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Il Fiore della salute

Ragazzi, se in giro vedete questo fiore, evitate di chiamare un botanico per fare i saputelli e, per carità, lasciate in pace le forze del disordine (che hanno già abbastanza grattacapi con i parcheggi in doppia fila e le multe per bestemmie in pubblico).
Mandate una foto e la geolocalizzazione direttamente a me. Per pura curiosità scientifica, s’intende...
Spiegare la cannabis a chi pensa ancora che sia solo roba da festival reggae è un’impresa disperata.
Questa pianta è più complessa dell'algoritmo di un social network e decisamente più utile.
Limitiamoci a grattare la superficie delle sue proprietà terapeutiche, che non nascono per magia, ma grazie a un centinaio di fitocannabinoidi. I due capobanda li conosciamo tutti: il THC (quello che fa vedere i draghi alati, ma che in farmacia fa miracoli, soprattutto nel portafogli del farmacista) e il CBD (il cugino saggio e sobrio che non sballa ma risolve problemi), entrambi pronti a dialogare con il nostro sistema endocannabinoide come vecchi amici al bar.

📌 Azione analgesica e antidolorifica:
È forse la proprietà più celebre. Praticamente spegne il volume del dolore cronico e di quello neuropatico, dando una tregua anche a chi combatte con la fibromialgia (quella simpatica patologia che fino a ieri i medici liquidavano con un "sei solo un po' stressato o depresso").

📌 Effetto miorilassante e antispastico:
Se i vostri muscoli sono così tesi e rigidi da sembrare la scultura di un maratoneta di marmo, la cannabis aiuta a mollare la presa. È una manna dal cielo per ridurre la spasticità nei pazienti affetti da sclerosi multipla o malattie neurodegenerative.

📌 Azione antiemetica:
Dice addio a nausea e vomito con una decisione che i normali farmaci da banco si sognano. È fondamentale per restituire un briciolo di dignità e tregua a chi sta affrontando i pesanti cicli di chemioterapia o radioterapia.

📌 Stimolante dell'appetito (la cosiddetta fame chimica):
Il THC risveglia l'appetito anche a chi non vorrebbe vedere il cibo nemmeno in fotografia. Nei casi di forte deperimento, anoressia o per i pazienti oncologici e affetti da HIV, questa fame improvvisa non è un vizio, ma una vera e propria terapia salvavita.

📌 Effetto sedativo e ansiolitico:
Grazie al CBD, l'ansia quotidiana e i pensieri molesti delle tre del mattino vengono magicamente disinnescati. Stabilizza l'umore e regala un sonno decente a chi ha dimenticato cosa significhi dormire otto ore di fila a causa del dolore.

📌 Riduzione della pressione intraoculare:
Viene in soccorso anche nel trattamento del glaucoma, soprattutto quando i colliri tradizionali e le terapie convenzionali decidono di gettare la spugna.

📌 Azione antinfiammatoria, antiossidante e neuroprotettiva:
Il CBD si improvvisa guardia del corpo dei vostri circuiti neurali, proteggendoli dall'usura del tempo. Gli scienziati la stanno studiando per rallentare i sintomi dell'invecchiamento cerebrale. Praticamente, un restauro conservativo per i neuroni rimasti.

E tutto questo, sia chiaro, è solo la punta microscopica dell'iceberg.
Riassumendo: fa passare il dolore, rilassa i muscoli, fa tornare l'appetito, calma l'ansia e protegge il cervello...
Iniziate a capire come mai per quasi un secolo l'hanno messa al bando e demonizzata come il peggiore dei mali?
Dai, che ce la potete fare, basta un piccolo sforzo intellettivo e forse ci arrivate anche senza l'aiuto di un cannone...

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