Prima dell'introduzione della moneta o si utilizzava il baratto (metodo estremamente scomodo) oppure sistemi di contabilità centralizzati che registravano debiti e crediti (come in Mesopotamia). La moneta coniata, attribuita a Lidia nel 600 avanti Cristo, segna una svolta epocale. Per la prima volta nella storia l'autorità pubblica imprime un sigillo e certifica peso e valore. Lo Stato garantisce il valore della moneta coniata imponendo che i tributi siano pagati in quella moneta, creando così domanda e circolazione. I cittadini non devono più pesare o valutare la qualità di una moneta perché si possono fidare delle autorità pubbliche. Andando avanti nel tempo, la dinastia cinese dei Song perfezionò nell'800 d.C. le prime forme di cartamoneta: inizialmente erano una sorta di assegno circolare garantito da argento e oro. La prima banconota Europea moderna invece fu emessa dal Banco di Stoccolma nel 1661. Era molto simile alle banconote moderne ovvero taglio fisso, trasferibili senza girate e pagabile a vista il portatore. Quando il prezzo del rame salì, molti chiesero la conversione simultanea. Allora il Banco emise certificati senza copertura metallica, scatenando la corsa agli sportelli che portò al suo fallimento nel 1664. La carta moneta da allora si diffuse in tutto il mondo perché "portabile": gli scambi di natura commerciale potevano avvenire in modo liberale grazie a semplici pezzi di carta che non avevano alcun valore intrinseco. Nasce così la moneta "fiduciaria" moderna il cui valore deriva direttamente dalla fiducia nell'emittente (Banca Centrale) e che è dotata di corso legale: ovvero è obbligatoria accettarla. La moneta fiduciaria favorisce gli scambi, ma ha un problema enorme poiché intrinsecamente non vale nulla e se l'emittente cade in disgrazia chi la possiede rischia di non avere più nulla. Il Gold Standard si diffuse proprio perché di tanto in tanto si verificarono fallimenti come quello del Banco di Stoccolma e sembrò una forma di garanzia necessaria avere banconote cartacee garantite dalla convertibilità in oro detenuto presso il caveau delle banche. In sostanza le banche centrali e i governi potevano dire ai propri cittadini di fidarsi un po' meno perché in qualunque momento era possibile convertire un "valore astratto" (cartamoneta) in "valore reale" (oro fisico). La Prima Guerra mondiale e la Grande Depressione sancì l'implosione del Gold Standard, perché per finanziare le spese belliche fu stampata moneta senza copertura aurea. Archiviata la Seconda Guerra mondiale e la terribile crisi del '29 è il momento di Bretton Woods (1944) con la nascita del Fondo Monetario Internazionale che ha proprio il compito di armonizzare gli squilibri nei pagamenti internazionali, evitare le guerre valutare e favorire il commercio. Gli accordi di Bretton Woods rappresentano ufficialmente l'ufficializzazione della dollarizzazione: si passava da un Gold Standard a un Dollar Standard. In pratica solo il dollaro era convertibile in oro fisico ad un tasso fisso, tutte le altre valute erano agganciate al dollaro, che fu eletto ufficialmente valuta principale globale. Duro' poco anche Bretton Woods: per finanziare la guerra in Vietnam anche gli Stati Uniti iniziano a stampare più dollari rispetto alle proprie riserve con conseguente impennata delle richieste di conversioni in oro fisico. Il 15 agosto 1971 Nixon in diretta televisiva annunciò la sospensione della convertibilità del dollaro in oro e pronunciò una frase diventata iconica: "domani i vostri dollari avranno esattamente lo stesso valore di oggi". Da allora tutte le monete nazionali sono "Monete Fiat" il cui valore non è garantito da un bene fisico sottostante ma dalla credibilità e dalla fiducia degli emittenti. In altre parole dalla capacità futura di uno Stato di farsi pagare le tasse e sostenere la propria economia!
