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Marcello Pamio - 4 maggio 2025

Era da un po' che volevo parlare di tempo e soprattutto di orologi.
Negli ultimi anni sono passato da un interesse equiparabile a zero ad una vera e propria attrazione verso gli orologi meccanici. Non saprei spiegarne i motivi, anche se spesso me lo sono chiesto.
Più questa ammirazione cresceva e più si alimentava una profonda repulsione per gli obbrobri digitali (come gli smartwatch), che reputo un insulto non solo all'intelligenza ma anche alla bellezza! Perfetti esempi che rappresentano il momento attuale, dove il falso e l'orrido la fanno da padrone.
L'orologio meccanico non è un semplice misuratempo ma un'opera d'arte ingegneristica senza-tempo. Potremmo definirlo il trionfo dell’energia cinetica e questo nonostante la tecnologia al loro interno sia ormai vecchia di centinaia di anni...

Sulla concezione del tempo gli esperti hanno consumato fiumi di inchiostro; è stato oggetto di riflessione da parte di filosofi e scienziati fin dalla notte dei tempi.
Flusso continuo, direbbe Eraclito (6-5 sec. a.C.), mentre per Kant (1724-1804) era la struttura fondamentale per la percezione del mondo. La fisica ovviamente ha detto la sua ed Einstein (1879-1955) ha disintegrato tutto con il concetto di spazio-tempo.
Morale, nessuno sa con esattezza cosa sia e forse non c'è proprio nulla da comprendere...

Quindi, nonostante sia una mera invenzione dell'uomo, la sua misurazione è sempre stata una esigenza!
Le prime civiltà avevano buoni motivi per scandire il tempo. Era importante calcolare la durata di qualcosa (come per esempio un viaggio), come pure sapere quando si fossero verificati eventi fondamentali per la sopravvivenza della specie: il momento giusto per la semina, per la raccolta, ecc.
Questo bisogno coincide con il passaggio epocale della rivoluzione agricola del neolitico (10.000 e 8.000 a.C.). Periodo questo in cui l’uomo è passato dalla caccia e la raccolta ad uno stile di vita basato sull'agricoltura e la sedentarietà. Per la prima volta era possibile accumulare cibo e risorse, per cui era di vitale importanza prevedere momenti di siccità e/o di fertilità della terra.
Ma all'epoca per unità di tempo più brevi del giorno non erano stati identificati ritmi naturali cui appoggiarsi.

Né greci, né romani, né cinesi suddivisero il giorno. La rivoluzione delle ore arrivò dal Medio Oriente. In Mesopotamia, durante il regno di Hammurabi nel 1800 a.C. i babilonesi suddivisero il giorno e la notte in 6 ore ciascuna, ma fu grazie agli egizi se il giorno venne definito in cicli di 24 ore (12 diurne e 12 notturne).
Fu così che oltre 5.000 anni fa gli egiziani adottarono il più antico modo per calcolare il tempo osservando l’ombra proiettata dal sole mediante l’uso delle meridiane, il cui disegno circolare ritorna ancora oggi negli orologi che abbiamo al polso.

Ma per rendersi indipendenti dalla luce solare sempre gli egiziani usarono l’orologio ad acqua: un recipiente munito di un forellino attraverso il quale il liquido fuoriusciva lentamente; il livello d’acqua rimanente, misurato per mezzo di tacche sulla parete interna del vaso, indicava il tempo trascorso.
Un miglioramento fu fatto nel 250 a.C. da Archimede (287-212 a.C.). Il grandissimo genio matematico siracusano collegò un galleggiante all’ingranaggio per far muovere un indicatore su ciò che oggi riconosceremmo come il classico quadrante di un orologio.
Dall'acqua siamo passati alla clessidra (dal greco klepsydra e cioè kleps “ruba”, ydra “acqua”) e infine al segnatempo a ruota.
Già nel XIII secolo grandi orologi erano a disposizione di tutti perché venivano sistemati nei campanili delle chiese per fornire le informazioni sullo scorrere del tempo.

La professione dell'orologiaio lentamente cominciava a prendere forma, ma fu solo nel XV secolo che vennero inventati il bilanciere e la molla a spirale che resero gli orologi molto più precisi e meno ingombranti del pendolo.

