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Marcello Pamio

Molti sono dell’idea che la vita sia un film, un bellissimo lungometraggio la cui trama viene decisa giornalmente da ognuno di noi. Stupenda visione che è tanto vera quanto più ci si riferisce a persone coscienti e pensanti, ma quando si ha a che fare con esseri privati dell’intelletto allora le cose stanno diversamente. Il film infatti che il Sistema sta proiettando dentro la coscienza di tanti esseri umani è un vero e proprio fantahorror! Milioni di persone che non vivono ma vengono vissute e non pensano perché vengono pensate da qualcun altro...

I registi e gli sceneggiatori ovviamente non sono i pagliaccetti e le marionette che si alternano nei parlamenti, perché i veri burattinai sono sempre ben nascosti nell’ombra dietro le quinte, e manovrando a distanza la politica, le forze dell’ordine e i media, legiferano, bloccano e controllano le masse. Un meccanismo perfettamente oliato.
Dopo aver segregato in casa la popolazione per mesi e devastato l’economia nazionale non possono certo mollare la presa, e infatti nonostante i numeri parlino chiaro (non esiste alcuna emergenza perché non si muore più come prima e soprattutto le cure sono note) i sudditi con l’anello al naso continuano a fare quello che vien loro detto perché trasudano paura da ogni cellula.
Sono in totale dissonanza cognitiva per cui gli emisferi cerebrali non comunicando correttamente, impediscono alla maggior parte delle persone di vedere il film. In effetti basterebbe leggere attentamente i loro dati ufficiali che confermano in pieno la gigantesca presa per il culo.

Dati aggiornati al 18 ottobre 2020
Ieri sono stati eseguiti 146.541 tamponi che hanno evidenziato 11.705 positivi, mentre il giorno prima ne sono stati fatti 165.237 con un riscontro di 10.900 positivi.
Il rapporto positivi/tamponi viaggia da un 6,58% ad un 7,98%, cioè ogni 100 tamponi da 6 a 8 persone risulteranno positive.
La spietata e ferrea logica è banale: più test fanno e più troveranno positivi! Ma questi positivi sono persone realmente ammalate, contagiate o contagiose come continuano a martellare scandalosamente i media mainstream? Assolutamente no, sono persone nella quasi totalità dei casi asintomatiche, cioè oggettivamente sane senza alcun sintomo e non possono infettare nessuno!

La conferma arriva dai numeri dei ricoveri in terapia intensiva e degli isolamenti a casa.

  • Numero in terapia intensiva: 750 (pari al 0,59%)
  • Isolamento ai domiciliari: 118.356 pari (al 93,76%)
  • Numero dei ricoverati con sintomi: 7.131 (pari al 5,65%)

Quindi il 94% delle persone risultate positive ad un tampone sono comodamente a casa perché totalmente asintomatici o nella peggiore delle ipotesi con banali sintomi influenzali e/o da raffreddamento, cosa normalissima in questo periodo.

L’altro dato interessante sono le fasce di età più colpite (dati aggiornati al 13 ottobre 2020).

  • Da 60-69 anni: 8,6%
  • Da 70-79 anni: 23,3%
  • Da 80-89 anni: 32,2%
  • Da > 90 anni: 32,3%

Il tasso di letalità è esattamente il medesimo dell’inizio di questa situazione emergenziale: più alto tra le persone anziane. Dai 70 anni in su infatti la mortalità è quasi del 88%.
Le persone che muoiono in questo periodo sono quelle con la salute più cagionevole, con patologie pregresse e con terapie farmacologiche già in corso.
E’ così difficile da comprendere il giochetto?