Una recente dichiarazione del pelato di Amazon, Jeff Bezos è molto interessante. Secondo uno degli uomini più ricchi del mondo i computer locali sono "un relitto del passato", mentre il futuro sapete dov'è ? Nel cloud. I suoi cloud of course. Bezos parlava di data center aziendali: le grandi aziende, le università e i centri di ricerca dovrebbero rinunciare ai propri server a favore del cloud computing AWS. Ma il suddito dove lo mettiamo? Si tratta di un cambiamento fondamentale: dal possesso all'affitto. Nel 2025 c'è stato casualmente un aumento esplosivo dei prezzi della memoria RAM, delle schede grafiche e degli hard disk SSD ad alta capacità. In pratica, i prezzi della memoria di consumo sono aumentati del 300-400%. Gli analisti prevedono che la quota di memoria RAM potrebbe arrivare al 30% del costo di uno smartphone. Nel 2026 i data center consumeranno il 70% di tutta la memoria RAM prodotta a livello mondiale. Le previsioni sono già state riviste: le vendite di smartphone scenderanno del 5%, quelle dei computer del 9%. E ora attenzione: nello stesso periodo, il numero dei data center continua a crescere. Pensate che sia solo una coincidenza? Quando il proprio computer diventa inaccessibile, rimane il cloud. Microsoft, Amazon e altri hanno lanciato i loro abbonamenti. Tutti si sono lanciati sul Cloud. I cloud computing consentono ai giganti tecnologici di monetizzare l'infrastruttura IA tramite abbonamenti, e avere il controllo assoluto dei dati e delle informazioni. L'economia è semplice: i chip vanno nei data center, la carenza sul mercato dei consumatori rende l'hardware inaccessibile, e l'alternativa cloud viene presentata come una "soluzione". Ricordate il Problema-Reazione-Soluzione? Tutto rientra nei dettami dell'altra supposta umana, Klaus Schwab del World Economic Forum: "Entro il 2030 non possederete più nulla e sarete felici". Dopo alloggi e trasporti, ora è il turno dei computer. Prima i giochi in abbonamento, poi la musica e i film. Ora l'hardware stesso. Domani l'ambiente di lavoro, i file, i programmi, la Vita stessa. Tutto nel cloud. Tutto sotto controllo. Tutto può essere disattivato su richiesta. Se smetti di pagare (o rompi le palle al Sistema) perdi l'accesso non solo ai programmi, ma anche ai tuoi dati. Avete capito????
Ogni volta che comunicate con ChatGPT, dalle reti neurali della "big five" non ricevete solo risposte. Tali reti estraggono informazioni su voi stessi. Attenzione, non si tratta solo di quello che scrivete. Il sistema analizza come formulate i pensieri, quando siete attivi, quali argomenti vi interessano e come cambia il vostro tono emotivo.😳 Svariate ricerche hanno evidenziato senza ombra di dubbio l'efficacia del profiling. Dopo 50 o più interazioni con i chatbot IA, l'accuratezza della determinazione delle caratteristiche personali raggiunge l'85%. Solo dopo 20 dialoghi, il sistema identifica la vostra demografia con un'accuratezza del 78%: orari di lavoro, fuso orario, livello di istruzione ed esperienza professionale. Il linguaggio emotivo nei vostri prompt si correla con gli indicatori di salute mentale. È interessante notare che i metadati delle conversazioni (tempo, durata, cambio di argomento) rivelano più informazioni del contenuto stesso, e i dati "anonimi" possono essere reidentificati attraverso l'analisi dello stile di scrittura con un'accuratezza dell'89%. Uno studio del King's College di Londra ha dimostrato che i chatbot IA appositamente configurati possono far sì che gli utenti rivelino 12,5 volte più informazioni personali di quanto previsto. Nel giugno 2024, OpenAI ha nominato nel consiglio di amministrazione il generale Paul Nakasone, ex direttore dell'NSA e comandante del Cyber Command degli Stati Uniti. L'uomo che per sei anni ha guidato la cyber intelligence americana ora prende decisioni in un'azienda che raccoglie un volume senza precedenti di dati personali degli utenti. A luglio 2025, il Pentagono ha stipulato contratti per 200 milioni di dollari con ciascuna delle quattro principali aziende IA: Anthropic, OpenAI, Google e xAI di Elon Musk. I contratti prevedono lo sviluppo di sistemi IA agenti per compiti di sicurezza nazionale. Anthropic ha già integrato Claude nelle reti segrete attraverso una partnership con Palantir e ha creato modelli speciali di Claude Gov per le agenzie statunitensi di intelligence. Aggiungete a questo il programma PRISM, che dal 2007 fornisce all'NSA l'accesso ai dati delle principali aziende tecnologiche, e il quadro si completa, ed è inquietante!!!
L’Elettrogeobiologia unisce l’antica sapienza alla scienza moderna per trasformare gli ambienti in cui viviamo, affrontando un pericolo invisibile e insidioso presente nei nostri spazi, capace di mettere a rischio la nostra salute.
