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"Se
l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbe che
quattro anni di vita"
Albert Einstein
Pochi si
rendono conto che le api e i pipistrelli sono animali fondamentali per
l'intero ecosistema.
Non a caso rappresentano i due "animali polari" per
eccellenza: le api infatti rappresentano le forze solari e i pipistrelli
quelle lunari!
La loro diminuzione e peggio ancora scomparsa dovrebbe farci riflettere
tutti quanti per trovare una soluzione prima che sia troppo tardi.
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Api
e pipistrelli: misteriosa peste
Maurizio
Blondet - Effedieffe 28 marzo 2008
Benchè gli uni siano mammiferi e gli altri insetti,
pipistrelli ed api hanno sempre avuto qualcosa in comune. Entrambi
volano. Entrambi sono indispensabili per l’agricoltura, i pipistrelli
perché combattono gli insetti nocivi (ciascuno di loro, d’estate,
mangia insetti per la metà del suo peso ogni giorno), le api perché
necessarie ad impollinare le culture.
Ora hanno un’altra cosa in comune: una malattia sconosciuta li uccide
a migliaia, portando le due specie sull’orlo dell’estinzione. La
moria dei pipistrelli è stata notata nei nordici e nevosi stati di New
York, Vermont e Massachusetts, le cui caverne o vecchie miniere sono
siti d’ibernazione dei mammiferi volanti (1). I biologi dell’Environmental
Conservation Department hanno tentato un censimento in quattro grotte e
miniere dello Stato di New York, e calcolano che il 90% degli animaletti
che vi avevano svernato in letargo sono morti.
Li si vede uscire in pieno giorno dalle caverne, in questo
scorcio d’inverno - i pipistrelli sani volano solo di notte e
d’inverno dormono - e morire sbattendo le ali nella neve. I piccoli
corpi appaiono anormalmente emaciati; spesso gli scienziati li hanno
trovati picchiettati da un fungo e con la polmonite, ma ritengono che
queste siano affezioni secondarie.
La malattia che li uccide - chiamata Sindrome del Naso Bianco - ha causa
sconosciuta: virus o batterio, intossicazione da inquinamento o
disordine metabolico; dieci laboratori americani stanno studiando tutte
le ipotesi, ma senza esito.
Il tasso di mortalità è spaventoso: in una sola caverna
presso Albany, dove erano stati contati 15.584 pipistrelli nel 2005, se
ne sono trovati 6.735 nel 2007 e appena 1.500 quest’inverno.
Alcuni studiosi sospettano che un pesticida introdotto di recente per
stroncare il West Nile virus (il virus del Nilo) possa essere la causa
della strage, sia per intossicazione diretta sia per cause indirette,
riducendo la popolazione di insetti di cui i mammiferi volanti si
nutrono.
Altri gruppi stanno monitorando il comportamento degli
insettivori durante il letargo nella caverne con telecamere ad
infrarossi, per vedere quante volte si svegliano durante
l’ibernazione, e misurare la temperatura corporea del branco.
Il professor Thomas Kunz, biologo della Boston University, ha studiato i
resti dei pipistrelli uccisi dal misterioso male ed ha notato che sono
anormalmente magri, mancanti del grasso - specie del cosiddetto «grasso
bruno», una sorta di accumulo che si trova tra le scapole, e che
fornisce l’energia per il primo volo agli animali che escono dal
letargo. Le femmine, così magre, non raggiungono l’ovulazione e
quindi, anche se sopravvivono, non partoriscono (nelle razze studiate,
ogni femmina genera solo un figlio l’anno, il che rende più vicina la
prospettiva di estinzione).
Per contro, ben poche ricerche sono state avviate e
finanziate sulla strana malattia che sta facendo scomparire le api, come
hanno dichiarato i proprietari di 22 apiarii di dieci Stati americani.
Questi allevatori di api si trovano ogni anno in California dove portano
i loro alveari durante la fioritura dei mandorli, sia per aiutare
l’impollinazione che darà i frutti, sia per ottenere un miele
pregiato.
