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Gli scienziati del nuovissimo istituto oncologico dell'Università di Cambridge hanno iniziato un lavoro per individuare i cambiamenti degenerativi nelle cellule, decenni prima che si sviluppino in tumori!
L’Early Cancer Institute (https://www.earlycancer.cam.ac.uk/) ha appena ricevuto 11 milioni di sterline da un mister X, un donatore anonimo per questa ricerca. Che sia lo psicopedofilantropo?
"Il periodo di latenza dello sviluppo di un cancro può durare anni, a volte un decennio o due, prima che la condizione si manifesti improvvisamente ai pazienti", ha affermato la prof.ssa Rebecca Fitzgerald, direttrice dell'istituto.

Ad un occhio molto sprovveduto questa ricerca sembra molto interessante e utile. D'altronde nell'attuale paradigma il cancro è una tra le prime due cause di morte nel mondo intero. E lo è, ma nessuno mette in discussione le aberranti terapie oncologiche come reale causa delle morti. Mi riferisco alle “mostarde azotate" prodotte per la prima volta negli anni Venti come potenziali armi chimiche: agenti vescicatori in grado di penetrare le cellule e causare danni al sistema immunitario e al midollo osseo. Oggi si chiama chemioterapia! Armi vietate in guerra dalla Convenzione dell’Aja del 1907, dal Protocollo di Ginevra del 1925 e dalla Convenzione di Parigi del 1993, ma nella lotta al cancro sono legittime e le uniche riconosciute. I risultati li vediamo al campo santo…
Detto questo, ricordo che un organismo sano produce miliardi di cosiddette cellule tumorali ogni santo giorno, ma queste finiscono fagocitate dal sistema immunitario. Ricordo anche che un organismo sano manifesta spesso "attivazioni" psico-biologiche diagnosticate poi come tumori…
Per cui tali ricerche, ammantate di "prevenzione", scovando semplici "cellule tumorali" faranno crescere esponenzialmente le diagnosi di tumore in persone sanissime…
Lo "scoprono" prima, e lo "curano" col napalm. L'impatto sociale sarà devastante.
Per Big Pharma sarà invece una manna dal cielo!

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"Si muore di cancro o di chemio?"

Ringrazio la d.ssa Marina Mariani, che si occupa di sicurezza alimentare da oltre quarant’anni, per l’interessantissimo materiale che ha fornito durante la stupenda conferenza tenuta lunedì 4 marzo all’Associazione Scienza e Arte della Salute.
Le informazioni qui sotto riportate sono state estrapolate dal sito ufficiale dell’EFSA!

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Gli insetti per uso alimentare umano che sono stati approvati dal governo in forma congelata, essiccata o in polvere, sono quattro:

Tarma (verme) gialla delle farine (Tenebrio molitor); Cavalletta (Locusta migratoria); Grillo (Acheta domesticus); Tarma minore della farina (Alphitobius diaperinus).

Compariranno nell’elenco degli ingredienti con il loro nome scientifico, per esempio: “farina parzialmente sgrassata di Acheta domesticus”.

E’ interessante notare che la Legge italiana (nr. 283 del 30 aprile 1962, Art. 5 d) dice: “è vietato impiegare nella preparazione di alimenti o bevande, vendere, detenere per vendere o somministrare come mercede ai propri dipendenti, o comunque distribuire per il consumo, sostanze alimentari: insudiciate, invase da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocive”...

Il vero problema è l’EFSA
L’EFSA è l’autorità europea per la sicurezza alimentare, nata nel 2002 con sede a Parma.
Il suo lavoro consiste nell’analisi dei fascicoli documentali presentati dalle industrie.
L’EFSA non avendo un proprio laboratorio, non può svolgere ricerche indipendenti, per cui si basa SOLO sui dati ufficiali (spesso falsificati) forniti dai produttori. Avete capito dove sta il problema?

