Vai al contenuto

La cabala ashkenazita che gestisce conto terzi la mandria umana - col pretesto di una pandemia che non c'è - ha accelerato quella trasformazione epocale della società e dell’economia che aveva in programma da tempo. Il World Economic Forum che gestisce la transizione lo ha esplicitato perfettamente: “Non possiederai niente ma sarai più felice”. Non è forse il proclama implacabile del “comunismo reale”, il vecchio cavallo di battaglia del satanismo?

L’Agenda ha preso avvio senza scossoni e senza eccessive proteste, è sufficiente guardarsi intorno per rendersi conto. L'accettazione passiva della museruola, simbolo di chi è senza volto e senza diritti, trasforma tutti in cellule di un immenso formicaio. Oramai è divenuta l'abitudine irrinunciabile, l'aspetto più eclatante e vistoso del cambiamento.
Ma non basta, anche le relazioni sociali e i comportamenti si stanno evolvendo, forse in modo più sfumato ma altrettanto decisivo. Il distanziamento elimina l'affettività, sono negati i gesti più spontanei e naturali come l'abbraccio o il bacio sulla guancia, è proibito persino darsi la mano. L'interazione sociale è stata in pratica eliminata.

Gli arresti domiciliari in ambienti piccoli e insalubri hanno distrutto interi nuclei familiari fino a negare anche i più viscerali rapporti di parentela.
La crisi economica ha accentuato la precarietà del lavoro, distrutto piccole e medie imprese, messo in ginocchio la classe media, costretto al nomadismo occupazionale. Lo smart working, il lavoro dal proprio domicilio ne è la sintesi perfetta: lavoro a cottimo che sarà pagato ovviamente in cripto valuta perché il possesso del contante - ultimo baluardo di libertà – dovrà essere eliminato!

La minaccia del virus, nemico oscuro e temibile proprio perché invisibile, innesca il sospetto e l'ostilità verso il prossimo, mentre la delazione diviene regola di sopravvivenza.
Il controllo di ogni attività ricreativa con droni, telecamere, riconoscimento facciale, schedature, app, cavigliere e tracciamenti mutuati dal Social Credit System cinese cala una cappa opprimente su tutta la popolazione. Somatizzazioni, malattie mentali, suicidi ne sono la diretta conseguenza premiando gli individui resilienti ed emarginando i soggetti più fragili e meno produttivi.

L'era delle emergenze
Cosa fareste - se possedendo una mandria di bestie - vi rendeste conto che i vostri animali non solo rischiano di sfuggire a ogni controllo ma sono oramai troppo numerosi, vecchi, inutili, obsoleti e improduttivi, in una parola non più funzionali ai vostri obbiettivi? Sarebbe vostra cura sfoltire questa popolazione, renderla nuovamente sottomessa e imporre nuove regole per raggiungere il vostro scopo. È quello che hanno fatto e stanno facendo con noi!

Tutti gli animali rispondono in modo istintivo ai due stimoli più potenti che la natura ha previsto per gestire i loro comportamenti: il piacere e la sofferenza (paura), la carota e il bastone che di volta in volta si sono alternati come metodo di controllo della mandria umana.
Stavolta hanno ricorso al bastone con la minaccia più potente e sicura che esista perché nascosta e invisibile: un ipotetico virus, il Covid-19.

L’Agenda organizzata e gestita dalle menti perverse e criminali dei falsi ebrei ashkenaziti che controllano il mondo aveva preso avvio molti anni prima ed era stata regolarmente comunicata passo dopo passo alla mandria, in accordo con la legge universale del libero arbitrio e della libertà di scelta. Ma come spesso accade di questo avvertimento non si è fatto buon uso.

Per anni si sono succedute le dichiarazioni del genio del male, quel Bill Gates che abbandonati i virus e gli anti-virus informatici si è dedicato alla fabbricazione di virus e vaccini. Programmi, ricerche, esercitazioni, accordi coi burattini che governano le nazioni ne hanno consentito la realizzazione, mentre poche voci illuminate fuori dal coro cercavano inutilmente di aprire gli occhi alla gente. Con la complicità del Deep State americano e le istituzioni cinesi, hanno creato la psicopandemenza. Grazie ai media ci hanno bombardato per giorni, settimane, mesi, 24 ore su 24 con immagini, dati e dichiarazioni sconcertanti dipingendo l'epidemia come la nuova peste. Innescando terrore e paura nella mandria.

Un allucinante Truman Show che sembrava non dare scampo a nessuno. Ogni naturale sintomo (raffreddore, influenza), ogni patologia (infarto, cancro, ictus, ecc.) e ogni decesso sono stati attribuii al virus, immagini terrificanti di bare e di ospedali al collasso hanno terrorizzato per mesi la popolazione, in Italia la circolare del Ministro della Salute Roberto Speranza "tachipirina e vigile attesa" ha causato una ecatombe di anziani già malati, li ha sottratti ai congiunti per essere intubati, uccisi e cremati senza restasse traccia del delitto. Sconsigliare poi fortemente le autopsie sui loro corpi ha portato a diagnosi e cure criminali che hanno moltiplicato i decessi.

Dittatura sanitaria
Ha preso campo la nuova dittatura sanitaria orchestrata dalla OMS e gestita dallo psicopatico ashkenazita Bill Gates e dai suoi accoliti. In Italia - colonia e laboratorio sociale dell'Impero Occidentale - facendo carta straccia della Costituzione, con banali atti amministrativi assolutamente illegali e illegittimi si sono abolite le libertà inalienabili della persona.

L'ordine "state a casa!", in pratica gli arresti domiciliari, è stato eseguito con ferocia poliziesca grazie alla paura che aveva pervaso l'animo di tutti. Per mesi si sono bloccate tutte le attività economiche, creando gravi difficoltà per intere nazioni, premessa per un riassetto rivoluzionario dell’economia e della società. L'inutile e pericolosa mascherina simulacro della museruola dei cani è stata imposta come simbolo dell'asservimento e della censura. E divenuta marchio visibilissimo e indelebile di una emergenza sanitaria inventata, feticcio cui i più miseri e sprovveduti si sono aggrappati in una illusoria speranza di salvezza.

La pretesa pandemia è servita a imporre il controllo assoluto su ogni individuo, il distanziamento sociale, la perdita di affettività, il sospetto, il rancore, la delazione, il tracciamento. Ha consentito di violare i domicili per strappare presunti ammalati alla loro famiglia, mentre il messaggio “niente sarà più come prima” confermava il vero scopo dell'operazione. Oltre alla propaganda dei media ufficiali si è istituita la censura per frenare la fuga di informazioni e il passa-parola che intanto correvano nel web. Col pretesto di evitare assembramenti si è impedita ogni forma di manifestazione politica di protesta. Intanto erano sempre più evidenti gli obbiettivi di questo test socio-ingegneristico attuato a livello mondiale:

- instaurare definitivamente un Nuovo Ordine Mondiale e verificare il livello di sottomissione che si poteva imporre alla mandria

- realizzare l’Agenda ONU ID-2020 e l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile altro non è che l'imposizione dell’Identità Digitale legata alla vaccinazione di massa e al passaporto vaccinale!!!

- eliminare definitivamente la classe media ridisegnando l'assetto sociale rigidamente suddiviso tra una esigua minoranza di potenti e una canea di disperati ridotti al livello minimo di sussistenza

- eliminare la parte più vecchia, fragile, onerosa e improduttiva della popolazione

- imporre la post-umanità educando al terrore fin dall'infanzia e all’obbedienza irrazionale, provocando coi vaccini alterazioni genetiche, riducendo l'individuo a strumento eterodiretto e controllato con le onde elettromagnetiche della rete 5G, un cyborg disperato senza più anima né volontà. Non più individuo ma cellula di un immenso super organismo gestito da poche entità superiori…

Questo solo per non dimenticare!!!

Tratto dal libro "ADE: LA SINAGOGA DI SATANA", Giovanni Angelo Cianti, Evo Editorial

Marcello Pamio - 24 ottobre 2022

Un articolo della prestigiosissima rivista Focus mi ha tirato su il morale, e non di poco. La redazione mi ha illuminato spiegandomi che la Covid avrebbe fatto accelerare la ricerca sulla tecnologia a mRNA e visto soprattutto il successo dei vaccini ora si ritorna a parlare delle sue possibili applicazioni nella cura di melanomi e tumori! Si esatto, soprattutto il successo dei vaccini 😂😂😂
Alla BBC la signora Özlem Türeci co-fondatrice della BioNTech (compari di merende di Pfizer) ha discusso del futuro della tecnologia a mRNA nel vaccino anticancro dicendo che «come scienziati siamo restii ad affermare che abbiamo una cura contro il cancro», mentre il marito, l'immunologo Ugur Sahin si è sbilanciato dichiarando che il vaccino lo «potremmo avere prima del 2030». Avete già stappato il prosecco? Fantozzi no, perché dopo 69 ondate, 33 varianti e 15 sieri, venne colto da un leggero sospetto: "Per me il vaccino è una una cagata pazzesca", ha dichiarato in un rarissimo sprazzo di coraggio.
Sento questa ridicola cacofonia sul vaccino per il cancro da sempre. Ricordo benissimo le dichiarazioni verso la fine del XX° secolo di Umberto Veronesi. Risultato: lui è concime per i fiori e del vaccino nemmeno l'ombra, solo diserbante genico per una influenza!
Prima lo capiamo e meglio è per tutti: non esiste e non esisterà mai una cura per il cancro sotto forma di pastiglietta o vaccino, per il semplice motivo che il tumore non è causato da cellule che diventate caotiche e anarchiche. Se così fosse, allora il malato è un povero sfortunato perché le cellule hanno colpito il suo corpo e non quello del vicino (che gli sta anche sui coglioni!).
Visione deprimente e frustrante.
Ecco perché hanno dovuto inventarsi dei capri espiatori: genetica, famigliarità e se non bastasse virus! Tutte condizioni eziologiche mai dimostrate, ma semplicemente accettate come dogmi dalla nuova religione in camice bianco. Dare la colpa all'esterno (virus, genetica indotta, inquinamento, ecc.), piuttosto che mettere in discussione la propria esistenza fa comodo ai sudditi!
Sapete qual è la triste realtà? La medicina allopatica non solo brancola nel buio più totale (sul cancro come su tutte le malattie), ma viene costantemente mantenuta in questa brodaglia culturale dall'establishment (Big Pharma).
La Verità biologica ("logica della Vita") non si deve conoscere. Il popolo non deve sapere che la Vita è magistrale, come le sue Leggi.
Se le persone vivessero la "malattia" come un Programma speciale biologico perfettamente sensato messo in atto dal cervello per un motivo ben preciso, la Vita apparirebbe ai loro occhi sotto una nuova luce, e la paura non avrebbe motivo di esserci! E senza paura non possono controllarci! Quadratura del cerchio.
Accettare questa visione vorrebbe dire cambiare il paradigma rovesciando i concetti base della medicina, e dall'altra perdere migliaia di migliaia di miliardi di introiti sul business della "malattia"…
Motivi più che validi per cercare di impedire con ogni mezzo la vera conoscenza che porta al risveglio delle Coscienze.
Ma non ce la faranno mai!!!

