Ho appena finito di leggere l'ultimo libro di Federico Povoleri dedicato al Maestro. Il titolo, d'altronde, dice già tutto: "Enigma Kubrick. Cosa raccontano davvero i suoi film?". Stanley Kubrick è stato il giocatore di scacchi, lo stratega, il regista, il genio assoluto della settima arte. Il suo cinema è stato ciclicamente amato e poi odiato da tutte le ideologie politiche, sia di destra sia di sinistra, proprio perché sfugge a qualsiasi categorizzazione semplicistica. Su di lui, la critica mainstream ha scritto fiumi di parole ma, paradossalmente, avendo gli "occhispalancatichiusi" (Eyes Wide Shut, titolo non a caso del suo ultimo lavoro), non è quasi mai riuscita a comprendere i significati più profondi e occulti delle sue opere.
Kubrick ha esplicitato le pratiche violente e i rituali psicologici dell'élite al potere. Le sue pellicole mettono in scena la manifestazione di un potere pervasivo ma deliberatamente nascosto, se non del tutto invisibile, che controlla e direziona le vite delle masse. È un potere che il regista dimostra di conoscere fin nei minimi dettagli: ne comprende le dinamiche sistemiche, la filosofia di fondo e lo mostra allo spettatore in tutta la sua cruda e spietata violenza, sia fisica che psicologica.
Attraverso una fitta rete di simboli, messaggi subliminali e rigorosi riferimenti storici, Kubrick squarcia il velo sulle pratiche oscure dell'élite dominante. Attenzione, il suo cinema non si limita a una generica riflessione sull'universalità del male o sulle macro-dinamiche geopolitiche; il suo è un lucido tentativo di denunciare l'esistenza di un'umanità "altra". Una cerchia ristretta, irraggiungibile e preclusa alla gente comune, che affonda le proprie radici storiche nell'aristocrazia di sangue e nella convinzione di una superiorità legittimata per diritto divino. Questa casta elitaria percepisce il resto della popolazione mondiale come una marmaglia insignificante, una massa informe destinata esclusivamente alla sottomissione, alla manipolazione mentale e allo sfruttamento.
In conclusione, "Enigma Kubrick" è un libro che merita assolutamente di essere letto per un motivo preciso: guarisce la nostra cecità culturale. Dopo averlo letto, i capolavori del Maestro saranno visti con occhi completamente diversi. È l'antidoto perfetto per smettere di guardare lo schermo ad "occhi spalancati chiusi" e iniziare, finalmente, a vedere la realtà a occhi aperti.
Non è la prima volta che la pedagogia Waldorf, detta anche steineriana, viene criticata e attaccata. Tuttavia, ultimamente tali attacchi sono cresciuti in modo esponenziale, un fenomeno che dovrebbe far riflettere sulle dinamiche del dibattito pubblico odierno. Questa proposta educativa venne fondata nel 1919 dal filosofo e scienziato austriaco Rudolf Steiner (1861-1925), originariamente pensata per i figli degli operai della fabbrica di sigarette Waldorf-Astoria di Stoccarda. L'approccio mira a sviluppare in modo armonico le tre facoltà umane fondamentali: pensare, sentire e agire I principi fondamentali sono:
- I cicli di sviluppo: i famosi settenni, perché la crescita è divisa in periodi di sette anni, ognuno con un bisogno educativo specifico. - Insegnamento a epoche: le materie principali si studiano intensamente per blocchi di 3-5 settimane consecutive, permettendo una forte immersione e concentrazione. - Continuità del maestro: un unico maestro principale accompagna la classe per tutto il ciclo delle scuole elementari e medie. - Niente voti o libri di testo standard: non si usano i classici libri cartacei. Gli alunni creano i propri quaderni di testo, scrivendo e illustrando a mano ciò che apprendono. - Materiali naturali: i giocattoli e gli strumenti didattici sono fatti esclusivamente in materiale naturale (legno, lana e cera d'api) per stimolare il tatto e la fantasia. - Centralità dell'arte: musica, pittura, teatro, lavoro manuale (maglia, falegnameria) ed euritmia (una danza pedagogica che unisce movimento e linguaggio) si alternano alle materie scientifiche. - Contatto con la natura: si segue il ritmo delle stagioni e si celebrano feste tradizionali legate alla terra.
