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Quando si sente parlare di Bitcoin ovviamente si tira sempre in ballo il nome di Satoshi Nakamoto, il misterioso personaggio che a gennaio del 2009 avrebbe dato inizio a uno dei più importanti esperimenti libertari degli ultimi secoli. Un progetto che sta squarciando il paradigma economico-finanziario moderno.

Ma fermarsi a livello superficiale vedendo l’incredibile algoritmo matematico come la genialata partorita dal cervello di uno sconosciuto (poi sparito nell’oblio e mai più riapparso) fa sorgere strani sospetti e inquietanti pensieri. Molti infatti credono che dietro a tale esperimento ci siano i servizi d’intelligence, come CIA e Mossad, telecomandati dalla solita rete oscura di una élite satanista sempre pronta a controllare il mondo.

Sull’esistenza di tale rete non ho alcun dubbio, visto che lo denuncio da quasi trent’anni, mentre faccio molta fatica a vedere Bitcoin come una creatura sfornata dalla Sinarchia mondialista.

Quale sarebbe il loro motivo? Schiavizzare il pianeta? Ma la moneta Fiat e quella digitale (carte di credito e debito) bastano e avanzano per tale progetto. Lo avrebbero quindi fatto per incastrare un piccolo sparuto gruppo di nerd, hacker e crittografi incalliti? Non penso proprio e d’altronde basterebbe studiare un po’ per capire che le cose sono molto più complesse e articolate.

Ma come la storia insegna è molto più facile spalancare le fauci per arieggiare l’orifizio orale, tirando in ballo i servizi segreti deviati, piuttosto che prendere in mano i libri e studiare.

Quasi nessuno infatti parla del terreno di coltura dove sarebbe cresciuta la pianta di Nakamoto.

Un terreno fertilizzato e lavorato dagli attivisti del Cypherpunk, un movimento libertario che verso la fine degli anni Ottanta aveva l’intento di tutelare e migliorare la privacy attraverso l’utilizzo della crittografia.

Il termine Cypherpunk è un neologismo che combina cipher (cifrario) e punk per evocare l’attitudine ribelle del movimento.

La storia parte oltre tre decenni prima dell’apparizione del “Libro bianco”, il White Paper di Satoshi Nakamoto, reso noto al mondo il 31 ottobre del 2008.

Agli inizi degli anni Novanta il movimento Cypherpunk fondato da J. Gilmore, T. May ed E. Hughes, comunicava grazie ad una mailing list crittografata e sicura.

Il manifesto ufficiale del movimento, datato 3 marzo 1993, è firmato da Eric Hughes.

«Noi Cypherpunks siamo attivi nella costruzione di sistemi informatici anonimi grazie all’impiego della crittografia, affinché lo scambio di informazioni e di denaro resti riservato. Noi scriviamo i codici software e li divulghiamo gratuitamente affinché siano disponibili e adottati dal maggior numero di persone”.

Il loro credo era semplice e nobile poiché vedevano la privacy come un diritto inalienabile e la crittografia come lo strumento più efficace per difenderlo. Credevano che attraverso la matematica e la crittografia si potesse garantire la sicurezza personale nell’era digitale sfidando i tentativi da parte di enti governativi e corporativi di sorveglianza e controllo.

Viene da sé che il concetto di denaro digitale decentralizzato, quindi libero e protetto dalla crittografia, sia stato fortemente influenzato dalle idee dei Cypherpunk. Ecco perché Bitcoin, la prima criptovaluta della storia (e unica per caratteristiche libertarie), viene visto spesso come il culmine di tali ideologie.

Andando al di là delle criptovalute, le ricerche del movimento hanno ispirato un’ampia varietà di tecnologie volte a preservare la privacy e la sicurezza online.

Due per tutte: Tor, la rete di anonimato e il sistema di email sicure PGP (Pretty Good Privacy).

Ma andiamo per ordine.

Nel 1967 lo storico e saggista David Kahn scrive il libro The Codebreakers sui sistemi e la storia della crittografia, che avrà un forte peso sul suo sviluppo futuro.

Nel 1975 il crittografo statunitense del MIT, Bailey Whitfield Diffie, inventa la crittografia a "chiave pubblica" e per questa scoperta nel 2015 riceve il Premio Turing.

A maggio dell’anno seguente Diffie e l’informatico Martin Edward Hellman annunciano al mondo l'invenzione del sistema crittografico denominato a "doppia chiave" che permette l'uso di una "firma digitale". I due sviluppano le loro teorie alla Stanford University, all'interno del laboratorio di intelligenza artificiale.