Hanno aumentato i test (fatti non a caso anche preventivamente a scuola) arrivando a centinaia di migliaia ogni santo giorno con lo scopo di far aumentare i casi “positivi” (asintomatici) così da giustificare le assurde norme, i decreti illegittimi di un governo oramai allo sbando.
Ma sapete qual è il vero problema? Non tanto che ci siano dei delinquenti patentati che mettono in atto un piano diabolico ben preciso, ma la gente che ancora crede alle loro narrazioni, alle favolette, e purtroppo alle ricette!
Tante persone accettano supinamente delle folli restrizioni che colpiscono guarda caso le attività commerciali (chiusura contingentata e non più di 6 persone al tavolo in ristoranti, bar, pub, ecc.), le scuole (bambini che non possono toccarsi con mascherina in classe, disinfettanti tossici e tamponi farlocchi preventivi, ecc.), palestre, centri culturali, fiere, sagre, sport a contatto dilettantistico, ecc.

Fortuna vuole che i calciatori miliardari possano tranquillamente giocare, abbracciarsi e perfino baciarsi perché il virus contagia solo gli sport dilettantistici! Quando si dice il caso...

Roma's Edin Dzeko (L) celebrates withhis  teammates after scoring the 2-1 lead during the Serie A soccer match between AS Roma and Benevento Calcio at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 18 October 2020. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Oltre all’economica hanno congelato - anche questo non a caso - il divertimento e lo svago dei giovani, la cosiddetta “Movida”. Peccato che il termine Movida originariamente indicava l’importante movimento sociale/artistico diffuso in Spagna dopo la caduta della dittatura franchista, utilizzato successivamente per l’animazione e il “divertimento”. Oggi questo importante movimento di coscienze lo hanno trasformato in un termine dispregiativo: una serata col fine ultimo di sballarsi. Ovviamente il Sistema non poteva dire alla plebe che per meglio controllare la popolazione dovevano bloccare il contatto, le relazioni e il divertimento.

Come cresceranno infatti le nuove leve (bambini e giovani uomini) in una società deprivata totalmente del contatto e delle relazioni sociali?
Ci hanno accompagnato a manina nella “guerra santa dei pezzenti”, come la chiama magistralmente Francesco Guccini nella stupenda canzone “La locomotiva”.
Il “Divide et Impera” è sotto gli occhi di tutti i risvegliati: una triste guerra dei poveri dove mamme attaccano altre mamme (Lorenzin docet) e bambini attaccano altri bambini. Sta diventano “normale” e “spontaneo” guardare l’altro come un nemico o un pericolo (Ha la mascherina? Ha fatto il vaccino? Quanti sono in quel tavolo? Ecc.) e controllarsi a vicenda.

Marcello Pamio

Dopo aver descritto nel precedente articolo RealStar®, il kit per il SARS-CoV-2 prodotto dalla società tedesca Altona Diagnostics, adesso è la volta di un test ultrarapido.
Abbiamo visto che nella descrizione del primo tampone basato sulla PCR è riportato a chiare lettere l’utilizzo: “For research use only (RUO)! Not for use in diagnostic procedures”, quindi si consiglia l’utilizzo SOLO per la ricerca e NON PER PROCEDURE DIAGNOSTICHE, scopo per il quale viene invece utilizzato...

Vediamo ora il test Xpert® Xpress SARS-CoV-2, sviluppato da Cepheid.
Si tratta di un test molecolare automatizzato per la rilevazione qualitativa di SARS-CoV-2, che sfrutta anch’esso la reazione a catena della polimerasi in tempo reale (RT-PCR).
Questo test infatti può fornire un rilevamento rapido in appena 30 minuti, vero e proprio grasso che cola per Luca Zaia, il governatore del Veneto che ha il pallino (e forse non solo quello) per i tamponi.

Ma vediamo cosa dice il foglietto illustrativo dell’Xpress:

I risultati positivi sono indicativi della presenza di RNA del SARS-CoV-2; ciò nonostante, per determinare lo stato di paziente infetto è necessaria la correlazione clinica con l’anamnesi e con altri dati diagnostici del paziente stesso”.
I produttori avvertono che anche in caso di positività per determinare lo stato di salute del paziente è necessaria l’anamnesi completa e altri dati diagnostici.
Quindi scusate ma a cosa serve il tampone?