Nonostante l'evidente natura pedagogica e artistica del metodo, il quotidiano "La Verità", per voce della dottoressa Silvana De Mari (nota per le sue posizioni pro Sion), ha recentemente preso parte a una violenta campagna mediatica contro questa realtà. Il pretesto per questa offensiva è la presentazione del saggio "Rudolf Steiner. Fatti e misfatti dell'antroposofia", scritto da Francesco Avanzini, un medico ospedaliero del San Raffaele in pensione ed edito da Fede & Cultura. Il meccanismo retorico utilizzato è tanto antico quanto collaudato: non potendo intaccare minimamente l'efficacia pratica e il valore educativo che le scuole Waldorf dimostrano da oltre un secolo, i detrattori preferiscono spostare il mirino sulla figura del suo ideatore, attaccando pesantemente la complessa impalcatura del pensiero di Steiner. Attraverso una spregiudicata operazione di "reazione a catena" teorica, Steiner viene etichettato come un Gran Maestro del rito massonico egiziano Memphis-Misraim, colpevole di aver fondato una sorta di contro-chiesa esoterica. Da qui, l'argomentazione scivola rapidamente nell'apoteosi dell'assurdo complottista. Basandosi sul fatto che Steiner ricevette una delle sue varie affiliazioni da Theodor Reuss - figura legata anche ai diritti d'autore del noto occultista Aleister Crowley -, i critici traggono una conclusione folle: dietro lo scienziato austriaco si celerebbe Satana in persona. Scrive testualmente la De Mari: «Vi siete presi Steiner. E dietro Steiner, Reuss. E dietro Reuss, Crowley. E dietro Crowley l’Ordo Templi Orientis. E dietro tutti loro... il Nemico che nel vangelo di Giovanni ha un nome preciso». Secondo questa narrazione, l'antroposofia non sarebbe affatto una corrente filosofico-spirituale del Novecento, bensì «una setta massonica esoterica con faccia sanitaria, agricola e pedagogica». Si tratta di accuse pesanti che ignorano deliberatamente la distinzione logica tra la complessa ricerca spirituale individuale di un filosofo di inizio secolo e la pratica metodologica di una scuola moderna. La realtà dei fatti, tuttavia, smentisce categoricamente queste suggestioni da romanzo gotico. Nelle aule delle scuole steineriane non si respirano atmosfere occulte, non si trovano croci rovesciate, né piramidi con l'occhio onniveggente. I maestri non indossano grembiulini rituali o guanti bianchi, ma camici da pittura, grembiuli da falegnameria e abiti quotidiani adatti a correre e giocare. Ciò che si incontra entrando nelle classi sono bambini sereni, liberi dall'ansia della prestazione e stimolati a scoprire i propri talenti unici. Ridurre cento anni di eccellenza pedagogica mondiale a un complotto di natura demoniaca non è solo un errore storico, ma un'ingiustizia verso migliaia di famiglie e insegnanti che scelgono ogni giorno la via della bellezza, del rispetto e della crescita armonica.
Riprendo l’ottimo post del dottor Andrea Tosatto, che ringrazio per lo spunto di riflessione, e approfitto per ampliarlo soprattutto con eloquenti immagini…
Il Bohemian Grove è un boschetto privato, una specie di campeggio ampio circa 1100 ettari sito nella Contea di Sonora a 120 km da San Francisco in California.
Più che un boschetto si tratta di una foresta vera e propria, piena zeppa di altissimi abeti rossi secolari, tutti di proprietà della prestigiosa setta che prende il nome dal bosco, il Bohemian Club!
Per due settimane di fila, nella metà di luglio di ogni anno a partire dal 1899, vi soggiornano alcuni degli uomini più ricchi e potenti del pianeta: uomini d’affari, banchieri internazionali, filantropi, funzionari di governo, presidenti degli Stati Uniti, proprietari di media, attori, cantanti e qualsiasi uomo di potere.
Tanto per fare qualche nome, vi hanno campeggiato loschi individui come Henry Kissinger, David Rockfeller, Bush senior e il suo disgraziato figliolo, Bill Clinton, Dick Cheney, Tony Blair, Al Gore, Colin Powell, Donald Rumsfeld, Arnold Schwarzenegger, BonoVox (il cantante degli U2) e moltissimi altri....
La setta è chiaramente maschilista dato che l’ingresso è rigorosamente riservato ai soli maschi!
Il primo sabato del campo estivo si compie il tradizionale rito denominato «Cremation of Care», ossia una processione funebre dove uomini con tuniche, torce e pali appuntiti portano in una piroga una bara contenente l’effige di un essere umano (il “Care”) fino ai piedi di una statua alta circa 15 metri che rappresenta un gufo (animale simbolo del “club”), chiamato Moloch, la divinità adorata dai membri del Club.