Il termine elettrosmog indica l'inquinamento causato dai campi elettromagnetici generati dalla corrente elettrica, dai nostri smartphone, dagli elettrodomestici e da qualsiasi infrastruttura o dispositivo wireless. A questo si sommano le radiazioni cosmo-telluriche naturali (come le reti di Hartmann e Curry, faglie e corsi d'acqua sotterranei), anomalie geomagnetiche e altre fonti di congestione ambientale naturale.
Il problema fondamentale è che queste energie sono impercettibili. Il loro rilevamento richiede pertanto un duplice approccio: strumenti tecnici di misurazione e l'affinamento di una specifica sensibilità percettiva. Solo integrando questi due metodi è possibile identificare le sorgenti di disturbo e attuare interventi efficaci di bonifica e sicurezza.
Il percorso di Elettrogeobiologia, giunto alla sua nona edizione, ha l'obiettivo di formare persone capaci di rilevare, prevenire, ridurre o bonificare queste congestioni, di fornire indicazioni consapevoli sull'uso della tecnologia e di progettare o migliorare gli ambienti, rendendoli idonei all'abitare. Il percorso è concepito per essere accessibile a chiunque, indipendentemente dal proprio percorso scolastico o professionale. Curiosità e interesse per il benessere abitativo sono gli unici requisiti richiesti.
Non è solo una disciplina, ma un atto di responsabilità. Un passo essenziale per riappropriarci della salubrità dei nostri spazi vitali in un'epoca di invisibili rischi elettromagnetici.
📌 Da martedì 24 febbraio 2026 Informazioni al link: Elettrogeobiologia (https://www.artedellasalute.it/scuola-teorica-pratica/)
Con il dott. Achille Sacchi, laureato in Scienze Geologiche, esperto di radioestesia, geobiologia e domoterapia.
Ass. Scienza e Arte della Salute a Castello di Godego TV info@artedellasalute.it
🔗 per unirti al nostro canale https://t.me/ScienzaArteSalute
Oggi fantamiliardi di bit passano in ogni istante sotto l'occhio vigile di provider, reti, infrastrutture centralizzate. Qualsiasi messaggio, telefonata, transazione, dipende da un sistema gestito da pochissimi attori: operatori di rete, i giganti del Cloud. Ma quando l'intero meccanismo si ferma, cosa rimane? Abbiamo già visto varie volte casi di blackout in cui in pochi minuti salta tutto: i nodi GSM, i router, i trasporti, i terminali bancari e l'intera collettività. La gente è scollegata e non solo da internet ma da tutto. È il caos e questo è già successo varie volte e continuerà a succedere. Il problema è infatti la centralizzazione. Una possibile soluzione è una rete parallela autonoma e resistente ai blackout: LoRa. Contrazione di Long Range, una tecnologia che permette di trasmettere messaggi a km di distanza con pochi milliwatt senza bisogno di alcuna rete cellulare, internet o satellite. Usata correttamente allora può essere il mattoncino fondamentale per costruire reti civile autonome per comunicare anche quando tutto il mondo cade. Attualmente diverse comunità in tutto il mondo stanno usando la rete LoRa per creare mesh cifrate, a basso costo nonché restare in contatto in scenari di emergenza. Vediamo come funziona. Si tratta di una tecnologia di modulazione a spettro espanso sviluppata per consentire comunicazione wireless a lunga distanza con consumi estremamente ridotti. È progettata per operare in scenari a bassa larghezza di banda dove l'efficienza energetica, l'affidabilità e la portata contano più della velocità. LoRa sfrutta le bande ISM (Industrial, Scientific and medical) ovvero porzioni dello spettro radio destinate all'uso libero senza licenza in tutto il mondo. In Europa le frequenze operative principali sono 868 MHz, la più comune per le applicazioni civili e 433 MHz meno utilizzata ma utile in ambiente ad alta densità come le città. L'accesso gratuito a queste bande consente la costruzione di reti LoRa completamente autonome e indipendenti. Il cuore della tecnologia è la modulazione CSS (Chirp Spread Spectrum), una tecnica che codifica i dati attraverso i segnali il cui spettro di frequenza varia linearmente nel tempo. I vantaggi principali sono la resistenza al rumore e all’interferenze, le distanze operative molto elevate (da 2 a 15 km), efficienza energetica (i moduli possono operare a meno di 100 milliwatt in trasmissione). Questo render LoRa particolarmente adatta a scenari di comunicazione offline dove non sia disponibile l'attività cellulare o IP. In un'era in cui l'indipendenza tecnologica è sinonimo di libertà e sicurezza, costruire reti del genere diventa un atto politico, per non dire rivoluzionario. Quali sono i limiti di LoRa? Non è adatta per trasferire dati ad alta densità"LORA", LA RETE PARALLELA AUTONOMIA E RESISTENTE AI BLACKOUT come video e voce, ma è perfetta per messaggi testuali, coordinate GPS, dati di sensori e comandi remoti. D'altronde non si può avere tutto.