I risultati positivi non escludono la presenza di infezioni batteriche o di infezioni concomitanti da altri virus. L’agente rilevato potrebbe non essere la causa concreta della malattia”.
Un tampone positivo potrebbe essere dovuto a semplici infezioni batteriche o virali che nulla c’entrano con il SARS-CoV-2. Questo rischio è conosciuto dai medici che eseguono il tampone?
Pertanto una persona con una banalissima infezione potrebbe risultare falsamente positiva.

I risultati negativi non escludono un’eventuale infezione da SARS-CoV-2. I risultati negativi devono essere accompagnati da osservazioni cliniche, anamnesi del paziente e informazioni epidemiologiche”.
Addirittura la negatività del tampone non indica la sicurezza perché non esclude l’infezione da SARS-CoV-2. Quindi ripetiamo tutti assieme: a cosa serve il tampone?

Infine nel capitolo della Specificità analitica:
I primer e le sonde E non sono specifici per SARS-CoV-2 e rilevano il coronavirus SARS sia umano sia dei pipistrelli”.
Qui siamo alla follia perché la ditta produttrice afferma che il test rivela non solo il SARS-CoV-2 ma anche il SARS umano e quello dei pipistrelli. Come faranno allora a separare e distinguere le varie infezioni? Ovviamente non lo faranno perché lo scopo è avere risultati positivi!

Il tampone è il viatico per mantenere alta la tensione e la paura nelle masse informi non-pensanti.
Più tamponi (rapidi o lenti che siano) creano infatti un artificioso e funzionale aumento dei “positivi”, cioè delle persone asintomatiche sanissime il cui test ha dato esito positivo.

Marcello Pamio

Secondo l'ultimo bollettino di Zaia ci sarebbero: «oltre 7000 persone in isolamento. Test anche per chi torna dalla Sardegna».
Avete letto con attenzione cos'ha detto lo 'statista' del Veneto?

Numero persone in isolamento domiciliare suddivise per provincia

Una persona dopo un anno travagliato, sicuramente il più tribolato dell’ultimo secolo, decide di andare in ferie con la famiglia, magari in Sardegna, e quando torna deve fare il tampone, cioè il test più assurdo e ridicolo che ci sia, il cui risultato non dirà assolutamente nulla di concreto.

Tampone che serve solo per far aumentare i finti-contagiati e far guadagnare molti soldi ai produttori (ci sono vari tipi di test, ma un tampone alle ASL costa 64 euro).

Ma ci rendiamo conto che 7036 persone in isolamento (quarantena fiduciaria) SENZA ALCUN SINTOMO è una evidente dimostrazione di quanto ignoranti siano le autorità e le persone che accettano tutto senza battere ciglio?
Quelle con sintomi chiari sono solo 161.

Se infine teniamo conto del numero elevato di falsi positivi, quante di queste persone con i famigliari dovranno stare a casa ancora 14 giorni, fino al momento in cui l’esito finalmente sarà negativo!

Se non ci svegliamo ora, quando?

William Henry Gates III

L’oracolo di Seattle ha dato l’ennesimo responso, ovviamente nefasto!
Ci saranno ancora milioni di morti, prima della fine della pandemia di Covid-19”, ha detto Bill Gates in un’intervista al The Economist, settimanale di proprietà dell’Impero dei Rothschild, quindi non un giornaletto qualunque.
Il diversamente-filantropo ha devoluto più di 350 milioni di dollari alla lotta contro la pandemia (anche se ha incamerato diversi miliardi), però specifica che “la maggior parte di quelle morti non sarebbe causata dalla malattia in quanto tale, ma dal sovraccarico dei sistemi sanitari, e di economie già stressate e soprattutto nei Paesi poveri e in via di sviluppo”.

