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Come mai sempre più persone sono allergiche? Qual è la causa?
La medicina brancola nel buio più totale e definisce l’allergia come una reazione anomala del corpo verso determinate sostanze, dette allergeni. Ma non ne spiega il motivo.
Perché, infatti, una persona reagisce a “qualcosa” con il muco, con il naso colante, con l'asma o con un rash cutaneo?
Solo le conoscenze della Medicina Sagrada permettono di comprenderne il senso.
L’intero processo allergico (come ogni cosiddetta “malattia”) è un’interazione tra psiche, cervello e organo.
Analizziamo quali sono i sintomi tipici del raffreddore o di alcune reazioni allergiche: congestione nasale, naso che cola, lacrime, starnuti, sfoghi della pelle, mal di testa...
La mucosa nasale è controllata da un relè cerebrale nel lobo frontale della corteccia. Ed è questa particolare zona del cervello che viene influenzata quando sperimentiamo un conflitto nel territorio o nelle relazioni, chiamato “conflitto di puzza” o di “pericolo”.“Questa cosa mi puzza!”, “questa situazione è pericolosa”...
Tale specifico conflitto può essere vissuto in termini reali attraverso un odore, uno shock, un trauma oppure anche in senso figurato.
Nel momento in cui si verifica un “conflitto”, la corteccia ordina l’ulcerazione della mucosa nasale.
Il ripristino di questa perdita di tessuto provoca congestione nasale e spesso mal di testa, a causa dell'edema cerebrale nella zona colpita, che sta guarendo.
Starnuti e naso che cola sono segnali che l'organismo è finalmente in grado di sbarazzarsi del residuo del processo di riparazione e, in senso figurato, di ciò che ha causato la "puzza" o il “pericolo”.
A seconda dei tessuti coinvolti, il valore conflittuale varia, così come i sintomi.
L’esempio della rinite allergica è illuminante.
Per capire, va saputo che il cervello registra tutto quello che noi viviamo. Sempre.
Quando sperimentiamo un conflitto inaspettato, la mente è in una situazione di grande ricettività e registra tutte le componenti che circondano il momento esatto del vissuto: odori, sapori, suoni, parole, oggetti o persone, e le memorizza.
Questo è il “programmante” e tali “memorie” creano il cosiddetto “binario”.
Se una persona è in un binario per aver vissuto prima qualcosa di importante, anche da piccola, quando entrerà in “contatto” con una sostanza e/o situazione registrata (un suono, un odore, una persona, ecc.), ci sarà il riavvio del conflitto, con tutti i sintomi corrispondenti alla situazione vissuta.
A questo punto la medicina la chiamerà reazione allergica.
Ma l’allergia è solo una recidiva o una ricaduta del conflitto primario!
Qual è lo scopo, quindi, dell’allergia? È un sistema di allarme del corpo che ci avverte di una situazione pericolosa.
Ci dice di fare attenzione!
Qualsiasi cosiddetto “allergene” (polline, peli di animali, acari, polvere, graminacee, lattosio, ecc.) richiama o riattiva il programmante con il suo vissuto corrispondente.
Ecco un paio di esempi.
Un bambino corre felice in campagna ma cade in un buco nel terreno e si fa male, iniziando a piangere disperato (lacrime, muco nasale...).
Il suo cervello, in quel momento preciso, registra tutto: l’odore dell'erba, il colore dei fiori, il polline, ecc.
Lo shock fa registrare e fotografare al subconscio ogni sensazione, e tali immagini rimarranno impresse e associate allo shock.
Da quel momento, il profumo dell'erba o la vista di quel tipo particolare di fiore sarà in grado di riportare il suo organismo a rivivere lo stesso shock vissuto a suo tempo, pur non essendoci le condizioni di sofferenza.
Il bambino cresce ma, quando si trova in presenza dello scatenante (il polline, ecc.), manifesterà una rinite con starnuti e una copiosa secrezione dal naso, lacrime dagli occhi o un edema laringeo.
In altre parole, l'odore dell'erba e/o la presenza di quella sostanza si trasformano in campanelli d'allarme per il cervello, che cercherà la protezione allontanandosi da essa per non subire uno shock.
Il polline dei fiori e le molecole odorose dell'erba NON possono essere la causa tossica di una reazione allergica, ma sono gli attivatori di sensori che inducono la persona a fuggire di fronte al probabile pericolo.
Un bambino tira la coda al gatto, il quale si gira e lo graffia sulla mano.
Il piccolo inizia a urlare e a piangere copiosamente. Il suo cervello registra tutto, tra cui ovviamente i peli del micio.
Da quel momento in poi, si programma l’allergia ai peli di un animale!La stessa cosa vale per le allergie alimentari.
Se una persona è allergica a un determinato cibo (arachidi, uova, fragole, cioccolato, ecc.) significa che quello specifico alimento è stato mangiato nel momento preciso di un conflitto e il cervello ha registrato tutto, associando il vissuto all’alimento.
Quando escludiamo dalla dieta una sostanza irritante, il problema non è quella sostanza, ma il binario corrispondente!
Finché il conflitto non verrà risolto, l’"allergia stagionale" si ripeterà anno dopo anno, esattamente ogni volta in cui il cervello verrà a contatto con quell’allergene (il polline, per esempio).
I binari andrebbero compresi, altrimenti le allergie ci accompagneranno per molto tempo…

