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Il Grande Fratello è sempre più vicino.
La Divisione Antitrust del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha dato il via libera alla fusione che unirà Paramount (CBS) e Warner Bros. Discovery, colosso che include HBO, CNN, TBS, Food Network, HGTV e lo storico studio cinematografico Warner Bros.
Il miliardario della tecnologia e dichiarato sionista Larry Ellison controlla TikTok attraverso Oracle, mentre suo figlio David Ellison controlla Paramount-Skydance e CBS.

Storicamente, il legame tra il settore finanziario ebraico e la nascita delle grandi major di Hollywood è documentato fin dagli albori del ventesimo secolo.
Il consolidamento degli studi cinematografici fu sostenuto dai finanziamenti di importanti istituti bancari dell'epoca, tra cui Lazard, Warburg, Kuhn Loeb, Lehman Brothers, Goldman Sachs, Rotschild e la banca d'affari J.P. Morgan. Quasi tutte banche ebraiche.

Per non parlare dei pionieri fondatori dell'industria del cinema statunitense, tutti immigrati di origine ebraica ashkenazita, che diedero vita a colossi come Paramount (fondata da Adolph Zukor), Warner Bros. (dei fratelli Warner), Loew's-MGM (guidata da Louis B. Mayer), Twentieth Century-Fox (creata da William Fox), Universal (da Carl Laemmle) e Columbia Pictures (fondata dai fratelli Cohn).

Oggi, attraverso massicce operazioni di fusione e acquisizione, i nuovi conglomerati privati accumulano un potere d'influenza immenso, detenendo il controllo dei media più importanti degli Stati Uniti nei settori dell'informazione, dell'intrattenimento e delle piattaforme social.
Il controllo capillare chiamato Grande Fratello è ormai una realtà.

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Marcello Pamio

L’oncologia, si sa, è il settore che più tira nel business farmaceutico.
Non c’è terapia farmacologica che possa competere con quella per il cancro: non a caso le spese oncologiche sono al primo posto per qualsiasi sistema sanitario nazionale.
Cancro a parte, a livello mondiale negli ultimi anni stiamo assistendo a mega fusioni, incredibili acquisizioni che stanno di fatto riducendo il numero degli attori in gioco a beneficio di una pericolosissima centralizzazione di tutto il business della malattia nelle mani di uno sparuto gruppo di multinazionali. Una manciata di lobbies stanno controllando e gestendo la salute e la vita di miliardi di persone.

Megafusioni
A giugno 2019 il colosso americano Pfizer, per la modica cifra di 10,64 miliardi di dollari, si è comprato la Array BioPharma. Calcolando anche il debito, la transazione è stata di ben 11,4 miliardi.
Il motivo dell’acquisizione è allargare il business del cancro, visto che la Array lavora nel «biofarmaceutico innovativo» e possiede brevetti per farmaci oncologici.
Il portfolio di Array comprende l’uso combinato di encorafenib e binimetinib per il trattamento del melanoma non operabile o metastatico, tra le altre cose.

Ma l’attuale periodo è assai interessante per tutte le acquisizioni delle grandi case farmaceutiche nel comparto oncologico.
Nel 2015 la Novartis si è accaparrata dalla GSK il reparto oncologico, così facendo la Novartis Oncology possiede un portfolio di 22 farmaci oncologici per il trattamento di oltre 25 patologie.
L’anno scorso è avvenuta una delle più grandi fusioni mai realizzate, quella tra Bayer e Monsanto.
Il colosso chimico-farmaceutico tedesco, per 63 miliardi di dollari ha inglobato il più grande gruppo mondiale nel campo delle sementi, dei fertilizzanti chimici, degli erbicidi e pesticidi.
Oggi una sola farmaceutica ha il monopolio delle sementi!
Lo scorso mese Merck&Co ha annunciato l’acquisizione di Peloton Therapeutics per 1,05 miliardi di dollari e in precedenza la Eli Lilly ha acquisito Loxo Oncology per circa 8 miliardi; mentre la Bristol-Myers ha annunciato che acquisterà Celgene in un deal da ben 74 miliardi.

Conclusioni
In futuro vedremo ancora fusione tra corporation, e lo scopo è giungere a due, massimo tre colossi che gestiranno i settori più importanti: ricerca, energia, informazione, farmaci, genetica, hi-tech e sementi (alimentazione).
Tutto questo sta avvenendo sotto l’egida delle istituzioni ufficiali e sotto l’occhio (poco attento) di quei gruppi che dovrebbero invece sorvegliare e impedire proprio la creazione di simili strutture globali.
Un tale oligopolio è molto preoccupante perché in grado di controllare la salute e la vita di miliardi di persone nel mondo.
Possono fare il bello e cattivo tempo, non solo nella commercializzazione di farmaci (visto che li producono devono ovviamente anche venderli), ma soprattutto nella R&D: Research & Development, Ricerca e Sviluppo.
Oggi infatti solo loro hanno i soldi necessari a finanziare la ricerca scientifica.
Gli Stati vengono mantenuti in crisi, proprio per averne il controllo, così i vari governi-fantoccio tagliano le spese sanitarie, quelle per la ricerca e il sociale, il tutto per la gioia immensa delle lobbies…
Ha ancora senso parlare di ricerca scientifica indipendente, quando quelli che finanziano gli studi sono gli stessi che producono i farmaci?
E’ così difficile da capire che le ricerche che loro finanziano, determinano le linee guida (i famosi protocolli) per l’utilizzo dei loro prodotti (farmaci) e servizi?
Nemmeno una mente aperta come quella di George Orwell poteva immaginare un futuro così distopico…