Christiaan Huygens

Christiaan Huygens (1629-1695) matematico, astronomo e fisico olandese (fra i protagonisti della rivoluzione scientifica e colui che brevettò l'orologio a pendolo) realizzò nel 1673 un esemplare con molla a spirale e bilanciere che si può considerare uno dei primi orologi portatili al mondo.
A nessuno però venne in mente di agganciare un bracciale per portarli al polso. Per lo più infatti venivano portati dall'uomo in un taschino del gilet, e al collo come un gioiello dalle donne.

Fu Maria Annunziata Carolina Bonaparte (1782-1839), detta Carolina Murat, Regina di Napoli e sorella di Napoleone, a commissionare nel 1810 all'inventore e orologiaio svizzero Abraham-Louis Breguet (1747-1823) fondatore nel 1775 della celebre manifattura Breguet, ancora oggi attiva, un orologio a ripetizione che fosse possibile portare al polso.

Abraham-Louis Breguet

Di questo orologio si è persa ogni traccia, per cui bisogna aspettare almeno mezzo secolo per avere il primo orologio ufficialmente da polso.
Il merito va ad Antoine Norbert Patek (1812-1877) fondatore con Jean Adrien Philippe nel 1851 di una delle manifatture orologiaie indipendenti di Ginevra più prestigiose al mondo: la famosissima Patek Philippe & Co.

Da sinistra Antoine Norbert Patek e Jean Adrien Philippe

Patek nel 1868 realizzò il primo orologio da polso per la Contessa Koscowicz d'Ungheria, da sempre affascinata dagli oggetti tecnicamente all'avanguardia e di raffinata bellezza.
Nonostante mi trovi anni luce dalla regalità, rimango anche io sempre affascinato da queste opere di un'arte sopraffine!
Ricordo infine che i segnatempo sono un investimento a lungo termine!
La domanda sale e l'offerta rallenta, ecco perché collezionare orologi diventa una forma sempre più diffusa di investimento, che va considerata sul medio e lungo periodo. Esattamente come l'oro rappresentano un bene rifugio.
In questo periodo c'è un rialzo per i modelli in acciaio, ma i classici, in metallo pregiato come l'oro, conservano sempre il loro valore.
Ma come per tutti i tipi di collezionismo servono gusto, conoscenza e passione, senza mirare al mero guadagno.
Ovviamente questo discorso vale per i brand più prestigiosi, per le marche più famose e importanti al mondo (Patek Philippe, Vacheron Constantin, Audemars Piguet, Breguet, Rolex, TAG-Heuer, Omega, Jaeger-LeCoultre, Cartier, Zenith, Hublot, Blancpain, Lange & Söhne, Panerai, Glashütte Original, IWC Schaffhausen).

Ecco alcuni modelli da sogno, montati a mano dai migliori orologiai e costituiti da centinaia di componenti meccaniche...


PATEK PHILIPPE

Grand Complications Celestial dedica il suo quadrante a una carta rotante dei corpi celesti. In qualsiasi momento si può ammirare l'esatta configurazione del cielo notturno nell'emisfero settentrionale, con il movimento apparente delle stelle, le fasi e l'orbita della Luna e il tempo di passaggio meridiano di Sirio.
Una ellisse incornicia la porzione di cielo visibile da Ginevra e da tutte le altre città situate alla stessa latitudine.
Cassa e lunetta in platino.

Grand Complications Celestial

Patek Philippe 5002P Sky Moon Tourbillon ha il quadrante opalino con goffratura incrociata Patek Philippe Calatrava, numeri romani in oro bianco, quattro quadranti secondari che indicano giorno, mese, anno bisestile ed età della luna, data retrograda in smalto rosso. Realizzato in vetro zaffiro con scala argentata di 24 ore e numeri arabi nel bordo interno per il tempo siderale, piano dell'emisfero settentrionale che ruota in senso antiorario sopra il quadrante.

Patek Philippe 5002P Sky Moon Tourbillon

VACHERON CONSTANTIN

Elegante interpretazione del calendario perpetuo, questo orologio in oro rosa 18K racchiude un movimento automatico ultra-piatto dello spessore di soli 4,05 millimetri, che indicherà l’ora esatta fino al 2100.