Quindi la colpa del prossimo olocausto non sarà del SarsCov-2 ma dei sistemi sanitari nazionali.
Sistemi sanitari che sono stati devastati prima da tagli e poi da una gestione assurda dell’emergenza.
Se qualcuno non ha ancora compreso che Gates è un filantropo alla rovescia, ricordiamo che a giugno 2020 il GAVI (Global Alliance for Vaccines and Immunization organizzazione creata da Bill Gates nel 2000) ha racimolato grazie a donazioni ben 8,8 miliardi di dollari per il Covid.

Incassare 9 miliardi e investirne 350 milioni non è proprio filantropia...

La seconda Centuria di NostraGates però è ancora più interessante: “per la fine del 2021 sarà avviata la produzione di massa di un vaccino abbastanza efficace, rendendo immune una quota dell’umanità sufficiente a bloccare la pandemia. Ma non basta: dobbiamo tutti spendere miliardi per ottenere il vaccino, per evitare i trilioni di danni che la pandemia sta facendo all’economia”.

Qui le cose si mettono maluccio.
Bill Gates è assatanato di denaro e ogni occasione è buona per reclamare soldi, e lo fa minacciando e paventando trilioni di danni. Dimenticando però che i danni all’economia sono stati creati da governi fantoccio che hanno gestito un virus influenzale come fosse ebola ingegnerizzato!
Preoccupa infine la previsione del vaccino per fine 2021 che sarà secondo lui “abbastanza efficace”. Significa per caso che i vaccini che stanno sfornando in questo periodo non sono efficaci per nulla? Ma allora a cosa servono?
Gates sta profetizzando che il mondo avrà a che fare con la pandemia per molti anni e non solo nel 2020 o 2021...

Fonte intervista
https://www.economist.com/international/2020/08/18/the-covid-19-pandemic-will-be-over-by-the-end-of-2021-says-bill-gates

Marcello Pamio

Quanti hanno sentito o letto che negli ospedali i medici avevano ricevuto l'ordine di non effettuare le autopsie e far cremare in fretta e furia i cadaveri? Tutto grasso che cola per i complottisti.

Ora viene fuori la Circolare del Ministero della Salute dal titolo: “Indicazioni emergenziali connesse ad epidemia COVID-19 riguardanti il settore funebre, cimiteriale e di cremazione”, revisione post DPCM 26 aprile 2020 che sostituisce integralmente quella dello scorso 8 aprile 2020.

L'obiettivo è l'individuazione di procedure adeguate per il settore funebre e cimiteriale durante la fase emergenziale. In pratica con questo documento si vieta ai medici di effettuare autopsie, diagnosi post-mortem e impedisce di analizzare i campioni di tessuti.

Altro che dietrologia, è stato proprio il Ministero della Salute a firma del Segretario generale Giuseppe Rocco a fornire queste linee guida nazionali.

Ora le domande che sorgono sono tante, in particolar modo una: come mai tutta questa fretta? E' solo per evitare il rischio di contaminazione o ci sono altre motivazioni?
Perché detto tra noi, una tale procedura puzza lontano un chilometro di copertura ad alti livelli messa in atto per nascondere errori diagnostico-terapeutici o precisi riscontri autoptici che avrebbero fatto emergere ulteriori interrogativi e misteri...

Nel frattempo con la scusa della sicurezza pubblica migliaia di famiglie hanno ricevuto il parente deceduto dentro un'urna e non hanno potuto organizzare un dignitoso funerale.

C. Esami autoptici e riscontri diagnostici

1. Per l’intero periodo della fase emergenziale non si dovrebbe procedere all’esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati di COVID-19
2. Le Direzioni sanitarie di ciascuna regione daranno indicazioni finalizzate a limitare l’esecuzione dei riscontri diagnostici ai soli casi volti alla diagnosi di causa del decesso, limitando allo stretto necessario quelli da eseguire per motivi di studio e approfondimento.

