has not been approved as a standard treatment”.

Ve lo dico come ungherese, come ebreo, come artista e come filosofo.
Gli uomini vogliono anche sognare. Hanno bisogno dei loro sogni.
Ebbene noi fabbricheremo sogni, sogni in serie, sogni divertenti che costano poco

Adolph Zukor, fondatore della Paramount

Dagli albori della cinematografia e quindi dai “sogni divertenti” di Adolph Zukor, siamo passati agli incubi e ai futuri osceni dell’odierna produzione. Non è a caso infatti secondo Marilyn Monroe: “Hollywood è un posto dove per un bacio ti pagano mille dollari e per l’anima cinquanta centesimi”.
Il cinema non è nato solo per intrattenere le masse facendole divertire, ma per spacciare sogni, ideali, per creare e modellare la realtà a piacimento dei produttori!
La vera natura l’ha descritta magistralmente Francis Ford Coppola: “Hollywood è Wall Street”.

L’Alta Finanza (nelle mani del popolo eletto) è la proprietaria di Hollywood e sceglie attraverso i suoi fiduciari i soggetti dei film!
Quindi il cinema è la fucina dei grandi cambiamenti antropologici del mondo, al quale bisogna aggiungere la televisione, che oggi ha certamente surclassato la pellicola raggiungendo miliardi di persone…
Va assolutamente compreso che i film e le serie televisive hanno un contenuto ideologico che varia a seconda del momento storico e a seconda del messaggio che serve veicolare: il messaggio che i produttori vogliono che passi!
Per esempio tutti i film sulla Seconda Guerra Mondiale mostrano ovviamente gli alleati buoni e gli avversari cattivi, mentre quelli di fantascienza ci stanno lentamente a spizzichi e bocconi abituando ad un futuro ben preciso...

La Barriera
A proposito di futuro distopico, una delle ultime serie tv è illuminante.
La scarsità di risorse naturali ha trasformato le democrazie occidentali in spietati e disumani regimi dittatoriali militarizzati che giustificano la mancanza di libertà con la promessa di assicurare la sopravvivenza dei sudditi.

Questo è l’assunto di base della serie spagnola “La barriera”, che ha debuttato in streaming l’11 settembre 2020 (data non casuale) sulla piattaforma Netflix.

La trama è certamente inquietante e soprattutto molto realistica se vista con gli occhi odierni.
Nella Madrid del 2045 un virus mortale di nome “Noravirus” e un regime totalitario provocano la divisione della città in due zone distinte: il Settore 1, quello dei ricchi e dei privilegiati e il Settore 2 per tutti gli altri (i morti di fame). A dividere i due settori una barriera invalicabile, da cui il nome della serie “La Valla” (appunto “La barriera”). Un muro che divide non solo le persone ma anche i diritti e le libertà. Gli abitanti all’interno conducono una vita agiata: hanno la tv, il cellulare, la luce e tutti i comfort, mentre fuori regna la paura, la disperazione, la fame e i soprusi.

L’unico modo per passare da una parte all’altra è attraversare il muro che separa i settori, ma per farlo occorre avere un pass, un lasciapassare, altrimenti si viene cacciati via bruscamente dai militari che controllano e perlustrano continuamente le strade in entrambi i settori.

La Barriera

In tredici puntante (numero anche questo non casuale) vengono raccontati origine, diffusione e conseguenze dell’arrivo di un virus sconosciuto che causa da una parte la distruzione delle famiglie, visto che i bambini piccoli vengono sequestrati e fatti sparire dentro laboratori segretissimi perché dal loro sangue si producono gli anticorpi per il vaccino, e dall’altra la perdita di ogni libertà individuale, secondo il regime per garantire la sicurezza delle persone.
Ma il bene superiore sarebbe quello collettivo, non del gregge di pecore, ma dei pochi eletti e della dittatura. Esattamente quello che sta accadendo oggi nella vita vera e non in quella cinematografica.

Dopo la dichiarazione di “zona protetta”, il governo autoritario ha preso il potere e ha militarizzato tutto. Le persone terrorizzate dal virus hanno aperto la porta, chiedendo loro stessi il governo forte, autoritario, la dittatura, e la prima cosa che questa ha fatto è stata togliere la libertà, in nome della sicurezza di tutti.
La nuova “normalità” viene scandita e ripetuta costantemente dai megafoni lungo le strade: “per la vostra sicurezza, portate sempre con voi i documenti di riconoscimento. Non create assembramenti, indossate la mascherina....”. Altoparlanti che ricordano anche gli orari del coprifuoco.

Ma il Sistema mentre cerca un vaccino (per i ricchi) con il sangue dei bambini, lavora anche ad un piano eugenetico di riduzione della popolazione mondiale...
Vivono sotto la legge marziale, eppure non erano entrati in guerra. Ricorda qualcosa?
Noi oggi viviamo una “emergenza sanitaria” imposta a suon di Dpcm, e poco importa se questa sia stata completamente inventata, perché rimane la scusa perfetta per l’instaurazione e l’affermazione dello stato di polizia.

Finale incredibile

[Attenzione: chi ha intenzione di vedersi la serie è meglio non prosegua la lettura]

La serie termina con la morte del Presidente e la rivolta della popolazione e delle stesse forze dell’ordine. Hanno vinto i sudditi, il bene ha soverchiato il male. Applausi. Gli spagnoli finalmente iniziano dopo molti anni a vedere la luce della speranza e della “democrazia”. Tutto prefigurava un ritorno ai bei tempi ormai andati: si stava finalmente realizzando l’osannato “andrà tutto bene”. Ma non tutti gli arcobaleni segnano l’inizio di una bella giornata…

Il colpo di scena finale è quando il nuovo presidente eletto a furor di popolo spunta dal balcone per essere osannato dalla massa festante: si tratta della virologa responsabile dei sequestri dei bambini, del programma vaccinale e del progetto eugenetico. La presidenza è stata il premio per aver salvato il pianeta dal virus letale con il suo vaccino derivato da esperimenti eseguiti su centinaia di bambini, molti dei quali erano morti. Ma poco importa se il bene è superiore, giusto?

Segnale inequivocabile che non sarebbe cambiato assolutamente nulla, ma la gente era anestetizzata dall’illusione del cambiamento (come da noi il governo del Movimento 5 stelle/Lega).
L’ulteriore conferma del tragico finale arriva quando il capo della polizia, il più losco e criminale di tutti i personaggi, dopo i titoli di coda appare sullo schermo ricordando che: “il futuro ci appartiene”. Si riferiva a loro ovviamente e non a noi.

"Il futuro ci appartiene"....

Come si suol dire, cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Esattamente come nella dittatura: cambiano e si alternano i governi, i personaggi, ma il regime persiste inalterato, mutando ogni tanto solo la forma ma non la sostanza.

Netflix non si smentisce mai. Etichetta deviante per antonomasia anche in questa serie vuole farci vedere il futuro come un periodo distopico, dove i vaccini salveranno il mondo facendo tornare alla vita “normale”. Ma soprattutto che qualunque rivolta e/o rivoluzione verrà fatta, loro saranno sempre al potere...
Questo è quello che loro credono. Ma non sarà così se le coscienze inizieranno a destarsi!

Marcello Pamio

Dopo la marchetta pubblicitaria da parte di Pfizer/BioNTech sull’efficacia al 90% del loro vaccino sperimentale, la palla è passata nella grinfie della società americana Moderna, che annuncia al mondo un vaccino efficace addirittura al 94,5%. Dopo una simile sparata può l’EMA, l’Agenzia europea del farmaco non cominciare l’iter per l’approvazione? Ovviamente no.
Non c’è due senza tre. Scatta infatti la fase 3 della sperimentazione anche per un altro vaccino contro il coronavirus e questa volta tocca a quello della Janssen, società farmaceutica della Johnson&Johnson, dopo quello messo a punto dall’Università di Oxford/AstraZeneca con la collaborazione dell’italiana Irbm di Pomezia e quello di Novavax.
La fase 3 del vaccino Janssen inizia oggi e coinvolgerà 30mila volontari (7000 nel Regno Unito e 23.000 in altri Paesi).

Il mondo potrà tornare finalmente alla “normalità” non appena le industrie chimiche doneranno all’umanità i loro speciali vaccini?
Mi dispiace perché non è mia intenzione rovinare i sogni di chi gli occhi aperti proprio non ha, ma ricordo un piccolo particolare: i produttori dei vaccini salvifici sono le più pericolose, spietate e soprattutto incriminate società! Sperare che il futuro migliore dipenda da un criminale cartello rappresentato dalle aziende più multate della storia di questo pianeta, lascia un pochettino perplessi…

Johnson&Johnson
...
2018: multa da 4,69 miliardi di $ per cancro alle ovaie a causa del talco
2019: multa da 8 miliardi di $ per non aver segnalato che un farmaco poteva causare ginecomastia (ingrossamento delle mammelle negli uomini).
2020: multa da 344 milioni di $ per aver commercializzato ingannevole dispositivi della rete pelvica per le donne.

