
L’investitore miliardario ebreo Leon Black è accusato in una causa civile di aver violentato un’adolescente all’interno della residenza di Jeffrey Epstein a New York nel 2002.
Nello specifico, la querelante ("Jane Doe") ha dichiarato di essere stata vittima del traffico di Epstein e di aver subito abusi da parte di Black quando aveva 16 anni.
Leon Black, oggi settantaquattrenne, è l'ex CEO di Apollo Global Management, società di private equity da lui co-fondata e guidata fino alle dimissioni rassegnate nel marzo 2021 a causa delle polemiche sui suoi legami con Epstein.
Nel corso degli anni, Black ha pagato a Epstein circa 158 milioni di dollari per presunte attività di "consulenza finanziaria e pianificazione fiscale". 😂😂😂
Oggi stuprare bambini si chiama "consulenza".
Black, il cui patrimonio è stimato a 14 miliardi di dollari, nega fermamente ogni accusa, sostenendo di non aver mai incontrato la donna.
Di fronte a vicende di questa gravità, la disponibilità di risorse economiche illimitate permette ai grandi personaggi di evitare le conseguenze penali.
Come scriveva George Orwell nella Fattoria degli animali: "La giustizia è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale".
Casi del genere evidenziano come il potere finanziario viene utilizzato per innalzare uno scudo protettivo che ai cittadini comuni è tragicamente negato.
E come sempre: "loro sono loro, e voi non siete un cazzo".