Questo video dovrebbe far comprendere, a chi ha ancora almeno una coppia di neuroni interconnessi, che i paladini della Verità, i promotori della Scienza basata sulle (loro) evidenze, sono individui totalmente incoerenti e assai pericolosi per la democrazia e la Libertà!
"Potrete ingannare tutti per un po' e qualcuno per sempre,
ma non potrete ingannare tutti per sempre", Abramo Lincoln

https://youtu.be/jWrxLFD0mOw


Marcello Pamio
La trasgressiva cantante miliardaria Madonna ha appena donato 1 milione di bigliettoni verdi alla Fondazione Bill & Melinda Gates per aiutarli a creare il vaccino contro il coronavirus.

Vuole in pratica aiutare l'amico Bill nella sua opera omnia: vaccinare il mondo intiero!

Il co-fondatore di Microsoft, e probabile futuro direttore dell'OMS, ha recentemente annunciato infatti di finanziare ben sette diversi laboratori di ricerca per trovare la cura per la malattia.

In un video su Instagram, Madonna ha detto ai suoi milioni di fan che individualmente e globalmente stiamo vivendo in uno stato di emergenza, e che ammette di averci messo tempo per accettare, elaborare e modificare il suo stile di vita, anche se non c'è dato sapere in che modo e in quali termini ha modificato la sua vita.

Su una cosa la cantante però è stata chiarissima: si sta unendo “allo sforzo della Bill & Melinda Gates Foundation per trovare un farmaco che prevenga o curi il Covid-19”.

Infine Madonna ha reso omaggio all'amico attore Mark Blum morto a 69 anni per complicazioni del coronavirus, così dicono, senza però specificare che era ammalato precedentemente. Nel 1985 avevano recitato assieme nel film Cercasi Susan disperatamente.

E lo ha fatto in un video della durata di pochi secondi, leggendo un comunicato e indossando una t-shirt nera rappresentante un diavolo messo in croce al posto del Cristo.

Uscirsene così in pieno periodo pasquale non è casuale, in un momento in cui le chiese sono state messe in quarantena, e per di più sponsorizzando il vaccino è a dir poco scandaloso!

Cercasi anima disperatamente...


Marcello Pamio

Conte e il Consiglio dei Ministri in piena notte hanno firmato la distruzione economica del paese. La dittatura finalmente è manifesta!
Stanno bloccando e isolando l'Italia e nessuno parla più della Cina!

LA COSA FONDAMENTALE PERO' E' STARE CALMI
ANCHE PERCHE' I DATI UFFICIALI LO CONFERMANO

Qui sotto i dati dell'Istituto Superiore di sanità (fino al 5 marzo) su 105 decessi ufficialmente CON coronavirus.

ETA' MEDIA DEI MORTI E' 81,4 ANNI!!!

I decessi avvengono in persone con importanti patologie pre-esistenti.
Nel dettaglio la mortalità è del:
- 14,3% oltre i 90 anni,
- 8,2% tra 80 e 89,
- 4% tra 70 e 79,
- 1,4% tra 60 e 69
- 0,1% tra 50 e 59

NON C'E' MORTALITA' SOTTO I 50 ANNI!

Il numero medio di patologie di questa popolazione è di 3,6.
Il 67% dei morti aveva 3 o più patologie
Il 18% aveva 2 o più patologie
l'11% 1 o zero patologie
SCUSATE MA DI COSA STIAMO PARLANDO?


Marcello Pamio

Viviamo in una società finta e illusoria dove quello che crediamo essere modernità ed evoluzione ci sta portando lentamente alla tomba. Mai come oggi infatti le persone soffrono dei più svariati disturbi, da quelli mentali a quelli fisici. Per quale motivo siamo sempre più malati e carichi di disagi?
Forse perché il nostro ambiente è tossico? Mangiamo, beviamo e respiriamo sostanze chimiche, per non parlare della tossicità emotiva che iniziamo a conoscere ancor prima di uscire dal grembo materno…
Queste condizioni forse creano una sorta di vulnerabilità fisico/spirituale che predispone e favorisce da una parte l’avvelenamento organico e dall’altra gli shock emozionali?