Le industrie infatti si nascondo dietro il “segreto industriale”. Ecco cosa riporta il sito dell’EFSA a tal proposito: “il richiedente (cioè l’industria che produce insetti) ha presentato alla Commissione una richiesta di tutela dei dati scientifici di proprietà industriale per una serie di dati presentati a sostegno della domanda, ossia: la descrizione dettagliata del processo di produzione, i risultati dell'analisi immediata, i dati analitici sui contaminanti, i risultati degli studi di stabilità, i dati analitici sui parametri microbiologici, le informazioni sulle vendite del nuovo alimento da parte della società, i risultati del test di solubilità del nuovo alimento per lo studio sulla genotossicità, i risultati degli studi sulla digeribilità delle proteine e lo studio sulla citotossicità/tossicità cellulare.

Per cui gli esperti dell’EFSA, costretti a tutelare il segreto industriale, si mettono un anello al naso e permettono la commercializzazione del prodotto!

Quali problemi hanno le farine di insetti?
Innanzitutto va saputo che il 30% della farina di insetti è composto dall’intestino e dal suo contenuto. Solo gli uccelli e i rettili hanno un apparato digerente adatto per digerire gli insetti.
Per cui la gente che usa simili schifezze si mangia l’intestino dell’insetto con tutto il suo contenuto: cacca e i batteri quali Salmonella, Escherichia Coli, Campylobacter, ecc.

Allergeni
Vediamo cosa riporta il Journal of EFSA in merito agli allergeni presenti negli artropodi (e quindi anche negli insetti):

- TROPOMIOSINA: nel muscolo a riposo impedisce il contatto tra 7 molecole di G-actina e le rispettive teste di miosina, mantenendo il muscolo rilassato. Pertanto inibisce la contrazione del muscolo per blocco dell'interazione tra actina e miosina

- ARGININA KINASI: aumenta la pressione perché blocca la vasodilatazione

- CHITINASI svolge un ruolo cruciale nel regolare la maggior parte delle vie metaboliche della cellula.

Prioni, Batteri e Micotossine
I Prioni costituiscono un rischio significativo. Questo perché gli insetti possono agire da vettori di prioni da substrati derivati da ruminanti, che possono costituire un rischio per esseri umani e animali da compagnia!
Oltre ai prioni gli insetti possono trasportare batteri quali Enterobatteriacee, Proteus, Escherichia Coli, Pseudomonas, Salmonella, Stafilococchi, Streptococchi, Bacilli, Acinetobacter, Listeria monocytigenes…

Per non parlare delle micotossine non degradabili con la temperatura. I Micosporidi possono presentare rischi per la salute dei consumatori.

Quindi i prodotti finali a base di insetti possono essere contaminati da micotossine, come per esempio il Deossinivalenolo, che può portare a disfunzioni gastrointestinali (vomito, diarrea, ecc.), inibizione della sintesi proteica e degli acidi nucleici, alterazione della struttura di membrana e della funzionalità dei mitocondri, apoptosie, attivazione delle citochine, malfunzionamento del sistema ematopoietico.

Non sono rari campioni di polvere o insetti nei quali i lieviti e muffe si aggirano sulle 10.000 unità per grammo. Muffe come ASPERGILLUS, PENICILLIUN, FUSARIUM, CLADOSPORIUM E FICOMICETI sono stati rilevati sia nel tratto intestinale degli insetti freschi che negli insetti interi essiccati. Tutti questi producono micotossine…

Parassiti
Poi c’è l’enorme problema dei parassitari: gli insetti infatti possono essere intermediari di patogeni, compresi tenie, trematodi epatici e nematodi e PROTOZOI. Non a caso il 30% degli insetti d’allevamento contiene parassiti che sono particolarmente dannosi per l’intestino e i polmoni dell’uomo.

Conclusione
Quanto scritto penso sia sufficiente per comprendere che l’utilizzo alimentare di farine di insetti non è follia, ma un progetto satanico preciso con lo scopo di indebolire la genetica e predisporre l’uomo a una serie enorme di squilibri patologici…

L’ipotalamo è una vera e propria interfaccia fra cervello e corpo. E' la struttura che riceve tutte le informazioni (interne ed esterne) e di conseguenza ne è influenzata: ansia, paura, angoscia, depressione, rabbia possono alterarne la sua attività!