Pfizer
...
2009 multa da 2,3 miliardi di $ per la commercializzazione inappropriata di alcuni medicinali.
2012 multa da 1 miliardo di $ per risarcimento danni (Prempro)
2013 multa da 288 milioni di $ per risarcimento danni (Chantix)

AstraZeneca
2005 multa da 60 milioni di $ per avere utilizzato illecitamente il sistema di brevetti e le procedure di commercializzazione di prodotti farmaceutici per bloccare, o ritardare, l’ingresso sul mercato di farmaci generici
2010 multa da 520 milioni di $ per promozione illegale (Seroquel)
2010 multa di 505 milioni di £ per evasione fiscale

Influenza, periodo di rilevamento (1-42 settimane) anno 2020

Marcello Pamio
I media e le autorità ci stanno dicendo all’unisono che l’influenza stagionale è completamente SPARITA dalla faccia della terra. Possiamo quindi brindare con lo spumante per la stupenda notizia, se siete però riusciti ad accaparrarvi una bottiglia prima della chiusura dei reparti alcolici nei supermercati. Il merito ovviamente va alle procedure di sicurezza anti-covid messe in atto dai bravi e responsabili cittadini dell’Impero. Un plauso quindi alle autorità!
I periodi di rilevamento del “Sistema di sorveglianza globale – Influenza” impostati sono limitati alla 42ma settimana, cioè da gennaio 2020 a circa metà ottobre.
Osservando il grafico sopra sembra effettivamente così: in pratica dalla 14ma - 15ma settimana di quest'anno, cioè dalla seconda/terza settimana di aprile 2020, gli agenti influenzali hanno deciso di cambiare pianeta! Come dare torto ai virus se hanno optato per un nuovo globo terracqueo, si sono accorti perfino loro che il QI medio degli umani sta scivolando verso valori a due cifre…

Medesimo periodo di rilevamento (1-42 settimane) nell'anno 2019

Naturalmente è tutto un immenso bluff e non corrisponde affatto alla realtà delle cose, ma anzi dimostra ancora una volta la falsità dei dati ufficiali, le menzogne degli enti sovranazionali e la farsa che ci impongono di vivere.
La spiegazione logica di un simile andamento forse risiede nel fatto che da svariati mesi qualunque sintomatologia influenzale e/o parainfluenzale (per non dire anche i morti per cancro e/o malattie cardiovascolari e/o dismetaboliche, ecc.) viene etichettata come COVID-19.
Non c'entrano nulla le mascherine, i disinfettanti e i vari distanziamenti, qui siamo di fronte ad una semplice ma efficacissima tecnica di marketing che si chiama re-branding.
Fare rebranding infatti vuol dire dare vita a una nuova identità (nome, dati e numeri) che possa orientare la comunicazione di un marchio (o di una situazione) verso una direzione desiderata…
Hanno manipolato i dati affinché la gente pensi che la strada intrapresa e le norme anti-COVID sono quelle giuste.

Link al sito dell'OMS https://www.who.int/influenza/gisrs_laboratory/updates/summaryreport/en/

Qui sotto i due grafici: stagione 2018/2019 e 2019/2020 a confronto

Marcello Pamio

Qualche giorno fa si è svolta a Roma la seconda delle udienze del processo presso la Ceeps, la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, che ha visto protagonisti una ventina di medici, incriminati di essere dei pericolosissimi NO-VAX! La terza e ultima udienza avverrà il prossimo 28 ottobre.
L’accusa sarebbe di aver tradito la Scienza e la deontologia professionale assumendo una posizione critica e ascientifica nei confronti del principio sull’obbligatorietà vaccinale. Della serie: un medico non può esprimere un parere in ambito sanitario.
La Ceeps è l’organo di giurisdizione speciale istituito presso il Ministero della Salute che giudica le vicende degli ordini professionali, e dovrà confermare o meno le radiazioni già decise dai rispettivi ordini.
E’ la prima volta nella storia dell’Italia che un medico potrebbe essere radiato per le sue opinioni!

Due metri e due misure
Non tutti lo sanno ma esiste una regola aurea interna agli ordini: ”se non esci dal paradigma puoi fare quello che vuoi”. In effetti gli ordini dei medici NON RADIANO i colleghi che eseguono interventi chirurgici senza utilità per ottenere rimborsi regionali; spezzano le ossa ai pazienti per fare “esperienza” e soldi; incassano centinaia di milioni di euro dalle case farmaceutiche per rendere obbligatorio un vaccino (De Lorenzo docet); impiantano valvole cardiache killer; ecc. La maggior parte dei medici coinvolti in gravissimi scandali di malasanità risulta tuttora regolarmente iscritta agli ordini professionali. Mentre coloro che criticano le vaccinazioni di massa vengono radiati senza se e senza ma!

Un paese nel quale non vengono radiati quei medici che uccidono, derubano e invalidano i pazienti, ma vengono perseguitati tutti quelli che mettono in discussione una pratica sanitaria come quella vaccinale, è un paese destinato ad una fine ingloriosa!
La dittatura sanitaria continua imperterrita nella sua opera distruttiva, e questo sta avvenendo nel silenzio generale della popolazione e della stessa classe medica, questi ultimi tutti bravi allineati nella vana speranza che non toccherà loro nulla di male...

Cosa possiamo fare
Sempre più gli ordini professionali stanno mostrando al mondo la loro vera natura: da organizzazione privata di tutela della categoria dalle aggressioni esterne (malpractice) si sono trasformati in un vero e proprio feroce organismo di inquisizione con il compito di punire il pensiero non allineato, colpendo quei medici che mettono il naso fuori dal paradigma.
Per tanto, se questa è la società, non rimane altra strada che quella di uscire dal Sistema, sganciandosi da queste associazioni e creando qualcosa di nuovo e riconosciuto, non certo dal Potere ma dalle Persone!
Non è un caso infatti che milioni di individui si stiano allontanando sempre più da una medicina protocollare metastatizzata dalle industrie, e questa deriva sta disturbando il sonno a moltissimi...

Fintanto che dipenderà da un ordine privato ammanicato con il regime e le lobbies farmaceutiche, UN MEDICO NON SARA’ MAI E POI MAI LIBERO DI PRATICARE L’ARS MEDICANDI!
Il momento di alzare gli scudi è arrivato e necessita di una fortissima reazione dell’intera classe medica perché qui di mezzo non ci sono i NO-VAX o i No-MASK, qui si gioca l’autonomia e la libertà di un medico di decidere in Scienza e Coscienza qual è la strada migliore e più consona per il proprio assistito. Qui di mezzo c’è la libertà di cura e la libertà di scelta terapeutica!!!

Marcello Pamio

L’azienda energetica Vector e la principale società di IA, Intelligenza Artificiale della Nuova Zelanda Soul Machines™,hanno lanciato un avatar chiamato Will nelle scuole primarie.
Will, un “umano digitale” è in fase di sperimentazione nel programma scolastico “Be Sustainable with Energy” di Vector, offerto gratuitamente (chissà come mai) alle scuole.
L’avatar può interagire con i bambini da un desktop, tablet o dispositivo mobile e li aiuta a conoscere le energie rinnovabili come geotermica, solare ed eolica. I bambini ne sembrano entusiasti.

Will utilizza il sistema nervoso artificiale di Soul Machines, una piattaforma di animazione autonoma modellata sul modo di funzionamento del cervello del sistema nervoso, per dare vita al volto digitale in un modo simile all’umano.

Grazie a computer sempre più potenti e all’Intelligenza Artificiale oggi sono realizzabili insegnanti virtuali in grado di interagire con i bambini. Avatar che andranno nelle scuole a sostituire gli insegnanti in carne e ossa?
Risponde il Chief Business Officer di Soul Machines™, Greg Cross: l’istruzione sarà una delle applicazioni rivoluzionarie per la tecnologia di Soul Machine poiché gli insegnanti digitali hanno il potenziale per democratizzare la fornitura di istruzione agli studenti ovunque (in particolare quelli nelle comunità remote) e aiutare ad affrontare la crescente carenza di insegnanti su scala globale.

Avete capito dove vogliono andare a parare?

Corrado Penna

I tamponi per “il nuovo coronavirus” (Cov-Sars-2) si basano su una tecnica della Reazione a Catena della polimerase (o più semplicemente PCR, dall’acronimo inglese), scoperta da Kary Mullis (insignito per questo del premio Nobel per la chimica nel 1993). Per la precisione si utilizza una tecnica leggermente modificata detta Reazione a Catena della Polimerase in Tempo Reale (RT-PCR).

L’articolo Research Techniques Made Simple: Polymerase Chain Reaction (PCR)(1) spiega chiaramente che: “la PCR è una tecnica molto sensibile che permette una rapida rilevazione e identificazione di sequenze genetiche utilizzando tecniche visuali basate sulla dimensione e sulla carica. Versioni modificate della PCR hanno permesso misure quantitative dell’espressione genetica con tecniche dette PCR in tempo reale.”

È chiaro quindi che questa tecnica non identifica virus necessariamente interi e attivi, ma frammenti di materiale virale, che vengono moltiplicati, come leggiamo sull’articolo Basic principles of quantitative PCR (2) , in modo da potere essere identificati.

Un’ennesima conferma dei limiti della PCR (applicata alla ricerca questa volta dei batteri), la troviamo leggendo l’articolo Advances and Challenges in Viability Detection of Foodborne Pathogens (3) laddove si precisa che il test della PCR ha un aspetto negativo, ovvero quello di “essere incapace di differenziare il DNA delle cellule morte e di quelle vitali”.

Forse a questo punto si capisce perché lo stesso scopritore di questa, per altro utilissima reazione biochimica, metteva in guardia dall’utilizzo diagnostico del test, e perché diversi studi mostrano la presenza di quantità non indifferenti di falsi positivi; è da notare che anche un 2% di falsi positivi non è da poco, specie se si fanno decine di migliaia di test al giorno.