Nel nostro opulento Occidente il cibo non manca, come pure il lavoro; l’informazione è sempre più pervasiva, abbiamo a disposizione centinaia di farmaci ed esami (diagnostici) eppure la gente si ammala molto più prima. Come mai?
Forse perché la regina che governa il nostro mondo si chiama PAURA?
Oggi questa emozione (di per sé funzionale) ha mille e più sfaccettature: paura di non farcela, di essere esclusi, di non essere riconosciuti; paura del diverso, dei virus, delle malattie infettive, della crisi economica, di perdere il lavoro. Per non parlare della paura arcaica del futuro e quindi di invecchiare.
Le persone non solo hanno paura della morte, ma anche della Vita: quanti infatti per qualche timore e/o condizionamento non vivono la propria esistenza?

Paura & media
La paura ha da sempre accompagnato l’uomo, ma in passato era legata a fattori e contesti ben specifici e soprattutto locali: paura delle epidemie o di non riuscire a procurare il cibo per sé e per la propria famiglia, ecc.
Si può affermare che la paura è funzionale per ricondurci alla realtà!
L’uomo si preoccupava per cose reali e concrete e non sapeva nulla di quello che succedeva in giro per il mondo. Oggi grazie ai media (giornali, tivù e radio) sappiamo all’istante tutto quello che di brutto accade in ogni parte del globo...

Avviene una strage di bambini in una scuola americana? Non solo lo veniamo a sapere dopo qualche secondo, ma addirittura possiamo anche vedere immagini e video strazianti.
Il crollo delle Torri Gemelle a New York, nelle quali perdettero la vita circa 3000 persone è stato visto in diretta tv da oltre 2 miliardi di persone.
Mentre una volta non si conosceva ciò che accadeva lontano, ora queste informazioni costanti creano e veicolano terrore o sgomento, esattamente come se fossero locali. Per non parlare dei vari allarmismi (economici, ecologici e sanitari), e delle violenze che ci toccano in ogni istante della nostra esistenza.

Risultato? Paura e angoscia per il presente e per il futuro (che non esiste), che condizionano l’esistenza di centinaia di milioni di persone, per non dire miliardi.
Il Sistema mediatico ha creato una nuova forma di paura molto subdola perché astratta ma non meno deleteria. Anzi, si tratta di una paura molto difficile da combattere proprio perché intangibile.
La paura immaginaria veicolata dai media e attraverso dispositivi digitali in ogni dove riguarda situazioni sulle quali noi non abbiamo presa e su cui non possiamo intervenire.
Su eventi che riguardano luoghi lontani o che sono troppo grandi per noi (cambiamenti climatici, crisi economiche, ecc.) cosa realmente possiamo fare? Nulla.
Questo ci impedisce di agire perché siamo assaliti dal «senso di impotenza», che blocca e paralizza!
E la paura è a sua volta alimentata da questa sensazione d’impotenza!

Paura, credenze e ignoranza
La paura viene attivata dalle nostre Credenze, cioè da quegli occhiali (che ci hanno "regalato" i genitori, le religioni, la società, ecc.) con cui interpretiamo gli accadimenti della nostra vita. Detto in altri termini sono il nostro sistema di «adattamento»!
Tradizionalmente le paure nascono dall’ignoranza cioè dalla non conoscenza: temiamo le situazioni che sfuggono alla nostra comprensione.