E' bene sapere che l'ipotalamo è connesso con tutto il corpo attraverso due vie: i nervi che formano il sistema ortosimpatico e parasimpatico e la via ormonale.
Attaccata a questa struttura c'è una importantissima ghiandola: l'ipofisi. Ma è proprio l'ipotalamo che decide vita e morte degli ormoni secreti dall'ipofisi che poi raggiungono qualsiasi parte dell'organismo!

Ora forse è più chiaro l'Effetto Nocebo. Fenomeno correlato ad aspettative negative che producono un peggioramento fisico soggettivo ma assolutamente reale!
Le aspettative giocano un ruolo cruciale in ambito medico-sanitario, e l'ansia anticipatoria è uno dei meccanismi cruciali nell'insorgenza di una risposta negativa!

Potete così comprendere a cosa servono realmente i media mainstream! Da una parte a spacciare falsità seriali e a distrarre le coscienze, ma dall'altra a inoculare costantemente paura e ansia nei cervelli anchilosati dei sudditi, così da creare effetti nocebo a manetta. Gli ultimi quattro anni sono da manuale!
I media sono i terroristi più pericolosi al mondo, al cui paragone i gruppi (inventati) al-Qaeda e Isis sono gattini che fanno le fusa.
Ecco un altro buon motivo (come se mancassero) per spegnere i media, per togliere loro il potere!

Mercoledì il presidente Vladimir Putin ha dichiarato pubblicamente che gli scienziati russi sono vicini alla creazione di vaccini (probabilmente a mRNA) contro il cancro che potrebbero presto essere disponibili.
😂😂😂 Scusate ma la risata grassa ci sta alla grande.

"𝘚𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘢𝘳𝘳𝘪𝘷𝘢𝘵𝘪​​ 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘷𝘪𝘤𝘪𝘯𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘳𝘦𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘤𝘰𝘴𝘪𝘥𝘥𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘷𝘢𝘤𝘤𝘪𝘯𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘪𝘭 𝘤𝘢𝘯𝘤𝘳𝘰 𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘧𝘢𝘳𝘮𝘢𝘤𝘪 𝘪𝘮𝘮𝘶𝘯𝘰𝘮𝘰𝘥𝘶𝘭𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘶𝘯𝘢 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘢 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦".

Sapete cosa mi ricordano queste parole? Le colossali cagate sparate da Umberto Veronesi: "siamo vicinissimi al vaccino contro il cancro", diceva. Peccato che correva l'anno Duemila e da allora il nulla cosmico, cioè risultati meno di zero.

Non ci arriveranno MAI per il semplice motivo che non potrà MAI esistere una cura farmacologica per qualcosa che non è causato da cellule anarchiche che impazziscono! O cambiamo visione sulla cosiddetta "malattia tumorale", passando da cellula caotica a "Programma Biologico Sensato e Speciale" che la Natura in milioni di anni di evoluzione ha codificato per motivi ben precisi e biologici (logica della Vita), oppure rischiamo di andare molto prima al campo santo… E le statistiche di mortalità ce lo stanno dicendo in maniera inoppugnabile!!!

Pensare che la causa del cancro sia la sfiga, il DNA o un gene difettoso o peggio ancora un virus, è demenziale!
Ma siccome l'ottusità umana non ha limiti, si prosegue imperterriti lungo la strada distruttiva delle terapie oncologiche: bombe chimiche come la chemio (agenti vescicanti vietati in guerra dalla Convenzione di Ginevra) e radioterapia per distruggere e irradiare le nostre stesse cellule! E poi hanno il coraggio di chiamarle "terapie"…
Visione a dir poco agghiacciante i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti!


Disinformazione.it

Le persone sono ancora convinte che i prodotti solari - gentilmente offerti dalle industrie chimiche - siano pensati per la loro salute. Poveri, non capiscono che le aziende producono esclusivamente per il proprio fatturato e che della salute della plebe non gliene può fregare di meno.

