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Cinque delle più grandi aziende tecnologiche americane, come Alphabet, Microsoft, Amazon, Meta e Oracle, detengono 1,65 trilioni di dollari di debito al di fuori del bilancio, superando 1,35 trilioni di dollari di passività ufficiali, come rivelato da un'indagine di Nikkei.
Questo debito nascosto è aumentato di otto volte in soli quattro anni.
Quattro di queste cinque aziende pubblicheranno i risultati nei prossimi mesi. Sebbene i loro bilanci possano sembrare gestibili, l'esposizione nascosta racconta una storia diversa.

La scappatoia che permette loro di truffare
Lo schema è semplice: firmano contratti a lungo termine per GPU e data center. Secondo le attuali regole contabili, questi obblighi rimangono al di fuori del bilancio, nascosti nelle note a piè di pagina, lontani da investitori, regolatori e dal pubblico.
Questo significa che quando Oracle espande il suo progetto Stargate con OpenAI attraverso locazioni esterne, o quando Meta struttura un campus di data center da 50 miliardi di dollari attraverso una joint venture in cui detiene solo il 20% delle quote, il debito associato non viene contabilizzato come passività. Avete capito, il giochetto?

I furbastri di Meta
L'entità di questo debito nascosto varia notevolmente tra le cinque aziende:

📌 Il debito nascosto di Meta da solo è quasi triplo rispetto alle sue passività dichiarate, ed è in testa con circa 420 miliardi di dollari di debito al di fuori del bilancio.

📌 Il debito nascosto di Oracle è aumentato più di trenta volte negli ultimi quattro anni, raggiungendo i 273 miliardi di dollari, principalmente a causa della sua aggressiva espansione nell'infrastruttura AI nell'ambito dell'iniziativa Stargate.

Una bomba a orologeria
La BIS, Banca dei Regolamenti Internazionali ha già identificato questa pratica come una potenziale fonte di contagio finanziario.
In un rapporto del marzo 2026, gli economisti della BIS hanno descritto questi accordi al di fuori del bilancio come "debito nascosto", avvertendo che creano nuovi canali per la trasmissione di shock a fondi di credito privati, assicuratori e banche.
Se la domanda di AI dovesse diminuire (e probabilmente lo farà), questi data center diventerebbero inutili. Ma le perdite non colpirebbero prima la Silicon Valley. Colpirebbero gli investitori che hanno finanziato le infrastrutture, gli assicuratori che hanno sostenuto i prestiti, i pensionati i cui risparmi sono legati a questi fondi.
La spesa globale per i data center potrebbe raggiungere i 7 trilioni di dollari entro il 2030, e l'entità dei finanziamenti che ora entrano in questo settore ha suscitato paragoni con il crollo del mercato immobiliare del 2008.
Quindi fate molta attenzione perché ne vedremo delle belle!


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Elon Musk continua con la sua blasfemia, affermando che le sue interfacce cervello-macchina daranno alle persone "superpoteri cibernetici" e realizzeranno "miracoli a livello di Gesù".
Avete capito cosa dice l'ashkenazita Muskio? Con il suo biochip impiantato nel cervello (ammesso che riescano a trovarlo, l'encefalo) non potrai più fare il bagno al mare, perché ci camminerai sopra.
Attenzione, non è il primo miliardario della Silicon Valley che cerca di introdurre la religione nella conversazione riguardo alle proprie tecnologie:

🔴 Sam Altman ha alluso alla ricerca di OpenAI di costruire una "intelligenza magica nel cielo", fondamentalmente un "Dio" (potenzialmente innescando "la fine del mondo", ma costruendo "grandi aziende" nel processo).

🔴 Peter Thiel di Palantir ha affermato che i tentativi di regolamentare l'IA rispecchiano il lavoro dell'Anticristo biblico.

🔴 Il cofondatore di Anthropic, Dario Amodei è stato criticato per trattare i prodotti della sua azienda come "una sorta di divinità".