La paura globale che sfugge al controllo della ragione sembra agire maggiormente su coloro che si collocano in una posizione di passività nei confronti della realtà.
Per esempio, le persone che vivono una diagnosi di cancro o di una qualsiasi altra malattia cosiddetta «degenerativa» come una sfortuna o una maledizione piovuta dal cielo, e con uno stato d’animo di passività, hanno una prognosi peggiore rispetto a chi invece ne cerca «il senso biologico» e reagisce con un cambiamento!
La regola aurea è abbastanza semplice (anche se è difficile da realizzare proprio per i blocchi dovuti alla paura): chi agisce e interviene ha sempre meno timore e paura di chi subisce passivamente.
Non è un fatto scontato, anche perché ora vedremo cosa la paura produce fisiologicamente nel corpo umano...

Fisiologia della paura
Quando l’uomo e/o l’animale vive una situazione di paura, un evento drammatico e shoccante (incidente, perdita di un caro, animale feroce, ecc.) il suo organismo mette in atto istantaneamente dei processi chimico-fisiologici per far fronte al problema.
La priorità è salvare la pelle e per fare questo la natura ha contemplato delle strade ben precise: attacca e aggredisci oppure fuggi molto veloce o, l’ultima spiaggia fingere di essere morto.
A parte l’ultimo caso, cioè l’imitazione del cadavere, per gli altri che sono centrati sul movimento, servono sostanze chimiche e mediatori importanti.
Una cascata di ormoni e neurotrasmettitori si mettono così in moto per attivare o disattivare organi e apparati. Il grande decisore è il cervello.

Una delle prime cose che avvengono è l’attivazione dei tubuli collettori renali con lo scopo fondamentale di trattenere l’acqua e alcune proteine (come la creatinina).
In condizione normale i reni producono circa 180 litri di urina primaria al giorno, e prima di arrivare al condotto di uscita dal rene, detto uretere, passano attraverso i tubuli dei collettori i quali hanno il compito di assorbire circa il 99% delle urine primarie riducendole a circa 1,2-1,5 litri di urine secondarie, che sono quelle che scarichiamo normalmente attraverso la vescica.
In pericolo o in pieno conflitto tratteniamo acqua e uriniamo molto di meno.
Ecco alcune delle sostanze che si producono nel corpo:

- Cortisolo; le ghiandole surrenali liberano nel sangue l’ormone dello stress perché è funzionale per far aumentare la forza dell’organismo. Se si è in pericolo serve molta energia!

- Adrenalina e noradrenalina; l’ipotalamo stimola la produzione di questi due importantissimi ormoni dalla funzione vaso-costrittiva, cioè tolgono il sangue da organi che non servono (apparato digerente, uro-genitale, ecc.) per direzionarlo dove invece è vitale: sui muscoli (gambe, braccia o zampe), il tutto allo scopo di scappare o attaccare. Normalmente si chiudono anche gli sfinteri perché in pericolo di vita o durante un combattimento non si può perdere tempo a defecare (decodifica biologica della stipsi).

- Glucosio; aumenta grazie al lavoro del fegato la produzione endogena di zucchero, anche perché se si è in pericolo o in lotta è necessario avere in circolo enormi quantitativi di zucchero (decodifica biologica del diabete…).
In totale assenza di glucosio nel sangue, come durante un digiuno, lo zucchero non manca: come mai? Perché il cervello può ordinare in qualsiasi momento al pancreas (cellule alfa) e al fegato di produrre tutto lo zucchero necessario! Quindi se siamo in costante conflitto avremo sempre iperglicemie, anche se si sta attenti al cibo.

