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Checco Zalone e la propaganda del film Buen Camino

Negli ultimi sei anni l'encefalogramma del suddito italiota si è sempre più appiattito. Nel senso che è sempre più piatto e la nuova ciofeca cinematografica firmata da Checco Zalone è solo l'ennesima conferma.
Il film Buen Camino ha stabilito un record storico al botteghino con oltre 75 milioni di euro e più di 9,3 milioni di spettatori al 5 febbraio scorso.
Personalmente non ho visto tale minchiata, piuttosto di pagare per una cosa del genere passerei una intera serata a guardare "La corazzata Potemkin" del 1925 in russo con i sottotitoli in ucraino.
Detto questo, spero che il giullare di corte Checco Zalone sia stato pagato molto bene per questa vergognosa campagna propagandistica volta a spingere i maschietti a farsi mettere le mani sulla prostata.
Nella trama del film Buen Camino infatti il tema prostata è centrale anche se trattato con il tipico tono satirico del comico. 
Il protagonista è tormentato dalla "prostata infiammata".
La pellicola si conclude casualmente con il brano "Prostata Enflamada", cantato in uno spagnolo molto maccheronico.
Il senso del film è semplice quando inquietante: se Checco il protagonista non si fosse fatto mettere un dito nel culo da un urologo avrebbe rischiato il cancro. Cazzata colossale passata per prevenzione.
Ora potete capire come mai il film è stato lodato da camici bianchi ed esperti, come l'urologo Vincenzo Mirone su Rai1 "per aver sensibilizzato il pubblico sulla prevenzione urologica". Ricevere il plauso dai medici è per me inquietante…
Non solo, dopo l'uscita nelle sale, il giornale più letto in Italia, La Gazzetta dello Sport, ha riportato una vera e propria "impennata" di visite urologiche in Italia, definendo il film il "più grande spot mai prodotto" per la salute maschile.
Il più grande spot mai prodotto. E infatti di marchetta si tratta spacciata per intrattenimento. Da vomito.
Ma la domanda che sorge spontanea è come mai si sono ridotti a fare un film sulla prostata? Forse perché i maschietti stavano disertando gli ambulatori e questo ha messo in moto la macchina bellica della propaganda di regime?
La cosa certa è che Checco Zalone si è preso una enorme responsabilità morale nei confronti di tutti quei sudditi con problemi cognitivi che dopo la visione andranno dall'urologo uscendo senza prostata.
Comunque sia: Buen Camino a tutti….verso il baratro.

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