Articolo su Focus
https://www.focus.it/scienza/salute/avremo-un-vaccino-anticancro-entro-il-2030

Geldrollen: sangue impilato come monetine

Marcello Pamio

Questo articolo l'ho dovuto scrivere per correttezza, diciamo per un dovere morale visto che in totale buona fede anche io ho partecipato alla disinformazione. Ora mi spiego, ma prima di arrivare al punto faccio una piccola premessa sottolineando con orgoglio di essere “no-vax”. Se c’è l’orgoglio gay e quello delle lesbiche, perché non potrei avere l’orgoglio di rifuggire come la peste delle sostanze tossiche?
Lo faccio con cognizione di causa, mica per partito preso. Se uno infatti conoscesse il funzionamento del microbiota e del sistema biologico di apprendimento chiamato “sistema immunitario”, saprebbe l’assurdità e la pericolosità di un intervento esterno con le sostanze chimiche contenute nel farmaco, e i vaccini sono farmaci a tutti gli effetti!
Questa concezione ce l’ho da tempi non sospetti, diciamo da almeno 30 anni, non certo dalla tristemente nota Lorenzin che toccando il culetto dei bambini ha svegliato molte coscienze!
Se il mio pensiero è questo per i vaccini pediatrici, figuriamoci per i sieri genici sperimentali chiamati erroneamente “vaccini” anti-Covid, di cui non sappiamo nulla!

Microscopia in campo oscuro
Detto questo sto studiando microscopia in campo oscuro grazie ad un medico di cui non dirò il nome per correttezza. Un medico che usa il microscopio da oltre 22 anni e che ha visto la condizione del sangue di migliaia di persone, molte anche negli ultimi due anni e mezzo.

Foto fatta dal sottoscritto. In viola eritrociti (globuli rossi) ben delineati,
dentro i cerchi cellule del sistema immunitario

Osservare l’interno del nostro sangue ha qualcosa di magico ed è veramente emozionante.
Un mondo vivo, un sotto-mondo dentro di noi, dove globuli rossi, piastrine, cellule immunitarie appaiono nella loro magnificenza; ma anche batteri, funghi e tantissimi altri organismi si muovono freneticamente, tra cui le primigenie forme di vita: gli endobionti.Video fatto dal sottoscritto. Degradamento del sangue.
Al centro è visibile la rottura della membrana di un globulo rosso e un condrita (sembra un vermicello ma rappresenta uno stadio dell'evoluzione delle forme di vita). I puntini che si muovono sono endobionti!

Tutto in biologia (la logica della Vita) ha un senso ed è perfetto!
Non appena con gli occhi si varca il micro-mondo mettendo a fuoco, ci si immerge in una realtà pazzesca, in una parte di noi totalmente sconosciuta, ma da cui dipende la nostra stessa esistenza!
Questo articolo è stato scritto per prendere le distanze da certe immagini che mostrerebbero il sangue impilato e/o agglutinato per colpa dei sieri genici.
Diciamo che è necessario fare dei distinguo...

Geldrollen o Impilamento del sangue
Nell’ambito della microscopia in campo oscuro è conosciuta una condizione particolare dove i globuli rossi si sovrappongono tra loro creando dei rotolini di monetine.
I tedeschi la chiamano “Geldrollen”, i francesi “Rouleaux” e da noi semplicemente Impilamento”.

Glubuli rossi appiccicati

Nei libri di microscopia però si parla di impilamento, ma soprattutto come artefatto!
L’impilamento può essere un artefatto formatosi durante la preparazione del vetrino. Il reperimento di cellule sovrapposte, di solito, deve essere confermato ripetendo il test dopo la reidratazione del paziente”.
Infatti esistono almeno una decina di condizioni che possono creare artificialmente il Rouleaux. Eccone alcune che ho provato e visto con i miei occhi: goccia di sangue troppo grossa o troppo piccola; schiacciare il dito o spremerlo per far uscire il sangue (verificata dal sottoscritto); copri-vetrini troppo pesanti; osservazione del sangue in periferia del vetrino (dove il sangue è sempre impilato a causa della pressione); eccessivo calore della lampada (può arrivare anche a 56°) che fa coagulare il sangue; dito punto sudato o con pH acido, ecc.

Come detto, ho avuto modo di vedere l’artefatto più volte personalmente! E magicamente il “problema” spariva quando ripetevo il test facendo più attenzione alla tecnica. Quindi c'è o non c'è? Se c'è deve essere sempre riscontrato!
Ho visionato il sangue dal vivo di “Marcello Pamio non vaccinato” (tecnica corretta) e il sangue di “Marcello Pamio vaccinato” (sbagliando la procedura). Ricordo che la mia genetica è pura e incontaminata dato che non ho fatto nessun siero/vaccino, come pura è la mucosa del naso che non è mai stata stuprata da nessun tampone!
Ebbene, il sangue di “Marcello non vaccinato” era ovviamente perfetto, sanissimo, come dovrebbe essere, mentre l’altro era di una persona da ricovero: eritrociti impilati e aggregati in un cluster assai brutto da vedere: “Geldrollen senza ombra di dubbio" avrebbe strillato un osservatore poco attento. Ma io sto benissimo: e allora come la mettiamo?

Quando all’epoca ho pubblicato le foto del sangue impilato dei vaccinati mi ero chiesto come quelle persone potevano con una simile condizione essere ancora vive, ma non avendo la conoscenza e l’esperienza non trovavo risposta. Ora ce l’ho!
In una simile condizione patologica gravissima come può l’ossigeno essere trasportato? La persona in questione non potrebbe neppure respirare! Quindi stiamo parlando di una condizione che può esistere nella realtà ma solo in patologie gravissime dove realmente la persona sta morendo.

Le domande allora che ora sorgono spontanee sono: i medici li hanno ripetuti i test per evitare l’artefatto? Perché dire ad una persona che il suo sangue è una fogna paludosa, ha un impatto notevole sulla psiche, e quindi sulla sua Vita.
Se pensate che stia difendendo i sieri avete sbagliato persona! Ho avvertito fin dall’inizio dei pericoli di questi farmaci genici sperimentali: danni a cura della proteina Spike; danni al microbiota; problemi genetici e soprattutto mitocondriali. Queste condizioni però NON si vedono con il microscopio, ma con altri esami specifici! E' questo il punto.
Simili affermazioni però oltre a mandare in panico le persone, portano discredito a tutto quel mondo serio e scientifico della microscopia in campo oscuro!

Marcello Pamio
Sempre più persone manifestano una o più allergie. Per quale motivo? Qual è la causa?
Come sempre la medicina brancola nel buio. Definisce allergia la capacità dell'organismo di reagire in maniera anomala verso determinate sostanze, dette allergeni, con cui era stato precedentemente sensibilizzato. Teorizza sulla causa che provoca la reazione allergica, ma non se ne conosce l’eziologia.
Le domande prive di risposta sono tante: perché una persona reagisce con il muco, con il naso colante, un altro con l'asma e un altro ancora con un rash cutaneo?
In aiuto ci vengono le conoscenze straordinarie della Nuova Medicina che permettono di comprenderne il senso biologico.

Interpretazione della Nuova Medicina
L’intero processo allergico (come ogni cosiddetta “malattia”) è un’interazione biologica tra psiche, cervello e organo corrispondente.
Analizziamo nel dettaglio quali sono i sintomi tipici del raffreddore e di alcune reazioni allergiche: congestione nasale, naso che cola e starnuti.
Sappiamo che la mucosa nasale è controllata da un relè cerebrale nel lobo frontale della corteccia.
Migliaia di scansioni del cervello hanno confermato che è proprio questa particolare zona del cervello che viene influenzata quando sperimentiamo un conflitto nel territorio/relazioni chiamato “di puzza”. Della serie: “questa cosa mi puzza!”, “questa situazione mi puzza”.

Tale specifico conflitto può essere vissuto in termini reali attraverso un odore improvviso e violento, uno shock, un trauma oppure anche in senso figurato.
Nel momento in cui si verifica questo “conflitto”, la corteccia cerebrale da l’ordine di ulcerare la mucosa nasale, processo questo solitamente inavvertito, cioè privo di sintomi. Le uniche cose evidenti sono i segni tipici della fase di conflitto attivo, come brividi, leggera perdita di appetito e una certa inquietudine interiore. Non appena si risolve il conflitto, spesso lasciando l'ambiente o uscendo dalla situazione che appunto “puzzava”, l'ulcerazione della mucosa nasale viene ripristinata. Il ripristino della perdita di tessuto provoca sempre congestione nasale e spesso mal di testa, a causa dell'edema cerebrale nella zona colpita, che cerca anch'essa di guarire.

