
Gli scienziati hanno condotto un esperimento su 64.000 persone nate prima e dopo il periodo di razionamento dello zucchero nel Regno Unito durato fino al 1953.
Risultato: un ridotto consumo di zuccheri durante la gravidanza e nei primi due anni di vita è associato a un minor rischio di sviluppare demenza in età avanzata (riduzione del 23%) e a un ritardo nella comparsa della malattia.
Hanno come sempre scoperto l'acqua calda!
È stato ampiamente dimostrato da decenni che l'alterazione del metabolismo influenza l'attività cerebrale. Questo è il motivo per cui a livello ufficiale il "morbo di Alzheimer" viene chiamato anche "Diabete-3" perché è caratterizzato da una resistenza insulinica cerebrale che porta un ipometabolismo glucidico, ossia a una ridotta capacità di utilizzare gli zuccheri per ottenere l'energia cellulare necessaria a svolgere le funzioni neuronali.
Se i neuroni non sono in grado di usare adeguatamente il glucosio, invecchieranno e moriranno prima, e nel cervello si svilupperà una neuroinfiammazione che aprirà la strada alla neurodegenerazione...
L'ipometabolismo glucidico è stato individuato in pressoché tutte le cosiddette problematiche neurologiche (epilessia, emicrania, depressione, alterazioni delle funzioni cognitive, malattie neurodegenerative, ecc.).
Poiché il cervello usa molto bene anche chetoni e non diventa mai resistente ad essi, come avviene per il glucosio, la dieta chetogenica (eliminazione degli zuccheri) è un'ottima strategia di intervento per riattivare il metabolismo cerebrale!
I chetoni nello sviluppo del sistema nervoso
I chetoni (molecole prodotte dal fegato a partire dai grassi quando il corpo ha a disposizione pochi zuccheri da bruciare) giocano un ruolo fondamentale nel normale neurosviluppo. I bambini - non a caso - hanno un elevato livello di grasso, che ha il ruolo di supportare la crescita del cervello che, nella prima fase della vita, è l'organo che utilizza la maggior parte dell'energia.
Il bambino appena nato usa il 60% delle energie per nutrire il cervello, mentre l'adulto ne usa solo il 20%.
Il cucciolo in particolare, ma anche nell'adulto, ha un'elevata efficienza nell'utilizzare i grassi, molto superiore rispetto ad altre specie animali ed è stata proprio questa caratteristica che ha permesso all'uomo di distinguersi da tutte le specie.
Non è un caso che il latte materno sia un elemento fortemente chetogenico: si tratta di una strategia che sostiene lo sviluppo cerebrale.
Ma l'importanza di chetoni nel cervello in fase di sviluppo va oltre il ruolo bioenergetico. I chetoni servono come fonte primaria per la sintesi dei grassi, sia saturi sia monoinsaturi, e del colesterolo, nei momenti di rapida crescita del cervello.
Un eccessivo consumo di zuccheri e carboidrati, e la presenza di stati infiammatorie, portano sviluppo di insulino-resistenza e conseguente ipometabolismo glucidico che si ripercuote su tutti gli organi tra cui anche il cervello.
Il deficit energetico cerebrale, o ipo-metabolismo glucidico, è una caratteristica che si osserva nella neurodegenerazione.
La neuroinfiammazione, ossia l'infiammazione che si insinua nel cervello, e l'ipometabolismo glucidico sono due facce della stessa medaglia e contribuiscono al rischio di sviluppare problemi neurologici molto seri.
Avete capito perché bisogna ridurre drasticamente sia gli zuccheri che i carboidrati dalla dieta? Potreste diventare come Bassetti o Burioni...
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