Le idee del movimento Cypherpunk vengono in particolare portate avanti da David Chaum, l’inventore di Digicash, ossia la prima impresa ad integrare la crittografia con la moneta al fine di rendere anonime le transazioni con un sistema di emissione centralizzato e di compensazione.

Nel 1997 il crittografo britannico Adam Back (amministratore delegato di Blockstream) inventa un sistema per limitare lo spam nelle e-mail. Questo sistema verrà utilizzato in Bitcoin come parte dell’algoritmo di mining.

A novembre 1998 Wei Dai, un ingegnere informatico, pubblica un paper nel quale descrive la sua idea di criptovaluta: “b-money, un sistema di cassa elettronico anonimo e distribuito”. L’ingegnere propone due protocolli: il primo consente ad ogni aderente di mantenere un database separato, contenente la quantità nominale di denaro appartenente all’utente, mentre il secondo delega il conteggio dell’ammontare di denaro posseduto da ciascun utente ad un sottoinsieme di partecipanti, che attraverso un incentivo economico (basato sulla teoria dei giochi) sono motivati a comportarsi in maniera onesta.

Saltiamo a dicembre 2005 quando l’informatico e crittografo Nick Szabo (l’inventore degli attualissimi smart-contracts) pubblica la proposta di Bit Gold: una valuta digitale basata sul Reusable Proof of Work (RPOW) ideata dal programmatore Hal Finney. Egli aveva lavorato per diverso tempo nella startup Digicash ideata da Chaum e aveva compreso che la stessa presentava alcuni rischi legati al problema della doppia spesa.

Ecco qua le fonti dalle quali si è abbeverato a piene mani il misterioso Satoshi Nakamoto o chi per esso. Non c’è stata alcuna apparizione mariana il 3 gennaio 2009, nessuna longa mano segreta ha spinto la creazione di Bitcoin, ma solo la matura conclusione di decenni di teorie e progetti crittografici.

A Satoshi va il grandissimo merito di aver saputo cogliere il meglio da ciascuna delle scoperte precedenti, dando così vita a un qualcosa di innovativo e unico: la tecnologia blockchain!

Questa tecnologia presenta infatti molte caratteristiche affini ai tentativi precedentemente portati avanti dal movimento Cyperpunks: b–money, Hashcash, Bit Gold e tutte le altre che hanno aperto la strada al protocollo Bitcoin.

Errare è umano, ma pensare che si tratti di un’operazione di copertura della CIA fa alquanto sorridere. D’altronde è accaduta la medesima cosa con Internet.

All’inizio la Rete che oggi tutto il mondo utilizza è nata all’interno di un progetto militare degli anni Sessanta, per essere precisi il 29 ottobre 1969 con la nascita di ARPANET (Advanced Research Project Agency Network), ma solo quindici anni più tardi (1° gennaio 1983) è nato il protocollo TCP/IP, ovvero il linguaggio che consente ai PC di comunicare tra loro.

Pochi ricorderanno infatti gli attacchi e le dichiarazioni pesanti fatte da esperti su Internet e sul nuovo modo di comunicare (ovviamente prediletto dai delinquenti). Guarda caso sono esattamente le stesse cose che oggi dicono su Bitcoin: la criptomoneta preferita da criminali, spacciatori, trafficanti di organi...

Può anche non piacere, ma la società moderna si è sviluppata anche grazie a Internet: accadrà lo stesso con Bitcoin? Nessuno può saperlo, bisognerà attendere per vedere gli sviluppi.

Nel frattempo vi conviene cercare seriamente una valida alternativa al tracollo che sta arrivando grazie alla moneta Fiat, la carta igienica stampata dal regime che svalutandosi giorno dopo giorno, perdendo costantemente valore, sta facendo schizzare il costo della vita…

Ecco l'elenco secondo i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro, dei gruppi finanziari e/o intermediari che foraggiano l'esportazione di armi, quindi che partecipano direttamente e indirettamente alle guerre.
Dietro il commercio internazionale di armamenti infatti si nasconde il ruolo spesso sottovalutato delle banche. Stiamo parlando, secondo l’ultima relazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di un valore di circa 4 miliardi di euro ogni anno.
Quanti italiani hanno i sudati risparmi di una vita in istituti bancari che finanziano l'esportazione di armi? Banche che quindi guadagnano dalle guerre