Veniamo al punto: gli ingredienti usati per la protezione solare dovrebbero essere testati accuratamente per potenziali effetti sulla salute a breve, a medio e a lungo termine. Simili test includerebbero quelli di tossicità per irritazioni e allergie cutanee, oltre a testare l'assorbimento della pelle, il potenziale di tossicità del sistema ormonale e i danni alla riproduzione e allo sviluppo dei feti. Secondo voi questi accertamenti vengono fatti? Claro che sì: su poveri e disperati animali tenuti negli stabulari la cui fisiobiologia nulla ci azzecca con l'essere umano. Sofferenze inaudite a norma di legge affinché le industrie superino i controlli e possano bucare il commercio con le loro porcate chimiche!

Ci sono per fortuna società che non usano animali e questo è un bene, ma non cambia di una virgola il senso di questo articolo.
Nel 2021 la Food and Drug Administration, che regola (per modo di dire) la sicurezza di alimenti e farmaci ha proposto i suoi più recenti aggiornamenti alle normative in merito alla protezione solare. La scoperta è intrigante perché solo DUE ingredienti (ossido di zinco e biossido di titanio) possono essere classificati come “sicuri” ed “efficaci”.
No, scusate e tutto il resto della sbobba? Mistero della fede...

Una valanga di composti chimici sconosciuti, tanto più che vengono usati nomi in latino (per ingannarvi meglio) non possono essere classificati come “sicuri” per la salute (qualche esempio? Avobenzone, cinoxato, diossibenzone, ensulizole, homosalate, meradimato, octinoxato, octisalate, ottaceriolene, ossibenzone, padimato O e sulisobenzone, e moltissimi altri) eppure si trovano nelle creme solari che adulti e purtroppo anche bambini si spalmano felicemente sulla pelle!
Molte sostanze chimiche agiscono da perturbatori endocrini, cioè vanno a disturbare per non dire distruggere, il delicatissimo equilibrio endocrino e cioè ormonale. Avete idee delle conseguenze quando squilibriamo l'asse degli ormoni?

La pelle questa sconosciuta
Oltre ad espellere sostanze, la pelle è un organo digestivo, quindi in grado di assorbire. Non a caso Big Pharma ha inventato farmaci per uso topico.
Qualsiasi crema e/o pomata che sporca la pelle viene assorbita dai pori facendo penetrare le sostanze chimiche contenute direttamente nel sistema linfatico e sanguigno. Queste alla fine giungono al fegato. La ghiandola epatica infatti è il primo organo a risentire della tossicità di queste sostanze. Perciò usando le creme solari non facciamo altro che danneggiare il fegato, ma questo non è l’unico problema, c’è dell’altro…

La sintesi della Vitamina D, come ho spiegato innumerevoli volte durante le varie conferenze (e nei libri sulla Luce e sul Colesterolo), è un processo alchemico sviluppato dalla natura in milioni di anni e avviene partendo dal colesterolo.

Ciclo Vitamina D

Sì, avete capito bene: il precursore della famosa Vitamina D è proprio il grasso (per meglio dire uno sterolo) più odiato e combattuto al mondo!
Ecco perché le persone che prendono la statina per il colesterolo rischiano grosso...
Infine vi siete mai chiesti come fanno le creme solari ad evitare le scottature alla pelle?
Bloccando la componente ultravioletta (UV) del sole. Ma tale radiazione è proprio quella fondamentale per chiudere il cerchio nel ciclo produttivo della Vitamina D. Senza infatti gli ultravioletti non è possibile produrre una beata fava!
Quindi le creme solari rappresentano una doppia fregatura: intossicano l’organismo da una parte e impediscono la normale sintesi della Vitamina D dall’altra! Due rogne al prezzo di una, non male direi come promozione!

Per milioni di anni l’uomo si è esposto alla luce del sole (da mattina a sera, dagli ultravioletti agli infrarossi) per cui la pelle ha sviluppato programmi evolutivi perfetti di autoprotezione.
I melanociti sono le cellule che risiedono tra l’epidermide (la parte superficiale della pelle) e il derma, in grado di produrre la melanina che conferisce la pigmentazione scura alla pelle.