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Era una notte umida quella del 18 agosto 1978 all’isola di Cavallo in Corsica.
Nella baia del porto erano ormeggiate quattro imbarcazioni: Coke, Master, Mapagià e Aniram, lo yacht del principe Vittorio Emanuele di Savoia, e infine Delfino azzurro.
Le barche erano di un gruppo di giovani della Roma bene, arrivati dalla Sardegna. In totale i ragazzi erano ventuno compreso un giovane velista tedesco di nome Dirk Hamer.
Erano giunti sull’isola con un unico scopo: il divertimento.
La mezzanotte era passata da un bel po’ quando la quiete della baia venne interrotta da un gesto goliardico. Alcuni ragazzi del gruppo dei romani, avendo bisogno di un mezzo per raggiungere la terraferma, decisero di “prendere in prestito” il gommone legato allo yacht di Vittorio Emanuele.
Quando il principe si accorse che il suo gommone stava per essere portato via, in preda a una cieca rabbia scese sotto coperta e impugnò la sua carabina deciso a farsi giustizia da sé.
Salì sul ponte della barca vicina (il Mapagià) urlando furioso nell'oscurità: «Voi, italiani di merda, vi ammazzo tutti».
Svegliato dalle grida, il chirurgo Nicky Pende si affacciò sul ponte e tra i due nacque un alterco violento, prima verbale e poi fisico. Il principe puntò l'arma ed esplose un primo colpo a scopo intimidatorio. Il medico si abbassò, altrimenti il colpo lo avrebbe raggiunto e poi gli si scagliò contro per disarmarlo, e nella colluttazione partì un secondo proiettile il cui rumore squarciò il silenzio dell'isola.
A quel punto entrambi finirono in acqua, e la lite sembrò finita nell'oscurità della notte. Nessuno si accorse che quel secondo colpo attraversò la carlinga dell’imbarcazione vicina dove, ignaro di tutto, il giovane Dirk stava dormendo tranquillo sotto coperta.
Il proiettile lo colpì all’altezza del terzo superiore della coscia destra, recidendo l'arteria femorale. Sarebbero stati i suoi amici e sua sorella Birgit a trovarlo agonizzante in una pozza di sangue.
I soccorsi sull'isola sperduta furono lenti e inadeguati e fu necessario trasportare il ragazzo ferito gravemente via mare fino all’ospedale Bonifacio, dove arrivò alle 6 del mattino.
Il 19 agosto alle otto venne portato in aereo a Marsiglia dove fu ricoverato nel reparto di emergenza di chirurgia vascolare. Qui procedettero all’amputazione della gamba destra fino all’altezza del ginocchio e poi fino all’anca. La mattina del 30 agosto il povero ragazzo venne trasferito in aereo alla clinica universitaria di Heidelberg.
Il calvario di Dirk iniziò in quella notte d'agosto e durò ben 111 giorni, attraverso numerosi interventi chirurgici e sofferenze indicibili, fino alla sua morte avvenuta l’8 dicembre 1978 in una clinica di Heidelberg tra le braccia di suo padre: il dottor Geerd Ryke Hamer.
Paradossalmente, il nefasto episodio fu l’incipit della codifica della Medicina Sagrada!
Pochi mesi dopo la morte violenta del figlio, il dottor Hamer scoprì di avere un tumore al testicolo. Oltre al danno pure la beffa. Stava ancora piangendo la perdita del figlio e si trovò a combattere anche il cancro.
Per uno scienziato scevro da pregiudizi e abituato a cercare nessi di causa ed effetto, quella diagnosi non poteva essere una coincidenza.
La morte di Dirk diventò così l'evento generatore, l’innesco che non a caso chiamò DHS, in onore del figlio: Dirk Hamer Syndrome.
Fu la chiave di volta esistenziale che permise ad Hamer di codificare le sue magnifiche scoperte, gettando in questo modo le fondamenta della Medicina Sagrada.
Arriviamo al paradosso di tutta questa storia. Se questo tragico evento non si fosse mai verificato, infatti, Hamer forse non si sarebbe ammalato di cancro al testicolo e, di conseguenza, non sarebbe giunto alla comprensione del nesso profondo tra psiche, corpo e mente.
La parola sacrificio ha un'origine antichissima e assai profonda. Deriva infatti dal latino sacrificium, composto dai termini sacra (rendere sacro) e facere (fare), quindi rendere sacra una cosa o compiere un'azione sacra.
Con la sua prematura morte, Dirk ha reso sacra una tragedia, facendo scendere dai mondi spirituali la Nuova Medicina Germanica...
Grazie Dirk!