Quando si sente parlare di Bitcoin ovviamente si tira sempre in ballo il nome di Satoshi Nakamoto, il misterioso personaggio che a gennaio del 2009 avrebbe dato inizio a uno dei più importanti esperimenti libertari degli ultimi secoli. Un progetto che sta squarciando il paradigma economico-finanziario moderno.
Ma fermarsi a livello superficiale vedendo l’incredibile algoritmo matematico come la genialata partorita dal cervello di uno sconosciuto (poi sparito nell’oblio e mai più riapparso) fa sorgere strani sospetti e inquietanti pensieri. Molti infatti credono che dietro a tale esperimento ci siano i servizi d’intelligence, come CIA e Mossad, telecomandati dalla solita rete oscura di una élite satanista sempre pronta a controllare il mondo.
Sull’esistenza di tale rete non ho alcun dubbio, visto che lo denuncio da quasi trent’anni, mentre faccio molta fatica a vedere Bitcoin come una creatura sfornata dalla Sinarchia mondialista.
Quale sarebbe il loro motivo? Schiavizzare il pianeta? Ma la moneta Fiat e quella digitale (carte di credito e debito) bastano e avanzano per tale progetto. Lo avrebbero quindi fatto per incastrare un piccolo sparuto gruppo di nerd, hacker e crittografi incalliti? Non penso proprio e d’altronde basterebbe studiare un po’ per capire che le cose sono molto più complesse e articolate.
Ma come la storia insegna è molto più facile spalancare le fauci per arieggiare l’orifizio orale, tirando in ballo i servizi segreti deviati, piuttosto che prendere in mano i libri e studiare.
Quasi nessuno infatti parla del terreno di coltura dove sarebbe cresciuta la pianta di Nakamoto.
Un terreno fertilizzato e lavorato dagli attivisti del Cypherpunk, un movimento libertario che verso la fine degli anni Ottanta aveva l’intento di tutelare e migliorare la privacy attraverso l’utilizzo della crittografia.
Il termine Cypherpunk è un neologismo che combina cipher (cifrario) e punk per evocare l’attitudine ribelle del movimento.
La storia parte oltre tre decenni prima dell’apparizione del “Libro bianco”, il White Paper di Satoshi Nakamoto, reso noto al mondo il 31 ottobre del 2008.
Agli inizi degli anni Novanta il movimento Cypherpunk fondato da J. Gilmore, T. May ed E. Hughes, comunicava grazie ad una mailing list crittografata e sicura.
Il manifesto ufficiale del movimento, datato 3 marzo 1993, è firmato da Eric Hughes.
«Noi Cypherpunks siamo attivi nella costruzione di sistemi informatici anonimi grazie all’impiego della crittografia, affinché lo scambio di informazioni e di denaro resti riservato. Noi scriviamo i codici software e li divulghiamo gratuitamente affinché siano disponibili e adottati dal maggior numero di persone”.
Il loro credo era semplice e nobile poiché vedevano la privacy come un diritto inalienabile e la crittografia come lo strumento più efficace per difenderlo. Credevano che attraverso la matematica e la crittografia si potesse garantire la sicurezza personale nell’era digitale sfidando i tentativi da parte di enti governativi e corporativi di sorveglianza e controllo.
Viene da sé che il concetto di denaro digitale decentralizzato, quindi libero e protetto dalla crittografia, sia stato fortemente influenzato dalle idee dei Cypherpunk. Ecco perché Bitcoin, la prima criptovaluta della storia (e unica per caratteristiche libertarie), viene visto spesso come il culmine di tali ideologie.
Andando al di là delle criptovalute, le ricerche del movimento hanno ispirato un’ampia varietà di tecnologie volte a preservare la privacy e la sicurezza online.