Starnuti e naso che cola sono quindi segnali che l'organismo è finalmente in grado di sbarazzarsi del residuo del processo di riparazione e, in senso figurato, di ciò che ha causato la "puzza".
Detto in soldoni: il fenomeno allergico è la fase di riparazione (vagotonica) di un conflitto biologico! A seconda dei tessuti coinvolti, il valore conflittuale varia.

Esempio rinite allergica
Una rinite allergica è la fase di riparazione di un conflitto di separazione (contatto non voluto) da una sostanza che emette un odore particolare. Durante la fase attiva, che dura pochi istanti, si ha come detto, un’ulcerazione della mucosa. A conflitto risolto la fase vagotonica avvia il processo di riparazione con gonfiore mucoso, secrezione, senso di naso chiuso e sternuti (crisi epilettoide).
Una caratterizza diffusissima della crisi allergica è la sua recidività, il che indica una cosa precisa: continuiamo a rivivere l’evento o la situazione che ha scatenato il tutto...

Il cervello registrata tutto quello che stiamo vivendo
Per comprendere quanto appena detto è importante sapere che quando sperimentiamo un conflitto o uno shock inaspettato, la mente (e il nostro subconscio) è in una situazione di grande ricettività e in pratica raccoglie e registra tutte le componenti che circondano il conflitto o il vissuto: odori, sapori, suoni, oggetti o persone e li memorizza fino a quando il conflitto è completamente risolto.
Questo lo chiamiamo “programmante” e nella Nuova Medicina tali “impronte” o registrazioni che rimangono a seguito di uno shock sono dei binari. Rimane infatti una memoria del vissuto!

Se una persona è già in fase di guarigione e si trova improvvisamente in un binario attraverso l'associazione o il contatto vero e proprio con una sostanza/situazione, avviene il riavvio dell'intero conflitto e del programma speciale, con tutti i sintomi che appartengono a quel particolare conflitto. In termini biologici è una reazione allergica vera e propria. Quindi quella che è comunemente viene chiamata un allergia è di fatto la fase di guarigione dopo la ricaduta del conflitto!

Lo scopo biologico dell'allergia è simile ad un sistema di allarme che avverte: "in una situazione del genere, hai avuto uno shock. Attenzione!"
In pratica un qualsivoglia scatenante (polline, peli, acari, polvere, graminacee, ecc.) richiama o riattiva il programmante con il suo vissuto corrispondente. Il seguente esempio sarà chiarificatore.
Una persona subisce uno shock biologico mentre si trova in campagna ad un pic-nic. Durante un gioco a rincorrersi uno dei bimbi cade in un buco profondo nel terreno e subisce un danno fisico.

In quel momento la madre subisce uno shock fortissimo ed il suo naso fiuta (ecco il conflitto da puzza) l'odore dell'erba e i suoi occhi vedono dei fiori sparsi attorno al buco nel terreno nel quale è caduto il proprio figlio. Lo shock è un attimo di intensa consapevolezza e il subconscio fotografa e registra tutto, ogni sensazione, compreso l'odore dell'erba e il colore dei fiori.
Quelle immagini e quegli odori rimangono impressi e vanno ad associarsi allo shock patito. Da quel momento, la percezione dell'odore dell'erba e la vista di quel tipo particolare di fiore, sarà in grado di riportare il suo organismo a rivivere lo stesso shock vissuto a suo tempo, pur non essendoci le condizioni dell'epoca. I sintomi saranno proporzionali all'intensità dello shock primario.

Per cui la donna potrà manifestare una rinite intensa con molti starnuti ed una copiosa secrezione, ma potrebbe anche vivere un edema laringeo di ampie proporzioni e rischiare l'asfissia. Potrebbe vivere uno shock anafilattico e rischiare anche la vita.
In altre parole, l'odore dell'erba e/o la presenza di quel fiore si trasformano in campanelli d'allarme per cui la donna viene richiamata a mettersi in protezione, ad allontanarsi da quel posto per non subire lo stesso shock. Il polline dei fiori, le molecole odorose dell'erba non sono le cause tossiche della reazione allergica, ma unicamente degli attivatori di sensori che inducono la persona a fuggire di fronte al probabile pericolo.
L'odore e l'immagine sono ganci di salvezza, a cui il corpo si aggrappa per non patire cose dolorose già vissute.

Allergie agli alimenti
Se qualcuno è allergico a un determinato cibo (arachidi, uova, fragole, cioccolato, ecc.) l'alimento è stato consumato nel momento preciso dello shock conflittuale.
Ora dobbiamo essere chiari perché quando escludiamo dalla dieta la sostanza irritante, NON è l'evitare quella sostanza che cura l'allergia, è solamente evitare i binari!
Se una persona reagisce ad un certo polline con il naso che cola, si può concludere che il polline in questione era presente quando il conflitto ha avuto luogo.
Finché il conflitto non viene risolto completamente, il polline specifico servirà come traccia e la "allergia stagionale" si ripeterà anno dopo anno.
I binari devono essere sempre presi in considerazione quando si tratta di disturbi "cronici" come l'artrite, l'angina pectoris, l'asma, le emorroidi, o le infezioni ricorrenti.

Secondo la Nuova Biologia, quando si parla di “cronico” si indica una recidiva, cioè siamo ricaduti nella medesima situazione del conflitto scatenante.
Per interrompere questo ciclo continuo di ricadute, ed essere in grado di completare la fase di guarigione una volta per tutte, dobbiamo necessariamente individuare il binario che è stato fissato al conflitto originario. Gli indizi sulla causa della allergia sono di solito nascosti nel “contesto” della reazione allergica (stagione, il tempo, il clima, il luogo) e i sintomi specifici devono essere esaminati con cura (rinite, sfogo di pelle, mal di testa, irritazione oculare, ecc.).

Per esempio, se una persona soffre di emicrania solo nei fine settimana, è molto probabile che la fonte del suo problema è nel posto di lavoro.
Integrando il senso biologico dei sintomi nella nostra vita quotidiana si impara, magari con gratitudine, la lingua magica con la quale ci parla Madre Natura.

La terapia
La terapia delle allergie come potete immaginare non è semplice e può essere sintomatica e causale. La prima fa uso di rimedi naturali e/o chimici che allevino la fase simpaticotonica. La terapia causale invece comporta la ricostruzione del conflitto iniziale, risalire allo shock che ha scatenato tutto e analizzare accuratamente i contenuti.

La persona dovrebbe poi fare qualcosa di vero per risolvere definitivamente questo continuo aggancio a sostanze o percezioni che non sono in se la causa del conflitto, ma semplici inclusioni subconsce. È possibile che la soluzione del conflitto programmante risolva del tutto il fenomeno allergico, anche in breve tempo.
Dall’altra parte, come insegna la medicina naturale, anche una profonda disintossicazione organica attraverso lo stile di vita aiuta ad alleviare i sintomi e spesso a risolverli definitivamente.

Grazie ad un’alimentazione ricchissima di vegetali allo stato crudo, una depurazione organica di fegato e intestini, e attraverso le tecniche che lavorano in modalità centrifuga (che portano fuori come idrotermofangopratica, clisteri, cataplasmi, fregagioni fredde, spazzolature a secco della pelle, ecc.) liberiamo l’organismo dalle scorie, dalle tossine e i benefici saranno immediati.

Per maggiori informazioni

www.artedellasalute.it
www.attivazionibiologiche.info/

Trascrizione dell’intervento del dottor Thomas Mayer in diretta telefonica nella trasmissione “Appunti di Antroposofia e mondo altro” di Radio Gamma 5 di lunedì 6 dicembre 2021.

Grazie al libro che ho scritto “Coronavirus e vaccinazioni: effetti su anima e spirito in vita e nel post mortem” ho potuto raccogliere i lavori di 50 colleghi terapeuti. Moltissime esperienze sull’effetto che i vaccini hanno sulle persone. Sono colleghi in grado di percepire finemente l’aura e gli arti costitutivi soprasensibili. Alcuni di questi percepiscono l’anima delle persone nella vita dopo la vita.
I risultati sono che le vaccinazioni eseguite da milioni di persone hanno un effetto bloccante su anima e spirito! E di questo nessuno ne parla. Perfino gli effetti collaterali dal punto di vista farmacologico non vengono presi seriamente in considerazione. Per esempio in Germania esistono ricerche che dimostrano come le vaccinazioni abbiano un effetto letale cinquanta volte maggiore rispetto alla malattia stessa che dovrebbero prevenire.

Alla fine cosa abbiamo sperimentato? Molti terapeuti che lavorano con il corpo non riescono più a percepire il flusso energetico delle persone. Per esempio gli operatori craniosacrali che si sono formati proprio per essere in grado di percepire l’onda energetica del paziente, hanno riferito di non essere più in grado! E solo dopo 5 o 6 sedute sono riusciti di nuovo a percepirne poca. Stiamo parlando di terapeuti che lavorano da 20 o 30 anni e non hanno mai visto una cosa simile.
Nell’osservazione del siero abbiamo anche osservato come questo sia ‘occupato da spiriti ed esseri maligni’! Ed è per questo che il siero può creare grandi disordini nel sistema degli arti costitutivi, nel corpo, nell’anima e nello spirito.

Ovviamente l’impatto è diverso da persona a persona, ma capita per esempio che l’aura venga strappata, dilaniata così da impedire all’Io di incarnarsi correttamente. Alcuni hanno percepito il collegamento con il proprio angelo adombrato, oscurato, come pure il collegamento con il proprio corpo.
La cosa che spaventa di più è che molte persone vaccinate non si accorgono di questi effetti.
Altri invece più sensibili nella percezione hanno sperimentato un’oscurità, un distacco dal proprio essere spirituale.