Va premesso che uno dei fattori che possono causare facilmente un “falso positivo” nel contesto di un laboratorio che esegue diverse analisi in sequenza (mirate alla ricerca del medesimo agente infettivo) sono quelli indicati come “Amplification carryover contamination” ovvero dovuti ad amplificazione di contaminazioni dovute all’esame precedente (4) problemi di cui si discute ancora oggi, come possiamo leggere anche in un articolo recentissimo che tratta della prevenzione di tali errori (5).

Ciò vuol dire che anche il più accurato dei kit per l’identificazione di un frammento virale specifico e unicamente appartenente a un certo agente infettivo, può fallire per via di una contaminazione accidentale e/o di un imperfetto protocollo laboratoriale, anche se va detto che la RT-PCR dovrebbe avere molti meno problemi di contaminazione rispetto alla PCR standard (come possiamo leggere su vari articoli scientifici (6) ).

Veniamo quindi a un articolo Review of external quality assessments revealed false positive rates of 0-16.7%, with an interquartile range of 0.8-4.0%. Such rates would have large impacts on test data when prevalence is low (7) che si può leggere in in pre-pubblicazione (8), ma che è corredato di tutte le fonti del caso, e che mostra la presenza di diversi studi sulla precisione di questi test. A scanso di equivoci preciso che si tratta proprio di quei test; all’inizio dell’articolo si legge infatti: “L’uso di test su larga scala per il SARS-CoV-2 realizzati per mezzo della RT-PCR è un elemento chiave della risposta al COVID-19, ma poca attenzione è stata posta alla potenziale frequenza e all’impatto dei falsi positivi”.

Gli autori proseguono citando diversi studi con diverse precisioni che arrivano in taluni casi al 16,7% di falsi positivi; la maggior parte degli studi mostrano livelli di falsi positivi compresi tra 0,8% e 4%.

Un altro articolo in pre-pubblicazione, Diagnosing COVID-19 infection: the danger of over-reliance on positive test results (9) (ovvero Diagnosi dell’infezione da COVID-19: il pericolo della troppa confidenza nei risultati positivi del test) ci informa che “i dati sui test a base di PCR per virus simili mostrano che i test a base di PCR abbastanza falsi positivi da rendere i risultati positivi altamente inaffidabili su una larga scala di scenari realistici” e che, fino a quando non si troverà un modo di minimizzare questa problematica “i risultati positivi nelle persone asintomatiche che non siano stati confermati da un secondo test dovrebbero essere considerati sospetti”.

L’articolo Real-time RT-PCR in COVID-19 detection: issues affecting the results (10) ci informa che sono stati sviluppati diversi tipi di kit per i test RT-PCR per il virus SARS-CoV-2, ma con differente qualità, e che ovviamente ci possono essere errori dovuti a imprecisione dei tecnici di laboratorio. Dopo avere affermato la possibilità di falsi positivi e falsi negativi gli autori si concentrano soprattutto su questi ultimi riferendo di molti casi sospetti, con la presentazione clinica del covid-19 risultati però negativi al test scrivendo infine che “un risultato negativo non esclude la possibilità di infezione da COVID-19 e non dovrebbe essere utilizzato come l’unico criterio” per decidere come trattare il paziente.

Del resto anche con altri agenti infettivi si sono incontrate simili problematiche nel passato come leggiamo in articoli. Un controllo su test effettuati con la tecnica PCR un agente infettivo del pino (11) hanno mostrato a seconda dei vari studi (e forse dei diversi kit) falsi positivi tra il 3 e il 17,3%, test sulla clamidia (12) hanno ottenuto, un controllo su test con la PCR per la clamidia invece ha mostrato la presenza dell’11% di falsi positivi.

Adesso credo sia più facile comprendere quanto leggiamo su siti ufficiali australiani (13):

Può verificarsi una reinfezione? Ci sono state segnalazioni di apparente re-infezione in un piccolo numero di casi. Tuttavia, la maggior parte di queste segnalazioni descrive i pazienti risultati positivi entro 7-14 giorni dall'apparente guarigione. Studi immunologici indicano che i pazienti che si stanno riprendendo dal COVID-19 sviluppano una forte risposta anticorpale. È probabile che i test positivi subito dopo il recupero rappresentino l'escrezione persistente di RNA virale del nuovo coronavirus (COVID-19), e va notato che i test PCR non sono in grado di distinguere tra virus "vivo" e RNA non infettivo. Le linee guida australiane attualmente richiedono che i pazienti che hanno avuto il COVID-19 risultino negativi a due test realizzati a distanza di 24 ore prima di essere tolti dall'isolamento 14 .

E adesso veniamo ai 20.000 tamponi in più eseguito il 19 agosto (15) che mostrerebbero “una ripresa dei contagi”. Visto che l’un per cento di 20.000 è 200, visto che talora i falsi positivi sono anche più dell’un per cento, essenzialmente abbiamo un numero di “aumenti dei contagi” del tutto sovrapponibile ai falsi positivi che i test possono generare (16).

Ancora due parole sui test sierologici, le analisi del sangue per verificare la presenza di anticorpi. Sul sito istituzionale sanitario dell’azienza ATS di Milano leggiamo sul documento “Vademecum Coronavirus Strutture Sociosanitarie - Raccolta organizzata di stralci di disposizioni normative nazionali e regionali, note circolari e indicazioni di ATS” (17): “il risultato qualitativo ottenuto su un singolo campione di siero non è sufficientemente attendibile per una valutazione diagnostica, in quanto la rilevazione della presenza degli anticorpi mediante l’utilizzo di tali test non è, comunque, indicativo di un'infezione acuta in atto e, quindi, della presenza di virus nel paziente e del rischio associato a una sua diffusione nella comunità. Inoltre, per ragioni di possibile cross-reattività con differenti patogeni affini, quali altri coronavirus umani, il rilevamento degli anticorpi potrebbe non essere specifico della infezione da SARS-CoV-2. Infine, l’assenza di rilevamento di anticorpi (non ancora presenti nel sangue di un individuo per il ritardo che fisiologicamente connota una risposta umorale rispetto al momento dell’infezione virale) non esclude la possibilità di un’infezione in atto in fase precoce o asintomatica e il relativo rischio di contagiosità dell’individuo. (…) Un test anticorpale negativo può avere vari significati: una persona non è stata infettata da SARACoV-2, oppure è stata infettata molto recentemente (meno di 8-10 giorni prima) e non ha ancora sviluppato la risposta anticorpale al virus, oppure è stata infettata ma il titolo di anticorpi che ha sviluppato è, al momento dell’esecuzione del test, al di sotto del livello di rilevazione del test”.

Tutto questo significa in parole povere che se fai un esame del sangue per la rilevazione degli anticorpi al Sars-Cov-2 (il virus che causa la malattia denominata Covid-19) potresti:

- Risultare positivo perché contagiato in un passato non troppo recente quel coronavirus o anche un altro;

- Risultare negativo ma avere ugualmente in corso un’infezione asintomatica o un’infezione ai primissimi stadi;

- Risultare negativo al momento, ma ovviamente ci si può contagiare/ammalare anche il giorno dopo.

Quindi il risultato “positivo” significa tutto e niente, il risultato negativo significa tutto e niente; o meglio, chi risulta positivo farà ancora un tampone. Questo vuol dire che ci potrebbero essere molti falsi positivi al sierologico di persone che poi faranno un tampone di conferma (o smentita) con le incertezze che anche questo tampone significa (18).

Qualcuno forse si chiederà: ma se risulto positivo al virus, cioè ho gli anticorpi, non vuol dire che sono guarito? Che senso ha fare un tampone che potrebbe risultare positivo proprio per questi detriti virali ancora in circolazione dopo il contagio? Che senso ha fare un tampone a una persona che non ha avuto sintomi recenti e mostra un alto livello di anticorpi? Se è stata contagiata e non ha mostrato sintomi, visto che gli anticorpi si producono circa una settimana, visto che il periodo di incubazione è tra 2 e 12 giorni (19), la probabilità che questa persona non sia ancora guarita e possa nei giorni successivi diffondere il contagio c’è, sicuramente, ma è bassa, anche perché il patogeno è in circolazione da circa 8 mesi (alla data della stesura di queste righe). Il verificarsi di una particolare coincidenza (fare il test proprio 8 giorni dopo l’infezione, avere una incubazione piuttosto lenta e per giunta fare il test sierologico proprio nei giorni dell’incubazione); la probabilità è facilmente stimabile intorno al 3% (finestra di circa 8 giorni su un periodo di circa 240 giorni porta già a un 3,3%, ma poi considerando la coincidenza dell’incubazione lenta la probabilità è ancora minore).

Ho l’impressione quindi che con un test sierologico a tappeto si otterrà ben poco in termini di “diagnostica precoce dei contagi”, mentre è quasi sicuro che verranno individuati dei “falsi positivi”, che verranno sbandierati per “contagiati”, utilizzati per creare allarmismo, e rendere difficile la vita a tante persone assillate e asfissiate da norme restrittive di dubbia validità.

In Giappone infatti, paese molto più popoloso e soprattutto più densamente popolato, non sono mai state in vigore le ferree restrizioni che abbiamo visto in Italia e il numero delle morti, ad ora è attestato intorno alle 1.000 unità.

Note

1 Pubblicato su Journal of Investigative Dermatology 2013 Mar; 133(3): e6., autori Lilit Garibyan, Nidhi Avashia; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4102308/.

2 Pubblicato su Molecular Biotechnology. 2000 Jun;15(2):115-22, autore L Raeymaekers; https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10949824/.