Marcello Pamio - 18 agosto 2026

PS: nella foto: Dirk Hamer e la sorella Birgit Margot Hamer


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Può essere davvero una semplice coincidenza che la vita sulla Terra si sia sviluppata, sia stata progettata e funzioni secondo un sistema così logico, intelligente e magistrale? Quando osserviamo i meccanismi perfetti della natura, appare evidente che nulla sia lasciato al caso.
L'immenso dottor Ryke Geerd Hamer (1935-2017) intuì l'esistenza di questa sistematica essenziale, di una logica ferrea che governa tutto nel Creato compreso l'organismo umano.
Egli stesso preferiva parlare di "riscoperta", piuttosto che di scoperta, suggerendo che queste Leggi biologiche siano scritte da sempre nell'ordine naturale delle cose, pronte a essere svelate a chi sa aprire mente e cuore.

La dimensione spirituale e la liberazione dell'uomo
I veri cambiamenti avvengono quando l'essere umano consente alla dimensione spirituale di entrare nella propria vita. Questo passaggio non deve compiersi a livello puramente mentale o intellettuale, ma attraverso una piena e totale fiducia della Vita e delle sue Leggi.
Accettare profondamente questa realtà interiore e sentirla vibrare in se stessi permette di sperimentare i cosiddetti miracoli: la comprensione che la Vita stessa, nella sua essenza, è il miracolo più grande!
Una persona che raggiunge tale consapevolezza acquisisce una profonda sovranità interiore e diventa difficile da controllare, condizionare o manipolare dall'esterno. Rappresenta quindi una minaccia per quel Sistema che da millenni sta cercando di limitare il potenziale umano.
Riconosce anche che l'essere umano è molto di più di ciò che le autorità - come la scuola, la chiesa o la medicina dogmatica - hanno storicamente insegnato.
L'uomo infatti non è una mera macchina organica fine a se stessa e la componente spirituale dell'esistenza è inseparabile dall'aspetto biologico. Ogni cellula risponde infatti a un disegno più ampio; ogni organo ha il suo senso biologico, e proprio per questo, prima è nata la funzione e poi la Natura ha costruito l'organo stesso. La parte spirituale viene prima della componente materiale.
Comprendere questo legame profondo porta alla consapevolezza che l'umanità deve tornare a vivere in perfetta armonia con i ritmi e con le leggi della Natura.
Ignorare tale connessione significa condannarsi all'autodistruzione e lo stiamo vedendo in ambito medico, dove l'uomo è sempre più ammalato.
Il vero potere non risiede nelle strutture materiali o nei sistemi di controllo, ma nella VITA stessa, che resta perennemente connessa al DIVINO.
La Medicina Sagrada scoperta dal dottor Hamer, fornisce gli strumenti per ricordare all'uomo questa antica Verità, guidandolo verso la riscoperta della propria armonia originaria.
Ma questo da fastidio assai...
Danke, Herr Dr. Hamer

