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- Dopo l'11 settembre

La causa di Israele è la causa dell'America
Di John Kerry (candidato alla presidenza degli USA)
tratto da:
www.comedonchisciotte.net

Il mio primo viaggio in Israele ha reso reale per me tutto quello che pensavo di Israele. Mi è stato permesso di pilotare un caccia delle forze aeree dall'aeroporto di Ovda. È stato allora che mi sono reso conto di quanto grande sia l'insicurezza di Israele a causa dei suoi ristretti confini. Nel giro di alcuni minuti, mi sono trovato vicino a violare lo spazio aereo egiziano, giordano e siriano. Da quel momento, ho capito quello che sentono gli israeliani: La promessa di pace deve essere garantita prima che la Terra Promessa possa sentirsi sicura in quella sottile striscia di terra. Quindi, ritornato a terra, ho percorso il paese da Kibbutz Mizgav Am a Masada al Golan. Sono stato in un vero rifugio in un kibbutz nel nord del paese dove i bambini sono stati attaccati e ho visto i siti di lancio e le zone di impatto dei missili Katousha. Sono rimasto incantato da Tel Aviv, commosso da Gerusalemme e ispirato dal trovarmi su Capernaum [ndt: città sulla riva del mare di Galilea], guardando verso il mare della Galilea, dove ho letto ad alta voce il Sermone della Montagna. Ho incontrato gente di straordinario impegno, che onestamente e animatamente dibatteva i problemi mentre io osservavo e ascoltavo con attenzione.

Andai là come un amico per convinzione; sono tornato come un amico più profondo. Come la sola vera democrazia in Medio Oriente, Israele ha sia il peso che la gloria di una vigorosa piazza pubblica. Noi come americani dobbiamo essere i più sinceri e i migliori alleati schietti nel dire quello che pensiamo e risoluti nel tirare dritto sia nei momenti duri che nei giorni più facili.
Le famose parole di Herzl «Se lo vuoi, non è un sogno» significano la promessa e la più grande forza di Israele e la speranza che una pace sicura possa essere raggiunta. Noi dobbiamo impegnarci nell'appoggiare Israele nella ricerca precisa e esatta di quel sogno.

Non dimenticherò mai la vetta del Masnada, quando mi fermai su quel grande piano dove i nuovi soldati usavano prestare giuramento sullo sfondo del deserto. Ho passato parecchie ore con Yadin Roman discutendo se Giuseppe Flavio avesse o no ragione nel suo racconto dell'assedio se questi fossero realmente gli ultimi ebrei che combatterono per sopravvivere se essi riuscirono a fuggire in quanto non furono mai ritrovati resti che comprovassero l'avvenimento.
Dopo la discussione attraverso gli avvenimenti della storia che noi risolvemmo con un voto a favore della storia così come è stata raccontata ci fermammo sul dirupo e insieme urlammo verso l'abisso attraverso il deserto -Am Yisrael Chai [il popolo di Israele vive].

E attraverso il silenzio noi ascoltammo le voci tornare indietro noi udimmo gli echi delle anime di coloro che perirono - Am Yisrael Chai.
Lo stato di Israele vive. Il popolo di Israele vive. In questi periodi difficili dobbiamo nuovamente riaffermare che siamo arruolati per tutto il tempo necessario e riaffermare che noi crediamo che la causa di Israele sia la causa dell'America e la causa delle persone di coscienza in tutto il mondo.

John Kerry

John Kerry, autore dell'articolo, è il candidato democratico per la presidenza degli Stati Uniti. L'articolo è apparso originariamente nel Brown Students for Israel publication "Perspectives: An Israel Review"

 
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