
Il 2 dicembre 1943 al porto di Bari la nave americana John Harvey, che trasportava 150 tonnellate di Iprite (gas vescicante) alle 19:30 venne bombardata dagli aerei della Luftwaffe tedesca!
I vapori del gas mescolati alla nafta uccisero oltre 1000 persone, tra civili e militari.
Il Rapporto autoptico evidenziò sui cadaveri una aplasia del tessuto linfoide e midollare.
Da questa leucopenia il dottor Goodman ebbe l'intuizione di somministrare mostarda azotata (derivata dell’iprite) in 6 pazienti affetti da linfoma maligno.
Gli effetti - come potete immaginare - furono disastrosi, ma da questo punto inizia la folle storia della chemioterapia che giunge fino ai nostri giorni!
L'iprite e la mostarda azotata (da cui derivano i chemioterapici) sono armi chimiche vietate in guerra dalla Dichiarazione dell’Aja (1899), dalla Convenzione dell’Aja (1907), dal Protocollo di Ginevra (1925) e dalla Convenzione di Parigi (1993), ma nella guerra al cancro si possono iniettare in vena ai sudditi.
Possiamo quindi stupirci dei risultati?
Tratto dal libro "Cancro SPA", Marcello Pamio
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