Struttura epidermide

L'organismo quindi ha creato una specie di “schermo protettore” contro lo stimolo che minaccia l'integrità, in questo caso le scottature del sole: una specie di scudo biologico!
Ma secondo voi è sano arrivare ad agosto bianchi come cadaveri e pretendere di abbronzarsi?
La pelle va lentamente e sapientemente esposta al sole durante TUTTO l’anno, in particolare in autunno e inverno per quel poco che il clima lo permette, per poi aumentare l’esposizione in primavera arrivando così alla stagione più ostica, quella estiva, con i melanociti allenati e abbronzati. Non serve alcuna protezione. E così difficile da capire che non serve nulla di chimico, ma solo la conoscenza e l’esperienza?

Marcello Pamio - 10 dicembre 2023
I pennivendoli continuano a far terrorismo scrivendo cazzate mega galattiche.
Buttano in pasto al gregge di inferiori numeri preoccupanti: "Raddoppiano i contagi. Oltre 900 morti in 30 giorni". Ovviamente per colpa del Coviddi, il tutto certificato e santificato dai tamponi 😂😂😂
Questi sciacalli però non ricordano che

IN ITALIA DI MEDIA MUOIONO 1.800-2.000 PERSONE AL GIORNO PER PATOLOGIE!!!

Al primo posto le cardiovascolari (600 morti al dì) al secondo i tumori (500 morti al giorno) e poi a seguire le altre tra cui le cause iatrogene, cioè causate dai camici bianchi stessi.
Quindi in 30 giorni, di vecchiotti malaticci e non, se ne vanno al campo santo da 50 a 60.000 e non 900. E il Covid non c'entra una minchia!
Lo capite o no che vi prendono per il culo perennemente? Vi rendete conto o no dello squallidume informativo che abbiamo?
Detto questo però…siccome sto cercando casa (e per via della bolla immobiliare non se ne trova), ho pensato di scrivere una letterina a Babbo Natale chiedendo di mettere sotto l'albero dei sudditi impauriti il quinto e anche il sesto peraccino. Non è da me spegnere la speranza nell'unica cura ufficiale affidabile e soprattutto sicura: in fin dei conti la crescita esponenziale dei contagi è veramente preoccupante…😏 Vediamo se si sgonfia sta bolla?
Merry Christmas and happy vaccine!
Disinformazione.it

Marcello Pamio - 2 novembre 2023

Pain Hustlers è il classico film basato su una storia vera! E' il nuovo lavoro della brava e bella Emily Blunt e Chris Evans.
Liza Drake (Emily Blunt) conduce una vita dura; è la madre single di una figlia adolescente, abita in uno squallido motel della Florida e sbarca il lunario in uno strip club.
E' una donna sfortunata ma molto ambiziosa e quando conosce Pete Brenner (Chris Evans) la sua ambizione esplode…
Il film è stato ispirato da un articolo del New York Times del 2018 di Evan Hughes intitolato “The Pain Hustlers” e poi diventato in un libro.

Si tratta di uno scandalo realmente accaduto della società Insys Therapeutics, diventata nel film Zanna pharmaceutical e del loro farmaco di punta Lonafel a base di Fentanyl, analgesico oppiaceo!
Secondo il sito della DEA, il Fentanyl è “100 volte più potente della morfina e 50 volte più potente dell'eroina come analgesico”.
Potete quindi immaginarvi gli effetti collaterali, vero?

Il problema degli oppioidi è un problema serio e più diffuso di quello che immaginiamo. Ne ho parlato a suo tempo nella recensione della serie tv dedicata allo scandalo della Pardue Pharma e del loro antidolorifico OxyContin che fece oltre 800.000 morti per overdose. La serie si intitola Dopesick.

Il film Pain Hustlers riprende quel triste filone, dandogli un taglio leggermente diverso, ma merita di essere visto. Interessante è osservare tutta la vicenda dagli occhi di Liza (Emily) che prima crea e poi distrugge tutto…
Non dico altro perché non spoilero neppure sotto oppiacei…

Video di Marcello Pamio - 1 ottobre 2023
E' il direttore d’orchestra della sessualità e simbolicamente racchiude il “rispetto della gerarchia”, la “continuazione della specie” e “la potenza sessuale’’.
Il senso biologico della ghiandola è legato al «boccone vitale sessuale», e la prostata si attiva quando viviamo frustrazioni sessuali, disfunzioni erettili, tradimento, o quando ci sentiamo sottomessi (o umiliati) da un’autorità femminile….
Ma anche quando, per l'avanzare dell'età, perdiamo la «potenza» in senso molto lato…

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Marcello Pamio - tratto da "Colesterolo: avete rotto i grassi"

La Sindrome metabolica è la condizione che si ha quando il sangue è pregno di glucosio e insulina.
Normalmente una persona a digiuno dovrebbe avere una glicemia che va da 70 a 110 mg/dL e questo valore corrisponde ad un totale di circa 5 grammi di zucchero.
Quando questo valore sale, il pancreas secerne insulina per trasformarlo ed immagazzinarlo nelle cellule adipose.