Vacheron Constantin Patrimony Perpetual Calendar

BREGUET

La sua complicazione consente di visualizzare la data esatta tenendo conto della lunghezza variabile dei mesi e del ciclo degli anni bisestili. Tale opera tecnica in oro bianco 18K è possibile in virtù della “memoria” meccanica di 4 anni, ossia 1461 giorni, del movimento. Eppure una complessità del genere non ha impedito a Breguet di realizzare anche un movimento tra i più sottili mai prodotti, caratterizzato dallo spessore di soli 4,5 mm. Le fasi lunari sono martellate a mano: il cielo scintilla grazie all’utilizzo di una laccatura blu satinata.

Breguet Classique Perpetual Calendar 7327. Costituito da 294 componenti meccanici!

IWC

Questo di IWC in oro 18K è il primo calendario perpetuo secolare e tiene conto automaticamente delle eccezioni del calendario gregoriano per gli anni bisestili (saltando tre anni bisestili in 400 anni). E' dotato di un’indicazione delle fasi lunari con una precisione matematica di 45 milioni di anni. Composto da 386 parti meccaniche!

IWC Portugieser Perpetual Calendar


L'OROLOGIO PIU' COMPLESSO AL MONDO

Ecco l'orologio più complesso mai realizzato da mano umana.

The Berkley Grand Complication prodotto da Vacheron Constantin, una delle più antiche manifatture di orologi al mondo, con sede a Ginevra.
Hanno impiegato qualcosa come 11 anni di sviluppo, di cui un intero anno dedicato solo al suo assemblaggio. Questo segnatempo è una pietra miliare nella storia dell’orologeria contemporanea!
Stiamo parlando del primo orologio al mondo a presentare un calendario perpetuo cinese, caratterizzato dal ciclo complesso e irregolare tipico del calendario lunisolare: il calibro di Manifattura utilizzato (3752) è stato programmato fino al 2200, compiendo un’impresa impossibile.
Questa opera è composta da 2.877 componenti meccanici diversi!


Non c'è nulla da aggiungere.

"La bellezza salverà il mondo"

Chiudo con questa frase di Fëdor Michajlovič Dostoevskij (1821-1881), tratta dal suo romanzo "L'idiota".
Questa frase è da interpretare come la promessa di salvezza tramite la bellezza, ma è anche un invito a cercarla in tutte le sue forme, sia quella più profonda e spirituale che nell'estetica materiale, come per esempio indossando al polso un segnatempo meccanico

Ho da un po' di anni la passione (ahimé) per gli orologi meccanici.
Nel tempo vi ho parlato di alcuni modelli come il Redentore Ultrablack di Venezianico, il PanoMaticLunar di Glashütte Original, il Dynawind Esercito di Wyler Vetta e l'orologio più complicato al mondo: The Berkley Grand Complication costruito dalla Vacheron Constantin.
Oggi voglio presentarvi l'ultima collezione della stupenda manifattura italiana Panerai che rende omaggio ai Navy Seals della Marina degli Stati Uniti d'America.
Il marchio ha annunciato per la prima volta una partnership con la forza militare d’élite nel settembre 2022, anche se si occupa degli orologi per la Marina degli Stati Uniti e della Marina italiana fin dagli anni Cinquanta.
Giovanni Panerai ha aperto il suo primo negozio sul Ponte alle Grazie a Firenze nel lontano 1860, ma non era il classico negozio di orologi con laboratorio, bensì la prima scuola di orologeria della città. La storia di Panerai parte proprio da qui.
La collaborazione con la Marina è iniziata agli albori del secolo scorso e non solo per i segnatempo. Per soddisfare infatti i requisiti militari della Regia Marina Italiana Guido Panerai sviluppa una polvere a base di radio per rendere i quadranti degli strumenti e dei mirini più luminosi. Così è nato il brevetto del Radiomir, una pasta di radio che diventerà un elemento chiave della produzione orologiaia. Sempre per soddisfare i parametri della Marina vengono testati diversi segnatempo per i sommozzatori del reparto acquatico ultra resistenti che saranno successivamente introdotti sul mercato civile nel 1998 con il nome di Luminor Submersible.
Panerai sposta l’attenzione oltre oceano collaborando con i Navy SEALs americani creando una serie di orologi che si distinguono per i cinturini mimetici marroni e per gli indici luminescenti color sabbia sul quadrante nero sfumato, un omaggio alle leggendarie forze speciali, il cui nome è inciso sulla parte inferiore di ogni quadrante.

