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Il concetto di malattia nei millenni

Nell’antica Grecia, il termine nósos indicava la malattia come un'entità oggettiva, spesso inviata dagli dèi come punizione.
Nella cultura ebraica antica il termine nega significava “piaga” o “tocco”, ed esprimeva l'idea di un contatto diretto della mano di Dio, spesso legato a una colpa morale o a una necessaria purificazione.
Mentre nella tradizione latina la parola "malattia" deriva dalla composizione di malus (cattivo) e del suffisso -attia (usato per indicare uno stato).
L’etimologia descrive quindi la malattia come uno “stato cattivo”.
Da qui nasce il legame con il termine “malato”, che deriva dal latino tardo malatus (da male habitus, cioè “che si trova in cattive condizioni”).
Sempre in latino mălus significa cattivo, mentre mālus (con la "a" lunga) è l’albero del melo, il cui frutto è mālum, la mela.
Nella tradizione cattolica il frutto proibito dell'Eden fu identificato proprio con la mela: i traduttori medievali giocarono molto sul fatto che il frutto del male (malum) avesse lo stesso suono della mela (mālum), creando un parallelismo suggestivo con la parola malattia.
Secondo questa visione, la malattia entra nel mondo solo dopo il peccato originale. Prima della caduta di Adamo ed Eva, il corpo era sano e perfetto.
Teologicamente, la malattia è l'ombra del peccato che si manifesta sulla carne.
Per millenni è stata considerata la conseguenza diretta, la punizione visibile, di una colpa.
Quanto siamo lontani oggi da questi antichi e scandalosi retaggi religiosi?

Le divinità adirate e gli spiriti punitivi di un tempo sono stati brillantemente rimpiazzati dai moderni virus e dai geni difettosi. Abbiamo solo cambiato il reparto marketing della sfiga.
Se infatti nasciamo con delle tare genetiche, non è mica colpa nostra: siamo stati semplicemente maledetti dall'alto!

La narrazione è identica, è solo diventata biochimica: il peccato originale oggi si chiama "predisposizione ereditaria" e i demoni della possessione si sono trasformati in filamenti di DNA o RNA pronti a colonizzarci al primo starnuto sul tram.
Vi ricordo infine, che in oncologia si fa ancora ricorso al termine evocativo di tumore “maligno”... “Il cancro era maligno; microbi, febbre, tutti i cosiddetti ‘sintomi di malattia’ erano maligni e dovevano essere estirpati perché peccaminosi. Siccome nessuno sapeva l’eziologia delle ‘malattie’, sono nate migliaia di terapie alternative. E quando poi Madre Natura riusciva comunque a portare a buon fine la guarigione, allora le abbiamo annoverate nei nostri successi”.G. R. Hamer


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