3 Pubblicato su Frontiers in Microbiology. 2016; 7: 1833, autori Dexin Zeng, Zi Chen, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5118415/.

4 Leggiamo sul sito di un laboratorio ( https://arcticzymes.com/applications/pcr-carry-over-prevention/) che “L'elevata sensibilità delle PCR, e in particolare delle PCR quantitative, rende il metodo soggetto a contaminazione, fornendo risultati falsi o imprecisi. I contaminanti trasferiti da precedenti PCR sono considerati una delle principali fonti di risultati falsi positivi. I contaminanti possono essere trasferiti da precedenti reazioni di amplificazione a causa di aerosolizzazione, oppure a causa di contaminazione per mezzo di pipette, superfici, guanti e reagenti.”

5 Preventing PCR amplification carryover contamination in a clinical laboratory, Pubblicato su Annals of Clinical Laboratory Science. Autumn 2004;34(4):389-96, autore Jaber Aslanzadeh; https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15648778/.

6 Vedi per esempio Real-time PCR detection chemistry Pubblicato su Clinical Chimica Acta. 2015 Jan 15;439:231-50, autori E Navarro, G Serrano-Heras, M J Castaño, J Solera; https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25451956/.

7 Autori Andrew N. Cohen, Bruce Kessel; https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.04.26.20080911v1.full.pdf.

8 L’articolo non è quindi ancora stato sottoposto a revisione paritaria, la cui pre-pubblicazione che avviene però su un sito ( https://www.medrxiv.org/) di tutto rispetto nella cui home page vediamo il logo del prestigioso British Medical Journal (una delle riviste mediche più autorevoli al mondo) e dell’Università di Yale.

9 Autori Andrew N Cohen, Bruce Kessel, Michael G Milgroom; https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.04.26.20080911v3

10 Pubblicato su Expert Review of Molecular Diagnosis. 2020 : 1–2.autori Alireza Tahamtana Abdollah Ardebilib; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7189409/.

11 Transferability of PCR-based diagnostic protocols: An international collaborative case study assessing protocols targeting the quarantine pine pathogen Fusarium circinatum, pubblicato su Scientific Reports (2019), volume 9, Article number: 8195 autori Renaud Ioos, Francesco Aloi,et al.; https://www.nature.com/articles/s41598-019-44672-8.

12 The superiority of polymerase chain reaction over an amplified enzyme immunoassay for the detection of genital chlamydial infections, pubblicato su Sexual Transmitted Infections. 2006 Feb; 82(1): 37–40, autori H Jalal, H Stephen, A Al‐Suwaine, C Sonnex, and C Carne; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2563809/.

13 http://anmf.org.au/news/entry/covid-19-frequently-asked-questions a sua volta preso dal sito

https://www.health.gov.au/sites/default/files/documents/2020/03/coronavirus-covid-19-infor1mation-for-clinicians.pdf?fbclid=IwAR0sTlOk3KO32Bb8n6T97MSEi6omt0ZimWyb-rl0TJB2Pgqus6eB5jfsH5U (link non più attivo).

14 In lingua originale: “Can reinfection occur? There have been reports of apparent re-infection in a small number of cases. (…) It is likely that positive tests soon after recovery represent persisting excretion of viral, Novel coronavirus (COVID-19) 2 RNA, and it should be noted that PCR tests cannot distinguish between “live” virus and non-infective RNA .

15 Vedi per esempio l’articolo Coronavirus, il bollettino di oggi 19 agosto: 642 nuovi positivi, 7 morti e 364 guariti pubblicato su Repubblica il 19 agosto 2020 a cura di Elena Stabile; https://www.repubblica.it/cronaca/2020/08/19/news/coronavirus_il_bollettino_di_oggi_19_agosto_-264978553/.

16 La situazione è un po’ più complessa; da una parte il teorema di Bayes mostra che ci potrebbero essere anche più falsi positivi, dall’altra se davvero ci si limitasse ai contatti più prossimi ce ne potrebbero essere di meno, visto che il campione scelto non è casuale. Tutto sommato una stima dell’1% di falsi positivi, potrebbe essere realistica o anche una sottostima.

17 https://www.ats-milano.it/Portale/Portals/0/AtsMilano_Documenti/Vademecum%20COVID19_UdO_sociosan_260620_3daea6d3-daf1-4869-9dc6-6d5cfc908ab3.pdf

18 Questo è quello che viene ufficialmente previsto da disposizioni ministeriali, vedi per esempio qui: https://www.orizzontescuola.it/wp-content/uploads/2020/08/circolare-ministero-salute.pdf.

19 https://www.ars.toscana.it/2-articoli/4247-coronavirus-2019-ncov-cina-cosa-e-trasmissione-incubazione-sintomi-assistenza-clinica-prevenzione.html#incubazione.

Trascrizione testo (3 luglio 2020)
https://acu2020.org/versione-italiana/

Cari cittadini, benvenuti alla CEC, Commissione d’inchiesta Extraparlamentare Corona.
Se non la apre il Parlamento, allora siamo noi cittadini chiamati a farlo.

CEC, indagheremo sul perché nel nostro paese siano state adottate queste misure restrittive a seguito della Covid-19, sul perché ora la gente soffre e se sia stato veramente seguito un criterio di proporzionalità nel definire che questa malattia sia causata da un Virus SARS-Cov-2.

Noi nutriamo dei seri dubbi che sia stato seguito un criterio di proporzionalità, tanto restrittive sono state le misure adottate. Questo fatto deve essere investigato, e dato che né l’opposizione né i partiti di governo – cioè il parlamento - hanno convocato una commissione d’inchiesta e che questa non è neanche in programma, è giunto il momento di prendere in mano la situazione. Qui nel circolo dei portavoce sul caso Corona inviteremo e ascolteremo esperti in ogni settore della vita, medico, sociale, giuridico, economico e molto altro.

Diversi rinomati esperti hanno accettato la nostra proposta, e, accanto al circolo dei portavoce, ai miei colleghi prof. Haditsch e dr. Schiffmann desidero presentarmi anche io.

Mi chiamo Heiko Schöning e sono un semplice medico di Amburgo.

La mia motivazione personale è che io sono un padre, come lo sono tanti altri in questo paese, e noi vediamo come i nostri figli soffrono, non soltanto perché i parchi gioco sono stati chiusi, ma anche perché sono stati separati gli uni dagli altri. E per gli adulti è ancora peggio.

Noi ci domandiamo: perché non si possono più andare a trovare i propri genitori e parenti nelle case di riposo? Il rischio di infezione è davvero così elevato? Abbiamo davvero un virus killer? Abbiamo la rabbia o la peste? Abbiamo dei seri dubbi che sia così!

Non abbiamo la peste!

Ma la realtà è che c’è invece qualcosa che aiuta. Questo lo ha già espresso anche il famoso premio nobel Alber Camus nel suo meraviglioso libro “La Peste”.

Questa onestà e questa trasparenza vogliamo ora garantire con la CEC, la Commissione di inchiesta Extraparlamentare Corona.

Ecco perché giungono qui esperti dal campo della medicina, prof. Bhakdi, dell’economia, prof. Otte, o anche del settore giudiziario, prof. Jungblut e molti altri, che si sono già impegnati. E noi invitiamo naturalmente anche esperti del governo, degli enti pubblici, del Robert-Koch-Institut ed esperti internazionali. Verrà fatto tutto in maniera trasparente. Le dichiarazioni degli esperti verranno trasmesse dal vivo, senza tagli, e saranno disponibili su Internet. Creeremo un sito web e avremo bisogno per questo di risorse aggiuntive. Per questo vi chiediamo di sostenerci in questa iniziativa dei cittadini C.E.C.

Che cosa emergerà nel migliore dei casi? Vedremo che non abbiamo alcun motivo di avere paura, esattamente come negli ultimi anni durante la stagione influenzale, infatti (il virus) sembra comportarsi esattamente così. Ma allora perché sono state adottate queste gravi misure?

Uno studio condotto dal ministero degli interni a questo proposito ha mostrato come in Germania il 90% degli interventi chirurgici necessari non siano stati eseguiti, il che ha colpito 2 milioni e mezzo di cittadini. E lo studio stima che a causa di questo provvedimento governativo si verificheranno dai 5000 ai 125000 decessi. Persone, cittadini e loro congiunti, che sono morti o che moriranno.

Questo studio è del 7 maggio 2020. Questo è il motivo per cui ora noi prendiamo in mano questa commissione di inchiesta sul caso Corona, perché non possiamo più aspettare.

Ed è molto più che una negligenza grave il fatto che gli enti governativi non solo non denuncino a viva voce questi fatti, ma addirittura sembra abbiano attuato una messinscena.

Infatti, i dati scientifici mostrano già adesso che per le misure adottate non esiste nessun fondamento. Quindi ci chiediamo tutti, anche naturalmente nel campo dell’economia – ma si tratta qui principalmente di vite umane -, chi ne trae vantaggio?

A queste domande cerchiamo di dare una risposta. Cui bono?

Grazie infinite anche per il supporto che ci avete dato finora e saremo felici di ricevere nuove risorse e collaborazione da parte vostra.

Ripetiamo, noi invitiamo tutti, anche la controparte, a parlare qui, tutto verrà reso disponibile su Internet in maniera trasparente. Ci rendiamo naturalmente disponibili anche per una conferenza stampa. Preghiamo quindi anche l’Associazione Conferenza Stampa Federale di aprire le loro porte sia per noi sia per la stampa straniera.