Ho scritto questo libro e raccolto le esperienze proprio perché volevo rendere chiaro che questo tipo di vaccino è molto più aggressivo di tutti quelli che abbiamo avuto finora, e anche perché dal punto di vista spirituale si deve fare qualche cosa per affrontarlo.
Ogni meditazione, ogni vera preghiera e ogni vero lavoro terapeutico che agisca negli arti costitutivi può essere di enorme beneficio. Questo si può ottenere anche grazie alla medicina omeopatica o altri rimedi naturali.
Ho descritto molti casi di persone riuscite a lavorare e a liberarsi uscendo fuori da tale situazione.
Ci sono poi persone cadute in depressione dopo il vaccino, e questo è un effetto molto forte, che non capita a tutti per fortuna, ma è un impulso che agisce in questa direzione in tutti i vaccinati.

Un’altra cosa che mi ha spaventato molto è stato osservare i defunti dopo il vaccino.
Abbiamo trovato moltissime anime che dopo il passaggio della soglia non hanno avuto l’esperienza della luce, che normalmente si dovrebbe avere. Il loro corpo eterico (corpo vitale) era incollato come il catrame, per cui non potevano avere l’esperienza della luce e del proprio angelo. Per il defunto questa è una esperienza molto dolorosa.
L’anima si sente come tagliata fuori, come in una gabbia, è come se l’anima rimasse legata alla Terra non potendo fare il percorso che normalmente dovrebbe fare nella vita dopo la morte.

Non dico che questo accade a tutti, però è più facile quando la morte avviene subito dopo la vaccinazione. Chiaramente se si ha tempo per digerire e trasformare l’effetto del siero questo non avviene.
Ci siamo posti la domanda: come è possibile che una sostanza fisica possa avere un tale effetto anche dopo la morte? Ed è per questo che ho inserito un capitolo nel libro dove ho riportato altri farmaci che possono avere un effetto sulla vita dopo la morte. Per esempio conosciamo effetti simili anche nella chemioterapia. Abbiamo trovato spesso casi di persone che non riescono ad andare avanti dopo la morte avendo fatto in vita la chemio. Esperienze simili si trovano anche in chi ha fatto terapie con gli anticorpi, con gli psicofarmaci e la morfina.

Per comprendere meglio questa situazione voglio ricordare che quando moriamo non va perso nulla, e tutto quello che abbiamo vissuto e fatto ha una sua impronta nell’elemento spirituale, per cui rimane ancora per molto tempo.
Gli effetti descritti nel libro riguardano il vaccino a m-RNA, e anche i vaccini che si facevano prima come per esempio il morbillo avevano le loro problematiche, ma non come questi.
Una cosa interessante che abbiamo notato è che il vaccino usato in Cina ha molti meno problemi rispetto ai nostri!

Quando si da’ un farmaco si dovrebbe sempre osservare tutto dell’essere umano: il corpo fisico, la sua anima e il suo spirito. Soprattutto quale effetto ha dopo la morte.
Cosa possiamo fare per elaborare una vaccinazione? E’ difficile dare una risposta perché ogni caso è diverso. Ci sono persone in grado di meditare la sostanza e di collegarsi ai mondi superiori in maniera forte e dove questo è sufficiente, altri invece devono fare un processo più lungo, perché hanno bisogno di terapie artistiche come dipingere, ecc. altri hanno bisogno di un naturopata o di un medico per avere farmaci e rimedi naturali che li aiuti a far uscire le sostanze tossiche.

E’ una via individuale e ognuno deve capire da chi farsi aiutare e sostenere in questo percorso.
Per esempio ho sperimentato più volte come nei fine settimana meditativi ci fossero delle persone vaccinate e che alla fine del corso, dove l’atmosfera meditativa è molto intensa, si sono sentite ripulite dalle sostanze inoculate.
Cosa possiamo fare quindi? Se rinforziamo il corpo, l’anima e lo spirito possiamo anche elaborare veleni! E se anche non riusciamo a farlo totalmente, si può sempre raggiungere un pezzo di guarigione. Io parlo solo della mia esperienza con persone vaccinate e posso dire che ho visto sperimentare da persone un appesantimento della loro aura, come macchie oscure. Lavorando con le terapie artistiche per esempio, la situazione generale e l’aura migliorano.
Poi ci sono persone dove non si nota neppure che sono state vaccinate. Individualità che con la loro costituzione sono stati in grado di digerire totalmente gli effetti negativi dei sieri!

Luca Speciani

Ci aspetta dunque un nuovo Medioevo, fino a che giustizia non sarà fatta, e saranno perseguiti dalla legge tutti i farabutti che si sono macchiati per vile denaro, in questi due anni, dei crimini contro l’umanità che hanno perpetrato. Ci vorrà un anno, ce ne vorranno due? Stiano tranquilli lorsignori e si godano le loro briciole di potere. Mezza Europa ormai sta altrove e presto o tardi la legalità sarà ripristinata. Allora ci ricorderemo queste facce di cazzo che godevano a falsificare dati e a discriminare tra le persone per produrre utili per le aziende farmaceutiche. Medici tristi, schiavi del potere, con i camici pieni di sponsor più delle tute dei piloti di formula1, giornalisti asserviti, politici vili e venduti. Le vostre facce, che hanno cancellato le conquiste dei nostri e vostri padri, le ricorderemo. E per voi, per quelli scampati alla giusta galera, non ci sarà più spazio da nessuna parte: né negli ospedali, né nei telegiornali, né in parlamento. Godetevi i pochi soldi che siete riusciti a rubare alla gente, perché presto la pacchia finirà e l’ira della gente tradita sarà terribile.

Noi che non accettiamo di cedervi i nostri diritti, in qualche modo, sopravviveremo. Vivremo nelle riserve. Saremo perseguiti. Non potremo più lavorare, mandare a scuola i nostri figli, produrre, parlare. Saremo cancellati dai vostri asserviti notiziari. Ma non temete: come semi sotto la neve di questa dittatura germoglieremo e piano piano risorgeremo. Voi godetevi, finché non toccherà a voi, questo mondo di malati e di ipocondriaci, mascherati, farmacologizzati, schiavizzati. Piano piano anche le vostre coscienze addormentate si sveglieranno e capirete che chiunque accetti uno solo dei vincoli di questo stato fascista, che non ha neppure la dignità di imporre l’obbligo vaccinale perché sa che sarebbe sommerso di richieste miliardarie di risarcimento, è complice.

Disobbedire, difenderci con la legge e smettere di contribuire a nutrire questo stato, nel momento in cui viene meno il patto di alleanza chiamato costituzione, è ormai un dovere civico.

Personalmente, come ho già fatto finora, rifiuterò qualunque tipo di discriminazione tra i miei pazienti, accogliendo tutti senza distinzione e operando nel rispetto del giuramento di Ippocrate, che tanti colleghi hanno dimenticato.

Treni, aerei, musei, stadi, discoteche, scuole? Se ci saranno precluse ne faremo a meno. Troveremo altre vite e altre forme, nelle nostre riserve, per guadagnarci da vivere. So curare le persone nella loro interezza, proteggendo la loro salute, senza abuso di farmaci soppressivi: continuerò a farlo anche in campagna o lontano dagli ospedali. Perché curare i malati non vuol dire obbedire alle convenienze di chi vende farmaci e vaccini alla popolazione sana. Vuol dire averne cura, con umanità, con tutte le risorse che la natura e la ricerca mettono loro a disposizione. Così ho sempre fatto, così continuerò a fare, agli inferi o sulla luna.

Voi, lobotomizzati privi di valore civico alcuno, godetevi il senso di superiorità che certa disinformazione mediatica vi ha fatto credere di avere, verso coloro che, mantenendo una testa pensante, rifiutavano – a costo di perdere il lavoro – le imposizioni illegali di uno stato venduto al miglior offerente. Durerà poco. Eliminati noi lupi, resterete voi pecore da tosare.

Attenti alle forbici, allora. Chi si ribella sarà punito.

Noi, finché ci sarà dato di vivere, vivremo. Al di fuori delle vostre scuole, dei vostri ordini professionali, dei vostri luoghi di lavoro, ormai depurati da chiunque abbia conservato la capacità di pensare.

La nostra umanità, il nostro amore, la nostra passione, non hanno bisogno delle vostre elemosine, e nessuno potrà portarci via ciò che siamo. Chi obbedisce è complice, oggi più che mai.

Noi sappiamo dove stare, voi saprete dove trovarci. Ma a differenza di voi, noi fino all’ultimo, liberi, combatteremo, sorrideremo, vivremo, ci terremo per mano con amore.

Auguri a voi: ne avete davvero bisogno.

Luca Speciani, medico

La farsa pandemica, alimentata dai media e sostenuta nei numeri dai tamponi, è servita per creare paura e disagio e arrivare alla “soluzione”: il vaccino!
Il vaccino e il bailamme sociale hanno permesso l’accettazione della Certificazione Verde, che porterà al Credito Sociale.

Tutti pensano erroneamente che il Green Pass sia un semplice lasciapassare da usare esclusivamente in piena emergenza sanitaria. Purtroppo non è così: si tratta di una piattaforma digitale emessa dal Ministero delle Finanze, legata al Codice Fiscale e rappresenta l’inizio della fine di ogni libertà.

Una volta passato il Covid infatti, sarà la volta dell’emergenza climatica e/o energetica, che faranno diventare il GP lo strumento di controllo assoluto.

Da qui il senso del nome Green...

Sarà collegato con l’ID (identità digitale) e conterrà i dati economici, bancari, sanitari (fascicolo elettronico e passaporto vaccinale), biometrici e tutte le app funzionali per i pagamenti elettronici (IO, Apple pay, Google pay, ecc.).

La moneta infatti sparirà per lasciare il posto alla società cash-less. Tutto diventerà digitale (soldi, salute e vita) e tutto finirà nella piattaforma. Da qui in poi inizierà il controllo globale, anche sotto forma di Credito Sociale.

Come detto, quando finirà la farsa virale, daranno inizio alla gestione dei cambiamenti climatici.
La piattaforma infatti terrà traccia perfino dell’impatto ambientale (sotto forma di emissione di CO2) dei prodotti che acquisteremo e raggiunta una soglia decisa da qualcuno, il Green Pass si bloccherà (colore rosso), come pure se avrete pendenze con la PA. Non pagate una multa, il bollo dell’auto o vi dimenticate una rata dell’Inps? Non potrete più lavorare, né accedere ai vari servizi, tra cui quelli sanitari (ospedali, cure mediche, ecc.)!