Elenco delle banche armate:
ARAB BANKING CORPORATION MILAN € 90.997,75
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI BARLASSINA € 9.847.277,39
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA € 10.540.516,93
BANCA NAZIONALE DEL LAVORO € 2.890.566,45
BANCA POPOLARE DI SONDRIO € 386.521.659,81
BANCA VALSABBINA € 52.069.282,94
BANCO BILBAO VIZCAYA € 6.154.672,63
BANCO BPM € 64.845.804,54
BANCO DI CREDITO P.AZZOAGLIO € 56.200,00
BANCO FIORENTINO-MUGELLO IMPRUNETA SIGNA-CREDITO COOPERATIVO € 600.000,00
BANCO SANTANDER € 2.544.907,65
BARCLAYS BANK € 455.791.596,01
BLU BANCA € 1.344.964,74
BPER BANCA € 46.766.513,20
COMMERZBANK € 40.247.953,46
CONVERA EUROPE € 720.162,30
CREDIT AGRICOLE € 14.085.251,80
CREDIT AGRICOLE ITALIA CREDIT € 53.028.655,67
DEUTSCHE BANK € 1.015.727.843,52
EUROPE ARAB BANK € 52.778.335,68
ILLIMITY BANK € 1.143.245,00
INTESA SANPAOLO € 722.057.885,46
MCC € 3.217.891,44
MUFG BANK € 926.301,00 € 0,00
POSTE ITALIANE € 892.937,90
SACE FCT € 1.806.050,00
UNICREDIT FACTORING € 8.769.564,04 
UNICREDIT € 1.344.936.147,80
UNIONE DI BANCHE ITALIANE € 10.622,19

Totale Complessivo 4.553.410.664

Tratto da www.banchearmate.org

Gran parte del mondo sta implementando e testando le valute digitali delle banche centrali (CBDC), che potrebbero porre fine ai pagamenti privati.
Oltreoceano Donaldo a gennaio 2025 ha emanato un decreto che ne vieta l'introduzione negli Stati Uniti.
Il 23 gennaio ha definito le CBDC una "minaccia pericolosa alla libertà" e un rischio per la stabilità finanziaria, la privacy dei cittadini e la sovranità del paese.​ Finalmente sono in sintonia con toupet arancione.
Secondo Atlantic Council 137 paesi e unioni monetarie stanno già sviluppando le loro valute digitali.
La Cina lo yuan digitale, la BCE l'euro digitale, l'India e il Giappone sono in fase pilota avanzata.
Gli Stati Uniti sono l'unico grande paese che ha ufficialmente interrotto il lavoro sulla CBDC.​ Anche questo interessante.
In soldoni le CBDC consentono alla banca centrale di stabilire tutte le regole per l'uso del denaro.
Vuoi fare benzina, ma questa settimana l'hai già fatta tre volte? Cazzi tuoi, il sistema potrebbe bloccarti "per motivi ecologici". Tenetevi a portata di mano una bici.
Possono censurare le transazioni senza un procedimento giudiziario.​ Anche oggi possono bloccare un bonifico ma col digitale centralizzato le cose si complicano assai.
Trump ha affermato che con le CBDC il denaro potrebbe "scomparire improvvisamente dai conti delle persone".
Ma perché proprio ora questo scontro? È in atto una guerra per il controllo del denaro?
Da un lato i satanisti europei con l'euro digitale centralizzato e il controllo completo, dall'altro lato Trump che sta puntando sulle stablecoin private in dollari.​
Casualmente da quando Donny ha preso posizione la quota di stablecoin in dollari ha raggiunto il 99% della capitalizzazione di mercato di 258 miliardi di dollari.
Trump ha di fatto monopolizzato il dollaro digitale attraverso il settore privato, bypassando il controllo statale.​
Ma entrambi i sistemi (le CBDC europee che gli le americane) non parlano di vera libertà finanziaria.
È una scelta tra il male e il male minore.​
Le CBDC sono sicuramente le peggiori: trasparenza assoluta di tutte le transazioni, denaro programmabile che può essere congelato o limitato nell'uso, database completo su ogni individuo.
Le stablecoin sono invece una fase intermedia tra i soldi digitali e i contanti, ma il controllo è totale a tutti i livelli anche in questo caso.
I contanti e i Bitcoin restano gli unici soldi veramente privati e anonimi.

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Sabato 3 gennaio 2009 alle ore 18:15 viene creato da Satoshi Nakamoto (o chiunque si nasconda dietro a questo pseudonimo) il blocco Genenis: il primo storico blocco della Blockchain che ha dato origine a Bitcoin.
L'8 gennaio rilascia la prima versione pubblica del software: la versione 0.1.
Il messaggio appare sulla mailing list alle 9 del mattino e un certo Hal Finney (1956–2014), un crittografo e informatico americano, scarica il programma entro la prima ora dalla pubblicazione!
Hal inizia a fare girare subito il programma ed estrae il 10 gennaio il blocco numero 78.
L'11 gennaio alle 22:33 Finney pubblica un tweet di sole due parole: "Running Bitcoin", cioè "esecuzione di Bitcoin".
Qualche ora dopo avviene qualcosa di epocale. Il 12 gennaio 2009 alle 4:30 c'è stata la prima transazione Bitcoin della storia. Il blocco 170 ha registrato per l'eternità il passaggio di 10 Bitcoin dall'indirizzo di Satoshi a quello di Hal Finney.