Un sincero ringraziamento.

E ora passo la parola al mio collega, il dr. Bodo Schiffmann.

Si, grazie dr. Schöning.

Perché è necessaria la Commissione di inchiesta Extraparlamentare Corona? Perché abbiamo a che fare con una mancanza del criterio di proporzionalità. I governi devono prendere delle decisioni, e in situazioni di emergenza, come ad esempio in una pandemia, devono anche adottare dei provvedimenti, che in un primo momento possono limitare i diritti costituzionali.

Ma i governi hanno anche il dovere di riesaminare continuamente questi provvedimenti e di allentarli il più presto possibile per evitare danni collaterali, come (ad esempio) quelli menzionati dal mio collega dr. Schöning.

Invece riceviamo unicamente numeri fuori dal loro contesto, numeri suscettibili soltanto di diffondere e alimentare paura, in quanto vengono i casi vengono semplicemente addizionati e non viene mostrato che esiste una discrepanza tra il numero dei test eseguiti e il numero delle persone effettivamente infette.

Strutture preesistenti e ben funzionanti, come la legge sulla protezione dalle infezioni, vengono semplicemente sospese e sostituite con qualcosa di nuovo, di molto più drastico, e l’unica cosa che ci arriva dal governo è il continuo fare appello al vaccino contro una malattia della quale ormai ben sappiamo, grazie a numerosi studi internazionali, che è paragonabile ad una forte influenza, che il tasso di mortalità non è più elevato rispetto ad una normale influenza e che quindi non giustifica le drastiche misure adottate.

C’è una ignoranza spaventosa degli studi e degli esperti internazionali in tutti i settori, siano essi virologi, batteriologi, epidemiologi, o anche scienziati, che semplicemente non vengono ascoltati o addirittura ignorati.

Peggio ancora, essi vengono designati come bugiardi, ciarlatani, o “teorici della cospirazione”, che diventerà sicuramente il motto dell’anno.

Per contro viene pubblicizzato un vaccino che può essere estremamente pericoloso, un vaccino che dal punto di vista medico non è necessario, perché non ci sono più dati che sostengano questa necessità. La situazione non è nemmeno più tale per cui in Germania ci siano malati sufficienti per testare l’efficacia di un vaccino. E si tratta di una nuova forma di vaccino, un vaccino RNA, che, contrariamente a quelli finora disponibili, è in grado di modificare il patrimonio genetico e di causare alla persona danni non immediatamente visibili. E qui bisogna pensare anche al principio medico “primum non nocere”, “innanzitutto non nuocere”.

Questo è il compito dei medici e noi qui speriamo che anche altri medici si impegnino e riflettano, poiché noi medici non possiamo più nuocere che essere di beneficio al paziente.

La mia motivazione sono i miei nonni e i miei genitori, i quali mi hanno insegnato che, quando ho la sensazione che i diritti fondamentali vengono limitati, che la democrazia viene limitata, che la stampa non è più una stampa libera, ma piuttosto si ha la sensazione che si tratti di propaganda, quando opinioni diverse vengono censurate ed eliminate, allora bisogna scendere in piazza, bisogna attivarsi o cercare di informare il pubblico di persona, come si fa con una Commissione di inchiesta Corona. Esattamente poiché esiste sempre il pericolo che il potere corrompa e che prima o poi i politici non riescano più ad avvedersene con il giusto equilibrio e i giusti obiettivi.

Io ho visto un pericolo di perdita della democrazia e assisto ogni giorno a sempre più numerosi tentativi di trasformare il nostro ordinamento democratico libero in uno stato di sorveglianza, basato sul lavaggio del cervello, sulle APP-Vigilanza e simili, il tutto dietro al pretesto della legge sulla protezione dalle infezioni.

Nel migliore dei casi otterremo il risultato di un completo chiarimento giuridico delle ragioni che sono dietro a queste misure, che da un punto di vista medico, scientifico ed economico sono esagerate, otterremo che i responsabili vengano assicurati alla giustizia e che situazioni come quella della influenza suina, con vaccini che hanno prodotto danni alle persone per una malattia contro cui non c’era nessuna necessità di vaccinarsi, non si possa più ripetere! E tutti i provvedimenti che sono stati presi devono essere immediatamente revocati, in quanto sono stati adottati sullo sfondo di scenari dell’orrore che non si sono verificati e che vengono continuamente tenuti in piedi per evocare e alimentare nella popolazione la paura di una malattia infettiva mortale, che in tale forma non esiste.

E nel migliore dei casi tutto questo verrà fuori e ne seguirà la fine immediata del lockdown e dell’obbligo della maschera. E proprio ad una data in cui non si verificavano più nuovi casi di malattia (il 29.5) è stato lanciato un appello all’uso obbligatorio delle maschere negli studi medici. Nelle ultime settimane – oggi è il 20 giugno 2020 – 14 giorni fa abbiamo avuto grandi manifestazioni di massa contro il razzismo in 20 grandi città tedesche, con un massimo fino a 20.000 partecipanti. Se il virus circolasse ancora in Germania in questa forma e con questo tasso di contagiosità, allora dovremmo oggi avere un incremento massiccio nel numero delle nuove infezioni, il che non si è verificato.

E in questo modo è dimostrato, che i provvedimenti non sono più in nessun modo giustificati. Ringrazio molto.

Grazie collega Schiffmann.

Vorrei sottolineare ancora una volta che quello che noi facciamo qui è assolutamente imparziale, qui non si tratta di sinistra o di destra, di grassi o di magri, di uomo o di donna. Qui si tratta effettivamente di vita o di morte per molti, di qualità della vita per gli adulti ma anche per i nostri bambini.

Questa è la nostra motivazione principale - anche per le generazioni future – che affrontiamo in prima persona la situazione di fronte alla quale ci siamo trovati negli ultimi mesi.

Noi cittadini dobbiamo di nuovo diventare sovrani e ce ne arroghiamo il diritto, perché lo abbiamo.

Noi stiamo in piedi sul terreno della costituzione. Nella costituzione, che tengo qui in mano, c’è un articolo meraviglioso, l’articolo 20, paragrafo 4: ”Tutti hanno il diritto alla resistenza, se nessuna altra misura pone rimedio”.

Possiamo anche considerare questa Commissione d’Inchiesta Extraparlamentare Corona come una delle ultime misure disponibili e sperare che i responsabili di governo, coloro che hanno prestato giuramento di non nuocere ma di aiutare il popolo, coloro che difendono il nostro paese, che tutti insomma, funzionari, ufficiali, medici, cittadini vengano coinvolti nella risoluzione di questa terribile situazione che tutti viviamo, nelle strade, nelle famiglie, e di persona tra i nostri amici e parenti.

Dobbiamo fare qualcosa contro questo stato di cose. E sono contento che non abbiamo solo la prospettiva tedesca, ma possiamo portarne anche una internazionale. E quindi sono contento di avere qui nel circolo dei relatori della CEC, Commissione d’Inchiesta Extraparlamentare Corona, anche un esperto dall’Austria, il prof. Haditsch. Prego.

Si, la ringrazio molto e un caloroso saluto a tutti.

Caro collega Schöning, è un grande onore per me e a dire il vero anche una questione che mi sta particolarmente a cuore prendere parte alla CEC, la Commissione d’Inchiesta Extraparlamentare Corona.

Spostandoci sul piano della questione dobbiamo porci la domanda, come mai è necessaria questa Commissione d’Inchiesta? Questa indagine è necessaria, perché fin dall’inizio sono state prese irresponsabilmente delle decisioni irragionevoli o deliberatamente oppure per negligenza grave e senza la dovuta diligenza, cioè senza neppure minimamente prendere in considerazione i danni collaterali. Queste decisioni hanno anche soppresso i diritti democratici fondamentali e calpestato i doveri etici.

In questo contesto c’è stato anche il palese tentativo di compensare con provvedimenti draconiani non mirati errori clamorosi, come ad esempio l’abbandono dei cittadini vulnerabili – mi permetto di ricordare le persone che si trovano nelle case di riposo – per non dover poi giustificare anche questo errore o almeno per distogliere l’attenzione da questi problemi.

Se questo sia avvenuto involontariamente, cioè per ignoranza, o intenzionalmente, e quindi per motivi contestabili, è irrilevante. In ogni caso gli organi decisionali risultano con ciò disqualificati di per se stessi.

Considerando la gravità delle decisioni prese, entrambe le opzioni descritte devono essere sottoposte ad una revisione dettagliata, e questo, data l’esperienza di estrema parzialità nella versione dei fatti da parte dei politici e dei media di stato, può essere effettuato solo nell’ambito di una commissione d’inchiesta Corona indipendente, quindi anche extraparlamentare.

La mia personale motivazione nel prestare la mia collaborazione consiste appunto nel fatto di essere microbiologo, virologo ed epidemiologo e di essere, da un punto di vista professionale, profondamente turbato da questo modo di procedere, finora assolutamente scriteriato.

Alcuni si chiederanno adesso, cosa intendo per “questo modo di procedere scriteriato?”.

Qui annovero a dire il vero la continua rappresentazione degli scenari “worst case” divulgata dai media, paragoni fuori luogo atti ad alimentare la paura, si pensi soltanto alla frase d’effetto del tutto sconcertante “la situazione italiana”, che nel migliore dei casi è applicabile soltanto ad alcune regioni del Nord Italia, e dove in realtà le regioni del sud Italia, pur se meno equipaggiate, hanno affrontato il tutto in maniera relativamente non problematica.