Doconomy Black è la carta di credito che si basa non sul credito, ma sui livelli di emissioni di Co2 causati dagli acquisti

Dovete essere bravi cittadini modello: sudditi ideali, con l’anello al naso, la mascherina ben indossata e il marchio della Bestia (il GP sarà integrato nel microchip).
Ecco quello che hanno progettato, copiando il modello del regime cinese.
Sta a noi bloccarlo sul nascere e impedire la dittatura più spietata della storia dell’umanità!

Marcello Pamio

I media ne parlano positivamente. E se gli zerbini del potere accendono i riflettori, invece di scaricare una betoniera di merda, significa solo una cosa: la propaganda per gli encefali è iniziata.
Veniamo alla notizia: secondo la casa farmaceutica MSD (MercK Sharp Dome) il farmaco antivirale Molnupiravir dimezzerebbe il rischio di morte e ricovero di pazienti Covid non vaccinati.
Si tratta di una pillola da somministrare per via orale, quattro al giorno per cinque giorni e avrebbe la capacità di impedire al coronavirus di replicarsi, riducendo la sua circolazione nell’organismo e aiutando il sistema immunitario a tenerlo sotto controllo. Detta così sembra la manna dal cielo.

Merck aveva avviato da qualche mese i test clinici per verificare sicurezza ed efficacia e questi sono stati interrotti per passare subito all’autorizzazione di emergenza per manifesta superiorità del farmaco rispetto il placebo. Addirittura Anthony Fauci, consulente della Casa Bianca per la pandemia, ha parlato di «risultati impressionanti». Come impressionante è curva delle azioni della Merck, che il giorno delle dichiarazioni hanno visto una crescita verticale

Venerdì 1 ottobre 2021 le azioni sono schizzate

La cura Molnupiravir costerà la bellezza di 700 dollari a paziente!

Il governo statunitense ha già ordinato alla Merck 1,7 milioni di trattamenti, per un totale di 1,2 miliardi di dollari.

Il costo è altissimo ma comunque tre volte inferiore rispetto agli anticorpi monoclonali (il vero ed enorme business). I vaccini invece costano troppo poco e sono molto più rognosi da effettuare: una pillola invece è la soluzione ideale.

I sieri genici hanno avuto la funzione geniale di far penetrare nel corpo di miliardi di persone sostanze molto utili al Sistema...

Quindi i giochi sono già fatti? La direzione indica che i vaccini hanno le ore contate?
Manterranno sicuramente la punturina annuale per i sudditi impauriti, al posto del desueto anti-influenzale, ma poi per bocca farmaci a gogò…

Perché l’uomo deve essere “curato” sempre, quando è malato ma soprattutto quando è sano. D’altronde uno dei direttori storici della Merck lo ha detto esplicitamente:

“Il mio sogno è fare farmaci per le persone sane.Questo ci permetterebbe di venderli a chiunque”

Henry Gadsden, CEO Merck

Marcello Pamio

Per comprendere quello che vaccini e farmaci possono causare in gravidanza, è fondamentale entrare nel magico mondo della Vita, cioè nella stupefacente alchimia che giorno dopo giorno - in circa 10 lune - avviene nel grembo di una donna...

Ovuli
Verso la metà del ciclo mestruale (in teoria il 14mo giorno dei 28 del mese lunare) un follicolo di Graaf maturo che contiene l’ovulo, si approssima alla superficie dell’ovaio e aumenta di grandezza per azione di due ormoni: il follicolo stimolante (FSH) e l’ormone luteinizzante (LH).
Sotto questo stimolo viene completata la divisione meiotica e viene espulso il cosidetto primo corpo polare. In questo stato il follicolo va verso la superficie dell’ovaio.
Dopo 28-36 ore dal picco del LH avviene la rottura del follicolo e l’espulsione dell'ovulo. Questa fase conosciuta da tutte le donne si chiama ovulazione.
L’ovulo viene raccolto dalle Tube di Fallopio. Nel corso di 3-4 giorni viene trasportato verso l’utero e se non avviene la fecondazione l’ovulo degenera per essere fagocitato ed espulso.
La fecondazione vera e propria però non avviene nell’utero, ma nelle tube, dette non a caso “luogo d’incontro”.

Spermatozoi
Nell’uomo invece dopo la spermiogenesi gli spermatozoi si accumulano nell’epididimo dove acquisiscono la maturità biochimica per essere in grado di fecondare l’ovulo. Qui passano all’incirca 12 giorni.
Nella eiaculazione gli spermatozoi si riversano nel dotto deferente e si mescolano con la secrezione delle vescicole seminali e della prostata. Lo scopo è basilare: una secrezione altamente basica ricca di zucchero come fruttosio per nutrire gli spermatozoi da una parte e proteggerli dall’ambiente estremamente acido della vagina dall’altra.

Nella copula, il seme si deposita nella parte anteriore della vagina la cui mucosa è acida ad azione battericida (batteri acidofili, ecc.). Il liquido seminale a carattere alcalino protegge gli spermatozoi da questo ambiente ostile, dando loro il tempo di guadagnare il collo uterino dove incontrano un ambiente ottimale per la loro motilità con un pH tra 6 e 6,5.

Fecondazione
La fecondazione avviene nel terzo superiore della Tuba di Fallopio che ha captato l’ovulo.
Comincia con la penetrazione dello spermatozoo nella corona radiata. Lo spermatozoo non entra perché è il più veloce ed è arrivato per primo, o perché è il più furbo: è l’ovulo stesso a decidere chi e soprattutto quando. Le motivazioni molto probabilmente non sono al nostro livello, ma risiedono nei mondi spirituali...
Quindi, dopo la fusione della membrana plasmatica dello spermatozoo con quella dell’ovocita, il gamete maschile penetra nel citoplasma e conclude la divisione meiotica formando il secondo corpo polare.

Una volta che l’ovulo è stato fecondato, deve essere evitata la polispermia o che un altro gamete maschile entri e per questo la natura ha contemplato due tipi di blocco: uno rapido che consiste in un cambio del potenziale della membrana a 2-3 secondi dalla fecondazione e dura cinque minuti. Uno lento che presuppone la fusione dei granuli corticali prossimi alla membrana interna all'ovocita, per formare uno strato isolante che impedisce la penetrazione di più spermatozoi.

Impianto
Dopo la fecondazione, comincia la prima tappa dello sviluppo embrionario. Dopo tre giorni di divisioni si giunge ad un stato di 16 cellule compatte che riceve il nome di morula.
Al quarto giorno di gestazione e dopo un processo nel quale interviene la pompa del Na+ e K+ dei blastomeri si produce una entrata di acqua all’interno della morula che genera una cavità chiamata blastocele. Questo stadio si conosce con il nome di blastocisti e siamo nel quinto giorno dopo la fecondazione.
Uno strato esterno di cellule che produrrà il trofoblasto che a sua volta darà la placenta e una massa cellulare interna che sarà l’embrione.

6 giorni dopo la fecondazione avviene il vero e proprio impianto nella mucosa uterina (endometrio) della madre. In pratica le cellule del trofoblasto sono quelle che si introducono nella mucosa grazie alla produzione di enzimi proteolitici che si fanno largo nell’endometrio.
A partire dall’ 8° giorno l’embrione è completamente impiantato nell’utero della madre e le cellule sono totipotenti e senza differenziazioni. Ora comincia la prima differenziazione…

Il sinciziotrofoblasta produce Gonadotropina corionica, un ormone che impedisce la degenerazione del corpo luteo fino al 4° mese di gravidanza. Il corpo luteo secerne il progesterone necessario per mantenere l’endometrio in condizione di poter mantenere la gravidanza. Cosa questa fondamentale per la vita e la prosecuzione della specie.

A partire dal quarto mese sono le cellule del trofoblasto che producono il progesterone.
Qualsiasi trattamento che provoca l’inattivazione del corpo luteo prima del 4° mese produrrà un aborto. Verso il 9° giorno, si produce una membrana di cellule che vanno a rivestire la strato interno del citotrofoblasta, la cavità esocelomica, dando luogo al futuro sacco vitellino.
Verso l’11-12° giorno di sviluppo, la blastocisti si approfondisce nella parete uterina e le cellule del sinciziotrofoblasto cominciano a infiltrarsi di più nella mucosa uterina e grazie ad un intenso processo di angiogenesi il sangue materno comincia a fluire nel sistema trofoblastico: è l’inizio della circolazione uteroplacentare.

Verso il 13° giorno di sviluppo l’endometrio è completamente cicatrizzato, tuttavia a volte c’è una emorragia nel sito di impianto come conseguenza dell’aumento del flusso sanguigno nella circolazione uteroplacentare. Dato che questa emorragia si produce verso il ventottesimo giorno del ciclo mestruale, può confondersi con una mestruazione normale e causare equivoci nel calcolo del giorno del parto.

Quanto appena detto non rende minimamente giustizia alla magia della Vita, ma è più che sufficiente per comprendere i rischi enormi che si corrono quando si interagisce in questo periodo.

Vaccini, infertilità e aborti
Il 17 giugno 2021 il New England Journal of Medicine pubblica lo studio: “Preliminary Findings of mRNA Covid-19 Vaccine Safety in Pregnant Persons” (“Risultati preliminari della sicurezza del vaccino mRNA Covid-19 nelle donne incinte”).

I media mainstream (megafoni della dittatura) ci dicono che i vaccini in gravidanza sono sicurissimi, mentre il NEJM afferma che “i dati sulla loro sicurezza in gravidanza sono limitati”.
Come la mettiamo?