Un'isola. Un principe in esilio. Un gommone. Due spari nel buio. La fine di un giovane.
Ho appena finito di leggere questo interessante libro scritto da Birgit Hamer, sorella di Dirk, ucciso a soli 19 anni da Vittorio Emanuele di Savoia.
Nella notte tra il 17 e il 18 agosto del 1978 un ragazzo tedesco alto un metro e novantatré, pieno di vita e grande corridore (si allenava insieme a Pietro Mennea alla Farnesina), stava dormendo su una barca di amici romani al largo dell'isola di Cavallo, in Corsica.

In seguito a un misterioso diverbio sull'uso di un gommone, il principe in esilio Vittorio Emanuele di Savoia sparò due colpi con la sua carabina. Uno di questi colpì il ragazzo alla gamba, lacerando l'arteria femorale.
Il giovane Dirk, a soli 19 anni, morì dopo 111 giorni di agonia e 19 operazioni tra cui l'amputazione della gamba destra. Esattamente l’8 dicembre 1978 spirò tra le braccia di suo padre, il dottor Geerd Ryke Hamer.
Processato dalla Corte d'Assise di Parigi, Vittorio Emanuele venne assolto dall'accusa di omicidio.
Il lignaggio, le nobili origini e la rete di protezione dinastica hanno sempre tutelato il culo del principe...

Ma a giugno del 2006 arrivò la clamorosa svolta. Il pubblico ministero Henry John Woodcock ordinò il suo arresto nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Potenza. Le accuse principali non riguardavano i fatti del 1978, bensì l'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e lo sfruttamento della prostituzione.
Anche da questa inchiesta Vittorio Emanuele fu prosciolto ma, durante i giorni di custodia cautelare, la cella del principe venne monitorata con microspie e cimici ambientali.

Il principe, con addosso una maglietta bianca con la scritta Nissan, parlò tranquillamente a Rocco Migliardi (suo coimputato nell’inchiesta). Per vantarsi della sua passata impunità, pronunciò frasi definitive riguardo al processo francese del 1991, in cui era stato assolto dall'accusa di omicidio volontario: “Anche se avevo torto, devo dire che li ho fregati. Eccezionale… Il procuratore aveva chiesto cinque anni e sei mesi! Ma ero sicuro di vincere. Ero più che sicuro. Io ho spatato un colpo così e un colpo in giù, ma il colpo è andato in questa direzione, è andato qui e ha preso la gamba sua, che era steso, passando attraverso la carlinga. Pallottola trenta zero tre”.
Il discendente di Casa Savoia ammetteva di aver effettivamente colpito a morte il povero Dirk.

Quella notte cambiò per sempre la vita, non solo della famiglia Hamer, ma anche quella di milioni di persone.
Pochi mesi dopo la scomparsa violenta del figlio, infatti, il dottor Hamer scoprì di avere un tumore al testicolo.
Oltre al danno, pure la beffa: stava ancora piangendo la perdita del figlio e si trovò a combattere anche il cancro.
Ma per un medico scevro da pregiudizi e abituato a cercare nessi di causa ed effetto, quella diagnosi non poteva essere una coincidenza. La storia pazzesca della Nuova Medicina Germanica parte da questo preciso punto: un’isola, un gommone rubato, un principe assassino in esilio e le “tre palle” di Hamer...
La morte di Dirk diventò così l'evento generatore, la chiave di volta esistenziale che permise al medico tedesco di codificare le sue magnifiche scoperte, gettando così le fondamenta della Medicina Sagrada...

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