Rappresentazioni inadeguate e ostentate di tendenze minacciose, che nella pratica non si sono mai verificate, e che se fossero state correttamente valutate, non avrebbero nemmeno mai potuto verificarsi, grazie alla qualità del sistema sanitario tedesco.

Io sono anche medico generico. Innanzitutto, però anche come dottore non potevo sopportare più a lungo il modo di procedere sprezzante della persona e della salute, che si trova in netto contrasto con il contenuto e l’etica della mia professione.

Questa paura e questo allarmismo permanente, i danni sociali e psichici che ne derivano, i giganteschi danni collaterali medici ed economici e non da ultimo le massicce interferenze nella nostra vita culturale e associativa sono, io credo, almeno come medico olistico, ragione sufficiente e motivazione sufficiente per alzarmi in piedi e affrontare questa follia.

Considerando il disastro che non si può ancora quantificare, sembra necessario, pur certamente con il dovuto rispetto, ma senza mezzi termini, insistere per una valutazione oggettiva delle decisioni prese e per una assunzione di responsabilità da parte degli organi decisionali qualora una condotta scorretta venga accertata.

Si pone anche naturalmente la prospettiva della commissione d’inchiesta come interrogativo, che cosa ci possiamo aspettare? Cosa ne verrà fuori nel migliore dei casi?

Dal mio punto di vista, ne verrà fuori che tutti i cittadini – o quantomeno i colleghi medici, voglio dire, che si dovrebbero sentire vincolati dall’approccio ippocratico, cioè questo slogan “nil nocere”, “nicht zu schaden” – si informeranno, che si interrogheranno criticamente e procederanno ad una verifica di plausibilità anche al di fuori dei media consacrati alla linea di governo. E così si scoprirà che Bergamo non è l’Italia, Ischgli non è l’Austria, New York non è gli Stati Uniti e una festa di carnevale a Heinsberg, un quartiere a Göttingen e un mattatoio, ovunque sia, non sono la Germania.

Dovrebbe anche diventare evidente per tutti - che il sistema sanitario tedesco non ha mai corso neppure lontanamente il pericolo di essere scompensato, cioè di essere sovraccaricato - che numeri come il tasso di raddoppio e questa cifra sconcertante “R0” avevano in prima linea lo scopo di metter la popolazione sotto pressione per mezzo della paura e sono state comunicate in maniera non oggettiva e manipolativa per la mancanza di riferimenti al numero dei test effettuati, - che numeri falsi e poco seri riguardo ai decessi sono stati sfruttati a scopo di intimidazione - che il numero dei casi era già significativamente in calo prima della data del lockdown - che l’obbligo di portare la maschera ordinato 4 settimane DOPO era oggettivamente privo di fondamento, illegale e da un punto di vista psicosociale irresponsabile - che il mantenere ostinatamente provvedimenti e affermazioni già smentite, contro ogni buon senso e ogni comprovata evidenza, in questo contesto è un crimine - che in fin dei conti un drastico cambiamento delle strutture decisionali improntate ai partiti politici è più che dovuto, perché solo così si può evitare in maniera affidabile un permanere o un ripetersi di questo modus operandi nemico della democrazia.

Dal profondo del mio cuore auguro alla CEC, Commissione d’Inchiesta Extraparlamentare Corona, tutto il successo possibile nell’analisi oggettiva di tutte queste tematiche conflittuali.

La ringrazio molto, collega Haditsch.

Vorrei sottolineare ancora una volta perché abbiamo dato vita adesso alla CEC, la Commissione d’Inchiesta Extraparlamentare Corona. Non vogliamo aspettare il Parlamento o gli altri che forse in futuro adempieranno, perché è urgente adesso, le persone soffrono adesso, i loro congiunti soffrono adesso, moltissimi hanno subito danni adesso e alcuni hanno addirittura lasciato la loro vita.

Esattamente come era stato nello studio interno del Ministeri degli Interni. Sono morti persino a causa delle misure del governo! E questo non corrisponde al criterio di proporzionalità.

Il motivo per cui è anche urgente che noi dobbiamo prendere in mano la situazione, proprio quando nessuno lo fa, che forse sarebbe più adatto, è una circostanza aggravante che desidero menzionare.

In tutto il mondo si trovano sempre persone a cui il cuore si ferma. Tutti corriamo questo rischio al 100%, prima o poi succederà a ciascuno che il cuore si fermi.

La buona notizia è che in questo caso si può fare la rianimazione, e ci sono delle linee guida su come deve essere effettuata. Queste linee guida sono cambiate internazionalmente all’inizio di aprile, e in seguito a questo anche in Germania. E queste linee guida, bisogna immaginarselo, dicono ora “a causa dell’elevato rischio di infezione da Covid-19 e del grave danno che ci si potrebbe causare”, non deve più essere fatta la respirazione bocca a bocca, questo bisogna immaginarselo, “si deve ora mettere un panno sopra la bocca”.

Questo significa che molte più persone nel mondo moriranno, in quanto è scientificamente dimostrato che, quando si fanno sia il massaggio cardiaco sia la respirazione, molte più persone sopravvivono. E così si crea più mortalità nelle statistiche. Dobbiamo anche far cadere queste nuove linee guida.

Perché questo vediamo in realtà, e riusciremo insieme a dimostrarlo esaurientemente in questa commissione d’inchiesta, non abbiamo la peste, non abbiamo un virus killer. Questa è una buona notizia!

Però ci dobbiamo chiedere: Perché le cose stanno così come stanno? Perché ci sono queste misure? Chi ne approfitta? Non vogliamo aspettare finché anche noi, i nostri amici e i nostri parenti subiscono danni personali e corporali.

Dobbiamo lavorare insieme adesso!

E io posso solo invitare, dietro di noi non ci sono gruppi, media, persone ricche, fondazioni. Più risorse abbiamo e più velocemente e professionalmente possiamo svolgere questo lavoro, anche internazionalmente.

Lo pubblicheremo anche in più lingue al meglio delle nostre possibilità. Sono tutti invitati ad aiutarci, nel miglior senso civico.

E quindi vi ringrazio anche molto per il supporto datoci finora.

Video completo degli interventi

Corrado Penna

In certi casi gli anticorpi prodotti da una prima esposizione al virus naturale o al vaccino (che significa esposizione al virus inattivato o ad alcune proteine del virus stesso) possono rafforzare la capacità dell’agente infettivo di penetrare nelle nostre. Per esempio può capitare (con alcuni virus, non con tutti) quando sta svanendo l’immunità fornita dagli anticorpi passati con il latte materno e si viene in contatto con il virus, o quando si viene contagiati successivamente a una vaccinazione.

A questo punto si pone un problema: le sperimentazioni sul vaccino come possono appurare realmente l’esistenza di un tale fenomeno? Occorrerebbe esporre i vaccinati al virus vivo, ovvero infettarli dopo che si è appurata una produzione sufficiente di anticorpi. Si realizzeranno mai simili esperimenti (che fino ad ora esperimenti non sono stati eseguiti)? Sarebbe etico?

Ma per iniziare cerchiamo di fornire informazioni su questo fenomeno noto come ADE (Antibody-Dependent Enhancement che potremmo tradurre come “rafforzamento dipendente dagli anticorpi”).

Leggiamo su un articolo di giornale (1) che il vaccino in questione potrebbe in teoria anche aumentare la gravità di una infezione da Covid-19. Citando un articolo pubblicato sulla famosa rivista scientifica Nature che porta talora alla produzione di anticorpi in grado di legarsi ai virus facilitandone l’ingresso all’interno delle cellule, favorendo di conseguenza l’infezione, invece che bloccarla. Non sempre, non con tutte le persone, non con tutti i virus, non con tutti i livelli di anticorpi, ma questo fenomeno si è già riscontrato in passato con diversi virus, compresi alcuni coronavirus.

E adesso veniamo a un articolo pubblicato sul sito di un’azienda che si occupa anche della produzione di vaccini contro l’influenza: Paul Perreault, CEO di CSL(2): non affrettiamo la realizzazione del vaccino per il COVID-19 (3). Il sottotitolo dell’articolo è ancora più esplicativo e mostra una preoccupazione alquanto rilevante e diffusa: Unendosi a scienziati ed esperti medici, Perreault richiede rigore, precisione e il tempo necessario per garantire la sicurezza del vaccino.

Leggiamo in tale articolo:
Tutti vogliono convincere tutti ad accelerare e cercare di sbarazzarsi del nastro rosso”, ha detto Perrealt al Financial Times (www.ft.com/content/2b6f7068-8188-4cc6-bce4-97fb8b1f5178?list=intlhomepage). “Ma una parte dei motivi per cui quel nastro rosso sta lì, sono motivi di sicurezza; quando sai che dovrai somministrare miliardi di dosi di questo vaccino, vuoi assicurarti di fare la cosa giusta.”

CSL (…) Ha lanciato cinque progetti rivolti a COVID-19, tra cui un candidato al vaccino lanciato dai ricercatori dell'Università del Queensland. CSL Behring è anche membro fondatore della CoVIg-19 Plasma Alliance, un gruppo delle principali società al mondo che stanno lavorando insieme su un prodotto “iperimmune” (www.cslbehring.com/vita/2020/taking-plasma-treatment-to-the-next-level-with-a-hyperimmune) come potenziale trattamento.