Nel boschetto, la crème della crème si siede sulle rive del laghetto e davanti alla gigantesca statua brucia un feticcio umano, in una sorta di rito sacrificale officiato da sacerdoti che indossano mantelli da druidi…
Moloch è un’antica divinità pagana a cui si sacrificavano bambini, che dopo essere stati sgozzati venivano arsi.
Il gufo è presente anche nel logo del Bohemian Club e su altri edifici presenti all’interno del bosco.
Sotto il gufo viene recitato un sermone, con tanto di musiche ed effetti speciali e alla fine di una cerimonia ricca di antichi riferimenti luciferini, canaanei e babilonesi viene bruciata quest’effige umana, al grido di: «Cremation of care!».
Bohemian Club Dinner at Bohemian Grove Monte Rio, CA
A raduno finito, i «boemi» si ritirano nei 20 lussuosissimi “accampamenti” dislocati nel bosco, anche se secondo il giornale «S. Francisco Chronicle» gli incontri non terminano in questo modo, ma consumando rituali, conferenze e spettacoli di intrattenimento di vario genere...
Cosa realmente è il Bohemian Club? Rappresenta una ridicola goliardata e/o pagliacciata fatta da miliardari frustrati ed esauriti, o vi sono altre motivazioni, magari più occulte?
Possiamo realmente credere che i potenti del pianeta si riuniscano due settimane in un bosco super blindato solo per giocare a mosca cieca o a nascondino?
Molto probabilmente nel bosco boemo vengono consumati rituali esoterici e/o satanici basati su sesso e sacrifici umani (i tristemente noti «snuff-movies»), ma questa ovviamente è dietrologia…
Alla luce di quanto detto, prende meravigliosamente senso il testo di Bohemian Rhapsody dei Queen (RAPSODIA BOEMIANA) che descrive, evidentemente, un rito di iniziazione (incluso il finale: «Niente veramente importa») - CREMATION OF CARE!
Ecco il testo della canzone più ascoltata di sempre: ha superato infatti oltre 1,6 miliardi di ascolti online. Stiamo parlando del brano più trasmesso del XX secolo!
Bohemian Rhapsody
Questa è la vita vera? o è solo fantasia? Travolto da una frana Senza scampo dalla realtà Apri i tuoi occhi Alza lo sguardo al cielo e vedrai Sono solo un povero ragazzo, non ho bisogno di essere capito Perché mi lascio trasportare, sono un indolente,
Un po' su un pò giù Comunque soffi il vento, a me non importa
Mamma, ho appena ucciso un uomo, Gli ho puntato una pistola alla testa, Ho premuto il grilletto, ed ora è morto, Mamma, la vita era appena iniziata, Ma ora l’ho lasciata e l’ho buttata via Mamma, ooo Non volevo farti piangere Se non sarò tornato a quest’ora domani Va avanti, va avanti, come se niente fosse stato
Troppo tardi, è venuta la mia ora, Rabbrividisco Il corpo mi fa male in continuazione, Addio a tutti, devo andare Devo lasciarvi tutti ed affrontare la verità Mamma, ooo (comunque il vento soffia) Non voglio morire, Qualche volta vorrei non essere mai nato
Intravedo una sottile sagoma d’uomo, Scaramouch, scaramouch, ballerai il fandango? Fulmini e saette molto, molto spaventoso Galileo, Galileo, Galileo, Galileo, Galileo figaro Magnifico
Ma sono solo un povero ragazzo e nessuno mi ama solo un povero ragazzo di povera famiglia Risparmiate la sua vita da questa mostruosità mi lascio trasportare, sono un indolente, mi lascerete andare? No, non ti lasceremo andare - lasciatelo andare Non ti lasceremo andare - lasciatelo andare Non ti lasceremo andare - lasciatemi andare Non ti lasceremo andare - lasciatemi andare (mai!) Non ti lasceremo andare - lasciatemi andare Non mi lasceranno mai andare, ooo No, no, no, no, no, no, no Mamma mia, mamma mia, mamma mia lasciami andare Beelzebù ha messo un diavolo da parte per me, Per me Per me Così pensate di potermi lapidare e sputarmi in un occhio Così pensate di potermi amare e lasciarmi morire Oh tesoro non puoi farmi questo Devo solo uscirne, devo solo uscire dritto via da qui