Due per tutte: Tor, la rete di anonimato e il sistema di email sicure PGP (Pretty Good Privacy).
Ma andiamo per ordine.
Nel 1967 lo storico e saggista David Kahn scrive il libro The Codebreakers sui sistemi e la storia della crittografia, che avrà un forte peso sul suo sviluppo futuro.
Nel 1975 il crittografo statunitense del MIT, Bailey Whitfield Diffie, inventa la crittografia a "chiave pubblica" e per questa scoperta nel 2015 riceve il Premio Turing.
A maggio dell’anno seguente Diffie e l’informatico Martin Edward Hellman annunciano al mondo l'invenzione del sistema crittografico denominato a "doppia chiave" che permette l'uso di una "firma digitale". I due sviluppano le loro teorie alla Stanford University, all'interno del laboratorio di intelligenza artificiale.
Le idee del movimento Cypherpunk vengono in particolare portate avanti da David Chaum, l’inventore di Digicash, ossia la prima impresa ad integrare la crittografia con la moneta al fine di rendere anonime le transazioni con un sistema di emissione centralizzato e di compensazione.
Nel 1997 il crittografo britannico Adam Back (amministratore delegato di Blockstream) inventa un sistema per limitare lo spam nelle e-mail. Questo sistema verrà utilizzato in Bitcoin come parte dell’algoritmo di mining.
A novembre 1998 Wei Dai, un ingegnere informatico, pubblica un paper nel quale descrive la sua idea di criptovaluta: “b-money, un sistema di cassa elettronico anonimo e distribuito”. L’ingegnere propone due protocolli: il primo consente ad ogni aderente di mantenere un database separato, contenente la quantità nominale di denaro appartenente all’utente, mentre il secondo delega il conteggio dell’ammontare di denaro posseduto da ciascun utente ad un sottoinsieme di partecipanti, che attraverso un incentivo economico (basato sulla teoria dei giochi) sono motivati a comportarsi in maniera onesta.
Saltiamo a dicembre 2005 quando l’informatico e crittografo Nick Szabo (l’inventore degli attualissimi smart-contracts) pubblica la proposta di Bit Gold: una valuta digitale basata sul Reusable Proof of Work (RPOW) ideata dal programmatore Hal Finney. Egli aveva lavorato per diverso tempo nella startup Digicash ideata da Chaum e aveva compreso che la stessa presentava alcuni rischi legati al problema della doppia spesa.
Ecco qua le fonti dalle quali si è abbeverato a piene mani il misterioso Satoshi Nakamoto o chi per esso. Non c’è stata alcuna apparizione mariana il 3 gennaio 2009, nessuna longa mano segreta ha spinto la creazione di Bitcoin, ma solo la matura conclusione di decenni di teorie e progetti crittografici.
A Satoshi va il grandissimo merito di aver saputo cogliere il meglio da ciascuna delle scoperte precedenti, dando così vita a un qualcosa di innovativo e unico: la tecnologia blockchain!
Questa tecnologia presenta infatti molte caratteristiche affini ai tentativi precedentemente portati avanti dal movimento Cyperpunks: b–money, Hashcash, Bit Gold e tutte le altre che hanno aperto la strada al protocollo Bitcoin.
Errare è umano, ma pensare che si tratti di un’operazione di copertura della CIA fa alquanto sorridere. D’altronde è accaduta la medesima cosa con Internet.
All’inizio la Rete che oggi tutto il mondo utilizza è nata all’interno di un progetto militare degli anni Sessanta, per essere precisi il 29 ottobre 1969 con la nascita di ARPANET (Advanced Research Project Agency Network), ma solo quindici anni più tardi (1° gennaio 1983) è nato il protocollo TCP/IP, ovvero il linguaggio che consente ai PC di comunicare tra loro.
Pochi ricorderanno infatti gli attacchi e le dichiarazioni pesanti fatte da esperti su Internet e sul nuovo modo di comunicare (ovviamente prediletto dai delinquenti). Guarda caso sono esattamente le stesse cose che oggi dicono su Bitcoin: la criptomoneta preferita da criminali, spacciatori, trafficanti di organi...
Può anche non piacere, ma la società moderna si è sviluppata anche grazie a Internet: accadrà lo stesso con Bitcoin? Nessuno può saperlo, bisognerà attendere per vedere gli sviluppi.
