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Se la mammografia e l’anatomia patologica diagnosticassero precocemente il cancro “maligno”, l’incidenza non aumenterebbe mai

La pubblicazione nel "The New England Journal of Medicine" dello studio dal titolo: "Effetto di tre decenni di proiezione della mammografia sull'incidenza del cancro al seno" afferma una cosa molto interessante: "l'introduzione dello screening mammografico negli Stati Uniti è stata associata a un raddoppio del numero di casos di cancro al seno (...). La malattia invasiva rappresentava circa la metà della sovradiagnosi, e circa il 20% di tutti i tumori al seno invasivi era sovradiagnosticato".
Risultato? "Il beneficio della riduzione della mortalità è probabilmente più piccolo, mentre il danno della sovradiagnosi è probabilmente più grande".
Ecco le conclusioni: "Nonostante gli aumenti sostanziali del numero di casi di cancro al seno in fase iniziale rilevati, la mammografia di screening ha solo marginalmente ridotto il tasso con cui le donne presentano un cancro avanzato. Sebbene non sia certo quali donne siano state colpite, lo squilibrio suggerisce che vi è una sostanziale sovradiagnosi, che rappresenta quasi un terzo di tutti i tumori al seno di nuova diagnosi, e che lo screening sta avendo, nel migliore dei casi, solo un piccolo effetto sul tasso di morte per cancro al seno".
La sovradiagnosi è la madre di tutte le zoccole! Trovano tumori incistati (in situ) e altre condizioni che NON creano nessun pericolo, nessun problema, ma una volta scoperte si parte con il teatrino degli orrori: visite e mammografie a gogò, biopsie inutili, per non parlare delle terapie. E nel frattempo la PAURA cresce a dismisura!
Il problema è sempre conoscitivo. Quello che viene diagnosticato nel seno di milioni di donne non implica affatto che la persona avrà un'evoluzione "maligna" (ho preso in prestito il termine dal vocabolario pretesco).
Come affermo da decenni e dimostro nei libri "Cancro SPA", "La Fabbrica dei Malati" e "Scacco a Big Pharma", gli screening servono solo a trovare il malato nel sano.
Lo studio pubblicato dall'ufficialissimo NEJM dimostra come ci sia "stato un piccolo cambiamento nell'incidenza del cancro al seno tra le donne che generalmente NON hanno fatto la mammografia". Quindi a cosa servono tutti questi esami?
È l'ennesima conferma delle straordinarie scoperte fatte dal grandissimo medico Ryke Geerd Hamer più di 40 anni fa!
Ma la religione medica e i suoi preti in camice bianco ovviamente non prendono minimamente in considerazione tali scoperte scientifiche, che spiegano al millimetro il perché di questa anomalia.
Leggete con attenzione l'articolo del "The New England Journal of Medicine" perché confuta completamente la teoria ufficiale del "cancro".
"Effetto di tre decenni di proiezione della mammografia sull'incidenza del cancro al seno".
Fonte: https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1206809

PS: nella foto l'unica mammografia completamente gratis e priva di rischi!