La collezione Navy SEALs incarna la robusta forza e la precisione di una delle unità militari d'élite più famose del mondo.

PANERAI SUBMERSIBLE NAVY SEALS
Orologio meccanico a carica automatica costituito da 200 componenti, tra cui 31 rubini, con gli indici beige e il cinturino mimetico, insieme alle scritte Navy SEALs sia sul quadrante che sul fondello. Il cuore pulsante all’interno è il calibro automatico P.9010 con una riserva di carica di ben 3 giorni.

La cassa è importante da 47 mm di diametro in titanio satinato, mentre la lunetta girevole unidirezionale in senso antiorario con scala graduata è in Carbotech™, materiale super tecnologico, nero sfumato con indici e punti luminescenti.
Subacqueo fino alla pressione di 50 bar, cioè fino alla profondità di 500 metri!

Panerai ha sempre mantenuto fermo l'impegno nella creazione di orologi che incarnano ideali di sfida, coraggio, spirito di squadra e soprattutto resistenza.
Che si tratti di un subacqueo professionista, un avventuriero o un conoscitore di orologi high-tech realizzati magistralmente, orologi come questi sono definiti dalla passione di spingersi oltre i confini di ciò che è possibile…

Marcello Pamio - 18 novembre 2023

Glashütte Original è una azienda manifatturiera sassone che realizza stupendi e indimenticabili segnatempo. La collezione PanoMaticLunar è quella che più ha attirato la mia attenzione.
Non capivo però il motivo per cui mi piaceva così tanto, fino a che leggendone le caratteristiche ho svelato l'arcano…
La collezione si rifà alla famosissima "Divina Proporzione", sì proprio quella del grande matematico italiano Leonardo Pisano (1170-1242), meglio conosciuto come Fibonacci.

Sezione aurea

La sezione aurea è una rappresentazione figurativa del numero aureo, ossia un numero irrazionale (non termina mai) che equivale circa a 1,6180339887...
E' una delle costanti matematiche più antiche che esistano.
Non è altro che un semplice rapporto tra grandezze, ma è fondamentale in geometria, botanica, fisica, zoologia, architettura, pittura e musica!
Più in generale in Natura possiamo osservare come esista una proporzione che permette di rappresentare in maniera armonica ogni cosa!

Ora forse è più facile comprendere come il design apparentemente asimmetrico del quadrante dell'orologio rispecchi invece una geometria sacra, motivo principale della sua bellezza.
E' stato infatti sviluppato secondo le regole della "sezione aurea": uno standard di riferimento per la grazia e l'armonia, per la perfezione e l'equilibrio!
Il quadrante dell'orologio si distingue per la grafica estremamente chiara, con le indicazioni orarie da un lato (il datario leggibile tra le ore 4 e 5), e quelle astronomiche in particolare le fasi lunari dall'altro (tra le ore 2 e 3).

Quello che colpisce di questa linea è proprio la disposizione spaziale dei quadranti che si discosta dai classici schemi costruttivi.
La cassa in acciaio da 40 mm ha uno spessore di 12,70 mm ed è impermeabile fino a 5 atmosfere.
Se poi si gira l'orologio, il fondello in vetro zaffiro offre una vista straordinaria del calibro automatico 90-02, con una riserva di carica di ben 42 ore.


Queste opere d'arte nascono nel cuore della cittadina di Glashütte in Germania, dove spicca questa azienda che punta ad altissimi livelli.
I componenti filigranati di ciascun movimento degli orologi vengono sublimati da finiture decorative. Poi la meticolosa smussatura, la galvanizzazione e la lucidatura permettono risultati eccezionali.
Posso dire che l'arte dell'ingegneria tedesca incarna la quintessenza della qualità, ed è per questo che gli orologi sfoggiano il sigillo "Made in Germany", cosa questa nell'alta orologeria è abbastanza strana, visto che i marchi più noti e prestigiosi al mondo riportano invece il "Made in Swiss".