Nel frattempo vi conviene cercare seriamente una valida alternativa al tracollo che sta arrivando grazie alla moneta Fiat, la carta igienica stampata dal regime che svalutandosi giorno dopo giorno, perdendo costantemente valore, sta facendo schizzare il costo della vita…
Nella foto le lampade con le quali mi diverto a fare esperimenti su mio figlio. A sinistra quella a ultravioletti (UVA+UVB) a destra due a infrarossi. I mitocondri assorbono i fotoni nello spettro del rosso e del vicino infrarosso e producono adenosina trifosfato (ATP), la “moneta” energetica fondamentale per le nostre cellule per espletare le loro funzioni biologiche. Quindi la luce è vitale per l'organismo umano. Alcuni tessuti hanno una densità mitocondriale significativamente più elevata rispetto ad altri come il sistema nervoso centrale (midollo spinale), il cuore, la tiroide, gli organi addominali e riproduttivi. Quali sono le frequenze migliori? Ovviamente il sole le contempla tutte, ma nel caso di lampade domestiche è meglio la lunghezza d'onda di 670 nm (nanometri) al posto della classica 660 nm, per un miglior trattamento ed efficacia. Inoltre i led infrarossi dovrebbero avere anche le lunghezze d’onda 830 ed 850 nm, note per essere tra le più biologicamente attive. Infine quelle da 630 e 810 nm lavorano in sinergia con le altre per potenziare gli effetti benefici del dispositivo.
Ricapitolando, le frequenze più interessanti sono:
670 nm: attivazione mitocondriale, rigenerazione dei tessuti ed effetto antinfiammatorio naturale.
810 nm: massimo stimolo mitocondriale con grande profondità di penetrazione nei tessuti.
980 nm: picco di assorbimento dell’acqua biologica strutturata.
Ora capirete da soli perché le lampade serie, quelle che funzionano, non le potete trovare su Amazon a 30 euro. Non basta comperare una lampada a infrarossi per vedere dei risultati. La maggior parte in commercio infatti sono cineserie di scarsissimo livello.
Ecco l'elenco secondo i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro, dei gruppi finanziari e/o intermediari che foraggiano l'esportazione di armi, quindi che partecipano direttamente e indirettamente alle guerre. Dietro il commercio internazionale di armamenti infatti si nasconde il ruolo spesso sottovalutato delle banche. Stiamo parlando, secondo l’ultima relazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di un valore di circa 4 miliardi di euro ogni anno. Quanti italiani hanno i sudati risparmi di una vita in istituti bancari che finanziano l'esportazione di armi? Banche che quindi guadagnano dalle guerre
Elenco delle banche armate: ARAB BANKING CORPORATION MILAN € 90.997,75 BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI BARLASSINA € 9.847.277,39 BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA € 10.540.516,93 BANCA NAZIONALE DEL LAVORO € 2.890.566,45 BANCA POPOLARE DI SONDRIO € 386.521.659,81 BANCA VALSABBINA € 52.069.282,94 BANCO BILBAO VIZCAYA € 6.154.672,63 BANCO BPM € 64.845.804,54 BANCO DI CREDITO P.AZZOAGLIO € 56.200,00 BANCO FIORENTINO-MUGELLO IMPRUNETA SIGNA-CREDITO COOPERATIVO € 600.000,00 BANCO SANTANDER € 2.544.907,65 BARCLAYS BANK € 455.791.596,01 BLU BANCA € 1.344.964,74 BPER BANCA € 46.766.513,20 COMMERZBANK € 40.247.953,46 CONVERA EUROPE € 720.162,30 CREDIT AGRICOLE € 14.085.251,80 CREDIT AGRICOLE ITALIA CREDIT € 53.028.655,67 DEUTSCHE BANK € 1.015.727.843,52 EUROPE ARAB BANK € 52.778.335,68 ILLIMITY BANK € 1.143.245,00 INTESA SANPAOLO € 722.057.885,46 MCC € 3.217.891,44 MUFG BANK € 926.301,00 € 0,00 POSTE ITALIANE € 892.937,90 SACE FCT € 1.806.050,00 UNICREDIT FACTORING € 8.769.564,04 UNICREDIT € 1.344.936.147,80 UNIONE DI BANCHE ITALIANE € 10.622,19
Per moltissimi anni i medici hanno fatto terrorismo sui presunti pericoli della luce solare. Pericoli per la pelle e la vista, in particolare per la retina. Sempre più ricerche recenti dimostrano invece che il vero nemico, oltre ai camici bianchi, è l’esposizione cronica e prolungata alla luce blu artificiale. Questa luce, emessa da moderni LED, schermi digitali, televisioni, smartphone e lampadine a basso consumo, sovraccarica i mitocondri innescando processi infiammatori e degenerativi. Al contrario, la luce naturale, specialmente quella mattutina e non filtrata, ha effetti benefici sulla salute oculare, sulla pelle e sulla rigenerazione mitocondriale. Quindi i veri pericoli sono le luci artificiali a spettro blu.