🔴 L'ex CEO di Intel Pat Gelsinger afferma di voler "affrettare la venuta del ritorno di Cristo" attraverso l'IA

🔴 L'ex ingegnere di Google/Uber diventato fondatore della "chiesa dell'IA", Anthony Levandowski afferma che una divinità dell'IA migliorerà la società e che dovremmo tutti iniziare ad adorarla in anticipo.

🔴 Alla domanda se Dio esista, l'ex direttore dell'ingegneria di Google e sostenitore della "singolarità" Ray Kurzweil ha risposto "non ancora".

Dalle loro azioni riconoscerete i frutti di loro...
L'obiettivo dei "diavoli della tecnologia" non è quello di creare "Dio", ma di spalancare le porte al Transumanesimo e Postumano.

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Mentre Microsoft, Google Apple cercano di piazzare i loro programmi dentro ogni scuola pubblica, nella Silicon Valley e in altre aree abitate da dirigenti del settore tecnologico l'approccio ai dispositivi digitali per i loro figli è stato sempre centellinato.
Come mai questa discrepanza?
Steve Jobs, il fondatore di Apple, non permetteva alle figlie adolescenti di usare l'iPhone. Bill Gates non ha dato ai figli il cellulare prima dei 14 anni. Sundar Pichai, il CEO di Alphabet e Google ha vietato lo smartphone ai figli fino ai 14 anni. Satya Nadella, CEO di Microsoft monitora attentamente i siti visitati dai figli. Chris Anderson, ex editore di Wired e CEO di 3D Robotics ha educato i figli imponendo limiti di tempo e controlli su ogni dispositivo presente in casa. Evan Williams, co-fondatore di Twitter ai figli adolescenti ha sempre preferito comprare libri anziché gadget tecnologici, mentre Tim Cook, CEO di Apple ha proibito al nipote i social. Susan Wojcicki, CEO di YouTube ha autorizzato lo smartphone quando i suoi figli hanno cominciato ad uscire da soli, ed Evan Spiegel, co-fondatore e CEO di Snapchat ha permesso al figliastro massimo un'ora e mezza alla settimana davanti agli schermi.
Non solo i Big che costruiscono e progettano dispositivi tecnologici, software e social, non fanno usare il digitale ai propri figli, ma questi vengono educati nelle scuole Waldorf!
Tanto per capirci a Los Altos c’è la Waldorf School of the Peninsula, con circa 320 studenti, due terzi dei quali hanno genitori che lavorano per i giganti del web. Per loro niente cellulare, ma solo giocattoli in legno e interazioni all’aria aperta.
Si tratta di uno dei 270 istituti steineriani negli Stati Uniti, di cui 52 solo in California, quindi nella Silicon Valley, mentre da noi in Italia ce ne sono meno di un centinaio!
La pedagogia steineriana punta a sviluppare individualità libere, facendo emergere le potenzialità proprie di ogni bambino, rispettando i tempi di evoluzione fisica e mentale diversi per ognuno.
Come mai chi costruisce i dispositivi digitali porta i propri figli nelle scuole Waldorf? Sicuramente deriva da una paura sempre più concreta e studiata: la perdita di vivacità nei bambini correlata a un abuso di nuove tecnologie.
Sempre più studi confermano infatti che i bambini e gli adolescenti passano più ore davanti a uno schermo rispetto a dormire, e per questo manifestano inclinazione a depressione, solitudine, scarsa concentrazione, instabilità emotiva per arrivare all'autolesionismo e al suicidio. Il disagio generazionale risulta raddoppiato solo negli ultimi 5-6 anni.
Lo psicoterapeuta Alberto Pellai utilizza una azzeccata metafora: “Il cervello dei bambini è come il DAS: morbido e plasmabile finché lo lavori, ma se lo lasci riposare, si indurisce”. Il cervello è infatti neuroplastico, capace cioè di creare connessioni sinaptiche in modo esponenziale. Tuttavia, l’esposizione precoce agli schermi depotenzia questa capacità.
Ha perfettamente ragione Pellai quando dice che “il digitale sta rubando l’infanzia", e la responsabilità è dei genitori!