Nonostante a quel tempo il valore del BTC era praticamente nullo, questa transazione è l'inizio di un cambio di paradigma.
Quindi Harold Thomas Finney II è stato il primo (dopo Satoshi) a scaricare la Blockchain ed eseguire il programma. Ha partecipato alla prima transazione tra due wallet privati, senza l’intermediazione di piattaforme di scambio e/o banche. Riuscite a comprenderne la valenza dirompente di quello che hanno fatto? Riuscite ad immaginare un mondo economico senza il cartello massomafioso delle banche?
Questa transazione fu un presagio dei numerosi trasferimenti peer-to-peer (da persona a persona) che sarebbero stati abilitati nel corso degli anni a seguire.
Per molti Finney è sospettato di essere Satoshi, la mente geniale dietro Bitcoin, anche perché aveva sicuramente le capacità per progettare qualcosa di simile, che combinasse idee crittografiche e computazionali preesistenti.
Finney vedeva la crittografia non solo come semplice matematica, ma come strumento di liberazione.
La privacy non è un privilegio ma un diritto, ed è essenziale per una società aperta nell'era dell'elettronica.
Il 15 dicembre del 1992 scriverà in una newsletter di Cypherpunk un post che passerà alla storia. "I computer possono essere usati come strumenti per liberare e proteggere le persone, non per controllarle. La tecnologia in sé è neutra, ma è il modo in cui viene utilizzata che determinerà il futuro dell'umanità!"
Finney va oltre la filosofia e inizia a scrivere codici. Nel 1993 crea il primo sistema crittografico che permette di mandare e-mail senza che nessuno possa risalire al mittente. Nel 1996 pubblica un saggio dal titolo: "Crittografia e politica" in cui prevede un futuro dove i governi perderanno il controllo del sistema monetario, dove le persone potranno eseguire le transazioni senza intermediari, dove le banche non saranno più necessarie. Un mondo senza banche, e questo 12 anni prima dell'arrivo di Bitcoin.
E' stato proprio Finney a creare il primo sistema proof-of-work nel 2004, consentendo di reindirizzare l'energia computazionale spesa verso uno scopo utile. Meccanismo questo alla base della Blockchain.
Hal Finney non è stato solo un genio della crittografia, ma è stato anche e soprattutto un visionario. Egli vedeva la possibilità di usare (con intelligenza) i computer per liberarci e non per ingabbiarci, come avviene purtroppo oggi. E nulla ci frega se sia stato lui veramente Satoshi Nakamoto oppure no.
Non lo sapremo mai perché i suoi segreti se li è portati nella tomba, anzi nell'azoto. Hal infatti è morto nel 2014 a causa della sclerosi laterale amiotrofica e il suo corpo si trova in crioconservazione all'interno della società Alcor a quasi 200 gradi sotto zero.
Impariamo la lezione che Hal ci ha lasciato: usiamo la tecnologia per liberarci e non facciamoci usare dalla stessa!

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Marcello Pamio - 21 novembre 2025
Il 5 aprile del 1933 era un normalissimo mercoledì mattina.
Quasi normale direi, visto che nelle streets della Grande Mela la crisi del '29 si respirava ancora.
Le banche erano crollate come un castello di carte dopo il passaggio di un gatto e la disperazione dilagava tra i cittadini. Per non parlare della fiducia nel dollaro ridotta ai minimi storici.
Il presidente Franklin Delano Roosevelt voleva risolvere la crisi stampando denaro e tassando il popolo, ma la legge di allora vincolava la stampa di moneta alle riserve auree, che dovevano coprire almeno il 40% della valuta stampata.
Quindi come fare? Ideona: l’Ordine Esecutivo presidenziale 6102, anche se sarebbe più corretto chiamarlo l'infamia presidenziale.
Con la classica scusa emergenziale e per prevenire le speculazioni venne ordinato ai sudditi dell'Impero decadente di consegnare allo Stato tutto l’oro in loro possesso (monete, lingotti e certificati aurei).
Avete capito? Per la crisi che loro stessi avevano causato ci dovevano rimettere gli americani. La consegna dell'oro doveva avvenire entro il 1° maggio pena un salasso di 10.000 dollari (di allora) e il carcere fino a 10 anni.
Molti nascosero giustamente i loro lingotti e le loro monete, certi che il governo non li avrebbe mai trovati.

La FED pagò l’oro rubato solo 20,67 dollari l'oncia, e l’anno seguente il prezzo del metallo venne fissato a 35 dollari l'oncia.

