
Lo iodio (della famiglia degli alogeni, con numero atomico 53) è un oligoelemento essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei (T3 e T4, rispettivamente triiodotironina e tiroxina), messaggeri biologici importantissimi per regolare il metabolismo e lo sviluppo corporeo. Secondo alcune ricerche lo iodio avrebbe anche un'importante funzione antiossidante e protettiva per l’apparato cardiovascolare.
Prima della Seconda Guerra Mondiale era utilizzato per curare tantissime patologie, anche se in verità lo si conosceva già da fine Ottocento.
Il biochimico ungherese Albert Szent-Gyorgyi (1893-1986), Premio Nobel per la medicina e fisiologia nel 1937, ha sempre dichiarato che quando studiava all’università lo iodio inorganico (ioduro di potassio) era considerato una panacea universale.
Quindi non c’è da stupirsi se a metà del Ventesimo secolo vi erano in commercio oltre 1.700 preparati contenenti iodio.
Negli Stati Uniti, almeno fino al 1924, nella pratica clinica veniva utilizzata la soluzione di Lugol al 5% (iodio + ioduro di potassio).
Poi nel 1930 l’industria farmaceutica ha sintetizzato gli ormoni tiroidei ed i medici hanno iniziato a prescriverli a gogò, abbandonando l’utilissimo Lugol. Con la chimica si guadagna assai.
Il vero problema è che lo iodio funzionava molto meglio ma costava troppo poco, per cui Big Pharma ha foraggiato la classica campagna di sputtanamento: assumere lo iodio saturava la tiroide danneggiando gravemente la ghiandola endocrina!
Cazzata colossale che però divenne uno dei tanti dogmi scientifici tuttora in voga.
Quale iodio
Lo iodio è presente nella forma organica, non buona per l’organismo, e in quella inorganica invece molto utile, chiamata soluzione di Lugol al 5%.
La cosa che molti ignorano, soprattutto i camici bianchi, è che lo iodio non serve solo alla tiroide ma a tutto l’organismo. Ecco perché solo 15 - 20 mg di iodio sono concentrati nella tiroide e nei suoi ormoni, mentre il rimanente 70% si trova in altri tessuti. La mucosa dello stomaco, le ghiandole del tessuto mammario, le ghiandole salivari ne contengono una concentrazione pari a quella della tiroide. Altri organi che ne hanno assolutamente necessità sono: pancreas, fegato, reni, polmoni, placenta, testicoli, ovaie, prostata, pelle, timo, cervello, articolazioni, arterie, ossa.
Un altro valido motivo per cui hanno fatto sparire questo importantissimo oligoelemento è che sua carenza provoca ritardi mentali, come la riduzione del quoziente intellettivo (QI), fino a gravi forme come il cretinismo. Visto l’odierno livello cognitivo penso che siano riusciti nel loro intento diabolico...
Dosaggio
La dose giornaliera raccomandata (RDA) è un ridicolo 0,15 milligrammi di iodio al giorno. Secondo il dottor Guy Abraham, professore di ostetricia, ginecologia ed endocrinologia alla Facoltà di Medicina dell'Università della California, per mantenere un apporto di iodio corretto servirebbero dai 12,5 ai 37,5 milligrammi di iodio al giorno, equivalenti a 2 - 7 gocce di Lugol al 5%.
Il protocollo più utilizzato consiglia 5 gocce al giorno in un bicchiere di acqua a temperatura ambiente (non calda per evitare l’evaporazione) in una sola volta.
Questa soluzione è efficace non solo per gli squilibri ormonali tiroidei (ipo e iper), ma anche per l’eliminazione attraverso le urine di metalli tossici quali: piombo, cadmio, arsenico, alluminio e mercurio.
La soluzione Lugol 5% contiene 5% di iodio e 10% di ioduro di potassio. Due gocce contengono 5 mg di iodio e 7,5 mg di ioduro di potassio, per un totale di 12,5 milligrammi.
Ecco la forma perfetta di cui il corpo necessita per essere meglio assorbita dei due componenti, ossia lo iodio ed il suo sale ioduro di potassio.
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