Stiamo vivendo un periodo storico molto particolare e lasciare i soldi fermi in banca è rischioso perché equivale a vederli lentamente diminuire (tasse, interessi, prelievi forzosi, ecc.). Simili orologi potrebbero rappresentare (assieme all'oro fisico) un vero e proprio investimento, dove il capitale non perde valore nel "tempo", ma ne acquista sempre più!

Marcello Pamio - 11 luglio 2023

L’uomo ha da sempre avuto il bisogno di misurare il tempo. Prima della nascita degli orologi si scrutava l’alternarsi del giorno e della notte; poi comparvero sui muri delle chiese e dei palazzi le meridiane, dopodiché le clessidre e via così fino ai giorni nostri.
Oggi nel periodo in cui il cosiddetto uomo moderno sta rovesciando tutto in senso satanico, compreso il senso stesso della Vita, potevano non ideare orologi che misurano lo scorrere del tempo al contrario?
In questo caso il tempo che manca ad una specifica scadenza...

Il riferimento al Doomsday Clock, ovvero l’orologio dell’Apocalisse, è scontato. Questo orologio è stato creato nel 1947 durante la Guerra Fredda dall’artista americana Martyl Langsdorf, moglie del fisico Alexander Langsdorf Jr. facente parte del Progetto Manhattan (sì, esatto, proprio il gruppo che scoprì le supposte atomiche usate poi sulla inerme popolazione giapponese).

Quando è stato costruito l’orologio segnava 7 minuti alla mezzanotte, dove la mezzanotte è l’ipotetica fine del mondo: il rischio dell'apocalisse nucleare!
Qualche giorno fa il Bulletin of the Atomic Scientists, l’organizzazione che si occupa dell’impatto degli sviluppi scientifici e tecnologici sulla sicurezza mondiale, ha aggiornato tale congegno.

Ora mancano solo 90 secondi alla catastrofe e non più 100 (minimo storico del 2020).

L'avvicinarsi dell'Armageddon sarebbe da imputare alla guerra in Ucraina e al cambiamento climatico. Ovviamente poteva mancare il global warming?

Non parchi del terrorismo imperante, hanno creato il Climate Clock e lo hanno piazzato sulle vetrate di un grattacielo a New York. Si tratta dell’orologio climatico che segna il tempo che manca all’umanità prima di entrare in un’irreversibile emergenza climatica. Di nuovo un’altra Armageddon!

Il nuovo orologio però è molto più preciso del Doomsday di Chicago: mancano 6 anni, 10 giorni e qualche secondo per raggiungere l’aumento della temperatura terrestre di 1,5 gradi stabiliti come limite massimo dall'Accordo di Parigi. I calcoli sono stati eseguiti dai mentecatti che lavorano per il farlocco e venduto IPCC (Gruppo Intergovernativo delle Nazioni Unite sul Clima).

Questa mega patacca è stata posizionata anche sulla facciata del MITE (ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica) a Roma. All’epoca l’eugenetista malthusiano Roberto Cingolani ha presenziato sottolineando come la transizione ecologica sia lo strumento principale per spostare queste lancette e limitare i rischi dei cambiamenti climatici.

Siamo alle solite mega colossali cagate funzionali al regime per legiferare robette ad hoc, per restringere le già miserrime libertà personali, per piazzarci nel didietro le “Città da 15 minuti” (prigioni smart a cielo aperto), le carte di credito collegate con i crediti sociali e creare terrore tra la subumanità per meglio controllarla (IT-Alert).
Ogni crisi per loro è sempre una grande opportunità!
Il vero problema è che la gente non capisce che le crisi possono essere anche per noi una grande occasione di evoluzione, di cambiamento per cambiare sto mondo!!!!

Nella storia dello sviluppo di cronografi da polso la Longines può certamente dire la sua! Negli anni Trenta ha brevettato la funzione Flyback o “ritorno in volo”. Una esigenza di puro stampo aeronautico per poter cronometrare le diverse fasi di volo, misurando più intervalli in successione continua, nonostante il cronografo in movimento. Questo grazie alla pressione e al rilascio di un solo pulsante! A dir poco geniale.
Questa funzione è nata principalmente per gli orologi dei piloti di aereo.