Fu una delle più grandi estorsioni della storia. Un furto legalizzato.
Così facendo il delinquente di Roosevelt trovò magicamente le riserve auree che gli permisero di finanziare grandi spese ed interventi: il famoso New Deal.
Applausi da tutto il mondo, non dai cittadini americani.
Roosevelt aveva promesso in campagna elettorale una riduzione del 25% delle spese, ma grazie alla confisca aurea alla fine del 1936 le spese erano raddoppiate e la moneta svalutata del 50%.
Il 15 agosto 1971 l'altro attore hollywoodiano, Richard Nixon, in diretta televisiva abolì ogni legame tra dollaro ed oro e buttò nel cesso il Gold Standard, permettendo di fatto la stampa senza alcuna riserva aurea della carta igienica chiamata moneta Fiat.
Nixon assicurò che tale manovra non avrebbe causato la svalutazione del dollaro rispetto all’oro. Peccato che dal 1971 ad oggi l’oro è passato da $35 a più di 4.000 dollari l’oncia.

Si stima che con questa misura il governo abbia raccolto circa 5.000 tonnellate d’oro, rafforzando le riserve di Fort Knox.

Nonostante questa vergognosa confisca, Franklin Delano Roosevelt è considerato dalla narrativa ufficiale uno dei migliori presidenti amerikani.
Se tanto mi da tanto figuriamoci gli altri…

Imparare la lezione
Nel 1933 le autorità usarono registri bancari e indagini fiscali per rintracciare ogni oncia d'oro. Il parallelismo odierno con l'oro digitale è interessante e utile.
Così come l'oro custodito nelle casseforti delle banche fu requisito dal governo con una banale giustificazione, anche oggi i BTC lasciati sugli exchange possono essere congelati e sequestrati all'occorrenza. Non sono nostri ma loro (come i soldi in banca). Ricordate il detto: "Not your keys, not your coins", se non possiedi le chiavi non possiedi una minchia!
La custodia autonoma (wallet non custodial) è l'unica strada verso la sovranità finanziaria! Ma tale sovranità richiede molta responsabilità. Non basta acquistare Bitcoin, è necessario custodire le chiavi in modo sicuro.

Lo stanno facendo per noi.
Lo scopo è bloccare il riciclaggio di denaro! 😂😂😂
Da luglio 2027 in Europa "ogni pagamento in contanti sopra € 10.000 sarà illegale"!
Ovviamente la tecnodittatura ci tiene a sottolineare che non stanno vietando i contanti. Nooooo macchè…
Il regolamento fa parte del pacco (senza vaselina) antiriciclaggio che fissa un tetto ai pagamenti in contanti nelle transazioni commerciali.
Quindi con la scusa del riciclaggio di denaro della criminalità, costringono i pagamenti in canali tracciabili per avere tutto sotto controllo. Vogliono il controllo assoluto, anche perché se volessero veramente bloccare la criminalità dovrebbero costituirsi, in quanto i peggiori criminali sono proprio loro!
Così le imprese non potranno più accettare cash per importi che superino tale soglia, mentre due privati (così dicono) saranno ancora in grado di acquistare e vendere qualcosa per qualsiasi importo utilizzando contanti, anche se alcuni paesi come l'Italia, già limitano le transazioni in contanti tra privati.
Avete capito cosa stanno facendo, vero? Stringono il cappio attorno al nostro collo, partendo dalle aziende e arrivando a cascata sui sudditi.
Sempre meno cash per poi nel 2029 infilarci nel tortellino l'euro digitale centralizzato, cioè controllo globale totalizzante.
Ma tranquilli, va tutto benissimo.

Bitcoin non ha inflazione, è deflazionistico.
È una frase che si sente spesso, ed è sbagliata.
Ogni volta che un blocco viene validato, nuovi bitcoin vengono creati come ricompensa per il lavoro energetico svolto dai miner.
Questa emissione aumenta la quantità totale in circolazione, proprio come l’emissione di moneta aumenta la base monetaria di uno Stato.
La differenza è che qui non decide nessuno: è tutto scritto nel codice.
L’inflazione di bitcoin è pari al rapporto tra lo stock di bitcoin già esistenti e la nuova quantità emessa in un intervallo di tempo.
Oggi l’inflazione di Bitcoin è circa 0,83% annuo e si dimezzerà dopo il prossimo halving.

Nel sistema fiat, l’inflazione nasce da decisioni politiche e monetarie: tassi d’interesse, emissioni, stimoli fiscali.
Nel protocollo Bitcoin, invece, è una costante algoritmica: ogni 210.000 blocchi (~ 4 anni) la ricompensa si dimezza.
Il risultato converge a 21 milioni di BTC: una curva di offerta finita, deterministica e trasparente fino all’ultimo decimale.