Lo studio ha analizzato i dati dal 14 dicembre 2020 al 28 febbraio 2021 del sistema di sorveglianza “V-safe” e del “Vaccine Adverse Event Reporting System” (VAERS), per verificare la sicurezza dei vaccini a mRNA nelle donne gravide.
Hanno partecipato un totale di 35.691 donne incinte di età compresa tra 16 e 54 anni.
Tra le 3.958 partecipanti arruolate nel registro V-safe: 827 hanno avuto una gravidanza completata di cui 115 (13,9%) un aborto e 712 (86,1%) un parto vivo. Già questi dati dicono che un rischio c’è, ma le segnalazioni al VAERS sono ancora più inquietanti: “tra i 221 eventi avversi correlati alla gravidanza l’evento riportato più frequentemente è stato l’aborto spontaneo: 46 casi”!

Quindi stando ai due sistemi di registrazione gli aborti interessano il 13,9% secondo V-safe e addirittura il 20,8% secondo il VAERS.

Dai dati pubblicati 1 donna su 5 rischia di perdere la creatura che porta in grembo a causa dei sieri genici.

Purtroppo per tutti noi questi dati molto preoccupanti in realtà sono ancor più seri perché è risaputo che le segnalazioni di reazioni avverse vengono fatte dall’1 al 10% dei casi. Il numero quindi reale di aborti indotti dai farmaci è molto, molto più alto!

Sincitina
Non è tutto, perché c’è un altro enorme problema che dovrebbe interessare le future mamme…
I cosiddetti vaccini COVID-19 trasportano la proteina spike del virus SARS-CoV-2 come presunto antigene per attivare la risposta immunitaria. Quindi il siero servirebbe da attivatore del sistema immunitario nei confronti di questa proteina. La spike condivide però un’elevata somiglianza genetica e proteica con due proteine umane: Sincitina-1 e Sincitina-2.

Le sincitine sono proteine che mediano la fusione tra le cellule (formando i cosiddetti sincizi, da cui il nome stesso) che costituiscono lo strato esterno della placenta e hanno proprietà immunosoppressive.
Le sincitine sono espresse fisiologicamente durante la gravidanza: intervengono nello sviluppo della placenta, nel differenziamento dei trofoblasti, nell'impianto dell'embrione nell'utero materno e nell'immunosoppressione del sistema immunitario della madre per prevenire il rigetto allogenico dell'embrione. Infatti la Sincitina-2 (non la 1) rende il feto invisibile al sistema immunitario della madre, prevenendo così il rigetto, poiché l’embrione è un unico essere umano irripetibile, geneticamente diverso dalla madre e quindi potenzialmente pericoloso per il sistema immunitario!

A causa della somiglianza tra le sincitine e la proteina spike le risposte anticorpali indotte dal siero genico potrebbero innescare una reazione crociata contro le prime, causando effetti collaterali allergici, citotossici e/o autoimmuni che interessano sia la salute umana che la delicatissima fase della riproduzione.

Oggi è risaputo che i sieri a mRNA possono modificare il DNA umano attraverso il meccanismo del silenziamento genico. Quindi il rischio è che il gene della Sincitina potrebbe essere messo a tacere.
Quando la quantità di questa proteina diminuisce si possono verificare gravissimi difetti nella placenta, scarsa differenziazione del trofoblasto umano e conseguente perdita della gestazione.
Se quanto detto è vero stiamo rischiando l’infertilità delle giovani donne che oggi si fanno inoculare il siero magico.

Conclusione
Stanno giocando con il fuoco. Col camice bianco si credono dio e manipolano la catena della Vita.
Ma questi sieri genici sperimentali potrebbero influenzare negativamente la fertilità umana a causa dell’elevata somiglianza tra le sincitine e la proteina spike!

Se gli anticorpi generati dai sieri anti COVID-19 riconoscessero le sincitine umane come le spike sarebbero bloccate e neutralizzate rendendole incapaci di svolgere la loro funzione e impedendo de facto l’impianto dell’embrione.

Risultato? Oltre agli aborti (poco) “spontanei”, nel giro di poco tempo dall’inoculo, verrebbe messa a rischio la futura fertilità delle giovani donne.

New England Journal of Medicine
Preliminary Findings of mRNA Covid-19 Vaccine Safety in Pregnant Persons”
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/nejmoa2104983

Marcello Pamio

Cerchiamo di capire qualcosa in più sui nuovi farmaci geneticamente modificati che verranno approvati a breve: gli anticorpi monoclonali. Sono proteine prodotte in laboratorio che imitano la capacità del sistema immunitario di combattere i virus.
In America sono già in commercio, da noi lo saranno a breve, per “uso emergenziale”, per cui non avranno autorizzazioni come farmaci normali, né più né meno come i “vaccini” anti-Covid.

I primi due che andranno assieme sono Bamlanivimab e Etesevimab della Eli Lilly.
Sono monoclonali ricombinanti, cioè farmaci OGM, geneticamente modificati. Si useranno assieme per diminuire gli effetti collaterali pesanti e perché Bamlanivimab da solo non funziona granché.
Sono stati presi originariamente da un paziente guarito da COVID-19.

A cosa mirano i monoclonali?

Il loro target è la Spike, cioè devono neutralizzare la proteina e bloccare l’ingresso dei virus nelle cellule impedendo la replicazione.

Va detto subito che non si sa se abbiano effetto contro le “varianti”, poi non esistono, come è logico, studi a lungo termine sia per l’efficacia che per la sicurezza. Si sa poco o nulla anche della farmacocinetica e farmacodinamica.

Si dovrebbero somministrare entro i primi 10 giorni dall’insorgenza dei sintomi nei pazienti ancora non ospedalizzati, ma qual è il piccolo problemino? Vengono somministrati solo per endovena (1 flaconcino di Bamlanivimab da 700 mg/20 mL + 2 flaconcini di Etesemivab da 700 mg/20 mL) per cui in ambiente controllato e con trasfusione lenta per ridurre gli shock anafilattici.
Per cui i pazienti che possono essere curati a casa dovranno invece entrare in ospedale per la flebo, aumentando il rischio contagio...

Queste informazioni sono tratte dai siti della casa produttrice Lilly e altri americani perché lì sono autorizzati per uso emergenziale (ovvero non approvato da FDA) da febbraio 2021.

Ricapitolando: questi farmaci monoclonali possono essere l’antidoto per la spike anche da siero magico.
Cioè neutralizza la spike, non l'mRNA o il vettore a DNA, ma quello che viene prodotto dal siero (e la spike) continuerà ad essere prodotto grazie a ulteriori inoculi.

Quindi stanno preparando un farmaco per una “patologia” causata da un altro farmaco.

Capito il giochetto perverso? Un geniale piano diabolico per mantenere saldi i clienti per il futuro.
Persone malate a vita, e prese in un circolo vizioso: vaccino - monoclonali - vaccino e ancora monoclonali. Con tutte le patologie che insorgeranno nel frattempo a causa dei farmaci…

Per le particolari modalità di produzione gli anticorpi monoclonali hanno costi elevatissimi, tali da far impallidire i vaccini o sieri genici.

Il costo medio di una fialetta oscilla tra i 1.600 e i 2.000 dollari.

Pensate un protocollo completo moltiplicato milioni o miliardi di persone...
Ora forse è più chiaro quello che stanno tirando fuori dal cilindro magico, grazie ad una psicopandemia?

https://go.drugbank.com/drugs/DB15718

Marcello Pamio

Ho avuto la possibilità di conoscere e intervistare Maria Maddalena, un'infermiera che lavora nel reparto di Terapia intensiva Covid. Il nome ovviamente è inventato per mantenere la privacy, ma le cose che afferma sono importanti e decisamente inquietanti.

D) Grazie Maria per aver accettato l'intervista, soprattutto perché sta rischiando molto. In che reparto sta lavorando?
R) Attualmente sto lavorando in Terapia intensiva Covid. Ciò significa prendersi cura di persone con gravi insufficienze respiratorie, in pratica con polmoniti da Covid, spesso anche con la complicanza dell’embolia polmonare. Le persone non riescono a respirare da sole in modo efficace sfruttando l’ossigeno normalmente presente nell’aria: i loro polmoni sono talmente infiammati che hanno bisogno di alte percentuali di ossigeno che venga “sparato” a viva forza nei loro polmoni tramite l’ausilio di occhialini ad alto flusso, maschere e caschi ad alta pressione. Tutti questi presidi funzionano grazie all’utilizzo di un ventilatore che invia la miscela di aria e ossigeno in modo personalizzato e continuo. In caso di progressione della malattia, queste ventilazioni non invasive possono non essere più sufficienti perchè il polmone non riesce più a scambiare correttamente O2 e CO2 affaticando e scompensando il paziente. Si rende allora necessaria l’intubazione orotracheale. Il paziente viene sedato ed intubato con un tubo che dalla bocca arriva in trachea, collegato al ventilatore, che provvede ad effettuare per suo conto i movimenti respiratori e a scambiare aria e O2 necessari alla saturazione ottimale. Da quel momento il paziente viene monitorato ed assistito in tutte le sue necessità fisiche ed emodinamiche attraverso un controllo continuo intensivo e variazioni di farmaci e ventilazione vengono effettuate in tempo reale in base ai parametri vitali.