- ADH; è un ormone antidiuretico liberato dalla neuroipofisi, una ghiandola posta al centro del cervello. Questa ghiandola (che è in verità un prolungamento dell’ipotalamo) produce anche ossitocina, chiamata ormone dell’amore, che viene rilasciato nel sangue quando si è felici e quando si prova piacere.
La cosa fondamentale da comprendere è che la neuroipofisi può liberare sono UNO dei due composti: Ossitocina o ADH, mai contemporaneamente!
Il messaggio fisiologico è chiarissimo: o si vive nell’amore e nel piacere (Ossitocina) o si vive nella Paura (ADH).
Se costringiamo l’organismo a produrre ogni giorno ADH significa che stiamo vivendo nell’angoscia, e questo ci impedisce di essere felici e provare piacere.
L’ADH è chiamato anche vasopressina perché blocca l’urina e fa trattenere dall’organismo, come detto prima, il liquido più importante che esista: l’acqua!

Tutto in natura è programmato e sincrono: un evento importante costringe l’intero sistema «cerebro-organico-ormonale» a predisporsi nel miglior modo possibile per superare l’empasse.
Nel mondo animale esistono, come visto, «fuga» o «attacco», perché in natura le paure sono concrete e reali, ma nel mondo degli umani le cose sono un po’ diverse…
La «fuga» e l’«attacco» sono sempre integrate nel «cambiamento»: sia aggredire che scappare necessitano di un «movimento». Va ricordato però che lotta e fuga salvano la pelle solo se mantenute entro dei “tempi biologici”, perché è anche vero che se si lotta o si fugge per molto tempo, il rischio di ammalarsi diventa elevato.

Ma mentre gli animali attaccano o scappano, la «paura virtuale» creata e veicolata dal Sistema ha fatto nascere nel cervello umano una nuova strada, o meglio un vicolo cieco che termina nella «tristezza» e «passività»!
Una persona triste è nella totale passività e quindi è ferma e bloccata.
Sentirsi impotenti e disarmati di fronte ad un evento (vero o irreale che sia, diagnosi, ecc.) è come indossare un paio di occhiali neri che non permettono di cogliere la bellezza, il frizzicorio e l’eccitazione insite nel cambiamento.
Nel buio e nella solitudine la paura lievita ancor di più, e gli eventi gestiranno e muoveranno la persona, e non viceversa: né più né meno come una bandierina al vento.
Il nostro cervello non solo ci avvisa del problema (e l’organo/apparato interessato ha una valenza simbolica millimetrica), ma contemporaneamente lavora per superarlo.
Noi cosa facciamo? Interveniamo con farmaci, terapie, interventi vari, facendo danni o bloccando tale magistrale processo biologico e sensato...

Conclusione
Se è vero, come è vero, che la paura è un veleno che può uccidere: qual è il suo antidoto?
L’unico vaccino naturale contro la paura si chiama «conoscenza»!
Se la paura è come la nebbia fitta che impedisce di vedere il cammino lasciandoci in balia degli eventi, la «conoscenza» è il sole che illumina e scalda l’aria portando chiarezza.
La conoscenza infatti può trasformare angoscia e paura (che bloccano le coscienze) in curiosità attiva e dinamica. Solo se conosciamo e comprendiamo il «senso biologico della malattia» possiamo spegnere la paura da una parte, e dall’altra sbloccare quel freno a mano tirato che ci tiene fermi.
Se viviamo con paura la diagnosi o la prognosi (più o meno infauste), stiamo letteralmente dipingendo di nero il nostro futuro! Detto in altri termini: iniziamo a scolpire il nostro nome sul freddo marmo della lapide...

La parola chiave del cervello è «cambiamento», dal greco «kàmbein», «kàmptein» che significa «curvare», «piegare» o «girare intorno». Da «kampè»: «curvatura», «tortuosità».
Quindi solo se fisicamente ci muoviamo “intorno” al problema, cioè agiamo in un senso o nell’altro, possiamo aiutare il cervello a risolverlo. Basta fare qualcosa!
Le altre cose che aiutano a superare la paura è l’accettazione di quello che sta accadendo e soprattutto l’assenza di controllo. Fintantoché non ci fideremo della sapienza magistrale della Natura e di quei programmi sviluppatisi in milioni di anni di evoluzione, continueremo a vedere persone che si ammalano e muoiono…