In Bitcoin, l’inflazione non distrugge potere d’acquisto.
È l’incentivo iniziale che permette alla rete di esistere, fino a quando le commissioni delle transazioni diverranno sufficienti a mantenerla.
Non è una tassa invisibile: è una regola uguale per tutti.
Mentre nelle valute fiat l’inflazione redistribuisce ricchezza senza consenso, in Bitcoin essa distribuisce sicurezza in modo equo.
Ogni miner partecipa alle stesse condizioni: nessuno può creare più di quanto il protocollo consenta.

Ad ogni halving, la quantità di nuovi bitcoin cala del 50 %.
Così, la curva d’offerta si appiattisce e la scarsità aumenta in modo matematico, non emotivo.
È una legge di natura digitale: il tempo trasforma Bitcoin da mezzo tecnico in bene sociale.
Nel 2140, l’emissione sarà pari a zero.
L’inflazione si annullerà, ma la rete continuerà a funzionare: l’energia sosterrà la fiducia, non la politica.

Bitcoin non è “deflazionistico”: è un sistema a inflazione decrescente e prevedibile, fondato su energia, codice e trasparenza.
Non promette rendimenti, promette equità temporale: ciò che oggi ricevi è proporzionale al tempo e al lavoro spesi, non a una decisione centrale.
La paura nasce dal disordine, la fiducia dalla prevedibilità.

Tratto dal canale Isola Bitcoin https://t.me/isolabitcoin

Il regista Adam McKay ha girato il film "La grande scommessa" nel 2015 con un cast stellare composto da Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling e Brad Pitt, e la bella Margot Robbie.
Il film racconta la storia di una delle più grandi crisi finanziarie della storia, ma lo fa attraverso gli occhi e l’anima di chi qualche anno prima aveva previsto il disastro: l’esplosione della bolla immobiliare del 2008.
Per comprendere però è necessario conoscere gli antefatti. Dopo il crollo della bolla Dot-com (tra il 1997 e il 2000) che ha riguardato le aziende del settore informatico e il crollo delle Torri Gemelle avvenuto nel 2001, la Federal Reserve abbassò i tassi di interesse dal 6,5 % (2000) al 1% (2003).

Questa decisione portò ad un enorme impulso per l'economia americana che venne trainata dalla forte domanda dell’immobiliare. Ogni americano infatti desiderava possedere la propria casetta.
Fu così che gli USA raggiunsero in breve tempo un livello record di proprietari immobiliari.
Pur di aumentare i propri guadagni, le banche avevano iniziato a concedere mutui anche alle famiglie finanziariamente meno solide, ad alto rischio. Da qui il nome mutui subprime, dove sub sta ad indicare condizioni sotto a quelle ottimali prime.
Le banche che offrivano questi finanziamenti procedettero poi a cartolarizzare i mutui, cioè a rendere carta (liquidi) dei prodotti che tradizionalmente non sono liquidi!

Un istituto però doveva attendere 20 o 30 anni per vedersi restituire la somma di denaro prestata, ma con la cartolarizzazione avevano in pratica impacchettato una serie di mutui e li avevano rivenduti alle banche di investimento per avere subito liquidità così da poter concedere altri mutui…
Per comperare questi pacchetti di mutui, le società emettevano delle obbligazioni!
L'idea era diabolica. Acquistare un’obbligazione emessa da una banca e garantita da un mutuo immobiliare è un investimento poco rischioso (i mutui vengono pagati sempre), ma anche poco remunerativo. Se però la banca creava un pacchetto garantito da migliaia di mutui (tra cui i subprime) ecco allora un prodotto con rischi comunque bassi, ma rendimenti alti, che può essere ben valutato dalle agenzie di rating.

