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Secondo il dottor Joel D. Wallach - medico veterinario, naturopata americano - “l'Alzheimer è una malattia causata dal medico”.
La sua provocazione si basa su un ragionamento che parte dalla mielina, la guaina lipidica isolante e protettiva che avvolge gli assoni, ovvero i fili conduttori dei neuroni, con lo scopo di aumentare la velocità di trasmissione degli impulsi elettrici, garantendo l'isolamento elettrico delle fibre nervose.
La mielina è composta principalmente da proteine e acidi grassi, con un'altissima concentrazione di acqua. Il grasso più abbondante è il colesterolo (circa il 70%), fondamentale per donare stabilità e fluidità alla guaina.
Anche la sostanza bianca cerebrale, situata all'interno dell'encefalo, ne è estremamente ricca.
Non a caso, nel cervello si concentra il 25% di tutto il colesterolo presente nel corpo umano: in termini assoluti, su circa 100 gr totali dell'organismo, ben 25 grammi si trovano racchiusi nel sistema nervoso centrale.
Le statine distruggono il colesterolo e ne bloccano la produzione nel cervello, privandolo della sostanza di cui ha disperatamente bisogno per rimanere isolato e funzionale.
L’equazione è semplice ma d'impatto:

[ poca mielina = poco cervello ]

Che sia per questo che l'Alzheimer è passato dall'essere una patologia quasi sconosciuta alla quarta causa di morte tra gli over 65?
Ci hanno ripetuto per decenni di abbassare il colesterolo perché pericoloso, mentre il cervello ne era affamato.

Questo non è “invecchiamento”, ma una patologia iatrogena!

Non siamo di fronte a un inevitabile declino biologico dovuto all'età, bensì a un danno neurologico indotto dagli stessi trattamenti medici.
Si tratta di negligenza medica su scala globale.
I fatti storici sembrano muoversi in parallelo: in Italia, i medici hanno iniziato a combattere il colesterolo in modo strutturato e diffuso a partire dalla seconda metà degli anni '80, consolidando una vera e propria "guerra medica" nel corso degli anni '90.
Prima di allora, l'ipercolesterolemia era considerata un fattore clinico quasi secondario.
Successivamente, tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90, sono arrivate le statine. E, fatalità, le diagnosi di Alzheimer in Italia hanno iniziato a crescere proprio in quel periodo, per poi subire un'impennata esponenziale.

Ma l'attacco al nostro sistema nervoso non arriva solo dall'interno dei canali medici: si consuma contemporaneamente anche sul fronte esterno.
Parallelamente alla diffusione di queste terapie, l’inquinamento ambientale da metalli pesanti e l'elettromagnetismo hanno contribuito ad avvelenare l’uomo. Queste sostanze - come piombo, mercurio, alluminio, arsenico, cadmio e l'elettrosmog - agiscono in perfetta e drammatica sinergia, essendo anch'esse in grado di distruggere la mielina.
In tossicologia e neurologia questo fenomeno è ampiamente documentato e prende il nome di “demielinizzazione tossica” o “ipomielinizzazione”.
I metalli penetrano negli oligodendrociti bloccandone il metabolismo: il risultato è lo sfaldamento e il progressivo dissolvimento della guaina mielinica.
Inoltre generano enormi quantità di radicali liberi che aggrediscono i legami chimici dei grassi attraverso la perossidazione lipidica, provocandone la degradazione.
La parte più inquietante è che sono in grado di danneggiare le cellule endoteliali della barriera emato-encefalica (il filtro biologico ultra-selettivo che protegge il cervello e che consente il passaggio solo di nutrienti, ma blocca l'ingresso a tossine, batteri).
Una volta creata questa "falla" nel sistema di sicurezza, sono liberi di penetrare (trascinando con sé una varietà di microrganismi come candida e batteri) nel tessuto cerebrale, accumulandosi negli astrociti e nei neuroni e amplificando drammaticamente il danno demielinizzante.
La logica conseguenza è che la degradazione della mielina e l'esposizione ai metalli pesanti sono importanti cofattori sinergici nello sviluppo e nella crescita della demenza.