Non è quindi un caso che la storia della Longines accompagni lo sviluppo dell'aviazione civile e militare per tutta la prima metà del XX secolo.
Per questo motivo la marca svizzera può infatti vantare una lunga lista di aviatori ed esploratori, che per i loro avventurosi viaggi si sono affidati alle sue opere d'arte!
Uno per tutti l'aviatore americano della US Navy, Richard Evelyn Byrd (1888 - 1957) che negli anni Venti con l’ausilio di strumenti Logines fu il primo uomo ad aver sorvolato il Polo Sud!

Ammiraglio Richard Evelyn Byrd (1888 - 1957)

Il 29 novembre 1929, Byrd e il suo equipaggio, decollarono con l’aereo Ford trimotore dal campo base “Little America”. Circa 1.290 km li separava dalla destinazione e la meta fu raggiunta dopo ben 19 ore di volo. Con lui solo una bussola solare e un cronografo Flyback Longines calibro 13.33Z.

Longines Flyback 1333Z

Così recitava il radiogramma ricevuto all'epoca dalla casa: “Gli strumenti Longines e i cronometri messi a disposizione dalla società Wittnauer di New York hanno fornito un servizio altamente soddisfacente. Con tutta la nostra riconoscenza, la spedizione in Antartide di Birds”.

Richard Bird intraprenderà successivamente altre tre spedizioni in Antartide, tra cui quella del 1939 durante la quale porterà con sé un cronografo flyback con calibro 13ZN.

I segreti incredibili che nasconde l'Antartide sono stati sepolti per sempre al cimitero militare nazionale di Arlington assieme all'ammiraglio Byrd, visto che nessuno conosce cosa realmente ci sia in quel luogo ghiacciato, anche perché nessuno al mondo può andarci, con o senza Longines al polso...

Quando si parla di Wyler Vetta vengono subito alla mente orologi precisi e resistenti, per non dire estremi. Non a caso questa fu la società che introdusse le prove di caduta dall’alto per dimostrare la robustezza dei propri conta tempo. Storici sono diventati i lanci di alcuni modelli di orologio dalla Tour Eiffel e dalla Seattle Tower!
Per questo e anche altri motivi, la Wyler aveva tutte le carte in regola per rappresentare una istituzione militare. Ecco come è nata la collaborazione con l’Esercito italiano, sfociata nel Dynawind Esercito!

Un gran bell'orologio con una cassa da 42 mm e finitura sabbiata, vetro bombato antiriflesso e resistente fino a 10 atmosfere, quindi 100 metri in acqua.
Il quadrante ovviamente è verde militare con i numeri romani dove spiccano per dimensione i quattro cardinali. La finestrella del datario è stata collocata tra le ore 4 e 5, cosa che lo rende distinguibile dagli altri.
Le lancette sono a forma di gladio (spada a lama larga e corta a doppio taglio) e il contrappeso della lancetta dei secondi è una stella gialla che crea un gioco interessante. Ad ogni minuto infatti, quando passa per le 12 la stella si trova sopra la scritta "esercito" ricreando il logo ufficiale (come nella foto sopra)!
Il Dynawind è un modello in edizione limitata e numerata di 1659 esemplari.

Il prezzo varia a seconda del cinturino (890 euro in nylon color verde militare oppure 990 in acciaio a 7 maglie).
Sicuramente un orologio interessante e resistente che diventerà un pezzo da collezione...

Marcello Pamio

Prosegue la presentazione degli orologi meccanici che personalmente trovo intriganti. Ovviamente invito i collezionisti seri a girare i tacchi, in quanto non essendo un esperto ma solo un amatore improvvisato, troveranno questi articoli semplici e riduttivi. A tutti gli altri invece spero di stuzzicare un briciolo di curiosità!

Fatta questa premessa, vi anticipo che il prossimo orologio che tratterò sarà il Dynawind di Wyler Vetta in edizione limitata, oggi invece vi vorrei parlare del Redentore della Venezianico, una società tutta italiana che nasce nel 2017 con lo scopo di realizzare orologi automatici che celebrassero la stupenda città di Venezia.