Eccolo qua il giochetto finanziario che è costato la casa e il sangue a milioni di americani.
Queste società a loro volta riassemblavano questi prestiti in prodotti ritenuti più sicuri come i Mortgage Backed Securityes (“Obbligazioni assistite da garanzia ipotecaria”), cioè titoli garantiti da un insieme di mutui, tra cui quelli rischiosissimi!
Proprio questi prodotti finanziari avevano attirato l'attenzione nel 2005 del genio finanziario Michael Burry, interpretato da Christian Bale (il protagonista del film) e che saranno al centro della storia.
Il giovanissimo Michael Burry si rese conto che qualcosa non tornava. Aveva scoperto una enorme bolla, così grande che se fosse scoppiata avrebbe trascinato con sé il sistema finanziario americano a causa dell’enorme castello di carte che le banche avevano creato per generare grandi profitti. Cosa realmente accaduta. L’ingordigia e le bugie hanno le gambe corte. E ogni crisi può essere una opportunità…
Non vorrei spoilerare nulla per cui vi consiglio di guardalo. Merita anche solo per comprendere come il Sistema bancario altro non è che un cartello massomafioso che specula sui cittadini, considerati carne da macello, sudditi da spolpare fino all’osso! Prima lo comprendiamo e meglio è.
E non è a caso se il 31 ottobre proprio di quel triste anno 2008, una luce si accese nel buio più totale. Un faro illuminò una strada, forse l’unica, che conduceva fuori dalla dittatura.
Apparve in Rete il White Paper, un documento di sole 9 pagine firmato da uno sconosciuto Satoshi Nakamoto
Non sto a dirvi che quasi nessuno dei banchieri colpevoli della bolla immobiliare che ha piegato le ginocchia non solo all’America ma al mondo intero fu arrestato!
La storia è sempre la stessa…

Si chiama Zohran Mamdani ed è il nuovo sindaco musulmano della città statunitense di New York.
"Se Netanyahu entra a New York, lo arrestiamo”, avrebbe detto il primo cittadino della Grande Mela.
La promessa sta scuotendo l’America e Israele.

A me fa tanto ridere.
Nella primo foto è cicicoco' con Alex il figlio gay dell'ashkenazita George Soros.
Nella seconda foto è assieme al rabbino Moshe Indig della comunità ortodossa di NY.
Notare la mano del rabbino che domina quindi controlla quella dello shabbos goy (1).
Infine nella terza foto mentre viene istruito con la comunità chabad di NY.
Ricordo che NY è la seconda capitale ebraica per eccellenza dopo Tel Aviv.
Secondo voi mettono un antisionista?
È tutto cinema!!!!!!
Svegliaaaaa

(1) Uno Shabbos goy è un non ebreo che viene impiegato dagli ebrei per svolgere determinati lavori che la legge religiosa ebraica vieta a un ebreo di svolgere durante lo Shabbat.

Per quanto i nasoni siano sempre molto longevi, la certezza è che prima o poi anche loro se ne andranno all'inferno!
Oggi a 84 anni è toccato a Dick Cheney, uno dei più loschi e criminali uomini d'affari e politici degli Stati Uniti d'Amerika!
E' stato vicepresidente (sotto il coglione alcolizzato e cocainomane Giorgetto W. Bush) e uno dei fondatori del P.N.A.C., il Progetto per un Nuovo Secolo Americano (Project for a New American Century). Aveva addirittura partecipazioni in Vanguard Group…
Negli anni Novanta il PNAC produsse una relazione di 76 pagine dal titolo Rebuilding America's Defenses: Strategy, Forces and Resources for a New Century che richiedeva di intraprendere più teatri di guerra simultanei, l'assunzione di ruoli di polizia globali, e il controllo dello spazio e dell'informazione elettronica (cyberspace).
Gli USA dovevano aumentare le spese militari per conservare la leadership geopolitica amerikana nel ruolo di superpotenza mondiale.
La relazione inoltre riconosceva che "il processo di trasformazione sarà probabilmente lungo, in assenza di qualche evento catastrofico e catalizzante quale una nuova Pearl Harbor".
Gran colpo di culo, martedì 11 settembre 2001 è arrivata dal cielo proprio una nuova Pearl Harbor, il resto è una triste storia…
Cheney è stato CEO della Halliburton, la multinazionale con sede a Houston specializzata nello sfruttamento dei giacimenti petroliferi e gestisce anche una compagnia militare privata con interventi in conflitti in varie parti del mondo!
Ah ricordo che ogni tanto Dick partecipava pure agli incontri del Bohemian Club…
Addio Dick e salutami tanto i demoni!