D) Cosa vuol dire personalmente e professionalmente lavorare in un reparto covid?
R) Dal punto di vista infermieristico lavorare in un reparto Covid significa prendersi cura in toto di una persona gravemente ammalata e dalle funzioni vitali compromesse, quindi cura dell’igiene, della postura e della sicurezza della persona, prevenzione delle lesioni da pressione, posizionamento e gestione presidi quali sondini nasogastrici, cateteri vescicali, sonde rettali, cateteri venosi periferici, collaborazione con il medico nell’esecuzione di esami strumentali anche invasivi, esecuzione prelievi per esami ematochimici, monitoraggio continuo parametri vitali, manovre rianimatorie, comunicazione e conforto al paziente quando questi è cosciente, sostegno nelle sue funzioni vitali giornaliere quali alimentazione ed eliminazione, agevolando i suoi contatti con i familiari attraverso presidi elettronici (telefono, tablet). Il tutto in aperta collaborazione tra le varie figure che compongono il team professionale (Oss, infermieri, medici, tecnici…)

Tutto il lavoro viene svolto in un reparto praticamente sigillato, in un contesto che vorrebbe essere di massima sicurezza per l’operatore, il che significa percorsi differenziati sporchi/puliti che però per questioni di logistica e di ottimizzazione delle risorse non sempre vengono rispettati, e questo accade spesso in molti altri reparti ospedalieri, dove si vogliono ottenere risultati altissimi nonostante la logistica estremamente carente…

Dal punto di vista psicologico, lavorare in un reparto Covid è molto pesante per l’impatto emotivo con queste persone che faticano a respirare. A queste persone manca l’aria, che è quanto di più prezioso e necessario abbiamo. Possiamo stare senza mangiare e senza bere per ore o giorni, senza respirare nemmeno cinque minuti. La paura della morte si legge nei loro occhi, ed è devastante per chi è vicino non riuscire a volte a fare abbastanza perché questo non accada. Vedere talora che tutto quello che viene fatto è inutile ed assistere all’agonia ed alla morte di questi pazienti è psicologicamente devastante, soprattutto perchè, andando a verificare le anamnesi della maggior parte di queste persone, si nota che la situazione si è deteriorata ancora quando erano a casa, in vigile attesa con tachipirina e poco altro. Personalmente sono a conoscenza da molti mesi dell’esistenza di terapie alternative domiciliari che praticamente nel 100% dei casi portano a guarigione praticamente senza ospedalizzazione. La cosa devastante è che dirigenti regionali e sanitari sono a conoscenza di questo da marzo 2020, e nonostante gli ottimi risultati hanno avallato il blocco di queste terapie, blocco che ricordiamo era stato disposto da Oms sulla base di uno studio pubblicato sulla rivista Lancet poi rivelatosi fake e ritrattato dalla rivista stessa. Nonostante questo Oms ed Aifa hanno continuato nel blocco di utilizzare in particolare uno di questi farmaci, l’idrossiclorochina, poiché in Italia risultava essere stato fatto uno studio su pazienti ospedalieri con dosaggi enormi di idrossiclorochina, mai utilizzati prima, che in realtà avevano danneggiato i pazienti. Uno studio, quindi, che sembrava fatto apposta per gettare discredito sul farmaco incriminato.

I medici che in tutta Italia stanno trattando con successo e guarigione del 100% dei pazienti A CASA sono riusciti a consentire nuovamente l’uso dell’idrossiclorochina solo nel mese di dicembre, purtroppo però sono sempre pochi i medici di base che prescrivono la terapia adeguata. In terapia intensiva arrivano persone ormai con polmoni compromessi, trattati con Tachipirina e lasciati a casa ad aspettare finché la situazione non è peggiorata. Nell’autunno scorso ho potuto anche verificare che molti dei pazienti deceduti, di varie età, avevano fatto anche la vaccinazione antinfluenzale, che però non è mai stata riportata in cartella, l’ho saputo chiedendo direttamente ai pazienti che erano in grado di parlare. Per i medici questo dato è irrilevante, tant’è che non figura mai nell’anamnesi patologica remota o prossima. Per me verificare queste situazioni è molto frustrante, anche perché pur provando a parlare con medici o colleghi infermieri di queste tematiche vi è una chiusura totale, una completa adesione ai protocolli e invece una derisione totale nei confronti di questi medici che stanno facendo sul territorio questo lavoro meraviglioso. Non riesco a capacitarmi della mancanza di collegamento tra territorio ed ospedale, collegamento che tanto era stato decantato negli anni scorsi, quando si è trattato di chiudere reparti o interi ospedali, allo scopo di potenziare l’assistenza domiciliare...

D) Com’è cambiata la sua professione nell'ultimo anno?
R) Da quando è iniziata questa storia del Covid il lavoro infermieristico è profondamente cambiato. Dover sempre indossare una mascherina di protezione, anche negli altri reparti non Covid, ha innanzitutto posto una barriera comunicativa di non poco conto. Ricordo già dai primi tempi la difficoltà nel riconoscersi nei corridoi dell’ospedale avendo per lo più gli occhi a fare da riferimento, che se da un lato ha stimolato la necessità di guardarsi per riconoscersi, cosa che già da anni la gente non fa più, ha stravolto la percezione dell’altro, soprattutto se si conosce per la prima volta. Da quando è iniziato l’uso continuativo delle mascherine ho iniziato a sorprendermi nel vedere il vero volto di nuovi colleghi o dei pazienti, abituata come sono oramai ad essere attorniata (e ad essere io stessa) una specie di mummia. La sensazione che mi danno sempre le mascherine è quella di fare silenzio, stare zitti, non esprimere le proprie emozioni. Questo è ulteriormente devastante in un reparto ospedaliero, dove la componente emotiva ed empatica sono importantissime nel rapporto con la persona ammalata. Le mascherine ffp2-3 hanno inoltre una ulteriore caratteristica, quella di farci sembrare tutti delle specie di papere incoscienti, che stanno andando incontro al carnefice che ha in mano il becchime allo scopo di agguantarci per farci fuori e per poi finire in padella. Una sensazione del tutto personale che mi è sempre più viva.

Il contatto, inoltre, è l’altra nota dolente che manca dall’inizio della “pandemia”. La stretta di mano, l’abbraccio, la vicinanza che fanno parte della nostra professione, sia nel rapporto con la persona ammalata che tra colleghi, è sparito, sostituito dalla diffidenza, dalla distanza, dai guanti, dal disinfettante usato a ogni piè sospinto. La concezione di “sei vicino, quindi sei infetto e pericoloso” è diventata imperante ed è devastante. Il paziente positivo, poi, ha proprio la sensazione di essere un untore e si sente ghettizzato ed incriminato solo per il fatto di avere questo tampone positivo e magari anche la malattia, quasi fosse una colpa. Spesso infatti sento chiedere dai colleghi: “Ma dove è andato a prenderselo questo Covid?” come se fosse un reato avere l’infezione.

I lunghi mesi nei quali le autorità politiche e sanitarie, corroborate dai mezzi di informazione ufficiali, hanno diffuso il terrore per questa malattia, per gli assembramenti, la caccia agli untori, ai positivi asintomatici, provocano nel malcapitato paziente che arriva ad essere ricoverato una sensazione continua di angoscia e terrore, che altro non fa che peggiorare la situazione.

L’ospedale è stato per me una seconda casa per anni, un serbatoio di amicizie, di conoscenze, un luogo che consideravo aperto, di crescita, di formazione. Dall’anno scorso (ma già forse da qualche anno prima) si è trasformato in una specie di lager, dove solo pochissime persone possono entrare, spesso senza il conforto di un accompagnatore, lasciate sole ad affrontare esami diagnostici, procedure curative anche molto pesanti, in nome del distanziamento e della sicurezza. Tutto è spersonalizzato, i rapporti personali ridotti al minimo, tutte figure che si scansano, temono anche solo di guardarsi quasi che l’occhio stesso possa trasmettere il virus. Il controllo ossessivo della temperatura, guai ad uno starnuto, ad un colpo di tosse...in ospedale!!! Poter lavorare senza mascherine e con divise leggere è un sogno ormai lontano!

Un’altra nota dolente legata alla professione infermieristica è quella relativa alle informazioni che ciascun operatore dovrebbe avere, proprio a titolo di conoscenza relativa al lavoro svolto. Dall’anno scorso ho fatto notare innumerevoli volte a colleghi di tutte le professioni l’inutilità delle mascherine chirurgiche in questa cosiddetta pandemia, ed ugualmente mi aspetterei che tutt’ora si potessero tirare le fila dai dati che abbiamo. A parte i reparti dove ci sono pazienti Covid, fino a non molto tempo fa in tutto l’ospedale si è continuato ad utilizzare sia come personale che come pazienti solo le mascherine chirurgiche che è assodato non avere alcuna utilità nel fermare la trasmissione dei virus. Stante così la situazione, ed ammessa la pericolosità del Sars-CoV-2, dovremmo avere la quasi totalità del personale ammalato, deceduto o comunque positivo. Tenendo presente che così non è stato, mi aspetterei che tutti gli esperti in Evidence Based Nursing e Medicine che pullulano a livello di CIO (Comitato Infezioni Ospedaliere) abbiano potuto giungere ad una conclusione che mi sembra ovvia: le mascherine chirurgiche non servono a nulla e la trasmissione del Sars-CoV-2 è difficilissima.

D) Immagino dovrà adottare sistemi di protezione che ricordano i laboratorio di massima sicurezza visti nei film di fantascienza: scafandro, visiera, mascherina, ecc?
R) Lavoriamo con dispositivi di protezione individuali come da protocollo, quindi divisa, camice idrorepellente, copricapo, mascherina ffp2-3, visiera, calzari, almeno due paia di guanti, e talora un ulteriore camice idrorepellente da utilizzare in situazioni particolari di infettività o di igiene. Come si può immaginare, trascorrere dalle 7 alle 10 ore bardati in tal modo è molto faticoso ed impegnativo, sia dal punto di vista energetico che respiratorio, tenendo presente che finché si rimane nel reparto nelle vicinanze dei pazienti non è possibile nemmeno bere un bicchiere d’acqua o recarsi ai servizi, pertanto se la mole di lavoro è tanta può capitare di non poter fermarsi mai per un turno completo. Per poter fare una pausa è necessaria una svestizione appropriata seguendo regole precise per evitare contaminazioni, e successivamente il rientro richiede nuovamente l’utilizzo di nuovi dispositivi di protezione individuale.

