
Il tema al centro dell'International Delta Cure Meeting a Milano è stato l'epatite Delta, "una malattia abbastanza rara che può colpire persone giovani e progredire rapidamente verso cirrosi, scompenso, epatocarcinoma e trapianto".
Oggi "abbiamo un primo farmaco disponibile nella pratica clinica e numerose nuove terapie in fase avanzata di sviluppo".
Si tratta della Bulevirtide (commercializzata con il nome di Hepcludex), un trattamento specifico che costa la bellezza di 17.200 €!
Il farmaco è prodotto dall'azienda farmaceutica statunitense Gilead Sciences. La domanda che sorge spontanea è: come mai i nuovi farmaci costano sempre un botto?
Il senso dell'epatite
La medicina ortodossa dà la colpa al virus, ma andando oltre questa visione e le ridicole teorie virali, cerchiamo di comprenderne il senso biologico secondo una prospettiva diversa.
Il fegato è un laboratorio alchemico straordinario che svolge funzioni vitali: partecipa alla digestione, immagazzina glicogeno come riserva energetica e depura costantemente l'organismo.
L'epatite sarebbe legata alla funzione depurativa.
La ghiandola si attiva quando deve affrontare una profonda purificazione a causa di una forte "tossicità" o di un "veleno" (reale o simbolico) entrato nell'organismo.
Se abbiamo ingoiato — o siamo stati costretti a ingoiare — un "boccone avvelenato o tossico" nel nostro territorio, il vissuto è sempre caratterizzato da un forte rancore.
Da quest'ottica, la cosiddetta epatite non sarebbe causata da un fuffavirus, ma rappresenterebbe l'infiammazione delle cellule epatiche conseguente a un preciso processo biologico.
Per comprenderlo, è necessario inquadrare il funzionamento dei dotti biliari.
Il senso biologico risiederebbe nell'ulcerazione dei dotti biliari: il corpo aumenta il lume dei condotti per favorire un maggiore deflusso di bile, così da poter "digerire" le amarezze della vita e le forti contrarietà che stiamo subendo.
Durante la fase di ulcerazione della mucosa duttale intraepatica è possibile avvertire dolore al fianco destro. Il fisiologico gonfiore può inoltre indurre una stasi biliare e l'ostruzione temporanea dei dotti, provocando l'ittero.
Il "risentito" è quello di RABBIA e RANCORE nel territorio; un senso di INGIUSTIZIA che provoca profonda COLLERA per contrasti con membri del "clan" (famiglia) o sul lavoro, spesso legati a questioni materiali come soldi, patrimoni o eredità.
La bile, liquido alcalino e amaro, serve a emulsionare non solo i grassi, ma anche tali amarezze.
Nella fase di risoluzione avviene la riparazione delle ulcere.
In questo stadio, il gonfiore fisiologico può determinare nuovamente una stasi di bile (ittero).
Il vero problema, come sempre, sono le recidive: se il conflitto si ripresenta continuamente, i tessuti subiscono danni cronici che possono condurre alla cirrosi.
È dunque fondamentale uscire quanto prima dal vissuto di rabbia e rancore, cercando una compensazione o un cambiamento di prospettiva, poiché la persistenza di questo conflitto nel lungo periodo risulta estremamente pericolosa.
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