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Sentite un po' cosa dice su Bitcoin la tecnosatanista Christine Lagarde, messa dai nasoni a capo della presidenza della BCE!
Il Bitcoin non ha alcun "valore intrinseco", ma solo nelle relative comunità che credono in esso, per cui non ha nessuna prospettiva! Il suo futuro è segnato…😂😂😂😂
Poi con un triplo salto carpiato cerca di spiegare al mondo (ma come cazzo fa senza ridere mi domando) che nella filosofia della Banca Centrale le riserve devono essere "liquide" e "sicure" e che non debbano essere soggette ad attività criminali. Avete capito bene? Le riserve sicure e non soggette ad attività criminali! 😂
Effettivamente la carta da culo della moneta Fiat che stampano a iosa è estremamente sicura, sì di perdere valore anno dopo anno. La perdita del potere di acquisto della carta-moneta-da-culo è sotto gli occhi di tutti spero!
Per le attività criminali ha ancora ragione Christine: i veri criminali sono a monte della stampa della moneta e non a valle, dove si trovano le mezze cartucce, i pesciolini da acquario tropicale.
Per tutto questo la Lagarde è certa "che i Bitcoin non entreranno a far parte di nessuna riserva bancaria di nessuna banca centrale". 🍾
Magariiiiiii!!!! Questa è la prima volta che sono d'accordo al cento per cento con la presidente della BCE.
Più lontane stanno le banche e più possibilità abbiamo noi di entrare nel nuovo paradigma!
Purtroppo, a parte le cazzate dette da Christine Lagarde, le banche commerciali hanno iniziato a fare incetta di BTC con lo scopo di fare riserva e di vendere le briciole agli schiavi correntisti (che pagheranno poi al padre-padrone oltre il 30% sul plusvalore).
È forse la prima volta nella storia dell'umanità che abbiamo gli stessi strumenti usati per secoli dal Sistema per castrarci e incatenarci. Noi potremo usarli per liberarci dalla schiavitù!!!!
Per uscire dalla dittatura sanitaria ho sempre fatto il contrario di quanto detto dai camici bianchi, e ad oggi non ho mai sbagliato un colpo. Perché dovrebbe essere diverso in ambito economico e/o finanziario?
Solo per le cose dette da Lagarde su Bitcoin andrebbero messi in saccoccia dei Satoshi…

"Nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo" Johann Wolfgang von Goethe

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Il 31 ottobre è una data importante (vedi articolo precedente), non solo per il calendario celtico in quanto è il capodanno, la Festa di Samhain (festa dell'oscurità), ma perché cade il diciassettesimo anniversario della pubblicazione di un documento che molto probabilmente cambierà la storia economica e finanziaria del mondo.
In piena crisi globale infatti, un documento di sole nove pagine intitolato "Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System" fu inviato a una mailing list di nerd ed esperti crittografici.
Il documento era firmato da uno sconosciuto Satoshi Nakamoto.
Questo whitepaper buttava nel cyberspazio una soluzione semplice quanto sconvolgente: transazioni digitali super sicure senza intermediari (banche o istituzioni). 😳
Si apriva il 31 ottobre lo Stargate della prima moneta digitale decentralizzata al mondo.
Al fulcro dello storico documento chiamato "whitepaper" di Nakamoto c’è la sconvolgente idea di un sistema di pagamento peer-to-peer (da persona a persona) in cui ci si può scambiare "moneta" direttamente, senza filtri.
Nakamoto o chi per lui, voleva creare una rete finanziaria interglobale che funzionasse come una specie di Internet: aperta, libera, senza barriere e soprattutto accessibile a tutti.
"Una versione puramente peer-to-peer di denaro elettronico permetterebbe di inviare pagamenti online direttamente da una parte all’altra senza passare per un’istituzione finanziaria".
Uno dei problemi della moneta Fiat, oltre alla continua svalutazione c'è infatti "la fiducia necessaria per farla funzionare".

Nakamoto è riuscito nell'impresa epocale di creare un "sistema per le transazioni elettroniche senza affidarsi alla fiducia". Riuscite a comprendere questo passaggio?
È l’essenza stessa del nuovo paradigma chiamato Bitcoin: trasparente, sicuro, indipendente, dove la fiducia è "incorporata" nell'algoritmo matematico e nella crittografia della rete.
De facto ha eliminato d'emblée la necessità di affidarsi a intermediari massomafiosi, come il cartello bancario, per garantire l'integrità e la sicurezza delle transazioni. Quindi libertà massima.
Il tutto ruota attorno alla blockchain, cioè a quel registro pubblico di Bitcoin, descritto da Nakamoto come una “catena di blocchi” che collega ogni transazione alla precedente.
Un registro pubblico, visibile da tutti, inciso nel marmo della storia.
Tutto pubblicamente distribuito e immutabile: ogni blocco è legato al precedente e tale trasparenza rende la blockchain di Bitcoin resistente a manomissioni e manipolazioni.
A 17 anni dalla sua diffusione, il whitepaper rappresenta non solo un documento tecnico, ma il punto di partenza di un nuovo paradigma finanziario, aperto e accessibile a tutti!
Ripeto: accessibile a tutti quelli che ne sanno cogliere le potenzialità…
Forse è la prima volta nella storia che abbiamo le stesse armi e le medesime potenzialità delle banche!
Una rivoluzione tecnologica e culturale irreversibile e in continua evoluzione. Non importa chi sia stato Satoshi Nakamoto quello che ha tracciato è un solco di un Sistema che sta trasformando il modo di concepire il denaro, la fiducia e il Tempo!!!!
Buon 31 ottobre a tutti.
Buona libertà