Ora, scambiandosi le informazioni, hanno scoperto che il 37% delle
230.500 colonie che allevano è scomparso; l’anno precedente la
perdita era stata del 30% (2). Pochi vedono le api morire.
Apparentemente, la malattia, chiamata provvisoriamente Colony Collapse
Disorder, induce un comportamento anomalo e distruttivo: le api operaie
se ne volano via, abbandonando nell’alveare la regina con le larve nei
favi, e non si trovano più.
«Se morissero le mucche la gente scenderebbe in piazza
a chiedere finanziamenti per lo studio del male», dice Jerry Hayes,
l’entomologo del Dipartimento dell’Agricoltura della Florida: «La
gente crede che il cibo gli venga dalle industrie. Ma le api impollinano
un terzo delle colture degli USA, che danno raccolti per 15 miliardi di
dollari».
Oggi, gli apicoltori hanno portato un terzo di tutte le api americane
(le superstiti) per salvare il raccolto di mandorle in California. In
Florida, si attendono questi apicoltori con i loro alveari per
impollinare migliaia di ettari di aranceti, frutteti vari e chiodi di
garofano. E’ incerto se potranno farlo l’anno prossimo. Lo stesso
vale per i pipistrelli.
«La presenza dei pipistrelli nel Texas consente ai coltivatori di
cotone di salvare da un sesto a un ottavo del raccolto, perché divorano
gli insetti nocivi», dice la dottoressa Elizabeth Buckles,
specialista in mammiferi della Cornell University: «La morìa in
corso - mezzo milione di insettivori scomparsi nel solo Vermont - avrà
di sicuro effetti economici. Li constateremo la prossima stagione, come
sovrabbondanza di insetti infestanti».
Tutti sospettano, a mezza bocca, che qualche intervento
umano da agricoltura industriale, introdotto per aumentare la
produzione, abbia sconvolto delicati e sconosciuti equilibri naturali
fra il mondo animale e vegetale, vigenti da tempo immemoriale: forse i
pesticidi chimici, forse le sementi geneticamente modificate (3),
e la scienza non sembra in grado di stabilire né la causa né i rimedi.
E le strane allarmanti pestilenze che stanno riducendo all’estinzione
api e pipistrelli coincidono con il rincaro storico dei grani e dei
prodotti agricoli in genere (più 20% in media), esso stesso causato
dalla speculazione nel «nuovo ordine globale». Il risultato può
essere la carestia globale (4). Una punizione che ci saremo
meritata.
Note
1)
Tina Kelley, «Bats perish, and no one know why», New York Times, 25
marzo 2008.
2)
Susan
Salisbury, «Bee plague worsening, anxious beekeepers say», Palm Beach
Post, 24 marzo 2008.
3)
Brit Amos, «Death of bees: GMO crops and the decline of bee colonies in
North America», GlobalResearch, 25 marzo, fornisce un’ipotesi
convincente sul perchè i campi coltivati con sementi OGM possono
influire sulle api: «There are many reasons given to the decline in
Bees, but one argument that matters most is the use of Genetically
Modified Organism (GMO) and Terminator seeds that are presently being
endorsed by governments and forcefully utilized as our primary
agricultural needs of survival. I will argue what is publicized and
covered by the media is
in actuality, masking the real problems of Terminator seeds and
Genetically Modified Organisms (GMO’s). Terminator seeds; genetically
produced and distributed by powerful multinational lobbies manipulate
government and agricultural policy to encompass their agenda of
dominance in the agricultural industry. American conglomerates such as
Monsanto, Pioneer Seeds, and others, have created seeds that do not
reproduce (whereas these seeds have a life span of the crop chosen). The
sterilizing of the plant by the means of sterilizing the flower pollen
genetically altered and mutated for production in the agricultural
industry. Logic states that if the flower pollen is sterile, bees are
potentially going malnourished and dying of illness due to the lack of
nutrients and the interruption of the digestive capacity of what they
feed on through the summer and over the winter hibernation process».
4)
Peter Popham, «Threats to millions as food aid scheme runs out of money»,
Independent, 25 marzo 2008