Potete comprendere da soli che avere stimoli insulinici ripetuti nel tempo (anche 5 o 6 volte al giorno) aumenta di molto il rischio di mandare il meccanismo in tilt è facilissimo.


Quindi un aumento dello zucchero nel sangue comporta enormi problemi di salute.

Dopo aver mangiato carboidrati le molecole di glucosio fanno alzare la glicemia. Il glucosio non può passare dal circolo ematico ai tessuti e agli organi senza l’aiuto dell’insulina. Questo ormone è infatti la chiave che apre le serrature cellulari e fa entrare lo zucchero, togliendolo dal circolo ematico. L’eccesso di glucosio viene trasformato in grasso e immagazzinato nei tessuti adiposi (pancia, cosce, ecc.).

Quando la persona continua a riversare glucosio in grandi quantità, alla fine avrà anche livelli elevati di insulina nel sangue. La cellula si protegge e diventa insulino-resistente, ma ovviamente la persona continua a ingollare carboidrati e questo fa iperlavorare il pancreas con fiumi di insulina.
Questa persona non potrà perdere peso, e avrà sempre il terreno molto infiammato, e come detto aumenterà la produzione di colesterolo.

Avere troppa insulina in circolo, causato da troppo zucchero, è una delle cose più pericolose per la salute umana.
L’eccesso di glucosio nel sangue danneggia l’endotelio perché le molecole sono molto reattive, si attaccano per esempio alle proteine rendendole appiccicose.
Questo meccanismo si chiama AGEs, cioè Prodotti Finali della Glicosilazione Avanzata.
Le proteine incollate a questa “dolce malta” da una parte si attaccano alle pareti dei vasi danneggiandoli, dall’altra ostruendo i piccoli capillari degli occhi (retinopatie), quelli cerebrali (demenza e Alzheimer) e quelli sessuali dell’uomo (disfunzione erettile).
Non solo, la glicazione proteica danneggia praticamente tutti i tessuti del corpo. Quelli più vulnerabili sono articolazioni, cervello, occhio, pancreas, reni e vasi sanguigni.

Marcello Pamio - tratto dal libro "Colesterolo: avete rotto i grassi"

Il 28 ottobre 2020 il ministro dallo sguardo vigile Speranza, sospese l'entrata in vigore del DM 1° ottobre 2020 sull'aggiornamento della Tabella contenente l'indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope. In particolare sull'inserimento dei medicinali delle composizioni di cannabidiolo (CBD) estratto dalla Cannabis.

In pratica volevano far diventare "medicinale" il CBD, un cannabinoide estratto dalla cannabis, che a differenza del THC non provoca alterazioni psichiche, ma al contrario può aiutare l'organismo con numerosissimi effetti benefici. Ed è proprio questo il problema: funziona alla grande.

Il 7 agosto 2023 il medico Orazio Schillaci, attuale ministro della salute, revoca la sospensione del 28 ottobre. Decreto pubblicato in gazzetta il 21 agosto 2023.
Quindi se non succederà nulla entro il 22 SETTEMBRE 2023, da questa data in poi l'olio di CBD non potrà più rientrare nella libera vendita, a meno che non sia preparato con CBD sintetico (che guarda caso non viene citato nella norma).
Non male direi come regalo di Schillaci alla potente lobbies del farmaco!