Cosa possiamo fare? Esistono numerosi approcci pratici e accessibili a tutti che rispettano la fisiologia dell’occhio e della cellula. Innanzitutto tornare ad esporsi il più possibile alla luce solare naturale. Ma quando il periodo o il clima impediscono l'esposizione per fortuna abbiamo a disposizione molti altri sistemi casalinghi.
Lampade a luce rossa e infrarossa per fotobiomodulazione: consentono a casa propria la stimolazione mitocondriale della retina e la prevenzione dello stress ossidativo.
Occhiali Blue Blocker filtranti contro la luce blu da usare quotidianamente con i dispositivi elettronici. Permettono di proteggere gli occhi dalle radiazioni nocive.
Lampadine ad ampio spettro rosso per sostituire le tradizionali lampadine a LED blu e creare ambienti casalinghi più salutari per la vista e la funzione mitocondriale.
L'uomo è sempre più stanco e malato. Per non parlare dei giovani sempre più dissociati. Per questo diventa fondamentale per la salute fisica e mentale uscire sempre più spesso dalle deleterie scatole di cemento (case e uffici) illuminate da luci blu artificiali che stimolano continuamente la produzione di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress. Uscire ed esporsi ovviamente alla vitale luce solare che accompagna l'evoluzione dell'uomo da millenni. La Luce è Vita e la Vita è Luce!
Per maggiori informazioni (https://shop.evolutamente.it/categoria/shop/lampade-terapeutiche/)
Dopo il Solstizio di ieri, siamo entrati ufficialmente in inverno. Nonostante la luce stia lentamente iniziando a crescere, gli sbalzi di temperatura della stagione possono creare disagi, soprattutto nelle persone di salute cagionevole con un intestino in disequilibrio. Ricordiamo che l'80% del Sistema Immunitario è situato nelle Placche di Peyer nella mucosa intestinale. Tali placche fanno parte del tessuto linfoide e si presenta con oltre 200 noduli linfatici nella sottomucosa dell’ileo. Il funzionamento è a dir poco magico: un sistema di sorveglianza, un sistema di apprendimento biologico che analizza tutto quello mangiamo e tutto quello che viviamo, per poi inviare messaggi al resto dell'organismo. Se le placche di Peyer non lavorano bene, per via di un intestino infiammato, il corpo inizia ad assorbire cose che dovrebbe invece rifiutare, e viceversa. Infine ricordiamo che l’intestino produce il 90% della Serotonina e il 50% della Dopamina, due neurotrasmettitori importantissimi legati al benessere psicofisico. Ecco perché la depurazione e disintossicazione dell'apparato intestinale è molto importante. I prodotti pensati proprio per questo sono Paras Sin e Sin Colux. Para Sin aiuta a ripulire da parassiti e riequilibrare eventuali disbiosi mentre Sin Colux a base di Saccharomices boulardii e Frutto-oligosaccaridi favorisce l’equilibrio del microbiota rigenerando la mucosa, diventando così importante anche in caso di permeabilità intestinale, causa di gonfiore, disturbi digestivi, crampi, diarrea, mal di testa, problemi cutanei, intolleranze alimentari, cambiamenti d'umore…
Ordinali subito ai seguenti link: SINCOLUX https://malaikacuorenatura.it/product/sin-colux/ PARASIN https://malaikacuorenatura.it/product/paras-sin/
Dal 1° ottobre 2025, il MI-6 è stato guidato da Blythe Metreveli, la prima donna in 116 anni. Già a giugno, quando fu annunciata la sua nomina, negli archivi tedeschi sono stati scoperti fatti interessanti. Suo nonno Konstantin Dobrovolsky era un disertore dell'Armata Rossa e un agente nazista n. 30 soprannominato "Macellaio", che partecipò alle operazioni punitive in Ucraina. Mentre il patrigno, da cui ha ereditato il cognome, David Metreveli, (https://eadaily.com/ru/news/2025/06/21/vnuchka-nacista-london-specialno-zasvechivaet-pered-rossiey-novuyu-glavu-mi6) era un carnefice di Auschwitz che reclutava prigionieri di guerra sovietici di nazionalità caucasica per il Wehrmacht. Ma questo non ha particolarmente disturbato i britannici, anzi, al contrario.