(…) Perreault ha sollevato il problema di come alcuni vaccini abbiano causato un potenziamento dipendente dagli anticorpi (ADE). A causa di tale ADE, una persona vaccinata può sperimentare una forma ancora peggiore della malattia invece che essere immune da essa - qualcosa che è accaduto con un vaccino per la febbre dengue, ha detto Perreault. Questa realtà evidenzia la necessità di rigorosi studi e revisioni prima di distribuire un vaccino a persone di tutto il mondo, ha affermato.

Lo stesso problema è stato sollevato sulla rivista The Scientific American (www.scientificamerican.com/article/the-risks-of-rushing-a-covid-19-vaccine/) e dalla dottoressa Kate Sullivan, direttrice del reparto di allergia e immunologia presso l'ospedale pediatrico di Philadelphia e consulente della Immune Deficiency Foundation [fondazione sul deficit immunitario].

Leggiamo su The Scientific American: “Solo gli Stati Uniti hanno in programma di vaccinare centinaia di milioni di persone con il primo [vaccino] candidato che si dimostri funzionale. Un grave evento avverso ogni mille, per un vaccino somministrato a 100 milioni di persone significa danni a 100.000 persone altrimenti sane”, ha scritto William Haseltine, Ph.D., ex professore della Harvard Medical School e fondatore dei dipartimenti di ricerca sul cancro e l'HIV/AIDS della medesima università.

Sullivan ha spiegato la questione dell’ADE in un recente video su YouTube per i pazienti su come funzionano gli anticorpi e sul perché un vaccino richiederà tempo (youtu.be/19fxBpXvqt8).

Nel rafforzamento dipendente dagli anticorpi, gli anticorpi agiscono come una spugna e attirano più virus nelle cellule invece di bloccarne l'ingresso, ha detto Sullivan. “Quindi non succede chiaramente con ogni vaccino e non succede in tutte le persone che ricevono il vaccino”, ma è una questione che deve comunque essere investigata completamente prima che venga distribuito, ha detto. (…)

Piccola rassegna di studi scientifici

L’articolo Out of the frying pan and into the fire? Due diligence warranted for ADE in COVID-19 (4) (che già nel titolo accenna al rischio di finire “dalla padella nella brace”) ci spiega come il fenomeno dell’ADE si verifica con la re-infezione da virus Dengue (5) ma anche con le re-infezioni da parte di virus di altre famiglie come quella per l’appunto dei Coronaviridae.

Di conseguenza, lo sviluppo dei vaccini contro la patologia Covid-19 deve appurare che non si verifichi tale fenomeno che potrebbe causare un problema a livello mondiale oltre che causare un calo di fiducia da parte della popolazione nei confronti della scienza medica. L’articolo accenna, come già detto nell’introduzione, che il fenomeno dipende dal livello di anticorpi sviluppati dal paziente.

Antibody-dependent enhancement (ADE) is an atypical immunological paradox commonly associated with dengue virus re-infection. However, various research models have demonstrated this phenomenon with other viral families, including Coronaviridae. Recently, ADE in SARS-CoV-2 has emerged as one hypothesis to explain severe clinical manifestations. Whether SARS-CoV-2 is augmented by ADE remains undetermined and has therefore garnered criticism for the improper attribution of the phenomenon to the pandemic. Thus, critical evaluation of ADE in SARS-CoV-2 vaccine development will be indispensable to avoid a global setback and the erosion of public trust, e ricorda la storia recente del Dengvaxia, il primo vaccino a virus vivo attenuato contro il virus Dengue, che ha messo a rischio gli individui che non erano stati ancora a contatto con virus, e che ha causato mancanza di fiducia nella sanità pubblica e nei vaccini (in quelle regioni in cui il Denvaxia è stato somministrato). Nell’articolo si specifica che l’analisi di modelli animali (leggasi esperimenti su cavie animali) non ha mostrato al momento esempi di ADE associati al Covid-19, ma le cavie animali non sono esattamente esseri umani, come ci ricorda l’articolo Obstacles and advances in SARS vaccine development (6) (Ostacoli e progressi nello sviluppo di un vaccino per la SARS) nel quale leggiamo che la loro funzionalità “può essere intralciata dalla mancanza di una similarità patologica con la malattia umana”.

E ancora che “la difficoltà nello sperimentare su modelli animali per l’ADE dipende dalla condizione che se l’ADE non è osservato non è detto che i vaccini siano sicuri nell’uomo riguardo all’ADE stesso. Al contrario se in un modello animale si manifesta l’ADE, possiamo imparare di più sul meccanismo dell’ADE indotto da SARS, il che può aiutarci a formare le basi per le linee guida di sviluppo di un vaccino sicuro”.

L’articolo Evaluation of Antibody-Dependent Enhancement of SARS-CoV Infection in Rhesus Macaques Immunized with an Inactivated SARS-CoV Vaccine (7) ci informa che è stato documentato il fenomeno dell’ADE indotto da vaccini contro i coronavirus della SARS (SARS-CoV) mentre con un altro vaccino, la sperimentazione su macachi rhesus tale fenomeno non si sarebbe presentato. Questo però, alla luce di quanto appena sottolineato sui “modelli animali” (esperimenti su cavie) può significare ben poco.

Note

1 Coronavirus, ecco come funziona il vaccino di Oxford. Oltre 32mila persone disposte a inocularsi Sars Cov 2 per testarlo, pubblicato su Il fatto quotidiano del 25 luglio 2020 e scritto da Peter D’Angelo; https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/25/coronavirus-ecco-come-funziona-il-vaccino-di-oxford-oltre-32mila-persone-disposte-a-inocularsi-sars-cov-2-per-testarlo/5878983/ .

2 A tale azienda fa capo anche la Siqirus, che si occupa di Vaccini anti-influenzali dopo avere acquisito la relativa branca dall’azienda Novartis, e che ha stipulato con la maggior parte degli Stati dell’Unione Europea un contratto preventivo per l’eventuale realizzazione e vendita di vaccini contro una prossima “pandemia influenzale”.

3 Articolo pubblicato il 13 luglio 2020 e scritto da Debra Moffitt, titolo originale CSL CEO Paul Perreault: Don't Rush the COVID-19 Vaccine; https://www.cslbehring.com/vita/2020/csl-ceo-paul-perreault-do-not-rush-the-covid19-vaccine.

4 Pubblicato su Microbes and Infection 2020 Jun 24 [ la pubblicazione on line precede quella su carta stampata], autori J M.Coish , A J.MacNeil; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7311339/.

5 l’ADE infatti è responsabile per il 90% del fenomeno delle febbri emorragiche e delle sindromi da shock indotte da tale virus,

6 Pubblicato su Vaccine 2006 Feb 13; 24(7): 863–871, autrice Deborah R. Taylor; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7115537/.

7 Pubblicato su Virologia Sinica 2018 Apr; 33(2): 201–204, autori Fan Luo, Fan-Lu Liao, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6178114/.

Marcello Pamio

Ecco la prova che le istituzioni governative, sia centrali che locali, stanno raccontando un sacco di fregnacce alla gente!
L’ultimo in ordine cronologico è il rapporto Istat del 16 luglio 2020 dal titolo: “Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità: cause di morte dei deceduti positivi al Sars-Cov-2”.
I risultati sono a dir poco eclatanti, e come sempre accade sono stati ripresi e ampiamente amplificati dai megafoni portavoce del Sistema; i tristemente noti media mainstream annunciano a gran voce: “9 pazienti su 10 morti per il virus”. Avete letto bene: il 90% delle morti di quest’anno SONO state causate, senza ombra di dubbio, dal virus con gli occhietti a mandorla.
Finalmente hanno depositato la pietra tombale sulla testa e sulla bocca di tutti quei complottisti della domenica che ancora vanno affermando che le persone sono morte CON il virus e non a causa di esso. Non se ne poteva più di questi sciacalli che continuano a mettere in discussione il Verbo governativo.

Ora sappiamo con assoluta certezza che sui decessi non hanno pesato per nulla le condizioni di salute preesistenti delle persone coinvolte, quindi le gravissime patologie pregresse che la stragrande maggioranza aveva: sono state ininfluenti al cospetto di Mister Vairus...
Se diamo retta ai media, sembra che in Italia a gennaio sia entrato non uno dei tanti coronavirus, e cioè un virus influenzali, ma l’ebola ingegnerizzato e modificato per sterminare la popolazione!

Rapporto Covid-19
Vediamo questo Rapporto epocale...
I ricercatori dell’ISTAT e dell’ISS hanno analizzato 4.942 schede di morte di soggetti positivi al tampone su un totale di 31.573 segnalazioni complessive alla data del 25 maggio 2020, quindi meno di un sesto del totale.

Le conclusioni, come detto, sono chiarissime e non lasciano spazio ad alcun dubbio: “il Covid-19 è la causa direttamente responsabile della morte nell’89% dei decessi di persone positive al Sars-Cov-2”.

Le malattie pregresse hanno causato il decesso solo per uno striminzito 11% dei casi, quindi una scoreggietta a confronto col virus, anche se gli esperti indipendenti hanno scritto che “il 71,8% dei decessi di persone positive al virus ha almeno una concausa: il 31,3% ne ha una, il 26,8% due e il 13,7% ha tre o più concause”.
Quindi oltre 70 persone su 100 avevano UNA O PIU’ PATOLOGIE croniche e/o degenerative, anche gravissime, ma queste non hanno influenzato l’esito letale perché non si possono comparare con la ferocia assassina dell’agente virale.