Ma tutto questo va in contrasto con la pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del novembre 2020, in cui si è sancito che i prodotti a base di CBD non devono essere considerati come stupefacenti.
C'è poi la sentenza nella Causa C-663/18 (Comunicato Stampa 141/2020) della Corte di Giustizia dell'Unione europea che ricorda come "uno Stato membro non può vietare la commercializzazione del cannabidiolo legalmente prodotto in un altro stato membro, qualora sia estratto dalla pianta Cannabis sativa nella sua interessa e non soltanto dalle sue fibre e dai suoi semi". Quindi, come la mettiamo? Fatta la legge, trovato l'inganno?
Basterà far figurare la produzione in un altro paese europeo e il gioco è fatto? Resta comunque un decreto vergognoso che mette i bastoni tra le foglie di una pianta importantissima e miracolosa.
Tutto quello che funziona viene sistematicamente boicottato dal regime.
Giù le mani dalla Maria!


Marcello Pamio - 11 agosto 2023

L'etimologia ("intimo significato della parola") è lo studio dell'origine, della storia delle parole. L'etimo ovviamente è stato cancellato dalle scuole, anche perché i Gulag 2.0 devono sfornare sudditi, invertebrati non-pensati, mica persone libere in grado di ragionare. Guai avere persone con un libero pensiero critico, è troppo pericoloso per il regime!

La parola "farmaco" per esempio deriva dal greco antico φαρμακον, "pharmakon", che significa «veleno». Serve altro per capire?

Quindi le lobbies della chimica e farmaceutica (Big Pharma) sono i più grandi spacciatori legali di veleni al mondo!

Solo un vero schiavo difende il proprio aguzzino; solo un imbecille potrebbe pensare che le case farmaceutiche stiano lavorando per il nostro benessere, per alleviare le nostre pene e i nostri mali.
Poveri subumani non capiscono che il Sistema ci vede come dei polli in batteria, o come vacche all'ingrasso.

Più malattie implica più clienti da "curare" con le loro droghe, e quindi guadagni illimitati.

Semplicemente disarmante.
Tutto questo per dire che non esiste un solo farmaco in commercio privo di effetti collaterali, figuriamoci i vaccini o i sieri genici!
Quindi parlare di droghe sicure è un ossimoro.

Ora vien fuori che i farmaci più venduti al mondo: le statine per il colesterolo alto e gli inibitori di pompa protonica (gastroprotettori) per reflussi e gastriti, fanno aumentare il rischio di demenza!
La Society of Nuclear Medicine and Molecular Imaging attraverso la PET ha rivelato nei consumatori di statine un declino altamente significativo del metabolismo nell’area del cervello (corteccia cingolata) interessata guarda caso proprio dall’Alzheimer.
Mentre uno studio pubblicato su Neurology, la rivista dell’American Academy of Neurology ha confermato che i farmaci per il reflusso gastroesofageo fanno aumentare del 33% in più il rischio di demenza rispetto alle persone che non li assumono!

La Nuova Medicina insegna, che ci piaccia o non ci piaccia, il senso biologico di quello che stiamo vivendo.

Le problematiche gastriche indicano senza ombra di dubbio che milioni di persone non digeriscono affatto qualcosa o qualche aspetto nella propria vita, dalle relazioni con altri mammiferi, all'identità e territorio (lavoro).
Tutte le cosiddette patologie gastriche sono una "attivazione" cerebrale quando non riusciamo ad accettare e/o digeriamo qualcosa.
L'ipercolesterolemia è sempre un Programma biologico sensato e magistralmente perfetto attivato quando siamo in lotta nel territorio e per il territorio, una lotta per la conquista di qualcosa. A lavoro o anche a casa.

Centinaia di milioni di persone invece di cambiare qualcosa nella propria vita, invece di uscire (lotta o fuga) da una relazione o da un lavoro, ecc. preferiscono imbottirsi di droghe nella speranza che passi il disturbo.
Ma fintantoché rimaniamo all'interno del problema non vedremo mai la luce fuori dal tunnel..

Alla fine seembra quasi che il cartello farmaceutico ci voglia dementi. Ovviamente non dovete credermi, dovete solo guardavi in giro…

Marcello Pamio – 17 luglio 2023

È difficile immaginare un pasto che non contenga almeno un membro della numerosa famiglia delle solanacee, che comprende non solo una delle principali radici coltivate del mondo, la patata, ma anche altre specie con frutti commestibili considerati verdure come pomodoro, melanzane, peperoni e peperoncino; oppure consumati come frutti, come l'uva spina e le bacche di goji.