Il Redentore Ultrablack è un bellissimo orologio che fonde un minimalismo a dir poco disarmante con una eleganza senza tempo, e questa non è una battuta. Non c'è datario, non ci sono i numeri e a parte il logo della società infatti il quadrante è di un color nero assoluto, non ci sono ombre e le lancette sembrano galleggiare su uno sfondo profondo e oscuro come un abisso.

Un nero così è stato ottenuto usando una esclusiva vernice giapponese brevettata: la Musou Black™. Una vernice acrilica sviluppata dalla Koyo Orient Japan e prodotta utilizzando tecnologie avanzate che ne garantiscono la qualità e la durata nel tempo. Ma la sua peculiarità è quella di riuscire ad assorbire il 99,4% della luce regalando così un'esperienza visiva indimenticabile: fa scomparire qualunque materiale ne sia coperto.
In pratica riflette solamente 0,6% della luce!
C’è poco da fare: il quadrante di Redentore Ultrablack non passa inosservato.

La cassa è in acciaio con un diametro di 40 mm. Il movimento automatico è un calibro Seiko NH35A con una riserva di carica di circa 40 ore; il vetro è in zaffiro con trattamento antiriflesso, e il cinturino poteva non essere nero?
Resistente all’acqua fino a 100 metri (10 atmosfere) ma sarebbe un sacrilegio usarlo in piscina o al mare!
Il fondello chiuso con sei viti invita ad esplorare l'ignoto e non a caso la grafica incisa rappresenta lo spazio nero del cosmo…

Un orologio interessante che merita, anche solo per il prezzo: costa 450 euro!

Marcello Pamio - 2 giugno 2023

Sognare e viaggiare con la fantasia sono ancora a gratis, vero? Anche se non sappiamo per quanto!
L'orologeria meccanica di precisione ha raggiunto livelli a dir poco pazzeschi.
L'X-Trem-1 creato da Christophe Claret racchiude nel nome tutto; è l'acronimo di eXperimental Time Research Engineering Mechanism.
Nulla di nuovo per chi conosce Christophe Claret: un orologiaio indipendente, maestro assoluto delle grandi complicazioni!
Stiamo parlando di un orologio con tourbillon volante (dispositivo che migliora la precisione degli orologi meccanici grazie al cambiamento continuo di posizione) montato su una platina in titanio tridimensionale e dotato di un sistema di indicazione retrogrado delle ore e dei minuti caratterizzato da due lancette in acciaio cave che si muovono misteriosamente senza collegamenti meccanici. Si avete letto bene: senza collegamento meccanico!

Il funzionamento di questo autentico capolavoro artistico si basa su un paradosso. Gli orologi meccanici infatti non gradiscono i campi magnetici in quanto nemici della precisione del movimento. Ebbene l’X-Trem-1 conta il tempo proprio grazie all’applicazione di un campo magnetico!!!
Ai lati della cassa infatti si trovano due piccoli tubi di vetro zaffiro sotto vuoto contenenti due piccole sfere d’acciaio vuote che vengono mosse dalla pura e semplice azione dei campi magnetici prodotti da due calamite, le quali generano il movimento delle ore e dei minuti.😱
La cassa è disponibile in tre versioni, ciascuna prodotta in soli 8 esemplari: titanio e oro grigio, titanio e oro rosa, titanio e platino.
Il prezzo è ovviamente eXtremo e proibitivo: 344mila euro!
Ma a noi piace sognare…

Marcello Pamio - 1 giugno 2023

Guardare questo capolavoro di meccanica e precisione firmato Ulysse Nardin.
Progettato per rendere la danza tra il sole e la luna comprensibile e poetica…
Massa oscillante in oro rosa, indicazioni delle fasi lunari, giorni del mese lunare, coefficiente di marea e 24 fusi orari. La cassa è in ceramica nera e titanio! A dir poco magistrale, come la simpatica analogia alla Flat Earth. La corona dei giorni del mese infatti circonda le terre come i ghiacci dell'Antartide, mentre il Sole e la Luna danzano ruotando in orbite separate.
Tranquilli questo gioiello è per pochi: 88.526 euro, esattamente come la concezione della terra piana…