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Siamo al bivio di una scelta importantissima: una biforcazione che porta all'annientamento dell'attuale paradigma sanitario.
Continuare con la visione allopatica nichilista della medicina ortodossa oppure imboccare l'altra strada rimasta (e unica) che conduce alla libertà individuale.
Da una parte c'è la visione della medicina ufficiale, che interpreta la malattia come una condizione anomala causata da fattori sconosciuti: sfortuna, genetica difettosa, virus erranti e maledizioni divine.
È una strada che porta diretti al caos più totale.
I risultati di questa folle visione li vediamo ogni giorno: la terapia viene intesa come una “guerra al sintomo”.
Un approccio belligerante che ha lo scopo di distruggere i segnali del corpo!
Ma la soppressione dei sintomi impedisce, da un lato, l’ascolto del paziente e, dall'altro, blocca la risposta fisiologica dell'organismo.

Nella visione della Medicina Sagrada, i sintomi che il corpo manifesta non sono casuali, ma hanno un loro preciso senso e scopo!
Vedere le cosiddette "malattie" come parte di un Programma Biologico Speciale e Sensato, che l'organismo attiva in risposta a un nostro (e personalissimo) vissuto, è straordinariamente liberatorio.
Questo approccio ci permette anche di comprendere la strada terapeutica più idonea da percorrere.
Tutto torna ad avere un senso.
La sfortuna e i "fuffavirus" lasciamoli ai camici bianchi e al loro paradigma, oramai allo stadio terminale.
La Medicina Sagrada descrive esattamente le correlazioni biologiche dell’organismo quale unità indissolubile di psiche-cervello-organo. Avete letto? Unità indissolubile, non solo organi e apparati disgiunti che si "ammalano" per puro caso, come nella disumanizzante medicina odierna.
La malattia, lo ripeto, non è un errore, non è un’entità maligna (o divina) né un'aggressione esterna da combattere con ogni mezzo.
Tale comprensione, assieme alla fiducia magistrale nella Natura, permette di eliminare la causa principale dell’impotenza di fronte a un verdetto ineluttabile: "Lei ha un cancro maligno"; "Il suo è un cancro infiltrante"; "Le restano solo tre mesi di vita"...
Riprendiamo in mano la nostra Vita una volta per tutte, con responsabilità e, soprattutto, umiltà.


La Medicina Sagrada ha sconvolto ogni cosa, non quadra più nulla, tranne i fatti.
G. R. Hamer


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Nell’antica Grecia, il termine nósos indicava la malattia come un'entità oggettiva, spesso inviata dagli dèi come punizione.
Nella cultura ebraica antica il termine nega significava “piaga” o “tocco”, ed esprimeva l'idea di un contatto diretto della mano di Dio, spesso legato a una colpa morale o a una necessaria purificazione.
Mentre nella tradizione latina la parola "malattia" deriva dalla composizione di malus (cattivo) e del suffisso -attia (usato per indicare uno stato).
L’etimologia descrive quindi la malattia come uno “stato cattivo”.
Da qui nasce il legame con il termine “malato”, che deriva dal latino tardo malatus (da male habitus, cioè “che si trova in cattive condizioni”).
Sempre in latino mălus significa cattivo, mentre mālus (con la "a" lunga) è l’albero del melo, il cui frutto è mālum, la mela.
Nella tradizione cattolica il frutto proibito dell'Eden fu identificato proprio con la mela: i traduttori medievali giocarono molto sul fatto che il frutto del male (malum) avesse lo stesso suono della mela (mālum), creando un parallelismo suggestivo con la parola malattia.
Secondo questa visione, la malattia entra nel mondo solo dopo il peccato originale. Prima della caduta di Adamo ed Eva, il corpo era sano e perfetto.
Teologicamente, la malattia è l'ombra del peccato che si manifesta sulla carne.
Per millenni è stata considerata la conseguenza diretta, la punizione visibile, di una colpa.
Quanto siamo lontani oggi da questi antichi e scandalosi retaggi religiosi?

Le divinità adirate e gli spiriti punitivi di un tempo sono stati brillantemente rimpiazzati dai moderni virus e dai geni difettosi. Abbiamo solo cambiato il reparto marketing della sfiga.
Se infatti nasciamo con delle tare genetiche, non è mica colpa nostra: siamo stati semplicemente maledetti dall'alto!

La narrazione è identica, è solo diventata biochimica: il peccato originale oggi si chiama "predisposizione ereditaria" e i demoni della possessione si sono trasformati in filamenti di DNA o RNA pronti a colonizzarci al primo starnuto sul tram.
Vi ricordo infine, che in oncologia si fa ancora ricorso al termine evocativo di tumore “maligno”... “Il cancro era maligno; microbi, febbre, tutti i cosiddetti ‘sintomi di malattia’ erano maligni e dovevano essere estirpati perché peccaminosi. Siccome nessuno sapeva l’eziologia delle ‘malattie’, sono nate migliaia di terapie alternative. E quando poi Madre Natura riusciva comunque a portare a buon fine la guarigione, allora le abbiamo annoverate nei nostri successi”.G. R. Hamer


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