Le solanacee hanno un lato oscuro, come indicato dal loro nome inglese “nightshades”, “ombre notturne” attribuito anche a diverse singole specie della famiglia appartenente al genere Solanum e contenenti le stesse tossine: i glicoalcaloidi.
Il nome “deadly nightshades” (ombra notturna letale) è attribuita alla Belladonna (Atropa belladonna) che contiene alcaloidi tropanici. Oltre alla Belladonna però, anche Mandragora, Stramonio, Tromboni d'Angelo e Giusquiamo sono solanacee contenenti alcalodi tropanici.

Belladonna
Mandragora
Stramonio
Tromboni d'Angelo
Giusquiamo

Nella stessa famiglia si trovano anche piante che producono altri tipi di alcaloidi.
Gli alcaloidi piperidinici presenti principalmente nel tabacco sono utilizzati sia per scopi ricreativi sia come insetticidi. Gli alcoidi capsaicinoidi presenti nei peperoncini sfruttano i recettori del calore e del dolore per dissuadere i mammiferi dal mangiarle, ma non hanno effetto sugli uccelli, che ne disperdono i semi.

Tabacco

Le specie di Solanum contenente glicoalcaloidi sono responsabili di molti casi di sospetto avvelenamento accidentale.
Anche la patata che potrebbe sembrare uno degl
i ortaggi più innocui nasconde invece un lato oscuro. C'è un motivo infatti se di questa specie mangiamo solo i tuberi: le foglie, i fusti e il frutto di queste erbacce perenne contengono tutti elevati livelli di tossine glicoalcaloidi. Anche gli stessi tuberi della patata contengono alcuni di questi composti, i più comuni dei quali sono l'alfa-solanina e l'alfa-caconina.

La funzione delle tossine è di proteggere la pianta da parassiti e malattie, perciò nei tuberi sono più concentrati nella buccia.

In piccole quantità i glicoalcaloidi contenenti nelle patate contribuiscono anche loro sapore.
Ma la quantità di questi composti tossici dipende non solo dalla varietà di patate ma anche dalla stagione e dalle condizioni in cui sono cresciute, inoltre i livelli possono aumentare anche in risposta agli stress.
La produzione di glicoalcaloidi è stimolata dalla luce: è per questo che le tossine sono più concentrate nelle foglie, nei fusti delle piante di patata ed è anche la ragione per cui i tuberi di colore verde non sono buoni da mangiare.

Il colore verde che può talvolta apparire sui tuberi è dovuto alla produzione di clorofilla per la fotosintesi, altro fenomeno innescato dalla luce. La presenza di clorofilla verde sulle patate è quindi indice di un innalzamento dei livelli delle tossine all'interno: un modo ingegnoso che consente alla pianta di evitare che i tuberi esposti, più vulnerabili vengono mangiati da animali e insetti.

Le varietà di patate in commercio contengono molto meno di 20 mg di glicoalcaloidi per 100 g di patate e sono del tutto sicure da mangiare. Così dicono. Le patate soggette a stress, per esempio colpite da peronospera, mangiate dagli insetti o anche ammaccate possono reagire aumentando i loro livelli di glicoalcaloidi. Il glicoalcaloidi danneggiano le cellule stimolando vomito e diarrea, inoltre possono interferire con la trasmissione di messaggi chimici tra i nervi, causando sintomi come mal di testa e convulsioni. Purtroppo la cottura non distrugge questi composti perciò è sempre meglio gettare delle patate verdi.

Detto questo è meglio fare molta attenzione con le solanacee in generale, e non solo con le patate, soprattutto se una persona ha delle patologie infiammatorie o quelle chiamate "autoimmunitarie".
Gli alcaloidi e le tossine contenute nelle solanacee vanno a stimolare eccessivamente il sistema immunitario.

Tratto dal libro "Piante che uccidono: gli effetti tossici delle piante più velenose del mondo", Elizabeth A. Dauncey, Sonny Larsson, Ricca editore