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A colazione ogni tanto, anche per alternare le due o tre uova mattutine, mangio il kefir di latte (fatto in casa).
La parola Kefir deriva dal turco Keif che significa “sentirsi bene”. Si tratta di una bevanda fermentata (la cui origine si perde nelle montagne del Caucaso) contenente una varietà pazzesca di ceppi di lieviti e batteri probiotici che conferiscono proprietà uniche. E' naturalmente ricco di vitamine tra cui la B12 e la K2, minerali (calcio, magnesio, fosforo…), aminoacidi e folati.
E' dieci spanne superiore a qualunque yogurt anche a quello greco (uno dei migliori) e il motivo è semplice: il marasma di microrganismi contenuti digerisce completamente il lattosio e trasforma la caseina: due sostanze estremamente rognose!
Senza alcun dubbio stiamo parlando di uno dei più potenti e ricchi probiotici che esistano in natura. E c'è ancora chi spende soldi comprandosi "fermenti lattici" morti in farmacia. 😔
Un tipico kefir fatto in casa (non certo quello acquistato) contiene svariate centinaia di microrganismi tra batteri (lactobacilli, lactococchi e streptococchi), lactococchi, streptococchi e lieviti (ben 4 ceppi di candida ma non l'Albicans e 3 della famiglia dei saccaromiceti, ma non il Saccharomyces Cerevisiae, il lievito di birra alimento principe della Albicans).
Ecco cosa contiene:

LACTOBACILLI (62-69%)
Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus brevis, Lactobacillus casei, Lactobacillus casei subsp. rhamnosus, Lactobacillus casei subsp. pseudoplantarum, Lactobacillus paracasei subsp. paracasei, Lactobacillus cellobiosus, Lactobacillus delbrueckii subsp. bulgaricus, Lactobacillus delbrueckii subsp. lactis, Lactobacillus fructivorans, Lactobacillus helveticus subsp. lactis, Lactobacillus hilgardii, Lactobacillus kefiri, Lactobacillus kefiranofaciens, Lactobacillus kefirgranum sp. nov, Lactobacillus parakefir sp. nov, Lactobacillus lactis, Lactobacillus plantarum…

LACTOCOCCHI e STREPTOCOCCHI (11-12%)
Lactococci lactis subsp. lactis, Lactococci lactis var. diacetylactis, Lactococci lactis subsp. cremoris, Lactococci mesenteroide, Streptococci salivarius subsp. thermophilus, Streptococci lactis, Enterococcus durans, Leuconostoc cremoris, Leuconostoc mesenteroides…

LIEVITI (16-20%)
Candida kefir, Candida pseudotropicalis, Candida rancens, Candida tenuis, Debaryomyces hansenii, Kluyveromyces lactis, Kluyveromyces marxianus var. marxianus, Kluyveromyces bulgaricus, Kluyveromyces fragilis/marxianus, Saccharomyces subsp. torulopsis holmii, Saccharomyces carlsbergensis, Saccharomyces unisporus, Zygosaccharomyces rouxii…

ACETOBATTERI
Acetobacter aceti, Acetobacter rasens…

Le varietà di ceppi ovviamente cambiano a seconda del luogo in cui viene fatto. Ognuno a casa propria ha un microbiota e un microbioma unici!

ALTRI UTILIZZI DEL KEFIR
Oltre all'aspetto nutrizionale il kefir è così versatile che può essere usato anche per altre cose. Mediante lavanda va a ripristinare la flora batterica della mucosa vaginale in caso di candidosi, leucorrea o infezioni varie, e mediante il clistere fa lo stesso nella mucosa dell'intestino! Ovviamente va diluito molto: circa 3 cucchiai per litro di acqua.
Ah, dimenticavo: nella vagina e nel colon il kefir andrebbe senza frutti di bosco, mi raccomando! 😂

PS: va ricordato che nel kefir rimane la parte ormonale estrogenica del latte! Quindi fate attenzione in alcuni ambiti…

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