In base all’analisi condotta sulle schede di decesso, Covid-19 è la causa direttamente responsabile della morte, ossia la causa iniziale, nell’89% dei decessi di persone positive. In questi casi, la morte è quindi causata direttamente da Covid-19, seppure spesso sovrapposto ad altre malattie preesistenti”.
Ora, ironia a parte, sarebbe illuminante sapere come sono riusciti senza nessun esame autoptico (ricordo che le autopsie sono state vivamente sconsigliate dall’attuale governo...) ma soltanto leggendo una scheda di morte compilata da altri medici, a stabilire con assoluta certezza che una persona con il cancro metastatizzato o con una grave patologia cardiovascolare o il diabete mellito è morta DIRETTAMENTE per il Covid-19. Solo perché aveva il tampone positivo?
Sarebbe altresì meraviglioso, questa volta per la psichiatria, poter studiare l’encefalo di quei ricercatori che sono riusciti a scrivere: “la polmonite è presente in 3.977 morti (80.5%) MA IN NESSUN CASO E’ LA CAUSA INIZIALE del decesso. La presenza della polmonite (malattia causata dal Sars-Cov-2) conferma il ruolo rilevante di Covid-19 come causa direttamente responsabile di gran parte dei decessi".

Puzza un po’ di dissonanza cognitiva: prima avvertono i lettori che la polmonite NON è la causa iniziale della morte, ma dopo poche righe precisano che la presenza della polmonite conferma il ruolo del Covid-19 come causa iniziale della morte.
Insomma il mantra ufficiale è sempre lo stesso: la causa delle morti è il coronavirus!
I dati ISTAT invece mostrano un quadro leggermente diverso e soprattutto molto interessante.
Spulciando i dati pubblicati sulla mortalità nei primi mesi dell’anno (da gennaio a maggio), negli ultimi 6 anni (2015-2020) in alcune regioni i decessi nel 2020, nonostante l’influenza mascherata da ebola, sono nettamente inferiori a quelli degli anni precedenti.

Va precisato a questo punto che nel 2020 praticamente quasi TUTTI i decessi sono stati registrati come “Covid-19”. Una persona morta devastata dalle cure per il cancro, è morta per il Covid; un anziano pluricentenario morto di vecchiaia, ovviamente è stato ucciso dal virus, ecc.
Nonostante tale vergognoso conteggio che ha gonfiato a dismisura i dati a beneficio della psico-pandemia, in alcune regioni italiane i morti negli anni precedenti sono stati molto più numerosi.
Come la mettiamo?
Un esempio per tutti: il numero di decessi avvenuti a Padova e provincia dal 2015 al 2020.

Nessuno ha il coraggio di dirlo, ma paradossalmente la mortalità nel 2020 a Padova e provincia, nonostante il Covid, è stata la più bassa degli ultimi 6 anni!
Nell’anno 2017 la mortalità è stata maggiore del 10% rispetto a quest’anno, e non abbiamo ricordi di chiusure regionali, blocchi della produzione industriale e sequestro dei cittadini. O sbaglio?
Alla fine della fiera, conti alla mano, la bravura del governatore del Veneto Luca Zaia è stata quella di creare un’illusione mediatica e puramente propagandistica. Non c’è stata alcuna pandemia.

Cause multiple
La Tabella 1 pubblicata a pagina 6 nel Rapporto elaborato da ISTAT e ISS mostra la “Distribuzione delle cause nei decessi dei pazienti positivi a Sars-Cov-2 per causa iniziale e multipla”.
Il totale delle “cause multiple” di morte è di 12.575.

Distribuzione delle cause nei decessi dei pazienti positivi al Sars-Cov-2, per causa iniziale e multipla

Questo dato, se teniamo conto che hanno analizzato solo 4.942 cartelle cliniche, indica che la media delle patologie per persona era di 2.5! Significa che le persone morte avevano mediamente due patologie e mezza!
Possiamo veramente credere che queste non abbiano influito per nulla sulle cause di morte? In fin dei conti parliamo di cancro, malattie cardiovascolari, renali, ecc.

La curva sale dopo marzo
Dai grafici dell’ISTAT si evince un’altra cosa intrigante. La curva del numero dei morti del 2020 (linea rossa, vedere immagine) inizia a superare quella dei morti degli anni precedenti (curva blu) sempre verso la seconda/terza settimana di marzo.

Questo può significare due cose: la prima che marzo è il mese nel quale la carica virale è massima e uccide più persone, mentre la seconda potrebbe essere collegata alla dichiarazione di pandemia avvenuta l’11 marzo 2020. Va detto che l’organizzazione mondiale della sanità non ha dichiarato lo “Stato di pandemia globale”, ha detto che “il Covid-19 può essere caratterizzato come una pandemia”. Quel “può essere” fa una grande differenza.
Dichiarazione vera o falsa che sia, ha certamente modificato i protocolli, gli approcci terapeutici, le modalità di registrazione dei morti e le autopsie...

Conclusione
La conclusione è scontata, esattamente come i rapporti degli enti sovranazionali che dovrebbero difendere e proteggere la salute pubblica.
I dati sono nelle loro mani, e possono essere modificati e interpretati per farci credere qualunque cosa. Pur di continuare a mantenerci attiva l’anestesia cerebrale, devono continuare a instillare il virus della paura. Solo così possono mantenere saldo il potere.
Un giochetto questo per chi controlla i media mainstream...

Marcello Pamio

Hanno gentilmente atteso la fine della prima quarantena e poi, al segnale convenuto, hanno scatenato l'inferno.
Mi riferisco alle armate della Santissima Inquisizione moderna, le medesime che dal XV secolo hanno “punito, incarcerato e corretto” tutte le persone affette da “perversione eretica”.
Hanno preso il “diavolo” come scusante ma lo scopo era redimere tutti quelli che uscivano dalla “normalità”, dal pensiero unico, dal paradigma dell'epoca...
Sono passati molti secoli da allora e le strategie adottate si sono ovviamente aggiornate e adattate camaleonticamente al periodo.
Innanzitutto gli spietati inquisitori hanno abbandonato il nero per il più consono camice bianco, e le torture sono state soppiantate dal rogo mediatico e professionale. Oggi infatti, nella società dell'immagine, preferiscono screditare, sputtanare, ridicolizzare, e se riguarda un medico sospendere e/o radiare.

A proposito di medici, l'ultimo a finire sotto il Malleus Maleficarum (Martello delle Streghe) è stato il dottor Ennio Caggiano, un bravo e simpaticissimo medico di famiglia della provincia di Venezia.
Ecco cosa riporta la lettera giunta per Pec a Caggiano in data 25 maggio 2020.
Perviene a questa Azienda una segnalazione, sottoscritta da alcuni medici di medicina generale, con la quale si denunciano comportamenti deontologicamente poco accettabili, posti da Lei in essere, nel suo profilo Facebook”.

Le accuse dei delatori con lo stetoscopio al collo sono pesantissime: il dottor Caggiano ha avuto la pessima idea di scrivere qualche post su Facebook, ma vi rendete conto?
Veniamo a conoscenza quindi che un medico non può godere dell'articolo 21 della Costituzione, quello della “libertà di espressione”. Ma la chicca arriva dopo poche righe:
Le ricordo che Lei opera come Medico di Medicina Generale, e che la Medicina Generale è il primo punto di contatto fra il cittadino/paziente il SSN e come tale è il comportamento del medico curante, a cui il paziente si riferisce con fiducia, può ingenerare allarme, in particolar modo in settori delicati come il campo vaccinazioni in cui l'investimento della sanità pubblica è preponderante, fino ad indurre il paziente alla perdita della fiducia e credibilità nei servizi sanitari”

Finalmente si arriva al tema del contendere: i vaccini sono un dogma! Punto.
Non si possono toccare pena la segnalazione/richiamo/radiazione da parte dell'ordine. Capito? Eresia da estirpare con ogni mezzo.
I vaccini, lo dicono loro, sono l'investimento della sanità pubblica preponderante, quindi anche per questo motivo non si possono mettere in discussione.
La parte finale però fa comprendere qual è la vera paura per questi ciarlatani: la perdita di fiducia e credibilità nei servizi sanitari, cioè nelle loro cure chimiche deleterie e nei loro sistemi pseusopreventivi chiamati screening.

La colpa è del dottor Caggiano o del dottor Roberto Gava o del dottor Paolo Rossaro (questi ultimi medici radiati dagli ordini) se le persone si stanno allontanando sempre più da una medicina protocollare/difensiva, una medicina rigida e impagliata, totalmente fagocitata dalle industrie della chimica e farmaceutica?
La colpa è del dottor Caggiano se oggi le persone, nonostante la medicina basata sulle evidenze, continuano ad ammalarsi e a morire più di prima? Ricordo solo che in Italia oltre 500 persone muoiono ogni giorno per cancro (o per le terapie!).
Questo ennesimo caso mostra sempre di più la vera natura dell'ordine dei medici, che da organizzazione di tutela della categoria dalle aggressioni esterne (malpractice) è diventata un vero e proprio organismo di inquisizione con il compito di punire il pensiero non allineato.
E' arrivato il momento di una legittima, sacrosanta e forte reazione da parte di tutta la classe medica perché qui di mezzo non c'è il dottor Caggiano, ma l'autonomia e la libertà in Scienza e Coscienza di un medico! Si dovrebbero tirare fuori le palle e far sentire il proprio pensiero in modo coeso, anche perché non potranno mica radiarli tutti quanti?
Si deve prendere atto che sta cambiando il paradigma su certe terapie e trattamenti, per cui non è più possibile avere un unico pensiero allineato e unanime.
Basta con l'Inquisizione!