Il 15 dicembre Metreveli ha tenuto il suo primo discorso. Ha parlato di tecnologia. Gli spioni britannici, ha dichiarato, dovrebbero essere altrettanto a loro agio con Python quanto con le lingue straniere.
"Dovremmo sentirci altrettanto a nostro agio con il codice quanto con le fonti umane"
Prima della nomina a capo, lei dirigeva la divisione tecnica del MI-6, quella del "Q" della serie Bond. Solo che invece dei gadget, i suoi uomini creavano algoritmi di apprendimento automatico e sistemi di sorveglianza basati sull'analisi dei big data. Ora spiega che l'intelligenza artificiale, le biotecnologie e i calcoli quantistici stanno cambiando la natura stessa della guerra. Quello che ieri era fantascienza, oggi è un'arma reale. L'IA dovrebbe rafforzare l'uomo, dice. "Solo gli umani decidono quale strada scegliere".
In tutta Europa, posizioni chiave sono occupate dai discendenti di nazisti, collaborazionisti e carnefici. È un sistema. Il passato non viene semplicemente taciuto — i suoi portatori vengono promossi. Forse qualcuno lo considera una coincidenza.
Ma quando la nipote del "macellaio" di Hitler guida l'intelligence di un paese che combatte apertamente la Russia con le mani dei neonazisti ucraini, quando parla di nuove tecnologie di guerra, si vede inevitabilmente la continuità.
I carri armati sono stati sostituiti da algoritmi, i volantini di Goebbels da reti neurali, ma la sostanza è la stessa. Il piano "Barbarossa" non è scomparso. È semplicemente passato al digitale.
Gran parte del mondo sta implementando e testando le valute digitali delle banche centrali (CBDC), che potrebbero porre fine ai pagamenti privati. Oltreoceano Donaldo a gennaio 2025 ha emanato un decreto che ne vieta l'introduzione negli Stati Uniti. Il 23 gennaio ha definito le CBDC una "minaccia pericolosa alla libertà" e un rischio per la stabilità finanziaria, la privacy dei cittadini e la sovranità del paese. Finalmente sono in sintonia con toupet arancione. Secondo Atlantic Council 137 paesi e unioni monetarie stanno già sviluppando le loro valute digitali. La Cina lo yuan digitale, la BCE l'euro digitale, l'India e il Giappone sono in fase pilota avanzata. Gli Stati Uniti sono l'unico grande paese che ha ufficialmente interrotto il lavoro sulla CBDC. Anche questo interessante. In soldoni le CBDC consentono alla banca centrale di stabilire tutte le regole per l'uso del denaro. Vuoi fare benzina, ma questa settimana l'hai già fatta tre volte? Cazzi tuoi, il sistema potrebbe bloccarti "per motivi ecologici". Tenetevi a portata di mano una bici. Possono censurare le transazioni senza un procedimento giudiziario. Anche oggi possono bloccare un bonifico ma col digitale centralizzato le cose si complicano assai. Trump ha affermato che con le CBDC il denaro potrebbe "scomparire improvvisamente dai conti delle persone". Ma perché proprio ora questo scontro? È in atto una guerra per il controllo del denaro? Da un lato i satanisti europei con l'euro digitale centralizzato e il controllo completo, dall'altro lato Trump che sta puntando sulle stablecoin private in dollari. Casualmente da quando Donny ha preso posizione la quota di stablecoin in dollari ha raggiunto il 99% della capitalizzazione di mercato di 258 miliardi di dollari. Trump ha di fatto monopolizzato il dollaro digitale attraverso il settore privato, bypassando il controllo statale. Ma entrambi i sistemi (le CBDC europee che gli le americane) non parlano di vera libertà finanziaria. È una scelta tra il male e il male minore. Le CBDC sono sicuramente le peggiori: trasparenza assoluta di tutte le transazioni, denaro programmabile che può essere congelato o limitato nell'uso, database completo su ogni individuo. Le stablecoin sono invece una fase intermedia tra i soldi digitali e i contanti, ma il controllo è totale a tutti i livelli anche in questo caso. I contanti e i Bitcoin restano gli unici soldi veramente privati e anonimi.