Questo modo di approcciarsi nei confronti dei pazienti dà veramente l’idea della distanza sociale. In più, per ovvie ragioni di praticità dovute alla quantità notevole di presidi presenti sul proprio corpo (sensori, cateteri venosi, arteriosi, drenaggi, cateteri vescicali, ecc) le persone ricoverate nel reparto sono seminude e coperte solo da un camice. Questo certo non li aiuta, se coscienti, a mantenere una privacy adeguata, e vedersi attorniati da persone irriconoscibili per maschere e visiere li fa sentire sicuramente più isolati e spaventati da questo ambiente asettico. Il contatto fisico purtroppo come già detto non esiste poichè dobbiamo sempre usare almeno 2 paia di guanti ed anche questo può essere molto frustrante per una persona che si sente sola. In più i parenti non vengono lasciati entrare se non in caso di estrema gravità o in casi eccezionali (pazienti particolarmente disorientati) e ciò aumenta nelle persone la sensazione di solitudine e smarrimento.
Devo dire che, veramente, tutti gli operatori sono gentilissimi e cercano comunque di instaurare un buon rapporto con i pazienti, ma gli ostacoli comunicativi sia fisici (maschere-visiere) che psicologici o legati agli effetti collaterali dei farmaci o della malattia stessa spesso compromettono la relazione.

D) Cosa ne pensa del tampone? Dalla sua esperienza si tratta di un test affidabile oppure no?
R) Dall’inizio della “pandemia” ho iniziato ad informarmi su questo tampone, scoprendo fin da subito che non esiste il Gold Standard per questo metodo diagnostico, e questo è stato confermato perfino in tempi recenti dal prof. Palù, ora presidente Aifa. Non esistendo il Gold Standard, va da sé che i risultati sono opinabili, e soprattutto se non correlati ad una sintomatologia in corso, assolutamente inaffidabili, anche perché per quel che riguarda il test molecolare i cicli di amplificazione fanno la differenza, dopo i 24 cicli si può trovare sempre positivo senza che vi sia alcuna correlazione con il Sars-CoV-2.

Per questo motivo, nonostante nella maggior parte delle aziende lo facciano passare come tale, non è uno screening obbligatorio per il personale, e ci si può rifiutare di farlo, anche se talora serve la minaccia di adire alle vie legali per non farlo. Essendo un test invasivo, inoltre, necessita del consenso informato correlato anche del nome dell’esecutore, poiché entrando in profondità nel rinofaringe può causare danni anche gravi, per cui la persona che lo subisce deve esserne consapevole e l’operatore che lo esegue ne deve essere responsabile.
Anche a livello di logica, questo tampone profondo non ha nessun significato: per quale motivo devo andare a ricercare così in profondità una particella che mi dite essere così infettiva e terrificante da dover girare con la mascherina, usare Dpi, chiudere negozi ed instaurare il coprifuoco? Se è così terrificante la possiamo trovare anche in un test salivare, sulla punta della lingua, senza andare a toccare punti sensibilissimi e delicatissimi.

Dalla mia esperienza ho avuto esempi pratici in reparto di soggetti sintomatici positivi al molecolare e negativi al rapido, ritenendo valido il rapido (!) con la motivazione del dirigente di microbiologia che “il molecolare è amplificato oltre 35 cicli e viene sempre positivo!!!”, e anche il contrario, soggetti asintomatici con tampone rapido positivo e il successivo molecolare negativo, ritenendo valido il negativo.
Ugualmente riporto il caso di un medico, articolo pubblicato su un giornale locale, che dopo sia la prima che la seconda dose di vaccino Pfizer è risultato positivo, e non se lo sapeva spiegare. Se non lo sa spiegare un medico, come posso saperlo io? Mi limito a fare presente che con i tamponi è vero tutto ed il contrario di tutto, e per questi tamponi inaffidabili abbiamo distrutto la società e l’economia mondiali, paralizzato le scuole, diviso famiglie e stiamo tirando su dei figli psicopatici.

D) Vorrei sentire il suo parere in merito all’obbligatorietà vaccinale. Secondo lei è giusto che un operatore sanitario sia obbligato per legge a farsi vaccinare? Se c’è un obbligo qual è il senso del consenso informato?
R) Nessuno deve essere obbligato ad un vaccino (in realtà terapia genica). E’ un farmaco sperimentale, la cui autorizzazione al commercio è stata data in deroga alle normative europee, ed è in monitoraggio addizionale: ciò significa che viene tenuto particolarmente sotto controllo perché la sperimentazione non è stata fatta come da protocolli standard, ma è stata autorizzata direttamente sulle persone, cioè noi tutti stiamo facendo da cavie. I dati effettivi sulla sperimentazione si avranno solo dalla fine del 2023. In tutte le note informative di Ema, Aifa, dai bugiardini stessi forniti dalle case farmaceutiche si evince chiaramente che non si sa se è totalmente efficace, ci si può infettare e trasmettere infezione anche se vaccinati, che una volta vaccinati si dovranno rispettare tutte le misure di sicurezza ed indossare i dpi. inoltre e’ dichiarato che i danni a lungo termine non sono ancora conosciuti. Oltre a questo l’Unione Europea ha concesso alle case farmaceutiche l’esenzione da qualsiasi tipo di responsabilità nel caso di eventuali danni provocati da questi vaccini. oltre a questo, cosa ci devono dire ancora perché capiamo che è solo un colossale business?

Con queste premesse, un obbligo vaccinale è non solo anticostituzionale, ma va anche contro a tutte le leggi internazionali applicate in Italia sulla tutela dei diritti dell’uomo. Inoltre il DL 44, oltre alla incostituzionalità, ha riportato delle violazioni della privacy, quali la possibilità di trasmettere e verificare dati sensibili personali in aperto dispregio della pronuncia del garante della privacy, oltre alla palese incongruenza di imporre un obbligo vaccinale per cui però si richiede il consenso.

Se non sono d’accordo su una pratica medica potenzialmente lesiva per la mia persona ho tutto il diritto di rifiutare il mio consenso ai sensi dell’art. 32 della Costituzione , ed allo stesso tempo prevedere il demansionamento o la sospensione della mia attività lavorativa va contro l’articolo 4 e l’art. 38 della Costituzione.

Come ho potuto lavorare per tutto un anno di Covid, coprire turni, saltare ferie per coprire malattie di colleghi vaccinati ed essere ora improvvisamente non più idonea al lavoro? Inoltre nessuno di noi è stato valutato sierologicamente per verificare se già siamo venuti in contatto con il Sars Cov 2 ed abbiamo gli anticorpi. Inoltre tra di noi vi potrebbero essere soggetti No responder (soggetti che non sviluppano risposte anticorpali in seguito a vaccinazioni) che comunque anche nonostante più inoculi potrebbero non sviluppare mai anticorpi. Paradossalmente quindi potremmo in futuro avere al lavoro operatori sanitari perfettamente vaccinati senza anticorpi e quindi non protetti, ed operatori sanitari non vaccinati sospesi ma con gli anticorpi e quindi protetti. una follia di stato.

D) Da quello che vede e assiste in reparto: può descrivere i pazienti che finiscono con il casco di ossigeno o addirittura intubate: sono solo persone anziane o ci sono anche giovani? Tutti col covid oppure si trovano là anche per altri motivi?
R) C’è una variabilità di età tra le persone che finiscono in terapia intensiva: negli ultimi tempi stiamo assistendo a persone più giovani, tra i 40 e i 60 anni, anche se permangono pazienti nella fascia di età più colpita in passato, tra i 70 e 80 anni. Solitamente sono persone precedentemente pluripatologiche, che però entrano tutte con diagnosi di polmonite da Covid. Stiamo assistendo anche agli arrivi dei primi soggetti completamente vaccinati, che purtroppo a distanza di poche settimane dalla seconda dose sembra sviluppino malattie molto più resistenti alla terapia tradizionale, anche purtroppo alla terapia domiciliare personalizzata, non facendosi mancare neppure le embolie polmonari e le intubazioni.

Talora capitano anche pazienti che permangono nel nostro reparto con patologie gravissime completamente sganciate dal Covid ma che soggiornano nelle nostre stanze perchè hanno avuto la sfortuna di avere un tampone positivo per Covid, sebbene la patologia sia assolutamente sganciata dal Sars-CoV-2. In caso di morte sono stati comunque classificati come morti da covid pur non essendoci nessuna correlazione, poichè il semplice tampone positivo ti classifica automaticamente in questa categoria. E questo accade da molti mesi.

D) Dicono che chi si vaccina è un po' più sicuro di non contrarre il virus? Qual è la sua esperienza in merito?
R) Dalla mia esperienza posso confermare che non vi è alcuna sicurezza sul nesso vaccinazione = protezione. Ho colleghi che si sono positivizzati e sono rimasti a casa in malattia dopo la vaccinazione, e ci sono persone che come me non hanno mai contratto il virus nonostante ci lavori in mezzo da oltre un anno. Dai racconti dei pazienti stessi si possono riscontrare delle perle di saggezza, poiché in molti ci hanno raccontato di essere gli unici positivi e sintomatici in famiglia, nonostante abbiano condiviso il letto e la tavola con il loro partner ed altri familiari, totalmente negativi ed asintomatici.

https://rumble.com/vg5bcd-intervento-di-marcello-pamio-alla-manifestazione-di-vicenza.html?mref=jfpun&mc=c6dt2

Sabato 17 aprile in piazza Campo Marzo a Vicenza manifestazione "SALUTE E DIRITTI". Quella salute e quei diritti che da troppo tempo ci sono stati negati. Dopo un anno dall'inizio di questa storia, sempre più cittadini sentono l'esigenza di riflettere su quanto accaduto e sta accadendo in Italia, dal punto di vista sanitario, legale, sociale e politico. Un’informazione manipolata e comprata ha propagandato paura e incertezza, fomentando quella narrazione politica che, con il pretesto di una ormai "eterna emergenza", ha raso al suolo la nostra Costituzione, devastato l’economia nazionale e distrutto gli ultimi brandelli della sanità pubblica. Oggi sempre più persone si stanno risvegliando, riappropriandosi delle loro piazze e delle loro Vite.La manifestazione organizzata dai Fuochi R2020 di Vicenza, del Polesine e di Thiene, vedrà la partecipazione di Marcello Pamio, Fabio Milani, Andrea Tosatto, Boris Ventura, Nassim Langrudi, Edoardo Polacco, Domenico d'Amico e Sara Cunial